(troppo vecchio per rispondere)
predicato nominale
Davide Pioggia
2012-09-27 13:04:17 UTC
Consideriamo queste due proposizioni:

"Marco è intelligente"
"Marco sembra intelligente"

E vediamo come analizzarle, seguendo alcuni testi.

==========

Leggo da Serianni:

«Il predicato nominale è costituito da una forma del verbo _essere_ con un
sostantivo o un aggettivo [...] Il sostantivo o aggettivo si definisce nome
del predicato, mentre la forma del verbo essere prende il nome di _copula_»
(p. 78)

«Il complemento predicativo consiste in un nome o un aggettivo che,
riferendosi al soggetto o al complemento oggetto, serve a determinare e
completare il significato del verbo: "ieri Mario sembrava _triste_"
[...]
Il complemento predicativo del del soggetto compare:
a) con verbi copulativi o aventi funzione copulativa [...]
b) con numerosi verbi appellativi, estimativi, elettivi di forma passiva
(che richiedono nell'attivo il complemento predicativo dell'oggetto
[...]» (p. 81)

Ora, devo confessare che - certamente per limiti miei - non ho la minima
idea di come impiegare l'espressione «serve a determinare e completare il
significato del verbo» per riconoscere il complemento predicativo. Ho la
sensazione che per la maggior parte dei complementi si possa affermare la
stessa cosa. Ad ogni modo il problema non si pone, perché Serianni fa un
esempio che mi sembra inequivocabile, dal momento che usa proprio il verbo
"sembrare". Dire dunque che, stando al Serianni, l'analisi delle due frasi
proposte è la seguente:

"Marco {[è] [intelligente]}"
{predicato nominale}
{[copula] [nome del predicato]}

"Marco {[sembra] [intelligente]}"
{predicato verbale}
{[verbo copulativo] [complemento predicativo del soggetto]}

==========

Leggiamo ora il Treccani alla voce "predicato":
«_p. nominale_, costituito dall'unione di una forma del verbo "essere" o di
un altro verbo copulativo con un sostantivo o un aggettivo (per es., "Carlo
è giornalista", "tutti sembrano lieti")»
http://www.treccani.it/vocabolario/predicato/
alla voce "nominale"
«_predicato n._, quello consistente in un aggettivo o sostantivo (talvolta
un pronome) e una copula o verbo copulativo»
http://www.treccani.it/vocabolario/nominale/
alla voce "copulativo":
«_verbi c._, il verbo _essere_ e anche i verbi _parere, sembrare, stare,
rimanere, diventare, riuscire, nascere, vivere, morire_ e qualche altro,
quando servono a unire il soggetto col predicato nominale»
http://www.treccani.it/vocabolario/copulativo/

In quest'ultima voce si dice che i verbi copulativi «servono a unire il
soggetto col predicato nominale». Ora, se dico che A serve a unire B con C,
a me viene da pensare che A non coincida né con A né con C, né sia parte
di B o di C. Se fosse così dovremmo dire che il verbo "essere" e gli altri
verbi copulativi non fanno parte del predicato nominale, e il predicato
nominale sarebbe solo ciò che altrove viene chiamato nome del predicato.
Ma facciamo finta che non ci sia questa difficoltà logica, e prendiamo per
buone tutte le altre affermazioni. Dove si dice, se non sbaglio, che si ha
predicato nominale non solo col verbo "essere", ma più in generale con i
verbi copulativi. Anzi, si dice di più, ovvero che "essere" è un verbo
copulativo come tutti gli altri. Dunque direi che l'analisi è la stessa per
enttrambe le proposizioni:

"Marco {[è] [intelligente]}"
"Marco {[sembra] [intelligente]}"
{predicato nominale}
{[verbo copulativo] [nome del predicato?]}

==========

Sentiamo ora Battaglia e Pernicone:

«PREDICATO NOMINALE - Il predicato *nominale* si distingue, dunque, dal
predicato *verbale*, in quanto è costituito dalle forme del verbo _essere_
seguite da un nome (sostantivo oppure aggettivo): quest'ultimo elemento, il
nome, è quello che costituisce il predicato nominale. In questo caso,
allora, il verbo _essere_ fa da *copula*, in quanto unisce il predicato al
soggetto» (p. 466).

