Discussione:
Dialetti a scuola
(troppo vecchio per rispondere)
Neva
2009-10-25 06:05:24 UTC
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Che ne pensate dei dialetti a scuola?

Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si insegnasse?

Ciao a tutti.

Neva
GraZia
2009-10-25 07:12:51 UTC
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Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si
insegnasse?
Dipende dalla scuola e dagli insegnanti...
GraZia
Neva
2009-10-25 14:13:46 UTC
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Post by Neva
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva
in più
Post by Neva
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si
insegnasse?
Dipende dalla scuola e dagli insegnanti...
GraZia
Neva scrive:

Allora, se la scuola e gli insegnanti fossero ok, l' insegnamento del
dialetto "materno" sarebbe , come a me sembra, culturalmente positivo?

Un saluto.

Neva
GraZia
2009-10-25 14:44:18 UTC
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Post by Neva
Allora, se la scuola e gli insegnanti fossero ok, l' insegnamento del
dialetto "materno" sarebbe , come a me sembra, culturalmente positivo?
Può essere un arricchimento o un modo per coinvolgere i più disagiati
linguisticamente, come ha detto Imes.
Bisogna però tener conto del fatto che le classi non sono omogenee
linguisticamente e forse alla maggior parte degli alunni il dialetto
locale potrebbe risultare un'imposizione.

GraZia
ADPUF
2009-10-25 23:52:19 UTC
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Post by GraZia
Post by Neva
Allora, se la scuola e gli insegnanti fossero ok, l'
insegnamento del dialetto "materno" sarebbe , come a me
sembra, culturalmente positivo?
Può essere un arricchimento o un modo per coinvolgere i più
disagiati linguisticamente, come ha detto Imes.
Bisogna però tener conto del fatto che le classi non sono
omogenee linguisticamente e forse alla maggior parte degli
alunni il dialetto locale potrebbe risultare un'imposizione.
Questa storia dell'imposizione non sta in piedi.

Non è tutto imposto nei programmi? Italiano? Inglese?
Matematica?

In Galles non si vergognano di studiare gallese a scuola.

Nei Paesi Baschi, in Israele ecc. ecc. ecc.

Se uno ha a cuore la propria storia e vuole mantenere un legame
col suo passato studia anche la lingua degli avi.

E se è immigrato ancor di più, per integrarsi meglio.

Se no, c'è la TV.


Naturalmente, stiamo parlando di scuola, non di politica.

"Qui non si fa politica, qui si lavora."
;-)
--
"Women might be able to fake orgasms. But men can fake whole
relationships."
-- Sharon Stone
Epimeteo
2009-10-25 07:13:30 UTC
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Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva in più
Sì, certo.
Post by Neva
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si insegnasse?
Sì, soprattutto questo...

Ciao.
Epimeteo
---
"... e il professore che ti legge sempre la stessa storia,
nello stesso modo, sullo stesso libro,
con le stesse parole,
da quarant'anni di onesta professione..."

(cit. scholastica)
Maurizio Pistone
2009-10-25 08:10:44 UTC
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Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
può avere un senso dove il dialetto è ancora un mezzo espressivo vivo:

http://tinyurl.com/dialettiascuola

Se serve ad alimentare uno stupido senso identitario da stadio, no.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Neva
2009-10-25 14:27:24 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
http://tinyurl.com/dialettiascuola
Se serve ad alimentare uno stupido senso identitario da stadio, no.
Neva scrive:

Niente stadio, ovviamente.

Grazie per la segnalazione dell' articolo che ho trovato del tutto
condivisibile.

Un saluto.

Neva
Imes
2009-10-25 10:02:46 UTC
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Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si insegnasse?
Ciao a tutti.
Neva
Riferisco la mia esperienza di addetto ai lavori, come maestro nella
scuola elementare.
Fare delle traduzioni dall'italiano al dialetto scandolezzò qualche
mio collega, che avrebbe consentito soltanto la traduzione inversa.
Per me, invece, era altamente educativo trovare campi, dove i
soliti reietti potessero trovare occasioni di affermazione; avrei
accettato anche una gara tra lanciatori di pietra ai lampioni, se non
fosse stata in contrasto con l'educazione civica, dissi una volta in
polemica ironica con un ispettore scolastico.
Ricordo che le lezioni di dialetto erano seguite con interesse ed
impegno da tutti gli alunni, anche dai più bravi, che non erano
abituati a restare in secondo piano nelle attività scolastiche;
c'era la passione e il divertimento di quelli che zoppicavano in
italiano. Rivedo il bel viso di un'alunna (il suo dialetto era "puro"
e ricco, anche di modi di dire) fremente, con il braccio alzato e il
dito puntato, in insopportabile attesa che le dessi la parola, nel
timore che qualcuno dicesse prima di lei la frase che aveva in
mente.
Ciao. Imes
Neva
2009-10-25 14:44:33 UTC
Permalink
Post by Imes
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si insegnasse?
Ciao a tutti.
Neva
Riferisco la mia esperienza di addetto ai lavori, come maestro nella
scuola elementare.
Fare delle traduzioni dall'italiano al dialetto scandolezzò qualche
mio collega, che avrebbe consentito soltanto la traduzione inversa.
Per me, invece, era altamente educativo trovare campi, dove i
soliti reietti potessero trovare occasioni di affermazione; avrei
accettato anche una gara tra lanciatori di pietra ai lampioni, se non
fosse stata in contrasto con l'educazione civica, dissi una volta in
polemica ironica con un ispettore scolastico.
Ricordo che le lezioni di dialetto erano seguite con interesse ed
impegno da tutti gli alunni, anche dai più bravi, che non erano
abituati a restare in secondo piano nelle attività scolastiche;
c'era la passione e il divertimento di quelli che zoppicavano in
italiano. Rivedo il bel viso di un'alunna (il suo dialetto era "puro"
e ricco, anche di modi di dire) fremente, con il braccio alzato e il
dito puntato, in insopportabile attesa che le dessi la parola, nel
timore che qualcuno dicesse prima di lei la frase che aveva in
mente.
Ciao. Imes
Neva scrive:

Ciao, Imes,

Parli di esperienze che anche io ho fatto anche se, mi sembra, in un
contesto linguisticamente
meno difficile del tuo, ma comunque sempre con la certezza che soltanto il
dialetto era una via obbligata per un apprendimento più veloce,
significativo e creativo della lingua
italiana.

Anche oggi, anche se per altri versi, è così e lo dice bene l'articolo
gentilmente segnalato da Maurizio Pistone.

Insegni ancora? Se sì, auguri per il tuo lavoro.

Un saluto.
Neva
ADPUF
2009-10-25 23:54:22 UTC
Permalink
Post by Neva
Parli di esperienze che anche io ho fatto anche se, mi sembra,
in un contesto linguisticamente
meno difficile del tuo, ma comunque sempre con la certezza che
soltanto il dialetto era una via obbligata per un
apprendimento più veloce, significativo e creativo della
lingua italiana.
Io penso che le lingue locali abbiano valore in sè e non come
strumenti per ottenere altro.

A parte che la neuroscienza dice che il plurilinguismo rende più
intelligenti.
--
"Désormais pour apprendre le français, il faudra savoir le
français."
-- Coluche (Michel Colucci)
Akira Norimaki
2009-10-26 09:37:25 UTC
Permalink
Post by ADPUF
A parte che la neuroscienza dice che il plurilinguismo rende più
intelligenti.
Hai qualche lettura da segnalare sull'argomento?

(In inglese se fosse possibile)
--
Take care now, bye bye then,

Kiss my shiny metal ass!
Bender Bending Rodriguez
ADPUF
2009-10-26 23:05:35 UTC
Permalink
Post by Akira Norimaki
Post by ADPUF
A parte che la neuroscienza dice che il plurilinguismo rende
più intelligenti.
Hai qualche lettura da segnalare sull'argomento?
(In inglese se fosse possibile)
Non sono abbastanza intelligente per soddisfare la tua
richiesta, essendo stato cresciuto monolingue...
:-)

Forse potresti chiedere qualche lume a questo signore qui:
<http://www.uniud.it/ricerca/strutture/dipartimenti_umanistica/difs/home/sez-struttura/paginapersonale>
<http://www.ibs.it/code/9788834012208/fabbro-franco/cervello-bilingue-neurolinguistica.html>
<http://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_franco-fabbro.php>
--
"Anything worth doing is worth doing slowly."
-- Mae West
Lem Novantotto
2009-10-26 10:52:11 UTC
Permalink
Post by ADPUF
A parte che la neuroscienza dice che il plurilinguismo rende più
intelligenti.
La conoscenza di lingue (italiano e cinese, per esempio) il cui impiego
stimoli in modo *differente* i due emisferi cerebrali è sicuramente una
ginnastica cerebrale molto produttiva. Per inciso: una lingua come il
cinese richiede l'utilizzo intenso di entrambi gli emisferi, una lingua
come l'italiano quasi esclusivamente di uno (il sinistro).

