Discussione:
Diciamolo in italiano
(troppo vecchio per rispondere)
pirex
2017-09-17 19:42:22 UTC
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Che cos’è l’itanglese?
Una moda? Un segno di provincialismo?
Un fatto di pigrizia? Di superficialità?
Un espediente per pavoneggiarsi davanti agli interlocutori?
Per intimidirli?
Per ingannarli?...

...In itanglese si legifera, si delibera e si diffondono precetti.
Perfino il Miur, redigendo il recente Piano per la formazione
dei docenti, sguazza felice in un mare di peer teaching, mentoring
e learning by doing, flipped classroom e job shadowing, counseling
e workshop, panel, feedback e fall-out, expertise e soft skills.

Scegliendo l’itanglese, ci stiamo perdendo per strada molte parole
italiane utili a nominare concetti, oggetti e azioni della
quotidianità
(perché mai, raccontando e promuovendo i prodotti del territorio,
scriviamo sempre più spesso food e wine invece di cibo e vino?
Perché un pranzo leggero è un light lunch?
Perché dobbiamo compilare un form e non un modulo?).
Stiamo rinunciando a dotarci di parole utili a nominare concetti,
oggetti e azioni della modernità: perché mai il ministero
non esplicita che le soft skills, così importanti per il futuro
dei nostri ragazzi, non sono altro che competenze trasversali
(capacità di capire e risolvere problemi, di entrare in relazione,
di guidare le persone, di lavorare in gruppo)?


Continua su:
<http://temi.repubblica.it/micromega-online/meglio-in-italiano-salviamo-la-nostra-lingua-dagli-anglicismi/>
Bruno Campanini
2017-09-18 00:50:43 UTC
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Raw Message
Post by pirex
Che cos’è l’itanglese?
Una moda? Un segno di provincialismo?
Un fatto di pigrizia? Di superficialità?
Un espediente per pavoneggiarsi davanti agli interlocutori?
Per intimidirli?
Per ingannarli?...
...In itanglese si legifera, si delibera e si diffondono precetti.
Perfino il Miur, redigendo il recente Piano per la formazione
dei docenti, sguazza felice in un mare di peer teaching, mentoring
e learning by doing, flipped classroom e job shadowing, counseling
e workshop, panel, feedback e fall-out, expertise e soft skills.
Scegliendo l’itanglese, ci stiamo perdendo per strada molte parole
italiane utili a nominare concetti, oggetti e azioni della quotidianità
(perché mai, raccontando e promuovendo i prodotti del territorio,
scriviamo sempre più spesso food e wine invece di cibo e vino?
Perché un pranzo leggero è un light lunch?
Perché dobbiamo compilare un form e non un modulo?).
Stiamo rinunciando a dotarci di parole utili a nominare concetti,
oggetti e azioni della modernità: perché mai il ministero
non esplicita che le soft skills, così importanti per il futuro
dei nostri ragazzi, non sono altro che competenze trasversali
(capacità di capire e risolvere problemi, di entrare in relazione,
di guidare le persone, di lavorare in gruppo)?
<http://temi.repubblica.it/micromega-online/meglio-in-italiano-salviamo-la-nostra-lingua-dagli-anglicismi/>
Mi ride al cuore (o piange) Severino...
pensare che 'sta globalizzazione che mi sta così antipatica consentirà
col tempo (un paio di secoli?) a tutti i popoli di comunicare con l'uso
di una sola lingua. E qui finisce il riso.

Il pianto inizia al pensiero che a quel momento la lingua di Dante si
sarà ridotta così come si è ridotto il latino.

Se questo è il destino linguistico dei popoli ciò non potrà attuarsi
che con una lenta ma progressiva sostituzione dei lemmi, non certo
con l'insegnamento scolastico della seconda lingua che potrà avere
sì un'utilità circostanziale... ma non di più.

Bruno
ilChierico
2017-09-22 10:51:05 UTC
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Post by Bruno Campanini
Il pianto inizia al pensiero che a quel momento la lingua di Dante si
sarà ridotta così come si è ridotto il latino.
Magari cosi' fosse.

Il latino si e' cristallizzato, ma chi lo conosce veramente lo usa come
una lingua viva, non so se ricordi l'aneddoto di Italo Balbo
trasvolatore in America.

