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Finlandese, lingua strana (semi OT)
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Roger
2017-05-16 11:20:49 UTC
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C'è un pilota di F1 che si chiama Valtteri Bottas
https://it.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas

Trovo curiosa quella doppia t dopo la l.
Non credo che esistano altre lingue dove si trova una doppia consonante
dopo una l.
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella
doppia t,
nemmeno i finlandesi stessi.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Roger
2017-05-16 11:40:50 UTC
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Post by Roger
[...]
Non credo che esistano altre lingue dove si trova una doppia consonante
dopo una l.
In effetti ci sono i nome terminanti in -son e preceduti dalla s,
genitivo
sassone (figlio di...)

Carlsson, Nilsson, Samuelsson, Olsson, ecc.

Ma questi, essendo l'unione di due parole, non sono paragonabili a
Valtteri.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
edi'®
2017-05-16 14:06:30 UTC
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Post by Roger
C'è un pilota di F1 che si chiama Valtteri Bottas
https://it.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Trovo curiosa quella doppia t dopo la l.
Non credo che esistano altre lingue dove si trova una doppia consonante
dopo una l.
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella
doppia t,
nemmeno i finlandesi stessi.
Il traduttore di google traduce /teri/ con /ministro/ , quindi potrebbe
esserci un'etimologia che si riferisce a un "ministro Valt".

E.D.
Ammammata
2017-05-16 15:23:02 UTC
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Il giorno Tue 16 May 2017 04:06:30p, *=?UTF-8?B?ZWRpJ8Ku?=* ha inviato su
Post by edi'®
Il traduttore di google traduce /teri/ con /ministro/ , quindi potrebbe
esserci un'etimologia che si riferisce a un "ministro Valt".
Il nome è di origine germanica e significa intercessore o supervisore
--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
Post by edi'®
http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........
*GB*
2017-05-16 20:09:41 UTC
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Post by Roger
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella
doppia t, nemmeno i finlandesi stessi.
Sicuro? Nella Wiki anglosassone danno la pronuncia finlandese con le
geminate:

https://en.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas

Valtteri Victor Bottas[2] (Finnish pronunciation: [ˈʋɑltːeɾi ˈbotːɑs]

Bye,

*GB*
Roger
2017-05-16 21:29:26 UTC
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Post by *GB*
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella doppia
t, nemmeno i finlandesi stessi.
Sicuro? Nella Wiki anglosassone danno la pronuncia finlandese con le
https://en.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Valtteri Victor Bottas[2] (Finnish pronunciation: [ˈʋɑltːeɾi ˈbotːɑs]
Non capisco cosa intendi.
Comunque sarebbe interessante sapere se la pronuncia, con una t sola,
sarebbe diversa.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
*GB*
2017-05-18 06:17:15 UTC
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Post by Roger
Post by *GB*
Post by Roger
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella
doppia t, nemmeno i finlandesi stessi.
Sicuro? Nella Wiki anglosassone danno la pronuncia finlandese con le
https://en.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Valtteri Victor Bottas[2] (Finnish pronunciation: [ˈʋɑltːeɾi ˈbotːɑs]
Non capisco cosa intendi.
Quella grafia "fonetica" è fuorviante. Vedi la mia risposta ad ADPUF.
Post by Roger
Comunque sarebbe interessante sapere se la pronuncia, con una t sola,
sarebbe diversa.
Sì, perché un tedesco percepirebbe la T singola finlandese come una D
(infatti kvello è il moto kome pronunziano la D nei tialekti alemanni).

Bye,

*GB*
*GB*
2017-05-18 06:40:13 UTC
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Post by *GB*
Sì, perché un tedesco percepirebbe la T singola finlandese come una D
(infatti kvello è il moto kome pronunziano la D nei tialekti alemanni).
PS: Qualcuno vaneggia che il germanico sarebbe slavo imposto in età
prestorica a genti di lingua finnica (che come tali non usavano
consonanti sonore, da cui i passaggi /d/ > /t/ e /t/ > /ts/).

