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"che" per "perche"
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Stefan Ram
2018-07-26 13:49:14 UTC
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Supersedes: <che-***@ram.dialup.fu-berlin.de>
[per correggere una linea di intestazione ("References")]
Supersedes: <che-***@ram.dialup.fu-berlin.de>
[Am->An]

Credo di aver sentito a volte «che» nel senso di «perché».
Ad esempio, «Andiamo, che è tardi.». Si tratta di un uso
generale o regionale, suona normale o strano (marcato)?
Valerio Vanni
2018-07-26 14:06:16 UTC
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Post by Stefan Ram
Credo di aver sentito a volte «che» nel senso di «perché».
Ad esempio, «Andiamo, che è tardi.». Si tratta di un uso
generale o regionale, suona normale o strano (marcato)?
Suona normale.

Però va scritta con l'accento, come "perché".

http://www.treccani.it/vocabolario/che/
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Klaram
2018-07-26 14:43:39 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Stefan Ram
Credo di aver sentito a volte «che» nel senso di «perché».
Ad esempio, «Andiamo, che è tardi.». Si tratta di un uso
generale o regionale, suona normale o strano (marcato)?
Suona normale.
Però va scritta con l'accento, come "perché".
http://www.treccani.it/vocabolario/che/
Si tratta di una contrazione di perché, poiché, giacché ecc., in uso
almeno dal XIII sec.
Va scritta con l'accento, però molti non lo fanno, perché la sentono
erroneamente come un che polivalente.

k
Patrizio
2018-07-26 15:24:55 UTC
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Post by Klaram
Post by Valerio Vanni
Post by Stefan Ram
Credo di aver sentito a volte «che» nel senso di «perché».
Ad esempio, «Andiamo, che è tardi.». Si tratta di un uso
generale o regionale, suona normale o strano (marcato)?
Suona normale.
Però va scritta con l'accento, come "perché".
http://www.treccani.it/vocabolario/che/
Si tratta di una contrazione di perché, poiché, giacché ecc., in uso
almeno dal XIII sec.
Infatti, a volte si vuole o preferisce non specificare.
Post by Klaram
Va scritta con l'accento, però molti non lo fanno, perché la sentono
erroneamente come un che polivalente.
Non so... mai avuto questa sensazione.
Post by Klaram
k
ciao
Patrizio
Wolfgang
2018-07-26 15:28:06 UTC
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Post by Klaram
[...]
Si tratta di una contrazione di perché, poiché, giacché
ecc., in uso almeno dal XIII sec.
Va scritta con l'accento, però molti non lo fanno,
perché la sentono erroneamente come un che polivalente.
Ecco due esempi:

(1) che: «Campa, cavallo, che l'erba cresce»
(2) ché: «Le porga la chioma ché schiava di Roma Iddio la creò»

Nell'esempio equino preferirei «ché», ma non l'ho mai visto così.

Per quanto riguarda i versi di Mameli, si vede spesso un «che» senza
accento, a mio avviso privo di logica.

Ciao,
Wolfgang
Maurizio Pistone
2018-07-26 22:01:01 UTC
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Post by Wolfgang
(1) che: «Campa, cavallo, che l'erba cresce»
(2) ché: «Le porga la chioma ché schiava di Roma Iddio la creò»
Nell'esempio equino preferirei «ché», ma non l'ho mai visto così.
il primo esempio potrebbe anche intendersi "campa cavallo [fin]ché..."
oppure "campa cavallo, [aspettando] che..."
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Maurizio Pistone
2018-07-26 22:01:01 UTC
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Post by Klaram
Va scritta con l'accento, però molti non lo fanno, perché la sentono
erroneamente come un che polivalente.
i due significati sono a volte molto vicini
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Giacobino da Tradate
2018-07-26 17:16:50 UTC
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Post by Stefan Ram
Credo di aver sentito a volte «che» nel senso di «perché».
Ad esempio, «Andiamo, che è tardi.». Si tratta di un uso
generale o regionale, suona normale o strano (marcato)?
poiché, giacché, poi che, perché, tutti abbreviati in: ché

tutto regolare ma personalmente non lo posso soffrire, lo trovo di una
affettazione insopportabile.
--
la cricca dei giacobini (C) M.G.

---
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https://www.avast.com/antivirus
Mad Prof
2018-07-26 17:46:49 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
poiché, giacché, poi che, perché, tutti abbreviati in: ché
tutto regolare ma personalmente non lo posso soffrire, lo trovo di una
affettazione insopportabile.
"Ridi, ridi, che mamma ha fatt'i gnocchi." ("i gnocchi": dialettale)

È lo stesso che/ché…? Se sì, lo troviamo anche in forme tutt'altro che
affettate.
--
Sanity is not statistical
Klaram
2018-07-27 13:42:36 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Giacobino da Tradate
poiché, giacché, poi che, perché, tutti abbreviati in: ché
tutto regolare ma personalmente non lo posso soffrire, lo trovo di una
affettazione insopportabile.
"Ridi, ridi, che mamma ha fatt'i gnocchi." ("i gnocchi": dialettale)
e il tormentone: "presto, che è tardi!"
Post by Mad Prof
È lo stesso che/ché…? Se sì, lo troviamo anche in forme tutt'altro che
affettate.
Forse quello che può apparire affettato è lo scriverlo con l'accento
in queste espressioni molto popolari.

