Discussione:
un etimo diffuso ma misterioso (almeno per me)
(troppo vecchio per rispondere)
Davide Pioggia
2009-09-10 20:15:49 UTC
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Nel dialetto della provincia di Ravenna "gridare" si dice _zighé_ e un
"grido" è un _zigh_.

A Bologna e Ferrara "gridare" si dice anche _zigàr_, e un _zigalòn_ è uno
che parla ad alta voce e concitatamente.

A Modena abbiamo _zigh_ e _zighèr_ con i significati che dicevo prima,
ma spostandosi a Piacenza _zigà_ assume il significato di "aizzare".

Questo nuovo significato ci porta a Pavia, dove _sigà_ significa
"stuzzicare".

Spostandoci a Verona _sigàr_ dovrebbe significare "sgridare" o anche
"stridere", mentre a Vicenza una _sigàda_ è una "(s)gridata".

Salendo a Moena abbiamo _cigà(r)_ che significa "strillare", e in Friuli
_cigà_ dovrebbe parimenti significare "gridare".

A Trieste credo ci siano tutti questi termini con i soliti significati:
_zìgo_, _zigà(r)_, _zigàda_, _zigalòn_.

Qualcuno di voi sa da dove (pro)vengono tutti questi termini?

Per quel che mi riguarda posso dire che il romagnolo rende con la
"z sorda romagnola" (fricativa dentale sorda) sia la "z sorda" sia la "c(i)"
dell'italiano, per cui italianizzando quel verbo potremmo ottenere "zigare"
o "cigare".
--
Saluti.
D.
Crononauta
2009-09-10 20:34:37 UTC
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Post by Davide Pioggia
A Bologna e Ferrara "gridare" si dice anche _zigàr_, e un _zigalòn_ è uno
che parla ad alta voce e concitatamente.
A Ferrara "zigàr" vuol dire piangere, e "al zigalòn" è il piagnone;
urlare o parlare concitatamente si dice "svarslàr".
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
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Davide Pioggia
2009-09-10 20:58:04 UTC
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Post by Crononauta
A Ferrara "zigàr" vuol dire piangere, e "al zigalòn" è il piagnone;
urlare o parlare concitatamente si dice "svarslàr".
Ah, allora mi correggo.
Forse quel che ho detto io vale per Bologna.
Se ci leggono dei bolognesi magari ce lo potranno dire.

Una curiosità: "piagere" è sempre _zigàr_ oppure questo verbo si riferisce
ad un tipo particolare di pianto (ad esempio un pianto rumoroso)?
--
Saluti.
D.
Crononauta
2009-09-10 21:28:21 UTC
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Post by Davide Pioggia
Una curiosità: "piagere" è sempre _zigàr_ oppure questo verbo si riferisce
ad un tipo particolare di pianto (ad esempio un pianto rumoroso)?
"Zzigàr" indica "piangere" in senso generico, non ha particolari
vincoli.

P.e. sono ammesse forme tipo "zzigàr d'la cuntantezza" (piangere per la
gioia), e "rìdar pran brisa zzigàr" (ridere per non piangere).
--
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Amleto_il_danese
2009-09-11 06:35:19 UTC
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Post by Crononauta
A Ferrara "zigàr" vuol dire piangere, e "al zigalòn" è il piagnone;
urlare o parlare concitatamente si dice "svarslàr".
anche nel veronese zigar (o sigar) è piangere
gridare è ucolar (o ucular)
Enrico Gregorio
2009-09-10 20:49:05 UTC
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Post by Davide Pioggia
Spostandoci a Verona _sigàr_ dovrebbe significare "sgridare" o anche
"stridere", mentre a Vicenza una _sigàda_ è una "(s)gridata".
Un "sigo" è un "urlo". Esiste pure "criar" che ha significati talvolta
sovrapponibili.

"El me ga sigà (crià) drio" è "mi ha sgridato". "El ga tacà a criare" è
"ha cominciato a piangere"; ma si può, dipende dal contesto, usare
"sigare" anche per "piangere".

Qualcuno lo dà proprio come derivato dal verso del coniglio.

Ciao
Enrico
Davide Pioggia
2009-09-10 21:09:34 UTC
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ma si può, dipende dal contesto, usare "sigare" anche per "piangere".
Come a Ferrara, dunque, stando a quanto ci ha detto Crononauta.

A quanto pare avvicinandosi al Veneto quel termine assume (anche)
quel significato.

Tuttavia se in Romagna significa solo "gridare" e in Veneto significa sia
"gridare" sia "piangere", come mai a Ferrara - che sta in mezzo - significa
solo "piangere"?

Chissà, magari anche a Ferrara un tempo aveva entrambi i significati,
e in seguito ne ha mantenuto uno solo. Io ho un testo di diversi anni fa
che riporta quanto riferito da due ferraresi nati rispettivamente nel 1920 e
nel 1921, e secondo questo testo a Ferrara _zigàr_ significa(va) "gridare"
(lo dico anche per Crononauta, sperando che continui a leggerci).
--
Saluti.
D.
Crononauta
2009-09-10 21:42:37 UTC
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Post by Davide Pioggia
Chissà, magari anche a Ferrara un tempo aveva entrambi i significati,
e in seguito ne ha mantenuto uno solo. Io ho un testo di diversi anni fa
che riporta quanto riferito da due ferraresi nati rispettivamente nel 1920 e
nel 1921, e secondo questo testo a Ferrara _zigàr_ significa(va) "gridare"
(lo dico anche per Crononauta, sperando che continui a leggerci).
Usato nel senso di "parlare ad alta voce", senza rifermenti a lamenti o
pianti, mi giunge nuovo; ma non escludo che in qualche zona fosse (o
tuttora sia) usato con quell'accezione.

