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info sul bilinguismo italiano-sloveno a Trieste
(troppo vecchio per rispondere)
m***@gmail.com
2017-12-11 16:21:10 UTC
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Sto facendo di recente una ricerca sulle minoranze linguistiche in Italia e in questo momento sono interessato alla minoranza slovenofona, qualcuno di voi conosce uno studio non solo linguistico ma anche più in generale sociale e culturale sulla presenza di questa comunità linguistica in Friuli Venezia Giulia e più in particolare a Trieste? Ad esempio finora ho trovato solo i dati di un censimento del 1971 che afferma che i parlanti (quanto? solo?) sloveno in Friuli Venezia Giulia a quel tempo erano 61.000, qualcuno ha dati più recenti?

Inoltre da Wikipedia leggo nella tabella di comuni dove è tutelata la minoranza slovena:

https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_slovena_in_Italia


che "Nelle aree centrali di Trieste e Gorizia e nel comune di Cividale i servizi alla minoranza vengono garantiti solo da uffici dedicati. Non si applica inoltre il bilinguismo visivo". Questo quindi significa che sono assenti nel capoluogo indicazioni visive del tipo "Trieste/Trst" nei cartelli e analoghi negli uffici pubblici e nelle insegne pubbliche? E questo è dovuto perché a Trieste e a Gorizia gli slovenofoni sarebbero molto meno presenti in percentuale rispetto ad altri comuni come quelli del Carso? Tuttavia io sono a conoscenza proprio a Trieste del "Teatro stabile sloveno" e del "Primorski dnevnik" che è l'unico quotidiano legato alla minoranza slovena in Friuli Venezia Giulia, e inoltre sempre nel capoluogo dovrebbero esserci scuole in sloveno (non so se esistono scuole italofone con lo sloveno per seconda lingua straniera). Qualcuno di voi che magari abita lì vicino mi sa dare maggiori informazioni?

Ciao.
Dragonòt
2017-12-11 20:59:40 UTC
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Post by m***@gmail.com
sono interessato alla minoranza slovenofona
Segnalo l'interessante parlata della Val Resia, probabilmente indipendente
ormai dallo sloveno.
Bepe
m***@gmail.com
2017-12-11 21:34:40 UTC
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Post by Dragonòt
Post by m***@gmail.com
sono interessato alla minoranza slovenofona
Segnalo l'interessante parlata della Val Resia, probabilmente indipendente
ormai dallo sloveno.
Bepe
Da quello che leggo anche nell'apposita voce Wiki:

https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_resiano

per motivi storici di isolamento dagli altri slovenofoni i resiani ritengono che la loro parlata sia distinta e diversa dallo sloveno vero e proprio e hanno cercato anche di riconoscerla ufficialmente come lingua minoritaria distinta, anche se dall'articolo non si capisce bene quanto siano grandi le differenze linguistiche (adottiamo a questo punto oltre al super-abusato detto "Una lingua è un dialetto con un esercito e una marina" la variante "una lingua/dialetto diventa due lingue/dialetti quando il gruppo di parlanti si divide in due gruppi che non si parlano quasi mai tra loro").

Ciao.
Dragonòt
2017-12-12 06:09:04 UTC
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Post by m***@gmail.com
super-abusato detto "Una lingua è un dialetto con un esercito e una
marina"
Questa la possiamo definire "super abusata cazzata".
Post by m***@gmail.com
variante "una lingua/dialetto diventa due lingue/dialetti quando il gruppo
di parlanti si divide in due gruppi che non si parlano quasi mai tra
loro".
Effettivamente è il modo principale in cui si formano le lingue.
Bepe
m***@gmail.com
2017-12-12 11:07:21 UTC
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Post by Dragonòt
Post by m***@gmail.com
variante "una lingua/dialetto diventa due lingue/dialetti quando il gruppo
di parlanti si divide in due gruppi che non si parlano quasi mai tra
loro".
Effettivamente è il modo principale in cui si formano le lingue.
Bepe
Però occorre dire che questa variante che ho inventato io è di fatto molto, molto simile alla "super-abusata cazzata" del "dialetto con un esercito" in quanto afferma di nuovo che i criteri extra-linguistici (storici, sociali) spesso prevalgono su quelli linguistici nel classificare le lingue, i dialetti e simili. Una persona che prima volta legge testi e ascolta parole in "serbo" o in "croato" senza sapere nulla della storia e della società di quei parlanti crederà di trovarsi di fronte a varianti della stessa lingua mentre oggi, a causa di questioni sociali e politiche, legate anche ai tristi eventi nei Balcani alla fine del secolo scorso, vengono sociologicamente considerate due lingue distinte (ma non linguisticamente, dato che nelle università italiane si studia la lingua serbo-croata come un tutt'uno negli stessi corsi), cosa che invece non accade con il francese di Francia che non viene differenziato dal francese belga, dal francese canadese e così via...

