Discussione:
Escilo!
(troppo vecchio per rispondere)
Gennaro
2017-03-16 18:49:10 UTC
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Raw Message
Sentito in una pubblicità su Radio24. Probabilmente è utilizzato in
forma espressiva e caricaturale, ma mi dà l'idea che si stia diffondendo
sempre più.
Farà la fine di "settimana prossima"?
Tony the Ice Man
2017-03-17 23:10:43 UTC
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Raw Message
Post by Gennaro
Sentito in una pubblicità su Radio24. Probabilmente è utilizzato in
forma espressiva e caricaturale, ma mi dà l'idea che si stia diffondendo
sempre più.
Farà la fine di "settimana prossima"?
È la risposta studiosa ad "escile."
Dragonòt
2017-03-18 07:13:15 UTC
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Raw Message
Post by Tony the Ice Man
Post by Gennaro
Sentito in una pubblicità su Radio24.
È la risposta studiosa ad "escile."
Parafrasando beccaria, ex-pres. della crusca, è la dimostrazione che
l'italiano non è una lingua, ma solo un insieme di dialetti.
Bepe
Tony the Ice Man
2017-03-18 17:55:41 UTC
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Raw Message
Post by Dragonòt
Post by Tony the Ice Man
Post by Gennaro
Sentito in una pubblicità su Radio24.
È la risposta studiosa ad "escile."
Parafrasando beccaria, ex-pres. della crusca, è la dimostrazione che
l'italiano non è una lingua, ma solo un insieme di dialetti.
Stavo facendo un riferimento alla afida sul Facebook (#escile, #escilo)
l'anno scorso tra le università di Palermo e Milano. Non riesco a
parlare in un modo informato per quanto riguarda la sua dichiarazione,
ma ho letto un articolo, interessante e spiritoso per me, che l'indirizza.

http://tuttofamedia.com/2011/05/lintransigente-intransitivo-che-tanto-intransigente-non-e/
Mad Prof
2017-03-18 18:18:11 UTC
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Post by Tony the Ice Man
ho letto un articolo, interessante e spiritoso per me, che l'indirizza.
In questo contesto, 'to address' non va tradotto con indirizzare. Puoi dire
che un articolo è indirizzato a qualcuno, riferendoti a chi questo articolo
si rivolge, ma parlando dell'argomento, dovresti dire "ho letto un articolo
in proposito", o "al riguardo", "su questo argomento" o altre formule
simili. Volendo usare un verbo, potresti dire "che tratta di questo
argomento".
--
73 is the Chuck Norris of numbers.
Tony the Ice Man
2017-03-18 22:42:35 UTC
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Raw Message
Post by Mad Prof
Post by Tony the Ice Man
ho letto un articolo, interessante e spiritoso per me, che l'indirizza.
In questo contesto, 'to address' non va tradotto con indirizzare. Puoi dire
che un articolo è indirizzato a qualcuno, riferendoti a chi questo articolo
si rivolge, ma parlando dell'argomento, dovresti dire "ho letto un articolo
in proposito", o "al riguardo", "su questo argomento" o altre formule
simili. Volendo usare un verbo, potresti dire "che tratta di questo
argomento".
OK, grazie, capito. Dapprima, ho scritto "l'affronta." Inoltre non va?
Di solito scrivo "che tratta di" ma sono in un periodo di sperimentazione.
Mad Prof
2017-03-19 10:50:28 UTC
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Raw Message
Post by Tony the Ice Man
Post by Mad Prof
Post by Tony the Ice Man
ho letto un articolo, interessante e spiritoso per me, che l'indirizza.
In questo contesto, 'to address' non va tradotto con indirizzare. Puoi dire
che un articolo è indirizzato a qualcuno, riferendoti a chi questo articolo
si rivolge, ma parlando dell'argomento, dovresti dire "ho letto un articolo
in proposito", o "al riguardo", "su questo argomento" o altre formule
simili. Volendo usare un verbo, potresti dire "che tratta di questo
argomento".
OK, grazie, capito. Dapprima, ho scritto "l'affronta." Inoltre non va?
Affrontare è corretto, anche se potrebbe risultare un po' troppo serioso,
visto l'argomento e il tenore dell'articolo…

Nella tua frase qui sopra, "inoltre non va?" non risulta molto
comprensibile, anche se intuisco quello che volevi dire. Non so che
costruzione inglese avessi in mente, ma in italiano potresti dire: "sarebbe
andato (o andava, meno formale) bene lo stesso?"

Ti riscrivo qui sotto la frase in una forma che a me suonerebbe più
'naturale'…

OK, grazie, capito. Prima avevo scritto "l'affronta". Andava bene lo
stesso?
--
73 is the Chuck Norris of numbers.
Voce dalla Germania
2017-03-18 19:52:05 UTC
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Post by Dragonòt
Parafrasando beccaria, ex-pres. della crusca, è la
dimostrazione che
l'italiano non è una lingua, ma solo un insieme di dialetti.
Grazie per il pugno in faccia ai milioni di italiani che,
come me, hanno come madreLINGUA non un dialetto, bensì
proprio l'italiano, con un accento regionale più o meno marcato.
Per caso non ti sei ancora accorto che scrivi a
it.cultura.linguistica.ITALIANO???
Facci un favore e scrivi solo a it.cultura.linguistica.tuo
dialetto, qualunque esso sia, o a
it.cultura.linguistica.padano, se continui a credere che la
koinè lombardo-veneta sia ancora viva ai giorni nostri.

Per te l'italiano degli annunciatori di Radio Padania e
quello degli annunciatori di Radio Giornale di Sicilia
sarebbero due lingue o dialetti diversi? Per me è UN
italiano con accenti diversi, così come chi sa abbastanza
l'inglese sente subito la differenza tra CNN e BBC, che però
sono entrambi in inglese, a TV5Monde sento perfino io la
differenza tra i telegiornali francesi e quello del Quebec
(e probabilmente un madrelingua francofono sente anche la
differenza col telegiornale belga e quello della Svizzera
romanda) e chi sa abbastanza il tedesco sente a 3sat quella
tra i telegiornali tedeschi e quelli austriaci (e svizzeri,
quando non trasmettono interviste nella parlata locale, che
non a caso vengono sottotitolate, perché altrimenti tedeschi
e austriaci capirebbero la metà scarsa).
Dragonòt
2017-03-18 23:21:59 UTC
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Per me è UN italiano con accenti diversi,
"escilo" è un italiano con un accento diverso?
Bepe
Tony the Ice Man
2017-03-19 05:53:29 UTC
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Post by Dragonòt
Per me è UN italiano con accenti diversi,
"escilo" è un italiano con un accento diverso?
Davvero? È ovvio che VdG ha risposta alla tua dichiarazione che
l'italiano non è una lingua, e la sua dichiarazione tratta di un
paragone tra diversi annunciatori di radio.