Poi, certo: qualsiasi ulteriore studio, qualsiasi ulteriore conoscenza
sviluppa intelligenza. Purché sia *studio* vero, purché sia *conoscenza*
vera. E studiare e conoscere alcune cose, soprattutto alle elementari,
direi sia più importante, e intellettualmente produttivo, che studiarne
e conoscerne altre.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
Maurizio Pistone
2009-10-26 10:59:48 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
Per inciso: una lingua come il
cinese richiede l'utilizzo intenso di entrambi gli emisferi, una lingua
come l'italiano quasi esclusivamente di uno (il sinistro).
forse ti riferisci al fatto che l'italiano ha una scrittura quasi
perfettamente fonetica, l'inglese ha una scrittura quasi ideografica
come il cinese?
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Lem Novantotto
2009-10-26 12:25:22 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
forse ti riferisci al fatto che l'italiano ha una scrittura quasi
perfettamente fonetica, l'inglese ha una scrittura quasi ideografica
come il cinese?
Uhm...
Per quanto so, anche l'inglese, come l'italiano, stimola quasi solamente
l'emisfero sinistro.

Oltre alla fondamentale differenza fra alfabeto e ideogrammi, che ricordavi
tu, mi sembra di ricordare ci siano anche altri fattori da considerare:
sia per quanto riguarda il parlato (ad esempio: frequenze tipiche dei suoni),
la cui comprensione è poi sempre e comunque sequenziale, sia soprattutto per
lo scritto, la cui comprensione è anche, parzialmente, simultanea (e la
densità delle informazioni da trattare simultaneamente è maggiore nelle
lingue ideografiche). E poi, per quanto riguarda in genere la traduzione del
pensiero in linguaggio, e viceversa, ecco la multivalenza analogica, e non
invece deterministica, di certi segni...

I miei sono ricordi un po' lontani, non so essere più preciso.

Anche se poi, ora che mi ci fai pensare, in realtà è pure provata l'estrema
capacità adattiva e suppletiva dei due emisferi cerebrali.
Persone a cui manca quasi completamente un emisfero possono soffrire di
deficit limitati, e sono in grado di condurre un'esistenza tutt'affatto
normale. Leggevo poco tempo fa sul Corriere:
http://www.corriere.it/salute/09_ottobre_15/bambina-mezzo-cervello_117fa8e4-b998-11de-880c-00144f02aabc.shtml
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
Klaram
2009-10-25 15:19:05 UTC
Permalink
Post by Imes
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si insegnasse?
Ciao a tutti.
Neva
Riferisco la mia esperienza di addetto ai lavori, come maestro nella
scuola elementare.
Fare delle traduzioni dall'italiano al dialetto scandolezzò qualche
mio collega, che avrebbe consentito soltanto la traduzione inversa.
Per me, invece, era altamente educativo trovare campi, dove i
soliti reietti potessero trovare occasioni di affermazione;
Hai fatto benissimo. Ma oggi il problema non è più quello, si tratta
invece di non lasciar morire delle lingue ancestrali ancora parlate che
fanno parte della nostra storia e della nostra identità. Che male c'è ad
istiutire corsi facoltativi per chi è interessato?
In altri paesi hanno resuscitato lingue che erano quasi morte o morte,
mi riferisco all'irlandese, al gallese, al bretone ecc. Oggi ci sono
nuovamente molti parlanti anche dove erano quasi scomparsi, e anche
radio che trasmettono in queste lingue (se volete vi mando i link), e
tutti applaudono.
In Italia, oggi che si è capito quale patrimonio linguistico e culturale
stiamo per perdere, non solo non si fa nulla, ma se qualcuno avanza
qualche proposta non si pensa ad altro che a recondite intenzioni
xenofobe o razziste.
Perché da noi deve sempre essere tutto buttato in politica?

A scanso di equivoci, quello che sto dicentdo vale anche per gli
immigrati, che, per integrarsi, devono imparare l'italiano, senza ombra
di dubbio! ma guai a cancellare le lingue dei loro antenati e le loro
identità.

k
orpheus
2009-10-25 15:34:22 UTC
Permalink
Post by Klaram
Perché da noi deve sempre essere tutto buttato in politica?
Klaram... non puoi fare finta di ignorare che la
proposta del dialetto a scuola è stata una
proposta politica, fatta in un contesto politico
di un certo tipo... non puoi fare la finta tonta
a questa maniera... dai
Fiorelisa
2009-10-25 15:45:11 UTC
Permalink
Post by Klaram
Hai fatto benissimo. Ma oggi il problema non è più quello, si tratta
invece di non lasciar morire delle lingue ancestrali ancora parlate che
fanno parte della nostra storia e della nostra identità. Che male c'è ad
istiutire corsi facoltativi per chi è interessato?
E' vero. Però mi mette tristezza pensare ad un bambino che deve imparare
il dialetto da una maestra che glielo insegna a scuola.
Mi pare squallido.
Poi non ho capito queste lezioni come si svolgerebbero. Per esempio, a
un ragazzino veneto, gli si presenta una fotocopia di una commedia di
Goldoni? Gli si fa vedere la commedia per TV? O che altro?
Maurizio Pistone
2009-10-25 17:03:02 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Per esempio, a
un ragazzino veneto, gli si presenta una fotocopia di una commedia di
Goldoni?
io spero che qualche pezzettino delle Baruffe Chiozzotte sia studiato in
tutte le scuole d'Italia - non credo che ci sia bisogno di fotocopie,
esistono ottime edizioni, e le storie della letteratura ne riportano in
genere stralci più o meno ampi.

Idem per il romanesco, io ho sempre presentato una buona scelta del
Belli, che considero uno dei massimi poeti dell'800.

La cosa è un po' più difficile per i dialetti che non hanno un
patrimonio letterario così importante.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Giovanni Drogo
2009-10-26 09:14:08 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
io spero che qualche pezzettino delle Baruffe Chiozzotte sia studiato in
tutte le scuole d'Italia
Beh quando io ero piccolo, Goldoni in veneto (e Govi in genovese, e De
Filippo in napoletano, e in misura minore Ferravilla in milanese) lo
davano sulla televisione di stato.

In epoche in cui la Lega Lombarda era solo quella cantata
risorgimentalmente dal Carducci, e il sindaco di Milano (credo fosse il
prof.ing.Cassinis) non esitava a donare agli alunni di quinta elementare
un volume "Ottocento anni fa risorgeva Milano".
--
----------------------------------------------------------------------
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avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
Fiorelisa
2009-10-26 09:45:52 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Fiorelisa
Per esempio, a
un ragazzino veneto, gli si presenta una fotocopia di una commedia di
Goldoni?
io spero che qualche pezzettino delle Baruffe Chiozzotte sia studiato in
tutte le scuole d'Italia - non credo che ci sia bisogno di fotocopie,
esistono ottime edizioni, e le storie della letteratura ne riportano in
genere stralci più o meno ampi.
Idem per il romanesco, io ho sempre presentato una buona scelta del
Belli, che considero uno dei massimi poeti dell'800.
Sì, infatti io al liceo ho studiato sia Goldoni sia il Belli, e anche il
Ruzzante e il Porta.
Post by Maurizio Pistone
La cosa è un po' più difficile per i dialetti che non hanno un
patrimonio letterario così importante.
Ecco, questo è il punto. Non metto in dubbio che sia giusto e bello
studiare il patrimonio letterario prodotto in un determinato dialetto.

Ma il mio dialetto non è solo Goldoni; non è solo rappresentato dalle
opere letterarie che sono state prodotte per iscritto.

Per me il mio dialetto è quello che noi parliamo in casa, quello che
parlano i miei genitori e mia nonna.
Quello di tutte le canzoncine, filastrocche proverbi e modi di dire che
mi ha insegnato mia nonna per via esclusivamente orale, e che forse
nessuno al mondo ha mai messo per iscritto.
Quello dei contadini, quello della campagna, quello che profuma di terra
e di... polenta! :)

E chi glielo insegna, questo, ai ragazzini?

