Discussione:
[Dialetto] Strepenaa
(troppo vecchio per rispondere)
Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli
2004-04-30 16:43:10 UTC
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Ho risentito oggi quest'aggettivo, al femminile (strepenada). E' un
aggettivo stupendo. C'è qualcosa di simile anche negli altri dialetti?
Inoltre, a occhio e croce forse sarebbe preferibile la grafia "streppenaa",
con due "p" (che poi van pronunziate scempie, come sempre in milanese); voi,
che tutto sapete, che ne pensate?
Ah, già; significa qualcosa come "malvestito", ma ha tutt'un altro sapore
rispetto a "malvestito".
Ciao
Ale


--
Namárië Valinor
Galnick
2004-05-01 20:09:55 UTC
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Post by Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli
Ho risentito oggi quest'aggettivo, al femminile (strepenada). E' un
aggettivo stupendo. C'è qualcosa di simile anche negli altri dialetti?
I don't know. Azzardo uno */sciancatu/ calabrese, ma non ne sono certo.
Post by Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli
Inoltre, a occhio e croce forse sarebbe preferibile la grafia
"streppenaa", con due "p" (che poi van pronunziate scempie, come
sempre in milanese); voi, che tutto sapete, che ne pensate?
Doppia: devi pensare ad un'ipotetica italianizzazione, */streppenato/ e non
*/strepenato/. Ho sentito come varianti locali anche /strappenàa/, e
ipotizzerei anche l'esistenza di uno */sterpenàa/.
Btw, odio la scrittura finale -àa- dei participi. Io ho adottato l'accento
circonflesso e la lettera scempia: -â- in luogo di -àa-, -û- in luogo
di -üü-. Il circonflesso mi è utile anche per distinguere -ò- (/'o/) da -ô-
(/'u/)...
Post by Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli
Ah, già; significa qualcosa come "malvestito", ma ha tutt'un altro
sapore rispetto a "malvestito".
Già!
Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli
2004-05-02 13:07:45 UTC
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Post by Galnick
Doppia: devi pensare ad un'ipotetica italianizzazione, */streppenato/ e non
*/strepenato/. Ho sentito come varianti locali anche /strappenàa/, e
ipotizzerei anche l'esistenza di uno */sterpenàa/.
L'immaginavo. Anche lo "*sterpenaa", m'immaginavo, a dirla tutta.
Post by Galnick
Btw, odio la scrittura finale -àa- dei participi.
Lo capisco, ma mi attengo alla scrittura del Porta.
Ciao
Ale


--
Namárië Valinor
Galnick
2004-05-03 20:32:25 UTC
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Post by Alessandro "Tagt The Spellcaster" Valli
Lo capisco, ma mi attengo alla scrittura del Porta.
Io per un po', volendo cercare una scrittura completamente fonetica per i
dialetti milanesi del nord-ovest e che mettesse d'accordo tutti (compresa
la mia Rho dalle vocali chiuse e dalle é che diventano à e dalle è che
diventano é), mi sono divertito a creare sistemi di scrittura diversi, anche
abbastanza complicati... La scrittura di Porta mi sembra troppo etimologica,
pur essendo intelligente, utilizzando -o- per il suono /u/, per ragioni
etimologiche e perchè la -o- pura in milanese non c'è (eccettuata la ò
accentata, sempre aperta). Non ero d'accordo sulle doppie e sulle zeta
(trattate alla stregua di semplici esse). Ho inventato così tre diversi
sistemi di scrittura. Ora mi sono avvicinato di più a quello del Porta, però
ho mantenuto alcune mie tradizioni (i circonflessi in particolar modo,
nonché l'importanza delle quantità e la perdita tipicamente rhodense delle
desinenze in -et e dell'articolo el per far spazio a desinenze
corrispondenti all'imperativo e all'articolo rhodense che suona piuttosto
"al").
Bisognerebbe discuterne, sul metodo del Porta... È comodo, ma imho troppo
legato all'Italiano... Altre cose: esempio "ris'cià" diverso da "riscià" mi
sembrava brutto e così ho tentato una via alternativa scrivendo "riscià" e
"rishià" (nel secondo caso ho mantenuto la -i- perché è dieresizzata)... Uso
spesso il verbo "mes'cià" ma questa scrittura non mi piace...

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