O non so se hai presente i meriti della Chiesa nel preservare la lingua
dei suoi documenti ufficiali, pur aggiungendo dei lemmi moderni
oppurtunamente costruiti ed adattati dal linguaggio corrente degli umani
che vivono sul pianeta Terra.
Bruno Campanini
2017-09-22 22:31:24 UTC
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Post by ilChierico
Post by Bruno Campanini
Il pianto inizia al pensiero che a quel momento la lingua di Dante si
sarà ridotta così come si è ridotto il latino.
Magari cosi' fosse.
Il latino si e' cristallizzato, ma chi lo conosce veramente lo usa come una
lingua viva, non so se ricordi l'aneddoto di Italo Balbo trasvolatore in
America.
Credo di non averlo mai aentito... cantami o diva!
Post by ilChierico
O non so se hai presente i meriti della Chiesa nel preservare la lingua dei
suoi documenti ufficiali, pur aggiungendo dei lemmi moderni oppurtunamente
costruiti ed adattati dal linguaggio corrente degli umani che vivono sul
pianeta Terra.
Nella mia critica opinione la Chiesa, mentre preservava lingua e
tradizione nei suoi documenti ufficiali, di altrettanto ritardava
il fiorire del Rinascimento.

Bruno
Roberto Deboni DMIsr
2017-09-18 01:58:20 UTC
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Post by pirex
Che cos’è l’itanglese?
Una moda? Un segno di provincialismo?
Un fatto di pigrizia? Di superficialità?
Un espediente per pavoneggiarsi davanti agli interlocutori?
Per intimidirli?
Per ingannarli?...
...In itanglese si legifera, si delibera e si diffondono precetti.
Perfino il Miur, redigendo il recente Piano per la formazione
dei docenti, sguazza felice in un mare di peer teaching, mentoring
e learning by doing, flipped classroom e job shadowing, counseling
e workshop, panel, feedback e fall-out, expertise e soft skills.
E' deliberato, e' un noto sistema per "opacizzare" cio' che dovrebbe
essere pubblico, in modo da costringere i piu' a rivolgersi ad
esperti. Non e' una "moda", e' ben piu', un progetto molto ampio,
che include anche la disturzione del sistema economica con il tocco
finale della "accoglienza" imposta con la forza pubblica (i Prefetti,
per inciso e per chi non lo sa, sono nominati tra i precedenti capi
delle Questure, non sono "ordinari" burocrati statali), specialmente
di colore. E poi il bombardamento di trasmissioni come "Dalla Vostra
Parte" o "Quinta Colonna", che sembrano fatti per fomentare l'odio
verso questi nuovi "privilegiati" (30 euro al giorno spesi a nome
loro, quando molti italiani aspettano da decenni un aiuto anche molto
meno costoso ?).

Non e' una semplice questione linguistica, ma va ben oltre.
E' uno strumento non casuale.

Per questa ragione ad ogni occasione pubblica, se qualcuno mi
infila una parole "itanglese" si prende un rimbrotto con il
richiamo alla parola italiana del caso.

L'ultimo caso ? Entro e stanno discutendo di "security" ... e che ... ?
Poi capisco: era un problema di "vigilanza", ma che diamine!
E nota bene l'argomento veniva confuso con il tema della
"sicurezza" che non c'entra nulla con la "security" in inglese
(ma che si scrive "safety"). L'uso dell "itanglese" aveva portato
ad una clamorosa incomprensione.

Una volta questo confusione era disseminata solo nella
informatica, dove il giochetto ha portato a tanti italiani
(oggi maturi) a pensare che fosse molto piu' complicata ed
incomprensibile di quella che era in realta'. Il che ha permesso
tanti commerciali e truffatori di farsi ricchi a spese di
sprovveduti male informati.

Qualcuno ha scoperto che questa tecnica funziona anche in altri
ambiti, come la politica e la legislazione. Ci salvi il Signore!
Specialmente se si tratta di "mascherare" concetti che chiunque
capirebbe ma non si vuole che si capiscano al volo.

Se non sbaglio, quella della mistificazione e' il terreno di base
di cui ha bisogno la "propaganda", e mi riferisco a quella vera,
truffaldino come lo e' la maggior parte della pubblicita'
commerciale, non quella che alcuni usano per definire la
semplice "promozione politica".

La "propaganda" e' invece quella particolare forma di "promozione
politica" che si basa sulla menzogna e l'appello emozionale e che
quindi rifugge dal volere fare "ragionare pacatamente" ed in
modo "informato" l'interlocutore.

