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Isoglossa La Spezia Rimini
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GIOVANNI PONTOGLIO
2021-09-10 06:08:31 UTC
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Avete notato come l'isoglossa La Spezia Rimini si vada spostando sempre più
a sud?
Ormai anche qui in Toscana la maggior parte delle persone sbaglia la "s"
aspra per quella dolce (casa, cosa, così, ecc.)
Penso che grande responsabilià in questo l'abbiano anche radio e tv, dove è
ormai impossibile ascoltare una pronuncia corretta dell'italiano.
Che ne pensate?
Un saluto.
miglio
--
_L’Istituto precisa, in accordo con i propri operatori, che le caselle di
posta elettronica utilizzate, sia generiche (es. info, amministrazione) che
nominali (nome. cognome, n. cognome) non devono essere utilizzate per
messaggi di natura personale o riservata in quanto i messaggi ricevuti o
inviati possono essere analizzati dalle funzioni aziendali a ciò preposte
per ragioni di sicurezza. In caso di assenza prolungata di un operatore i
messaggi a lui indirizzati vengono letti da altre funzioni aziendali. In
caso sia necessario attivare canali di comunicazione riservati si prega di
contattare direttamente l’operatore interessato._
GIOVANNI PONTOGLIO
2021-09-10 06:21:58 UTC
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Avete notato come l'isoglossa La Spezia Rimini si vada spostando sempre più
a sud?
Ormai anche qui in Toscana la maggior parte delle persone sbaglia la "s"
aspra per quella dolce (casa, cosa, così, ecc.)
Penso che grande responsabilià in questo l'abbiano anche radio e tv, dove è
ormai impossibile ascoltare una pronuncia corretta dell'italiano.
Che ne pensate?
Un saluto.
miglio
Non direi che sia esatto dire che "l'isoglossa La Sp.-R." si vada spostando, bensì semplicemente che si vada diffondendo [z] (sibilate sonora) per [s] dello standard tradizionale: la pronuncia delle sibilanti è solo uno dei molti fenomeni delimitati (approssimativamente!) da tale linea immaginaria. Gli altri fatti linguistici cisalpini (o galloitalici) non si può dire che siano in espansione, nessuno infatti in italiano dice ad. es. *peVerone o *faDiGare - lenizione settentrionale delle occlusive-, tantomento *[bra(t)sa] per "braccia" o *[(d)zogare] "per "giovare" - assibilazione settentrionale delle palatali (pevero/un, fadigà(r), bras/z(i), z/sogà(r) e simili nelle parlate settentrionali), ecc. Anzi, colla progressiva estinzione delle lingue collaterali (termine che preferisco all'ambiguo "dialetti") s'estinguono pure lenizioni, assibilazioni e molti altri fenomeni settentrionali.
--
_L’Istituto precisa, in accordo con i propri operatori, che le caselle di
posta elettronica utilizzate, sia generiche (es. info, amministrazione) che
nominali (nome. cognome, n. cognome) non devono essere utilizzate per
messaggi di natura personale o riservata in quanto i messaggi ricevuti o
inviati possono essere analizzati dalle funzioni aziendali a ciò preposte
per ragioni di sicurezza. In caso di assenza prolungata di un operatore i
messaggi a lui indirizzati vengono letti da altre funzioni aziendali. In
caso sia necessario attivare canali di comunicazione riservati si prega di
contattare direttamente l’operatore interessato._
Voce dalla Germania
2021-09-10 10:15:29 UTC
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Post by GIOVANNI PONTOGLIO
Avete notato come l'isoglossa La Spezia Rimini si vada spostando sempre più
a sud?
Ormai anche qui in Toscana la maggior parte delle persone sbaglia la "s"
aspra per quella dolce (casa, cosa, così, ecc.)
Penso che grande responsabilià in questo l'abbiano anche radio e tv, dove è
ormai impossibile ascoltare una pronuncia corretta dell'italiano.
Che ne pensate?
Un saluto.
miglio
Non direi che sia esatto dire che "l'isoglossa La Sp.-R." si vada spostando, bensì semplicemente che si vada diffondendo [z] (sibilate sonora) per [s] dello standard tradizionale: la pronuncia delle sibilanti è solo uno dei molti fenomeni delimitati (approssimativamente!) da tale linea immaginaria. Gli altri fatti linguistici cisalpini (o galloitalici) non si può dire che siano in espansione, nessuno infatti in italiano dice ad. es. *peVerone o *faDiGare - lenizione settentrionale delle occlusive-, tantomento *[bra(t)sa] per "braccia" o *[(d)zogare] "per "giovare" - assibilazione settentrionale delle palatali (pevero/un, fadigà(r), bras/z(i), z/sogà(r) e simili nelle parlate settentrionali), ecc. Anzi, colla progressiva estinzione delle lingue collaterali (termine che preferisco all'ambiguo "dialetti") s'estinguono pure lenizioni, assibilazioni e molti altri fenomeni settentrionali.
Complimenti! Hai vinto il primo premio per la risposta più lenta a un
messaggio inviato a Usenet. Miglio aveva scritto nel dicembre 1997,
quasi VENTIQUATTRO anni fa.