«COMPLEMENTO PREDICATIVO - Alcuni verbi, che di per se stessi non avrebbero
un senso compiuto o che sono usati con valore particolare, si completano
mediante un "predicato" (un nome o un aggettivo) e si comportano come il
verbo essere, cioè con funzione "copulativa". Per esempio 'Egli _sembra_
*buono*'» (p. 469)

Qui si dice chiaramente che si può parlare di predicato nominale solo quando
c'è di mezzo il verbo "essere". Direi dunque che la seconda proposizione,
delle due che avevo proposto, si può interpretare solo così:

"Marco {[sembra] [intelligente]}"
{predicato verbale}
{[verbo copulativo] [complemento predicativo]}

Più difficile è l'interpretazione della prima proposizione, perché prima
B.P. dicono che il predicato nominale è costituito dalle forme del verbo
_essere_ seguite da un nome, poi dicono che è il nome a costituire il
predicato nominale e poi dicono che il verbo _essere_ unisce il predicato
al soggetto.

Nel caso del Treccani avevo preso per buona la maggioranza delle
affermazioni, scartando quella che mi sembrava più ambigua, ma questa volta
non so proprio dove sbattere la testa.

=========

Ora, immagino che coloro che ritengono opportuno tenere distinto il
"predicato nominale" dal predicato verbale (e dunque il "nome del predicato"
da un qualunque complemento predicativo) abbiano le idee più chiare delle
mie sull'intepretazione di questi autorevoli testi. In tal caso vorrei avere
delle delucidazioni in merito.

Grazie!
D.
Maurizio Pistone
2012-09-27 15:36:53 UTC
Post by Davide Pioggia
Ora, devo confessare che - certamente per limiti miei - non ho la minima
idea di come impiegare l'espressione «serve a determinare e completare il
significato del verbo» per riconoscere il complemento predicativo. Ho la
sensazione che per la maggior parte dei complementi si possa affermare la
stessa cosa.
certo, è così. È un "determina" troppo indeterminato.

====

Io a scuola la spiegavo in questo modo.

Il predicato dice qualcosa del soggetto.

Il predicato verbale attribuisce al soggetto un'azione espressa da un
verbo ... non vado avanti perché non è quello che ci interessa.

Il predicato nominale attribuisce al soggetto una qualità, espressa da
un sostantivo o da un aggettivo.

A questo punto (è solo un trucco didattico, non prenderlo troppo sul
serio) scrivevo alla lavagna alcuni sempi di frasi con il predicato
nominale, e sostituivo il verbo "è" con un segno di =.

Proseguivo in questo modo:

Il gatto nero dorme sul divano

il gatto ha una caratterista, quella di essere nero, ma ce l'ha
indipendentemente dal verbo: non è nero perché dorme sul divano, è nero
perché è così.

Invece nella frase

il gatto è nero

la caratteristica "nero" è un'informazione che viene attribuita al
soggetto dal verbo. Chiamo questa informazione "nome del predicato", e
"predicato nominale" l'insieme del verbo e del nome del predicato.

Nel primo caso, che il gatto sia nero non è indipensabile alla frase

... dorme sul divano.

Anche i gatti di altro colore possono dormire sul divano.

Nel secondo caso, la caratteristica "nero" è proprio il messaggio
comunicato dalla frase, ed è ciò che il verbo attribuisce al soggetto.

I verbi, solitamente, hanno due funzioni:

1. indicano un'azione;

2. collocano quest'azione nel tempo, la attribuiscono ad un soggetto
ecc.