Forse hai capito male intenzionalmente? Di solito le persone meschine
prendono questo sentiero. Buzzati sarebbe stato deluso in te.
Voce dalla Germania
2017-03-20 10:14:19 UTC
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Post by Dragonòt
Per me è UN italiano con accenti diversi,
"escilo" è un italiano con un accento diverso?
È sicuramente italiano, anche se sgrammaticato. Ti
garantisco che non è tedesco o finlandese e nemmeno vietnamita.
Dragonòt
2017-03-20 19:32:12 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Post by Dragonòt
Per me è UN italiano con accenti diversi,
"escilo" è un italiano con un accento diverso?
È sicuramente italiano, anche se sgrammaticato.
Avevi parlato di accenti diversi ;-)
Bepe
Fathermckenzie
2017-03-19 07:33:45 UTC
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Post by Dragonòt
"escilo" è un italiano con un accento diverso?
E' dialetto, ma i sudisti con il minimo sindacale di studi non parlano
in questo modo, se non ci credi fatti un giro dalle mie parti, ma non
nelle osterie fuori porta.
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Dragonòt
2017-03-19 07:58:47 UTC
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Post by Fathermckenzie
Post by Dragonòt
"escilo" è un italiano con un accento diverso?
E' dialetto,
E questo è quello che conta in un gruppo di linguistica.
Le altre sono [bip] off topic.
Bepe
p***@gmail.com
2017-03-19 08:24:26 UTC
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Post by Voce dalla Germania
e chi sa abbastanza il tedesco sente a 3sat quella
tra i telegiornali tedeschi e quelli austriaci (e svizzeri,
quando non trasmettono interviste nella parlata locale, che
non a caso vengono sottotitolate, perché altrimenti tedeschi
e austriaci capirebbero la metà scarsa).
L`accento svizzero di Jung si distingue facilmente, anche senza conoscere bene il tedesco:


androidino da tradate
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Post by Tony the Ice Man
ma ho letto un articolo, interessante e spiritoso per me,
Anche "Sortire" in Italiano è sempre esistito ma si usa in modi e
circostanze codificate dall'uso

"Gli sforzi dell'amministratore non hanno sortito l'esito sperato
e adesso la ditta è in liqudazione": OK

"La modella non ha sortito le tette e gli ammiratori sono rimasti
delusi": NO

L'uso scorretto o corretto dipende dal grado di burinaggine (vero
o simulato) del parlante.
--
illuminismo e razionalità


----Android NewsGroup Reader----
http://usenet.sinaapp.com/
Dragonòt
2017-03-19 09:05:08 UTC
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Raw Message
L'uso scorretto o corretto dipende dal grado di burinaggine (vero o
simulato) del parlante.
Dal punto di vista linguistico questo ha poco senso.
Se si fossero seguite le indicazioni dell'Appendix Probi non si sarebbero
formate le lingue romanze.
Bepe
Tony the Ice Man
2017-03-19 18:00:44 UTC
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Raw Message
Post by androidino da tradate
Post by Tony the Ice Man
ma ho letto un articolo, interessante e spiritoso per me,
Anche "Sortire" in Italiano è sempre esistito ma si usa in modi e
circostanze codificate dall'uso
"Gli sforzi dell'amministratore non hanno sortito l'esito sperato
e adesso la ditta è in liqudazione": OK
"La modella non ha sortito le tette e gli ammiratori sono rimasti
delusi": NO
L'uso scorretto o corretto dipende dal grado di burinaggine (vero
o simulato) del parlante.
Burinaggine, è dialetto romano? La cosa che non capisco è che a volte
l'uso di una parola di dialetto fa qualcuno burino, e ad altre volte è
accettato senza commento. Che cos'è l'elemento determinativo? La
latitudine del dialetto? La presunzione del interlucutore? O forse, per
ogni parola, è un processo di selezione naturale e la decisone è fatto
non di chi, ma del tempo?
Mad Prof
2017-03-19 19:02:13 UTC
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Raw Message
Post by Tony the Ice Man
Burinaggine, è dialetto romano?
Sì e no. Diciamo che è una parola coniata a partire da un termine
dialettale romano: burino.
Al giorno d'oggi equivale a cafone, villano ed è usato in special modo per
indicare gli abitanti dei paesi intorno a Roma. Una volta indicava
specificamente i contadini romagnoli che venivano a Roma a lavorare. Nei
sonetti del Belli si trova solo nella forma burrino.

<http://www.treccani.it/vocabolario/burino1>
--
73 is the Chuck Norris of numbers.
p***@gmail.com
2017-03-19 19:07:00 UTC
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Raw Message
Post by Tony the Ice Man
Burinaggine, è dialetto romano? La cosa che non capisco è che a volte
l'uso di una parola di dialetto fa qualcuno burino, e ad altre volte è
accettato senza commento. Che cos'è l'elemento determinativo? La
latitudine del dialetto? La presunzione del interlucutore? O forse, per
ogni parola, è un processo di selezione naturale e la decisone è fatto
non di chi, ma del tempo?
Quando parli di presunzione dell`interlocutore, stai pensando forse a Gadda?

"Sicconno si ciaveva sigherette cor bocchino d’oro, o si nun ce l’aveva pe gnente, o si ce l’aveva appena crompe, ma nazzionale che puzzeno. Giocava a fa er cocco. Artre vorte ghiribizzoso come una banderola. Sicché allora le trascurava, ma già! le sore frasche. Era allora propio che loro s’ammattiveno. Si concedeva dopo lungo reluttare o dopo interminato anelare e basire della vittima, strascicandone l’estuoso abbandono o sfibrandone la indocilità renitente mediante una erogazione di pseudo-sintomi (in realtà suggerimenti) alternati a contrasto, a sì e no. M’ama e nun m’ama. Te vojo nun te vojo. E comunque alle predestinate e rare, con arcana delibera elette, si concedeva: come la Salute Eterna in Giansenio."
Tony the Ice Man
2017-03-19 19:40:28 UTC
Permalink
Raw Message
Post by p***@gmail.com
Post by Tony the Ice Man
Burinaggine, è dialetto romano? La cosa che non capisco è che a volte
l'uso di una parola di dialetto fa qualcuno burino, e ad altre volte è
accettato senza commento. Che cos'è l'elemento determinativo? La
latitudine del dialetto? La presunzione del interlucutore? O forse, per
ogni parola, è un processo di selezione naturale e la decisone è fatto
non di chi, ma del tempo?
Quando parli di presunzione dell`interlocutore, stai pensando forse a Gadda?
Carlo Emilio Gadda? Sopravvaluti la mia conoscenza dell'italiano e la
storia della cultura italiana. Più probabilmente, penserò ad
In-A-Gadda-Da-Vida che era lo stesso presuntuoso.
Giacobino da Tradate
2017-03-19 20:23:59 UTC
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Raw Message
Post by Tony the Ice Man
L'uso scorretto o corretto dipende dal grado di burinaggine (vero o
simulato) del parlante.
Burinaggine, è dialetto romano?
Si', il burino (asino) e' lo zotico della Ciociaria. La Ciociaria era
famoso per i pastori di pecore: brava gente ma ignorantee e sudicia.
--
La cricca dei giacobini (C) M.G.
ADPUF
2017-03-19 23:36:07 UTC
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Raw Message
Post by Giacobino da Tradate
Post by Tony the Ice Man
Post by androidino da tradate
L'uso scorretto o corretto dipende dal grado di burinaggine
(vero o simulato) del parlante.
Burinaggine, è dialetto romano?
Si', il burino (asino) e' lo zotico della Ciociaria. La
Ciociaria era famoso per i pastori di pecore: brava gente ma
ignorantee e sudicia.
I cittadini, ovunque, hanno sempre disprezzato i campagnoli.