Quello che mi preoccupa è che probabilmente, nell'insegnamento
scolastico del dialetto, verrà privilegiato il dialetto letterario,
mentre non ci sarà nessuno che trasmetterà il dialetto 'del popolo',
della gente normale, della vita quotidiana, fatto di 'poenta',
'caliero', 'muneghe' e 'falsìn'.
ADPUF
2009-10-26 23:12:40 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Post by Maurizio Pistone
Post by Fiorelisa
Per esempio, a
un ragazzino veneto, gli si presenta una fotocopia di una
commedia di Goldoni?
io spero che qualche pezzettino delle Baruffe Chiozzotte sia
studiato in tutte le scuole d'Italia - non credo che ci sia
bisogno di fotocopie, esistono ottime edizioni, e le storie
della letteratura ne riportano in genere stralci più o meno
ampi.
Idem per il romanesco, io ho sempre presentato una buona
scelta del Belli, che considero uno dei massimi poeti
dell'800.
Sì, infatti io al liceo ho studiato sia Goldoni sia il Belli,
e anche il Ruzzante e il Porta.
Post by Maurizio Pistone
La cosa è un po' più difficile per i dialetti che non hanno
un patrimonio letterario così importante.
Ecco, questo è il punto. Non metto in dubbio che sia giusto e
bello studiare il patrimonio letterario prodotto in un
determinato dialetto.
Ma il mio dialetto non è solo Goldoni; non è solo
rappresentato dalle opere letterarie che sono state prodotte
per iscritto.
Per me il mio dialetto è quello che noi parliamo in casa,
quello che parlano i miei genitori e mia nonna.
Quello di tutte le canzoncine, filastrocche proverbi e modi di
dire che mi ha insegnato mia nonna per via esclusivamente
orale, e che forse nessuno al mondo ha mai messo per iscritto.
Se non ci pensi tu, chi altri?

Pensa che un giorno tua nonna non ci sarà più, e forse
rimpiangerai di non aver preso nota.

Così potrai tramandare anche tu ai tuoi nipotini, fra
cinquant'anni.

Prendi un registratore e vai.
Post by Fiorelisa
Quello dei contadini, quello della campagna, quello che
profuma di terra e di... polenta! :)
E chi glielo insegna, questo, ai ragazzini?
La scuola è solo una parte dell'insegnamento, non si può
delegare tutto alla scuola.

Poi c'è la TV locale, possibile che debba solo trasmettere
vendite di tappeti?
Post by Fiorelisa
Quello che mi preoccupa è che probabilmente, nell'insegnamento
scolastico del dialetto, verrà privilegiato il dialetto
letterario, mentre non ci sarà nessuno che trasmetterà il
dialetto 'del popolo', della gente normale, della vita
quotidiana, fatto di 'poenta', 'caliero', 'muneghe' e
'falsìn'.
Ma in "italiano" che cosa trasmetti a scuola? io ricordo tanta
letteratura, piuttosto noiosa.
La cultura popolare chi la trasmette, la scuola o la TV e gli
altri mezzi di comunicazione?


In sostanza, il dialetto nella scuola gli darebbe un po' di
quella dignità che merita di avere, e allora anche nella
società in generale ci sarà più rispetto e interesse.
--
"Certains croient que le génie est héréditaire; les autres n'ont
pas d'enfants."
-- Marcel Achard
Fiorelisa
2009-10-27 14:30:50 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Se non ci pensi tu, chi altri?
Pensa che un giorno tua nonna non ci sarà più, e forse
rimpiangerai di non aver preso nota.
Così potrai tramandare anche tu ai tuoi nipotini, fra
cinquant'anni.
Prendi un registratore e vai.
:)
Hai ragione, Adpuf!
Tra l'altro, proprio oggi mia nonna festeggia il suo novantesimo
compleanno! :)
Post by ADPUF
La scuola è solo una parte dell'insegnamento, non si può
delegare tutto alla scuola.
Anche questo è vero, in effetti.
Post by ADPUF
Poi c'è la TV locale, possibile che debba solo trasmettere
vendite di tappeti?
Ma in "italiano" che cosa trasmetti a scuola? io ricordo tanta
letteratura, piuttosto noiosa.
La cultura popolare chi la trasmette, la scuola o la TV e gli
altri mezzi di comunicazione?
In sostanza, il dialetto nella scuola gli darebbe un po' di
quella dignità che merita di avere, e allora anche nella
società in generale ci sarà più rispetto e interesse.
Mah, speriamo! :)
ADPUF
2009-10-27 22:31:19 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Tra l'altro, proprio oggi mia nonna festeggia il suo
novantesimo compleanno! :)
Penso di interpretare il pensiero di tutti noi povericlisti
nell'esprimere alla tua nonna i più fervidi auguri!
--
"Ogni an al passe un an."
Fiorelisa
2009-10-27 23:59:15 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Post by Fiorelisa
Tra l'altro, proprio oggi mia nonna festeggia il suo
novantesimo compleanno! :)
Penso di interpretare il pensiero di tutti noi povericlisti
nell'esprimere alla tua nonna i più fervidi auguri!
Grazie di cuore! ^^
W la nonna! Tutta la famiglia oggi si è riunita per farle festa! :)
Klaram
2009-10-25 17:09:09 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Post by Klaram
Hai fatto benissimo. Ma oggi il problema non è più quello, si tratta
invece di non lasciar morire delle lingue ancestrali ancora parlate
che fanno parte della nostra storia e della nostra identità. Che male
c'è ad istiutire corsi facoltativi per chi è interessato?
E' vero. Però mi mette tristezza pensare ad un bambino che deve imparare
il dialetto da una maestra che glielo insegna a scuola.
Mi pare squallido.
Poi non ho capito queste lezioni come si svolgerebbero. Per esempio, a
un ragazzino veneto, gli si presenta una fotocopia di una commedia di
Goldoni? Gli si fa vedere la commedia per TV? O che altro?
Non conosco nei dettagli la proposta a cui vi riferite voi. Conosco
bene la mia realtà locale dove esistono da più di dieci anni corsi di
piemontese *facoltativi* presso le scuole elementari. Sono organizzati
da associazioni che si occupano della salvaguardia della lingua e a
livello regionale dal Centro Studi Piemontesi. Gli insegnanti sono
qualificati, una che conosco è una mia amica ed è insegnnte di lettere.
Si insegna il piemontese come si insegna qualsiasi lingua: l'ortografia,
la grammatica, letture e anche giochi, dipende dall'età.
Quindi non rattristarti perché nessuno impone niente, ma sono loro
stessi o le famiglie a scegliere di partecipare.

Io ho seguito diversi corsi, ovviamente per adulti, e ad uno di essi
orgnizzato da Giuventura Piemonteisa partecipava pure una simpaticissima
signora palestinese che conosceva l'arabo, il francese, l'inglese e
naturalmente l'italiano, ma voleva imparare il piemontese, che capiva
già abbastanza bene, perché era la lingua parlata in casa del marito,
avendo lei sposato uno di Borgo San Dalmazzo. :-))

k
Fiorelisa
2009-10-26 09:29:14 UTC
Permalink
Post by Klaram
Quindi non rattristarti perché nessuno impone niente, ma sono loro
stessi o le famiglie a scegliere di partecipare.
Sì, questo l'ho capito: nessuno li obbliga, sono loro che hanno scelto
di farlo, perché gli fa piacere.

Ma comunque a me mette tristezza pensare di insegnare a un ragazzino il
dialetto in quel modo lì.

Credo mi metta tristezza perché per me il mio dialetto è una lingua
vivissima. Pensare ad un maestro che la insegna in un'aula scolastica mi
fa uno strano effetto. Come si fa ad insegnare una lingua come se fosse
morta, quando in realtà è viva?
Klaram
2009-10-26 15:49:52 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Post by Klaram
Quindi non rattristarti perché nessuno impone niente, ma sono loro
stessi o le famiglie a scegliere di partecipare.
Sì, questo l'ho capito: nessuno li obbliga, sono loro che hanno scelto
di farlo, perché gli fa piacere.
Ma comunque a me mette tristezza pensare di insegnare a un ragazzino il
dialetto in quel modo lì.
Credo mi metta tristezza perché per me il mio dialetto è una lingua
vivissima. Pensare ad un maestro che la insegna in un'aula scolastica mi
fa uno strano effetto. Come si fa ad insegnare una lingua come se fosse
morta, quando in realtà è viva?
Ah, ho capito che cosa indendevi.
Non avrebbe alcun senso imporre lo studio del dialetto a chi non ha
nessun interesse. Io ho sempre pensato a corsi facoltativi per
alfabetizzare chi lo parla già, chi lo conosce perché lo parlano in
famiglia, chi è interessato ad impararlo.
Senza contare che tutto il discorso sulla ricchezza delle lingue
ancestrali, e sulle implicazioni che il possederne una ha sull'identità,
sulla psicologia, sullo sviluppo delle capacità linguistiche e così
via, è sempre riferito all'apprendimento materno, famigliare, nella
primissima, non certo ad un apprendimento scolastico imposto come se si
trattasse di una seconda lingua qualsiasi.

