Discussione:
giocare i giuocare?
(troppo vecchio per rispondere)
f***@gmail.com
2018-08-14 17:11:28 UTC
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Secondo me è giusto dire gioco
Wolfgang
2018-08-15 10:53:17 UTC
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Post by f***@gmail.com
Secondo me è giusto dire gioco
Indubbiamente, ma in teoria anche giuoco va bene, che è però oggi
considerata una forma antiquata.

Cerco di spiegarmi:

Una volta, quando la regola del dittongo mobile era ancora in
vigore, si avevano «uo» e «ie» solo sotto l'accento, mentre nelle
sillabe atone questi dittonghi diventavano semplici «o» e
rispettivamente «e».

Prendiamo come esempio la coniugazione tradizionale di giocare al
presente indicativo:

giuoco giochiamo
giuochi giocate
giuoca giuocano

Merita forse menzione che questo cambio della vocale radicale non
era limitato alla coniugazione. Ci erano soggette anche le parole
derivate, ad esempio i superlativi: nuovo - novissimo, buono -
bonissimo ecc.

Sono oggi in pochi i casi in cui è ancora viva la regola del
dittongo mobili, soprattutto in forme cristallizzate come Siena -
senese.

Ciao,
Wolfgang
Roger
2018-08-15 17:36:12 UTC
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Post by f***@gmail.com
Secondo me è giusto dire gioco
Indubbiamente, ma in teoria anche giuoco va bene, che è però oggi considerata
una forma antiquata.
Una volta, quando la regola del dittongo mobile era ancora in vigore,
In molti casi la regola è ancora vigente.

Sei casi con uo:

- Cuore, scoramento, accorato, coraggio
- Uomo, omicida, ometto, ominide
- Uovo, ovale
- Cuocere, cottura
- Suonare, sonoro
- Ruota, roteare

Sei casi con ie:

- Tenere, tiene
- Sedere, siede
- Venire, viene
- Lieto, allietare, letizia
- Piede, pedestre
- Dieci, decina

Ma ce ne sono molti altri.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Mad Prof
2018-08-15 22:20:05 UTC
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Post by Roger
In molti casi la regola è ancora vigente.
- Suonare
- allietare
Questi due qui sopra non valgono. Se valesse quella regola dovrebbero
essere sonàre e alletàre.
--
Sanity is not statistical
JaWo
2018-08-16 08:37:11 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Roger
In molti casi la regola è ancora vigente.
- Suonare
- allietare
Questi due qui sopra non valgono. Se valesse quella regola dovrebbero
essere sonàre e alletàre.
Solo sotto accento in posizione libera.
Ma perché non c'è la dittongazione in bęne o nǫve (< novem)?
Dialettismo?

Wolf
Valerio Vanni
2018-08-16 12:45:45 UTC
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Post by JaWo
Post by Mad Prof
Questi due qui sopra non valgono. Se valesse quella regola dovrebbero
essere sonàre e alletàre.
Solo sotto accento in posizione libera.
In origine la dittongazione è avvenuta sotto accento in sillaba
aperta, ma successivamente in alcuni casi è stata applicata anche ai
derivati.
Probabilmente il processo fonologico era già concluso, e qualcuno ha
cercato di regolarizzare le cose.

