(troppo vecchio per rispondere)
Quaranta regole di Umberto Eco per scrivere bene
Lilith
2009-06-10 19:33:30 UTC
Quaranta regole di Umberto Eco per scrivere bene

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando
necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile)
interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le
citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa;
ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di
qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di
un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due
punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai
all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono
come un cigno che deraglia.
23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di
parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che
inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo
discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è
certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o
almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo
dominato dal potere dei media.
25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi
lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del sostantivo
maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt,
Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza
perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo,
l’autore del 5 maggio.
31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per
ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire
neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una
pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque
avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente
dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse
conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati,
nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come
altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla
deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero
eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano
comunque le competente cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.

(U. Eco, La bustina di Minerva, Bompiani, 2000)
Lilith
2009-06-10 19:36:41 UTC
La cosa buffa è che in giro sul web si trovano copie di queste quaranta
Post by Lilith
26. Non si apostrofa un'articolo indeterminativo prima del sostantivo
maschile.
32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.
... sono scritti correttamente ("un articolo", "puntigliosamente",
"ortografia"). Colpa di correttori ortografici troppo zelanti?
goofy
2009-06-10 21:26:06 UTC
Veramente, anche la 34 mi sembra scalibrata.
Non manca un "a capo"?

Bingo Little
Post by Lilith
La cosa buffa è che in giro sul web si trovano copie di queste quaranta
... sono scritti correttamente ("un articolo", "puntigliosamente",
"ortografia"). Colpa di correttori ortografici troppo zelanti?
Lilith
2009-06-10 21:44:48 UTC
Post by goofy
Veramente, anche la 34 mi sembra scalibrata.
Non manca un "a capo"?
Vero, sembrerebbe di sì.

Ho trovato anche la fonte originale inglese usata da Eco:
http://www.mestierediscrivere.com/testi/rules.htm
Roger
2009-06-10 22:07:22 UTC
Post by Lilith
Quaranta regole di Umberto Eco per scrivere bene
[...]
Anni fa girava questo elenco intitolato "Netiquette della comunicazione":

1. I verbi avrebbero da essere corretti
2. Le preposizioni non sono parole da concludere una frase con
3. E non iniziate mai una frase con una congiunzione
5. Evitate le metafore, sono come i cavoli a merenda
6. Inoltre, troppe precisazioni, a volte, possono, eventualmente,
appesantire il discorso
7. Siate press'a poco precisi
8. Le indicazioni fra parentesi (per quanto rilevanti) sono (quasi sempre)
inutili
9. Attenti alle ripetizioni, le ripetizioni vanno sempre evitate
10. Non lasciate mai le frasi in sospeso perché non
11. Evitate sempre l'uso di termini stranieri, soprattutto sul web
12. Cercate di essere sintetici, non usate mai più parole del necessario, in
genere è di solito quasi sempre superfluo
13. Evitate le abbreviaz. incomprens.
14. Mai frasi senza verbi, o di una sola parola. Eliminatele.
15. I confronti vanno evitati come i cliché
16. In generale, non bisogna mai generalizzare
17. Evitate le virgole, che non, sono necessarie
18. Usare paroloni a sproposito è come commettere un genocidio
19. Imparate qual'è il posto giusto in cui mettere l'apostrofo
20. Non usate troppi punti esclamativi!!!!!!
21. "Non usate le citazioni", come diceva sempre il mio professore
22. Evitate il turpiloquio, soprattutto se gratuito, porca puttana!
23. C'è veramente bisogno delle domande retoriche?
24. Vi avranno già detto centinaia di milioni di miliardi di volte di non
esagerare
25. Trattate sempre i vostri interlocutori come amici, brutti idioti
FatherMcKenzie
2009-06-11 03:25:45 UTC
Nella 16 dovrebbe dire "l'iperbole", non la litote, che non c'entra un
endecasillabo.
--
Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:
idoù proeíreka humîn. (Euaggélion katà Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
Epimeteo
2009-06-11 06:00:16 UTC
Post by Lilith
Post by goofy
Veramente, anche la 34 mi sembra scalibrata.
Non manca un "a capo"?
Vero, sembrerebbe di sì.
E nella 16 non manca forse un "non"?
Post by Lilith
http://www.mestierediscrivere.com/testi/rules.htm
... dove però la 16 non parla di "litote", anche se la frase, da un certo
punto di vista, non è sbagliata...