Ciao.
Dragonòt
2017-12-12 21:15:01 UTC
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Post by m***@gmail.com
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variante "una lingua/dialetto diventa due lingue/dialetti quando il gruppo
di parlanti si divide in due gruppi che non si parlano quasi mai tra
loro".
afferma di nuovo che i criteri extra-linguistici (storici, sociali) spesso
prevalgono su quelli linguistici nel classificare le lingue, i dialetti e
simili.
Io avevo interpretato la tua frase nel senso che quando 2 gruppi si
separano, le loro parlate divergono fino a diventare 2 lingue diverse. Cosa
che è avvenuta per almeno le 6.800 lingue conosciute più per tutte quelle
estinte conosciute o per sempre perdute.

Se invece l'interpretazione è quella che hai dato tu, si, sono d'accordo, è
simile a quell'altra boutade e non ha niente di linguistico.
Bepe
edi'®
2017-12-12 22:03:53 UTC
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Post by m***@gmail.com
Però occorre dire che questa variante che ho inventato io è di fatto molto, molto simile alla "super-abusata cazzata" del "dialetto con un esercito" in quanto afferma di nuovo che i criteri extra-linguistici (storici, sociali) spesso prevalgono su quelli linguistici nel classificare le lingue, i dialetti e simili. Una persona che prima volta legge testi e ascolta parole in "serbo" o in "croato" senza sapere nulla della storia e della società di quei parlanti crederà di trovarsi di fronte a varianti della stessa lingua mentre oggi, a causa di questioni sociali e politiche, legate anche ai tristi eventi nei Balcani alla fine del secolo scorso, vengono sociologicamente considerate due lingue distinte (ma non linguisticamente, dato che nelle università italiane si studia la lingua serbo-croata come un tutt'uno negli stessi corsi), cosa che invece non accade con il francese di Francia che non viene differenziato dal francese belga, dal francese canadese e così via...
La lingua dei belgi valloni è praticamente la stessa dei francesi,
mentre i francofoni canadesi parlano un francese con vari anglicismi e
altri termini che in Francia non si usano (più).
Per non dire, poi, dell'accento veramente terrib... ehm, caratteristico.

E.D.
m***@gmail.com
2017-12-13 00:15:51 UTC
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Post by edi'®
La lingua dei belgi valloni è praticamente la stessa dei francesi,
mentre i francofoni canadesi parlano un francese con vari anglicismi e
altri termini che in Francia non si usano (più).
Per non dire, poi, dell'accento veramente terrib... ehm, caratteristico.
E.D.
Mi risulta che anche il francese svizzero abbia notevoli differenze con il francese di Francia, ad esempio l'uso dei numerali septante, huitante e nonante...

Ciao.
edi'®
2017-12-13 08:45:06 UTC
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Post by m***@gmail.com
Post by edi'®
La lingua dei belgi valloni è praticamente la stessa dei francesi,
mentre i francofoni canadesi parlano un francese con vari anglicismi e
altri termini che in Francia non si usano (più).
Per non dire, poi, dell'accento veramente terrib... ehm, caratteristico.
Mi risulta che anche il francese svizzero abbia notevoli differenze con il francese di Francia, ad esempio l'uso dei numerali septante, huitante e nonante...
Anche i belgi dicono septante e nonante, ma sono dettagli.
Un francofono svizzero o belga parla la stessa lingua di un francese,
con qualche variante minore e con un accento un po' diverso.
In Québec, invece, la differenza è molto più marcata.