k
Maurizio Pistone
2009-10-25 17:03:00 UTC
Permalink
Post by Klaram
In Italia, oggi che si è capito quale patrimonio linguistico e culturale
stiamo per perdere, non solo non si fa nulla, ma se qualcuno avanza
qualche proposta non si pensa ad altro che a recondite intenzioni
xenofobe o razziste.
Perché da noi deve sempre essere tutto buttato in politica?
diciamo che in Italia c'è qualcuno che usa il dialetto con intenzioni
xenofobe e razziste neanche tanto recondite. È colpa loro se ormai
l'argomento è quasi irrimediabilmente compromesso.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Enrico C
2009-10-25 18:22:41 UTC
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Post by Maurizio Pistone
diciamo che in Italia c'è qualcuno che usa il dialetto con intenzioni
xenofobe e razziste neanche tanto recondite. È colpa loro se ormai
l'argomento è quasi irrimediabilmente compromesso.
Può anche darsi, ma coi processi alle intenzioni non si va lontano, ci
si dà sempre ragione da soli e non ci si confronta sulla sostanza.
Maurizio Pistone
2009-10-25 18:50:49 UTC
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Post by Enrico C
Post by Maurizio Pistone
diciamo che in Italia c'è qualcuno che usa il dialetto con intenzioni
xenofobe e razziste neanche tanto recondite. È colpa loro se ormai
l'argomento è quasi irrimediabilmente compromesso.
Può anche darsi, ma coi processi alle intenzioni non si va lontano, ci
si dà sempre ragione da soli e non ci si confronta sulla sostanza.
non è un "processo alle intenzioni", ma una constatazione di fatto
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
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FatherMcKenzie
2009-10-25 19:15:42 UTC
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Post by Maurizio Pistone
non è un "processo alle intenzioni", ma una constatazione di fatto
qualcuno dovrebbe spiegarmi che dialetto si potrebbe insegnare nelle
scuole calabresi.
Passi per piemontese e napoletano; già nel Lazio avrebbero problemi con
ciociaro, reatino e gaetano. Ma qui i reggini parlano una lingua diversa
dai vibonesi, che parlano diversamente dai lametini, che parlano
diversamente dai catanzaresi, dai crotonesi, dai cosentini, e tutti
parlano diversamente dagli albanesi di Frascineto e Spezzano o dai greci.
Checché ne dicano le guide, le differenze sono più delle simililitudini.
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
ADPUF
2009-10-26 00:05:00 UTC
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Post by FatherMcKenzie
Post by Maurizio Pistone
non è un "processo alle intenzioni", ma una constatazione di
fatto
qualcuno dovrebbe spiegarmi che dialetto si potrebbe insegnare
nelle scuole calabresi.
Passi per piemontese e napoletano; già nel Lazio avrebbero
problemi con ciociaro, reatino e gaetano. Ma qui i reggini
parlano una lingua diversa dai vibonesi, che parlano
diversamente dai lametini, che parlano diversamente dai
catanzaresi, dai crotonesi, dai cosentini, e tutti parlano
diversamente dagli albanesi di Frascineto e Spezzano o dai
greci. Checché ne dicano le guide, le differenze sono più
delle simililitudini.
Se (la maggior parte de)i maestri fossero del comune e i
professori della provincia il problema non si porrebbe perché
sanno già più o meno.

Ma c'è questa mania di fare concorsi nazionali, per un posto a
Castelfranco veneto concorrono quelli di Foggia e viceversa.

Un po' di scambio va anche bene, ma che federalismo vogliamo?

A ogni amministrazione autonomia sulle sue competenze.

Come fanno in Isvizzera?
--
"Dio mi deve delle spiegazioni."
-- Eugène Ionesco
Maurizio Pistone
2009-10-26 09:48:58 UTC
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Post by ADPUF
Se (la maggior parte de)i maestri fossero del comune e i
professori della provincia il problema non si porrebbe perché
sanno già più o meno.
in Piemonte basta guardare le insegne dei negozi che si spacciano per
"locali" per capire che nessuno conosce decentemente il piemontese
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
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Klaram
2009-10-26 12:50:08 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by ADPUF
Se (la maggior parte de)i maestri fossero del comune e i
professori della provincia il problema non si porrebbe perché
sanno già più o meno.
in Piemonte basta guardare le insegne dei negozi che si spacciano per
"locali" per capire che nessuno conosce decentemente il piemontese
Perché si tratta di analfabeti, cioè persone che magari lo parlano
bene, ma non lo scrivono e non hanno mai frequentato un corso dove si
insegnasse grafia e grammatica. Al mio paese è analfabeta in piemontese
quasi la totalità dei parlanti.

Però è strano che chi è contrario all'insegnamento della lingua
regionale si lamenti perché la gente non sa scriverla! :-))


k
Maurizio Pistone
2009-10-26 18:29:10 UTC
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Post by Klaram
Perché si tratta di analfabeti, cioè persone che magari lo parlano
bene, ma non lo scrivono e non hanno mai frequentato un corso dove si
insegnasse grafia e grammatica. Al mio paese è analfabeta in piemontese
quasi la totalità dei parlanti.
sarebbe utile sicuramente un corso di lingua, o almeno di ortografia,
piemontese per i commercianti:

http://tinyurl.com/macheoror
Post by Klaram
Però è strano che chi è contrario all'insegnamento della lingua
regionale si lamenti perché la gente non sa scriverla! :-))
a chi ti riferisci? Non a me, di sicuro.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Imes
2009-10-26 20:55:37 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Klaram
Perché si tratta di analfabeti, cioè persone che magari lo parlano
bene, ma non lo scrivono e non hanno mai frequentato un corso dove si
insegnasse grafia e grammatica. Al mio paese è analfabeta in piemontese
quasi la totalità dei parlanti.
sarebbe utile sicuramente un corso di lingua, o almeno di ortografia,
...
Sento che uno studio per scrivere un dialetto, per capirne meglio la
grammatica e la sintassi, ha scarse prospettive di accogliere e
mantenere unite un gruppo di pesone, che forse non leggono
nemmeno il giornale sportivo.
A fare la parte del leone, sarebbero gli acculturati, che sognano la
loro prima lingua, quella delle emozioni, come sognano la
giovinezza; sono poeti e sanno scrivere belle poesie. Il loro
lavoro potrà servire a formare o ad arricchire una tradizione
scritta dialettale, ma di essa pochissimi sentono il bisogno.
Che possa tornare utile a qualche ricercatore domani può anche
essere.
Quindi, io vedrei come percorribile la strada di incontri-studio
orali. Non dimentico le insospettabili congratulazioni di alcuni
genitori o nonni, che erano diventati una fonte di ispirazione
per i miei alunni; si sentivano rivalutati.
Infine, una lingua o un dialetto non si può né far resuscitare
né ammazzare, per legge.
Ciao. Imes
Lem Novantotto
2009-10-26 22:16:21 UTC
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Post by Imes
A fare la parte del leone, sarebbero gli acculturati, che sognano la
loro prima lingua
Boh. Moltissimi acculturati non hanno mai veramente conosciuto un
dialetto. E sempre più saranno. Senza questa gran perdita, direi:
per definizione i dialetti non son fatti per esprimere pensieri
profondi o raffinate emozioni. Devono invece soddisfare le esigenze
comunicative di base, e diventano davvero precisi, quasi un gergo
tecnico, solo nel descrivere strumenti e attività lavorative tipici
della zona in cui son diffusi. Alcuni dialetti si sono evoluti. Pochi
han visto fiorire una produzione letteraria davvero degna di nota,
tipicamente quelli parlati nei maggiori agglomerati urbani: romanesco,
milanese, napoletano...

Intendiamoci: una qualsiasi materia può diventare importante, se ad essa
si è interessati. Io sostengo che nel caso dei dialetti l'importanza
sia appunto soggettiva, molto più che oggettiva. Tranne che per un
linguista, ça va sans dire.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
Klaram
2009-10-27 12:40:21 UTC
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Post by Lem Novantotto
Post by Imes
A fare la parte del leone, sarebbero gli acculturati, che sognano la
loro prima lingua
Boh. Moltissimi acculturati non hanno mai veramente conosciuto un
per definizione i dialetti non son fatti per esprimere pensieri
profondi o raffinate emozioni.
Scusa Lem, ognuno è libero di pensarla come crede, ma questa
affermazione e altre successive, dimostrano che non conosci quello di
cui stai parlando.

k
Lem Novantotto
2009-10-27 13:01:20 UTC
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Post by Klaram
Scusa Lem, ognuno è libero di pensarla come crede, ma questa
affermazione e altre successive, dimostrano che non conosci quello di
cui stai parlando.
Ma non scherziamo.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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Klaram
2009-10-27 12:37:12 UTC
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Post by Imes
Infine, una lingua o un dialetto non si può né far resuscitare
né ammazzare, per legge.
Le lingue regionali italiane sono state ammazzate, se non per legge,
da una campagna di demonizzazione di cui i maestri elementari sono stati
strumento probabilmente in buona fede, per ignoranza generale.