La posizione non è liberissima, nelle sdrucciole il fenomeno è stato
meno forte.
Post by JaWo
Ma perché non c'è la dittongazione in b?ne o n?ve (< novem)?
Dialettismo?
Mi viene più da pensare a latinismo.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
JaWo
2018-08-17 12:35:08 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by JaWo
Post by Mad Prof
Questi due qui sopra non valgono. Se valesse quella regola dovrebbero
essere sonàre e alletàre.
Solo sotto accento in posizione libera.
In origine la dittongazione è avvenuta sotto accento in sillaba
aperta,
La gran differenza allo spagnolo dove esiste anche in sill. coperta:
osso – hueso, merda – mierda, sette – siete, posso – puedo etc.
Post by Valerio Vanni
ma successivamente in alcuni casi è stata applicata anche ai
derivati.
Senza dubbio.
Post by Valerio Vanni
Probabilmente il processo fonologico era già concluso, e qualcuno ha
cercato di regolarizzare le cose.
chissà chi ... :-)
Post by Valerio Vanni
Post by JaWo
Ma perché non c'è la dittongazione in bene o nove (< novem)?
Dialettismo?
Mi viene più da pensare a latinismo.
Dovremmo adesso verificare come si scriveva questo prima degli umanisti.
Wolfgang
2018-08-16 15:53:18 UTC
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Post by JaWo
[...]
Solo sotto accento in posizione libera.
Ma perché non c'è la dittongazione in bęne o nǫve (< novem)?
Dialettismo?
Secondo Wilhelm Meyer-Lübke (¹) la «e» semplice di «bene» e dovuta a
espressioni tipo «ben fatto», in cui «ben» è proclitico e perciò
atono, il che avrebbe impedito la dittongazione. Questo uso di «ben»
si sarebbe poi generalizzato. (²)

Per quanto riguarda il numerale «nove» il Meyer-Lübke scrive: «Un
problema insoluto è nove ≠ novem, che non possiam credere d'origine
letteraria, perchè [sic] l'uso ne è troppo frequente e popolare.
Tanto è vero che i più dei dial. ci dànno la risoluzione popolare,
p.e. il sen.: nuove in Mattasala Spinello e in altri testi senesi (³)»

Fin qui il Meyer-Lübke. Altrove, ma non ricordo più dove, ho trovato
la spiegazione (o forse meglio speculazione) che la «o» di «nove» si
sarebbe conservata per tenere il numerale distinto dall'aggettivo
«nuovo» al femminino plurale. Chissà...

Ciao,
Wolfgang

(¹) Meyer-Luebke: Grammatica storica della lingua italiana e dei
dialetti toscani, Torino 1985 (Loescher)

(²) Ibidem nel § 31 a pag. 35

(³) Ibidem nel § 33 a pag. 39
JaWo
2018-08-17 12:42:06 UTC
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Post by Wolfgang
Post by JaWo
[...]
Solo sotto accento in posizione libera.
Ma perché non c'è la dittongazione in bęne o nǫve (< novem)?
Dialettismo?
Secondo Wilhelm Meyer-Lübke (¹) la «e» semplice di «bene» e dovuta a
espressioni tipo «ben fatto», in cui «ben» è proclitico e perciò atono,
il che avrebbe impedito la dittongazione. Questo uso di «ben» si sarebbe
poi generalizzato. (²)
Una spiegazione non improbabile.
Post by Wolfgang
Per quanto riguarda il numerale «nove» il Meyer-Lübke scrive: «Un
problema insoluto è nove ≠ novem, che non possiam credere d'origine
letteraria, perchè [sic] l'uso ne è troppo frequente e popolare. Tanto è
nuove in Mattasala Spinello e in altri testi senesi (³)»
Fin qui il Meyer-Lübke. Altrove, ma non ricordo più dove, ho trovato la
spiegazione (o forse meglio speculazione) che la «o» di «nove» si
sarebbe conservata per tenere il numerale distinto dall'aggettivo
«nuovo» al femminino plurale. Chissà...
Ciao,
Wolfgang
Questo mi pare meno verosimile. Ma - come scrivi - chissà … :-)

Bisognerebbe ricercare ciò che scrive Rohlfs su questo punto.
Purtroppo, ancora non l'ho trovato digitalizzato. Preferisci
Meyer-Lübke o Rohlfs o Lausberg (il più recente e di cui poseggo
alcuni volumetti, sit venia verbi (Goeschen)) ?