Bye,

*GB*
Dragonòt
2017-05-18 18:26:50 UTC
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Post by *GB*
PS: Qualcuno vaneggia che il germanico sarebbe slavo imposto in età
prestorica a genti di lingua finnica (che come tali non usavano consonanti
sonore, da cui i passaggi /d/ > /t/ e /t/ > /ts/).
Chissà come spiega la rotazione della sorda e dell'aspirata ;-)
Bepe
*GB*
2017-05-18 18:52:02 UTC
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Post by Dragonòt
Post by *GB*
PS: Qualcuno vaneggia che il germanico sarebbe slavo imposto in età
prestorica a genti di lingua finnica (che come tali non usavano
consonanti sonore, da cui i passaggi /d/ > /t/ e /t/ > /ts/).
Chissà come spiega la rotazione della sorda e dell'aspirata ;-)
Per quanto anch'io ne sia un po' scettico, la mia non era una battuta:

https://it.wikipedia.org/wiki/Ipotesi_del_substrato_germanico

L'ipotesi del substrato germanico è una teoria linguistica che tenta
di spiegare le caratteristiche peculiari delle lingue germaniche nel
contesto delle lingue indoeuropee.

Secondo questa teoria alcuni elementi comuni dei vocabolari delle
lingue germaniche e alcune loro forme sintattiche, che non sembrano
avere un'origine indoeuropea, dimostrerebbero che il protogermanico sia
una lingua creola, nata dalla lingua di contatto tra i parlanti
indoeuropei e il substrato linguistico parlato dagli antenati dei
parlanti del protogermanico.

La teoria fu proposta nel 1932 dal linguista Sigmund Feist, il quale
stimava che all'incirca un terzo degli elementi lessicali del
protogermanico derivasse da un substrato non indoeuropeo e che la
supposta semplificazione del suo sistema flessivo fosse il risultato dei
tipici fenomeni di semplificazione subiti dalle lingue di contatto[1].

Teoria di Hawkins

Il linguista John A. Hawkins ha sviluppato ulteriormente la teoria
del substrato germanico[5]: le genti che parlavano il protogermanico
avrebbero incontrato altre popolazioni che parlavano una lingua non
indoeuropea e preso a prestito da questa lingua numerosi elementi
linguistici. Hawkins ipotizza che le trasformazioni descritte dalla
legge di Grimm siano il risultato del tentativo delle genti che non
parlavano indoeuropeo di pronunciarne i suoni, ricorrendo al suono più
simile disponibile nel proprio linguaggio. Queste popolazioni sarebbero
identificabili secondo Hawkins con quelle della cultura della ceramica
cordata. In alternativa, nel quadro della teoria kurganica, questa
cultura può essere vista come una cultura influenzata dai Kurgan a
partire dalla cultura del bicchiere imbutiforme.

Teoria di Wiik

Il fonologo Kalevi Wiik ha sostenuto la controversa ipotesi che il
substrato pre-germanico fosse una lingua non indoeuropea di origine
finnica: secondo Wiik esisterebbero somiglianze tra gli errori di
pronuncia della lingua inglese tipici dei parlanti la lingua finlandese
e i mutamenti di suono attestati al passaggio tra il proto indoeuropeo e
il protogermanico. Le argomentazioni di Wiik si basano sul presupposto
che siano esistiti solo tre gruppi linguistici nell'ambito del
pre-indoeuropeo, ossia le lingue ugrofinniche, l'indoeuropeo e la lingua
basca, corrispondenti a tre refugia durante la glaciazione. Dopo la fine
di questa, le genti parlanti lingue ugrofinniche sarebbero state le
prime ad espandersi su gran parte dell'Europa e la loro lingua avrebbe
influenzato quella degli invasori che parlavano l'indoeuropeo, dando
luogo al protogermanico[9]. Questa teoria tuttavia viene respinta dalla
maggior parte dei linguisti[10]. L'esistenza di altri gruppi
linguistici, come quello delle lingue tirseniche, complica la situazione
e smentisce che ci sia una relazione, del resto tuttora non dimostrata,
tra ciascuno di questi tre gruppi e una delle tre proto-lingue di cui
Wiik ipotizza l'esistenza.

