Discussione:
Osaka
(troppo vecchio per rispondere)
LoneStar
2007-09-02 13:55:54 UTC
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Ciao,

sì lo so che scrivo sempre per questioni di accenti :)
Ho quasi 40 anni, e non è che capiti tutti i giorni di parlare di città
giapponesi, ma in questi anni, tutte le volte che se n'è parlato, ad esempio
durante gli studi, si è sempre detto osàka.
Adesso si scopre che la pronuncia giusta è òsaka.
Mi chiedo: ma perchè certi termini per intere decadi sono stati pronunciati con
una certa accentazione, e poi d'improvviso si scopre che l'accentazione giusta
era un'altra?
Possibile che in 50 anni nessuno si era mai preoccupato di fare presente che si
dice in un altro modo? (presumibilmente per esser stato là ed averlo sentito
pronunciare dai locali)

Ciao,
Luigi
Cingar
2007-09-02 16:49:31 UTC
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Post by LoneStar
Ciao,
sì lo so che scrivo sempre per questioni di accenti :)
Ho quasi 40 anni, e non è che capiti tutti i giorni di parlare di città
giapponesi, ma in questi anni, tutte le volte che se n'è parlato, ad esempio
durante gli studi, si è sempre detto osàka.
Adesso si scopre che la pronuncia giusta è òsaka.
Mi chiedo: ma perchè certi termini per intere decadi sono stati pronunciati con
una certa accentazione, e poi d'improvviso si scopre che l'accentazione giusta
era un'altra?
Possibile che in 50 anni nessuno si era mai preoccupato di fare presente che si
dice in un altro modo? (presumibilmente per esser stato là ed averlo sentito
pronunciare dai locali)
A quanto ne so, in giapponese, come in francese, l'accento intensivo
non esiste. In lingua originale Osaka si dice "óu-ssà-cà", con tutte e
tre le sillabe pronunciate più o meno con la stessa forza.

Quindi, non esiste nessuna accentazione giusta: "òsaca", "osàca" e
persino "osacà" sono tutte approssimazioni italiane ugualmente
accettabili.

--
Cingar
Karla
2007-09-02 17:28:57 UTC
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Post by Cingar
A quanto ne so, in giapponese, come in francese, l'accento intensivo
non esiste. In lingua originale Osaka si dice "óu-ssà-cà", con tutte e
tre le sillabe pronunciate più o meno con la stessa forza.
Quindi, non esiste nessuna accentazione giusta: "òsaca", "osàca" e
persino "osacà" sono tutte approssimazioni italiane ugualmente
accettabili.
Difficile pronunciare una parola senza accenti. Ho provato e ci si
riesce solo pronunciando le sillabe staccate.

k
Sergio Michele
2007-09-02 17:32:20 UTC
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Post by LoneStar
Mi chiedo: ma perchè certi termini per intere decadi sono stati pronunciati con
una certa accentazione, e poi d'improvviso si scopre che l'accentazione giusta
era un'altra?
Possibile che in 50 anni nessuno si era mai preoccupato di fare presente che si
dice in un altro modo? (presumibilmente per esser stato là ed averlo sentito
pronunciare dai locali)
A me sembra questa la parte saliente dell'argomento proposto da Luigi.
Gli esempi sono tanti: Istambul, Ankara, Canada...
Roger
2007-09-03 03:19:52 UTC
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Post by Cingar
A quanto ne so, in giapponese, come in francese, l'accento intensivo
non esiste. In lingua originale Osaka si dice "óu-ssà-cà", con tutte e
tre le sillabe pronunciate più o meno con la stessa forza.
Quindi, non esiste nessuna accentazione giusta: "òsaca", "osàca" e
persino "osacà" sono tutte approssimazioni italiane ugualmente
accettabili.
Sono fresco fresco di ritorno da un viaggio di due settimane in Giappone
e posso dirti con assoluta certezza, per averlo sentito decine di volte
soprattutto nelle stazioni ferroviarie, che l'accento sulla O di Osaka
nella pronuncia originale si sente, eccome.

Così come si sente l'accento sulla o di Nagoya, che nessuno si sognerebbe
di pronunciare Nàgoya, come invece vorrebbe la tua teoria delle sillabe
pronunciate con la stessa forza.
Post by Cingar
--
Cingar
Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html

"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
Maurizio Pistone
2007-09-03 06:41:50 UTC
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Post by Roger
Sono fresco fresco di ritorno da un viaggio di due settimane in Giappone
e posso dirti con assoluta certezza, per averlo sentito decine di volte
soprattutto nelle stazioni ferroviarie, che l'accento sulla O di Osaka
nella pronuncia originale si sente, eccome.
Così come si sente l'accento sulla o di Nagoya, che nessuno si sognerebbe
di pronunciare Nàgoya, come invece vorrebbe la tua teoria delle sillabe
pronunciate con la stessa forza.
non potrebbe essere una questione di orecchio, invece che di pronuncia?

Voglio dire: noi siamo abituati a certi suoni. Se ascoltiamo una lingua
che ha dei suoni diversi, il nostro software si sforza di farli
rientrare nel sistema che è abituato a riconoscere. Quindi la prima
volta che sentiamo il th inglese, lo interpreta come una ti, o una effe
ecc. (di o zeta se è il th di the)

Le lingue europee hanno tutte (credo) un accento tonico più o meno
marcato. Se sentiamo una lingua come il giapponese che, (dicono) non ha
un accento, il nostro sistema di riconoscimento ce ne mette uno da
qualche parte.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Roger
2007-09-03 07:26:09 UTC
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Post by Maurizio Pistone
non potrebbe essere una questione di orecchio, invece che di pronuncia?
No.
La pronuncia sdrucciola di Osaka, così come quella piana di Nagoya
sono riconoscibilissime.
Non è vero che il giapponese non abbia un accento tonico.
Ad esempio "grazie", che è la parola più frequente, si dice "arigatò",
con l'accento sulla o finale.
Non sentirai nessuno dire arigàto con la pronuncia piana.
Post by Maurizio Pistone
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
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"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
Cingar
2007-09-03 08:42:16 UTC
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Post by Roger
Post by Maurizio Pistone
non potrebbe essere una questione di orecchio, invece che di pronuncia?
No.
Sì.

Il Pistone ha spiegato chiarissimanente il problema: *tu* senti questa
differenza di accento perché nella *tua* lingua questa differenza ha
senso.

In giapponese di senso non ne ha e, per questa ragione, un giapponese
non s'accorgerebbe nemmeno della differenza fra "òsaka", "osàka" e
"osakà" come le pronuncerebbe un italiano: gli suonerebbe tutte
ugualmente sbagliate, non tanto per la posizione dell'accento ma per
il fatto che pronunciamo al "o" più breve del dovuto, e la "s" sonora
come in "rosa", anziché sorda come in "sole".
Post by Roger
La pronuncia sdrucciola di Osaka, così come quella piana di Nagoya
sono riconoscibilissime.
A uno straniero, per esempio a un cinese, pare "riconoscibilissima"
anche la differenza fra la "n" dell'italiano "landa" e quella
dell'italiano "langa", che a noi italiani sembrano invece identiche.
Post by Roger
Non è vero che il giapponese non abbia un accento tonico.
Una delle poche cose che ti posso dire con ragionevole certezza del
giapponese è che *non* ha un accento tonico, poi tu resta pure della
tua idea.
Post by Roger
Ad esempio "grazie", che è la parola più frequente, si dice "arigatò",
con l'accento sulla o finale.
Non sentirai nessuno dire arigàto con la pronuncia piana.
E qualsiasi cinese fresco fresco di due settimane in Italia ti
confermerà con assoluta certezza che in Italia non sentirai mai
nessuno dire "langa" con la "n" di "landa"...

--
Cingar
Roger
2007-09-03 09:11:10 UTC
Permalink
Post by Cingar
Post by Maurizio Pistone
non potrebbe essere una questione di orecchio, invece che di pronuncia?
No.
Sì.
[...]
:-)
I tuoi sono argomenti privi di riscontro.
Io dalla mia ho:
- una recentissima esperienza personale (per la quale però
dispongo solo della mia parola e del mio orecchio);
- il fatto che, come da messaggio iniziale di questo filone,
in tutti i servizi giornalistici il nome della città di Osaka
viene pronunciato sdrucciolo (e questo l'anno potuto constatare tutti).
Questo, secondo te, significherebbe che tutti i giornalisti presenti hanno
interpretato come sdrucciola una pronuncia che tu affermi essere
indefinita in quanto, sempre secondo te, tutte le sillabe sono accentate
allo stesso modo.
Post by Cingar
--
Cingar
Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html

"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
Roger
2007-09-03 09:14:34 UTC
Permalink
[...] e questo l'anno [...]
Ehehehehehehe, l'hanno scorso... :-)
Cingar
2007-09-03 09:58:41 UTC
Permalink
[...] e questo l'anno [...]
Potevi far finta di niente: teoricamente non è sbagliato.

--
Cingar
w00dy
2007-09-03 10:01:52 UTC
Permalink
Post by Cingar
[...] e questo l'anno [...]
Potevi far finta di niente: teoricamente non è sbagliato.
uh, picché?
anticamente non esisteva l'acca?
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Cingar
2007-09-03 15:17:25 UTC
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Post by w00dy
Post by Cingar
[...] e questo l'anno [...]
Potevi far finta di niente: teoricamente non è sbagliato.
uh, picché?
anticamente non esisteva l'acca?
Teoricamente (e dico *teoricamente*!) la "h" del verbo avere sarebbe
facoltativa, anche secondo i dizionari stampati quest'anno.

Di fatto, credo che il libro più recente su cui io abbia trovato
scritto cose come "io ò", "egli à" ecc. risale a oltre quarant'anni
fa.

--
Cingar
Cingar
2007-09-03 09:54:56 UTC
Permalink
Post by Roger
Post by Maurizio Pistone
non potrebbe essere una questione di orecchio, invece che di pronuncia?
No.
Sì.
[...]
:-)
I tuoi sono argomenti privi di riscontro.
A parte i piccoli riscontri costituiti dalle grammatiche di giapponese
e da Google (che però non è attendibile perché, come si sa, "il
pubblico che *scrive* sulle pagine web non è che un sottoinsieme- nel
nostro Paese, parecchio minoritario- del pubblico che parla e
scrive" :-).

http://www.google.com/search?q=giapponese+%22accento+tonico%22
Post by Roger
- una recentissima esperienza personale (per la quale però
dispongo solo della mia parola e del mio orecchio);
Orecchio italiano, però!
Post by Roger
- il fatto che, come da messaggio iniziale di questo filone,
in tutti i servizi giornalistici il nome della città di Osaka
viene pronunciato sdrucciolo (e questo l'anno potuto constatare tutti).
Io veramente non ò ancora potuto constatarlo, ma mi fido.
Post by Roger
Questo, secondo te, significherebbe che tutti i giornalisti presenti
hanno interpretato come sdrucciola una pronuncia che tu affermi
essere indefinita in quanto, sempre secondo te, tutte le sillabe sono
accentate allo stesso modo.
Se sono giornalisti *italiani* (o comunque occidentali) l'avranno
interpretato come sdrucciola per la stessa ragione per cui l'hai
interpretata così tu, no?

