Discussione:
Periodo ipotetico di II/III tipo
(troppo vecchio per rispondere)
B.B.
2018-07-30 13:20:15 UTC
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Su questo gruppo abbiamo discusso più di una volta di come l'italiano, a
differenza del latino, non distingua formalmente tra periodo ipotetico
della possibilità e dell'irrealtà.

In particolare, memore di pomeriggi passati durante la scuola media a
spaccare il capello per decidere se una protasi fosse possibile o
irreale, mi sono espresso contro la regola grammaticale tradizionale che
vuole la distinzione tra II e III tipo anche in italiano. Un semplice
rasoio di Occam applicato al periodo ipotetico.

Del resto, gli inglesi vivono benissimo senza fare una distinzione
grammaticale tra possibilità e irrealtà. Distinguono invece tra
condizionali improbabili o controfattuali nel presente (simple
past/present conditional) e condizionali controfattuali nel passato
(past perfect/past conditional).

Oggi però mi sono reso conto che sopravvive, in italiano, un caso in cui
il periodo ipotetico è chiaramente della possibilità e non
dell'irrealtà: quello in cui la protasi utilizza il congiuntivo
imperfetto del verbo "dovere" (in seguito: protasi dubitativa).

1) Se piovesse, i campi non sarebbero così aridi

2) Se dovesse piovere, potremmo avere un buon raccolto

Nella 2), a differenza che nella 1), la protasi si riferisce
necessariamente al futuro, per via dell'uso del verbo "dovere", e quindi
non può essere controfattuale dato che nessuno può dire con certezza se
in futuro pioverà o no.

3) Se Paolo fosse malato, certamente non sarebbe in palestra.

4) Se Paolo dovesse essere malato, certamente non sarebbe in palestra.

Nella 4), il verbo "dovere" esplicita il fatto che il parlante non sa
con certezza se Paolo sia malato o no. Nella 3), invece, può darsi che
abbia visto Paolo in palestra e stia dunque deducendo che non può essere
malato.

Da notare che la protasi dubitativa ammette l'apodosi con l'indicativo
futuro o l'imperativo, che se si toglie il verbo "dovere" stona un po':

5) Se dovessi incontrare Gianni, te lo dirò.

6) Se dovessi ritrovare il mio cellulare, mandami un'email.


Forse avrebbe davvero senso distinguere tre tipi di periodo ipotetico,
ma in maniera diversa da ciò che fanno le grammatiche:

-a- Periodo ipotetico reale (con la protasi all'indicativo)

-b- Periodo ipotetico dubitativo, cioè non reale e non controfattuale
(con la protasi in forma dubitativa e l'apodosi al futuro, imperativo, o
condizionale); oggi è un sottinsieme stretto di quello che chiamiamo II
tipo.

-c- Periodo ipotetico non reale, che può anche essere controfattuale
(con la protasi al congiuntivo e l'apodosi al condizionale); corrisponde
all'unione del II e III tipo, fatta eccezione per quelle frasi che
ricadono sotto la -b-.

--bb
Mad Prof
2018-07-30 19:40:51 UTC
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Post by B.B.
4) Se Paolo dovesse essere malato, certamente non sarebbe in palestra.
Nella 4), il verbo "dovere" esplicita il fatto che il parlante non sa
con certezza se Paolo sia malato o no.
La 4 mi suona strana, penso per i due verbi essere. Mi sembrerebbe più
naturale così:

Se Paolo dovesse ammalarsi, certamente non andrebbe più in palestra.
--
Sanity is not statistical
B.B.
2018-07-31 12:22:00 UTC
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Post by Mad Prof
Post by B.B.
4) Se Paolo dovesse essere malato, certamente non sarebbe in palestra.
Nella 4), il verbo "dovere" esplicita il fatto che il parlante non sa
con certezza se Paolo sia malato o no.
La 4 mi suona strana, penso per i due verbi essere. Mi sembrerebbe più
Se Paolo dovesse ammalarsi, certamente non andrebbe più in palestra.
Sembra un po' strana anche a me, di solito quando usiamo la forma
dubitativa ci riferiamo al futuro, ma forse in un contesto più ampio
questa combinazione è accettabile.