Ciao, Wo.
JaWo
2018-08-17 12:50:25 UTC
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alcuni volumetti, sit venia verbi?
dativo, non genitivo: sit venia verbo.
Mad Prof
2018-08-17 12:51:38 UTC
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Post by Wolfgang
Per quanto riguarda il numerale «nove» il Meyer-Lübke scrive: «Un
problema insoluto è nove ≠ novem, che non possiam credere d'origine
letteraria, perchè [sic] l'uso ne è troppo frequente e popolare.
Tanto è vero che i più dei dial. ci dànno la risoluzione popolare,
p.e. il sen.: nuove in Mattasala Spinello e in altri testi senesi (³)»
Dialetti toscani, perché nel dialetto di Roma la dittongazione non esiste
per quanto mi risulta:

Sono (suono), coco (cuoco), novo (nuovo), bono (buono), etc.
--
Sanity is not statistical
Patrizio
2018-08-17 19:44:48 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Wolfgang
Per quanto riguarda il numerale «nove» il Meyer-Lübke scrive: «Un
problema insoluto è nove ≠ novem, che non possiam credere d'origine
letteraria, perchè [sic] l'uso ne è troppo frequente e popolare.
Tanto è vero che i più dei dial. ci dànno la risoluzione popolare,
p.e. il sen.: nuove in Mattasala Spinello e in altri testi senesi (³)»
Dialetti toscani, perché nel dialetto di Roma la dittongazione non esiste
Sono (suono), coco (cuoco), novo (nuovo), bono (buono), etc.
Anche da me, Marche semi-meridionali (MC-FM) è (quasi) lo stesso:
sOno (io, v.), sOnu (m.), cocu, nOo (n.), nou (m.), vOno (n.),
vOna (f.), vonu (m.), sOra (suora), sOle (sole), sOla (suola).
La u della desinenza maschile tende spesso a far chiudere una O precedente.
Ah, gioco/giuoco si dice jOco (io, v.) o jocu (n.).

ciao
Patrizio
JaWo
2018-08-18 09:32:15 UTC
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Post by Patrizio
Post by Mad Prof
Post by Wolfgang
Per quanto riguarda il numerale «nove» il Meyer-Lübke scrive: «Un
problema insoluto è nove ≠ novem, che non possiam credere d'origine
letteraria, perchè [sic] l'uso ne è troppo frequente e popolare.
Tanto è vero che i più dei dial. ci dànno la risoluzione popolare,
p.e. il sen.: nuove in Mattasala Spinello e in altri testi senesi (³)»
Dialetti toscani, perché nel dialetto di Roma la dittongazione non esiste
Sono (suono), coco (cuoco), novo (nuovo), bono (buono), etc.
Cioè, vedo confermata la mia congettura d'altrieri.
Post by Patrizio
sOno (io, v.), sOnu (m.), cocu, nOo (n.), nou (m.), vOno (n.),
vOna (f.), vonu (m.), sOra (suora), sOle (sole), sOla (suola).
La u della desinenza maschile tende spesso a far chiudere una O precedente.
Ah, gioco/giuoco si dice jOco (io, v.) o jocu (n.).
Lo stesso fenomeno esiste anche nel portoghese:

https://ciberduvidas.iscte-iul.pt/consultorio/perguntas/a-pronuncia-do-o-e-do-e/3866
Roger
2018-08-18 11:52:16 UTC
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Post by JaWo
[...]
Cioè, vedo confermata la mia congettura d'altrieri.
"D'altrieri" non esiste o comunque non si dice.
Si dice "dell'altro ieri" o "di ieri l'altro".