Come ha detto anche Karla, per noi italiani è inconcepibile che una
parola "non abbia l'accento", quindi se sentiamo che la prima sillaba
di "Osaka" è pronunciata leggermente più forte (e non metto in dubbio
che lo sia), l'interpretiamo come parola sdrucciola... Ma per i
giapponesi non è né sdrucciola, né piana, né tronca né altro, quindi
dire "Osàka" va altrettanto bene (o meglio male) che dire "Òsaka",
almeno agli orecchi di un giapponese.

Insomma, la questione sta in ciò che i linguisti chiamano
"pertinenza", e che si potrebbe spiegare con un esempio preso dal
linguaggio gestuale: fra gli adolescenti americani (specie quelli di
colore) si salutano e si esprimono affetti alzando pollice, indice e
mignolo, cioè con un gesto identico a quello che in Italia, e
specialmente in Sicilia, ha sempre significato "Cornuto!".

Ma se un turista palermitano di ritorno dagli USA mi dicesse che gli
americani sono dei gran cafonazzi perché si danno continuamente del
cornuto l'un l'altro, gli spiegherei che non è così e che, anzi, si
dicono "Ti voglio bene", "Stammi bene", "Tante buone cose". A questo
punto, non avrebbe senso che il turista mi giurasse mille volte che
lui gli occhi ce li ha buoni e che ha visto benissimo che si fanno il
gesto delle corna: quello in America *non* è il gesto delle corna. È
un gesto simile alle "corna" ma ha un *altro* significato.

Similmente, la leggera maggior forza con cui si pronuncia la prima
sillaba di "Osaka" non è un accento tonico: è un effetto acustico
simile al nostro accento tonico ma ha un altro significato. O meglio,
in questo caso, non ha alcun significato: è rafforzamento involontario
e inavvertito ai madrelingua, naturale conseguenza della maggior
lunghezza della vocale.

--
Cingar
FatherMcKenzie
2007-09-03 12:04:54 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, "Roger"
Post by Roger
- il fatto che, come da messaggio iniziale di questo filone,
in tutti i servizi giornalistici il nome della città di Osaka
viene pronunciato sdrucciolo
Questo, di per sé, è indifferente, visto come i tg maltrattano i nomi
stranieri.
Bassora viene solitamente pronunciata con l'accento sulla o; tenuto
conto che in arabo è Basra (s sorda), mi spieghino in base a quale
fantasiosa teoriA l'accento dovrebbe cadere su una vocale inesistente
nell'originale. D'accordo che i nomi vengono adattati, ma non ho mai
sentito nessuno in italiano dire Lonòdra o Pariògi
--
La sign è in fase di revisione e sarà presto sostituita con
una confacente agli indirizzi della ditta.
ADPUF
2007-09-04 22:13:34 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Bassora viene solitamente pronunciata con l'accento sulla o;
tenuto conto che in arabo è Basra (s sorda), mi spieghino in
base a quale fantasiosa teoriA l'accento dovrebbe cadere su
una vocale inesistente nell'originale. D'accordo che i nomi
vengono adattati, ma non ho mai sentito nessuno in italiano
dire Lonòdra o Pariògi
Credo che Bassora, la versione italiana di Basra, sia una parola
molto vecchia e quindi, come si usava un tempo, veniva adattata
ai nostri usi fonetici, nei quali non mi pare esistere "sr".
Forse una volta si pronunciava Bàssora?
--
"Diminuire le notizie sul cattivo tempo."
-- Min. Cul. Pop., 1 giugno 1939
Roger
2007-09-05 02:03:37 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Credo che Bassora, la versione italiana di Basra, sia una parola
molto vecchia e quindi, come si usava un tempo, veniva adattata
ai nostri usi fonetici, nei quali non mi pare esistere "sr".
Israele
Sradicare
Sragionare

Roger
--
FAQ di ICLIt:
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"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
FatherMcKenzie
2007-09-05 04:36:16 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, "Roger"
Post by Roger
Israele
Sradicare
Sragionare
In un certo senso Puffie ha ragione: questi suoni sr hanno la s
sonora, mentre in Basra è sorda. Ma se una vocale inserita per eufonia
può avere un motivo, piazzarci l'accento non è il massimo della
logica. Come dire Londèra..
--
La sign è in fase di revisione e sarà presto sostituita con
una confacente agli indirizzi della ditta.
FatherMcKenzie
2007-09-05 04:30:37 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, ADPUF
Post by ADPUF
Forse una volta si pronunciava Bàssora?
Mi pare l'unica; va bene inserire una vocale per evitare il suono sr,
ma metterci l'accento...
--
La sign è in fase di revisione e sarà presto sostituita con
una confacente agli indirizzi della ditta.
Maurizio Pistone
2007-09-03 13:37:35 UTC
Permalink
Post by Roger
- il fatto che, come da messaggio iniziale di questo filone,
in tutti i servizi giornalistici il nome della città di Osaka
parecchi anni fa avevo sentito dire che i giornalisti telervisivi
dovevano superare un esame che prevedeva, tra l'altro, una buona
conoscenza di almeno un paio di lingue straniere. Non so come sia
adesso, ma se i giornalisti televisivi pronunciano il giapponese come il
tedesco, o il francese, allora stiamo freschi.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Roger
2007-09-03 14:45:37 UTC
Permalink
[...] ma se i giornalisti televisivi pronunciano il giapponese come il
tedesco, o il francese, allora stiamo freschi.
D'accordo.
Però la pronuncia sdrucciola di Osaka l'hanno certamente appresa
sul posto, perché altrimenti l'avrebbero pronunciata piana come solitamente
avviene in Italia.
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
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"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
FatherMcKenzie
2007-09-03 15:03:55 UTC
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Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, "Roger"
Post by Roger
Però la pronuncia sdrucciola di Osaka l'hanno certamente appresa
sul posto
O più probabilmente l'hanno inventata. Duramte le Olimpiadi di Atene,
udii il cronista di una partita di pallanuoto affermare: "Il pubblico
incita coralmente la sua squadra: èllas, èllas".
Be', certamente non l'aveva sentito dal pubblico.
--
La sign è in fase di revisione e sarà presto sostituita con
una confacente agli indirizzi della ditta.
Sergio Michele
2007-09-03 14:50:22 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Roger
- il fatto che, come da messaggio iniziale di questo filone,
in tutti i servizi giornalistici il nome della città di Osaka
parecchi anni fa avevo sentito dire che i giornalisti telervisivi
dovevano superare un esame che prevedeva, tra l'altro, una buona
conoscenza di almeno un paio di lingue straniere. Non so come sia
adesso, ma se i giornalisti televisivi pronunciano il giapponese come il
tedesco, o il francese, allora stiamo freschi.
Indimenticabile il personaggio di Sordi "Guglielmo il dentone"!
(Nel film "I complessi")
FatherMcKenzie
2007-09-03 15:04:32 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, "Sergio
Post by Sergio Michele
Indimenticabile il personaggio di Sordi "Guglielmo il dentone"!
La realtà supera la (pur spettacolare) fantasia.
--
La sign è in fase di revisione e sarà presto sostituita con
una confacente agli indirizzi della ditta.
ADPUF
2007-09-04 22:13:49 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Post by Sergio Michele
Indimenticabile il personaggio di Sordi "Guglielmo il
dentone"!
La realtà supera la (pur spettacolare) fantasia.
Quella crucca che era nel TG1, come si chiama... quella
ovviamente sa il tedesco e l'ho anche sentita parlare un buon
inglese; e poi adesso mi pare che sta con un francese...

[Gruber, si chiama, Dietlinde (Lilli) Gruber. NdE]
--
"Hic manebimus optime, sed affittus carissimus est."
-- ADPUF
GCPillan
2007-09-03 19:02:38 UTC
Permalink
Post by Roger
- una recentissima esperienza personale (per la quale però
dispongo solo della mia parola e del mio orecchio);
- il fatto che, come da messaggio iniziale di questo filone,
in tutti i servizi giornalistici il nome della città di Osaka
viene pronunciato sdrucciolo (e questo l'anno potuto constatare tutti).
Oltre al tuo orecchio e ai giornalisti italiani, ci sono:

* gli orecchi altrui
* le esperienze altrui
* esempi audio reperibili su web
* corsi di lingua
* guide alla pronuncia...
Post by Roger
Questo, secondo te, significherebbe che tutti i giornalisti presenti hanno
interpretato come sdrucciola una pronuncia che tu affermi essere
indefinita in quanto, sempre secondo te, tutte le sillabe sono accentate
allo stesso modo.
La "O" di Osaka è lunga, non accentata.
FatherMcKenzie
2007-09-03 12:00:17 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Cingar
Post by Cingar
il fatto che pronunciamo al "o" più breve del dovuto, e la "s" sonora
come in "rosa", anziché sorda come in "sole".
Eh, be', io non corro codesto vostro rischio :)
--
La sign è in fase di revisione e sarà presto sostituita con
una confacente agli indirizzi della ditta.
GCPillan
2007-09-03 18:57:38 UTC
Permalink
Post by Cingar
Una delle poche cose che ti posso dire con ragionevole certezza del
giapponese è che *non* ha un accento tonico, poi tu resta pure della
tua idea.
Molte parole non l'hanno, altre sì.
Post by Cingar
Post by Roger
Ad esempio "grazie", che è la parola più frequente, si dice "arigatò",
con l'accento sulla o finale.
Non sentirai nessuno dire arigàto con la pronuncia piana.
E qualsiasi cinese fresco fresco di due settimane in Italia ti
confermerà con assoluta certezza che in Italia non sentirai mai
nessuno dire "langa" con la "n" di "landa"...
Non so del cinese in Italia, ma [arigàtooo] ha l'accento sulla seconda
a e la o finale lunga. Essendo lunga può sembrare accentata la o.
Alessandro "Il Patriarca" Valli
2007-09-07 06:38:33 UTC
Permalink
No.
Penso invece di sì.
C'è però differenza fra lunghe e brevi, un po' come in latino. Se una vocale
è lunga, noi la percepiamo accentata.
(Nemmeno il latino, d'altro canto, conosceva l'accento tonico).
Ciao
Ale
--
All kinds of sadness I've left behind me,
Many's the day when I have done wrong,
But I'll be yours for ever and ever.
Climb in the saddle and whistle along.
Maurizio Pistone
2007-09-07 09:06:24 UTC
Permalink
Post by Alessandro "Il Patriarca" Valli
Nemmeno il latino, d'altro canto, conosceva l'accento tonico
su questo s'è discusso, e si discute ancora
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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http://blog.ilpugnonellocchio.it
Alessandro "Il Patriarca" Valli
2007-09-07 12:15:56 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Alessandro "Il Patriarca" Valli
Nemmeno il latino, d'altro canto, conosceva l'accento tonico
su questo s'è discusso, e si discute ancora
Io c'ero :-)
Ciao
Ale
--
All kinds of sadness I've left behind me,
Many's the day when I have done wrong,
But I'll be yours for ever and ever.
Climb in the saddle and whistle along.
Roger
2007-09-08 20:54:22 UTC
Permalink
"Roger" ha scritto nel messaggio
No.
Penso invece di sì.
C'è però differenza fra lunghe e brevi, un po' come in latino. Se una
vocale è lunga, noi la percepiamo accentata.
(Nemmeno il latino, d'altro canto, conosceva l'accento tonico).
Per buona pace tua e di Cingar, riporto un passo tratto da una grammatica
che ho acquistato in Giappone:
"Japanese Conversation Grammar"
Dai Nippon Printing Company
Tokyo