Quanto a resuscitarle, è difficilissimo, ma, se c'è amore, impegno e
cultura, a volte ci si riesce. E' il caso del cornico, quasi estinto dal
Millesettecento, e riportato in vita.

k
FatherMcKenzie
2009-10-25 19:09:29 UTC
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Post by Enrico C
Può anche darsi, ma coi processi alle intenzioni non si va lontano
Nello Stato pietoso chi corrompe i giudici evita i processi, figuriamoci
se si processano le intenzioni.
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Lem Novantotto
2009-10-25 23:16:36 UTC
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Post by Klaram
se qualcuno avanza
qualche proposta non si pensa ad altro che a recondite intenzioni
xenofobe o razziste.
Io però garantisco che non è affatto questo il motivo per cui io continuo
a pensare che introdurre i dialetti fra le materie scolastiche sia
una solenne idiozia. Francamente non ci avevo nemmeno pensato, a
un motivo come questo.

Mi pare semplicemente che chiunque conosca, anche minimamente,
la condizione *assolutamente* *disastrosa* in cui versa la scuola
italiana, non possa che concordare sulla necessità di dedicare
tempo e risorse alla soluzione di problemi didattici grossi
come montagne, veri problemi, prima anche solo di pensare a una -
pardon - fregnaccia come questa. Come non se ne facessero già
abbastanza, nella scuola di oggi, di fregnacce.

E non farmi pensare ai tiggì o alle soap in dialetto, coi sottotitoli
in italiano: altre belle pensatone del ministro bifolco... ehm...
dell'agricoltura, intendevo.

Ma le senti in TV le interviste fatte agli studenti davanti alle
scuole?
Ma lo sai che la maggioranza dei liceali non conosce il passato
remoto di /stare o di /potere? Com'è che noi le coniugazioni dei
verbi le conoscevamo *tutte*, e dico *tutte*, compresi *tutti* i
verbi irregolari, già in terza elementare?

E, in questa situazione, tu caldeggi l'introduzione dello studio
dei dialetti? Ma che si studi l'italiano, che ce n'è tanto bisogno.
E, assieme all'italiano, si studino la matematica, la geografia,
la storia, l'inglese e un fottìo di altre cose... che i dialetti
vengono proprio per ultimi.

Se si tratta di corsi seguiti nel tempo libero, quindi completamente
fuori dall'orario scolastico, beh... ciascuno impiega il suo tempo
libero come crede. Ma evitiamo di spender soldi pubblici per 'sta
roba, neh! Che proprio non navighiamo nell'oro, pare.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
ADPUF
2009-10-26 00:07:22 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
E, in questa situazione, tu caldeggi l'introduzione dello
studio dei dialetti? Ma che si studi l'italiano, che ce n'è
tanto bisogno. E, assieme all'italiano, si studino la
matematica, la geografia, la storia, l'inglese e un fottìo di
altre cose... che i dialetti vengono proprio per ultimi.
Che c'entra? È colpa del dialetto se non sanno l'italiano?

Quegli studenti avrebbero beneficiato proprio dal confronto fra
italiano e dialetto.
--
"Knowledge itself is power."
-- Francis Bacon (1561-1626)
Fiorelisa
2009-10-26 09:52:28 UTC
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Post by ADPUF
Post by Lem Novantotto
E, in questa situazione, tu caldeggi l'introduzione dello
studio dei dialetti? Ma che si studi l'italiano, che ce n'è
tanto bisogno. E, assieme all'italiano, si studino la
matematica, la geografia, la storia, l'inglese e un fottìo di
altre cose... che i dialetti vengono proprio per ultimi.
Che c'entra? È colpa del dialetto se non sanno l'italiano?
Quegli studenti avrebbero beneficiato proprio dal confronto fra
italiano e dialetto.
Nessuno lo mette in dubbio, ma credo che Lem abbia ragione. Pur restando
questi corsi *facoltativi*, se entrano in vigore, le spese saranno a
carico dello stato; ma sarebbe opportuno che i soldi destinati alla
pubblica istruzione fossero amministrati diversamente: già ce ne sono
pochi; quei pochi che ci sono, sarebbe meglio destinarli alle cose più
urgenti.
Credo sia questo che voleva dire Lem. E sono d'accordo con lui.
Lem Novantotto
2009-10-26 10:32:38 UTC
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Post by Fiorelisa
Credo sia questo che voleva dire Lem.
Mi hai compreso perfettamente. :)
--
Bye, Lem
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ADPUF
2009-10-26 23:07:42 UTC
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Post by Fiorelisa
Post by ADPUF
Post by Lem Novantotto
E, in questa situazione, tu caldeggi l'introduzione dello
studio dei dialetti? Ma che si studi l'italiano, che ce n'è
tanto bisogno. E, assieme all'italiano, si studino la
matematica, la geografia, la storia, l'inglese e un fottìo
di altre cose... che i dialetti vengono proprio per ultimi.
Che c'entra? È colpa del dialetto se non sanno l'italiano?
Quegli studenti avrebbero beneficiato proprio dal confronto
fra italiano e dialetto.
Nessuno lo mette in dubbio, ma credo che Lem abbia ragione.
Pur restando questi corsi *facoltativi*, se entrano in vigore,
le spese saranno a carico dello stato; ma sarebbe opportuno
che i soldi destinati alla pubblica istruzione fossero
amministrati diversamente: già ce ne sono pochi; quei pochi
che ci sono, sarebbe meglio destinarli alle cose più urgenti.
Credo sia questo che voleva dire Lem. E sono d'accordo con
lui.
Beh, stiamo proprio discutendo di cosa sia più urgente e
importante.

Io ho proposto il dialetto, voi fatemi un elenco alternativo di
materie facoltative più urgenti e importanti da finanziare.
--
In a Tokyo bar:
"Special cocktails for the ladies with nuts."
Lem Novantotto
2009-10-27 11:51:21 UTC
Permalink
Io ho proposto il dialetto, voi fatemi un elenco alternativo di materie
facoltative più urgenti e importanti da finanziare.
Sono contrario alle materie facoltative: che ci si concentri su poche
materie obbligatorie fondamentali, almeno fino a che il livello medio
di preparazione non raggiunga la decenza.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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Enrico C
2009-10-27 13:22:10 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Io ho proposto il dialetto, voi fatemi un elenco alternativo di
materie facoltative più urgenti e importanti da finanziare.
Di alternative che mi paiono più interessanti del dialetto ne avrei,
ma vale il de gustibus.
Io non ho mai imparato un dialetto, vuoi perché non si parlava nella
mia famiglia e nell'ambiente, vuoi perché ho vissuto in città e
regioni diverse. Un po' mi dispiace, ma sinceramente non ne sento la
gravissima mancanza. Sarà forse perché alcune zone d'Italia sono meno
orgogliose delle proprie tradizioni locali e del proprio dialetto, che
anzi vivono come retaggio di una certa arretratezza da superare? Forse
è questo. Credo, immagino, che la questione del dialetto interessi
soprattutto alcune regioni e non altre. Si sente parlare tanto di
autonomia scolastica: ciascun istituto decida quali materie inserire
nelle ore facoltative extra programma, sulla base delle richieste
degli alunni e delle loro famiglie. Non sarà uno scandalo studiare il
dialetto, ma neanche non studiarlo.
Fiorelisa
2009-10-27 14:20:05 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Beh, stiamo proprio discutendo di cosa sia più urgente e
importante.
Io ho proposto il dialetto, voi fatemi un elenco alternativo di
materie facoltative più urgenti e importanti da finanziare.
Come prima cosa, credo sarebbe opportuno spendere i soldi per le
emergenze: per me la cosa più urgente è assicurare la salute fisica
degli studenti, ovvero dare loro degli edifici scolastici stabili,
sicuri e a norma.
Poi verrebbe tutto il resto.
Per quanto riguarda i corsi facoltativi, metterei dei corsi di
informatica, lingue straniere supplementari, e poi mi piacerebbe molto
che ci fossero dei corsi in cui agli studenti si insegna qualcosa di
pratico, qualche lavoro manuale.
FatherMcKenzie
2009-10-27 16:08:15 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Come prima cosa, credo sarebbe opportuno spendere i soldi per le
emergenze: per me la cosa più urgente Ú assicurare la salute fisica
degli studenti, ovvero dare loro degli edifici scolastici stabili,
sicuri e a norma.
Quoto. Con aule di dimensioni adeguate (c'è un decreto ministero interno
ignorato da tutti
http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dmi26892.html )
Poi ci si riempie la bocca di nuove tecnologie al servizio della
didattica e non si riesce a usare un computer decente che si colleghi
all'internet.
Prima del dialetto mi sembra opportuno portare tutti i ragazzi a parlare
e scrivere decentemente in italiano. Forse un decennio non basterà.
Inoltre la conoscenza delle scienze della natura (fisica, chimica,
biologia, geologia) è a un livello impressionante (non nel verso
positivo) e quella delle belle arti e musica ignobile per un paese con
le tradizioni dell'Italia.
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
ADPUF
2009-10-27 22:31:02 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Post by ADPUF
Beh, stiamo proprio discutendo di cosa sia più urgente e
importante.
Io ho proposto il dialetto, voi fatemi un elenco alternativo
di materie facoltative più urgenti e importanti da
finanziare.
Come prima cosa, credo sarebbe opportuno spendere i soldi per
le emergenze: per me la cosa più urgente è assicurare la
salute fisica degli studenti, ovvero dare loro degli edifici
scolastici stabili, sicuri e a norma.
Spiegaglielo a quel faraoncino che vuole il Ponte sullo Stretto
a tutti i costi.
(E anche a quei capponcini del csx che, alle stesse condizioni,
vogliono l'ancor più costosa Torino-Lione, altrettanto utile)
Post by Fiorelisa
Poi verrebbe tutto il resto.
Per quanto riguarda i corsi facoltativi, metterei dei corsi di
informatica, lingue straniere supplementari, e poi mi
piacerebbe molto che ci fossero dei corsi in cui agli studenti
si insegna qualcosa di pratico, qualche lavoro manuale.
Orore!
Lavoro manuale, che schifo!
:-)