E.D.
ADPUF
2017-12-13 17:53:55 UTC
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Post by edi'®
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Post by edi'®
La lingua dei belgi valloni è praticamente la stessa dei
francesi, mentre i francofoni canadesi parlano un francese
con vari anglicismi e altri termini che in Francia non si
usano (più). Per non dire, poi, dell'accento veramente
terrib... ehm, caratteristico.
Mi risulta che anche il francese svizzero abbia notevoli
differenze con il francese di Francia, ad esempio l'uso dei
numerali septante, huitante e nonante...
Anche i belgi dicono septante e nonante, ma sono dettagli.
Un francofono svizzero o belga parla la stessa lingua di un
francese, con qualche variante minore e con un accento un po'
diverso. In Québec, invece, la differenza è molto più
marcata.
Perché il parigino (che irradia in tutto l'Esagono) si è
evoluto molto rapidamente dopo la separazione del Québec dal
regno di Francia.

In Canadà la lingua (parlata) è rimasta più simile a quella
precedente e poi è evoluta diversamente.
--
E-S °¿°
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ADPUF
2017-12-13 18:00:53 UTC
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Il giorno lunedì 11 dicembre 2017 21:59:43 UTC+1, Dragonòt ha
Post by Dragonòt
Post by m***@gmail.com
sono interessato alla minoranza slovenofona
Segnalo l'interessante parlata della Val Resia,
probabilmente indipendente ormai dallo sloveno.
https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_resiano
per motivi storici di isolamento dagli altri slovenofoni i
resiani ritengono che la loro parlata sia distinta e diversa
dallo sloveno vero e proprio e hanno cercato anche di
riconoscerla ufficialmente come lingua minoritaria distinta,
anche se dall'articolo non si capisce bene quanto siano
grandi le differenze linguistiche (adottiamo a questo punto
oltre al super-abusato detto "Una lingua è un dialetto con un
esercito e una marina" la variante "una lingua/dialetto
diventa due lingue/dialetti quando il gruppo di parlanti si
divide in due gruppi che non si parlano quasi mai tra loro").
Purtroppo sul resiano si mischiano considerazioni
socio-politiche estranee alla linguistica.

Teniamo conto che dopo l'annessione del 1866 (e 1918) e ancor
più dopo il 1945 tutte le zone slavofone di confine furono
tenute in gran sospetto (influenza cattolica "austriacante":
ai preti fu vietato predicare in dialetto perché i carabigneri
non capivano) e infiltrate di informatori pagati e servizi
segreti vari, senza contare la propaganda nazionalista
presente ovunque nel regno (e poi nella Repubblica).

Da qui le resistenze di molti residenti a considerarsi parte
dell'universo linguistico sloveno.


Per me la conoscenza della lingua standard aiuterebbe proprio
la preservazione del dialetto locale e il suo aggiornamento
alle necessita moderne.
--
E-S °¿°
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m***@gmail.com
2017-12-13 23:04:30 UTC
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Post by ADPUF
Purtroppo sul resiano si mischiano considerazioni
socio-politiche estranee alla linguistica.
Teniamo conto che dopo l'annessione del 1866 (e 1918) e ancor
più dopo il 1945 tutte le zone slavofone di confine furono
ai preti fu vietato predicare in dialetto perché i carabigneri
non capivano) e infiltrate di informatori pagati e servizi
segreti vari, senza contare la propaganda nazionalista
presente ovunque nel regno (e poi nella Repubblica).
Da qui le resistenze di molti residenti a considerarsi parte
dell'universo linguistico sloveno.
Per me la conoscenza della lingua standard aiuterebbe proprio
la preservazione del dialetto locale e il suo aggiornamento
alle necessita moderne.
Da quello che ho capito dunque tu dici che in Val Resia hanno ragionato così "dato che gli slovenofoni in terra italiana non hanno vita facile a causa di questioni socio-politiche di vecchia data allora consideriamo il nostro idioma non un dialetto dello sloveno ma una lingua a sé presente quindi solo in Italia quindi noi siamo più tutelati".