Capitolo "Pronunciation", paragrafo "Accentuation":

» Some of the early studies of the Japanese Language
» expressed the view that the syllables of Japanese words
» bear scarcely any accentuation.
» This error concerning Japanese accentuation has been
» carried over into later studies, mainly because of inadequate
» research into this important aspect of the language.
» The fact is that syllabic stresses exist in any word containing
» two or more syllables, no matter what the language may be.
» To the untrained Western ear, the comparatively unemotional
» manner of speaking of the Japanese may appear to lack syllabic stress.
» When their emotions are aroused, however, the Japanese
» stress their sillables clearly and specifically.
» If Japanese words are not correctly accented, they sound as oddly
» foreign to Japanese ears as, say, the English language sounds to
» English ears when spoken by French students who may tend
» to stress the last syllables of English words according to French
» usage.
» The correct stress on Japanese syllables is the more important
» in that the Japanese language contains numerous words which,
» although spelled with the same letters, have different meaning
» according to the position of the stressed syllable.

Seguono numerosi esempi di parole che sono composte dalle medesime sillabe,
ma con significato diverso a seconda della posizione dell'accento tonico.
Uno per tutti:
Háshi: chopsticks (i bastoncini che usano per mangiare)
Hashí: ponte
Se ne deduce che al ristorante, se si chiedono dei bastoncini con la
pronuncia sbagliata, c'è il rischio che ti portino il Golden Gate :-)
Ciao
Ale
Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html

"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
FatherMcKenzie
2007-09-09 07:29:25 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, "Roger"
Post by Roger
Per buona pace tua e di Cingar, riporto un passo tratto da una grammatica
"Japanese Conversation Grammar"
Dai Nippon Printing Company
Io nulla so di giapponese, però anni fa conobbi una laureanda in
lingue orientali, che certo avrà studiato su auguste grammatiche.
Le chiesi se fosse più giusto dire Hiròshima o Hiroshìma; lei rispose
che erano entrambi sbagliati, dovendosi pronunciare qualcosa che al
mio orecchio occidentale sembrava simile a "Hi-roo-shi-ma". Ovviamente
non ho alcuna conoscenza della lingua, perciò è ben possibile che si
trattasse di allucinazione uditiva.
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini).
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
Roger
2007-09-09 19:45:51 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Post by Roger
Per buona pace tua e di Cingar, riporto un passo tratto da una grammatica
"Japanese Conversation Grammar"
Dai Nippon Printing Company
Io nulla so di giapponese, però anni fa conobbi una laureanda in
lingue orientali, che certo avrà studiato su auguste grammatiche.
Le chiesi se fosse più giusto dire Hiròshima o Hiroshìma; lei rispose
che erano entrambi sbagliati, dovendosi pronunciare qualcosa che al
mio orecchio occidentale sembrava simile a "Hi-roo-shi-ma". Ovviamente
non ho alcuna conoscenza della lingua, perciò è ben possibile che si
trattasse di allucinazione uditiva.
Sta di fatto che in tutte le parole di due o più sillabe esiste una vocale
più
accentata delle altre.
Che questo accento venga espresso allungando la vocale rispetto a quelle
delle
altre sillabe, non mi pare rivesta alcuna importanza.
Se Hiroshima viene pronunciata Hi-roo-shi-ma, è chiaro che l'accento cade
sulla seconda sillaba e sarebbe ben diverso se la vocale allungata fosse la
i della terza sillaba, in quanto la pronuncia sarebbe Hi-ro-shii-ma.

Ciao,
Roger
--
FAQ di ICLIt:
http://www.mauriziopistone.it/linguaitaliana.html

"Poveretto colui che per vedere le stelle ha bisogno di una botta in testa."
(Stanislaw J. Lec)
FatherMcKenzie
2007-09-09 19:56:07 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, "Roger"
Post by Roger
Se Hiroshima viene pronunciata Hi-roo-shi-ma, è chiaro che l'accento cade
sulla seconda sillaba
A me sembra una cosa diversa, ma sai, che cazzo ne sappiampo di
giapponese.
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini). Però,
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
GCPillan
2007-09-03 18:50:18 UTC
Permalink
Post by Roger
Post by Cingar
A quanto ne so, in giapponese, come in francese, l'accento intensivo
non esiste. In lingua originale Osaka si dice "óu-ssà-cà", con tutte e
tre le sillabe pronunciate più o meno con la stessa forza.
Quindi, non esiste nessuna accentazione giusta: "òsaca", "osàca" e
persino "osacà" sono tutte approssimazioni italiane ugualmente
accettabili.
Sono fresco fresco di ritorno da un viaggio di due settimane in Giappone
e posso dirti con assoluta certezza, per averlo sentito decine di volte
soprattutto nelle stazioni ferroviarie, che l'accento sulla O di Osaka
nella pronuncia originale si sente, eccome.
L'accento delle parole giapponesi non sempre è fisso, ma dipende anche
dalla frase in cui la parola è inserita e dal contesto.

Per esempio, alla stazione di Tokyo Ueno in cui sono arrivato numerose
volte, ricordo il divertente annuncio che faceva pressapoco
[uenoooooooooooo]. Ma nessuno pronunciava in quel modo Ueno in un
discorso normale. Quindi l'accento di "Osaka" sentito nella stazione
ferroviaria può benissimo avere un accento sulla O. Ma la pronuncia
normale, reperibile anche in audio su Wikipedia, ha sì la O lunga, ma
uguale accento sulle tre sillabe.

Secondo me i giornalisti italiani stanno passando dalla pronuncia
italiana a quella inglese per il semplice fatto che una volta
leggevano mentre ora guardano e ascoltano i canali TV internazionali.
ADPUF
2007-09-04 22:14:04 UTC
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Post by GCPillan
Secondo me i giornalisti italiani stanno passando dalla
pronuncia italiana a quella inglese per il semplice fatto che
una volta leggevano mentre ora guardano e ascoltano i canali
TV internazionali.
Eccerto, un Riotta al TG1 e un Di Bella al TG3 sono
costantemente sintonizzati sulla CNN, scommetto.

Conformismus imperat.
--
Humans usually aren't as good writing machine code as they are
at writing Fortran or C, because it is easy to make tiny
mistakes writing machine code. When writing Fortran or C, it
is easy to make big mistakes.
-- g77.info
Alessandro "Il Patriarca" Valli
2007-09-07 06:35:59 UTC
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Post by Cingar
A quanto ne so, in giapponese, come in francese, l'accento intensivo
non esiste. In lingua originale Osaka si dice "óu-ssà-cà", con tutte e
tre le sillabe pronunciate più o meno con la stessa forza.
Esatto.
Un po' come karàte-karatè (ove preferisco la seconda versione, simigliando
troppo la prima a una nota cittadina brianzola), o aikìdo- aikidò (ove
preferisco la seconda sennò il mio maestro mi picchia).
Ciao
Ale
PS: ma qui è divenuto un covo di troll?
--
All kinds of sadness I've left behind me,
Many's the day when I have done wrong,
But I'll be yours for ever and ever.
Climb in the saddle and whistle along.
Federico Savini
2007-09-02 16:52:36 UTC
Permalink
pronunciato nel dialetto di Osaka o
nel giapponese standard ?
Post by LoneStar
Ciao,
sì lo so che scrivo sempre per questioni di accenti :)
Ho quasi 40 anni, e non è che capiti tutti i giorni di parlare di città
giapponesi, ma in questi anni, tutte le volte che se n'è parlato, ad esempio
durante gli studi, si è sempre detto osàka.
Adesso si scopre che la pronuncia giusta è òsaka.
Mi chiedo: ma perchè certi termini per intere decadi sono stati pronunciati con
una certa accentazione, e poi d'improvviso si scopre che l'accentazione giusta
era un'altra?
Possibile che in 50 anni nessuno si era mai preoccupato di fare presente che si
dice in un altro modo? (presumibilmente per esser stato là ed averlo sentito
pronunciare dai locali)
Ciao,
Luigi
LoneStar
2007-09-02 21:25:17 UTC
Permalink
Post by Federico Savini
pronunciato nel dialetto di Osaka o
nel giapponese standard ?
Beh in verità mi sono fidato di alcuni blog e pagine varie, dove c'era
qualcuno che dichiarava con estrema sicurezza "la pronuncia giusta è òsaka".

Ma comunque al di là del caso in esempio, come giustamente ha detto
Sergio, volevo piuttosto capire come mai capita molto spesso che delle
parole che sono state pronunciate per un sacco di anni in un certo modo,
d'improvviso cambiano accentazione e la cosa viene accettata da quasi
tutti senza batter ciglio.