Se tu non conoscessi così bene l'italiano, non ti avrei corretto.
Ma, visto che errori (o improprietà) ne fai pochissimi, credo che
anche tu desideri essere corretto. :-)
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
JaWo
2018-08-18 12:53:55 UTC
Permalink
Post by Roger
Post by JaWo
[...]
Cioè, vedo confermata la mia congettura d'altrieri.
"D'altrieri" non esiste o comunque non si dice.
Si dice "dell'altro ieri" o "di ieri l'altro".
Grazie, Roger.
Post by Roger
Se tu non conoscessi così bene l'italiano, non ti avrei corretto.
Ma, visto che errori (o improprietà) ne fai pochissimi, credo che
anche tu desideri essere corretto. :-)
Senz'altro. Solo tramite queste correzioni riesco a migliorare i
miei modesti conoscimenti di questa bella lingua.
"Correggetemi, se sbaglio", prego.

Ciao, Wo.
Father McKenzie
2018-08-18 13:18:53 UTC
Permalink
Post by JaWo
Senz'altro. Solo tramite queste correzioni riesco a migliorare i
miei modesti conoscimenti di questa bella lingua.
"Correggetemi, se sbaglio", prego.
Uhm. Uhm. Di gran lunga preferibile dire "le mie modeste conoscenze". "I
conoscimenti" esiste come forma arcaica, ma a parte qualche scrittore
d'antan, non fa parte dell'italiano attuale,
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
JaWo
2018-08-18 17:14:27 UTC
Permalink
Post by Father McKenzie
Post by JaWo
Senz'altro. Solo tramite queste correzioni riesco a migliorare i
miei modesti conoscimenti di questa bella lingua.
"Correggetemi, se sbaglio", prego.
Uhm. Uhm. Di gran lunga preferibile dire "le mie modeste conoscenze". "I
conoscimenti" esiste come forma arcaica, ma a parte qualche scrittore
d'antan, non fa parte dell'italiano attuale,
Grazie, Father.

Un mio problemo è che qui non conosco nessun italiano con cui
potrei praticare la lingua - parlando spesso. Soltanto leggere
non è sufficente.
E poi - il tempo ...
Father McKenzie
2018-08-18 18:37:04 UTC
Permalink
Post by JaWo
Grazie, Father.
Figurati, quando si può aiutare...
Post by JaWo
Un mio problemo è che qui non conosco nessun italiano con cui
potrei praticare la lingua - parlando spesso. Soltanto leggere
non è sufficente.
Capisco il problema. Eppure, di italiani in Germania ce ne sono tanti, o
dovrebbero essercene ancora.
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Voce dalla Germania
2018-08-19 08:24:09 UTC
Permalink
Post by Father McKenzie
Post by JaWo
Grazie, Father.
Figurati, quando si può aiutare...
Post by JaWo
Un mio problemo è che qui non conosco nessun italiano con cui
potrei praticare la lingua - parlando spesso. Soltanto
leggere
non è sufficente.
Capisco il problema. Eppure, di italiani in Germania ce ne
sono tanti, o dovrebbero essercene ancora.
Anzi, sono in forte aumento, almeno nella mia città. Però,
se non ricordo male, abito a oltre 300 km e non so se ci
sono dei circoli di italiani dalle sue parti e se in quei
circoli non vogliono stare fra di loro.

Inoltre non so se dalle sue parti ci sono iniziative tipo
<https://en.wikipedia.org/wiki/Tandem_language_learning> e
se si troverebbe bene, dato che probabilmente avrebbe a che
fare con italiani appena arrivati e quindi almeno 30 anni
più giovani.
JaWo
2018-08-19 14:42:31 UTC
Permalink
Post by Voce dalla Germania
Post by Father McKenzie
Post by JaWo
Grazie, Father.
Capisco il problema. Eppure, di italiani in Germania ce ne
sono tanti, o dovrebbero essercene ancora.
Anzi, sono in forte aumento, almeno nella mia città. Però,
se non ricordo male, abito a oltre 300 km e non so se ci
sono dei circoli di italiani dalle sue parti e se in quei
circoli non vogliono stare fra di loro.
Inoltre non so se dalle sue parti ci sono iniziative tipo
<https://en.wikipedia.org/wiki/Tandem_language_learning> e
se si troverebbe bene, dato che probabilmente avrebbe a che
fare con italiani appena arrivati e quindi almeno 30 anni
più giovani.
A Voce: Soltanto 30 anni? Se fossi in te avrei detto 300.

