Discussione:
tigri, vacche e castagne
(troppo vecchio per rispondere)
Davide Pioggia
2015-11-22 18:59:19 UTC
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Dovrei trovare qualche esempio per far vedere che la quantità di
termini che usiamo per categorizzare gli oggetti di un certo ambito
dipende da ragioni storiche, economiche e culturali.

Ad esempio noi diciamo "tigre" riferendoci a qualunque individuo di
quella specie, senza distinguere i maschi dalle femmine, gli adulti dai
cuccioli eccetera, perché la tigre non appartiene al nostro ambito.
Invece distinguiamo "bue", "toro", "vacca", "vitello", "vitella",
"manzo", "vitellone" eccetera, perché questa specie animale ha sempre
avuto un ruolo fondamentale nella nostra economia.

Qualcuno mi ha detto che in montagna distinguono più varietà di
castagne di quante se ne distinguano comunemente. Io mi fermo a
"castagna" e "marrone". Qualcuno conosce una suddivisione più
dettagliata (eventualmente anche in dialetto)?

Più in generale, conoscete delle realtà locali in cui gli oggetti di un
certo ambito vengono distinti più dettagliatamente di quanto si faccia
di norma?

(Escluderei la terminologia professionale, perché è ovvio che un cuoco
va ben oltre "pentola", "tegame" e "padella". Mi interessa infatti il
collegamento con gli aspetti storici e culturali).

Grazie!
--
Ciao.
D.
Roger
2015-11-22 19:45:24 UTC
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Dovrei trovare qualche esempio per far vedere che la quantità di termini che
usiamo per categorizzare gli oggetti di un certo ambito dipende da ragioni
storiche, economiche e culturali.
Ad esempio noi diciamo "tigre" riferendoci a qualunque individuo di quella
specie, senza distinguere i maschi dalle femmine, gli adulti dai cuccioli
eccetera, perché la tigre non appartiene al nostro ambito.
Be', anche il leone non appartiene al nostro ambito.

Sul resto del messaggio non saprei che rispondere
--
Ciao,
Roger

--
Essere superstiziosi è da stupidi, non esserlo porta male
Klaram
2015-11-22 19:58:55 UTC
Permalink
Dovrei trovare qualche esempio per far vedere che la quantità di termini che
usiamo per categorizzare gli oggetti di un certo ambito dipende da ragioni
storiche, economiche e culturali.
Ad esempio noi diciamo "tigre" riferendoci a qualunque individuo di quella
specie, senza distinguere i maschi dalle femmine, gli adulti dai cuccioli
eccetera, perché la tigre non appartiene al nostro ambito. Invece
distinguiamo "bue", "toro", "vacca", "vitello", "vitella", "manzo",
"vitellone" eccetera, perché questa specie animale ha sempre avuto un ruolo
fondamentale nella nostra economia.
Poparin (p/u/parin) vitellino piccolo;
bocin (b/u/cin) vitello;
manz; (la z finale indica una esse sonora)
bò/beu, bue;
beu grass, bue grasso (bue pregiatissimo, allevato per cinque anni
senza lavorare, con un'alimentazione particolare. La carne è tenera
come quella del vitello ma molto più gustosa);
tòr, toro;
vaca;
turgia o giora (t/ü/rgi o gi/u/ra) vacca vecchia ormai sterile usata
per fare salami.

Io conosco questi nomi, ma potrebbero essercene altri.
Qualcuno mi ha detto che in montagna distinguono più varietà di castagne di
quante se ne distinguano comunemente. Io mi fermo a "castagna" e "marrone".
Qualcuno conosce una suddivisione più dettagliata (eventualmente anche in
dialetto)?
Certamente. Purtroppo non conosco le varietà di castagne, ma mi è
capitato di sentir parlare i locali e ne nominano parecchie, come
gabbiana, garessina e molte altre. Ci sono anche i modi di cucinarle:
rustje (r/ü/stje) e mondaj (m/u/ndai)*, caldarroste;
fruve fr/ü/ve, bollite e non pelate;
plaje, bollite e pelate;
bianche, essiccate e pelate.