Magari una maggiore proprieta' linguistica anche su questi temi
sarebbe utile a tutti, come cittadini. Altrimenti parte la
battuta che tutta la politica e' truffa.
Pagliotz
2017-09-18 06:45:59 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
E' deliberato, e' un noto sistema per "opacizzare" cio' che dovrebbe
essere pubblico, in modo da costringere i piu' a rivolgersi ad
esperti. Non e' una "moda", e' ben piu', un progetto molto ampio,
che include anche la disturzione del sistema economica con il tocco
finale della "accoglienza" imposta con la forza pubblica
Non riesci neppure qua ad ostentare la tua prolissa ignoranza, ed a
renderti lo zimbello di tutti? Ora fai anche il complottista? Mi
stpisce che nel tuo farneticare non ci abbia inserito teorie
terrapiattistiche o scie chimiche...
--
ATTENZIONE: se nel msg-id si vede
"***@fellatio.fun.club", sono proprio Pagliotz.
Altrimenti è un troll così coglione da volermi imitare per confondere
gli utenti...
..
LAB
2017-09-18 10:37:58 UTC
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Il Deboni mi è piaciuto! :-)

---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
RandomNick
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Che cos?è l?itanglese?
Una moda? Un segno di provincialismo?
Un fatto di pigrizia? Di superficialità?
Un espediente per pavoneggiarsi davanti agli interlocutori?
Per intimidirli?
Per ingannarli?...
...In itanglese si legifera, si delibera e si diffondono precetti.
Perfino il Miur, redigendo il recente Piano per la formazione
dei docenti, sguazza felice in un mare di peer teaching, mentoring
e learning by doing, flipped classroom e job shadowing, counseling
e workshop, panel, feedback e fall-out, expertise e soft skills.
E' deliberato, e' un noto sistema per "opacizzare" cio' che dovrebbe
essere pubblico, in modo da costringere i piu' a rivolgersi ad
esperti. Non e' una "moda", e' ben piu', un progetto molto ampio,
che include anche la disturzione del sistema economica con il tocco
finale della "accoglienza" imposta con la forza pubblica (i Prefetti,
per inciso e per chi non lo sa, sono nominati tra i precedenti capi
delle Questure, non sono "ordinari" burocrati statali), specialmente
di colore. E poi il bombardamento di trasmissioni come "Dalla Vostra
Parte" o "Quinta Colonna", che sembrano fatti per fomentare l'odio
verso questi nuovi "privilegiati" (30 euro al giorno spesi a nome
loro, quando molti italiani aspettano da decenni un aiuto anche molto
meno costoso ?).
Non e' una semplice questione linguistica, ma va ben oltre.
E' uno strumento non casuale.
Per questa ragione ad ogni occasione pubblica, se qualcuno mi
infila una parole "itanglese" si prende un rimbrotto con il
richiamo alla parola italiana del caso.
L'ultimo caso ? Entro e stanno discutendo di "security" ... e che ... ?
Poi capisco: era un problema di "vigilanza", ma che diamine!
E nota bene l'argomento veniva confuso con il tema della
"sicurezza" che non c'entra nulla con la "security" in inglese
(ma che si scrive "safety"). L'uso dell "itanglese" aveva portato
ad una clamorosa incomprensione.
Una volta questo confusione era disseminata solo nella
informatica, dove il giochetto ha portato a tanti italiani
(oggi maturi) a pensare che fosse molto piu' complicata ed
incomprensibile di quella che era in realta'. Il che ha permesso
tanti commerciali e truffatori di farsi ricchi a spese di
sprovveduti male informati.
Qualcuno ha scoperto che questa tecnica funziona anche in altri
ambiti, come la politica e la legislazione. Ci salvi il Signore!
Specialmente se si tratta di "mascherare" concetti che chiunque
capirebbe ma non si vuole che si capiscano al volo.
Se non sbaglio, quella della mistificazione e' il terreno di base
di cui ha bisogno la "propaganda", e mi riferisco a quella vera,
truffaldino come lo e' la maggior parte della pubblicita'
commerciale, non quella che alcuni usano per definire la
semplice "promozione politica".
La "propaganda" e' invece quella particolare forma di "promozione
politica" che si basa sulla menzogna e l'appello emozionale e che
quindi rifugge dal volere fare "ragionare pacatamente" ed in
modo "informato" l'interlocutore.
Magari una maggiore proprieta' linguistica anche su questi temi
sarebbe utile a tutti, come cittadini. Altrimenti parte la