Il dialetto ferrarese, come penso tutti gli altri dialetti, non è mai
stato "lingua ufficiale" e tantomeno codificato, per cui ogni zona
sviluppava le proprie varianti locali che potevano differire anche
significativamente da quello delle altre zone.

Il dialetto che senti a Bondeno, per dire, è certamente diverso dal
dialetto che senti ad Argenta.

Ad ogni modo, appena ho occasione di consultare i testi (che hanno i
miei a Ferrara) approfondisco la questione.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
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Davide Pioggia
2009-09-10 21:22:08 UTC
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Post by Enrico Gregorio
Qualcuno lo dà proprio come derivato dal verso del coniglio.
Hai ragione! Ho appena scoperto che in italiano esistono "zigo" e
"zigare" riferiti al verso del coniglio, anche se sono usati raramente.

Ma è possibile che sia una imitazione del verso del coniglio?
Come fa una imitazione ad avere una tale diffusione?

Ad esempio per noi il gallo fa "chicchirichi", ma per i francesi fa
"cocorico". Per noi il cane fa "bau bau", mentre per gli inglesi fa
"wof wof".

Questa cosa della "imitazione del coniglio" non mi convince del tutto.
Anche perché in provincia di Ravenna uno che "ziga" ha ben poco del
coniglio. Più che essere spaventato è uno che fa paura ad altri :-)
--
Saluti.
D.
Epimeteo
2009-09-11 09:02:38 UTC
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Post by Davide Pioggia
Ma è possibile che sia una imitazione del verso del coniglio?
Come fa una imitazione ad avere una tale diffusione?
Ad esempio per noi il gallo fa "chicchirichi", ma per i francesi fa
"cocorico". Per noi il cane fa "bau bau", mentre per gli inglesi fa
"wof wof".
Per gli inglesi il gallo, invece di "chicchirichì" fa "cock-a-doodle-doo".
I galli inglesi devono seguire un corso speciale per poterlo cantare
correttamente.
Per quanto riguarda il coniglio, ho provato a cercare in giro, ma non mi
pare che ci sia una parola sola a questo riguardo, perché dipende da quello
che il coniglio sta facendo e dicendo in un dato momento. In ogni caso si
tratta di termini quasi "normali", usati anche per altri animali: a volte
"snuffle", a volte "chirp", a volte "squeak" e a volte anche "purr", come i
gatti...

Ciao.
Epimeteo
---
"... la campana fa don din don
ed il gallo chicchirichì...
Mezzo assonnato,
sono in piedi già...

(cit. de bello gallico)
ADPUF
2009-09-11 22:31:36 UTC
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Post by Epimeteo
Post by Davide Pioggia
Ma è possibile che sia una imitazione del verso del coniglio?
Come fa una imitazione ad avere una tale diffusione?
Per quanto riguarda il coniglio, ho provato a cercare in giro,
ma non mi pare che ci sia una parola sola a questo riguardo,
perché dipende da quello che il coniglio sta facendo e dicendo
in un dato momento. In ogni caso si tratta di termini quasi
"normali", usati anche per altri animali: a volte "snuffle", a
volte "chirp", a volte "squeak" e a volte anche "purr", come i
gatti...
Io pensavo che i conigli fossero muti.
Di certo quando conoscono una coniglia non perdono tempo in
chiacchiere.
--
"Les gens qui ont bonne conscience ont souvent mauvaise
mémoire."
-- Jacques Brel
Enrico Olivetti
2009-09-12 10:58:22 UTC
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Post by ADPUF
Io pensavo che i conigli fossero muti.
Fannno un verso come quello dei topi, molto più forte, ma solo quando
sono in pericolo e se la stanno facendo sotto
ADPUF
2009-09-12 23:32:36 UTC
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Post by Enrico Olivetti
Post by ADPUF
Io pensavo che i conigli fossero muti.
Fannno un verso come quello dei topi, molto più forte, ma solo
quando sono in pericolo e se la stanno facendo sotto
Io pensavo che anche i topi fossero muti...
--
+¿+
--
Epimeteo
2009-09-13 06:29:28 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Post by Enrico Olivetti
Post by ADPUF
Io pensavo che i conigli fossero muti.
Fannno un verso come quello dei topi, molto più forte, ma solo
quando sono in pericolo e se la stanno facendo sotto
Io pensavo che anche i topi fossero muti...
Adpuf, ragazzo mio, non sarai tu un po' sordo?
Che io sappia, solo i pesci sono muti (o forse, in questo caso, i sordi
siamo noi).
A proposito, lo sapevi che la balena "canta"?
http://it.wikipedia.org/wiki/Versi_degli_animali

Sì, lo so che la balena non è un pesce: "non lo sapessi... ma lo so!" (cit.
incolta)

Ciao.
Epimeteo
---
"...quanno spónta la luna a Marechiare,
pure li pisce 'nce fanno a ll'ammore...
Se revòtano ll'onne de lu mare,
pe' la priezza cágnano culore.
Quanno sponta la luna a Marechiare...

(cit. selenittica)
Roger
2009-09-13 08:25:26 UTC
Permalink
Post by Epimeteo
[...]
Che io sappia, solo i pesci sono muti
Com'è il verso delle lucertole? :-)
Post by Epimeteo
Ciao.
Epimeteo
Roger
FatherMcKenzie
2009-09-13 08:26:10 UTC
Permalink
Com'Ú il verso delle lucertole? :-)
il coccodrillo come fa?
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Epimeteo
2009-09-13 09:38:39 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Post by Roger
Com'è il verso delle lucertole? :-)
il coccodrillo come fa?
Lo sanno tutti: in genere, specialmente dopo mangiato, piagnucola.