Ai linguisti-iclisti: se questa metafonesi di cui parlavamo sopra esiste
nel portoghese, ma anche nel rumeno, in alcuni dialetti suditalici e nel
logudorese etc.etc., ma non esiste nel toscano, è lecito suporre che
esisteva già nel latino (popolare) e che il toscano rappresenta anche
qui un'innovazione?
1)Si può ritrovare questo fenomeno nel latino classico in qualche modo?
2)Ci sono tracce forse rimaste in qualche iscrizione (Pompeii)?

Ciao, Wo.
Voce dalla Germania
2018-08-19 19:05:01 UTC
Permalink
Post by JaWo
Post by Voce dalla Germania
Post by Father McKenzie
Post by JaWo
Grazie, Father.
Capisco il problema. Eppure, di italiani in Germania ce ne
sono tanti, o dovrebbero essercene ancora.
Anzi, sono in forte aumento, almeno nella mia città. Però,
se non ricordo male, abito a oltre 300 km e non so se ci
sono dei circoli di italiani dalle sue parti e se in quei
circoli non vogliono stare fra di loro.
Inoltre non so se dalle sue parti ci sono iniziative tipo
<https://en.wikipedia.org/wiki/Tandem_language_learning> e
se si troverebbe bene, dato che probabilmente avrebbe a che
fare con italiani appena arrivati e quindi almeno 30 anni
più giovani.
A Voce: Soltanto 30 anni? Se fossi in te avrei detto 300.
Dai, non ti facevo così vecchio! Per caso hai incontrato
Goethe o Napoleone? ;-)
Post by JaWo
Ai linguisti-iclisti: se questa metafonesi di cui parlavamo
sopra esiste
nel portoghese, ma anche nel rumeno, in alcuni dialetti
suditalici e nel
logudorese etc.etc., ma non esiste nel toscano, è lecito
suporre che
esisteva già nel latino (popolare) e che il toscano
rappresenta anche
qui un'innovazione?
Risposta alle domande successive: non lo so.
Dato di fatto: non si può parlare di UN latino popolare.
Sicuramente si parlavano diversi dialetti in ciascuna
provincia dell'Impero romano, in base al grado di
romanizzazione, ai vari substrati e probabilmente anche ad
altri fattori che a prima vista mi sfuggono. Non posso
immaginare che l'apostolo Paolo (Civis romanus sum) parlasse
latino in modo indistinguibile da un legionario africano di
stanza a Colonia.
Detto questo, presumo che questa metafonesi si sia
sviluppata in alcune varianti e in altre no. Perché? Ci
vorrebbe un'analisi approfondita della situazione
linguistica nel primo millennio d.C., praticamente
impossibile perché non abbiamo nessuna audioregistrazione e
pochissimi documenti scritti.
Post by JaWo
1)Si può ritrovare questo fenomeno nel latino classico in
qualche modo?
2)Ci sono tracce forse rimaste in qualche iscrizione (Pompeii)?
Ciao, Wo.
Giovanni Drogo
2018-08-20 08:51:25 UTC
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Non posso immaginare che l'apostolo Paolo (Civis romanus sum) parlasse
latino in modo indistinguibile da un legionario africano di stanza a
Colonia.
A l'e' lü ? Ja !