battuta che tutta la politica e' truffa.
A mio modesto parere non esiste un vero e proprio disegno occulto
ma una passività generale per cui ci si accoda e si tira a campà.
Alla fine a nessuno piace remare controcorrente... Si fa fatica e
si rimane sempre al punto di partenza. Meglio mettersi in scia da
qualche parte si arriverà comunque e non è detto che la
destinazione sia peggiore. Diversa ma non necessariamente
peggiore. Ma io sono un ottimista, se fossi pessimista farei solo
una vita peggiore.
--
Maurizio Pistone
2017-09-18 12:53:36 UTC
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Raw Message
Post by RandomNick
A mio modesto parere non esiste un vero e proprio disegno occulto
ma una passività generale per cui ci si accoda e si tira a campà.
Alla fine a nessuno piace remare controcorrente...
la chiave credo che alla fine sia semplice sciatteria. Nessuno mi toglie
dalla testa che chi usa troppi anglicismi lo faccia soprattutto perché
non conosce bene né l'inglese, né l'italiano. Altrimenti troverebbe
subito una traduzione adeguata.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
RandomNick
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Raw Message
Post by Maurizio Pistone
Post by RandomNick
A mio modesto parere non esiste un vero e proprio disegno occulto
ma una passività generale per cui ci si accoda e si tira a campà.
Alla fine a nessuno piace remare controcorrente...
la chiave credo che alla fine sia semplice sciatteria. Nessuno mi toglie
dalla testa che chi usa troppi anglicismi lo faccia soprattutto perché
non conosce bene né l'inglese, né l'italiano. Altrimenti troverebbe
subito una traduzione adeguata.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
+1
giusto, sciatteria è la parola giusta
--
ADPUF
2017-09-18 17:40:34 UTC
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Post by RandomNick
Post by Maurizio Pistone
Post by RandomNick
A mio modesto parere non esiste un vero e proprio disegno
occulto
ma una passività generale per cui ci si accoda e si tira a
campà. Alla fine a nessuno piace remare controcorrente...
la chiave credo che alla fine sia semplice sciatteria.
Nessuno mi toglie dalla testa che chi usa troppi anglicismi
lo faccia soprattutto perché non conosce bene né l'inglese,
né l'italiano. Altrimenti troverebbe subito una traduzione
adeguata.
+1
giusto, sciatteria è la parola giusta
Shattery.
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
RandomNick
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Raw Message
Post by ADPUF
Post by RandomNick
Post by Maurizio Pistone
Post by RandomNick
A mio modesto parere non esiste un vero e proprio disegno
occulto
ma una passività generale per cui ci si accoda e si tira a
campà. Alla fine a nessuno piace remare controcorrente...
la chiave credo che alla fine sia semplice sciatteria.
Nessuno mi toglie dalla testa che chi usa troppi anglicismi
lo faccia soprattutto perché non conosce bene né l'inglese,
né l'italiano. Altrimenti troverebbe subito una traduzione
adeguata.
+1
giusto, sciatteria è la parola giusta
Shattery.
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
slovenliness or inaccuracy
--
Valerio Vanni
2017-09-18 20:18:51 UTC
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On Mon, 18 Sep 2017 21:48:23 +0200 (GMT+02:00), RandomNick
Post by RandomNick
Post by ADPUF
Post by RandomNick
giusto, sciatteria è la parola giusta
Shattery.
slovenliness or inaccuracy
No, shattery è un buon esempio di itanglese ;-)
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
RandomNick
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Post by Valerio Vanni
On Mon, 18 Sep 2017 21:48:23 +0200 (GMT+02:00), RandomNick
Post by RandomNick
Post by ADPUF
Post by RandomNick
giusto, sciatteria è la parola giusta
Shattery.
slovenliness or inaccuracy
No, shattery è un buon esempio di itanglese ;-)
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Ah ecco
--
ADPUF
2017-09-21 21:41:58 UTC
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Post by RandomNick
Post by Valerio Vanni
On Mon, 18 Sep 2017 21:48:23 +0200 (GMT+02:00), RandomNick
Post by RandomNick
Post by ADPUF
Post by RandomNick
giusto, sciatteria è la parola giusta
Shattery.
slovenliness or inaccuracy
No, shattery è un buon esempio di itanglese ;-)
Ah ecco
;-)