Il verbo 'essere' è un verbo speciale; non ha le caratteristiche del
punto 1., è un verbo di significato vuoto; la funzione del verbo
'essere' è esclusivamente quella del punto 2.

La frase

il gatto è nero

potrebbe essere espressa semplicemente come

gatto nero

per quanto riguarda le caratteristiche del gatto, l' 'è' non
aggiungerebbe nulla (in effetti, credo che in molte lingue sia così).

La "copula" 'è', dal punto di vista semantico, si limita ad aggiungere
le determinazioni generali proprie del verbo: appunto, la persona, il
tempo, il modo ecc.

Potremmo inventare una lingua in cui ogni aggettivo ha una sua versione
verbale, per esempio:

il gatto nereggia

la cosa funzionerebbe lo stesso.

====

Spero che sia chiaro che cos'è per me il "predicato nominale"; dico:
spero, perché se non è chiaro, non so che altro dire.

Ora passiamo al "complememto predicativo del soggetto".

Il "complemento predicativo del soggetto" è una estensione del
"predicato nominale".

Potremmo usare lo stesso nome; non ci vedrei nessun difficoltà. Ma dal
punto di vista didattico mi sembra che sia più chiaro usare due nomi
distinti - categorie troppo generali a volte generano un po' di
confusione. In ogni caso, non mi sono mai ammazzato per la terminologia.

Il "complemento predicativo del soggetto" estende la funzione del
"predicato nominale" a verbi diversi dal verbo 'essere'.

Questi altri verbi (che chiamiamo "verbi copulativi") hanno una doppia
funzione: la funzione verbale tipica, quella di comunicare un contenuto
semantico proprio (quello che per brevità chiamiamo "azione" del verbo),
e quella di attribuire al soggetto una caratteristica espressa da un
nome o un aggettivo.

Nella frase

il gatto dorme beato sul divano

il verbo ci dice due cose: che il gatto dorme - esattamente come ogni
altro verbo; e che il gatto, mentre compie quest'azione, è beato.

Quindi invece di *sostituire* il verbo con un segno di "uguale", come
nel caso della "copula", *aggiungo* al verbo "dorme" (che mantiene la
sua funzione semantica propria) anche un segno di "uguale":

il gatto dorme
(intento che dorme) il gatto è beato.

La frase

quel ragazzo sembra simpatico

si distingue dalla frase

quel ragazzo è simpatico

perché il verbo 'sembra' modifica il senso dell'identità; è un segno di
"uguale" con una riserva mentale: non so se è proprio così, mi sembra.
Questo è il contenuto semantico del verbo 'sembrare'; per il resto, è
esattamente come il verbo 'essere'.

====

Alcune grammatiche poi si pongono la domanda se l'insieme "verbo
copulativo" + "compl. pred. del s." sia da chiamarsi "predicato verbale"
o "predicato nominale". A me sembra la questione del bicchiere mezzo
pieno che è anche mezzo vuoto, e la lascio così.