Questa mi pare la raccontasse il vescovo Maggiolini di Como dei due
legionari di guardia al Sepolcro.
JaWo
2018-08-20 12:30:45 UTC
Permalink
Post by Voce dalla Germania
Post by JaWo
Post by Voce dalla Germania
Inoltre non so se dalle sue parti ci sono iniziative tipo
<https://en.wikipedia.org/wiki/Tandem_language_learning> e
se si troverebbe bene, dato che probabilmente avrebbe a che
fare con italiani appena arrivati e quindi almeno 30 anni
più giovani.
A Voce: Soltanto 30 anni? Se fossi in te avrei detto 300.
Dai, non ti facevo così vecchio! Per caso hai incontrato
Goethe o Napoleone? ;-)
Difficilmente possibile: trecento anni fa non erano ancora
né nati né concepiti né probabilmente progettati.
Con piacere avrei incontrato A. Zeno o il giovane Goldoni. :-)
Giovanni Drogo
2018-08-20 08:49:28 UTC
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Post by JaWo
Ai linguisti-iclisti: se questa metafonesi di cui parlavamo sopra esiste
nel portoghese, ma anche nel rumeno, ...
Sarebbe quel curioso fenomeno per cui in rumeno (per quello che vedo da
scritte e annunci che ogni tanto compaiono) abbondano gruppi come -oa- ?
Non solo in toponimi (cfr. Timisoara) ma anche in parole "normali" (cfr.
"persoane" per "persone")
JaWo
2018-08-20 12:32:34 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Post by JaWo
Ai linguisti-iclisti: se questa metafonesi di cui parlavamo sopra esiste
nel portoghese, ma anche nel rumeno, ...
Sarebbe quel curioso fenomeno per cui in rumeno (per quello che vedo da
scritte e annunci che ogni tanto compaiono) abbondano gruppi come -oa- ?
Non solo in toponimi (cfr. Timisoara) ma anche in parole "normali" (cfr.
"persoane" per "persone")
Sì, esattamente. Ad es. lat. popolare: grossu, grossa >

dial. sudital.: gròssu/gruossu - gróssa
portoghese: gròsso - gróssa
rumeno: gros - groasă.
Wolfgang
2018-08-22 15:46:37 UTC
Permalink
Post by JaWo
[...]
Ai linguisti-iclisti: se questa metafonesi di cui parlavamo
sopra esiste nel portoghese, ma anche nel rumeno, in alcuni
dialetti suditalici e nel logudorese etc.etc., ma non esiste
nel toscano, è lecito supporre che esisteva già nel latino
(popolare) e che il toscano rappresenta anche qui un'innovazione?
1) Si può ritrovare questo fenomeno nel latino classico in qualche modo?
Credo che si possa. Sia premesso che la «o» del latino «novu(m)» è
breve, per cui la «o» del portoghese «novo» dev'essere aperta. Come
mai si ha la «o» chiusa nel maschile al singolare?

Paragoniamo il «novu(m)» latino col «novo» portoghese:

latino portoghese
(accusativo)

m.sg. novu(m) novo (o chiusa)
m.pl. novos novos (o aperta)
f.sg. nova(m) nova (o aperta)
f.pl. novas novas (o aperta)

Si ha la «o» chiusa soltanto nel maschile al singolare, l'unica
forma in cui la desinenza latina contenga una «u», mentre in tutte
le altre forme la vocale della desinenza latina è diversa la «u».
Ovviamente la «u» è l'unica vocale che abbia la forza di chiudere la
«o» della sillaba precedente.
Post by JaWo
2) Ci sono tracce forse rimaste in qualche iscrizione (Pompeii)?
Nessun'idea.