"Di solito a quest'ora Paolo lavora, ma se per caso dovesse essere
malato, lo troveresti senz'altro a casa".

--bb

Bruno Campanini
2018-07-31 01:51:13 UTC
Permalink
Post by B.B.
Su questo gruppo abbiamo discusso più di una volta di come l'italiano, a
differenza del latino, non distingua formalmente tra periodo ipotetico della
possibilità e dell'irrealtà.
In particolare, memore di pomeriggi passati durante la scuola media a
spaccare il capello per decidere se una protasi fosse possibile o irreale, mi
sono espresso contro la regola grammaticale tradizionale che vuole la
distinzione tra II e III tipo anche in italiano. Un semplice rasoio di Occam
applicato al periodo ipotetico.
Del resto, gli inglesi vivono benissimo senza fare una distinzione
grammaticale tra possibilità e irrealtà. Distinguono invece tra condizionali
improbabili o controfattuali nel presente (simple past/present conditional) e
condizionali controfattuali nel passato (past perfect/past conditional).
Oggi però mi sono reso conto che sopravvive, in italiano, un caso in cui il
periodo ipotetico è chiaramente della possibilità e non dell'irrealtà: quello
in cui la protasi utilizza il congiuntivo imperfetto del verbo "dovere" (in
seguito: protasi dubitativa).
1) Se piovesse, i campi non sarebbero così aridi
2) Se dovesse piovere, potremmo avere un buon raccolto
Nella 2), a differenza che nella 1), la protasi si riferisce necessariamente
al futuro, per via dell'uso del verbo "dovere", e quindi non può essere
controfattuale dato che nessuno può dire con certezza se in futuro pioverà o
no.
3) Se Paolo fosse malato, certamente non sarebbe in palestra.
4) Se Paolo dovesse essere malato, certamente non sarebbe in palestra.
Nella 4), il verbo "dovere" esplicita il fatto che il parlante non sa con
certezza se Paolo sia malato o no. Nella 3), invece, può darsi che abbia
visto Paolo in palestra e stia dunque deducendo che non può essere malato.
Da notare che la protasi dubitativa ammette l'apodosi con l'indicativo futuro
5) Se dovessi incontrare Gianni, te lo dirò.
6) Se dovessi ritrovare il mio cellulare, mandami un'email.
Forse avrebbe davvero senso distinguere tre tipi di periodo ipotetico, ma in
-a- Periodo ipotetico reale (con la protasi all'indicativo)
-b- Periodo ipotetico dubitativo, cioè non reale e non controfattuale (con la
protasi in forma dubitativa e l'apodosi al futuro, imperativo, o
condizionale); oggi è un sottinsieme stretto di quello che chiamiamo II tipo.
-c- Periodo ipotetico non reale, che può anche essere controfattuale (con la
protasi al congiuntivo e l'apodosi al condizionale); corrisponde all'unione
del II e III tipo, fatta eccezione per quelle frasi che ricadono sotto la
-b-.
Quando leggo di protasi e apodosi penso subito al mio dentista
e alla necessità di mettermi a dieta.
Non intendo essere irriverente, desidero solo precisare il livello
di cultura linguistica di chi si accinge a risponderti.
Col che certamente sarebbe opportuno io mi tacessi.

3, 4
- Stai andando in palestra, non sai se vi incontrerai Paolo:
Se Paolo è|fosse malato, certamente non sarà in palestra.

- Sei in palestra e noti la presenza di Paolo:
Se Paolo fosse malato certamente non sarebbe qui.
(sostituire fosse con dovesse essere... deve far pensare
che potrebbe essere malato e si vuol tener segreta
la circostanza?)

5
- Se incontro Gianni te lo dico.
Se incontrassi Gianni te lo direi.
(se dovessi incontrare... deve far pensare alla circostanza
altamente improbabile d'incontrarlo?)

6 - Se (TU) dovessi ritrovare il mio cellulare, mandami un'email.
Con quel dovessi ritrovare si vuole anche qui affermare
l'improbabilità del ritrovamento?

Pensieri notturni.
Bruno
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