Io sono d'accordo, p.es. bisognerebbe insegnare a tutti (M e F)
l'uncinetto, e anche un po' di elettrotecnica.
--
"Una gallina è solo il modo usato da un uovo per produrre un
altro uovo."
-- Samuel Butler
Fiorelisa
2009-10-28 00:02:10 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Orore!
Lavoro manuale, che schifo!
:-)
Io sono d'accordo, p.es. bisognerebbe insegnare a tutti (M e F)
l'uncinetto, e anche un po' di elettrotecnica.
Passi, anzi, ben venga l'elettronica per le ragazze. Ma l'uncinetto ai
maschi... Per carità! :)
ADPUF
2009-10-28 22:38:00 UTC
Permalink
Post by Fiorelisa
Post by ADPUF
Orore!
Lavoro manuale, che schifo!
:-)
Io sono d'accordo, p.es. bisognerebbe insegnare a tutti (M e
F) l'uncinetto, e anche un po' di elettrotecnica.
Passi, anzi, ben venga l'elettronica per le ragazze. Ma
l'uncinetto ai maschi... Per carità! :)
Maschilista!

Ho letto che tanto tempo fa nelle carceri i detenuti lavoravano
a maglia.

Che c'è di male?
--
"The musicians that didn't know music could play the best blues.
I know that I don't want no musicians who know all about music
playin' for me."
-- Alberta Hunter
Giovanni Drogo
2009-10-29 08:33:48 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Ho letto che tanto tempo fa nelle carceri i detenuti lavoravano
a maglia.
Malaparte dice che il re di Svezia lavorava a maglia
--
----------------------------------------------------------------------
***@mi.iasf.cnr.it is a newsreading account used by more persons to
avoid unwanted spam. Any mail returning to this address will be rejected.
Users can disclose their e-mail address in the article if they wish so.
Lem Novantotto
2009-10-29 12:25:30 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Malaparte dice che il re di Svezia lavorava a maglia
Beh, io da bambinetto feci a maglia (conoscevo il punto dritto, e
pure il rovescio!) una sciarpetta per il mio panda di peluche.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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ADPUF
2009-10-29 23:29:55 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
Post by Giovanni Drogo
Malaparte dice che il re di Svezia lavorava a maglia
Beh, io da bambinetto feci a maglia (conoscevo il punto
dritto, e pure il rovescio!) una sciarpetta per il mio panda
di peluche.
"Impara l'arte, e mettila da parte."
(prov.)
--
"It [marriage] happens as with cages: the birds without despair
to get in, and those within despair of getting out."
-- Michel Eyquem de Montaigne
orpheus
2009-10-30 00:03:11 UTC
Permalink
Lem Novantotto
Post by Lem Novantotto
Beh, io da bambinetto feci a maglia (conoscevo il punto
dritto, e pure il rovescio!) una sciarpetta per il mio panda
di peluche.
"Impara l'arte, e mettila da parte."
(prov.)
Comunque ritornando IT verso l'oggetto del 3d,
ultimamente nel reparto "amarcord" della mia libreria
ho trovato dei bellissimi volumetti della "Emme edizioni";
erano correlati alla ecologia e scoperta del "territorio",
con figure e descrizioni di luoghi, lavori artigianali,
dialetti correlati... Mi sono quindi chiesto se non
potrebbe essere la maniera più appropriata per
presentare i vari dialetti, in maniera meno "pomposa"
e più radicata nella scoperta di come era vissuto
un certo "territorio" dai propri avi...
orpheus
2009-10-30 00:56:32 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
Post by Giovanni Drogo
Malaparte dice che il re di Svezia lavorava a maglia
Beh, io da bambinetto feci a maglia (conoscevo il punto dritto, e
pure il rovescio!) una sciarpetta per il mio panda di peluche.
:-)
Riprendendo una rinomata teoria esposta da Roman Jakobson
negli anni Cinquanta, dirò che parlare è come lavorare a maglia.
Per fare la maglia occorrono almeno due ferri.
Quando si parla, dice Jakobson, si opera su due assi fondamentali:
su uno si selezionano le unità linguistiche, sull'altro le si combina tra
loro.
http://tecalibri.altervista.org/M/MURARO-L_maglia.htm

ADPUF
2009-10-29 23:30:10 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Post by ADPUF
Ho letto che tanto tempo fa nelle carceri i detenuti
lavoravano a maglia.
Malaparte dice che il re di Svezia lavorava a maglia
C'era un film d'azione con Roger Moore (uno degli 007) nel ruolo
di uno scozzese (con tanto di kilt) capo dei commandos, che
durante un viaggio in treno passava il tempo ricamando, se non
ricordo male.

Rufus Excalibur Ffolkes

http://www.imdb.com/title/tt0081809/
--
"I don't like country music, but I don't mean to denigrate those
who do. And for the people who like country music, 'denigrate'
means 'put down'."
-- Bob Newhart
Lem Novantotto
2009-10-26 10:29:48 UTC
Permalink
Quegli studenti avrebbero beneficiato proprio dal confronto fra italiano
e dialetto.
Cioè avrebbero imparato l'italiano meglio, studiandolo insieme al dialetto?
Questo non è vero a prescindere: non è affatto vero che necessariamente
s'impari meglio un idioma, quando se ne studiano contemporaneamente anche
altri.

Ciò detto:
- e se il dialetto non avesse quasi alcuna connessione coll'italiano? Pensa
alla Sardegna, per esempio;
- e se il dialetto studiato a scuola non fosse affatto il dialetto parlato
dal bambino in famiglia?
- e se il bambino non conoscesse affatto alcun dialetto, magari già parlasse
un buon italiano, e avesse altri e più importanti interessi?
- E SE IL BAMBINO FOSSE STRANIERO?
--
Bye, Lem
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ADPUF
2009-10-26 23:07:31 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
Post by ADPUF
Quegli studenti avrebbero beneficiato proprio dal confronto
fra italiano e dialetto.
Cioè avrebbero imparato l'italiano meglio, studiandolo insieme
al dialetto? Questo non è vero a prescindere: non è affatto
vero che necessariamente s'impari meglio un idioma, quando se
ne studiano contemporaneamente anche altri.
La tua affermazione vale quanto la mia.
Post by Lem Novantotto
- e se il dialetto non avesse quasi alcuna connessione
coll'italiano? Pensa alla Sardegna, per esempio;
Mi basta il friulano, grazie.

So che gli sloveni di Trieste parlano il loro dialetto
carsolino, lo sloveno standard, l'italiano e il triestino.
Post by Lem Novantotto
- e se il dialetto studiato a scuola non fosse affatto il
dialetto parlato dal bambino in famiglia?
- E SE IL BAMBINO FOSSE STRANIERO?
Già adesso ci sono molti stranieri e forestieri, come ce n'erano
sempre stati.
Non nego i problemi, si affrontino.
Post by Lem Novantotto
- e se il bambino non conoscesse affatto alcun dialetto,
magari già parlasse un buon italiano, e avesse altri e più
importanti interessi?
Ah, adesso bisogna seguire gli interessi dei bambini per
stabilire cosa insegnare.

Pleistescion, nintendo, icsbocs, a scelta.