Bye,

*GB*
*GB*
2017-05-18 19:27:54 UTC
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Post by *GB*
Le argomentazioni di Wiik si basano sul presupposto
che siano esistiti solo tre gruppi linguistici nell'ambito del
pre-indoeuropeo, ossia le lingue ugrofinniche, l'indoeuropeo e la lingua
basca, corrispondenti a tre refugia durante la glaciazione.
L'esistenza di altri gruppi
linguistici, come quello delle lingue tirseniche, complica la situazione
Se assumiamo che 4 refugia europei in età glaciale fossero all'origine
di altrettante protolingue molto diverse tra loro:

· basco
· etrusco
· finnico
· slavo

potremmo avere:

· 2/3 slavo + 1/3 basco = celtico
· 2/3 slavo + 1/3 etrusco = italico
· 2/3 slavo + 1/3 finnico = germanico

Ma è credibile tale ipotesi?

Bye,

*GB*
ADPUF
2017-05-18 21:54:15 UTC
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Post by *GB*
Post by *GB*
Le argomentazioni di Wiik si basano sul presupposto
che siano esistiti solo tre gruppi linguistici nell'ambito
del pre-indoeuropeo, ossia le lingue ugrofinniche,
l'indoeuropeo e la lingua basca, corrispondenti a tre
refugia durante la glaciazione. L'esistenza di altri gruppi
linguistici, come quello delle lingue tirseniche, complica
la situazione
Se assumiamo che 4 refugia europei in età glaciale fossero
all'origine di altrettante protolingue molto diverse tra
· basco
· etrusco
· finnico
· slavo
· 2/3 slavo + 1/3 basco = celtico
· 2/3 slavo + 1/3 etrusco = italico
· 2/3 slavo + 1/3 finnico = germanico
Ma è credibile tale ipotesi?
Perché tiri fuori questo "slavo"?
--
AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
*GB*
2017-05-19 12:17:02 UTC
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Post by ADPUF
Post by *GB*
· 2/3 slavo + 1/3 basco = celtico
· 2/3 slavo + 1/3 etrusco = italico
· 2/3 slavo + 1/3 finnico = germanico
Ma è credibile tale ipotesi?
Perché tiri fuori questo "slavo"?
Perché:

1) "Protoindoeuropeo" è decisamente più lungo da scrivere e non dà
l'idea di una lingua moderna relativamente simile.

2) La culla degli indoeuropei sembra si trovasse in Ucraina e Russia
meridionale (cultura kurgan), e le lingue che oggi ivi si parlano hanno
conservato la flessione nominale con 6-7 casi (*), l'aspetto del verbo e
l'assenza dell'articolo, per cui suppongo che anche il loro lessico sia
un po' più vicino a quello originario protoindoeuropeo. Quella stranezza
della palatalizzazione delle consonanti c'è anche nel gaelico (**).

(*) Il russo ha 6 casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo,
strumentale, preposizionale.
L'ucraino ha 7 casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo,
strumentale, locativo, vocativo.
Il sanscrito (e si suppone il p.i.e.) aveva 8 casi: quelli dell'ucraino
più l'ablativo. Di questi casi, il latino perse strumentale e locativo.

(**) https://en.wikipedia.org/wiki/Irish_language#Phonology

In pronunciation, Irish most closely resembles its nearest relatives,
Scottish Gaelic and Manx. One notable feature is that consonants (except
/h/) come in pairs, one "broad" (velarised, pronounced with the back of
the tongue pulled back towards the soft palate) and one "slender"
(palatalised, pronounced with the middle of the tongue pushed up towards
the hard palate). While broad–slender pairs are not unique to Irish
(being found, for example, in Russian), in Irish they have a grammatical
function and can pose a problem for English-speakers.