Ciao.
Epimeteo
---
"... now you say you're lonely,
you cry the whole night through...
Well, you can cry me a river,
cry me a river,
I cried a river over you..."

(cit. piagnucolosa)
Epimeteo
2009-09-13 09:37:36 UTC
Permalink
Post by Roger
Post by Epimeteo
Che io sappia, solo i pesci sono muti
Com'è il verso delle lucertole? :-)
La lucertola ha una lingua biforcuta: davanti a te dice una cosa, davanti a
me ne dice un'altra.
Non c'è verso di farle dire la stessa cosa...
So che il geco, che è una particolare lucertola, in genera "sibila", però ho
anche trovato una varietà (il "gecko gekko") che "tossisce":
http://www.gpnc.org/Sounds/Tokay%20Gecko.wav

Ciao.
Epimeteo
---
"... con le loro giacche scure e lo spino in mezzo ai denti,
le lucertole del folk giravano le balere,
giravano per suonare, ma pensavano solo a bere...
Dammi un tre, dammi un tre, che la gente vuole ballare,
le lucertole del folk adesso stanno per cominciare.
Versa qui, versa qui, versa un goccio e sentirai..."

(cit. lacertosa)
Enrico Olivetti
2009-09-14 12:12:09 UTC
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Post by Epimeteo
[...]
Che io sappia, solo i pesci sono muti
Com'è il verso delle lucertole? :-)
Fan una specie di Gnak Gnak Gnak molto forte
Crononauta
2009-09-12 23:42:52 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Io pensavo che anche i topi fossero muti...
Suvvia, il topo squittisce! :-)
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <***@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
FatherMcKenzie
2009-09-13 07:51:09 UTC
Permalink
Post by Crononauta
Suvvia, il topo squittisce! :-)
anche le gatte morte.
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Klaram
2009-09-13 10:19:03 UTC
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Post by Crononauta
Post by ADPUF
Io pensavo che anche i topi fossero muti...
Suvvia, il topo squittisce! :-)
Conoscevo un criceto di nome Squiky.

k
Epimeteo
2009-09-14 04:59:19 UTC
Permalink
Post by Klaram
Post by Crononauta
Post by ADPUF
Io pensavo che anche i topi fossero muti...
Suvvia, il topo squittisce! :-)
Conoscevo un criceto di nome Squiky.
C'è qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le "squitinzie"
del mitico "Drive in"?

Epy
---
"...wild boys
never lose it,
wild boys
never chose this way,
wild boys
never close your eyes,
wild boys
always shine...

(cit. epocale)
Roger
2009-09-14 06:30:08 UTC
Permalink
Post by Epimeteo
[...]
C'è qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le
"squitinzie" del mitico "Drive in"?
Lo squittire sta al topo come le squitinzie stanno alla topa.
No, eh? :-)
Post by Epimeteo
Epy
Roger
Crononauta
2009-09-14 08:10:36 UTC
Permalink
Post by Roger
Lo squittire sta al topo come le squitinzie stanno alla topa.
No, eh? :-)
A questo punto, per chiudere il cerchio, devi dire che verso fa la topa :-D
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Epimeteo
2009-09-14 08:45:37 UTC
Permalink
Post by Roger
Post by Epimeteo
C'è qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le
"squitinzie" del mitico "Drive in"?
Lo squittire sta al topo come le squitinzie stanno alla topa.
No, eh? :-)
Uhm...
A me questa spiegazione non sembra così campata in aria.

Epy
---
Tinì Cansino:
http://dailymotion.virgilio.it/video/x22qho_drive-in-tini-cansino

(cit. epica)
Klaram
2009-09-14 15:30:34 UTC
Permalink
Post by Roger
Post by Epimeteo
[...]
C'è qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le
"squitinzie" del mitico "Drive in"?
Lo squittire sta al topo come le squitinzie stanno alla topa.
e come lo squittinare sta alle proff (bone). :-)
Post by Roger
No, eh? :-)
Mah, "squinzia" viene da squincio (a Roma sguincio), sghembo, obliquo.
In piemontese c'è pure "squincio", damerino.

Non so se "squitinzia" sia una variante di squinzia o se sia un altro
termine, forse più volgare.

k
FatherMcKenzie
2009-09-14 15:26:25 UTC
Permalink
Post by Epimeteo
C'è qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le
"squitinzie" del mitico "Drive in"?
sfitinzie
http://www.bastardidentro.it/node/view/4098
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Epimeteo
2009-09-14 17:32:08 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Post by Epimeteo
C'è qualche legame linguistico tra lo squittio dei topi e le
"squitinzie" del mitico "Drive in"?
sfitinzie
http://www.bastardidentro.it/node/view/4098
Ah, giusto, le confondevo con le "squinzie"...

Mi assolva.
Epimeteo
---
"... because I've nothing else here for you
and just because it's easier than the truth,
oh, if there's nothing else that I can do,
I'll fly for you..."