Ma tu avrai pensato agli interessi dei genitori; e quanto
all'importanza, chi la valuta? Il figlio di un bottegaio dovrà
studiare tecnica commerciale alle elementari?
--
"Nol cjate un clap te Tôr."
Lem Novantotto
2009-10-27 11:51:25 UTC
Permalink
Post by ADPUF
La tua affermazione vale quanto la mia.
No. I giudizi di valore sono condivisi oppure no, ma i giudizi di fatto
sono veri o falsi. E il tuo, nella fattispecie, è falso.
Post by ADPUF
Post by Lem Novantotto
- e se il dialetto non avesse quasi alcuna connessione coll'italiano?
Pensa alla Sardegna, per esempio;
Mi basta il friulano, grazie.
??????
Post by ADPUF
So che gli sloveni di Trieste parlano il loro dialetto carsolino, lo
sloveno standard, l'italiano e il triestino.
Stupefacente! ;)
E, quelli che lo fanno, lo fanno senza avere studiato tutta 'sta roba
a scuola.
Post by ADPUF
Già adesso ci sono molti stranieri e forestieri, come ce n'erano sempre
stati.
Non nego i problemi, si affrontino.
Affrontarli va bene. Prima, però, cerchiamo di evitare di crearcene di
nuovi quando non ce ne viene nulla in cambio.
Post by ADPUF
Post by Lem Novantotto
- e se il bambino non conoscesse affatto alcun dialetto, magari già
parlasse un buon italiano, e avesse altri e più importanti interessi?
Ah, adesso bisogna seguire gli interessi dei bambini per stabilire cosa
insegnare.
Quale parte di "più importanti" non era chiara?
L'importanza degli interessi di un bambino non è lasciata alla valutazione
del bambino, ovviamente.
Post by ADPUF
Pleistescion, nintendo, icsbocs, a scelta.
Ma tu avrai pensato agli interessi dei genitori;
Se ho scritto interessi del bambino, ho inteso interessi del bambino.
Qualora ce ne siano di importanti, ripeto ancora.
Post by ADPUF
e quanto
all'importanza, chi la valuta?
Chi è preposto alla sua educazione ed istruzione. Famiglia e scuola.
Post by ADPUF
Il figlio di un bottegaio dovrà studiare
tecnica commerciale alle elementari?
Che è 'sta roba? Follia pura?

Indipendentemente da chi siano i suoi genitori, alle elementari IMHO dovrà
studiare solo le discipline fondamentali (italiano, matematica e geometria,
storia, geografia, scienze, educazione civica). Alle quali si potranno ben
aggiungere, come già si fa, un po' d'inglese e un po' di musica.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
tabhall
2009-10-28 22:48:07 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
- e se il dialetto non avesse quasi alcuna connessione coll'italiano?
Nemmeno l'inglese ha alcuna connessione con l'italiano, se è per questo.
Io non ho sentito una parola di italiano fino all'età di 6 anni, ma non
ho mai avuto difficoltà con l'italiano. Come non hanno alcuna
difficoltà, nella scuola primaria, i bambini stranieri, che ci mettono
sì e no un paio di mesi, partendo dal nulla, ad imparare l'italiano. E
che sono sempre, nella mia esperienza, curiosi e molto interessati anche
al dialetto, lo prendono come un gioco. Man mano che si va su con l'età
le cose diventano più difficili, è vero, però non è la difficoltà a
creare dubbi sull'opportunità di inserire l'insegnamento del dialetto
tra le materie scolastiche. I veri problemi sono altri.
Uno è la scarsa preparazione (in generale, beninteso) degli insegnanti,
che quasi sempre il dialetto lo parlano ma non lo sanno scrivere e di
conseguenza insegnare. Nella mia regione l'insegnamento del dialetto è
già obbligatorio, ma su come viene insegnato stendiamo un velo pietoso,
le maestre si arrabattano come possono tra qualche filastrocca e qualche
canzoncina, rigorosamente solo orale, con pochissime eccezioni. Già
questo dovrebbe far molto riflettere, va da sè che le cose o si fanno
bene o è meglio non farle.
Un altro problema è la concreta prospettiva di insegnare una lingua
morente, ormai non solo scarsamente parlata sul territorio, ma anche
parlata male, con forti contaminazioni con l'italiano, una specie di
ital-dialetto dove convivono parole "vecchie"dialettali e parole "nuove"
italiane, se non addirittura inglesi. Personalmente, se leggo nella mia
lingua madre, il friulano, ho difficoltà a capire, per via di molte
parole che non conosco: o parole "alte" che non avevo mai sentito nel
lessico familiare che si sa, è limitato, o parole riferite a
situazioni/persone/oggetti moderni che una volta non c'erano e che
qualche accademico s'è inventato, ma che nessuno conosce, perché
nell'accademia sono rimaste confinate. Così preferisco leggere in
italiano, inglese o tedesco, lì almeno capisco tutto, mentre
paradossalmente non capisco bene la mia lingua madre.

Tabhall
Lem Novantotto
2009-10-28 23:20:04 UTC
Permalink
Post by tabhall
Nemmeno l'inglese ha alcuna connessione con l'italiano, se è per questo.
No, in realtà non "è per questo". :)

Lo *specifico* contesto è il commento della convinzione di ADPUF che
"gli studenti imparerebbero _meglio_ l'italiano grazie al positivo
confronto fra italiano e dialetto".


Per tornare sul tuo terreno, ricordo che esistono valanghe di
lingue che non hanno alcuna connessione coll'italiano, e che, a
differenza dell'inglese, nessuno penserebbe mai d'insegnare alle
elementari. Questione d'opportunità, naturalmente, come si diceva. :)
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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ADPUF
2009-10-28 23:38:06 UTC
Permalink
Così preferisco leggere in italiano, inglese o tedesco, lì
almeno capisco tutto, mentre paradossalmente non capisco bene
la mia lingua madre.
Jo compagn, parcè che no sin usâs.

C'è anche un NG in friulano, ma è sempre vuoto...
--
"Nol cjate un clap te Tôr."
Klaram
2009-10-26 16:18:50 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
Mi pare semplicemente che chiunque conosca, anche minimamente,
la condizione *assolutamente* *disastrosa* in cui versa la scuola
italiana, non possa che concordare sulla necessità di dedicare
tempo e risorse alla soluzione di problemi didattici grossi
come montagne, veri problemi, prima anche solo di pensare a una -
pardon - fregnaccia come questa. Come non se ne facessero già
abbastanza, nella scuola di oggi, di fregnacce.
Ma le senti in TV le interviste fatte agli studenti davanti alle
scuole?
Ma lo sai che la maggioranza dei liceali non conosce il passato
remoto di /stare o di /potere? Com'è che noi le coniugazioni dei
verbi le conoscevamo *tutte*, e dico *tutte*, compresi *tutti* i
verbi irregolari, già in terza elementare?
Conosco la situazione disartrosa della scuola in generale, e mi rendo
conto che è difficile chiedere di salvare le lingue regionali in un
paese dove non c'è alcun rispetto (non da ora, ma da decenni) nemmeno
per la lingua nazionale.
Post by Lem Novantotto
Se si tratta di corsi seguiti nel tempo libero, quindi completamente
fuori dall'orario scolastico, beh... ciascuno impiega il suo tempo
libero come crede. Ma evitiamo di spender soldi pubblici per 'sta
roba, neh! Che proprio non navighiamo nell'oro, pare.
Se tu fossi a conoscenza dei corsi più strani e inverosimili (se
riesco a ritrovare l'articolo te lo mando), che si tengono nelle scuole
a spese del contribuente, inorridiresti.
Comunque, per fortuna non tutte le realtà sono uguali, e noi
continueremo con i nostri corsi facoltativi, che sono abbastanza seguiti
tanto che il problema è diventato quello di trovare, non gli alunni, ma
insegnanti adeguati. Questo non pregiudica l'insegnamento delle altre
matrerie, anzi! dove ci sono buoni insegnanti e alunni motivati ci sono
anche buoni risultati, credimi.

k
Lem Novantotto
2009-10-26 17:11:32 UTC
Permalink
Se tu fossi a conoscenza dei corsi più strani e inverosimili (se riesco
a ritrovare l'articolo te lo mando), che si tengono nelle scuole
Eh, temo sia anche per questo che "reagisco male" di fronte a simili
proposte.
Per la serie: "stay with the basics: A, B and C. Don't rewrite the book".