Bye,

*GB*
Maurizio Pistone
2017-05-19 19:06:58 UTC
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Post by *GB*
2) La culla degli indoeuropei sembra si trovasse in Ucraina e Russia
meridionale (cultura kurgan), e le lingue che oggi ivi si parlano hanno
conservato la flessione nominale con 6-7 casi (*), l'aspetto del verbo e
l'assenza dell'articolo, per cui suppongo che anche il loro lessico sia
un po' più vicino a quello originario protoindoeuropeo. Quella stranezza
della palatalizzazione delle consonanti c'è anche nel gaelico (**).
non è detto che una simile ricchezza di casi sia necessariamente la
situazione originaria dell'indoeuropeo
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Dragonòt
2017-05-19 19:52:13 UTC
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Post by Maurizio Pistone
per cui suppongo che anche il loro lessico sia un po' più vicino a quello
originario protoindoeuropeo.
non è detto che una simile ricchezza di casi sia necessariamente la
situazione originaria dell'indoeuropeo
Proprio così.
Al p.i.e. si può ascrivere nom., gen., dat., acc.
Il voc. è considerato una scissione del nom., e non è pienamente sviluppato.
Gli altri casi sono sviluppi locali, "laterali", e abbastanza tardivi.
Bepe
*GB*
2017-05-20 10:43:42 UTC
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Post by Dragonòt
Al p.i.e. si può ascrivere nom., gen., dat., acc.
Il voc. è considerato una scissione del nom., e non è pienamente sviluppato.
Gli altri casi sono sviluppi locali, "laterali", e abbastanza tardivi.
Non che non mi fidi, ma potreste citare una referenza dell'assunto che
il p.i.e. avesse solo 4 casi come il tedesco e non invece 8 casi come il
sanscrito? Grazie.

Bye,

*GB*
Dragonòt
2017-05-20 13:19:58 UTC
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Raw Message
Post by Dragonòt
Al p.i.e. si può ascrivere nom., gen., dat., acc.
Il voc. è considerato una scissione del nom., e non è pienamente >
sviluppato.
Gli altri casi sono sviluppi locali, "laterali", e abbastanza tardivi.
Non che non mi fidi, ma potreste citare una referenza dell'assunto che il
p.i.e. avesse solo 4 casi come il tedesco e non invece 8 casi come il
sanscrito? Grazie.
Villar, "Gli indoeuropei e le origini dell'Europa".
E' chiaro che è la visione moderna, dopo ittita e tocario, dopo le
laringali, dopo la teoria glottale.
Si è visto che la visione 800-esca greco-sanscritista non poteva reggere.
Bepe
*GB*
2017-05-20 15:29:41 UTC
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Post by Dragonòt
Villar, "Gli indoeuropei e le origini dell'Europa".
E' chiaro che è la visione moderna, dopo ittita e tocario, dopo le
laringali, dopo la teoria glottale.
Si è visto che la visione 800-esca greco-sanscritista non poteva reggere.
Okay, ma non sembra che tutti i docenti siano d'accordo con Villar
riguardo al numero originario di casi. Vedi ad es. ("Per quanto sia
interessante, l'ipotesi di Villar non sembra del tutto sostenibile"):

http://www.dtesis.univr.it/documenti/OccorrenzaIns/matdid/matdid426202.pdf

(c) Prof.ssa Paola Cotticelli - Morfologia nominale delle lingue
indoeuropee - aa. 2012-2013