In effetti shattery esiste, significa "fragile, debole".
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
ilChierico
2017-09-22 10:55:11 UTC
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Post by ADPUF
In effetti shattery esiste, significa "fragile, debole".
Dicono che un colpo (*) sbagliato di un metro valga un colpo sbagliato
di un miglio (cit.)

(*) di cannone, nel testo citato
Roberto Deboni DMIsr
2017-09-18 14:33:56 UTC
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Raw Message
On 18/09/17 13:05, RandomNick wrote:

...snip...
Post by RandomNick
A mio modesto parere non esiste un vero e proprio disegno occulto
ma una passività generale per cui ci si accoda e si tira a campà.
La passivita' viene da parte di chi non si oppone alle "proposte"
di questo genere, ma in chi introduce queste parole (chi scrive le
leggi non sceglie *mai* casualmente le parole, ma pondera con molta
cura cio' che scrive, secondo obbiettivi non sempre confessabili)
se non per una "congiura" esplicita, lo fa seguendo un tacito
accordo di una particolare direzione da seguire.

Qualcuno ha scritto (e concordo) che certi comportamenti "anti" o
esprimenti dei "tabu" sulla informazione e di certa politica non
sono concordati esplicitamente, ma il risultato di una specie di
"andazzo" di "cosa e' in" su quei temi, quasi senza pensare, un
"imprinting" ovvero quindi "istintivo", fatto senza pensare, per
una pura ragione di "appartenenza" al gruppo. Il trucco quindi sta
nel trovarsi nella posizione di "infilare" il concetto in modo che
il "gruppo" lo faccia proprio.
Post by RandomNick
Alla fine a nessuno piace remare controcorrente...
Perche' ?
Perche' dovrebbe essere una sofferenza ?
Forse per la presenza di una nuova forma di "squadrismo"
(senza violenza fisica, ma parimenti efficace) che
"raddrizza" quei pochi che per un momento scivolano
fuori riga ? E che cosi' rapidamente rientrano nella
protezione anonima del gruppo ?
Altrove essere contro corrente non provoca alcuna
sofferenza, anzi puo' anche riscuotere un rispetto che
compensa una certa solitudine.
Post by RandomNick
Si fa fatica e si rimane sempre al punto di partenza.
La perseveranza e' una virtu' ... e le virtu' costano
sacrificio.
Post by RandomNick
Meglio mettersi in scia da
qualche parte si arriverà comunque e non è detto che la
destinazione sia peggiore. Diversa ma non necessariamente
peggiore. Ma io sono un ottimista, se fossi pessimista farei solo
una vita peggiore.
Rassegnazione o fatalismo ?
RandomNick
1970-01-01 00:00:00 UTC
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Raw Message
Post by Roberto Deboni DMIsr
...snip...
Post by RandomNick
A mio modesto parere non esiste un vero e proprio disegno occulto
ma una passività generale per cui ci si accoda e si tira a campà.
La passivita' viene da parte di chi non si oppone alle "proposte"
di questo genere, ma in chi introduce queste parole (chi scrive le
leggi non sceglie *mai* casualmente le parole, ma pondera con molta
cura cio' che scrive, secondo obbiettivi non sempre confessabili)
se non per una "congiura" esplicita, lo fa seguendo un tacito
accordo di una particolare direzione da seguire.
Qualcuno ha scritto (e concordo) che certi comportamenti "anti" o
esprimenti dei "tabu" sulla informazione e di certa politica non
sono concordati esplicitamente, ma il risultato di una specie di
"andazzo" di "cosa e' in" su quei temi, quasi senza pensare, un
"imprinting" ovvero quindi "istintivo", fatto senza pensare, per
una pura ragione di "appartenenza" al gruppo. Il trucco quindi sta
nel trovarsi nella posizione di "infilare" il concetto in modo che
il "gruppo" lo faccia proprio.
Post by RandomNick
Alla fine a nessuno piace remare controcorrente...
Perche' ?
Perche' dovrebbe essere una sofferenza ?
Forse per la presenza di una nuova forma di "squadrismo"
(senza violenza fisica, ma parimenti efficace) che
"raddrizza" quei pochi che per un momento scivolano
fuori riga ? E che cosi' rapidamente rientrano nella
protezione anonima del gruppo ?
Altrove essere contro corrente non provoca alcuna
sofferenza, anzi puo' anche riscuotere un rispetto che
compensa una certa solitudine.
Post by RandomNick
Si fa fatica e si rimane sempre al punto di partenza.
La perseveranza e' una virtu' ... e le virtu' costano
sacrificio.
Post by RandomNick
Meglio mettersi in scia da
qualche parte si arriverà comunque e non è detto che la
destinazione sia peggiore. Diversa ma non necessariamente
peggiore. Ma io sono un ottimista, se fossi pessimista farei solo
una vita peggiore.
Rassegnazione o fatalismo ?
Hai un sacco di ragione ma continuo a pensare che non ci sia
dietro un disegno ma sia il frutto di una serie di concause,
sciatteria in primis, alla quale aggiungo la frenesia di stare al
passo con il web 3.0 il lavoro 2.0, la politica 4.0 e l'iPhone
7.0 Peccato che in sostanza siamo rimasti alla realtà
1.0
Comunque ritengo molto interessante il tuo post.
--
ilChierico
2017-09-22 10:52:34 UTC
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Raw Message
Post by Roberto Deboni DMIsr
che include anche la disturzione del sistema economica con il tocco
finale della "accoglienza" imposta con la forza pubblica (i Prefetti,
per inciso e per chi non lo sa, sono nominati tra i precedenti capi
delle Questure, non sono "ordinari" burocrati statali), specialmente
di colore. E poi il bombardamento di trasmissioni come "Dalla Vostra
Parte" o "Quinta Colonna", che sembrano fatti per fomentare l'odio
verso questi nuovi "privilegiati" (30 euro al giorno spesi a nome
loro, quando molti italiani aspettano da decenni un aiuto anche molto
Siamo in campagna elettorale da anni piu' che da mesi, non so se ti
rendi conto della gravita' della cosa.
LAB
2017-09-18 10:34:56 UTC
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Post by pirex
Perché dobbiamo compilare un form e non un modulo?
Sono pienamente d'accordo con te per quanto riguarda l'immotivato uso di
termini stranieri, soprattutto inglesi, nel linguaggio italiano.
E' un modo di esibirsi o di voler dimostrare di conoscere l'inglese,
pensando di usare termini raffinati... In realtà, però, sono solo spesso
incomprensibili o addirittura errati, perché chi vuol dimostrare di
conoscere qualcosa lo fa perché si sente in difficoltà non conoscendola! :-)