(cit. paninara)

Amleto_il_danese
2009-09-11 06:33:53 UTC
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Post by Davide Pioggia
Per quel che mi riguarda posso dire che il romagnolo rende con la
"z sorda romagnola" (fricativa dentale sorda) sia la "z sorda" sia la "c(i)"
dell'italiano, per cui italianizzando quel verbo potremmo ottenere "zigare"
o "cigare".
infatti a Senigallia si dice prendere un "cighetto" per dire esser stati
sgridati
FatherMcKenzie
2009-09-11 10:54:59 UTC
Permalink
Post by Amleto_il_danese
infatti a Senigallia si dice prendere un "cighetto" per dire esser stati
sgridati
o un cicchetto?
--
Pâs gàr ho aitôn lambánei, kaì ho zetôn heurískei, kaì tô kroúonti
anoigésetai
(Euaggélion katà Loûkan 11,10)
Amleto_il_danese
2009-09-11 11:43:42 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Post by Amleto_il_danese
infatti a Senigallia si dice prendere un "cighetto" per dire esser stati
sgridati
o un cicchetto?
both
Roger
2009-09-11 12:26:00 UTC
Permalink
Post by FatherMcKenzie
Post by Amleto_il_danese
infatti a Senigallia si dice prendere un "cighetto" per dire esser
stati sgridati
o un cicchetto?
Il cicchetto è anche un bicchierozzo di una bevanda alcolica.

Quindi se dico "mi ha dato un cicchetto" non spiego
se sono stato rimproverato oppure se mi ha dato
un liquorino. :-)

Roger
Klaram
2009-09-11 18:09:09 UTC
Permalink
Post by Roger
Post by FatherMcKenzie
Post by Amleto_il_danese
infatti a Senigallia si dice prendere un "cighetto" per dire esser
stati sgridati
o un cicchetto?
Il cicchetto è anche un bicchierozzo di una bevanda alcolica.
Quindi se dico "mi ha dato un cicchetto" non spiego
se sono stato rimproverato oppure se mi ha dato
un liquorino. :-)
Infatti era un modo di dire ironico, in ambito militare piemontese,
per "prendere una lavata di testa" da un superiore.

k
Giovanni
2009-09-11 07:41:43 UTC
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Post by Davide Pioggia
Nel dialetto della provincia di Ravenna "gridare" si dice _zighé_ e un
"grido" è un _zigh_.
A Bologna e Ferrara "gridare" si dice anche _zigàr_, e un _zigalòn_ è uno
che parla ad alta voce e concitatamente.
A Modena abbiamo _zigh_ e _zighèr_ con i significati che dicevo prima,
ma spostandosi a Piacenza _zigà_ assume il significato di "aizzare".
Questo nuovo significato ci porta a Pavia, dove _sigà_ significa
"stuzzicare".
...
Ho dei dubbi su quel sigà=stuzzicare di Pavia. Dall'altra parte del ponte,
stuzzicare è "insigà" (l'equivalente, oserei dire, dell'italiano
"sfruculiare" :-); vedere anche "inzighino". "Sigà" è, anzi era lamentarsi
ad alta voce (un sottoinsieme semantico di "gridare"), preferibilmente
piangendo.
Quando da piccolo mi dicevano "insìga no to fradé", sapevo che presto o
tardi finiva con un "siga no adès".
Il problema, come sempre, è trovare testimoni validi. Ormai anche i vecchi
di Valbondione mandano a fare, invece che a dare: mi mette tanta tristezza.
Giovanni
magica
2009-09-11 13:40:00 UTC
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Post by Giovanni
Ho dei dubbi su quel sigà=stuzzicare di Pavia. Dall'altra parte del ponte,
stuzzicare è "insigà" (l'equivalente, oserei dire, dell'italiano
"sfruculiare" :-); vedere anche "inzighino".
Qui (bassa bergamasca) stuzzicare si dice "sinsigà" e un "sinsiga" è
uno "stuzzicatore".

Ciao.

Gian Carlo
Giovanni
2009-09-11 16:56:42 UTC
Permalink
Post by magica
Post by Giovanni
Ho dei dubbi su quel sigà=stuzzicare di Pavia. Dall'altra parte del ponte,
stuzzicare è "insigà" (l'equivalente, oserei dire, dell'italiano
"sfruculiare" :-); vedere anche "inzighino".
Qui (bassa bergamasca) stuzzicare si dice "sinsigà" e un "sinsiga" è
uno "stuzzicatore".
Suggestivo. Peccato davvero che "sigao" = "taccio", il contrario di quello
che ci serve. "Grido insieme" sarebbe stata un'etimologia da urlo :-),
specialmente in bergamasca.

Il mio professore di greco, fine anni '50, era convinto che all'arrivo dei
turchi molti greci si fossero messi ai remi, senza fermarsi fino ad aver
risalito non solo l'Adriatico, ma un bel pezzo di Po. Però fargli risalire
anche l'Adda forse è chiedere troppo.
Giovanni
SerGiotto
2009-09-11 09:12:02 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
Nel dialetto della provincia di Ravenna "gridare" si dice _zighé_ e un
"grido" è un _zigh_.
A Bologna e Ferrara "gridare" si dice anche _zigàr_, e un _zigalòn_ è uno
che parla ad alta voce e concitatamente.
A Modena abbiamo _zigh_ e _zighèr_ con i significati che dicevo prima,
ma spostandosi a Piacenza _zigà_ assume il significato di "aizzare".
Questo nuovo significato ci porta a Pavia, dove _sigà_ significa
"stuzzicare".
Spostandoci a Verona _sigàr_ dovrebbe significare "sgridare" o anche
"stridere", mentre a Vicenza una _sigàda_ è una "(s)gridata".
Salendo a Moena abbiamo _cigà(r)_ che significa "strillare", e in Friuli
_cigà_ dovrebbe parimenti significare "gridare".
_zìgo_, _zigà(r)_, _zigàda_, _zigalòn_.
Qualcuno di voi sa da dove (pro)vengono tutti questi termini?
Per quel che mi riguarda posso dire che il romagnolo rende con la
"z sorda romagnola" (fricativa dentale sorda) sia la "z sorda" sia la "c(i)"
dell'italiano, per cui italianizzando quel verbo potremmo ottenere "zigare"
o "cigare".
Pensavo che a Modena significasse piangere.
S.
Davide Pioggia
2009-09-11 09:28:12 UTC
Permalink
Post by SerGiotto
Pensavo che a Modena significasse piangere.
Nel frattempo ho chiamato una mia amica di Lugo (io vivo nella provincia di
Rimini, e nel nostro dialetto non esiste alcun termine simile a quello) per
chiedere conferma del modo in cui si usa in provincia di Ravenna. Sono
sicuro che lo si usa spesso per riferirisi ad un grido acuto, perché io
stesso - frequentando quella zona - l'ho sentito usare spesso in quel modo,
ma non posso essere certo di aver colto tutti i contesti possibili.