Morfologia nominale flessionale

1.2. Ipotesi alternative: flessione nominale protoindoeuropea a quattro casi

Secondo Villar, la declinazione dell'indoeuropeo conosceva soltanto
quattro casi: il nominativo, l'accusativo, il genitivo e il dativo. Gli
altri casi si sarebbero formati nei dialetti alla base di alcune delle
sottofamiglie indoeuropee storicamente note. La nascita dei nuovi casi
sarebbe dovuta alla fusione fra nomi e posposizioni. La dimostrazione
della presenza di pochi casi nell'indoeuropeo verrebbe dal fatto che,
rispetto alla protolingua, alcuni gruppi linguistici hanno sviluppato
casi in più rispetto agli otto originari, a causa di fattori di
adstrato, cioè per l'influsso di lingue vicine. Così l'ittita arcaico
ha, oltre agli otto casi dell'indoeuropeo, un caso direttivo, del moto a
luogo, che avrebbe preso a prestito dalle lingue caucasiche,
costruendolo con l'unione fra nomi e posposizioni; il tocario ha dieci
casi, fra cui un perlativo (per il moto per luogo), un causativo (per la
causa) e un comitativo (per il complemento di compagnia), e li ha
sviluppati per l'influsso di vicine lingue uralo-altaiche. Per quanto
sia interessante, l'ipotesi di Villar non sembra del tutto sostenibile.
Intanto esiste una desinenza di strumentale comune, protoindeuropea, *-e
che non pare facilmente riducibile a una posposizione. Inoltre, tutte le
lingue indoeuropee con pochi casi, presentano relitti di casi perduti,
che, per quello che è il comportamento tendenziale delle lingue nel loro
evolversi, non possono semplicemente essere applicazioni
semisistematiche di posposizioni. La ricostruzione dell'indoeuropeo a
otto casi sembra abbastanza attendibile. Tuttavia la prospettiva di
Villar potrebbe illuminare fasi remote dell'evoluzione interna
dell'indoeuropeo come lingua. La tendenza dei dialetti indoeuropei della
fase più arcaica sembrerebbe quella di bilanciare l'erosione fonetica
delle desinenze dei casi con la fusione fra il nome e delle
posposizioni. Questa tendenza potrebbe essere l'ultima manifestazione
tardiva dell'originaria natura agglutinante dell'indoeuropeo, o forse la
testimonianza di influssi di adstrato talmente marcati da indicare la
presenza di una creolizzazione.

Certo che più avanti (pag. 15) scrive:

2.3.4. L'origine del locativo

Il locativo sembra derivare dall'inserzione, sul tema o sulla radice
della parola, dell'affisso *i (forse alla base anche del tema
pronominale di *is), che significa: "qui", "ora", "dentro" e che si
rinviene nelle desinenze primarie della flessione del verbo.

Bye,

*GB*
Dragonòt
2017-05-20 20:05:02 UTC
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Post by *GB*
Okay, ma non sembra che tutti i docenti siano d'accordo con Villar
riguardo al numero originario di casi. "La ricostruzione dell'indoeuropeo
a otto casi sembra abbastanza attendibile."
Posso riportare anch'io che qualche anno fa, su questi NG, si è parlato di
un libro che stava uscendo, titolato "Morfologia del pie. medio". (o forse
"tardo", non ricordo).
Poiché era downloadabile, l'avevo scaricato e avevo provato a guardarlo.
C'era tutta la grammatica, e la coniugazione dell'indicativo presente attivo
era:
bharami, bharasi, bharati, etc. etc.
Praticamente riprendeva il Brugmann di 130 anni fa, e basava quasi tutto sul
sanscrito e un po' sul greco.
Non se ne è più sentito parlare, era fuori del tempo.

Le testimonianze delle altre lingue raccontano una storia abbastanza
diversa.
Bepe
*GB*
2017-05-20 21:59:26 UTC
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Post by Dragonòt
Praticamente riprendeva il Brugmann di 130 anni fa, e basava quasi tutto
sul sanscrito e un po' sul greco.
Non se ne è più sentito parlare, era fuori del tempo.
Le testimonianze delle altre lingue raccontano una storia abbastanza
diversa.
Bene. Ma considerato che l'hindi/urdu moderno ha praticamente solo due
casi (diretto e obliquo, spesso coincidenti) e che il tedesco ha abolito
l'aspetto e assunto l'articolo, si può supporre che l'ucraino sia tutto
sommato la lingua moderna relativamente più simile all'antico p.i.e.