Tanto, direi che non cambia nulla.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Una voce dalla Germania
2012-09-27 17:39:41 UTC
Post by Maurizio Pistone
Io a scuola la spiegavo in questo modo.
Il predicato dice qualcosa del soggetto.
Il predicato verbale attribuisce al soggetto un'azione espressa da un
verbo ... non vado avanti perché non è quello che ci interessa.
Il predicato nominale attribuisce al soggetto una qualità, espressa da
un sostantivo o da un aggettivo.
A questo punto (è solo un trucco didattico, non prenderlo troppo sul
serio) scrivevo alla lavagna alcuni sempi di frasi con il predicato
nominale, e sostituivo il verbo "è" con un segno di =.
Il gatto nero dorme sul divano
il gatto ha una caratterista, quella di essere nero, ma ce l'ha
indipendentemente dal verbo: non è nero perché dorme sul divano, è nero
perché è così.
Invece nella frase
il gatto è nero
la caratteristica "nero" è un'informazione che viene attribuita al
soggetto dal verbo. Chiamo questa informazione "nome del predicato", e
"predicato nominale" l'insieme del verbo e del nome del predicato.
...
La frase
il gatto è nero
potrebbe essere espressa semplicemente come
gatto nero
per quanto riguarda le caratteristiche del gatto, l' 'è' non
aggiungerebbe nulla (in effetti, credo che in molte lingue sia così).
Non so se siano molte, ma p. es. in russo fanno proprio così
e dicono "gatto nero" dove noi diremmo "il gatto è nero".
"Il gatto nero" e "un gatto nero" si dicono, traducendo alla
lettera, "nero gatto".
Va notato anche che in russo, in molti casi, l'aggettivo
nelle frasi del tipo "gatto = nero" è in una forma ridotta
rispetto a quello nella frase "nero gatto".
Post by Maurizio Pistone
La "copula" 'è', dal punto di vista semantico, si limita ad aggiungere
le determinazioni generali proprie del verbo: appunto, la persona, il
tempo, il modo ecc.
Potremmo inventare una lingua in cui ogni aggettivo ha una sua versione
il gatto nereggia
la cosa funzionerebbe lo stesso.
Non c'è bisogno di inventarla. In giapponese molti di quelli
che da noi sono degli aggettivi vengono declinati come
verbi, col passato, il condizionale, il negativo e le altre
forme verbali giapponesi.
Lem Novantotto
2012-09-28 10:03:41 UTC
In tal caso vorrei avere delle delucidazioni in merito.
Io procedo così, scegliendo di considerare nominali anche tutti i
predicati formati dai verbi che io chiamo copulativi. So che non tutti
fanno lo stesso.

Un predicato nominale è per me formato da:
- copula (verbo essere) + nome (o aggettivo) del predicato
Esempi: io sono un petroliere; io sono bello;

oppure da:

- verbo copulativo + nome (o aggettivo) del predicato.
Esempi: tu diventi un problema; io sembro più giovane.

Per la verità, tra quelli che vengono normalmente indicati come verbi
copulativi, io chiamo copulativi solo i verbi *intransitivi*: senza
pensarci troppo, direi quindi solo i verbi effettivi, quali /sembrare e
/apparire, /diventare e /crescere (crescere nel senso di intransitivo di
svilupparsi, non certo in quello transitivo di allevare) etc.
Certamente non chiamo copulativo alcun verbo transitivo: con tali verbi
transitivi il predicato è per me sicuramente verbale (e quindi solo col
predicato verbale ho bisogno, e dunque ammetto, i complementi
predicativi). Questo vincolo d'intransitività dei verbi copulativi è
necessario per la coerenza del sistema: se un verbo è transitivo, può
essere costruito al passivo; se il verbo è al passivo, c'è (o è comunque
esprimibile) un complemento d'agente o di causa efficiente che compie
l'azione. Ma se ci fosse davvero un'azione compiuta da qualcun altro, non
si potrebbe certo avere un predicato nominale.

Io sono stato fatto Papa; io sono considerato da tutti un'indiscutibile
autorità onnisciente; io sono chiamato il buon pastore... ecco qui dei
complementi predicativi del soggetto costruiti con verbi che alcuni, ma
non io, considerano copulativi. Basta girare le frasi per ottenere dei
complementi predicativi dell'oggetto: mi hanno fatto Papa; tutti mi
considerano un'autorità onnisciente; mi chiamano il buon pastore. Anche
coi riflessivi possiamo avere facilmente complementi predicativi
dell'oggetto: io mi credo un re.

Naturalmente poi abbiamo i complementi predicativi costruiti con verbi
che nessuno considera copulativi: lo trovai agile; la trama si rivelò
contorta; il racconto proseguì spedito...