Leggo poi qui:

https://it.wikipedia.org/wiki/Bilinguismo_amministrativo_in_Italia#Friuli-Venezia_Giulia

"La minoranza slovena è invece tutelata dallo Statuto speciale allegato al Memorandum d'intesa di Londra del 5 ottobre 1954, richiamato dall'articolo 8 del Trattato di Osimo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di Jugoslavia del 10 novembre 1975, dalla Legge n. 482 del 15 dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche" e dalla Legge n. 38 del 23 febbraio 2001 ("Norme a tutela della minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia") "

il fatto che, a parte due trattati internazionali del dopoguerra, solo dal 2001 l'Italia abbia una legge nazionale che tutela gli slovenofoni nel Friuli-Venezia Giulia mi fa sospettare che questo ritardo sia dovuto a questioni extra-linguistiche che non hanno più ragione d'essere, ovvero discussioni sterili fatte da certi politici italiani di oggi riguardanti eventi legati al confine orientale italiano accaduti in una guerra di più di 70 anni fa. E temo che sia appunto questo il motivo, in base alle fonti a cui ho avuto accesso (ma non ho ancora testimoni né sono andato sul posto a controllare accuratamente) che a Trieste non ci siano molto bilinguismo visivo, sebbene quella stessa legge del 2001 dica:

"l'uso della lingua slovena è previsto in aggiunta a quella italiana nelle insegne degli uffici pubblici, nella carta ufficiale e, in genere, in tutte le insegne pubbliche, nonché nei gonfaloni."

Poi non ricordo se a Pirano e Pola il bilinguismo visivo rispettivamente italiano-sloveno e italiano-croato nei cartelli fosse così diffuso (sono andato in Slovenia e Croazia due anni fa), comunque di sicuro là il tricolore italiano sventolava accanto alle bandiere nazionali nei municipi... Non so se a Piazza Unità d'Italia qualche bandiera slovena si è mai vista e se in tal caso la sua compresenza col tricolore urterebbe la sensibilità di molti triestini, alla faccia del valore sempre positivo di conoscere lingue e culture diverse...