Anche "villano" e "zotico" significa "campagnolo" in origine,
no?

(Anche "idiota"? "Cafone", non so)

In USA: "rednecks"...
--
AIOE °¿°
Tony the Ice Man
2017-03-20 01:45:05 UTC
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Raw Message
Post by ADPUF
Post by Giacobino da Tradate
Post by Tony the Ice Man
Post by androidino da tradate
L'uso scorretto o corretto dipende dal grado di burinaggine
(vero o simulato) del parlante.
Burinaggine, è dialetto romano?
Si', il burino (asino) e' lo zotico della Ciociaria. La
Ciociaria era famoso per i pastori di pecore: brava gente ma
ignorantee e sudicia.
I cittadini, ovunque, hanno sempre disprezzato i campagnoli.
Anche "villano" e "zotico" significa "campagnolo" in origine,
no?
(Anche "idiota"? "Cafone", non so)
In USA: "rednecks"...
Sì, e no. L'etimologia di "rednecks" è ambigua. Sembra probabile che
tratti della gente che lavora fuori col collo esposto al sole ma ci sono
altre possibilità.

Quest'articolo da una spiegazione comprensiva, ma purtroppo in inglese.
http://www.usaonrace.com/stereotypes-labels/912/origin-of-redneck-a-term-that-crosses-race-geography.html

Per coincidenza ho appena cominciato leggere un libro col titolo "White
Trash. The 400-Year Untold History of Class in America." Se trovo
qualcosa d'interesse riguardo a redneck, ti darò un grido.

(Avrei Potuto dire "ho fresco fresco cominciato leggere..." ma mi sarei
sembrato troppo burinaggine?)
ADPUF
2017-03-23 00:19:23 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Tony the Ice Man
Post by ADPUF
I cittadini, ovunque, hanno sempre disprezzato i campagnoli.
Anche "villano" e "zotico" significa "campagnolo" in
origine, no?
(Anche "idiota"? "Cafone", non so)
In USA: "rednecks"...
Sì, e no. L'etimologia di "rednecks" è ambigua. Sembra
probabile che tratti della gente che lavora fuori col collo
esposto al sole ma ci sono altre possibilità.
Quest'articolo da una spiegazione comprensiva, ma purtroppo
in inglese.
http://www.usaonrace.com/stereotypes-labels/912/origin-of-redneck-a-term-that-crosses-race-geography.html


Intrestng!
Post by Tony the Ice Man
Per coincidenza ho appena cominciato leggere un libro col
titolo "White Trash. The 400-Year Untold History of Class in
America." Se trovo qualcosa d'interesse riguardo a redneck,
ti darò un grido.
(Avrei Potuto dire "ho fresco fresco cominciato leggere..."
ma mi sarei sembrato troppo burinaggine?)
Mai sentito "fresco fresco"... ma non escludo che qualcuno lo
dica.

Un modo colloquiale potrebbe essere:
- Ho /giusto/ cominciato *a* leggere...

(nota che c'è un 'a' prima di "leggere")
--
AIOE °¿°
Tony the Ice Man
2017-03-23 01:05:23 UTC
Permalink
Raw Message
Post by ADPUF
Post by Tony the Ice Man
(Avrei Potuto dire "ho fresco fresco cominciato leggere..."
ma mi sarei sembrato troppo burinaggine?)
Mai sentito "fresco fresco"... ma non escludo che qualcuno lo
dica.
- Ho /giusto/ cominciato *a* leggere...
(nota che c'è un 'a' prima di "leggere")
Un'amica di Bari me l'ha detto invece di dire "sono appena arrivata."
Lei ha inserito le parole "fresca, fresca," e, sapere che non sono
madrelingua, ha chiarificato che l'espressione era slang."
ADPUF
2017-03-23 20:46:44 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Tony the Ice Man
Post by ADPUF
Post by Tony the Ice Man
(Avrei Potuto dire "ho fresco fresco cominciato leggere..."
ma mi sarei sembrato troppo burinaggine?)
Mai sentito "fresco fresco"... ma non escludo che qualcuno
lo dica.
- Ho /giusto/ cominciato *a* leggere...
(nota che c'è un 'a' prima di "leggere")
Un'amica di Bari me l'ha detto invece di dire "sono appena
arrivata." Lei ha inserito le parole "fresca, fresca," e,
sapere che non sono madrelingua,
sapendo che...
Post by Tony the Ice Man
ha chiarificato
meglio "chiarito"
Post by Tony the Ice Man
che l'espressione era slang."
Colloquiale.

Quindi ora sappiamo che si usa al Sud, almeno.

Sì adesso che ci penso devo averlo sentito dire anche io.

Ma non nel contesto della tua frase, non mi suona bene.
--
AIOE °¿°
Klaram
2017-03-23 12:47:44 UTC
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Raw Message
Post by ADPUF
Mai sentito "fresco fresco"... ma non escludo che qualcuno lo
dica.
- Ho /giusto/ cominciato *a* leggere...
È dialettale; "giusto" sta per "proprio".

I son giust rivà adess, sono giusto arrivato adesso.