Si tratta molto spesso di nomi di luoghi, città o nazioni, e posso
capire che in passato quei nomi erano stati italianizzati o storpiati
dal fascismo o da mode ormai tramontate, e che adesso invece si torni a
pronunce più pure.
Però poi appunto in un caso come questo mi si dice "ma chi l'ha detto
che in giapponese si pronuncia òsaka?".. e il castello crolla :)

Ciao,
Luigi
LoneStar
2007-09-02 21:26:05 UTC
Permalink
Post by Federico Savini
pronunciato nel dialetto di Osaka o
nel giapponese standard ?
Beh in verità mi sono fidato di alcuni blog e pagine varie, dove c'era
qualcuno che dichiarava con estrema sicurezza "la pronuncia giusta è òsaka".

Ma comunque al di là del caso in esempio, come giustamente ha detto
Sergio, volevo piuttosto capire come mai capita molto spesso che delle
parole che sono state pronunciate per un sacco di anni in un certo modo,
d'improvviso cambiano accentazione e la cosa viene accettata da quasi
tutti senza batter ciglio.

Si tratta molto spesso di nomi di luoghi, città o nazioni, e posso
capire che in passato quei nomi erano stati italianizzati o storpiati
dal fascismo o da mode ormai tramontate, e che adesso invece si torni a
pronunce più pure.
Però poi appunto in un caso come questo mi si dice "ma chi l'ha detto
che in giapponese si pronuncia òsaka?".. e il castello crolla :)

Ciao,
Luigi
Enrico Olivetti
2007-09-03 03:29:06 UTC
Permalink
Post by LoneStar
Ma comunque al di là del caso in esempio, come giustamente ha detto
Sergio, volevo piuttosto capire come mai capita molto spesso che delle
parole che sono state pronunciate per un sacco di anni in un certo modo,
d'improvviso cambiano accentazione e la cosa viene accettata da quasi
tutti senza batter ciglio.
Questo è avvenuto con Canadà che all'improvviso è diventato Cànada
Epimeteo
2007-09-03 06:41:46 UTC
Permalink
Post by Enrico Olivetti
Post by LoneStar
Ma comunque al di là del caso in esempio, come giustamente ha detto
Sergio, volevo piuttosto capire come mai capita molto spesso che delle
parole che sono state pronunciate per un sacco di anni in un certo modo,
d'improvviso cambiano accentazione e la cosa viene accettata da quasi
tutti senza batter ciglio.
Questo è avvenuto con Canadà che all'improvviso è diventato Cànada
Guai ai vinti!
Chissà come si pronuncia adesso Québec (o Quebec?)...

Ciao,
Epimeteo
---
"... aveva una casetta piccolina in Canadà,
con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà,
e tutte le ragazze che passavano di là
dicevano: "Che bella la casetta in Canadà..."
(cit. residenziale)
ADPUF
2007-09-04 22:15:16 UTC
Permalink
Post by Epimeteo
Post by Enrico Olivetti
Questo è avvenuto con Canadà che all'improvviso è diventato Cànada
Guai ai vinti!
Chissà come si pronuncia adesso Québec (o Quebec?)...
Se lei da giovane avesse fatto il militare, o Epimeteo, avrebbe
dovuto imparare l'alfabeto fonetico NATO, nel quale ogni lettera
singola viene sostituita da una parola intera, per ridurre
l'effetto confusivo prodotto dal rumore disturbante le
trasmissioni radio (dell'era analogica).

Indovini, o Epimeteo, qual è la parola per la Q?


«Qui Alfa-Delta-Papa-Uniform-Foxtrot a
Echo-Papa-India-Mike-Echo-Tango-Echo-Oscar.
Mi copi?
Passo»

(Ma forse Epimeteo ha fatto il militare nella Flotta
Galattica...)
--
"If a nation values anything more than freedom, it will lose its
freedom; and the irony of it is that if it is comfort or money
it values more, it will lose that, too."
-- W. Somerset Maugham
Epimeteo
2007-09-05 05:24:49 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Post by Epimeteo
Chissà come si pronuncia adesso Québec (o Quebec?)...
Se lei da giovane avesse fatto il militare, o Epimeteo, avrebbe
dovuto imparare l'alfabeto fonetico NATO, nel quale ogni lettera
singola viene sostituita da una parola intera, per ridurre
l'effetto confusivo prodotto dal rumore disturbante le
trasmissioni radio (dell'era analogica).
Indovini, o Epimeteo, qual è la parola per la Q?
Non dirmelo, marziale Adpuf!
Ora capisco perché i francesi sono sempre un po' irritati...
Post by ADPUF
«Qui Alfa-Delta-Papa-Uniform-Foxtrot a
Echo-Papa-India-Mike-Echo-Tango-Echo-Oscar.
Mi copi?
Passo»
(Ma forse Epimeteo ha fatto il militare nella Flotta
Galattica...)
Come fai a saperlo?
In effetti, quando facevo il militare nella Flotta Galattica, spesso ho
visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione; e ho
anche visto i raggi B balenare nel buio vicino le porte di Tannhäuser.
Eh, bei tempi...
Comunque lì usavamo dei codici quantistici, non quelli un po' infantili da
te citati.

La forza sia con te.
Epimeteo
---
"... tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -
- e vai al cine, vacci tu...
Taratatà, taratatà
Taratatà tatatatà..."
(cit. adirata)
ADPUF
2007-09-06 22:00:34 UTC
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Post by Epimeteo
Post by ADPUF
Post by Epimeteo
Chissà come si pronuncia adesso Québec (o Quebec?)...
Se lei da giovane avesse fatto il militare, o Epimeteo,
avrebbe dovuto imparare l'alfabeto fonetico NATO, nel quale
ogni lettera singola viene sostituita da una parola intera,
per ridurre l'effetto confusivo prodotto dal rumore
disturbante le trasmissioni radio (dell'era analogica).
Indovini, o Epimeteo, qual è la parola per la Q?
Non dirmelo, marziale Adpuf!
Ora capisco perché i francesi sono sempre un po' irritati...
Mah, pare che debbasi pronunciare "kebèk", anche dagli
anglofoni.
Post by Epimeteo
Post by ADPUF
«Qui Alfa-Delta-Papa-Uniform-Foxtrot a
Echo-Papa-India-Mike-Echo-Tango-Echo-Oscar.
Mi copi?
Passo»
(Ma forse Epimeteo ha fatto il militare nella Flotta
Galattica...)
Come fai a saperlo?
In effetti, quando facevo il militare nella Flotta Galattica,
spesso ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei
bastioni di Orione; e ho anche visto i raggi B balenare nel
buio vicino le porte di Tannhäuser. Eh, bei tempi...
Comunque lì usavamo dei codici quantistici, non quelli un po'
infantili da te citati.
Miles Gloriosus...
Post by Epimeteo
La forza sia con te.
Epimeteo - Pyrgopolynices
La pecunia sia con me.


"PYRG. Sequimini, satellites."
--
"Nihil sub sole album."
-- ADPUF
Karla
2007-09-08 18:27:52 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Mah, pare che debbasi pronunciare "kebèk", anche dagli
anglofoni.
che bèch!
(o "che bècch!", mil.)
FatherMcKenzie
2007-09-08 19:27:32 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Karla
Post by ADPUF
debbasi pronunciare "kebèk", anche dagli
Post by ADPUF
anglofoni.
pare di no, stando a MW
http://www.m-w.com/dictionary/quebec
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini).
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
ADPUF
2007-09-09 20:25:04 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
debbasi pronunciare "kebèk", anche dagli anglofoni.
pare di no, stando a MW
http://www.m-w.com/dictionary/quebec
Mi riferivo all'alfabeto fonetico, non alla pronuncia comune.
http://en.wikipedia.org/wiki/NATO_phonetic_alphabet
--
"Nessuno siam perfetti, ciascuno abbiamo i suoi difetti."
-- Andrea Mingardi
FatherMcKenzie
2007-09-09 20:51:26 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, ADPUF
Post by ADPUF
Mi riferivo all'alfabeto fonetico, non alla pronuncia comune.
l'alfabeto fonetico dovrebbe servire per riprodurre la pronuncia; se
in Canada gli anglofoni pronunciano [kwi'bek] che altro può riprodurre
l'IPA? I francofoni, ovviam. e naturalm., prinunciano che bec.
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini). Però,
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
ADPUF
2007-09-09 21:02:36 UTC
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Post by FatherMcKenzie
Post by ADPUF
Mi riferivo all'alfabeto fonetico, non alla pronuncia comune.
l'alfabeto fonetico dovrebbe servire per riprodurre la
pronuncia; se in Canada gli anglofoni pronunciano [kwi'bek]
che altro può riprodurre l'IPA? I francofoni, ovviam. e
naturalm., pronunciano che bec.
Quell'alfabeto fonetico (usato dalla NATO) deve servire a far
capire quale sia la lettera da trasmettere, non ha certo usi
linguistici.

Mi chiedo come mai abbiano scelto proprio Quebec per indicare la
Q. Non avevano parole più comuni?
Poi forse i francesi, erano ancora dentro la NATO, avranno
protestato per cambiare la pronuncia.


Bec in friulano è il maschio della cjavre.
--
"Cr to."
--
FatherMcKenzie
2007-09-09 21:03:22 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, ADPUF
Post by ADPUF
Mi chiedo come mai abbiano scelto proprio Quebec per indicare la
Q. Non avevano parole più comuni?
Poi forse i francesi, erano ancora dentro la NATO, avranno
protestato per cambiare la pronuncia.
Possibile. Comunque la Q iniziale per gli americani è un oggetto
misterioso. Ricordo il telefilm Quincy, ogni volta gli chiedevano "si
scrive con il KW"?
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini). Però,
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
ADPUF
2007-09-09 21:31:27 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans
nugarum, totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine
Post by ADPUF
Mi chiedo come mai abbiano scelto proprio Quebec per indicare
la Q. Non avevano parole più comuni?
Poi forse i francesi, erano ancora dentro la NATO, avranno
protestato per cambiare la pronuncia.
Possibile. Comunque la Q iniziale per gli americani è un
oggetto misterioso. Ricordo il telefilm Quincy, ogni volta gli
chiedevano "si scrive con il KW"?
Ci sarebbero parole con la Q iniziale, ma sono Quasi tutte di
origine esotica.
Beh, Queen, no.

L'alfabeto fonetico doveva anche impedire confusione tra le
varie parole, quindi ne avranno preferita una inconfondibile.
O, come succede spesso, hanno scelto a casaccio.


Vedo che esiste il termine *geologico* "quaquaversal" che
significa "che si volge in tutte le direzioni".


