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accentazione
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e***@studiober.com
2018-11-30 13:34:48 UTC
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Buoingiuorno.
Perchè è consentita dall'Accademia della Crusca la pronuncia Tessalònica anzichè Tessalonìca, visto che l'ultima è lunga?
Grazie. Edoardo Bernkopf
Voce dalla Germania
2018-11-30 14:48:24 UTC
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Post by e***@studiober.com
Buoingiuorno.
Perchè è consentita dall'Accademia della Crusca la pronuncia Tessalònica anzichè Tessalonìca, visto che l'ultima è lunga?
Grazie. Edoardo Bernkopf
Non solo è consentita, ma è anche l'unica mai sentita e
l'unica riportata p.es. da Treccani online alla voce
"tessalonicese".
Perché abbiamo ritratto sulla o l'accento, che in latino e
greco (antico e moderno) è sulla i? Bella domanda! Se
qualcun altro ha il tempo di fare ricerche nelle fonti
medievali ...
Father McKenzie
2018-11-30 20:31:58 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Perché abbiamo ritratto sulla o l'accento, che in latino e
greco (antico e moderno) è sulla i? Bella domanda! Se
qualcun altro ha il tempo di fare ricerche nelle fonti
medievali ...
Per ossìmoro/ossimòro discorso leggermente diverso, perché la penultima
è lunga in latino e greco(omega); il greco si regola in base alla
quantità dell'ULTIMA sillaba, ed essendo breve, l'accento ha la
possibilità di cadere sulla terzultima, οξ`υμωρος, come avviene in
italiano corrente. In latino, che invece tiene conto della penultima
sillaba, l'accento va sulla penultima lunga: oxym'orus. Nonostante
questo, in italiano la maggioranza preferisce la pronuncia sdrucciola,
solo pochi ultrà si battono per ossimòro, che si conformerebbe alla
pronuncia di molte parole acquistite in italiano dal greco, ma tramite
il latino. Discorso ancora diverso per sostantivi di origine greca usati
in medicina e biologia (stenosi, flogosi, necrosi, però artrósi)che
molti medici pronunciano sdrucciole, derivandole direttamente dal greco,
forse con qualche di ragione trattandosi di neoformazioni che, in
latino, non erano proprio di uso comune, se pure sesistevano.
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
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