A proposito del modulo, trovo più corretto modello, un modello
prestampato da compilare o da copiare inserendo i propri dati.

---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
LAB
2017-09-18 10:42:16 UTC
Permalink
Raw Message
Post by pirex
Perché dobbiamo compilare un form e non un modulo?
Ah... Pirex, perdonami, ma anche la congiunzione + negazione mi piace
poco. Sarebbe meglio scrivere "anziché", oppure mettere una virgola (più
in altri casi che in questo). Leggendo "e non" mi viene da pensare che
stia arrivando una informazione aggiuntiva, invece è solo un rinforzo di
ciò che si è appena detto.

---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
Bruno Campanini
2017-09-18 19:26:32 UTC
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Post by pirex
Perché dobbiamo compilare un form e non un modulo?
Ah... Pirex, perdonami, ma anche la congiunzione + negazione mi piace poco.
Sarebbe meglio scrivere "anziché", oppure mettere una virgola (più in altri
casi che in questo). Leggendo "e non" mi viene da pensare che stia arrivando
una informazione aggiuntiva, invece è solo un rinforzo di ciò che si è appena
detto.
---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
Così come scritta la frase si estende per logica inserzione del
sottinteso in:
"Perché dobbiamo compilare un form e non dobbiamo compilare un modulo?"
In ogni caso il suo significato più logico sarebbe: "Perché dobbiamo
(tassativamente) compilare un form e non dobbiamo (altrettanto
tassativamente) compilare un modulo?"

Il contesto chiarisce ciò che si vuol significare, tolto quello
però l'ambiguità è evidente.

Bruno
Giovanni Drogo
2017-09-18 14:54:51 UTC
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Raw Message
Post by LAB
Post by pirex
Perché dobbiamo compilare un form e non un modulo?
perche' e' quello elettronico e non quello cartaceo (cfr. p.es. il caso
di "file" e svariati altri termini informatici)
Post by LAB
A proposito del modulo, trovo più corretto modello,
Io no, a me modello fa venire in mente o un modellino (ferroviario,
aeronautico), o un uomo che posa per un pittore, o un esemplare
rappresentativo ("modello in scala") o particolarmente significativo
("scolaro modello") ... quello su carta e' il modulo.
Giovanni Drogo
2017-09-19 08:51:19 UTC
Permalink
Raw Message
Ieri sul Corriere c'era un articolo relativo ai termini inglesi in
italiano (che personalmente non mi scandalizzano affatto ne' quando
usati come calchi ne' quando usati "as such" specie in contesti gergali)
che titolava "provate a dire `feedback` in italiano",

Peccato che proprio feedback sia uno di quei termini che ha da sempre un
corrispondente ben chiaro (e che non veniva citato nell'articolo), ossia
"retroazione" come ho imparato da bambino leggendo gli articoli di
Silvio Ceccato..
Klaram
2017-09-19 10:59:59 UTC
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Ieri sul Corriere c'era un articolo relativo ai termini inglesi in italiano
(che personalmente non mi scandalizzano affatto ne' quando usati come calchi
ne' quando usati "as such" specie in contesti gergali) che titolava "provate
a dire `feedback` in italiano",
Peccato che proprio feedback sia uno di quei termini che ha da sempre un
corrispondente ben chiaro (e che non veniva citato nell'articolo), ossia
"retroazione" come ho imparato da bambino leggendo gli articoli di Silvio
Ceccato..
Ergo: sciatteria, provincialismo, ma anche ignoranza.