«Si vergogni! lei è quaquaverso!»
--
"I don't claim anything in this document is accurate to within a
factor of ¶€; after all, I'm just an astronomer, and we like to
set c=h=k=¶=1 . When the answer is wrong, we just redefine the
units."
-- Michael E. Ressler, LyX Documentation Team.
FatherMcKenzie
2007-09-09 23:39:17 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, ADPUF
Post by ADPUF
«Si vergogni! lei è quaquaverso!»
periclinale, si dice. Cmq perché non hanno usato queen, che tra la
Regia e Freddy era popolare?
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini). Però,
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
Epimeteo
2007-09-10 05:47:49 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Mi chiedo come mai abbiano scelto proprio Quebec per indicare la
Q. Non avevano parole più comuni?
Poi forse i francesi, erano ancora dentro la NATO, avranno
protestato per cambiare la pronuncia.
Sono anch'io perplesso.
Se uno poi pronuncia "kebek", ma non sa come è scritto, a me sembra che la
lettera da trasmettere sia la "k", non la "q". Forse sono io che non capisco
il significato di alfabeto fonetico, ma non sarebbero state preferibili,
come hanno già detto altri, parole molto più conosciute come "queen", oppure
parole particolari, ma di uso internazionale in campo scientifico, come
"quark" o "quantum"?
Mah... sarà stata una delle solite impuntature francesi per non farsi dettar
legge dagli anglofoni...

Ciao,
Epimeteo
---
"... tra i francesi che s'incazzano
e i giornali che svolazzano,
c'è un po' di vento,
abbaia la campagna
e c'è una luna in fondo al blu..."
(cit. franca)
Enrico Olivetti
2007-09-09 07:34:56 UTC
Permalink
Post by Karla
che bèch!
(o "che bècch!", mil.)
Un bèch da mila lire!
FatherMcKenzie
2007-09-09 08:00:48 UTC
Permalink
Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, Enrico
Post by Enrico Olivetti
Un bèch da mila lire!
A couple of bucks for you (cit.)
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini).
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
FatherMcKenzie
2007-09-09 08:03:31 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
A couple of bucks for you (cit.)
era: hey Frank can I borrow A couple of bucks from you? To go waltzing
Matilda, waltzing Matilda, you'll go waltzing Matilda with me
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini).
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
Maurizio Pistone
2007-09-03 06:41:50 UTC
Permalink
Post by Enrico Olivetti
Questo è avvenuto con Canadà che all'improvviso è diventato Cànada
e la Florida dove la mettiamo?

....

com'era? Doretta scherzosa del Mississippì
non far la vezzosa, ma baciami qui!
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://www.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Enrico Olivetti
2007-09-03 10:49:13 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Enrico Olivetti
Questo è avvenuto con Canadà che all'improvviso è diventato Cànada
e la Florida dove la mettiamo?
Giusto, ma la mutazione di Canadà e Florìda non è nulla se paragonata a
quella di Formosa/Taiwan
Myszka
2007-09-03 16:22:50 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Enrico Olivetti
Questo è avvenuto con Canadà che all'improvviso è diventato Cànada
e la Florida dove la mettiamo?
Vicino alle valigie (e alla scaletta)

Flòrida/Florìda dipende dal bilinguismo di quello stato.

Ciao,
Myszka
--
la mia mail? e' il mio nick ma su fastwebnet punto it
Myszka
2007-09-03 16:25:47 UTC
Permalink
Post by LoneStar
Post by Federico Savini
pronunciato nel dialetto di Osaka o
nel giapponese standard ?
Beh in verità mi sono fidato di alcuni blog e pagine varie, dove c'era
qualcuno che dichiarava con estrema sicurezza "la pronuncia giusta è òsaka".
Ma comunque al di là del caso in esempio, come giustamente ha detto
Sergio, volevo piuttosto capire come mai capita molto spesso che delle
parole che sono state pronunciate per un sacco di anni in un certo modo,
d'improvviso cambiano accentazione e la cosa viene accettata da quasi
tutti senza batter ciglio.
Oppure *non* viene accettata e si creano (volute) accentazioni alternative.
Pensa ad in quanti modi diversi nei tg veniva pronunciato "Schumacher".

La più esilarante era la Gruber che lo diceva all'inglese :-)
Post by LoneStar
Ciao,
Luigi
Ciao,
Myszka
--
la mia mail? e' il mio nick ma su fastwebnet punto it

"Ok, Billy! E' la Polizia del gioco! Sappiamo che stai ignorando i
modificatori opzionali sul movimento. Vieni fuori con le mani in alto!"
Alex 5630
2007-09-03 19:13:15 UTC
Permalink
Post by Myszka
Pensa ad in quanti modi diversi nei tg veniva pronunciato "Schumacher".
La pi=F9 esilarante era la Gruber che lo diceva all'inglese :-)
Come lo pronunciava, maikel skiùmacia?
Myszka
2007-09-04 09:57:59 UTC
Permalink
Post by Alex 5630
Post by Myszka
Pensa ad in quanti modi diversi nei tg veniva pronunciato "Schumacher".
La pi=F9 esilarante era la Gruber che lo diceva all'inglese :-)
Come lo pronunciava, maikel skiùmacia?
Come se fosse Shoemaker :)

Forse si faceva un punto d'onore dell'essere originale e diversa dai
suoi colleghi; o forse ero io a notare nei tg solo le cose che mi
parevano piu' "curiose".

Ciao,
Myszka
--
la mia mail? e' il mio nick ma su fastwebnet punto it
Enrico Olivetti
2007-09-04 12:48:47 UTC
Permalink
Post by Myszka
Forse si faceva un punto d'onore dell'essere originale e diversa dai
suoi colleghi; o forse ero io a notare nei tg solo le cose che mi
parevano piu' "curiose".
Penso che Lilli Grüber sia stata la sola a pronunciarlo giusto visto che è di
madre lingua tedesca
Myszka
2007-09-04 14:40:49 UTC
Permalink
Post by Enrico Olivetti
Post by Myszka
Forse si faceva un punto d'onore dell'essere originale e diversa dai
suoi colleghi; o forse ero io a notare nei tg solo le cose che mi
parevano piu' "curiose".
Penso che Lilli Grüber sia stata la sola a pronunciarlo giusto visto che è di
madre lingua tedesca
Già. Strano, vero?
--
la mia mail? e' il mio nick ma su fastwebnet punto it
Epimeteo
2007-09-04 16:15:25 UTC
Permalink
Post by Enrico Olivetti
Penso che Lilli Grüber sia stata la sola a pronunciarlo giusto visto che è
di madre lingua tedesca
Per questo si fa chiamare Grüber e non Gruber?

Gruss Gott!
Epimetheus
---
"... vor der Kaserne
vor dem großen Tor,
stand eine Laterne
und steht sie noch davor,
so woll'n wir uns da wieder seh'n
bei der Laterne wollen wir steh'n,
wie einst Lili Marleen..."
(cit. di Krante Cermania)
Roger
2007-09-04 16:34:01 UTC
Permalink
Post by Epimeteo
Per questo si fa chiamare Grüber e non Gruber?
Si chiama Gruber e si fa chiamare Gruber, come il compositore di stille
Nacht, heilige Nacht
Post by Epimeteo
Gruss Gott!
Grüss (Grüß) Gott!
Post by Epimeteo
Epimetheus
Roger
--
Stille Nacht, heilige Nacht,
Alles schläft, einsam wacht,
Nur das traute hochheilige Paar.
Holder Knabe im lockigen Haar,
Schlaf in himmlischer Ruh,
Schlaf in himmlischer Ruh.
Testo: Joseph Mohr
Musica: Franz Xaver Gruber
ADPUF
2007-09-04 22:14:18 UTC
Permalink
On Mon, 03 Sep 2007 18:25:47 +0200, Myszka
Post by Myszka
Pensa ad in quanti modi diversi nei tg veniva pronunciato
"Schumacher".
"ad in quanti modi", che strana espressione.
Post by Myszka
La pi=F9 esilarante era la Gruber che lo diceva all'inglese
:-)
Come lo pronunciava, maikel skiùmacia?
Ma anche l'inglese Shoemaker si pronuncia sciumacher, no?
--
"Persistence in one opinion has never been considered a merit in
political leaders."
-- Marcus Tullius Cicero, "Ad familiares"
Myszka
2007-09-05 12:44:02 UTC
Permalink
Post by ADPUF
On Mon, 03 Sep 2007 18:25:47 +0200, Myszka
Post by Myszka
Pensa ad in quanti modi diversi nei tg veniva pronunciato
"Schumacher".
"ad in quanti modi", che strana espressione.
Pensa in quanti modi ecc.
Post by ADPUF
Post by Myszka
La pi=F9 esilarante era la Gruber che lo diceva all'inglese
:-)
Come lo pronunciava, maikel skiùmacia?
Ma anche l'inglese Shoemaker si pronuncia sciumacher, no?
Ciao,
Myszka
--
la mia mail? e' il mio nick ma su fastwebnet punto it
ADPUF
2007-09-02 21:34:08 UTC
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Post by LoneStar
sì lo so che scrivo sempre per questioni di accenti :)
Ho quasi 40 anni, e non è che capiti tutti i giorni di parlare
di città giapponesi, ma in questi anni, tutte le volte che se
n'è parlato, ad esempio durante gli studi, si è sempre detto
osàka.
Adesso si scopre che la pronuncia giusta è òsaka.
Chi lo dice?
Post by LoneStar
Mi chiedo: ma perchè certi termini per intere *decadi*
In italiano è preferibile "decenni".
Post by LoneStar
sono stati pronunciati con una certa accentazione, e poi
d'improvviso si scopre che l'accentazione giusta era un'altra?
Possibile che in 50 anni nessuno si era mai preoccupato di
fare presente che si dice in un altro modo? (presumibilmente
per esser stato là ed averlo sentito pronunciare dai locali)
La pronuncia italiana di parole straniere è sempre stata mediata
da influenze straniere, vista la scarsa apertura della nostra
cultura media.

Un tempo era prevalente l'influenza francese che portava a
pronuncie tronche (Canadà); invece adesso è prevalente
l'influenza inglese che porta a pronuncie proparossìtone
(Cànada).