Ebbene, secondo questa amica se diciamo che qualcuno _zìga_ si solito
significa che sta gridando, ma può trattarsi anche di qualcuno - in
particolare un bambino - che piange a dirotto. Dunque a quanto pare il
significato legato al pianto (o a una forma di pianto) è più diffuso di
quanto pensassi.
--
Saluti.
D.
Crononauta
2009-09-11 18:15:22 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
Nel frattempo ho chiamato una mia amica di Lugo (io vivo nella provincia di
Rimini,
Ecco, io invece ho consultato i "testi sacri" di Ferrarese, il dizionario
etimologico, che riporta per "Zigàr" (è "ufficialmente" scritto con una
zeta sola, anche se ripeto che la fonetica è rispecchiata meglio con
due), il significato di piangere, lamentarsi, commiserarsi.

L'etimologia è derivata dal verso della cicala, che in ferrarese è la
"zigàla".

In nessun modo il verbo è collegato all'urlare o al parlare ad alta
voce; o meglio, può esserlo, se questo urlare è collegato ad un'azione
di disperazione, pianto o commiserazione.
Post by Davide Pioggia
Ebbene, secondo questa amica se diciamo che qualcuno _zìga_ si solito
significa che sta gridando, ma può trattarsi anche di qualcuno - in
particolare un bambino - che piange a dirotto. Dunque a quanto pare il
significato legato al pianto (o a una forma di pianto) è più diffuso di
quanto pensassi.
Paese che vai, usanze e dialetto che trovi :-)
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <***@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
Klaram
2009-09-11 18:51:11 UTC
Permalink
Post by Crononauta
Post by Davide Pioggia
Nel frattempo ho chiamato una mia amica di Lugo (io vivo nella provincia di
Rimini,
Ecco, io invece ho consultato i "testi sacri" di Ferrarese, il dizionario
etimologico, che riporta per "Zigàr" (è "ufficialmente" scritto con una
zeta sola, anche se ripeto che la fonetica è rispecchiata meglio con
due), il significato di piangere, lamentarsi, commiserarsi.
L'etimologia è derivata dal verso della cicala, che in ferrarese è la
"zigàla".
In nessun modo il verbo è collegato all'urlare o al parlare ad alta
voce; o meglio, può esserlo, se questo urlare è collegato ad un'azione
di disperazione, pianto o commiserazione.
Mi sorge un dubbio: non è che stiamo parlando di due termini distinti?

Uno "zigare" (gridare, aizzare) che è onomatopeico e "sidiare" che nei
dialetti diventa sediar (ven.), zidiar (Trent.), zigiar, ecc. che
significa importunare, seccare, ma anche, affaticarsi, impazientirsi,
irritarsi ecc., che viene dal latino med. accidiare?

k
Davide Pioggia
2009-09-12 12:48:16 UTC
Permalink
Post by Klaram
Mi sorge un dubbio: non è che stiamo parlando di due termini distinti?
Anche io sto cominciando a pensare a qualcosa del genere.

Il nesso posto da Cingar fra "zigolo" e "zivolo" è molto interessante, e
come ho detto mi ha offerto degli spunti, però resta il fatto che c'è questa
famiglia di termini, nei quali compare la "g", che sembrano tutti molto
prossimi fra di loro, che hanno dei significati affini, e che per ora mi
sembrano un po' più diffusi nella parte orientale dell'Italia
settentrionale.

Detto questo, concentrarsi sull'italiano "zigolo" o "zigo" potrebbe essere
fuorviante, perché mi sembra di capire che sono termini regionali, per cui
molto probabilmente si tratta della italianizzazione di termini dialettali.

Bisognerebbe allora fare un po' di "linguistica comparata" fra i dialetti
settentrionali, per cercare di capire qual era la forma orginaria del
termine da cui derivano tutti questi.

In un mio intervento precedente ho detto che il romagnolo "zig(h)-" è
compatibile sia con l'italiano (o il latino) "zig(h)-" e "cig(h)-". Però,
ripensandoci meglio, ho dimenticato l'importantissimo fenomeno della
sonorizzazione delle consonanti. Ad esempio l'italiano "cieco" in dialetto
romagnolo diventa "ziig" (nella ortografia del romagnolo non si usano le
doppie vocali, ma qui la metto per far vedere la differenza), e l'italiano
"cicala" (che è stata giustamente nominata) in alcune zone diventa "zghela"
(la caduta della vocale atona pretonica è un fenomeno tipico del romagnolo).

Dunque il romagnolo "zig(h)-" è compatibile con "zig(h)-", "cig(h)-",
"zic(h)-" e "cic(h)-".