Ciao.
Epimeteo
---
"...se hai giocato è uguale
anche se adesso fa male,
se hai amato era amore,
non è mai un errore,
era bello sentirti
e tenerti vicino,
anche solo per lo spazio di un mattino..."
http://www.youtube.com/watch?v=CUTCX3YQuSs
(cit. non errata)
GCPillan
2009-06-11 07:34:27 UTC
Post by Lilith
Quaranta regole di Umberto Eco per scrivere bene
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
Mi pareva strano che Umberto Eco fosse autore di 'sta roba.
Infatti ho verificato che non hai riportato la premessa di Umberto
Eco.
Eccola.
______________________________________________________
Ho trovato in Internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere
utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.
______________________________________________________
Lilith
2009-06-11 08:08:42 UTC
Post by GCPillan
Mi pareva strano che Umberto Eco fosse autore di 'sta roba.
Infatti dopo ho riportato la fonte originale inglese che Eco ha tradotto
e - immagino - ampliato.
FatherMcKenzie
2009-06-11 08:37:54 UTC
Post by Lilith
Infatti dopo ho riportato la fonte originale inglese che Eco ha tradotto
e - immagino - ampliato.
Eco, se mai, ha ripetuto e dato risonanza e - forse - amplificato
--
Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:
idoù proeíreka humîn. (Euaggélion katà Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
GCPillan
2009-06-11 09:34:34 UTC
Post by Lilith
Post by GCPillan
Mi pareva strano che Umberto Eco fosse autore di 'sta roba.
Infatti dopo ho riportato la fonte originale inglese che Eco ha tradotto
e - immagino - ampliato.
Per quale motivo affermi che le ha tradotte? Eco non dice di averle
tradotte, ma di averle fatte sue con qualche variazione.
GCPillan
2009-06-11 09:36:09 UTC
Post by FatherMcKenzie
Eco, se mai, ha ripetuto e dato risonanza e - forse - amplificato
Semmai la eco ha ripetuto e dato risonanza, ma non può aver
amplificato :-)
FatherMcKenzie
2009-06-11 09:44:18 UTC
Post by GCPillan
Semmai la eco ha ripetuto e dato risonanza, ma non può aver
amplificato :-)
la frase originale diceva "ampliato", l'ho adattata alla meglio
--
Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:
idoù proeíreka humîn. (Euaggélion katà Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
Lilith
2009-06-11 10:11:15 UTC
Post by GCPillan
Post by Lilith
Post by GCPillan
Mi pareva strano che Umberto Eco fosse autore di 'sta roba.
Infatti dopo ho riportato la fonte originale inglese che Eco ha tradotto
e - immagino - ampliato.
Per quale motivo affermi che le ha tradotte? Eco non dice di averle
tradotte, ma di averle fatte sue con qualche variazione.
Perché l'originale è in inglese, mentre il testo pubblicato da Eco è in
italiano. Si trovano qua e là altre versioni in italiano del testo, ma
sono più che altro delle traduzioni abbastanza letterali del testo
inglese di cui ho dato il link, mentre la versione pubblicata da Eco mi
sembra molto più creativa (vedi ad esempio la prima regola).
Si veda anche
http://www.marianotomatis.it/index.php?section=autoreferenza&id=blog&url=20030602
GCPillan
2009-06-11 10:59:51 UTC
Post by Lilith
Post by GCPillan
Per quale motivo affermi che le ha tradotte? Eco non dice di averle
tradotte, ma di averle fatte sue con qualche variazione.
Perché l'originale è in inglese, mentre il testo pubblicato da Eco è in
italiano. Si trovano qua e là altre versioni in italiano del testo, ma
sono più che altro delle traduzioni abbastanza letterali del testo
inglese di cui ho dato il link, mentre la versione pubblicata da Eco mi
sembra molto più creativa (vedi ad esempio la prima regola).
Si veda anchehttp://www.marianotomatis.it/index.php?section=autoreferenza&id=blog&...
Non esiste UN originale inglese, ma un'evoluzione continua di questo
insieme di regolette contraddittorie. Il cosiddetto originale che citi
è poi lontanissimo dalla versione di Umberto Eco, sia nel numero di
regole (34 invece di 40) sia nel contenuto. Le prime 5 regolette di
Umberto Eco non hanno nulla a che vedere con le prime 7 della versione
inglese!

Io riesco a considerare solo queste due possibilità.

La prima è che nessuno abbia adattato (non si tratta di traduzione)
all'italiano le regolette valide per l'inglese prima di Umberto Eco,
il quale si è ispirato direttamente alle (piuttosto diverse) regolette
inglesi.

La seconda è che qualcuno abbia scritto le regolette italiane, magari
ispirandosi a quelle inglesi, e che successivamente Umberto Eco,
trovandole in Internet in italiano, le abbia fatte sue, migliorandole
e pubblicandole su L'espresso.
Lilith
2009-06-11 11:04:14 UTC
Post by GCPillan
Io riesco a considerare solo queste due possibilità.
Già.
GraZia
2009-06-11 11:18:24 UTC
Post by GCPillan
Io riesco a considerare solo queste due possibilità.
Già.
Micidiale, Lilith!
GraZia
GCPillan
2009-06-11 12:03:14 UTC
Post by GCPillan
Io riesco a considerare solo queste due possibilità.
Già.
A che pro questa risposta astiosa?
Io considero DUE possibilità, tu una sola, quella della traduzione.
Davide Pioggia
2009-06-11 14:55:13 UTC
Post by FatherMcKenzie
Nella 16 dovrebbe dire "l'iperbole", non la litote,
che non c'entra un endecasillabo.
Anche io sono rimasto piuttosto perplesso.