Ghe voeur giust un come ti
liber d'es, d'andà e venì...
(milanese)

k
Mad Prof
2017-03-23 14:26:53 UTC
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Raw Message
Post by Klaram
È dialettale; "giusto" sta per "proprio".
Perché dialettale…? A me sembra una forma valida anche in italiano.
--
73 is the Chuck Norris of numbers.
Klaram
2017-03-23 18:02:06 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Mad Prof
Post by Klaram
È dialettale; "giusto" sta per "proprio".
Perché dialettale…? A me sembra una forma valida anche in italiano.
In certi casi sì, ma l'esempio dell'AD dei Puffi: "ho giusto
cominciato a leggerlo" non mi sembra un bell'italiano, mentre in alcuni
dialetti sarebbe perfetto.

k
p***@gmail.com
2017-03-23 14:44:00 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Klaram
Post by ADPUF
Mai sentito "fresco fresco"... ma non escludo che qualcuno lo
dica.
- Ho /giusto/ cominciato *a* leggere...
È dialettale; "giusto" sta per "proprio".
I son giust rivà adess, sono giusto arrivato adesso.
Ghe voeur giust un come ti
liber d'es, d'andà e venì...
(milanese)
Pero` "giusto in tempo" non mi sembra dialettale; oppure, usato ironicamente: "giusto te mancavi!".

In italiano "giusto" si puo` raddoppiare: "e` passato giusto giusto [precisamente] un anno".
posi
2017-03-19 12:13:46 UTC
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Post by Dragonòt
Post by Tony the Ice Man
Post by Gennaro
Sentito in una pubblicità su Radio24.
È la risposta studiosa ad "escile."
Parafrasando beccaria, ex-pres. della crusca, è la dimostrazione che
l'italiano non è una lingua, ma solo un insieme di dialetti.
Bepe
Invece di parafrasarte Beccaria, non potresti chiarie un po' meglio che
cosa vorresti dimostrare e in che modo?

E' perfettamente normale che in una lingua vengano a volte usati termini
provenienti da un'altra lingua, che può essere più o meno vicina alla
lingua che si sta usando.
Dragonòt
2017-03-19 13:15:11 UTC
Permalink
Raw Message
Post by posi
E' perfettamente normale che in una lingua vengano a volte usati termini
provenienti da un'altra lingua, che può essere più o meno vicina alla
lingua che si sta usando.
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
Bepe
Wolfgang
2017-03-19 14:10:43 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Dragonòt
Post by posi
E' perfettamente normale che in una lingua vengano a volte
usati termini provenienti da un'altra lingua, che può essere
più o meno vicina alla lingua che si sta usando.
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
Forse è frutto di un refuso. Infatti, con un'acca in più diventa il
nome italiano del grande drammaturgo greco Αἰσχύλος.

Xαίρετε,
Βόλφγκανγκ
Tony the Ice Man
2017-03-19 17:08:23 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Dragonòt
Post by posi
E' perfettamente normale che in una lingua vengano a volte
usati termini provenienti da un'altra lingua, che può essere
più o meno vicina alla lingua che si sta usando.
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
Forse è frutto di un refuso. Infatti, con un'acca in più diventa il nome
italiano del grande drammaturgo greco Αἰσχύλος.
Scherzi? Spero di sì. È un tipo della mutazione si chiama un "meme." Non
mi piace l'apparenza nella mia lingua, ma in altre lingue sono divertente.
Wolfgang
2017-03-20 18:19:00 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Tony the Ice Man
[...]
Forse Escilo è frutto di un refuso. Infatti, con un'acca in più
diventa il nome italiano del grande drammaturgo greco Αἰσχύλος.
Scherzi? Spero di sì.
Uno scherzo male riuscito e un po' stupido, scusami.
Post by Tony the Ice Man
È un tipo della mutazione si chiama un "meme."
«È un tipo di mutazione *che* si chiama "meme".»

Tieni presente che la «relativa a contatto» ("the man I love") non
esiste in italiano; ci vuole sempre il pronome relativo. Del resto,
si usa l'articolo un po' meno che in inglese, ma non so darti una
regola.

Anche la «mutazione» non mi piace gran che. La sostituirei con
«mutamento», «modifica» o «alterazione». Ma forse è solo una
questione di gusto.
Post by Tony the Ice Man
Non mi piace l'apparenza nella mia lingua,
ma in altre lingue sono divertente.
Non mi piace l'apparizione nella mia lingua,
ma in altre lingue è divertente.

L'apparenza è l'aspetto, cioè the way someone or something looks, ad
esempio «una raggazza di bella apparenza». L'atto dell'apparire si
dice invece apparizione.

Io non avrei usato né «apparenza» né «apparizione», bensì un più
semplice e modesto «uso»:

Non me ne piace l'uso nella mia lingua,
ma in altre lingue la trovo divertente.

Tieni però presente che sono straniero. Spero che intervenga un
madrelingua italiano per fare ulteriori correzioni o abbellimenti
stilistici.

Ciao,
Wolfgang
Tony the Ice Man
2017-03-21 02:59:31 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Wolfgang
Post by Tony the Ice Man
[...]
Forse Escilo è frutto di un refuso. Infatti, con un'acca in più
diventa il nome italiano del grande drammaturgo greco Αἰσχύλος.
Scherzi? Spero di sì.
Uno scherzo male riuscito e un po' stupido, scusami.
Post by Tony the Ice Man
È un tipo della mutazione si chiama un "meme."
«È un tipo di mutazione *che* si chiama "meme".»
Tieni presente che la «relativa a contatto» ("the man I love") non
esiste in italiano; ci vuole sempre il pronome relativo. Del resto, si
usa l'articolo un po' meno che in inglese, ma non so darti una regola.
Grazie, apprezzo molto i tuoi commenti. Hai ragione che la mia
madrelingua mi ha fatto disattento al pronome relativo. Infatti, in
inglese è sempre presente in questo contesto ma sottinteso. Noi vediamo
parole che non ci sono perché sono aspettate.