Le lingue più evolute, come inglese, francese e spagnolo, conservano un
lessico indoeuropeo, ma la grammatica ha subìto dei forti mutamenti.

Bye,

*GB*
Dragonòt
2017-05-21 06:43:32 UTC
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Raw Message
si può supporre che l'ucraino sia tutto sommato la lingua moderna
relativamente più simile all'antico p.i.e.
Non all'"antico pie.", ma alla "ricostruzione greco-sanscritisca '800-esca
dell'antico pie.".
E' comunque opinione abbastanza comune (vedi il libro dei Ramat) che le
lingue più conservative siano quelle baltiche.
Le lingue più evolute, come inglese, francese e spagnolo, conservano un
lessico indoeuropeo, ma la grammatica ha subìto dei forti mutamenti.
Le lingue che hanno cambiato di più non sono quelle che hai indicato tu, ma
sono l'armeno e le lingue celtiche.

Ciao,
Bepe

Roger
2017-05-18 07:25:46 UTC
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Post by *GB*
Post by Roger
Post by *GB*
Post by Roger
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella
doppia t, nemmeno i finlandesi stessi.
Sicuro? Nella Wiki anglosassone danno la pronuncia finlandese con le
https://en.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Valtteri Victor Bottas[2] (Finnish pronunciation: [ˈʋɑltːeɾi ˈbotːɑs]
Non capisco cosa intendi.
Quella grafia "fonetica" è fuorviante. Vedi la mia risposta ad ADPUF.
Post by Roger
Comunque sarebbe interessante sapere se la pronuncia, con una t sola,
sarebbe diversa.
Sì, perché un tedesco percepirebbe la T singola finlandese come una D
(infatti kvello è il moto kome pronunziano la D nei tialekti alemanni).
Infatti, l'ho capito leggendo il sito segnalato da Klaram e l'ho
scritto nel
messaggio di ieri, ore 14:21:33.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Klaram
2017-05-17 11:53:15 UTC
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Raw Message
Post by Roger
C'è un pilota di F1 che si chiama Valtteri Bottas
https://it.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Trovo curiosa quella doppia t dopo la l.
Non credo che esistano altre lingue dove si trova una doppia consonante
dopo una l.
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella doppia
t,
nemmeno i finlandesi stessi.
Penso che i Finlndesi se ne accorgano.

Qui accenna al fenomeno senza però approfondire molto (geminazione):

https://goo.gl/h1v4tB

k
Roger
2017-05-17 12:21:33 UTC
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Raw Message
Post by Roger
C'è un pilota di F1 che si chiama Valtteri Bottas
https://it.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Trovo curiosa quella doppia t dopo la l.
Non credo che esistano altre lingue dove si trova una doppia consonante
dopo una l.
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di quella doppia
t,
nemmeno i finlandesi stessi.
Penso che i Finlandesi se ne accorgano.
https://goo.gl/h1v4tB
Grazie della segnalazione.
Credo che la chiave della pronuncia stia in questa frase tratta dal
sito:

«Le consonanti sorde finlandesi vengono in realtà pronunciate a metà
tra
la sorda e la sonora italiana, le geminate finlandesi, che sono invece
sorde, suonano appena più rafforzate delle nostre normali consonanti
scempie»
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
ADPUF
2017-05-17 20:36:18 UTC
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Raw Message
Post by Roger
Post by Roger
Trovo curiosa quella doppia t dopo la l.
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga
di quella doppia t, nemmeno i finlandesi stessi.
Penso che i Finlandesi se ne accorgano.
Qui accenna al fenomeno senza però approfondire molto
https://goo.gl/h1v4tB
Grazie della segnalazione.
Credo che la chiave della pronuncia stia in questa frase
«Le consonanti sorde finlandesi vengono in realtà pronunciate
a metà tra
la sorda e la sonora italiana, le geminate finlandesi, che
sono invece sorde, suonano appena più rafforzate delle nostre
normali consonanti scempie»
Infatti in finnico non esistono B, D, G.
(in estone invece mi pare di sì)
--
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ADPUF
2017-05-17 20:36:50 UTC
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Raw Message
Post by Roger
C'è un pilota di F1 che si chiama Valtteri Bottas
https://it.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Trovo curiosa quella doppia t dopo la l.
Non credo che esistano altre lingue dove si trova una doppia
consonante dopo una l.
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di
quella doppia t, nemmeno i finlandesi stessi.
Potrebbe darsi che lì una singola T cambi la pronuncia?