Ora, con quali di queste forme sono compatibili i termini che troviamo negli
altri dialetti settentrionali?
--
Saluti.
D.
Klaram
2009-09-12 18:59:10 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
In un mio intervento precedente ho detto che il romagnolo "zig(h)-" è
compatibile sia con l'italiano (o il latino) "zig(h)-" e "cig(h)-".
Però, ripensandoci meglio, ho dimenticato l'importantissimo fenomeno
della sonorizzazione delle consonanti. Ad esempio l'italiano "cieco" in
dialetto romagnolo diventa "ziig" (nella ortografia del romagnolo non si
usano le doppie vocali, ma qui la metto per far vedere la differenza), e
l'italiano "cicala" (che è stata giustamente nominata) in alcune zone
diventa "zghela" (la caduta della vocale atona pretonica è un fenomeno
tipico del romagnolo).
Dunque il romagnolo "zig(h)-" è compatibile con "zig(h)-", "cig(h)-",
"zic(h)-" e "cic(h)-".
Ora, con quali di queste forme sono compatibili i termini che troviamo
negli altri dialetti settentrionali?
Se fosse voce onomatopeica, non potrebbe venire semplicemente da "cicala"?
Zigala (Bologna)--> zigar --> zig(h); zigalon, cicalone.
Zigalar di tuset, vagire.

k
Klaram
2009-09-12 19:13:20 UTC
Permalink
Post by Klaram
Se fosse voce onomatopeica, non potrebbe venire semplicemente da "cicala"?
Zigala (Bologna)--> zigar --> zig(h); zigalon, cicalone.
Zigalar di tuset, vagire.
"Zigala" la troviamo anche in Veneto e a Trieste, dove "zigalon" è uno
che grida sempre e i colori "zigaloni" sono i colori vistosi e di
cattivo gusto.

k
Crononauta
2009-09-12 20:23:52 UTC
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Post by Klaram
Se fosse voce onomatopeica, non potrebbe venire semplicemente da "cicala"?
In ferrarese, infatti, l'etimologia è proprio quella.
--
Massimo Bacilieri AKA Crononauta
Skype: crononauta <***@gmail.com>
Facebook: Massimo Bacilieri
Davide Pioggia
2009-09-12 21:26:35 UTC
Permalink
Post by Crononauta
In ferrarese, infatti, l'etimologia è proprio quella.
Ma se in ferrarese è quella, allora ti sembra possibile che altrove (ad
esempio in Veneto, o in Trentino) sia diversa?

E se è quella dappertutto, allora mi pare che abbiamo fatto una scoperta
importante, no?
--
Saluti.
D.
SerGiotto
2009-09-11 09:15:49 UTC
Permalink
Davide Pioggia ha scritto:
omissis
Post by Davide Pioggia
A Modena abbiamo _zigh_ e _zighèr_ con i significati che dicevo prima,
ma spostandosi a Piacenza _zigà_ assume il significato di "aizzare".
omissis

Tratto da Al trist Guccini (blues in modenese da non perdere)

(omissis)
A sun da sol d'long a la streda
e a zigh daboun, comm un putein
a sun da sol d'long a la streda
e a ZIGH daboun, comm un putein
l'è primavera in dal lunari
ma a per ch'il'inveren a l sia turnee
l'è primavera in dal lunari
ma a per ch'il'inveren a I sia turnee
(omissis)


In questo senso ZIGARE prende significato di piangere o piagnucolare
come un bambino (putein)
Davide Pioggia
2009-09-11 09:38:59 UTC
Permalink
Post by SerGiotto
e a zigh daboun
Ti chiedo un chiarimento che dovrebbe essere ovvio, ma non si sa mai.

Qui da noi _da bon_ (con le varianti _da boun_, o _da bo_ con la "o" nasale)
significa "davvero" (letteralmente "dabbuono"), nel senso di molto,
parecchio, sul serio, eccetera.

Ecco, immagino che il modenese _daboun_ corrisponda al nostro _da bon_,
giusto?
Post by SerGiotto
In questo senso ZIGARE prende significato di piangere o piagnucolare come
un bambino (putein)
Se, come dicevo, _daboun_ significa quel che significa qui da noi, allora
non direi che sta piagnucolando, ma sto proprio piangendo a diritto, come
piangono spesso i bambini.
--
Saluti.
D.
Davide Pioggia
2009-09-11 09:42:30 UTC
Permalink
piangendo a diritto...
Ovviamente è "a dirotto".
SerGiotto
2009-09-11 13:23:31 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
Post by SerGiotto
e a zigh daboun
Ti chiedo un chiarimento che dovrebbe essere ovvio, ma non si sa mai.
Qui da noi _da bon_ (con le varianti _da boun_, o _da bo_ con la "o" nasale)
significa "davvero" (letteralmente "dabbuono"), nel senso di molto,
parecchio, sul serio, eccetera.
Ecco, immagino che il modenese _daboun_ corrisponda al nostro _da bon_,
giusto?
Post by SerGiotto
In questo senso ZIGARE prende significato di piangere o piagnucolare come
un bambino (putein)
Se, come dicevo, _daboun_ significa quel che significa qui da noi, allora
non direi che sta piagnucolando, ma sto proprio piangendo a diritto, come
piangono spesso i bambini.
Sai che non so in questo paritcolare caso non possa significare DI
NUOVO. Non ne sono sicuro. Di solito significa "davvero", come dici tu.
ciao
Sergiotto
Davide Pioggia
2009-09-11 13:40:21 UTC
Permalink
Post by SerGiotto
Tratto da Al trist Guccini (blues in modenese da non perdere)
L'ho trovato:


Riesco a capire tutto perfettamente (basta questo per dire che esiste un
unico dialetto emiliano-romagnolo?).