k
Bruno Campanini
2017-09-19 11:35:09 UTC
Permalink
Raw Message
Ieri sul Corriere c'era un articolo relativo ai termini inglesi in italiano
(che personalmente non mi scandalizzano affatto ne' quando usati come calchi
ne' quando usati "as such" specie in contesti gergali) che titolava "provate
a dire `feedback` in italiano",
Peccato che proprio feedback sia uno di quei termini che ha da sempre un
corrispondente ben chiaro (e che non veniva citato nell'articolo), ossia
"retroazione" come ho imparato da bambino leggendo gli articoli di Silvio
Ceccato..
Per me "retroazione" è appena riferibile a uno specifico significato
tecnico della parola.

Il mio Concise Oxford Dictionary riporta per feedback:
1 - (Electr.) return of fraction of output signal...
2 - (Biol.) modification or control of a process or system by its
result
or effects...
3 - information about result of experiment etc; response.

Direi che l'ambito nel quale normalmente lo perceopiamo è il 3.

In italiano? commento, riscontro, giudizio, opinione, valutazione...
soprattutto valutazione.

Bruno
Luigi Cozza
2017-09-19 13:14:19 UTC
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Post by Bruno Campanini
Direi che l'ambito nel quale normalmente lo perceopiamo è il 3.
In italiano? commento, riscontro
Non è semplicemente riscontro. Altrimenti userei questa parola. Se
attendo il feedback dopo aver annunciato un provvedimento, o presentato
un programma, s'intende che sto aspettando la reazione del pubblico per
poter successivamente modificare quanto esposto in funzione di tale
reazione. Concetto molto vicino a quello di feedback biologico, cioè
retroazione (un gene codifica per un enzima finché nel sistema è
presente il substrato che viene metabolizzato dall'enzima; quando il
substrato finisce, diminuisce o cessa anche la sintesi dell'enzima).
Bruno Campanini
2017-09-19 14:21:50 UTC
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Raw Message
Post by Bruno Campanini
Direi che l'ambito nel quale normalmente lo perceopiamo è il 3.
In italiano? commento, riscontro
Non è semplicemente riscontro. Altrimenti userei questa parola. Se attendo il
feedback dopo aver annunciato un provvedimento, o presentato un programma,
s'intende che sto aspettando la reazione del pubblico per poter
successivamente modificare quanto esposto in funzione di tale reazione.
Concetto molto vicino a quello di feedback biologico, cioè retroazione (un
gene codifica per un enzima finché nel sistema è presente il substrato che
viene metabolizzato dall'enzima; quando il substrato finisce, diminuisce o
cessa anche la sintesi dell'enzima).
Ok.
In eBay il feedback è la conferma dell'avvenuta transazione (si può
parlare di riscontro, verifica...?) e anche una valutazione delle
prestazioni delle parti (sollecitudine nel pagamento e nella
spedizione,
accuratezza nell'imballaggio, corrisponednza dello stato e natura
dell'oggetto alla descizione resa in asta, etc).

Direi che è un termine che può definire concetti diversi a seconda
delle
circostanze.

Bruno
ADPUF
2017-09-21 21:49:20 UTC
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Post by Luigi Cozza
Post by Bruno Campanini
Direi che l'ambito nel quale normalmente lo perceopiamo è il
3.
In italiano? commento, riscontro
Non è semplicemente riscontro. Altrimenti userei questa
parola. Se attendo il feedback dopo aver annunciato un
provvedimento, o presentato un programma, s'intende che sto
aspettando la reazione del pubblico per poter successivamente
modificare quanto esposto in funzione di tale reazione.
Concetto molto vicino a quello di feedback biologico, cioè
retroazione (un gene codifica per un enzima finché nel
sistema è presente il substrato che viene metabolizzato
dall'enzima; quando il substrato finisce, diminuisce o cessa
anche la sintesi dell'enzima).
In elettronica si usa "reazione" o "controreazione" per
indicare che una parte del segnale in uscita da un circuito
(di solito amplificatore) viene riportato all'ingresso per
migliorare certe caratteristiche (a scapito di altre).

In teoria dei sistemi e del controllo si usa "retroazione" per
indicare che la grandezza in uscita è riportata indietro e
confrontata con quella di comando per modificare l'ingresso
del sistema da regolare.