La pronuncia reale dei parlanti probabilmente non è nessuna di
queste, in particolare mi pare che in giapponese non vi sia una
accentazione molto marcata.
--
"The root of all superstition is that men observe when a thing
hits, but not when it misses."
-- Francis Bacon
LoneStar
2007-09-02 21:43:06 UTC
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Post by ADPUF
Post by LoneStar
Mi chiedo: ma perchè certi termini per intere *decadi*
In italiano è preferibile "decenni".
?
Ritengo che rientri nella normale possibilità di scelta lessicale il
voler usare "decadi", "decenni", o "decine d'anni", tutti sinonimi
perfettamente validi per quanto ne so.
Post by ADPUF
La pronuncia reale dei parlanti probabilmente non è nessuna di
queste, in particolare mi pare che in giapponese non vi sia una
accentazione molto marcata.
Quindi in questo caso non erano da prendere per buone le dichiarazioni
di chi dice che si pronuncia a quel modo.. buono a sapersi

Ciao,
Luigi
ADPUF
2007-09-02 22:07:31 UTC
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Post by LoneStar
Post by ADPUF
Post by LoneStar
Mi chiedo: ma perchè certi termini per intere *decadi*
In italiano è preferibile "decenni".
?
Ritengo che rientri nella normale possibilità di scelta
lessicale il voler usare "decadi", "decenni", o "decine
d'anni", tutti sinonimi perfettamente validi per quanto ne so.
"Decennio" mi pare più preciso di "decade" (che indica una
decina generica, di solito di giorni) e più sintetico di
"decina d'anni".

Io preferisco la precisione sintetica, e poi ho le mie
idiosincrasie...
Post by LoneStar
Post by ADPUF
La pronuncia reale dei parlanti probabilmente non è nessuna
di queste, in particolare mi pare che in giapponese non vi
sia una accentazione molto marcata.
Quindi in questo caso non erano da prendere per buone le
dichiarazioni di chi dice che si pronuncia a quel modo.. buono
a sapersi
Diffidare, sempre, soprattutto in Rete.
--
"Nol cjate un clap te Tôr."
Epimeteo
2007-09-03 06:28:54 UTC
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Post by ADPUF
"Decennio" mi pare più preciso di "decade" (che indica una
decina generica, di solito di giorni) e più sintetico di
"decina d'anni".
Io preferisco la precisione sintetica, e poi ho le mie
idiosincrasie...
In astrologia la decade è la decina di giorni di un certo segno, ma poiché i
segni non seguono il mese del calendario le decadi non seguono lo schema
1-10, 11-20, 21-30. Ad esempio, io che sono nato il 18 appartengo alla terza
decade.

Ciao,
Epimeteo
---
"... dieci ragazze per me posson bastare,
dieci ragazze per me, voglio dimenticare...
capelli biondi da accarezzare
e labbra rosse sulle quali morire,
dieci ragazze per me
che dicon solo di sì..."
(cit. decimata)
Myszka
2007-09-03 16:20:58 UTC
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Post by Epimeteo
Post by ADPUF
"Decennio" mi pare più preciso di "decade" (che indica una
decina generica, di solito di giorni) e più sintetico di
"decina d'anni".
Io preferisco la precisione sintetica, e poi ho le mie
idiosincrasie...
In astrologia la decade è la decina di giorni di un certo segno, ma poiché i
segni non seguono il mese del calendario le decadi non seguono lo schema
1-10, 11-20, 21-30. Ad esempio, io che sono nato il 18 appartengo alla terza
decade.
Ciò la dice lunga sull'astrologia...

Ciao,
Myszka
--
la mia mail? e' il mio nick ma su fastwebnet punto it
Epimeteo
2007-09-03 17:48:20 UTC
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Post by Myszka
Post by Epimeteo
In astrologia la decade è la decina di giorni di un certo segno, ma
poiché i segni non seguono il mese del calendario le decadi non seguono
lo schema 1-10, 11-20, 21-30. Ad esempio, io che sono nato il 18
appartengo alla terza decade.
Ciò la dice lunga sull'astrologia...
Sì, certo.
Ad esempio dice che, nel nostro emisfero, l'equinozio di primavera è il 20 o
il 21 marzo, mentre quello d'autunno è il 22 o il 23 settembre (minuto più,
minuto meno).

Ciao,
Myszka
--
"... seduto in quel caffè
io non pensavo a te...
Guardavo il mondo che
girava intorno a me...
Poi d'improvviso lei sorrise
e prima ancora di capire
mi trovai sottobraccio a lei..."
(cit. del 29 settembre)
GraZia
2007-09-04 09:35:47 UTC
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Post by Epimeteo
Ad esempio dice che, nel nostro emisfero, l'equinozio di primavera è il 20 o
il 21 marzo, mentre quello d'autunno è il 22 o il 23 settembre (minuto più,
minuto meno).
Il prossimo equinozio d'autunno avverrà il 23 settembre alle 09h53m, ora di
Greenwich.
Per la precisione.
GraZia
Myszka
2007-09-04 09:59:43 UTC
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Post by GraZia
Post by Epimeteo
Ad esempio dice che, nel nostro emisfero, l'equinozio di primavera è il 20 o
il 21 marzo, mentre quello d'autunno è il 22 o il 23 settembre (minuto più,
minuto meno).
Il prossimo equinozio d'autunno avverrà il 23 settembre alle 09h53m, ora di
Greenwich.
Per la precisione.
GraZia
Secondo l'astrologia o secondo l'astronomia? ^_-

Ciao,
Myszka
--
la mia mail? e' il mio nick ma su fastwebnet punto it
GraZia
2007-09-04 10:58:53 UTC
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Post by Myszka
Secondo l'astrologia o secondo l'astronomia? ^_-
Secondo tutte e due.
GraZia
ADPUF
2007-09-06 21:31:54 UTC
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Post by GraZia
Post by Epimeteo
Ad esempio dice che, nel nostro emisfero, l'equinozio di
primavera è il 20 o il 21 marzo, mentre quello d'autunno è il
22 o il 23 settembre (minuto più, minuto meno).
Il prossimo equinozio d'autunno avverrà il 23 settembre alle
09h53m, ora di Greenwich.
Per la precisione.
Non si dovrebbe dire che a quell'ora avviene l'entrata del Sole
in Ariete, o che cos'altro?

Non mi pare tanto giusto associare l'equinozio a un'ora, quanto
a un giorno.
--
"Tantus ibit gatta ad lardum, quam habitus non faciet monacum"
-- Roger
Epimeteo
2007-09-07 06:20:37 UTC
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Post by ADPUF
Post by GraZia
Il prossimo equinozio d'autunno avverrà il 23 settembre alle
09h53m, ora di Greenwich.
Per la precisione.
Non si dovrebbe dire che a quell'ora avviene l'entrata del Sole
in Ariete, o che cos'altro?
Non mi pare tanto giusto associare l'equinozio a un'ora, quanto
a un giorno.
A parte il fatto che il 23 settembre, a quell'ora, il Sole entra nel segno
della Bilancia, dipende dall'ambito in cui usi questo termine.
Lo puoi associare a un istante, a un giorno o ad uno... spostamento di
animali (in realtà non tutti i segni zodiacali sono "animaleschi" e in
particolare non lo sono quelli a cavallo dell'equinozio d'autunno).

Piuttosto, rispetto al dato della Zia, il mio equinozio d'autunno quest'anno
cade due minuti prima (09:51 UT, dati US Naval Observatory), ma forse
parliamo di due cose diverse.

Ciao,
Epimeteo
---
"... ma tutto quel che voglio, dicevo,
è solamente amore
ed unità per noi,
e meritiamo un altra vita,
violenta e tenera se vuoi,
nata sotto il segno,
nata sotto il segno dei Pesci..."
(cit. zodiacale)
GraZia
2007-09-07 08:51:52 UTC
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Post by Epimeteo
Piuttosto, rispetto al dato della Zia, il mio equinozio d'autunno quest'anno
cade due minuti prima (09:51 UT, dati US Naval Observatory), ma forse
parliamo di due cose diverse.
Mah... fonte che usi, orario che trovi! Le 9h53m sono quelle indicate dalle
effemeridi americane che, se non ricordo male, dovrebbero utilizzare i calcoli
della Nasa. Mi sa che c'à un conflitto tra enti...

GraZia
ADPUF
2007-09-08 21:22:12 UTC
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Post by GraZia
Post by Epimeteo
Piuttosto, rispetto al dato della Zia, il mio equinozio
d'autunno quest'anno cade due minuti prima (09:51 UT, dati US
Naval Observatory), ma forse parliamo di due cose diverse.
Mah... fonte che usi, orario che trovi! Le 9h53m sono quelle
indicate dalle effemeridi americane che, se non ricordo male,
dovrebbero utilizzare i calcoli della Nasa. Mi sa che c'à un
conflitto tra enti...
Due minuti per un satellite sono un'eternità.
Il NEO può essere pericoloso... rischio collisione...

Ma qual è la definizione di equinozio?
--
"Conta quello che si fa, non che si dice."
-- Cesare Pavese, La casa in collina.
margherita
2007-09-08 22:36:33 UTC
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Post by ADPUF
Ma qual è la definizione di equinozio?
La definizione esatta di Equinozio è la seguente:
il momento in cui il Sole si trova in una delle due intersezioni tra
l'equatore celeste e l'eclittica.
"Equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale"...ma una
notte, non è mai uguale all'altra...;-)

A proposito...
Buona Notte
Margherita
ADPUF
2007-09-09 20:25:11 UTC
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Post by margherita
Post by ADPUF
Ma qual è la definizione di equinozio?
il momento in cui il Sole si trova in una delle due
intersezioni tra l'equatore celeste e l'eclittica.
La mia garzantina dice che l'equinozio è "ciascuno dei due
*punti* in cui il cerchio dell'eclittica interseca l'equatore
celeste."

Quindi sarebbero addirittura punti nello spazio, o meglio sulla
volta celeste, e non istanti nel tempo, e il Sole ci passa in
certi momenti.