Andando sul concreto, anche se sono certo che Miglio non ci leggerà mai,
penso che se avessero ritenuto così importante distinguere la s sonora
da quella sorda, Dante e gli altri grandi scrittori dell'epoca avrebbero
potuto fare come i russi e usare due lettere diverse.
orpheus
2021-09-10 10:59:15 UTC
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Voce dalla Germania ha postato:
[...]
Post by Voce dalla Germania
Andando sul concreto, anche se sono certo che Miglio non ci leggerà
mai, penso che se avessero ritenuto così importante distinguere la s
sonora da quella sorda, Dante e gli altri grandi scrittori dell'epoca
avrebbero potuto fare come i russi e usare due lettere diverse.
[...]

S intervocalica

L'unico vero caso d'incertezza è dunque costituito dall'S (scempia,
ossia non doppia) tra due vocali[4] all'interno della parola.

A livello dialettale, e di conseguenza negl'italiani regionali, le due
pronunce, sorda /s/ e sonora /z/, dell'S intervocalica si
distribuiscono grosso modo come segue:

1) nell'Italia settentrionale, l'-s- intervocalica è generalmente
sonora; è sorda però (con differenze secondo le zone e gli usi
individuali) nelle parole composte sentite come tali (es. ri-saputo),
in quelle che hanno una variante con -ss- (doppia: es. musulmano), e,
nei dialetti, in genere anche in cosa e così;

2) in Sardegna, l'-s- è normalmente sonora (anche nelle parole
composte; a volte perfino tra parola e parola, come in la sala[5]);

3) nel Centro esclusa la Toscana, in tutta l'Italia meridionale e la
Sicilia l'-s- intervocalica è costantemente sorda;

4) in Toscana, infine, l'-s- è sonora in certe parole e sorda in certe
altre (non solo composte).[6]

Per esempio, le parole casa e viso si pronunciano /'kaza/ e /'vizo/
(con due -s- sonore) nel Settentrione e in Sardegna, /'kasa/ e /'viso/
(con due -s- sorde) nell'Italia centro-meridionale e in Sicilia, ma
/'kasa/ (con la sorda) e /'vizo/ (con la sonora) in Toscana.
https://it.wikipedia.org/wiki/S_sorda#S_intervocalica

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IdP
2021-09-10 18:02:37 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Post by GIOVANNI PONTOGLIO
Avete notato come l'isoglossa La Spezia Rimini si vada spostando sempre più
a sud?
Ormai anche qui in Toscana la maggior parte delle persone sbaglia la "s"
aspra per quella dolce (casa, cosa, così, ecc.)
Penso che grande responsabilià in questo l'abbiano anche radio e tv, dove è
ormai impossibile ascoltare una pronuncia corretta dell'italiano.
Che ne pensate?
Un saluto.
miglio
Non direi che sia esatto dire che "l'isoglossa La Sp.-R." si vada spostando,
bensì semplicemente che si vada diffondendo [z] (sibilate sonora) per [s]
dello standard tradizionale: la pronuncia delle sibilanti è solo uno dei
molti fenomeni delimitati (approssimativamente!) da tale linea immaginaria.
Gli altri fatti linguistici cisalpini (o galloitalici) non si può dire che
siano in espansione, nessuno infatti in italiano dice ad. es. *peVerone o
*faDiGare - lenizione settentrionale delle occlusive-, tantomento
*[bra(t)sa] per "braccia" o *[(d)zogare] "per "giovare" - assibilazione
settentrionale delle palatali (pevero/un, fadigà(r), bras/z(i), z/sogà(r) e
simili nelle parlate settentrionali), ecc. Anzi, colla progressiva
estinzione delle lingue collaterali (termine che preferisco all'ambiguo
"dialetti") s'estinguono pure lenizioni, assibilazioni e molti altri
fenomeni settentrionali.
Complimenti! Hai vinto il primo premio per la risposta più lenta a un
messaggio inviato a Usenet. Miglio aveva scritto nel dicembre 1997,
quasi VENTIQUATTRO anni fa.
Dopo tutto questo tempo l'isoglossa La Spezia - Rimini sarà arrivata a
Catanzaro?
Post by Voce dalla Germania
Andando sul concreto, anche se sono certo che Miglio non ci leggerà mai,
penso che se avessero ritenuto così importante distinguere la s sonora
da quella sorda, Dante e gli altri grandi scrittori dell'epoca avrebbero
potuto fare come i russi e usare due lettere diverse.
Beh, con questo ragionamento la lingua inglese non dovrebbe esistere!
:D

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