Esempio tipico il termòstato.
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
Bruno Campanini
2017-09-22 23:00:10 UTC
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Post by ADPUF
Post by Luigi Cozza
Post by Bruno Campanini
Direi che l'ambito nel quale normalmente lo perceopiamo è il 3.
In italiano? commento, riscontro
Non è semplicemente riscontro. Altrimenti userei questa
parola. Se attendo il feedback dopo aver annunciato un
provvedimento, o presentato un programma, s'intende che sto
aspettando la reazione del pubblico per poter successivamente
modificare quanto esposto in funzione di tale reazione.
Concetto molto vicino a quello di feedback biologico, cioè
retroazione (un gene codifica per un enzima finché nel
sistema è presente il substrato che viene metabolizzato
dall'enzima; quando il substrato finisce, diminuisce o cessa
anche la sintesi dell'enzima).
In elettronica si usa "reazione" o "controreazione" per
indicare che una parte del segnale in uscita da un circuito
(di solito amplificatore) viene riportato all'ingresso per
migliorare certe caratteristiche (a scapito di altre).
Nel primo dopoguerra costruii una radio a reazione utilizzando una
Philips ECH4 (triodo-esodo) e una raddrizzatrice octal 5Y3G.
Qui la reazione era positiva e serviva ad aumentare la sensibilità.
Post by ADPUF
In teoria dei sistemi e del controllo si usa "retroazione" per
indicare che la grandezza in uscita è riportata indietro e
confrontata con quella di comando per modificare l'ingresso
del sistema da regolare.
Se ho ben inteso ciò a cui ti riferisci, qui la reazione era negativa
(AGC, in italiano CAV).
Vecchi ricordi...

Bruno
ADPUF
2017-09-23 21:55:52 UTC
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Post by Bruno Campanini
Post by ADPUF
In elettronica si usa "reazione" o "controreazione" per
indicare che una parte del segnale in uscita da un circuito
(di solito amplificatore) viene riportato all'ingresso per
migliorare certe caratteristiche (a scapito di altre).
Nel primo dopoguerra costruii una radio a reazione
utilizzando una Philips ECH4 (triodo-esodo) e una
raddrizzatrice octal 5Y3G. Qui la reazione era positiva e
serviva ad aumentare la sensibilità.
Anche io costruii una radiolina a reazione di Nuova
Elettronica... ma era a transistor.
Si sentiva solo la GdF (Coguarfi)... e qualche cellulare dei
primi tipi.

La retroazione positiva è delicata perché può dare instabilità.

Un esempio è l'effetto Larsen che produce il fischione.
Post by Bruno Campanini
Post by ADPUF
In teoria dei sistemi e del controllo si usa "retroazione"
per indicare che la grandezza in uscita è riportata indietro
e confrontata con quella di comando per modificare
l'ingresso del sistema da regolare.
Se ho ben inteso ciò a cui ti riferisci, qui la reazione era
negativa (AGC, in italiano CAV).
Vecchi ricordi...
Ci sono innumerevoli casi di reazione negativa.
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
LAB
2017-09-27 08:18:34 UTC
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Post by Bruno Campanini
(AGC, in italiano CAV)
Letteralmente, CAG: Controllo Automatico di Guadagno, prima della
demodulazione. "V" sta per volume, quindi sull'audio demodulato. Non è
la stessa cosa. Comunque, siamo "virtualmente" finiti su
it.hobby.elettronica... :-)

---
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
ADPUF
2017-09-30 19:47:56 UTC
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Post by LAB
Post by Bruno Campanini
(AGC, in italiano CAV)
Letteralmente, CAG: Controllo Automatico di Guadagno, prima
della demodulazione. "V" sta per volume, quindi sull'audio
demodulato. Non è la stessa cosa. Comunque, siamo
"virtualmente" finiti su it.hobby.elettronica... :-)
Credo che il CAV ci sia nelle radio all'ingresso quando la
gente parla nel micròfono per non saturare e distorcere.

"Sà sà un due tre prova"
(cit. testatica)
--
E-S °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
Giovanni Drogo
2017-09-19 14:22:44 UTC
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Post by Bruno Campanini
Per me "retroazione" è appena riferibile a uno specifico significato
tecnico della parola.
2 - (Biol.) modification or control of a process or system by its result
or effects...
3 - information about result of experiment etc; response.
Direi che l'ambito nel quale normalmente lo perceopiamo è il 3.
evidentemente dipende dalla nostra storia

Io ho incontrato insieme "feedback" e "retroazione" come sinonimo negli
scritti di Ceccato, quindi ambito 2 ma cibernetico (allora si diceva
cosi') ossia informatico o ingegneria dei sistemi, piu' che biologico.

Non mi sognerei mai ne' di usare "retroazione" ne' di tradurre
"feedback" nel senso cosmologico (se googlate AGN fe vi propone subito
AGN feedback), che e' l'altro ambito che mi viene in mente, ma che ho
incontrato molto piu' di recente.
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