Per quanto riguarda l'articolo definitivo, mi sembra che sia necessario
in italiano più che in inglese. Si dice "a type of mutation" in inglese,
ma ho scritto l'articolo in questo caso perché nel passato chissà chi mi
aveva corretto per l'omissione. Una regola sarebbe bella, perché non so
di domandare un bicchiere di vino, o un bicchiere del vino, senza paura
d'aver sempre sete. (Esagero, in questo caso lo so la richiesta adatta.)
Post by Wolfgang
Anche la «mutazione» non mi piace gran che. La sostituirei con
«mutamento», «modifica» o «alterazione». Ma forse è solo una questione
di gusto.
Post by Tony the Ice Man
Non mi piace l'apparenza nella mia lingua,
ma in altre lingue sono divertente.
Non mi piace l'apparizione nella mia lingua,
ma in altre lingue è divertente.
L'apparenza è l'aspetto, cioè the way someone or something looks, ad
esempio «una raggazza di bella apparenza». L'atto dell'apparire si dice
invece apparizione.
Interessante. In inglese "apparition" è di solito uno spettro.
Post by Wolfgang
Io non avrei usato né «apparenza» né «apparizione», bensì un più
Non me ne piace l'uso nella mia lingua,
ma in altre lingue la trovo divertente.
Sì, si, posso scrivere frasi con parole simplici, e anche evitare tutte
metafore e allusioni, ma dai, che seccatura, (Mi raccomando, se mi dici
che devo scrivere l'articolo, "tutte le metafore e l'allusioni," devi
anche ritrattare il suo commento di prima!)
Post by Wolfgang
Tieni però presente che sono straniero. Spero che intervenga un
madrelingua italiano per fare ulteriori correzioni o abbellimenti
stilistici.
Non noto la differenza tra te e un italiano, tranne il soprannome, ma
non sono del grado per differenziare.
Wolfgang
2017-03-21 09:47:19 UTC
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Raw Message
Post by Wolfgang
Post by Tony the Ice Man
[...]
Per quanto riguarda l'articolo definitivo [¹], mi sembra che sia
necessario in italiano più che in inglese. Si dice "a type of
mutation" in inglese, ma ho scritto l'articolo in questo caso
perché nel passato chissà chi mi aveva corretto per l'omissione.
Una regola sarebbe bella, perché non so di [²] domandare [³] un
bicchiere di vino, o un bicchiere del vino, senza paura d'aver
sempre sete. (Esagero, in questo caso lo so la richiesta adatta.)
[¹] «definito» (ma anche in inglese mi sembra che abbiate una
differenza tra "definite" e "definitive")

[²] «sapere» regge un infinito senza alcuna preposizione, come
tutti i verbi servili ("modal verbs"), cioè «dovere», «potere»
e «volere», nonché alcuni altri, ad es. «preferire» e «osare»

[³] meglio «chiedere» perché vuoi ottenere una *cosa*, anziché
una *risposta* (è solo un consiglio, non una regola tassativa)

Per quanto riguarda l'uso dell'articolo, una buona regola per noi
parlanti una lingua germanica è che l'articolo non c'è in italiano
quando in inglese la specificazione è o può essere *preposta* alla
parola principale, ad esempio:

wrapping paper = carta da imballaggio
wine glass = bicchiere da vino
coffee cup = tazza da caffè

(in questi casi «da» non traduce "from")

Un altra regola utile è che si omette l'articolo dopo parole usate
in funzione di unità di misura, come del resto anche in inglese, ad
esempio

glass of wine = bicchiere di vino
cup of coffee = tazza di caffè

(nota la differenza tra le preposizioni «da» e «di»)
[...]
Post by Wolfgang
Post by Tony the Ice Man
Non mi piace l'apparenza nella mia lingua,
ma in altre lingue sono divertente.
Non mi piace l'apparizione nella mia lingua,
ma in altre lingue è divertente.
L'apparenza è l'aspetto, cioè the way someone or something looks,
ad esempio «una raggazza di bella apparenza». L'atto dell'apparire
si dice invece apparizione.
Interessante. In inglese "apparition" è di solito uno spettro.
Anche «apparizione» può aver questa accezione. Su
http://www.treccani.it/vocabolario/apparizione/ si legge tra l' altro:

l’apparire di esseri soprannaturali [...] la persona
stessa o la cosa che appare, visione, fantasma
Post by Wolfgang
Io non avrei usato né «apparenza» né «apparizione», bensì un più
Non me ne piace l'uso nella mia lingua,
ma in altre lingue la trovo divertente.
Sì, si, posso scrivere frasi con parole simplici [¹], e anche evitare
tutte metafore [²] e allusioni, ma dai, che seccatura, (Mi raccomando,
se mi dici che devo scrivere l'articolo, "tutte le metafore e
l'allusioni [³]," devi anche ritrattare il suo commento di prima!)
Sono perfettamente d'accordo (tranne con le espressioni cui ho
aggiunto le cifre tra parentesi quadre), ma non ho intenzione di
propagare la semplicità ad ogni costo. Succede però non di rado che
l'espressione semplice sia anche quella più elegante, non escludendo
né metafore né allusioni né non so che altre belle figure retoriche.

[¹] «semplici» (un correttore ortografico sarebbe giovevole)

[²] «tutte *le* metafore» (l'omissione dell'articolo dopo «tutto»
è, sì, di moda, ma sempre un brutto abuso)

[³] «*le* allusioni» (è desueta l'elisione dell'articolo al
plurale; nell'italiano moderno sono tutt'al più ammissibili,
ma non molto comuni, le elisioni di «gli» davanti a «i-»
e di «le» davanti a «e-»)

Ciao,
Wolfgang
Wolfgang
2017-03-21 11:29:39 UTC
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Post by Wolfgang
[...]
Per quanto riguarda l'articolo definitivo [¹], mi sembra che [...]
[¹] «definito» (ma anche in inglese mi sembra che abbiate una
differenza tra "definite" e "definitive")
Da aggiungere che si dice normalmente «articolo determinativo»,
anziché «articolo definito», ma di sicuro non «articolo definitivo».

Ciao,
Wolfgang
Giovanni Drogo
2017-03-21 13:44:51 UTC
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Post by Wolfgang
Post by Tony the Ice Man
L'atto dell'apparire si dice invece apparizione.
Interessante. In inglese "apparition" è di solito uno spettro.
Anche «apparizione» può aver questa accezione.
Mah di solito si parla di "apparizione della Madonna" (in luoghi dove
poi sono stati eretti dei santuari, Lourdes, Caravaggio etc. etc.).

Mi raccontavano su un forum di trasporti di una localita', forse presso
Genova, dove presso un santuario del genere faceva capolinea una linea
di autobus, per cui gli autobus "velettavano" (ossia indicavano sul
pannello frontale) con la dicitura "Apparizione".