k

Valerio Vanni
2018-07-26 17:34:26 UTC
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On Thu, 26 Jul 2018 19:16:50 +0200, Giacobino da Tradate
Post by Giacobino da Tradate
Post by Stefan Ram
Credo di aver sentito a volte «che» nel senso di «perché».
Ad esempio, «Andiamo, che è tardi.». Si tratta di un uso
generale o regionale, suona normale o strano (marcato)?
poiché, giacché, poi che, perché, tutti abbreviati in: ché
tutto regolare ma personalmente non lo posso soffrire, lo trovo di una
affettazione insopportabile.
Cosa trovi affettato, di preciso?
L'uso in sé o la grafia accentata?
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Giacobino da Tradate
2018-07-26 19:14:18 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Giacobino da Tradate
tutto regolare ma personalmente non lo posso soffrire, lo trovo di una
affettazione insopportabile.
Cosa trovi affettato, di preciso?
L'uso in sé o la grafia accentata?
uso da poetastro sdolcinato

es.

Ché troppo stanco sono e troppa stanca sei
il campanile scocca lentamente le sei

es.

quel giornalista di "sette" di un po' di anni fa, Cesare non-mi-ricordo,
che scriveva pezzulli strappalacrime infarciti di "ché" (sono arrivato a
leggerne 6 o 7 in un pezzullo solo)

es.

Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio ... un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!

Tremendo!
--
la cricca dei giacobini (C) M.G.

---
Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
https://www.avast.com/antivirus
Valerio Vanni
2018-07-27 08:26:56 UTC
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On Thu, 26 Jul 2018 21:14:18 +0200, Giacobino da Tradate
Post by Giacobino da Tradate
Post by Valerio Vanni
Cosa trovi affettato, di preciso?
L'uso in sé o la grafia accentata?
uso da poetastro sdolcinato
es.
Ché troppo stanco sono e troppa stanca sei
il campanile scocca lentamente le sei
Costa; ché mamma già tutto ci spese
quel tintinnante salvadanaio ... un cocco!
ecco ecco un cocco un cocco per te!
In questi esempi ci sono anche altre caratteristiche lontane dal
parlato comune.

Ordini invertiti (troppo stanco sono, già tutto ci spese), un'accordo
molto strano (che non mi torna per niente "troppa stanca").

Di per se, il "ché" sta anche in frasi comuni.

"Parlaci tu, ché a me non mi sopporta".
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Father McKenzie
2018-07-27 08:56:01 UTC
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Post by Valerio Vanni
In questi esempi ci sono anche altre caratteristiche lontane dal
parlato comune.
Ordini invertiti (troppo stanco sono, già tutto ci spese
Per un siculo, parlato comune sarebbe, ah :-D
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Gennaro
2018-07-27 07:35:45 UTC
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Post by Stefan Ram
[per correggere una linea di intestazione ("References")]
[Am->An]
Credo di aver sentito a volte «che» nel senso di «perché».
Ad esempio, «Andiamo, che è tardi.». Si tratta di un uso
generale o regionale, suona normale o strano (marcato)?
Chiamasi "che" polivalente. Può avere anche la funzione di quando>in
cui, come in "il giorno che ti ho incontrato".
Fa parte dell'italiano standard.
Father McKenzie
2018-07-27 08:01:48 UTC
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Post by Gennaro
Chiamasi "che" polivalente. Può avere anche la funzione di quando>in
cui, come in "il giorno che ti ho incontrato".
Fa parte dell'italiano standard.
IO cerco di evitarlo, non per affettazione (anche se gli affettati sono
buoni) ma perché mi sembra opportuno.
IL giorno IN CUI ti ho incontrato.
Su, andiamo, giacché si è fatto tardi (dato che, visto che, ora che,
considerato che...)
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Valerio Vanni
2018-07-27 08:37:37 UTC
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On Fri, 27 Jul 2018 10:01:48 +0200, Father McKenzie
Post by Father McKenzie
Post by Gennaro
Chiamasi "che" polivalente. Può avere anche la funzione di quando>in
cui, come in "il giorno che ti ho incontrato".
Fa parte dell'italiano standard.
IO cerco di evitarlo, non per affettazione (anche se gli affettati sono
buoni) ma perché mi sembra opportuno.
IL giorno IN CUI ti ho incontrato.
Così a orecchio, mi suona solo "appena male" il "che" per "in cui"
temporale.

Lo trovo invece terribile in altri casi "a cui" "con cui" "in cui"
spaziale.
Esempi tratti da treccani:

(10) ho sentito delle cose che al limite non avevo fatto caso [= delle
cose a cui non avevo fatto caso]

(11) il paese che sono stato domenica scorsa si chiama P. [= il paese
in cui sono stato]

(12) l’amico che stavo parlando un attimo fa è una vecchia conoscenza
[= l’amico con cui stavo parlando]
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Father McKenzie
2018-07-27 08:55:05 UTC
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Post by Valerio Vanni
(10) ho sentito delle cose che al limite non avevo fatto caso [= delle
cose a cui non avevo fatto caso]
(11) il paese che sono stato domenica scorsa si chiama P. [= il paese
in cui sono stato]
(12) l’amico che stavo parlando un attimo fa è una vecchia conoscenza
[= l’amico con cui stavo parlando]
Sai, saremo conservatori, ma a scuola li segniamo in blu.
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
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