Io mi son sempre trovato bene così.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
_________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
http://www.rnaworld.de/rnaworld/ http://home.edges-grid.eu/home/
http://www.gpugrid.net/
Maurizio Pistone
2012-09-28 11:41:39 UTC
Post by Lem Novantotto
Per la verità, tra quelli che vengono normalmente indicati come verbi
copulativi, io chiamo copulativi solo i verbi *intransitivi*: senza
pensarci troppo, direi quindi solo i verbi effettivi, quali /sembrare e
/apparire, /diventare e /crescere (crescere nel senso di intransitivo di
svilupparsi, non certo in quello transitivo di allevare) etc.
credo che dovremmo parlare di una funzione copulativa, non di una
categoria di verbi copulativi

questa funzione può essere estesa ad un numero decisamente ampio di
verbi

è arrivato stanco al traguardo
mi sono svegliato fradicio di sudore
camminava assorto nei suoi pensieri
gridava tutto alterato

con un po' di sforzo si riesce a fare un complemento predicativo anche
con i verbi transitivi

[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)

=====

(*) È da un bel po' che ho in casa i tre volumoni

Grande grammatica di consultazione
a cura di Lorenzo Renzi ecc.
Il Mulino 1988 +

Che ci crediate o no, me li ero comprati proprio per partecipare con più
dottamente documentati interventi alle discussioni su ICLI; ma è la
prima volta che li apro.

Be' adesso è rotto il ghiaccio, e mi propongo anche in seguito di
sfogliarli.

Leggerli da cima a fondo, no, non so se ci riuscirò in questa vita.
Troppe cose da fare, troppo vino da smaltire.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Lem Novantotto
2012-09-28 17:17:31 UTC
Post by Maurizio Pistone
credo che dovremmo parlare di una funzione copulativa, non di una
categoria di verbi copulativi
questa funzione può essere estesa ad un numero decisamente ampio di
verbi
Mah, io veramente mi trovo benissimo come ho descritto. Il mio metodo mi
pare semplice, e i punti di contatto fra il verbo essere ed i verbi che
io chiamo copulativi (cioè i soli verbi effettivi) mi paiono molto più
marcati di quelli invece ascrivibili ad una "funzione copulativa" estesa
con IMHO troppa leggerezza, e che in molti casi a me sembra piuttosto
vaga.

Insomma distinguo facilmente i miei verbi copulativi, coi quali faccio
copule e predicati nominali, da tutti gli altri, coi quali, transitivi o
intransitivi che siano, faccio predicati verbali ed eventualmente
complementi predicativi.
Post by Maurizio Pistone
con un po' di sforzo si riesce a fare un complemento predicativo anche
con i verbi transitivi
[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)
Nessun dubbio, io stesso nell'altro messaggio ho già fatto esempi in tal
senso. :)
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
_________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
http://www.rnaworld.de/rnaworld/ http://home.edges-grid.eu/home/
http://www.gpugrid.net/
HD
2012-09-28 17:35:59 UTC
Post by Maurizio Pistone
con un po' di sforzo si riesce a fare un complemento predicativo anche
con i verbi transitivi
[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)
purtroppo non sto seguendo, causa mancanza di tempo, l'interessante
discussione. Ho avuto modo di leggere solo qualcosa qua e là velocemente.
Mi permetto di esporre il mio punto di vista su quest'utima osservazione.
Per me lo sforzo è un po' troppo grande. Trovo molto più agevole pensare a
'indignata' come ad un'apposizione.
In subordine, ad un nome del predicato nominale in una relativa sottintesa
(mentre era indignata, essendo indignata).
Aggiungo solo una mia osservazione da me già fatta, vale a dire che ,
volendo, gli attributi predicativi possono quasi sempre essere condiderati
come nome del pr.nom. secondo il ragionamento fatto per il caso di
'indignata'.
HD
2012-09-28 18:00:50 UTC
Post by HD
Post by Maurizio Pistone
con un po' di sforzo si riesce a fare un complemento predicativo
anche con i verbi transitivi
[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)
purtroppo non sto seguendo, causa mancanza di tempo, l'interessante
discussione. Ho avuto modo di leggere solo qualcosa qua e là
velocemente. Mi permetto di esporre il mio punto di vista su
quest'utima osservazione. Per me lo sforzo è un po' troppo grande.
Trovo molto più agevole pensare a 'indignata' come ad un'apposizione.
la def. di apposizione sembrerebbe calzare a pennello, se è vero quanto ho
trovato da qualche parte:

".... L'apposizione non ha autonomia semantica o sintattica e di norma serve
in funzione attributiva, specificando la testa cui fa riferimento: ometterla
non comporta dunque alcuna alterazione della grammaticalità di una frase. .
. . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Sostanzialmente, la differenza tra apposizione a attributo è che la funzione
della prima è sempre accessoria, mentre quella dell'attributo può essere
necessaria all'espressività di un enunciato (cfr. il vocabolario Treccani,
ad vocem)."
Post by HD
In subordine, ad un nome del predicato nominale in una relativa
sottintesa (mentre era indignata, essendo indignata).
Aggiungo solo una mia osservazione da me già fatta, vale a dire che ,
volendo, gli attributi predicativi possono quasi sempre essere
condiderati come nome del pr.nom. secondo il ragionamento fatto per
il caso di 'indignata'.
Maurizio Pistone
2012-09-28 18:25:27 UTC
Post by Maurizio Pistone
[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)
... Trovo molto più agevole pensare a
'indignata' come ad un'apposizione.
di "apposizione" conoscevo una definizione completamente diversa

http://it.wikipedia.org/wiki/Apposizione

l differenza fondamentale è che l'apposizione come l'attributo non
dipendono dal predicato

il gatto nero...
il ministro Fornero...

Nella frase citata, invece, "indigrata" dipende dal verbo

è diverso dire

la donna indignata lo guardò

e

la donna lo guardò indignata
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Roger
2012-09-28 18:32:43 UTC
Post by Maurizio Pistone
[...]
l differenza fondamentale
La differenza fondamentale
Post by Maurizio Pistone
è che l'apposizione come l'attributo non
dipendono dal predicato
non dipendono dal verbo
Post by Maurizio Pistone
il gatto nero...
il ministro Fornero...
Nella frase citata,
invece, "indigrata" dipende dal verbo
Indignata

Troppi cicchetti? :-)

Ciao,
Roger
HD
2012-09-28 18:38:29 UTC
Post by Maurizio Pistone
Post by Maurizio Pistone
[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)
... Trovo molto più agevole pensare a
'indignata' come ad un'apposizione.
di "apposizione" conoscevo una definizione completamente diversa
http://it.wikipedia.org/wiki/Apposizione
ho guardato anch'io là :-)
e ho trovato anche quest'esempio
«Maria, da sposata, ha acquisito un carattere più mansueto.»

ed altri simili, oltre alla definizione che sembra calzare a pennello
Post by Maurizio Pistone
l differenza fondamentale è che l'apposizione come l'attributo non
dipendono dal predicato
il gatto nero...
il ministro Fornero...
Nella frase citata, invece, "indigrata" dipende dal verbo
non mi è chiara questa dipendenza
Post by Maurizio Pistone
è diverso dire
la donna indignata lo guardò
e
la donna lo guardò indignata
infatti, sembra proprio che nel primo caso sia un attributo e nel secondo
un'apposizione
Lem Novantotto
2012-09-28 18:48:22 UTC
Post by HD
Post by Maurizio Pistone
[...]
[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)
Trovo molto più agevole pensare a 'indignata' come ad un'apposizione.
Come un attributo, intendi (l'apposizione è un nome). E spesso lo è.
Direi che se, colla frase succitata, intendiamo due cose ben distinte ed
indipendenti (cioè che lei era indignata e che lo guardò), allora è
attributo. Se invece intendiamo che gli diede uno sguardo indignato, cioè
che la sua indignazione si manifestò solo nell'atteggiamento
"sguardifero", allora sarà complemento predicativo.