Sono anche detti *nodo* ascendente e discendente,
rispettivamente in primavera e in autunno.
Post by margherita
"Equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale"...
E "solstizio" da dove viene?
Ha qualcosa a che fare con l'interstizio?
Post by margherita
ma una notte, non è mai uguale all'altra...;-)
Come i codici fiscali...
(si vede che non sono molto romantico, eh?)
Post by margherita
A proposito...
Buona Notte
Margherita
Altrettanto.
(ma considerati i tempi di risposta quì,
mi pare strano salutarsi così)
--
"Any fool can tell the truth, but it requires a man of sense to
know how to lie well."
-- Samuel Butler
margherita
2007-09-09 21:28:22 UTC
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Post by ADPUF
Post by margherita
Post by ADPUF
Ma qual è la definizione di equinozio?
il momento in cui il Sole si trova in una delle due
intersezioni tra l'equatore celeste e l'eclittica.
La mia garzantina dice che l'equinozio è "ciascuno dei due
*punti* in cui il cerchio dell'eclittica interseca l'equatore
celeste."
Giusto! Sono due i punti in cui l'eclittica e l'equatore celeste si
intersecano...In ciascuno dei due punti il Sole si trova
all'equinozio...
Forse, la mia definizione non è stata chiarissima...dunque, cercherò
di analizzarla e spiegarla meglio: l'Equinozio è il momento in cui il
Sole si trova in una delle due intersezioni tra l'equatore celeste e
l'eclittica...due sono le intersezioni, e due saranno gli equinozi
(Equinozio di Primavera e equinozio d'Autunno).
Post by ADPUF
Quindi sarebbero addirittura punti nello spazio, o meglio sulla
volta celeste, e non istanti nel tempo, e il Sole ci passa in
certi momenti.
Istanti?
Perché usi questo termine?
Post by ADPUF
Sono anche detti *nodo* ascendente e discendente,
rispettivamente in primavera e in autunno.
Post by margherita
"Equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale"...
E "solstizio" da dove viene?
dal latino "solstitium", e significa "fermata del Sole" (apparente,
ovviamente)
Post by ADPUF
Ha qualcosa a che fare con l'interstizio?
Interstizio?
Dal Latino "inter", tra, e "sistere", stare...spazio minimo che separa
due corpi o due parti di un corpo (Palazzi)...
No, non credo che "interstizio" abbia a che fare con "Solstizio"...
Post by ADPUF
Post by margherita
ma una notte, non è mai uguale all'altra...;-)
Come i codici fiscali...
(si vede che non sono molto romantico, eh?)
...e che hai poca fantasia!;-)
Post by ADPUF
Post by margherita
A proposito...
Buona Notte
Margherita
Altrettanto.
(ma considerati i tempi di risposta quì,
mi pare strano salutarsi così)
Attenzione!!!...qui senza accento sulla "i"...;-)

Buona Notte
Margherita
ADPUF
2007-09-09 21:39:37 UTC
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Post by margherita
Post by ADPUF
La mia garzantina dice che l'equinozio è "ciascuno dei due
*punti* in cui il cerchio dell'eclittica interseca l'equatore
celeste."
Giusto! Sono due i punti in cui l'eclittica e l'equatore
celeste si intersecano...In ciascuno dei due punti il Sole si
trova all'equinozio...
Forse, la mia definizione non è stata chiarissima...dunque,
cercherò di analizzarla e spiegarla meglio: l'Equinozio è il
momento in cui il Sole si trova in una delle due intersezioni
tra l'equatore celeste e l'eclittica...due sono le
intersezioni, e due saranno gli equinozi (Equinozio di
Primavera e equinozio d'Autunno).
Sì, anche altri hanno spiegato bene la faccenda.
Post by margherita
Post by ADPUF
Quindi sarebbero addirittura punti nello spazio, o meglio
sulla volta celeste, e non istanti nel tempo, e il Sole ci
passa in certi momenti.
Istanti?
Perché usi questo termine?
Istante, che c'è che non va? sinonimo di momento, insomma un
punto ben definito nel corso del tempo.
Post by margherita
Post by ADPUF
Ha qualcosa a che fare con l'interstizio?
Interstizio?
Dal Latino "inter", tra, e "sistere", stare...spazio minimo
che separa due corpi o due parti di un corpo (Palazzi)...
No, non credo che "interstizio" abbia a che fare con
"Solstizio"...
L'Interstizio è uno qualunque, ma vestito di nerazzurro.
Post by margherita
Post by ADPUF
Post by margherita
ma una notte, non è mai uguale all'altra...;-)
Come i codici fiscali...
(si vede che non sono molto romantico, eh?)
...e che hai poca fantasia!;-)
Ce l'ha tutta Silvio, il mio porcellone di famiglia!
Post by margherita
Post by ADPUF
Post by margherita
A proposito...
Buona Notte
Margherita
Altrettanto.
(ma considerati i tempi di risposta quì,
mi pare strano salutarsi così)
Attenzione!!!...qui senza accento sulla "i"...;-)
Licenza poetica, dovevo far la rima.
Post by margherita
Buona Notte
Margherita
Anche a te.
--
"Ask not what you can do for your country. Ask what's for
lunch."
-- Orson Welles
margherita
2007-09-09 22:00:50 UTC
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Post by ADPUF
Post by margherita
Post by ADPUF
La mia garzantina dice che l'equinozio è "ciascuno dei due
*punti* in cui il cerchio dell'eclittica interseca l'equatore
celeste."
Giusto! Sono due i punti in cui l'eclittica e l'equatore
celeste si intersecano...In ciascuno dei due punti il Sole si
trova all'equinozio...
Forse, la mia definizione non è stata chiarissima...dunque,
cercherò di analizzarla e spiegarla meglio: l'Equinozio è il
momento in cui il Sole si trova in una delle due intersezioni
tra l'equatore celeste e l'eclittica...due sono le
intersezioni, e due saranno gli equinozi (Equinozio di
Primavera e equinozio d'Autunno).
Sì, anche altri hanno spiegato bene la faccenda.
Lo vedi? Scrivere sui NG in generale, è solo una perdita di tempo e di
energie...;-)
Smetterò di scrivere è inevitabile...;-)
Post by ADPUF
Post by margherita
Post by ADPUF
Quindi sarebbero addirittura punti nello spazio, o meglio
sulla volta celeste, e non istanti nel tempo, e il Sole ci
passa in certi momenti.
Istanti?
Perché usi questo termine?
Istante, che c'è che non va? sinonimo di momento, insomma un
punto ben definito nel corso del tempo.
Scrivi "momento", la prossima volta, eviterò di perdere tempo e
fatica...;-)
Post by ADPUF
Post by margherita
Post by ADPUF
Ha qualcosa a che fare con l'interstizio?
Interstizio?
Dal Latino "inter", tra, e "sistere", stare...spazio minimo
che separa due corpi o due parti di un corpo (Palazzi)...
No, non credo che "interstizio" abbia a che fare con
"Solstizio"...
L'Interstizio è uno qualunque, ma vestito di nerazzurro.
Questa, è carina! Dopo tutto, vale la pena scrivere su QUESTO NG!
Il mio non è un "finto buonismo" come qualcuno ha affermato su IAC
(Che postaccio!!!). Ho sempre pensato che questo NG è utile e
divertente...;-)
Post by ADPUF
Post by margherita
Post by ADPUF
Post by margherita
ma una notte, non è mai uguale all'altra...;-)
Come i codici fiscali...
(si vede che non sono molto romantico, eh?)
...e che hai poca fantasia!;-)
Ce l'ha tutta Silvio, il mio porcellone di famiglia!
Porcellone?
No, credo di non aver afferrato la battuta!;-)
Post by ADPUF
Post by margherita
Post by ADPUF
Post by margherita
A proposito...
Buona Notte
Margherita
Altrettanto.
(ma considerati i tempi di risposta quì,
mi pare strano salutarsi così)
Attenzione!!!...qui senza accento sulla "i"...;-)
Licenza poetica, dovevo far la rima.
Dai, che hai sbagliato, e non accetti che sia proprio io a
correggerti!;-)))
Post by ADPUF
Post by margherita
Buona Notte
Margherita
Anche a te.
Serena Notte
Margherita
Post by ADPUF
--
"Ask not what you can do for your country. Ask what's for
lunch."
-- Orson Welles
ADPUF
2007-09-08 21:22:05 UTC
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Post by Epimeteo
Post by ADPUF
Post by GraZia
Il prossimo equinozio d'autunno avverrà il 23 settembre alle
09h53m, ora di Greenwich.
Per la precisione.
Non si dovrebbe dire che a quell'ora avviene l'entrata del
Sole in Ariete, o che cos'altro?
Non mi pare tanto giusto associare l'equinozio a un'ora,
quanto a un giorno.
A parte il fatto che il 23 settembre, a quell'ora, il Sole
entra nel segno della Bilancia, dipende dall'ambito in cui usi
questo termine. Lo puoi associare a un istante, a un giorno o
ad uno... spostamento di animali (in realtà non tutti i segni
zodiacali sono "animaleschi" e in particolare non lo sono
quelli a cavallo dell'equinozio d'autunno).
Come ho già detto, io associo la parola "equinozio" a un preciso
giorno, quello in cui dì e notte sono equiduranti(?).
L'ora esatta di quel giorno, il momento in cui il Sole, nel suo
moto apparente, passa una certa linea sulla volta celeste, non
lo chiamo "equinozio", quel momento.
Può darsi che sbagli (io).
--
"Tantus ibit gatta ad lardum, quam habitus non faciet monacum"
-- Roger
Epimeteo
2007-09-09 05:04:31 UTC
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Post by ADPUF
Come ho già detto, io associo la parola "equinozio" a un preciso
giorno, quello in cui dì e notte sono equiduranti(?).
L'ora esatta di quel giorno, il momento in cui il Sole, nel suo
moto apparente, passa una certa linea sulla volta celeste, non
lo chiamo "equinozio", quel momento.
Può darsi che sbagli (io).
Certo noi latini facciamo fatica a dimenticare il significato di "aequus" e
di "nox" (come pure di quello di "sol" e di "sto"), che poi è quello più
evidente, ma per quelli dell'USNO l'equinozio è, in primo luogo, un "nodo",
cioè un punto di intersezione tra due circonferenze, l'eclittica e
l'equatore celeste (e ovviamente i nodi sono due):
http://asa.usno.navy.mil/SecM/Glossary.html#e

Naturalmente il solstizio è un altro punto sull'eclittica, spostato di 90°
(o di 270°) rispetto all'equinozio:
http://asa.usno.navy.mil/SecM/Glossary.html#s

Anche il dizionario MW e il De Mauro mettono al secondo posto, come una
conseguenza, il significato legato alla uguale lunghezza del giorno e della
notte che si osserva quando il Sole si trova a passare in quel punto:
http://mw1.merriam-webster.com/dictionary/equinox
http://www.demauroparavia.it/39606

Dobbiamo farcene una ragione...