L'unica perplessità ce l'ho nel punto in cui dice:
"e quand l'è gnuda[?] to medra".
Capisco dal contesto che vuol dire "venuta", ma da noi sarebbe
"vnuda", mentre a me sembra che Guccini dica proprio "gnuda".
Si dice così?
--
Saluti.
D.
Cingar
2009-09-11 11:56:07 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
[...]
A Modena abbiamo _zigh_ e _zighèr_ con i significati che dicevo prima,
ma spostandosi a Piacenza _zigà_ assume il significato di "aizzare".
Parente stretto dell'italiano "inzigare", quindi. Il De Mauro lo dà
come obsoleto ma qui in Lombardia si usa comunemente.
Post by Davide Pioggia
_zìgo_, _zigà(r)_, _zigàda_, _zigalòn_.
E questo va a braccetto con l'italiano "zigolo" (o "zivolo",
"sivolo"), un uccello che fa un verso particolarmente stridente.
Post by Davide Pioggia
Qualcuno di voi sa da dove (pro)vengono tutti questi termini?
Non so, ma a me suona promettente l'alternanza consonantica che si
nota fra "zigolo" e "zivolo": non potrebbe esserci una parentela con
"sibilo" e "zuffolo"?

--
Cingar
Giovanni Drogo
2009-09-11 12:16:35 UTC
Permalink
Post by Cingar
E questo va a braccetto con l'italiano "zigolo" (o "zivolo",
"sivolo"), un uccello che fa un verso particolarmente stridente.
mai sentito ma se fosse "sifolo" (sostantivo) direi fischiante
Post by Cingar
Non so, ma a me suona promettente l'alternanza consonantica che si
nota fra "zigolo" e "zivolo": non potrebbe esserci una parentela con
"sibilo" e "zuffolo"?
infatti "sifolare" in milanese significa fischiare, e "sifolo" fischio,
con tale parentela probabile anche per me.

"sifolo" ("sifulo") aggettivo pero' indica qualcosa che non funziona
troppo bene, come in "ho una gamba sifula"
--
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Cingar
2009-09-11 12:45:45 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
[...]
Post by Cingar
Non so, ma a me suona promettente l'alternanza consonantica che si
nota fra "zigolo" e "zivolo": non potrebbe esserci una parentela con
"sibilo" e "zuffolo"?
infatti "sifolare" in milanese significa fischiare, e "sifolo" fischio,
con tale parentela probabile anche per me.
Per essere chiari, la parentela fra "zuffolo" e "sibilo" è certa (è la
solita coppia formata da un termine popolare e un latinismo colto,
entrambi derivati dalla stessa radice, come "ristoro" e "restauro",
"giorno" e "diurno", "stròlago" e "astrologo", ecc.). È la parentela
con "zigolo" che è una mia supposizione.
Post by Giovanni Drogo
"sifolo" ("sifulo") aggettivo pero' indica qualcosa che non funziona
troppo bene, come in "ho una gamba sifula"
Secondo me qui c'è tutta una catena di metafore: probabilmente flauti
e fischietti (che io m'immagino fatti con un rametto di sambuco) erano
giocattoli molto comuni fra i bambini di un tempo, perciò il verbo
"sifolà", letteralmente "fischiare, zuffolare" ha preso il significato
di "oziare, cazzeggiare, perder tempo". Di conseguenza. il sostantivo
"sìfol", oltre a quello di "fischietto", ha preso il senso di
"carabattola, cosa inutile", e da qui sarà nato l'aggettivo "sìfol/
sìfola" nel senso di "inutile" e, successivamente, di "inutilizzabile,
inservibile".

--
Cingar
Cingar
2009-09-11 12:54:39 UTC
Permalink
[...]
Post by Giovanni Drogo
"sifolo" ("sifulo") aggettivo pero' indica qualcosa che non funziona
troppo bene, come in "ho una gamba sifula"
[...] il sostantivo
"sìfol", oltre a quello di "fischietto", ha preso il senso di
"carabattola, cosa inutile", e da qui sarà nato l'aggettivo "sìfol/
sìfola" nel senso di "inutile" e, successivamente, di "inutilizzabile,
inservibile".
A propostito, dimenticavamo che il sostantivo "sìfol" e il suo
accrescitivo "sifolòtt" significano anche "stolto, sempliciotto,
ritardato". I non milanesi avranno forse sentito la forma
italianizzata "zifulotto", usata spesso nei loro sketch da Aldo,
Giovanni e Giacomo.

--
Cingar
GraZia
2009-09-11 13:19:50 UTC
Permalink
Post by Cingar
Post by Cingar
I non milanesi avranno forse sentito la forma
italianizzata "zifulotto", usata spesso nei loro sketch da Aldo,
Giovanni e Giacomo.
Ma non era quando facevano gli svizzeri?
GraZia
Cingar
2009-09-11 14:26:30 UTC
Permalink
Post by GraZia
Post by Cingar
Post by Cingar
I non milanesi avranno forse sentito la forma
italianizzata "zifulotto", usata spesso nei loro sketch da Aldo,
Giovanni e Giacomo.
Ma non era quando facevano gli svizzeri?
Già. E che dialetto parlano in Svizzera? :-)

A Milano si dice "sifulotto": la pronuncia con la "z" è tipica del
comasco-ticinese, e uno dei personaggi più famosi di Giovanni Storti è
appunto il "zignor" Rezzonico, "zpeaker" della televisione "zvizzera".

--
Cingar
GraZia
2009-09-11 15:30:25 UTC
Permalink
Cingar <***@libero.it> ha scritto:

A Milano si dice "sifulotto": la pronuncia con la "z" è tipica del
comasco-ticinese, e uno dei personaggi più famosi di Giovanni Storti è
appunto il "zignor" Rezzonico, "zpeaker" della televisione "zvizzera".