Scusa. :)
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
Lem Novantotto
2009-10-25 11:41:09 UTC
Permalink
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
È una solenne idiozia. Punto.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
____________________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU: http://boinc.berkeley.edu/index.php
Roger
2009-10-25 18:15:50 UTC
Permalink
Post by Lem Novantotto
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
È una solenne idiozia. Punto.
E dirò di più: è una solenne idiozia. :-)

Roger
FatherMcKenzie
2009-10-25 19:08:02 UTC
Permalink
� una solenne idiozia.
E dirò di più: Ú
che dialetto state parlando?
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Roger
2009-10-25 20:04:50 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
� una solenne idiozia.
E dirò di più: Ú
che dialetto state parlando?
Cambia quel ca@@o di mewsreader se non riesci a configurarlo correttamente
:-)

Roger
Roger
2009-10-25 20:06:19 UTC
Permalink
[...]
correttamente :-)
Scommetto che leggi mewsreader invece di newsreader :-)

Roger
Epimeteo
2009-10-26 07:34:58 UTC
Permalink
Post by Roger
correttamente :-)
Scommetto che leggi mewsreader invece di newsreader :-)
In effetti "mew" in inglese è la lingua dei gatti
http://dictionary.reference.com/browse/mew

anche se i gatti più mondani parlano "meow"
http://dictionary.reference.com/browse/meow

Probabilmente il Reverendo ha un gatto molto colto, appassionato di
informatica, che cammina sul computer e che è interessato a questo filone:
non è strano che, per comunicare con i povericlisti, usi un "mewsreader".
Verosimilmente è lo stesso gatto che è solito camminare sulla tastiera del
pianoforte del Reverendo, componendo interessanti "toccate e fughe":


Ciao.
Epimeteo
---
"... ed il tuo nome sarà
il nome di ogni città,
di un gattino annaffiato
che miagolerà..."

(cit. du du da da da)
Imes
2009-10-25 20:41:12 UTC
Permalink
On Sun, 25 Oct 2009 20:08:02 +0100, FatherMcKenzie
Post by FatherMcKenzie
Ã? una solenne idiozia.
E dirò di più: Ú
che dialetto state parlando?
E dirò di più: è una solenne idiozia. :-)
Roger
E tu padre con quale codifica stai ricevendo?
Ciao. Imes
FatherMcKenzie
2009-10-26 00:18:13 UTC
Permalink
Post by Imes
E tu padre con quale codifica stai ricevendo?
Ciao. Imes
bo', tutte le provai
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Imes
2009-10-25 21:01:22 UTC
Permalink
On Sun, 25 Oct 2009 20:08:02 +0100, FatherMcKenzie
Post by FatherMcKenzie
Ã? una solenne idiozia.
E dirò di più: Ú
che dialetto state parlando?
Chiarisco meglio il mio intervento precedente, per quanto posso:

Dati (tasto H) di Roger
NNTP-Posting-Host: 163.191.megaweb.enerbit.it
Mime-Version: 1.0
Content-Type: text/plain;
format=flowed;
charset="UTF-8";
reply-type=original

Dati (visualizzati con tasto H sul mio Agent 5.0) di Father
Content-Transfer-Encoding: 8bit
NNTP-Posting-Host: 95.234.36.89
Mime-Version: 1.0
Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
Content-Transfer-Encoding: 8bit

Sembra che entrambi utilizziate l'UTF-8, ma ciò non è
esaustivo, nel senso che la risposta può non essere così
semplice.
Roger usa _charset="UTF-8";_ e Father _charset="UTF-8";_
e altre diverse impostazioni.
Ci vorrebbe Cingar, che mi rispose malamente, per un mio
intervento scherzoso sulle sue competenze, all'inizio dell'anno,
ma il mio apprezzamento era totalmente sincero.
Ciao. Imes
Enrico C
2009-10-25 14:39:15 UTC
Permalink
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed
espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si
insegnasse?
Potresti porti la stessa domanda per qualsiasi disciplina o materia.

Lo studio della storia nazionale è un momento di consapevolezza del
proprio passato oppure l'esaltazione dell'identità nazionale e di
certe ideologie?

L'ora di religione deve essere solo catechismo cattolico oppure può
essere un momento di conoscenza e riflessione sul fenomeno religioso
nelle sue varie sfaccettature?

Lo studio dell'educazione civica è un indottrinamento o un momento di
maturazione dei cittadini in erba?

Lo studio della chimica suggerisce nozioni su come fabbricare bombe
oppure...

Eccetera eccetera.

La risposta in tutti i casi è: dipende da come lo fai.
Neva
2009-10-25 15:00:23 UTC
Permalink
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed
espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si
insegnasse?
Potresti porti la stessa domanda per qualsiasi disciplina o materia.

Lo studio della storia nazionale è un momento di consapevolezza del
proprio passato oppure l'esaltazione dell'identità nazionale e di
certe ideologie?

L'ora di religione deve essere solo catechismo cattolico oppure può
essere un momento di conoscenza e riflessione sul fenomeno religioso
nelle sue varie sfaccettature?

Lo studio dell'educazione civica è un indottrinamento o un momento di
maturazione dei cittadini in erba?

Lo studio della chimica suggerisce nozioni su come fabbricare bombe
oppure...

Eccetera eccetera.

La risposta in tutti i casi è: dipende da come lo fai.

Neva scrive:

E' verissimo, ma mentre queste discipline sono già nei programmi scolastici
e la domanda è sul come vengono o andrebbero insegnate, il dialetto proprio
è escluso o, se vuoi, addirittura bandito dai programmi anche delle scuole
elementari e materne, figuriamoci da quelle superiori e il solo parlarne
sembra un' idiozia che non merita risposte.
Io sono invece del parere che una riflessione seria sarebbe il caso di
farcela, ma con la tendenza che c' è in giro a banalizzare e a stroncare o
ad applaudire senza alcun approfondimento qualsiasi argomento, sarà dura.

Un saluto.

Neva
Enrico C
2009-10-25 16:45:20 UTC
Permalink
Post by Enrico C
La risposta in tutti i casi è: dipende da come lo fai.
E' verissimo,
Ok.
Post by Enrico C
ma mentre queste discipline sono già nei programmi scolastici
e la domanda è sul come vengono o andrebbero insegnate, il
dialetto proprio è escluso o, se vuoi, addirittura bandito dai
programmi
Mica vero. Gli autori che hanno usato il dialetto sono già presenti
nelle antologie della letteratura italiana.
Semmai, che io sappia, non c'è un'attenzione particolare verso il
*proprio* dialetto, quello della propria zona. Si leggono il Trilussa,
il Porta, Di Giacomo, Pavese, 'A livella di Totò... sia che ci si
trovi a Reggio Calabria sia che ci si trovi a Frosinone o a Belluno,
correggetemi se sbaglio.
Alcuni propongono di dare un'attenzione maggiore e particolare al
dialetto o ai dialetti della propria zona, e in generale allo studio
delle proprie tradizioni locali. Se questo significa, per esempio,
scoprire che c'è "cultura" anche in certe espressioni e tradizioni
popolari, o prestare più retta ai racconti dei tempi del nonno o alle
vecchie ricette della nonna, o capire "come eravamo" e "perché siamo"
in un modo o nell'altro come comunità, questo potrebbe anche essere
un bene. Se invece diventa sciovinismo identitario, tifoseria da
strapaese o una tagliola per frenare la mobilità degli insegnanti
(della serie: mogli e professori dei paesi tuoi), allora non mi pare
un granché.
Se tutto ciò sarà un arricchimento o una distorsione, priorità o
velleità, non so dirtelo con certezza, ma credo che molto dipenda,
come dicevo, da *come* si faranno le cose.
Poi sarebbe da vedere se queste nuove attività siano da introdurre
nelle ore curricolari o come extra, e al posto di cos'altro, visto che
il giorno sempre 24 ore ha. :)
Post by Enrico C
Io sono invece del parere che una riflessione seria sarebbe il caso > di farcela, ma con la tendenza che c' è in giro a banalizzare e a
stroncare o ad applaudire senza alcun approfondimento qualsiasi > argomento, sarà dura.
Senza dubbio, come del resto su ogni cosa in Italia. Certo il modo in
cui è partita la proposta da parte della Lega non ha favorito un
confronto serio, ma è anche vero che alcuni altri -vedi le grossolane
ironie alla Magris già segnalate su questo gruppo un mesetto fa- hanno
colto la palla al balzo per buttarla in cagnara.
magica
2009-10-26 14:17:47 UTC
Permalink
Post by Neva
Che ne pensate dei dialetti a scuola?
Potrebbe essere, linguisticamente, una marcia creativa ed espressiva in più
o solo una bandierina identificativa per la scuola in cui si insegnasse?
Se la scuola funzionasse OK. Ma con questa scuola in rovina (grazie
anche alla ministra in carica) da cui escono giovani ultimi in Europa
per istruzione, che non insegna decentemente non solo una lingua
straniera, ma ormai neppure l'italiano, mettersi a insegnare (anche)
il dialetto è un suicidio.

Ciao.

Gian Carlo
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