Data la scarsa frequenza del bus in oggetto, i passeggeri commentavano
sul miracolo della apparizione del bus :-)
ADPUF
2017-03-23 20:45:30 UTC
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Post by Wolfgang
[³] «*le* allusioni» (è desueta l'elisione dell'articolo al
plurale; nell'italiano moderno sono tutt'al più ammissibili,
ma non molto comuni, le elisioni di «gli» davanti a «i-»
e di «le» davanti a «e-»)
le lettrici =/= l'elettrici
--
AIOE °¿°
Giovanni Drogo
2017-03-24 09:45:14 UTC
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Post by ADPUF
le lettrici =/= l'elettrici
Anni e anni fa vedendo una sigla della Associazione Nazionale Donne
Elettrici mi domandavo perche' le mogli degli elettricisti avessero
bisogno di associarsi.
ADPUF
2017-03-31 19:31:18 UTC
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Post by Wolfgang
Post by Tony the Ice Man
Post by Wolfgang
Post by Tony the Ice Man
Non mi piace l'apparenza nella mia lingua,
ma in altre lingue sono divertente.
Non mi piace l'apparizione nella mia lingua,
ma in altre lingue è divertente.
L'apparenza è l'aspetto, cioè the way someone or something
looks, ad esempio «una raggazza di bella apparenza». L'atto
dell'apparire si dice invece apparizione.
Interessante. In inglese "apparition" è di solito uno
spettro.
Anche «apparizione» può aver questa accezione. Su
http://www.treccani.it/vocabolario/apparizione/ si legge tra
l'apparire di esseri soprannaturali [...] la persona
stessa o la cosa che appare, visione, fantasma
Tutto può apparire.
"Dopo la curva la valle ci apparve nel suo splendore."
"Mi giro e mi appare Gianni che credevo fosse in Australia."
"Cercando bene nel bilancio appaiono sempre debiti nascosti."
--
AIOE °¿°
p***@gmail.com
2017-03-21 10:16:28 UTC
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Raw Message
Post by Tony the Ice Man
Sì, si, posso scrivere frasi con parole simplici, e anche evitare tutte
metafore e allusioni...
Questa frase e` sgrammaticata; puoi pero` scrivere: "evitare frasi tutte metafore e allusioni", se intendi dire: "evitare le frasi composte interamente da metafore e allusioni".
Wolfgang
2017-03-21 11:13:30 UTC
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Raw Message
Post by p***@gmail.com
Post by Tony the Ice Man
Sì, si, posso scrivere frasi con parole simplici, e anche evitare
tutte metafore e allusioni...
Questa frase e` sgrammaticata; puoi pero` scrivere: "evitare frasi
tutte metafore e allusioni", se intendi dire: "evitare le frasi
composte interamente da metafore e allusioni".
Sei sicuro che sia codesto che il nostro gelataio intendeva dire?
Tutt'al più parlava di frasi contenenti *anche* metafore ed
allusioni, ma non composte *interamente* da queste figure retoriche.

A mio parere voleva semplicemente dire:

posso scrivere frasi con parole semplici
ed evitare tutte *le* metafore e allusioni...

Quindi l'unica sgrammaticatura è l'omissione dell'articolo dopo
«tutte». Ma visto che si tratta di un vizio diffuso e di moda, a
volte anche accettato come corretto, ad esempio in «tutta Italia»,
non si può parlare di una vero e proprio errore.

Ciao,
Wolfgang
Wolfgang
2017-03-21 11:22:28 UTC
Permalink
Raw Message
[...]
non si può parlare di *una* vero e proprio errore.
Ben consapevole del genere maschile di «errore», il che dimostrano
anche i due aggettivi che lo precedono, chiedo scusa per il genere
sbagliato dell'articolo indeterminativo.

Ciao,
Wolfgang
Giacobino da Tradate
2017-03-19 20:30:53 UTC
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Post by Dragonòt
Post by posi
E' perfettamente normale che in una lingua vengano a volte usati
termini provenienti da un'altra lingua, che può essere più o meno
vicina alla lingua che si sta usando.
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
E va bene, no, e' un caso di terronizzazione dell'italia.

Si ha un bel dire che e' un uso ironico e deliberatamente comico. Ma
intanto l'uso ignorante del verbo viene ripetuto, la parola entra senza
volere nella memoria acustica degli ascoltatori, e quindi viene accolta
con un sorrisetto indulgente, invece che con il dovuto moto di orrore.

Cuntét, Bepi?
--
La cricca dei giacobini (C) M.G.
Dragonòt
2017-03-19 21:09:21 UTC
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Raw Message
Post by Giacobino da Tradate
E va bene, no, e' un caso di terronizzazione dell'italia.
Cuntét, Bepi?
E cosa c'entra questo con un gruppo di linguistica?
Bepe
androidino da tradate
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Raw Message
Post by Giacobino da Tradate
E va bene, no, e' un caso di terronizzazione dell'italia.
E cosa c'entra questo con un gruppo di linguistica? Bepe
Stiamo discutendo di una espressione erronea. Se non vuoi
discutere basta dirlo, eh.
--
illuminismo e razionalità


----Android NewsGroup Reader----
http://usenet.sinaapp.com/
Dragonòt
2017-03-20 19:34:08 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
E va bene, no, e' un caso di terronizzazione dell'italia.
E cosa c'entra questo con un gruppo di linguistica? Bepe
Stiamo discutendo di una espressione erronea. Se non vuoi discutere basta
dirlo, eh.
Vai pure sulla "terronizzazione" allora, ma da solo.
Bepe
Tony the Ice Man
2017-03-19 21:15:49 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
Post by Dragonòt
Post by posi
E' perfettamente normale che in una lingua vengano a volte usati
termini provenienti da un'altra lingua, che può essere più o meno
vicina alla lingua che si sta usando.
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
E va bene, no, e' un caso di terronizzazione dell'italia.
Meno male! Mi dai speranza che la rigidità cadaverica non sia fissata.

Prima, non sceglierei usare un termine che a me sembra essere slang, un
artefatto meme e la consequenza del virus di superficialità che si
diffonde tra l'internet, ma mi hai convinto che ha anche uno scopo
culturale e vale la pena d'apprezzarlo per trascinare l'Italia al nuovo
secolo dove i vecchi pregiudizi muoiono con i proponenti loro.
Giacobino da Tradate
2017-03-20 19:27:15 UTC
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Post by Tony the Ice Man
Post by Giacobino da Tradate
Post by Dragonòt
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
E va bene, no, e' un caso di terronizzazione dell'italia.
Meno male! Mi dai speranza che la rigidità cadaverica non sia fissata.
Ma quale speranza, ma quale flessibilita' :-(

La triste verita' e' che la lingua cattiva scaccia la lingua buona

la lingua si standardizza si', ma in basso, non in alto
--
La cricca dei giacobini (C) M.G.
ADPUF
2017-03-23 00:19:40 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
Post by Tony the Ice Man
Post by Giacobino da Tradate
Post by Dragonòt
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
E va bene, no, e' un caso di terronizzazione dell'italia.
Meno male! Mi dai speranza che la rigidità cadaverica non
sia fissata.
Ma quale speranza, ma quale flessibilita' :-(
La triste verita' e' che la lingua cattiva scaccia la lingua
buona
la lingua si standardizza si', ma in basso, non in alto
O tempora, o mores!

Niente di nuovo.

La lingua la fa chi la parla (la numerosa plebe analfabeta),
non chi la scrive (la minuscola classe acculturata che si
lamenta sempre degli errori della plebaglia).