Ciao,
Wolfgang
JaWo
2018-08-23 06:59:57 UTC
Permalink
Post by Wolfgang
Post by JaWo
[...]
Ai linguisti-iclisti: se questa metafonesi di cui parlavamo
sopra esiste nel portoghese, ma anche nel rumeno, in alcuni
dialetti suditalici e nel logudorese etc.etc., ma non esiste
nel toscano, è lecito supporre che esisteva già nel latino
(popolare) e che il toscano rappresenta anche qui un'innovazione?
1) Si può ritrovare questo fenomeno nel latino classico in qualche modo?
Credo che si possa. Sia premesso che la «o» del latino «novu(m)» è
breve, per cui la «o» del  portoghese «novo» dev'essere aperta. Come mai
si ha la «o» chiusa nel maschile al singolare?
...
Si ha la «o» chiusa soltanto nel maschile al singolare, l'unica forma in
cui la desinenza latina contenga una «u», mentre in tutte le altre forme
la vocale della desinenza latina è diversa la «u». Ovviamente la «u» è
l'unica vocale che abbia la forza di chiudere la «o» della sillaba
precedente.
Ciao,
Wolfgang
Lausberg chiama questa metafonesi 'Fernharmonisierung o Metaphonie'
constatando che la «u» e la «i» chiudono la «o» e la «e» precedenti
in alcune lingue o dialetti.
Dato che questo fenomeno esiste anche in regioni marginali (port., rum.
etc.)
ho espresso (pur non conoscendo fonti o altre prove) la congettura che
avesse già esistito nel latino popolare.

Ciao, Wo.
Roger
2018-08-23 07:58:49 UTC
Permalink
[...]
la congettura che avesse [*] già esistito nel latino popolare.
Ach, nein!: fosse! :-)
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Klaram
2018-08-24 14:03:21 UTC
Permalink
Post by Patrizio
Post by Mad Prof
Post by Wolfgang
Per quanto riguarda il numerale «nove» il Meyer-Lübke scrive: «Un
problema insoluto è nove ≠ novem, che non possiam credere d'origine
letteraria, perchè [sic] l'uso ne è troppo frequente e popolare.
Tanto è vero che i più dei dial. ci dànno la risoluzione popolare,
p.e. il sen.: nuove in Mattasala Spinello e in altri testi senesi (³)»
Dialetti toscani, perché nel dialetto di Roma la dittongazione non esiste
Sono (suono), coco (cuoco), novo (nuovo), bono (buono), etc.
sOno (io, v.), sOnu (m.), cocu, nOo (n.), nou (m.), vOno (n.),
vOna (f.), vonu (m.), sOra (suora), sOle (sole), sOla (suola).
La u della desinenza maschile tende spesso a far chiudere una O precedente.
Ah, gioco/giuoco si dice jOco (io, v.) o jocu (n.).
Anche nei dialetti gallo-italici troviamo altre vocali, magari
turbate, ma non il dittongo uo.

k

v***@gmail.com
2018-08-18 12:09:31 UTC
Permalink
Post by Mad Prof
Dialetti toscani, perché nel dialetto di Roma la dittongazione non esiste
Neanche nella Toscana moderna.
Wolfgang
2018-08-16 16:12:37 UTC
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Post by Roger
Post by Wolfgang
Post by f***@gmail.com
Secondo me è giusto dire gioco
Indubbiamente, ma in teoria anche giuoco va bene, che è però oggi
considerata una forma antiquata.
Una volta, quando la regola del dittongo mobile era ancora in vigore,
In molti casi la regola è ancora vigente.
- Cuore, scoramento, accorato, coraggio
- Uomo, omicida, ometto, ominide
- Uovo, ovale
- Cuocere, cottura
- Suonare, sonoro
- Ruota, roteare
- Tenere, tiene
- Sedere, siede
- Venire, viene
- Lieto, allietare, letizia
- Piede, pedestre
- Dieci, decina
Ma ce ne sono molti altri.
Ma si tratta sempre di parole cristallizzate, non di voci
liberamente formate come le forme della coniugazione regolare, i
superlativi in -issimo e gli avverbi in -mente. In queste ultime
forme la regola del dittongo mobile non viene più rispettata.

Ne fanno però eccezione alcune forme di verbi irregolari, ad esempio
di morire, potere, tenere, venire e volere, ma solo in apparenza
giacché sono parole cristallizzate anche le forme dei verbi irregolari.

Ciao,
Wolfgang
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