Sì, era quello che intendevo anch'io, zifulotto non mi sembrava italianizzato,
ma una forma tipica del dialetto ticinese o giù di lì. A Milano infatti è
sifulotto, confermo. Troppo forte Giovanni, comunque, quando fa lo svizzero.
Anche se tra i tre quello che mi fa ridere di più di solito è Aldo.

GraZia
Cingar
2009-09-11 16:39:13 UTC
Permalink
Post by GraZia
[...]
Sì, era quello che intendevo anch'io, zifulotto non mi sembrava italianizzato,
ma una forma tipica del dialetto ticinese o giù di lì. A Milano infatti è
sifulotto, confermo. Troppo forte Giovanni, comunque, quando fa lo svizzero.
Anche se tra i tre quello che mi fa ridere di più di solito è Aldo.
Fra parentesi, su Aldo Baglio ho appena scoperto una cosa
strabiliante, almeno per me: pare che dal vivo abbia un accento
smaccatamente milanese, come e più degli altri due! L'accento
siciliano che mostra sul palco è una pura finzione teatrale.

--
Cingar
GraZia
2009-09-11 17:35:03 UTC
Permalink
Post by Cingar
Fra parentesi, su Aldo Baglio ho appena scoperto una cosa
strabiliante, almeno per me: pare che dal vivo abbia un accento
smaccatamente milanese, come e più degli altri due! L'accento
siciliano che mostra sul palco è una pura finzione teatrale.
Veramente? Però è nato a Palermo...

GraZia
magica
2009-09-11 13:52:52 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
infatti "sifolare" in milanese significa fischiare, e "sifolo" fischio,
con tale parentela probabile anche per me.
Qui (bassa bergamasca) "sifulà" significa anche infinocchiare. E
infatti la "sifulada" è la fregatura.

"Séfol" è lo zufolo, "sifulì" il fischietto. "Séfol" però significa
anche sciocco, babbeo.

Ciao.

Gian Carlo
Cingar
2009-09-11 12:19:56 UTC
Permalink
Post by Cingar
[...]
Non so, ma a me suona promettente l'alternanza consonantica che si
nota fra "zigolo" e "zivolo": non potrebbe esserci una parentela con
"sibilo" e "zuffolo"?
Mi convince ancor di più dopo che ho scoperto il latino
"insibilare" (variate fonetica "insufilare"), che ha il senso
letterale di ""soffiare dentro, gonfiare col fiato" e quello
metaforico di "inzigare, tentare".

Il passaggio semantico da "soffio" a "grido" non richiede particolari
spiegazioni: il verso di molti animali è un sibilo più o meno sonoro.
Il passaggio da "soffiare dentro" a "istigare" si spiega facilmente
con la tradizione ebraico/cristiano/islamica secondo cui Satana
tenterebbe i peccatori sibilando impercettibilmente nel loro orecchio.

Anche i verbi italiani "soffiare" e "sobillare" saranno sicuramente
della stessa famiglia (sorprendente il numero di varianti fonetiche
che questa radice assume).

--
Cingar
Davide Pioggia
2009-09-11 12:23:11 UTC
Permalink
Mi convince ancor di più...
Grande!

Sapevo di poter contare su di te :-)
--
Saluti.
D.
Cingar
2009-09-11 16:40:00 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
Mi convince ancor di più...
Grande!
Sapevo di poter contare su di te :-)
Be', "contare", guarda che sono tutte supposizioni...

--
Cingar
Davide Pioggia
2009-09-11 16:50:54 UTC
Permalink
Post by Cingar
Be', "contare", guarda che sono tutte supposizioni...
Guarda che io non cerco necessariamente la Verità :-)
Spesso mi basta qualche stimolo che possa farmi riflettere, una
informazione di cui non disponevo, un nesso che mi era sfuggito,
eccetera. Poi magari continuo a ragionarci fra me e me.
--
Saluti.
D.
Klaram
2009-09-11 18:30:52 UTC
Permalink
Post by Cingar
Post by Davide Pioggia
[...]
A Modena abbiamo _zigh_ e _zighèr_ con i significati che dicevo prima,
ma spostandosi a Piacenza _zigà_ assume il significato di "aizzare".
Parente stretto dell'italiano "inzigare", quindi. Il De Mauro lo dà
come obsoleto ma qui in Lombardia si usa comunemente.
Post by Davide Pioggia
_zìgo_, _zigà(r)_, _zigàda_, _zigalòn_.
E questo va a braccetto con l'italiano "zigolo" (o "zivolo",
"sivolo"), un uccello che fa un verso particolarmente stridente.
Aggiungo che "zigare" (c'è anche sul Petrocchi) si dice del verso di
alcuni animali. Voce di area veneta, trentina ed emiliana.
Il trentino "zegar" (aizzare) assieme al lombardo "inzigar" e "sinsigà"
all'aretino "inzigliere" e all'italiano "inzigare" appartengono ad una
serie onomatopeica analoga.

k
Massimo
2009-09-11 23:26:10 UTC
Permalink
Post by Davide Pioggia
Nel dialetto della provincia di Ravenna "gridare" si dice _zighé_ e un
"grido" è un _zigh_.
Spostandoci a Verona _sigàr_ dovrebbe significare "sgridare" o anche
"stridere", mentre a Vicenza una _sigàda_ è una "(s)gridata".
.... e altro
Nel vicentino si diceva "sigàre" o "osàre" per gridare, alzare la
voce, "criare" ( gridare?) o "pianzere" per piangere, "sigolare" per
fischiettare, "sigo" per grido, "sigolo" o " fis-cio" per fischio
( e forse "supioto" per zufolo)
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