Ciao,
Epimeteo
---
"... lo diceva Neruda
che di giorno si suda,
ma la notte no!
rispondeva Picasso
'io di giorno mi scasso,
ma la notte no!'
e per questa rottura
non si trova la cura,
ma la notte no!,
il morale s'affloscia,
la pressione s'ammoscia,
ma la notte no!..."
(cit. nictemerale)
Karla
2007-09-09 16:24:05 UTC
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Post by Epimeteo
Post by ADPUF
Come ho già detto, io associo la parola "equinozio" a un preciso
giorno, quello in cui dì e notte sono equiduranti(?).
L'ora esatta di quel giorno, il momento in cui il Sole, nel suo
moto apparente, passa una certa linea sulla volta celeste, non
lo chiamo "equinozio", quel momento.
Può darsi che sbagli (io).
Certo noi latini facciamo fatica a dimenticare il significato di "aequus" e
di "nox" (come pure di quello di "sol" e di "sto"), che poi è quello più
evidente, ma per quelli dell'USNO l'equinozio è, in primo luogo, un "nodo",
cioè un punto di intersezione tra due circonferenze, l'eclittica e
http://asa.usno.navy.mil/SecM/Glossary.html#e
Sarà come dici, ma "equinozio" (sec. XIV) viene dal lat. aequinoctium
(Varrone), da aequus, uguale e nox (noctis), notte.
Post by Epimeteo
Naturalmente il solstizio è un altro punto sull'eclittica, spostato di 90°
http://asa.usno.navy.mil/SecM/Glossary.html#s
Solstizio (sec. XIV) da solstitium (sol e sistere, fermarsi), perché
il sole sembra fermarsi.
Post by Epimeteo
Anche il dizionario MW e il De Mauro mettono al secondo posto, come una
conseguenza, il significato legato alla uguale lunghezza del giorno e della
http://mw1.merriam-webster.com/dictionary/equinox
http://www.demauroparavia.it/39606
Dobbiamo farcene una ragione...
Certo, anche il metro ha avuto più definizioni. Chissà in futuro...

k
Epimeteo
2007-09-09 17:21:04 UTC
Permalink
Post by Karla
Post by Epimeteo
Dobbiamo farcene una ragione...
Certo, anche il metro ha avuto più definizioni. Chissà in futuro...
Già oggi, per esempio, il "metro" spesso prende l'accento sulla "o" (il
"metrò) oppure diventa femminile (quando vado a Milano prendo spesso "la
metro").
In effetti è giusto che diventi femminile se è vero, come è vero, che essa
in gran parte si dispiega nell'utero ("metra" in greco) profondo delle
città, a volte con aspetti patologici, quasi fosse una "metrorragia" o una
"metrostenosi".

Per difendermi preventivamente dagli strali che sicuramente mi stai per
lanciare, copio da una Garzantina una definizione di metro che forse ti
immobilizzerà per qualche istante, giusto per darmi il tempo di scappare:
-----------
"il metro è la lunghezza che si ottiene moltiplicando per 1.650.763, 73 la
lunghezza d'onda, nel vuoto, della radiazione del cripto-86 dovuta alla
transizione tra i livelli 2p10 e 5d5".
-----------

Ciao,
Epimeteo
---
"... seduto con le mani in mano
sopra una panchina fredda del metrò,
sei lì che aspetti quello delle 7.30
chiuso dentro il tuo paltò,
un tizio legge attento le istruzioni
sul distributore del caffè..."
(cit. metropolitana)
Enrico Olivetti
2007-09-09 17:33:01 UTC
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Post by Epimeteo
-----------
"il metro è la lunghezza che si ottiene moltiplicando per 1.650.763, 73 la
lunghezza d'onda, nel vuoto, della radiazione del cripto-86 dovuta alla
transizione tra i livelli 2p10 e 5d5".
-----------
niente di più semplice!
Karla
2007-09-09 18:00:30 UTC
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Post by Enrico Olivetti
Post by Epimeteo
-----------
"il metro è la lunghezza che si ottiene moltiplicando per 1.650.763, 73 la
lunghezza d'onda, nel vuoto, della radiazione del cripto-86 dovuta alla
transizione tra i livelli 2p10 e 5d5".
-----------
niente di più semplice!
L'hanno dovuta tirar fuori a posteriori.

k
Karla
2007-09-09 17:55:28 UTC
Permalink
Post by Epimeteo
Post by Karla
Post by Epimeteo
Dobbiamo farcene una ragione...
Certo, anche il metro ha avuto più definizioni. Chissà in futuro...
Già oggi, per esempio, il "metro" spesso prende l'accento sulla "o" (il
"metrò) oppure diventa femminile (quando vado a Milano prendo spesso "la
metro").
In effetti è giusto che diventi femminile se è vero, come è vero, che essa
in gran parte si dispiega nell'utero ("metra" in greco) profondo delle
città, a volte con aspetti patologici, quasi fosse una "metrorragia" o una
"metrostenosi".
Per difendermi preventivamente dagli strali che sicuramente mi stai per
lanciare,
Tranquillo, nessuno strale, ma la misura (metrum) della metra: qual è
l'organo del corpo umano che può aumentare il suo volume più di mille volte?
... no, non è il pene! :-))

k
ADPUF
2007-09-09 21:23:16 UTC
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Post by Epimeteo
Post by Karla
Post by Epimeteo
Dobbiamo farcene una ragione...
Certo, anche il metro ha avuto più definizioni. Chissà in
futuro...
Già oggi, per esempio, il "metro" spesso prende l'accento
sulla "o" (il "metrò) oppure diventa femminile (quando vado a
Milano prendo spesso "la metro").
Io sapevo che era "la metro" a Roma e "il metrò" a Milano, ma si
vede che le usanze cambiano, o che io sapevo male.
Post by Epimeteo
In effetti è giusto che diventi femminile se è vero, come è
vero, che essa in gran parte si dispiega nell'utero ("metra"
in greco) profondo delle città, a volte con aspetti
patologici, quasi fosse una "metrorragia" o una
"metrostenosi".
Che spiegazione del Tube.
Post by Epimeteo
Per difendermi preventivamente dagli strali che sicuramente mi
stai per lanciare, copio da una Garzantina una definizione di
metro che forse ti immobilizzerà per qualche istante, giusto
-----------
"il metro è la lunghezza che si ottiene moltiplicando per
1.650.763, 73 la lunghezza d'onda, nel vuoto, della radiazione
del cripto-86 dovuta alla transizione tra i livelli 2p10 e
5d5".
-----------
Non più.
Adesso si usa la velocità della luce quale costante fisica
fondamentale, di conseguenza il metro è definito come lo spazio
percorso dalla luce nel vuoto in un certo tempo.
Ciò grazie ai miglioramenti nella misurazione del tempo.
Post by Epimeteo
"... seduto con le mani in mano
sopra una panchina fredda del metrò,
sei lì che aspetti quello delle 7.30
chiuso dentro il tuo paltò,
un tizio legge attento le istruzioni
sul distributore del caffè..."
(cit. metropolitana)
"Metropolitano" era anche il vigile, no?


Kraftwerk!
--
"Lis fantatis e vain cun t'un voli e lis maridadis cun doi."
Epimeteo
2007-09-10 06:04:34 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Post by Epimeteo
-----------
"il metro è la lunghezza che si ottiene moltiplicando per
1.650.763, 73 la lunghezza d'onda, nel vuoto, della radiazione
del cripto-86 dovuta alla transizione tra i livelli 2p10 e
5d5".
-----------
Non più.
Adesso si usa la velocità della luce quale costante fisica
fondamentale, di conseguenza il metro è definito come lo spazio
percorso dalla luce nel vuoto in un certo tempo.
Ciò grazie ai miglioramenti nella misurazione del tempo.
Giusto.
Lo sanno cani e porci (con rispetto parlando) che il metro, caduta la
definizione come "pezzettino dell'equatore terrestre" o come "criptolambda",
oggi è definito come "la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un
intervallo di tempo pari a 1/299 792 458 di secondo", ma a questo punto una
domanda sorge spontanea: che cosa sarà un secondo?
Cercando affannosamente con Google (sperando che il Reverendo non lo venga a
sapere), trovo questa definizione:
--------------
Il secondo è la durata di 9.192.631.770 periodi della radiazione
corrispondente alla transizione tra due livelli iperfini, da (F=4, MF=0) a
(F=3, MF=0), dello stato fondamentale dell'atomo di cesio-133.
--------------

E' inutile, qui non ne usciamo vivi...
Post by ADPUF
Post by Epimeteo
un tizio legge attento le istruzioni
sul distributore del caffè..."
(cit. metropolitana)
"Metropolitano" era anche il vigile, no?
Sì, certo, e anche l'arcivescovo, ma per fare prima lo chiamano
"metropolita".
Post by ADPUF
Kraftwerk!
Non avrei mai immaginato Adpuf fan di rock elettronico: non c'è più
religione...
Post by ADPUF
--
"Lis fantatis e vain cun t'un voli e lis maridadis cun doi."
Ripeto: non c'è più religione!

Ciao,
Epimeteo
---
"... la metro dei riflessi,
gli sguardi verso il vetro,
gli appositi sostegni verticali,
le mani che fatali li discendono,
e quelli orizzontali,
in alto i polsi e gli orologi viaggiano da soli.
La metro, i seduti di fronte
sono semplicemente gli avanzati dal viaggio precedente
che andava dove vanno
tutti i presentimenti, eccetera..."
(cit. ipermetrica battipanelliana)
FatherMcKenzie
2007-09-10 06:39:36 UTC
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Ibam forte via Reti, sicut meus est mos, nescio quid meditans nugarum,
totus in illis. Accurrit quidam notus mihi nomine tantum, "Epimeteo"
Post by Epimeteo
il metro, caduta la
definizione come "pezzettino dell'equatore terrestre" o come "criptolambda",
oggi è definito come
e quindi, per misurare la mia scrivania devo lanciare un raggio di
luce nel vuoto e, con l'altra mano, contare 9 miliardi e spiccioli di
periodi della radiazione del menga?
Minchia, passami il metro di legno.
Sarà impreciso, ma se lascrivania risulterà un po' corta per
appoggiarci la stampante, la farò penzolare un po'.
--
"Tutti gli uomini di una nazione sono chiamati, per la legge di Dio
e dell’umanità, ad essere uguali e fratelli" (Giuseppe Mazzini). Però,
"Il proletariato non ha nazione" (anonimo)
LoneStar
2007-09-03 06:29:59 UTC
Permalink
Post by ADPUF
"Decennio" mi pare più preciso di "decade" (che indica una
decina generica, di solito di giorni) e più sintetico di
"decina d'anni".
Ho scoperto adesso che "decade" significa decina di giorni, e non di
anni, come invece e' in inglese ! :)
Post by ADPUF
Io preferisco la precisione sintetica, e poi ho le mie
idiosincrasie...
Si figurati, non dirlo a me ;)

Ciao,
Luigi
Enrico Olivetti
2007-09-03 03:30:28 UTC
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Post by LoneStar
Ritengo che rientri nella normale possibilità di scelta lessicale il
voler usare "decadi", "decenni", o "decine d'anni", tutti sinonimi
perfettamente validi per quanto ne so.
no, una decade equivale a 10 giorni
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