Oppure il loro orecchio è molto sensibile alla lunghezza dei
suoni e lì lo sentono doppio.


Kippis!
--
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*GB*
2017-05-18 06:11:19 UTC
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Post by ADPUF
Post by Roger
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di
quella doppia t, nemmeno i finlandesi stessi.
Potrebbe darsi che lì una singola T cambi la pronuncia?
Sì, perché la T singola è pronunciata lene (sorda, ma con la tensione di
una sonora italiana), mentre la doppia è pronunciata forte, un po' più
(si userebbe il simbolo del punto di lunghezza) che in italiano, ma non
quanto una nostra geminata (a cui spetta il simbolo di due punti). Mi
sembra molto fuorviante l'impiego di grafie fonetiche (come hanno fatto
nella Wiki anglosassone) che in realtà sono fonologiche (fonematiche).
Post by ADPUF
Oppure il loro orecchio è molto sensibile alla lunghezza dei
suoni e lì lo sentono doppio.
Un tedesco sentirebbe un eventuale "Valteri" come "Walderi".

Un italiano invece è disorientato dal fatto che "Valteri" e "Valtteri"
hanno entrambi una T sorda, di cui la prima è un po' più debole di una T
italiana e l'altra un po' più forte, senza però arrivare a suonare come
una T doppia italiana.

Bye,

*GB*
Roger
2017-05-18 07:27:28 UTC
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Raw Message
Post by ADPUF
Post by Roger
C'è un pilota di F1 che si chiama Valtteri Bottas
https://it.wikipedia.org/wiki/Valtteri_Bottas
Trovo curiosa quella doppia t dopo la l.
Non credo che esistano altre lingue dove si trova una doppia
consonante dopo una l.
Tra l'altro credo che, dalla pronuncia, nessuno si accorga di
quella doppia t, nemmeno i finlandesi stessi.
Potrebbe darsi che lì una singola T cambi la pronuncia?
È così.
Lo precisa il sito segnalato da Klaram.
Per i finnici la t semplice è semisonora (tra la d e la t nostre)
La t doppia è la t sorda.
--
Ciao,
Roger
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Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
ADPUF
2017-05-18 21:56:31 UTC
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Raw Message
Post by Roger
Post by ADPUF
Potrebbe darsi che lì una singola T cambi la pronuncia?
È così.
Lo precisa il sito segnalato da Klaram.
Per i finnici la t semplice è semisonora (tra la d e la t
nostre) La t doppia è la t sorda.
E quindi il loro orecchio è addestrato a percepire ciò, mentre
noi no.
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AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
Roger
2017-05-19 07:10:07 UTC
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Post by Roger
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Potrebbe darsi che lì una singola T cambi la pronuncia?
È così.
Lo precisa il sito segnalato da Klaram.
Per i finnici la t semplice è semisonora (tra la d e la t
nostre) La t doppia è la t sorda.
E quindi il loro orecchio è addestrato a percepire ciò, mentre
noi no.
Perché?
I finnici hanno un orecchio solo? :-D
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
ADPUF
2017-05-19 20:00:56 UTC
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Post by Roger
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Post by Roger
Per i finnici la t semplice è semisonora (tra la d e la t
nostre) La t doppia è la t sorda.
E quindi il loro orecchio è addestrato a percepire ciò,
mentre noi no.
Perché?
I finnici hanno un orecchio solo? :-D
L'altro gli è caduto per il gelo!
--
AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
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