Ciao.
ADPUF
2017-12-14 23:53:05 UTC
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Il giorno mercoledì 13 dicembre 2017 19:00:42 UTC+1, ADPUF ha
Post by ADPUF
Purtroppo sul resiano si mischiano considerazioni
socio-politiche estranee alla linguistica.
Teniamo conto che dopo l'annessione del 1866 (e 1918) e
ancor più dopo il 1945 tutte le zone slavofone di confine
furono tenute in gran sospetto (influenza cattolica
"austriacante": ai preti fu vietato predicare in dialetto
perché i carabigneri non capivano) e infiltrate di
informatori pagati e servizi segreti vari, senza contare la
propaganda nazionalista presente ovunque nel regno (e poi
nella Repubblica).
Da qui le resistenze di molti residenti a considerarsi parte
dell'universo linguistico sloveno.
Per me la conoscenza della lingua standard aiuterebbe
proprio la preservazione del dialetto locale e il suo
aggiornamento alle necessita moderne.
Da quello che ho capito dunque tu dici che in Val Resia hanno
ragionato così "dato che gli slovenofoni in terra italiana
non hanno vita facile a causa di questioni socio-politiche di
vecchia data allora consideriamo il nostro idioma non un
dialetto dello sloveno ma una lingua a sé presente quindi
solo in Italia quindi noi siamo più tutelati".
Nono, gli hanno inculcato una vera e propria fobia per la
slovenicità.
https://it.wikipedia.org/wiki/Bilinguismo_amministrativo_in_Italia#Friuli-Venezia_Giulia
"La minoranza slovena è invece tutelata dallo Statuto
speciale allegato al Memorandum d'intesa di Londra del 5
ottobre 1954, richiamato dall'articolo 8 del Trattato di
Osimo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di
Jugoslavia del 10 novembre 1975, dalla Legge n. 482 del 15
dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze
linguistiche storiche" e dalla Legge n. 38 del 23 febbraio
2001 ("Norme a tutela della minoranza linguistica slovena
della regione Friuli-Venezia Giulia") "
il fatto che, a parte due trattati internazionali del
dopoguerra, solo dal 2001 l'Italia abbia una legge nazionale
che tutela gli slovenofoni nel Friuli-Venezia Giulia mi fa
sospettare che questo ritardo sia dovuto a questioni
extra-linguistiche che non hanno più ragione d'essere, ovvero
discussioni sterili fatte da certi politici italiani di oggi
riguardanti eventi legati al confine orientale italiano
accaduti in una guerra di più di 70 anni fa. E temo che sia
appunto questo il motivo, in base alle fonti a cui ho avuto
accesso (ma non ho ancora testimoni né sono andato sul posto
a controllare accuratamente) che a Trieste non ci siano molto
bilinguismo visivo, sebbene quella stessa legge del 2001
"l'uso della lingua slovena è previsto in aggiunta a quella
italiana nelle insegne degli uffici pubblici, nella carta
ufficiale e, in genere, in tutte le insegne pubbliche, nonché
nei gonfaloni."
Ma se lo fanno a Trieste c'è il rischio che la gente si
ribelli...
Poi non ricordo se a Pirano e Pola il bilinguismo visivo
rispettivamente italiano-sloveno e italiano-croato nei
cartelli fosse così diffuso (sono andato in Slovenia e
Croazia due anni fa), comunque di sicuro là il tricolore
italiano sventolava accanto alle bandiere nazionali nei
municipi...
Appunto, immagina la bandiera slovena sul municipio di
Trieste...
Non so se a Piazza Unità d'Italia qualche
bandiera slovena si è mai vista e se in tal caso la sua
compresenza col tricolore urterebbe la sensibilità di molti
triestini, alla faccia del valore sempre positivo di
conoscere lingue e culture diverse...
Beh in tal caso non vorrei essere il prefetto di Trieste.
--
E-S °¿°
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m***@gmail.com
2017-12-15 11:08:00 UTC
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Post by ADPUF
Il giorno mercoledì 13 dicembre 2017 19:00:42 UTC+1, ADPUF ha
Post by ADPUF
Purtroppo sul resiano si mischiano considerazioni
socio-politiche estranee alla linguistica.
Teniamo conto che dopo l'annessione del 1866 (e 1918) e
ancor più dopo il 1945 tutte le zone slavofone di confine
furono tenute in gran sospetto (influenza cattolica
"austriacante": ai preti fu vietato predicare in dialetto
perché i carabigneri non capivano) e infiltrate di
informatori pagati e servizi segreti vari, senza contare la
propaganda nazionalista presente ovunque nel regno (e poi
nella Repubblica).
Da qui le resistenze di molti residenti a considerarsi parte
dell'universo linguistico sloveno.
Per me la conoscenza della lingua standard aiuterebbe
proprio la preservazione del dialetto locale e il suo
aggiornamento alle necessita moderne.
Da quello che ho capito dunque tu dici che in Val Resia hanno
ragionato così "dato che gli slovenofoni in terra italiana
non hanno vita facile a causa di questioni socio-politiche di
vecchia data allora consideriamo il nostro idioma non un
dialetto dello sloveno ma una lingua a sé presente quindi
solo in Italia quindi noi siamo più tutelati".
Nono, gli hanno inculcato una vera e propria fobia per la
slovenicità.
Ah, e dunque sono stati gli stessi italiani (o meglio alcuni di loro che non rappresentano ovviamente il sentire comune di tutti gli italiani) a fargli trasmettere questo sentimento anti-sloveno, davvero triste...
Post by ADPUF
https://it.wikipedia.org/wiki/Bilinguismo_amministrativo_in_Italia#Friuli-Venezia_Giulia
"La minoranza slovena è invece tutelata dallo Statuto
speciale allegato al Memorandum d'intesa di Londra del 5
ottobre 1954, richiamato dall'articolo 8 del Trattato di
Osimo tra la Repubblica italiana e la Repubblica di
Jugoslavia del 10 novembre 1975, dalla Legge n. 482 del 15
dicembre 1999 "Norme in materia di tutela delle minoranze
linguistiche storiche" e dalla Legge n. 38 del 23 febbraio
2001 ("Norme a tutela della minoranza linguistica slovena
della regione Friuli-Venezia Giulia") "
il fatto che, a parte due trattati internazionali del
dopoguerra, solo dal 2001 l'Italia abbia una legge nazionale
che tutela gli slovenofoni nel Friuli-Venezia Giulia mi fa
sospettare che questo ritardo sia dovuto a questioni
extra-linguistiche che non hanno più ragione d'essere, ovvero
discussioni sterili fatte da certi politici italiani di oggi
riguardanti eventi legati al confine orientale italiano
accaduti in una guerra di più di 70 anni fa. E temo che sia
appunto questo il motivo, in base alle fonti a cui ho avuto
accesso (ma non ho ancora testimoni né sono andato sul posto
a controllare accuratamente) che a Trieste non ci siano molto
bilinguismo visivo, sebbene quella stessa legge del 2001
"l'uso della lingua slovena è previsto in aggiunta a quella
italiana nelle insegne degli uffici pubblici, nella carta
ufficiale e, in genere, in tutte le insegne pubbliche, nonché
nei gonfaloni."
Ma se lo fanno a Trieste c'è il rischio che la gente si
ribelli...
In effetti, andando leggermente in questioni extra-linguistiche vedendo gli ultimi risultati elettorali non è che le ultime maggioranze nel consiglio comunali a Trieste siano di partiti noti per il dialogo e la valorizzazione positiva di culture diverse:

https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_comunali_a_Trieste


solo nel 1997 e nel 2011 la lista di sinistra è riuscita a vincere a Trieste e questo vuol dire che se nel caso avesse realizzato iniziative come cartelli bilingui e simili avrebbe incontrato manifestazioni da parte di skinhead, tifosi che mettono Anna Frank come insulto alle altre squadre e che, come già detto, tirano in ballo questioni vecchie di 70 anni come le "foibe", i "crimini dei partigiani" in occasioni che con questi argomenti hanno ben poco a che fare.
Post by ADPUF
Poi non ricordo se a Pirano e Pola il bilinguismo visivo
rispettivamente italiano-sloveno e italiano-croato nei
cartelli fosse così diffuso (sono andato in Slovenia e
Croazia due anni fa), comunque di sicuro là il tricolore
italiano sventolava accanto alle bandiere nazionali nei
municipi...
Appunto, immagina la bandiera slovena sul municipio di
Trieste...
Cioè rendiamoci conto, stiamo parlando della bandiera slovena, non di quella austro-ungarica o di quella jugoslava con la stella rossa, e questo per semplice riconoscimento di una minoranza linguistica autoctona da secoli in questa città, come previsto da una legge nazionale analoga a tante altre... Ma l'Unione Europea non doveva servire a far comprendere che le diversità e le pluralità linguistiche e culturali sono una ricchezza e che rancori su questioni nazionalistiche e belliche vecchie ormai di quasi 70 anni non hanno senso e che è molto meglio valorizzare tutte le cose buone di tipo letterario, artistico, economico e simili che il contatto fra queste culture diverse ha prodotto? Mah...

Ciao.
ADPUF
2017-12-15 21:55:05 UTC
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Il giorno venerdì 15 dicembre 2017 00:52:47 UTC+1, ADPUF ha
Post by ADPUF
Post by m***@gmail.com
Da quello che ho capito dunque tu dici che in Val Resia
hanno ragionato così "dato che gli slovenofoni in terra
italiana non hanno vita facile a causa di questioni
socio-politiche di vecchia data allora consideriamo il
nostro idioma non un dialetto dello sloveno ma una lingua
a sé presente quindi solo in Italia quindi noi siamo più
tutelati".
Nono, gli hanno inculcato una vera e propria fobia per la
slovenicità.
Ah, e dunque sono stati gli stessi italiani (o meglio alcuni
di loro che non rappresentano ovviamente il sentire comune di
tutti gli italiani) a fargli trasmettere questo sentimento
anti-sloveno, davvero triste...
Dai tempi di Venezia erano "i nostri bravi difensori del
confine"... e loro petto in fuori tutti orgoglioni...

Solo che Venezia se ne fregava se parlavano slavo, l'Italia
savoiarda (basata sulla nazione) no.
In effetti, andando leggermente in questioni
extra-linguistiche vedendo gli ultimi risultati elettorali
non è che le ultime maggioranze nel consiglio comunali a
Trieste siano di partiti noti per il dialogo e la
https://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_comunali_a_Trieste
solo nel 1997 e nel 2011 la lista di sinistra è riuscita a
vincere a Trieste e questo vuol dire che se nel caso avesse
realizzato iniziative come cartelli bilingui e simili avrebbe
incontrato manifestazioni da parte di skinhead, tifosi che
mettono Anna Frank come insulto alle altre squadre e che,
come già detto, tirano in ballo questioni vecchie di 70 anni
come le "foibe", i "crimini dei partigiani" in occasioni che
con questi argomenti hanno ben poco a che fare.
Il fascismo triestino era molto duro e razzista da sempre.