"Triste ma vero."
--
AIOE °¿°
posi
2017-03-20 19:17:38 UTC
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Raw Message
Post by Dragonòt
Post by posi
E' perfettamente normale che in una lingua vengano a volte usati
termini provenienti da un'altra lingua, che può essere più o meno
vicina alla lingua che si sta usando.
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
Bepe
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.

Quel che è sicuro è che una cosa è parlare in dialetto (o in inglese o
in qualunque altra lingua), altra cosa ben diversa è parlare italiano
inserendo dei termini dialettali o dei forestierismi. Ho l'impressione
che si faccia un po' di confusione tra le due situazioni.
Dragonòt
2017-03-20 19:39:01 UTC
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Raw Message
Post by posi
Post by Dragonòt
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.
Ho l'impressione che si faccia un po' di confusione tra le due situazioni.
Già, ma tu stesso affermi di non poter dire sia una situazione di prestito o
una situazione di errore.
Bepe
posi
2017-03-21 19:10:00 UTC
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Raw Message
Post by Dragonòt
Post by posi
Post by Dragonòt
Quindi secondo te "Escilo!" è un caso di prestito?
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.
Ho l'impressione che si faccia un po' di confusione tra le due situazioni.
Già, ma tu stesso affermi di non poter dire sia una situazione di
prestito o una situazione di errore.
Bepe
Infatti quello che io contesto non è il considerarlo sbagliato, ma la
Post by Dragonòt
Parafrasando beccaria, ex-pres. della crusca, è la dimostrazione che
l'italiano non è una lingua, ma solo un insieme di dialetti.
Dragonòt
2017-03-22 05:21:04 UTC
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Contestata a prescindere ?
Bepe
posi
2017-03-22 16:49:37 UTC
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Post by Dragonòt
Contestata a prescindere ?
Bepe
La contesto in base al fatto che l'esistenza all'interno di una lingua A
di alcuni eventuali prestiti (o errori che siano) provenienti dai
dialetti o da un qualunque altro idioma B non dimostra affatto che la
lingua A non esista.
Dragonòt
2017-03-22 20:11:13 UTC
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Raw Message
La contesto in base al fatto che l'esistenza all'interno di una lingua A di
alcuni eventuali prestiti (o errori che siano) provenienti dai dialetti o
da un qualunque altro idioma B non dimostra affatto che la lingua A non
esista.
Perfetto. Hai incenerito beccaria, ex pres. della crusca.
Bepe
p***@gmail.com
2017-03-21 05:41:04 UTC
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Raw Message
Post by posi
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.
Quel che è sicuro è che una cosa è parlare in dialetto (o in inglese o
in qualunque altra lingua), altra cosa ben diversa è parlare italiano
inserendo dei termini dialettali o dei forestierismi.
L`inglese che si parla oggi non e` forse nato cosi`? cioe` con una massiccia inserzione di forestierismi, e spesso malpronunciati?

https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_influence_in_English

Bisogna pero` capire se esiste un limite fisiologico per questa immissione esogena, e se si possa ancora parlare propriamente di lingua, quando essa abbondi (60% del dizionario di origine straniera).
posi
2017-03-21 19:08:18 UTC
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Raw Message
Post by p***@gmail.com
Post by posi
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.
Quel che è sicuro è che una cosa è parlare in dialetto (o in
inglese o in qualunque altra lingua), altra cosa ben diversa è
parlare italiano inserendo dei termini dialettali o dei
forestierismi.
L`inglese che si parla oggi non e` forse nato cosi`? cioe` con una
massiccia inserzione di forestierismi, e spesso malpronunciati?
https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_influence_in_English
Bisogna pero` capire se esiste un limite fisiologico per questa
immissione esogena, e se si possa ancora parlare propriamente di
lingua, quando essa abbondi (60% del dizionario di origine
straniera).
La risposta è proprio nell'esempio che hai fatto: nonostante il 45%
delle parole della lingua inglese siano in realtà francesi e il 60%
straniere, l'inglese è una lingua. E non solo è una lingua, ma è una
lingua germanica, non neolatina.

E non è vero che questi forestierismi sono spesso malpronunciati: sono
*sempre* malpronunciati, se per "malpronunciati" intendi che quando si
parla inglese si usa, giustamente, il sistema fonologico inglese.
p***@gmail.com
2017-03-22 07:50:04 UTC
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Raw Message
Post by posi
Post by p***@gmail.com
Post by posi
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.
Quel che è sicuro è che una cosa è parlare in dialetto (o in
inglese o in qualunque altra lingua), altra cosa ben diversa è
parlare italiano inserendo dei termini dialettali o dei
forestierismi.
L`inglese che si parla oggi non e` forse nato cosi`? cioe` con una
massiccia inserzione di forestierismi, e spesso malpronunciati?
https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_influence_in_English
Bisogna pero` capire se esiste un limite fisiologico per questa
immissione esogena, e se si possa ancora parlare propriamente di
lingua, quando essa abbondi (60% del dizionario di origine
straniera).
La risposta è proprio nell'esempio che hai fatto: nonostante il 45%
delle parole della lingua inglese siano in realtà francesi e il 60%
straniere, l'inglese è una lingua. E non solo è una lingua, ma è una
lingua germanica, non neolatina.
Non capisco perche`, se uno parla l`italiano, non puo` inserire termini dialettali o forestierismi: appunto perche` e` una lingua? mentre lo stesso discorso non si applica all`inglese (appunto, o nonostante sia una lingua?)

Che l`inglese sia infarcito di parole aliene piu` di ogni altro idioma non credo sia una scoperta rivoluzionaria; per di piu` molte di queste parole rimangono estranee anche formalmente al sistema linguistico sul quale vanno ad innestarsi: pensiamo solo alla difficolta` degli americani nel compitare le parole plurisillabe, stereotipizzata in molti film (faccio notare che questa difficolta` non e` presente in altre lingue germaniche).
Post by posi
E non è vero che questi forestierismi sono spesso malpronunciati: sono
*sempre* malpronunciati, se per "malpronunciati" intendi che quando si
parla inglese si usa, giustamente, il sistema fonologico inglese.
Non sempre avviene quello che hai indicato; ti faccio due esempi:

1) power (fr. "pouvoir")
2) science (fr. "science")

Nel primo c`e` un adattamento al sistema fonologico inglese per imitare in qualche modo la pronuncia originale; nel secondo caso, invece, siamo davanti ad una parola francese importata senza rielaborazioni: la pronuncia quindi dovrebbe seguire le regole francesi, cosi` come in italiano si dice "compiuter" ma si scrive "computer", altrimenti sarebbe un errore di pronuncia.
posi
2017-03-22 16:45:18 UTC
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Post by p***@gmail.com
Post by posi
La risposta è proprio nell'esempio che hai fatto: nonostante il 45%
delle parole della lingua inglese siano in realtà francesi e il
60% straniere, l'inglese è una lingua. E non solo è una lingua, ma
è una lingua germanica, non neolatina.
Non capisco perche`, se uno parla l`italiano, non puo` inserire
termini dialettali o forestierismi: appunto perche` e` una lingua?
mentre lo stesso discorso non si applica all`inglese (appunto, o
nonostante sia una lingua?)
In linguistica non esistono il "si può fare" e il "non si può fare", ma
il "si fa" e "non si fa". Cioè no esistono prescrizioni, ma descrizioni.