L'essicatoio si chiama "scàu", è una piccola casetta di pietra,
costituita da una sola stanza con il soffitto di assi di legno su cui
si mettevano le castagne. Sotto, sul pavimento, si accendeva il fuoco
per essiccarle. In alcuni paesi sono sotto tutela e conservati.

https://goo.gl/Rc9GHn

k
Klaram
2015-11-22 20:18:16 UTC
Permalink
Qualcuno mi ha detto che in montagna distinguono più varietà di castagne di
quante se ne distinguano comunemente. Io mi fermo a "castagna" e "marrone".
Qualcuno conosce una suddivisione più dettagliata (eventualmente anche in
dialetto)?
Certamente. Purtroppo non conosco le varietà di castagne, ma mi è capitato
di sentir parlare i locali e ne nominano parecchie, come gabbiana, garessina
e molte altre.
Ho trovato questo elenco di varietà sul sito che ho postato:

(Castanea sativa) delle seguenti varietà: Ciapastra, Tempuriva,
Bracalla, Contessa, Pugnante, Sarvai d'Oca, Sarvai di Gurg,
Sarvaschina, Siria, Rubiera, Marrubia, Gentile, Verdesa, Castagna della
Madonna, Frattona, Gabiana, Rossastra, Crou, Garrone Rosso, Garrone
Nero, Marrone di Chiusa Pesio, Spina Lunga.

Sono varietà presenti nella provincia di Cuneo, e non sono nemmeno
tutte, perché manca la Garessina (quella più diffusa nella mia valle).

Inoltre, ho scritto gabbiana con due b (ipercorrettismo?), invece vedo
che la scrivono è sempia anche in italiano.

k
Davide Pioggia
2015-11-23 02:15:36 UTC
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(Castanea sativa) delle seguenti varietà: Ciapastra, Tempuriva, Bracalla,
Contessa, Pugnante, Sarvai d'Oca, Sarvai di Gurg, Sarvaschina, Siria,
Rubiera, Marrubia, Gentile, Verdesa, Castagna della Madonna, Frattona,
Gabiana, Rossastra, Crou, Garrone Rosso, Garrone Nero, Marrone di Chiusa
Pesio, Spina Lunga.
Sono varietà presenti nella provincia di Cuneo
Molto bene, grazie!
e non sono nemmeno tutte,
perché manca la Garessina (quella più diffusa nella mia valle).
Beh, la garessina è quella di Garessio:
http://www.comune.garessio.cn.it/ComAppuntamentiDettaglio.asp?Id=49893
Inoltre, ho scritto gabbiana con due b (ipercorrettismo?), invece vedo che
la scrivono è sempia anche in italiano.
Qui dice che la gabbiana (con due b) è la principale varietà di
garessina:
http://www.vallinrete.org/attachments/article/106/La_Castagna_Garessina.pdf

Quindi può essere che nella tua valle ci sia una garessina che non è la
gabbiana? O forse anche la vostra è la gabbiana?
--
Ciao.
D.
Klaram
2015-11-23 10:28:27 UTC
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Post by Davide Pioggia
(Castanea sativa) delle seguenti varietà: Ciapastra, Tempuriva, Bracalla,
Contessa, Pugnante, Sarvai d'Oca, Sarvai di Gurg, Sarvaschina, Siria,
Rubiera, Marrubia, Gentile, Verdesa, Castagna della Madonna, Frattona,
Gabiana, Rossastra, Crou, Garrone Rosso, Garrone Nero, Marrone di Chiusa
Pesio, Spina Lunga.
Sono varietà presenti nella provincia di Cuneo
Molto bene, grazie!
e non sono nemmeno tutte, perché manca la Garessina (quella più diffusa
nella mia valle).
http://www.comune.garessio.cn.it/ComAppuntamentiDettaglio.asp?Id=49893
Inoltre, ho scritto gabbiana con due b (ipercorrettismo?), invece vedo che
la scrivono è sempia anche in italiano.
http://www.vallinrete.org/attachments/article/106/La_Castagna_Garessina.pdf
Credo che Gabiana e Gabbiana siano i nomi in piemontese e in italiano,
e ci sia chi la chiama Gabiana anche in italiano, analogamente a la
Barbera e il Barbera.
Post by Davide Pioggia
Quindi può essere che nella tua valle ci sia una garessina che non è la
gabbiana? O forse anche la vostra è la gabbiana?
Sì, mi hanno confermato che "Garessina" è un nome commerciale che
indica la zona di produzione di diverse varietà coltivate nella valle,
con netta prevalenza di Gabbiana, come dice pure questo sito:

"Così sul territorio dell’Alta Valle Tanaro,
ha trovato diffusione la castagna
conosciuta per la sua dolcezza,
delicatezza e da tempo commercializzata
come garessina.
Con questo nome vengono comprese
diverse varietà (tra cui spicca la
Gabbiana) così approssimativamente
suddivise:
Gabbiana 85%
Frattona 5%
Ciapastra 3%
Spina Lunga 2%
Altre minori 5% (stàvisò, russoira, rian de
buire, ecc…)

http://goo.gl/Wn7wKx

A detta di molti la Gabbiana è una delle migiori:

http://goo.gl/31W4mj

k
Fathermckenzie
2015-11-23 07:03:59 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
Più in generale, conoscete delle realtà locali in cui gli oggetti di un
certo ambito vengono distinti più dettagliatamente di quanto si faccia
di norma?
non saprei dirle tutte, ma un lucano mi ha detto che nei loro dialetti
le parole per "pietra" sono circa 20. Io mi fermo a roccia, sasso,
ciottolo, masso, mazzacane :-)
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Klaram
2015-11-23 10:39:22 UTC
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Post by Davide Pioggia
Più in generale, conoscete delle realtà locali in cui gli oggetti di un
certo ambito vengono distinti più dettagliatamente di quanto si faccia
di norma?
non saprei dirle tutte, ma un lucano mi ha detto che nei loro dialetti le
parole per "pietra" sono circa 20. Io mi fermo a roccia, sasso, ciottolo,
masso, mazzacane :-)
Andiamo oltre :))

Pietra arenaria, -petramòla, sf.
Pietra calcarea dura, -petravia, sf.
Pietra calcarea gialla, -cárpuru, sm.
Pietra calcarea spugnosa, -tufu, sm.
Pietra di confine, -finèta, sf.
Pietra grossa, -chiancóni, sm.; pèntima, sf.; mazzacani, sm.
Pietra pestatoria piccola, -pisarèdda, sf.
Pietra pestatoria, -pisara, sf.
Pietra pomice, -petrapòmici, sf.
Pietra, -pètra, sf.

k
Davide Pioggia
2015-11-23 10:50:16 UTC
Permalink
Post by Klaram
Andiamo oltre :))
Pietra arenaria, -petramòla, sf.
Pietra calcarea dura, -petravia, sf.
Pietra calcarea gialla, -cárpuru, sm.
Pietra calcarea spugnosa, -tufu, sm.
Pietra di confine, -finèta, sf.
Pietra grossa, -chiancóni, sm.; pèntima, sf.; mazzacani, sm.
Pietra pestatoria piccola, -pisarèdda, sf.
Pietra pestatoria, -pisara, sf.
Pietra pomice, -petrapòmici, sf.
Pietra, -pètra, sf.
Queste dove le hai prese???

È proprio il tipo di categorizzazione che stavo cercando!
--
Ciao.
D.
Klaram
2015-11-23 11:37:12 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
Post by Klaram
Andiamo oltre :))
Pietra arenaria, -petramòla, sf.
Pietra calcarea dura, -petravia, sf.
Pietra calcarea gialla, -cárpuru, sm.
Pietra calcarea spugnosa, -tufu, sm.
Pietra di confine, -finèta, sf.
Pietra grossa, -chiancóni, sm.; pèntima, sf.; mazzacani, sm.
Pietra pestatoria piccola, -pisarèdda, sf.
Pietra pestatoria, -pisara, sf.
Pietra pomice, -petrapòmici, sf.
Pietra, -pètra, sf.
Queste dove le hai prese???
È proprio il tipo di categorizzazione che stavo cercando!
In rete, su un dizionarietto del dialetto di Grottaglie.
E' più pugliese che lucano, ma molte di queste parole si trovano anche
in zone vicine. Ad esempio "mazzacane" è pugliese, lucano e campano.

http://wp.me/p1ej5f-im

k
Fathermckenzie
2015-11-23 16:06:17 UTC
Permalink
Post by Klaram
Andiamo oltre :))
Chi? carpuru e mazzacani non sembrano piemontesi.
In lucano ricordo solo ventarola, pietra appiattita di piccole dimensioni
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Fathermckenzie
2015-11-23 16:27:43 UTC
Permalink
Post by Fathermckenzie
In lucano ricordo solo ventarola, pietra appiattita di piccole dimensioni
e aggiungo vriccio e vreccillo (ghiaia, di dimensioni più o meno grosse)
e preta (generico)
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Klaram
2015-11-23 17:40:14 UTC
Permalink
Post by Fathermckenzie
Post by Klaram
Andiamo oltre :))
In lucano ricordo solo ventarola, pietra appiattita di piccole dimensioni
E "kiangol", pietra grossa (sarà il chianconi pugliese), "matafon",
pietra grossissima, "pisk", sasso; dial. di Potenza.