Le leggi razziali furono proclamate a Trieste.
Post by ADPUF
Appunto, immagina la bandiera slovena sul municipio di
Trieste...
Cioè rendiamoci conto, stiamo parlando della bandiera
slovena, non di quella austro-ungarica o di quella jugoslava
con la stella rossa, e questo per semplice riconoscimento di
una minoranza linguistica autoctona da secoli in questa
città, come previsto da una legge nazionale analoga a tante
altre... Ma l'Unione Europea non doveva servire a far
comprendere che le diversità e le pluralità linguistiche e
culturali sono una ricchezza e che rancori su questioni
nazionalistiche e belliche vecchie ormai di quasi 70 anni non
hanno senso e che è molto meglio valorizzare tutte le cose
buone di tipo letterario, artistico, economico e simili che
il contatto fra queste culture diverse ha prodotto? Mah...
Mi piacerebbe.
--
E-S °¿°
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Dragonòt
2017-12-14 20:24:35 UTC
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Per me la conoscenza della lingua standard aiuterebbe proprio la
preservazione del dialetto locale e il suo aggiornamento alle necessita
moderne.
Nessun progetto di rivitalizzazione linguistica opererebbe in questo modo.
Bepe
ADPUF
2017-12-14 23:55:19 UTC
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Post by Dragonòt
Post by ADPUF
Per me la conoscenza della lingua standard aiuterebbe
proprio la preservazione del dialetto locale e il suo
aggiornamento alle necessita moderne.
Nessun progetto di rivitalizzazione linguistica opererebbe in
questo modo.
Cioè?

Penso che le parole "nuove" in sloveno ci sono, in resiano no,
o sono parole italiane resianizzate.

P.es. mi chiedo come sarebbe tradotta la Costituzione, o il
Codice Penale, con tutte le parole "tecniche", in resiano.
--
E-S °¿°
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Dragonòt
2017-12-15 06:23:52 UTC
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P.es. mi chiedo come sarebbe tradotta la Costituzione, o il Codice Penale,
con tutte le parole "tecniche", in resiano.
E come vuoi che sia tradotta ?!
Se lo sloveno (come l'italiano) crea parole dal greco e dal latino, può
farlo anche il resiano, no?
Se sloveno e italiano importano parole dall'inglese, può farlo anche il
resiano, no?
Bepe
ADPUF
2017-12-15 22:09:44 UTC
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Post by Dragonòt
Post by ADPUF
P.es. mi chiedo come sarebbe tradotta la Costituzione, o il
Codice Penale, con tutte le parole "tecniche", in resiano.
E come vuoi che sia tradotta ?!
Se lo sloveno (come l'italiano) crea parole dal greco e dal
latino, può farlo anche il resiano, no?
Se sloveno e italiano importano parole dall'inglese, può
farlo anche il resiano, no?
Meglio tramite italiano o tramite sloveno?

E' diverso se "acquedotto" lo traduci "*acuedot" (grafia
fai-da-te) o "vodovod".

Un dialetto pieno di italianismi non è bello, neanche in
piemontese...
--
E-S °¿°
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Dragonòt
2017-12-16 07:41:15 UTC
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Post by ADPUF
Meglio tramite italiano o tramite sloveno?
E' diverso se "acquedotto" lo traduci "*acuedot" (grafia fai-da-te) o
"vodovod".
Un dialetto pieno di italianismi non è bello, neanche in piemontese...
L'italiano ha costruito "acquedotto" dal latino, qualcosa come :
AQUAE DUCTUM --> acquedotto
Un italiano pieno di latinismi non è bello? fai un po' tu ...

Perché il resiano non dovrebbe fare lo stesso ?
AQUAE DUCTUM --> acuedot (grafia fai da te)

Lo stesso discorso vale per i prestiti dal greco (più numerosi in campo
tecnico scientifico) o per i prestiti stranieri.
Bepe

ADPUF
2017-12-15 22:13:37 UTC
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Il giorno lunedì 11 dicembre 2017 21:59:43 UTC+1, Dragonòt
ha
Post by Dragonòt
Post by m***@gmail.com
sono interessato alla minoranza slovenofona
Segnalo l'interessante parlata della Val Resia,
probabilmente indipendente ormai dallo sloveno.
Si leggano:

https://www.openstarts.units.it/dspace/bitstream/10077/2393/1/13.pdf

http://www.identitaresiana.org/ResiaOggi/Resia_Oggi_2014-12.pdf

http://abaoaqu.maldura.unipd.it:8081/resianica/ita/vocares.do
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E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
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