Certo ci sono esempi di complemento predicativo, anche con verbi
transitivi, che mi appaiono molto meno ambigui di quello di Renzi. Ma in
genere ho idea che appaiano piuttosto ambigui tutti i complementi
predicativi del soggetto che si accompagnino a verbi attivi, specie
quando l'oggetto sia espresso.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
_________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
http://www.rnaworld.de/rnaworld/ http://home.edges-grid.eu/home/
http://www.gpugrid.net/
Davide Pioggia
2012-09-28 18:51:56 UTC
Post by HD
Post by Maurizio Pistone
è diverso dire
la donna indignata lo guardò
e
la donna lo guardò indignata
infatti, sembra proprio che nel primo caso sia un attributo e nel
secondo un'apposizione
«A differenza dell'attributo, che può essere necessario o accessorio,
l'apposizione
ha sempre funzione accessoria»
http://www.treccani.it/vocabolario/apposizione/

Se fosse un'apposizione, togliendola non cambierebbe completamente il
significato della frase.
--
Saluti.
D.
HD
2012-09-28 18:57:38 UTC
Post by Lem Novantotto
Post by HD
Post by Maurizio Pistone
[...]
[lei] lo guardò indignata (Renzi* II p. 192)
Trovo molto più agevole pensare a 'indignata' come ad un'apposizione.
(l'apposizione è un nome).
non sembrerebbe. Almeno stando a quanto scritto in wikipedia, in particolare
nella definizione, nell'ultimo esempio e nella nota 2.
Maurizio Pistone
2012-09-28 19:50:49 UTC
Post by Davide Pioggia
«A differenza dell'attributo, che può essere necessario o accessorio,
l'apposizione
ha sempre funzione accessoria»
sono *tante* le cose che hanno una funzione accessoria
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Davide Pioggia
2012-09-28 19:58:08 UTC
Post by Maurizio Pistone
Post by Davide Pioggia
«A differenza dell'attributo, che può essere necessario o accessorio,
l'apposizione ha sempre funzione accessoria»
sono *tante* le cose che hanno una funzione accessoria
Sì, certo, ma infatti il Treccani non dice che sia l'unica cosa che ha
funzione accessoria. Dice però che l'apposizione ha sempre funzione
accessoria, dunque condizione necessaria (ma non sufficiente, si capisce)
per avere un'apposizione è che la sua funzione sia accessoria.

In questo caso non possiamo togliere "indignata" senza cambiare radicalmente
il significato della frase, dunque non è un'appposizione.

Ovviamente uno è liberissimo di respingere l'affermazione del Treccani, ma a
poi dovrebbe dire quali sono i suoi criteri per riconoscere l'apposizione.
--
Saluti.
D.
Davide Pioggia
2012-09-28 20:14:25 UTC
Post by Roger
Troppi cicchetti? :-)
http://www.youtube.com/watch?v=V5yt4_11wtY
--
Saluti.
D.
Davide Pioggia
2012-09-28 20:23:56 UTC
[...]
Ci sono dei momenti in cui mi viene proprio voglia
di dedicarmi allo studio del piemontese:
http://www.youtube.com/watch?v=GxvNeA08BEU
--
Saluti.
D.
orpheus
2012-09-28 20:32:13 UTC
Post by Davide Pioggia
[...]
Ci sono dei momenti in cui mi viene proprio voglia
http://www.youtube.com/watch?v=GxvNeA08BEU
PoVco!
Maurizio Pistone
2012-09-28 20:38:13 UTC
Post by Davide Pioggia
Ci sono dei momenti in cui mi viene proprio voglia
http://www.youtube.com/watch?v=xG3iELEWFMc
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Pagina Successiva >
Pagina 1 di 3