Come è già stato detto da altri, quelle regolette formulate in inglese
girano in rete da anni, e le traduzioni lasciano spesso a desiderare, in
quanto le traducono alla lettera, mentre non tutte le regole grammaticali
dell'inglese hanno delle regole analoghe in italiano. Questo è anche il caso
della regola 16:
«Don't use no double negatives»
che in italiano non produce l'effetto desiderato, essendo questa una lingua
nella quale le doppie negazioni si possono usare tranquillamente:
«Non usate nessuna doppia negazione».

Eco ha dunque deciso di sostituire la doppia negazione con la litote. E se
intendiamo la litote nel modo in cui viene comunemente intesa, cioè come
affermazione del contrario avente lo scopo di evitare una affermazione
diretta, questa sembra proprio una buona idea, perché la negazione del
contrario è in qualche modo associabile ad una doppia negazione.

D'altra parte non c'è nessuna regola grammaticale che vieta l'uso della
litote, sicché al massimo se ne può sconsigliare l'uso. E siccome in tutti
gli altri punti si ottiene un effetto comico e paradossale fornendo una
raccomandazione che viene disattesa dal modo stesso in cui essa è formulata,
per ottenere tale effetto anche in questo caso dovremmo sconsigliare l'uso
della litote usando proprio una litote per farlo. Ad esempio potremmo dirlo
così:
«Non si può certo consigliare l'uso della litote».

Eco invece scrive:
«La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive».

Io poco fa avevo trovato un modo di sconsigliare l'uso della litote proprio
per mezzo di una litote. Eco invece scrive una affermazione che incoraggia
fortemente l'uso della litote, sicché per ottenere l'effetto paradossale
dovrebbe... ecco, cosa dovrebbe fare di preciso? Se io consiglio l'uso della
litote, non intendo certo sostenere che tutto ciò che si dice deve essere
detto per mezzo della litote. Così il fatto di non usare una litote per
consigliare l'uso della litote non crea alcun effetto paradossale.

Sembra proprio che in questo caso l'effetto paradossale sia venuto a
mancare, e che Eco abbia scelto un esempio inadatto.

Eppure... eppure quel "la più straordinaria" mi lascia perplesso. Si tratta
infatti di una forma che, se non proprio sbagliata, quanto meno è eccessiva.
È possibile che Eco usi una forma così sgraziata, se non intenzionalmente?

Questo ci costringe a riflettere meglio sulla natura della litote.
Etimologicamente infatti "litote" deriva da _litotes_, che a sua volta è
connesso a _lis_, con il significato di "liscio" o "disadorno". Una litote
è quindi originariamente una forma attenuata, che è il contrario
dell'_hyperbolé_, cioè dell'"eccesso".

Certo, un modo (e forse il modo per eccellenza) di dire qualcosa in modo
attenuato è quello di negare il contrario. Così Manzoni, non volendo dire
apertamente che don Abbondio era un pavido, si limita a dire «non era nato
con un cuor di leone». Ma questo non è l'unico modo di attenuare una
espressione, e se la litote viene intesa in questo modo più generico, allora
essa - come dicevo - si configura genericamente come il contrario
dell'iperbole.

Ma allora i conti tornano, poiché Eco usa proprio una iperbole, cioè il
contrario della litote, per incoraggiare l'uso della litote. In tal caso il
senso paradossale viene recuperato, perché ora non siamo semplicemente
nel caso in cui non si usa una litote per consigliare l'uso della litote, ma
usiamo il contrario della litote per consigliare caldamente l'uso della
litote.
--
Saluti.
D.
FatherMcKenzie
2009-06-11 15:20:47 UTC
Post by Davide Pioggia
«La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive».
In rete ho trovato una versione che ha "iperbole" anziché "litote".
http://snurl.com/jwtrz
--
Egerthésontai gàr pseudóchristoi kaì pseudoprofêtai, kaì dósousin semeîa
megála kaì térata hóste planêsai, ei dunatón, kaì toùs eklektoús:
idoù proeíreka humîn. (Euaggélion katà Matthaîon 24,24-25)
surgent enim pseudochristi et pseudoprophetae et dabunt signa magna
et prodigia ita ut in errorem inducantur, si fieri potest, etiam
electi: ecce praedixi vobis
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