(però, che strana grafia con quelle k)

k
abc
2015-11-23 07:16:40 UTC
Permalink
Dovrei trovare qualche esempio per far vedere che la quantità di termini
che usiamo per categorizzare gli oggetti di un certo ambito dipende da
ragioni storiche, economiche e culturali.
Ad esempio noi diciamo "tigre" riferendoci a qualunque individuo di
quella specie, senza distinguere i maschi dalle femmine, gli adulti dai
cuccioli eccetera, perché la tigre non appartiene al nostro ambito.
Invece distinguiamo "bue", "toro", "vacca", "vitello", "vitella",
"manzo", "vitellone" eccetera, perché questa specie animale ha sempre
avuto un ruolo fondamentale nella nostra economia.
Più in generale, nel regno animale utilizziamo il nome della specie (ad
esempio, per il leone, la tigre, il leopardo e il giaguaro non usiamo il
genere al quale appartengono, ovvero "panthera" - con l'eccezione della
"pantera nera", mutazione genetica del leopardo e del giaguaro)
, mentre nel regno vegetale preferiamo nominarli con il loro "genere"
tassonomico (tasso, piselli, tiglio ecc.), forse perché sono meno
distinguibili tra loro all'interno dello stesso genere.


---
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https://www.avast.com/antivirus
edevils
2015-11-23 10:28:28 UTC
Permalink
Post by abc
Dovrei trovare qualche esempio per far vedere che la quantità di termini
che usiamo per categorizzare gli oggetti di un certo ambito dipende da
ragioni storiche, economiche e culturali.
Ad esempio noi diciamo "tigre" riferendoci a qualunque individuo di
quella specie, senza distinguere i maschi dalle femmine, gli adulti dai
cuccioli eccetera, perché la tigre non appartiene al nostro ambito.
Invece distinguiamo "bue", "toro", "vacca", "vitello", "vitella",
"manzo", "vitellone" eccetera, perché questa specie animale ha sempre
avuto un ruolo fondamentale nella nostra economia.
Più in generale, nel regno animale utilizziamo il nome della specie (ad
esempio, per il leone, la tigre, il leopardo e il giaguaro non usiamo il
genere al quale appartengono, ovvero "panthera" - con l'eccezione della
"pantera nera", mutazione genetica del leopardo e del giaguaro)
, mentre nel regno vegetale preferiamo nominarli con il loro "genere"
tassonomico (tasso, piselli, tiglio ecc.), forse perché sono meno
distinguibili tra loro all'interno dello stesso genere.
Giusta osservazione! Per esempio diciamo "gelsomino" e "geranio" facendo
in realtà riferimento ai rispettivi generi (Jasminum e Pelargonium), che
comprendono diverse specie, anche contando solo quelle più conosciute e
comunemente coltivate.
In qualche caso però, se la pianta ci interessa particolarmente, usiamo
il nome della specie: l'ulivo è l'Olea europaea, non altre specie del
genere Olea. Anzi distinguiamo il nome del singolo cultivar (leccino,
frantoio, moraiolo, canino, eccetera eccetera, più o meno conosciuti
localmente secondo la distribuzione geografica, ogni zona conosce i nomi
per i propri olivi) e indichiamo a parte le varietà selvatiche, poco
utili alla produzione, col nome spregiativo di "olivastro".
Valerio Vanni
2015-11-24 12:50:21 UTC
Permalink
On Sun, 22 Nov 2015 19:59:19 +0100, Davide Pioggia
Post by Davide Pioggia
Qualcuno mi ha detto che in montagna distinguono più varietà di
castagne di quante se ne distinguano comunemente. Io mi fermo a
"castagna" e "marrone". Qualcuno conosce una suddivisione più
dettagliata (eventualmente anche in dialetto)?
Per quelli da cogliere, mi fermo anch'io lì. "Marroni" per quelli
domestici, "castagne" per quelli selvatici.