Quando tutti cominceranno a dire "sciftare" invece di "spostare" e
quest'ultimo termine non lo userà più nessuno, allora potremo affermare
che "si dice sciftare". Per il momento non si dice sciftare, ma spostare.
Post by p***@gmail.com
Post by posi
sono *sempre* malpronunciati, se per "malpronunciati" intendi che
quando si parla inglese si usa, giustamente, il sistema fonologico
inglese.
1) power (fr. "pouvoir") 2) science (fr. "science")
Nel primo c`e` un adattamento al sistema fonologico inglese per
imitare in qualche modo la pronuncia originale; nel secondo caso,
invece, siamo davanti ad una parola francese importata senza
rielaborazioni: la pronuncia quindi dovrebbe seguire le regole
francesi,
No: nei prestiti, la grafia può indifferentemente rimanere la stessa
oppure modificarsi in maniera più o meno pesante, sempre ammesso che
l'alfabeto usato sia lo stesso.

Invece pronuncia è *sempre* adattata al sistema fonologico della lingua
ospite: a volte cercando i fonemi che maggiormente si avvicinano alla
pronuncia originale, altre volte allontanandosene anche più del
necessario. Ma in nessun caso si devono seguire regole francesi o usare
suoni francesi quando si parla inglese.

Nel primo dei due casi che hai mensionato la grafia è notevolmente
diversa, ma la pronuncia abbastanza simile. Quando invece si decide di
mantenere inalterata l'ortografia come nel secondo caso, la pronuncia
quasi sempre si discosta molto da quella originale.
Post by p***@gmail.com
cosi` come in italiano si dice "compiuter" ma si scrive
"computer", altrimenti sarebbe un errore di pronuncia.
la pronuncia "compiuter", o meglio /com'pjuter/ non è affatto quella
originale inglese, ma semplicemente uno dei possibili adattamenti
fonologici italiani. Probabilmente, tra i tanti possibili, possiamo
considerarlo il più vicino alla pronuncia originale. Ma non è questo il
motivo per cui lo consideriamo corretto. E' corretto per il
semplicissimo motivo che questa è la pronuncia di uso comune. La
prouncia /com'puter/ sarebbe fonologicamente altrettanto corretta.
ADPUF
2017-03-23 00:19:49 UTC
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Raw Message
Il giorno lunedì 20 marzo 2017 20:17:41 UTC+1, posi ha
Post by posi
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.
Quel che è sicuro è che una cosa è parlare in dialetto (o in
inglese o in qualunque altra lingua), altra cosa ben diversa
è parlare italiano inserendo dei termini dialettali o dei
forestierismi.
L`inglese che si parla oggi non e` forse nato cosi`? cioe`
con una massiccia inserzione di forestierismi, e spesso
malpronunciati?
https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_influence_in_English
Bisogna pero` capire se esiste un limite fisiologico per
questa immissione esogena, e se si possa ancora parlare
propriamente di lingua, quando essa abbondi (60% del
dizionario di origine straniera).
Mah, bisogna vedere se è una percentuale del vocabolario o una
percentuale dell'uso (ogni parola pesata con la sua frequenza
d'uso)
--
AIOE °¿°
gretel
2017-03-23 09:27:14 UTC
Permalink
Raw Message
Post by p***@gmail.com
https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_influence_in_English
scusate, non vedo l'originale e mi "attacco" qui (ADPUF, permesso?)

ho scoperto con orrore, avendo studiato al classico quando ancora si portava il grembiulino nero, che "sponsor" è una parola latina e non un termine anglofono, non mi era nemmeno mai passato per la mente!

e, a proposito di termini dialettali di uso corrente in italiano, conoscete il "fenomeno arbanella"? ;)
Klaram
2017-03-23 12:47:54 UTC
Permalink
Raw Message
Post by gretel
e, a proposito di termini dialettali di uso corrente in italiano, conoscete
il "fenomeno arbanella"? ;)
Ti riferisci al termine arbanella o ad altro?

k
p***@gmail.com
2017-03-23 14:45:37 UTC
Permalink
Raw Message
Post by gretel
e, a proposito di termini dialettali di uso corrente in italiano, conoscete il "fenomeno arbanella"? ;)
No, pero` conosco il fenomeno della "macaja" ;-)
p***@gmail.com
2017-03-26 10:36:02 UTC
Permalink
Raw Message
Post by ADPUF
Il giorno lunedì 20 marzo 2017 20:17:41 UTC+1, posi ha
Post by posi
Non lo so se è un prestito o un semplice errore.
Quel che è sicuro è che una cosa è parlare in dialetto (o in
inglese o in qualunque altra lingua), altra cosa ben diversa
è parlare italiano inserendo dei termini dialettali o dei
forestierismi.
L`inglese che si parla oggi non e` forse nato cosi`? cioe`
con una massiccia inserzione di forestierismi, e spesso
malpronunciati?
https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_influence_in_English
Bisogna pero` capire se esiste un limite fisiologico per
questa immissione esogena, e se si possa ancora parlare
propriamente di lingua, quando essa abbondi (60% del
dizionario di origine straniera).
Mah, bisogna vedere se è una percentuale del vocabolario o una
percentuale dell'uso (ogni parola pesata con la sua frequenza
d'uso)
E` una statistica che si puo` ottenere senza particolare sforzo; le prime parole inglesi di uso comune di origine eterottona che mi vengono subito in mente sono:

color
beauty
very
cute
move
push
air
people
city
car
box
space
large
street
city
human
sex
table
pen
inch
cheese
wall
prime
second
sir
school
design
manager

Da qualche parte ho letto che il 50% delle 1000 parole usate piu` di frequente non sono di origine germanica.

In italiano mi vengono in mente:

ragazzo
fresco
albicocche
spinaci
carciofi
birra
nuca
magazzino
rubare
benda
crampo
guanto
guerra
tappo
tasca
bara
blu
bugia
guaio
sapone
zanna
zuppo
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