C'è qualcosa in più per quelli preparati:
-ballotte (dial "balòt"), marroni lessi
-bruciati (dial "brusé"), versione popolare di "caldarroste"
-dial "spasmé" (non l'ho sentita in italiano), come le caldarroste ma
i marroni, sempre con la buccia, sono cotti su una piastra anziché
sulla fiamma
-pelati (dial "plé"), bruciati che poi vengono sbucciati e lessati
fino a formare una zuppa
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Klaram
2015-11-24 13:38:49 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
On Sun, 22 Nov 2015 19:59:19 +0100, Davide Pioggia
Post by Davide Pioggia
Qualcuno mi ha detto che in montagna distinguono più varietà di
castagne di quante se ne distinguano comunemente. Io mi fermo a
"castagna" e "marrone". Qualcuno conosce una suddivisione più
dettagliata (eventualmente anche in dialetto)?
Per quelli da cogliere, mi fermo anch'io lì. "Marroni" per quelli
domestici, "castagne" per quelli selvatici.
Non c'è nessuna differenza di coltivazione tra Marroni e altre varietà
di castagne, però nei testi antichi si legge spesso "allevati" riferito
ai boschi di castagni.
Penso che abbiano scelto questo termine perché non sono "coltivati"
come il grano o i fagioli, e nemmeno "selvatici", come boschi e foreste
in cui non c'è nessun intervento dell'uomo.

I boschi incolti, vengono chiamati "ciazra" (cia/dz/ra) nella zona
sudoccidentale del Piemonte e in Liguria; "vauda" in alte zone;
"baraggia" nel vercellese-biellese, pianeggiante.
Sapete come li chiamano in altre regioni?

k
Valerio Vanni
2015-11-24 19:57:32 UTC
Permalink
Post by Klaram
Post by Valerio Vanni
Per quelli da cogliere, mi fermo anch'io lì. "Marroni" per quelli
domestici, "castagne" per quelli selvatici.
Non c'è nessuna differenza di coltivazione tra Marroni e altre varietà
di castagne
Qui c'è, per definizione. Solo gli alberi che producono i marroni
vengono curati, quelli che producono le castagne vengono lasciati al
loro destino. Se ne fa legna da ardere, o legno da costruzione.
Post by Klaram
però nei testi antichi si legge spesso "allevati" riferito
ai boschi di castagni.
Penso che abbiano scelto questo termine perché non sono "coltivati"
come il grano o i fagioli, e nemmeno "selvatici", come boschi e foreste
in cui non c'è nessun intervento dell'uomo.
Il termine "allevati" mi suona parecchio strano, riferito a qualcosa
di vegetale.
Non subiscono la lavorazione del grano e dei fagioli, però (come altri
alberi da frutto) vengono innestati, potati, viene tenuto pulito
intorno...
Post by Klaram
I boschi incolti, vengono chiamati "ciazra" (cia/dz/ra) nella zona
sudoccidentale del Piemonte e in Liguria; "vauda" in alte zone;
"baraggia" nel vercellese-biellese, pianeggiante.
Sapete come li chiamano in altre regioni?
Qui "macchia".
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
ADPUF
2015-11-29 17:54:02 UTC
Permalink
Post by Klaram
I boschi incolti, vengono chiamati "ciazra" (cia/dz/ra) nella
zona sudoccidentale del Piemonte e in Liguria; "vauda" in
alte zone; "baraggia" nel vercellese-biellese, pianeggiante.
Sapete come li chiamano in altre regioni?
Qui un baràc (c dolce) o baracêt è uno sterpeto
Ne deriva il cognome Baracetti e il toponimo Barazzetto.

Boschi incolti... boh, di solito prendono il nome dalla specie
prevalente col suffisso - êt o -âr.

Ah un caso è Bosco bando cioè dove è bandito il taglio.
(Mettevano il cartello con scritto "Bando" ?)

Era Venezia che stabiliva pene gravissime (galera o peggio) per
i trasgressori (il che significa che era comune...)
--
AIOE ³¿³
Klaram
2015-12-01 13:52:19 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Post by Klaram
I boschi incolti, vengono chiamati "ciazra" (cia/dz/ra) nella
zona sudoccidentale del Piemonte e in Liguria; "vauda" in
alte zone; "baraggia" nel vercellese-biellese, pianeggiante.
Sapete come li chiamano in altre regioni?
Qui un baràc (c dolce) o baracêt è uno sterpeto
Ne deriva il cognome Baracetti e il toponimo Barazzetto.
Sembrano tutti parenti di baraggia, che secondo alcuni deriverebbe dal
prelat. "barra", terreno argilloso.
Post by ADPUF
Ah un caso è Bosco bando cioè dove è bandito il taglio.
(Mettevano il cartello con scritto "Bando" ?)
Era Venezia che stabiliva pene gravissime (galera o peggio) per
i trasgressori (il che significa che era comune...)
Noi abbiamo diversi toponimi, Bandito/ta.

k

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