Discussione:
Nugace
(troppo vecchio per rispondere)
Mad Prof
2018-10-01 20:43:37 UTC
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Aggettivo di cui scopro solo ora l’esistenza, per essermi imbattuto
nell’inglese nugacity…

Secondo il Devoto-Oli, nugace: di poco conto, frivolo.
--
Sanity is not statistical
*GB*
2018-10-01 21:18:50 UTC
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Post by Mad Prof
Aggettivo di cui scopro solo ora l’esistenza, per essermi imbattuto
nell’inglese nugacity…
Secondo il Devoto-Oli, nugace: di poco conto, frivolo.
A prima vista pare il contrario di sagace. Comunque:

http://www.lineziario.com/2017/11/14/nugace/

Nugace

che parla molto, ma in modo frivolo e inconcludente

Bye,

*GB*
*GB*
2018-10-01 21:28:57 UTC
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Post by *GB*
http://www.lineziario.com/2017/11/14/nugace/
  Nugace
  che parla molto, ma in modo frivolo e inconcludente
Inoltre:

http://www.sapere.it/sapere/dizionari/traduzioni/latino-italiano/N/nugax%2C--%C4%81cis.html

nugax, -ācis

agg frivolo, inetto, ciarliero.

Bye,

*GB*
Roger
2018-10-02 12:26:41 UTC
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Post by Mad Prof
Aggettivo di cui scopro solo ora l’esistenza, per essermi imbattuto
nell’inglese nugacity…
Secondo il Devoto-Oli, nugace: di poco conto, frivolo.
Ma anche "letterario"
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Roger
2018-10-02 12:29:30 UTC
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Post by Mad Prof
Aggettivo di cui scopro solo ora l’esistenza, per essermi imbattuto
nell’inglese nugacity…
Secondo il Devoto-Oli, nugace: di poco conto, frivolo.
Nello Zingarelli non c'è.
Penso che potrò continuare a farne a meno come ho fatto finora. :-)
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
*GB*
2018-10-02 21:00:04 UTC
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Post by Roger
Nello Zingarelli non c'è.
Penso che potrò continuare a farne a meno come ho fatto finora. :-)
Ma perché? E' un buon ibrido tra loquace e fugace... dato che esiste,
usiamolo!

Bye,

*GB*
Roger
2018-10-03 12:56:28 UTC
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Post by *GB*
Post by Roger
Nello Zingarelli non c'è.
Penso che potrò continuare a farne a meno come ho fatto finora. :-)
Ma perché? E' un buon ibrido tra loquace e fugace... dato che esiste,
usiamolo!
Sì, un aggettivo che persino i dizionari (alcuni) non conoscono!
Mi chiderebbero se sono improvvisamente impazzito :-)
Usalo pure tu, sei autorizzato :-)
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
edi'®
2018-10-03 13:09:21 UTC
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Post by Roger
dato che esiste, usiamolo!
Sì, un aggettivo che persino i dizionari (alcuni) non conoscono!
Mi pare un'argomentazione decisamente nugace! :-D

E.D.
Maurizio Pistone
2018-10-02 12:34:22 UTC
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Post by Mad Prof
Secondo il Devoto-Oli, nugace: di poco conto, frivolo.
sconosciuto al De Mauro, che però riporta, con lo stesso significato,
nugatorio
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Mad Prof
2018-10-02 20:01:41 UTC
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Post by Maurizio Pistone
sconosciuto al De Mauro, che però riporta, con lo stesso significato,
nugatorio
Nel vocabolario Treccani mancano entrambi, ma ci si trova nugae, da cui
sia nugace che nugatorio devono essere derivati.

nugae s. f. pl., lat. – Propr., inezie, bagattelle, cose da poco, detto
talvolta (anche nel dim. nugellae) di composizioni letterarie alle quali
l'autore non dà o dice di non voler dare peso; in questo senso, la
parola è stata usata da Catullo, da Orazio e anche dal Petrarca.
Rara la forma italianizzata nuge o nughe: Onore e castità son ciance e
nughe (Tansillo); la plebe si pasce di nuge (Rovani).

Curioso comunque il suffisso -atorio di nugatorio. Tutti gli aggettivi
con questo suffisso che mi vengono in mente derivano da verbi
(rotatorio, diffamatorio, canzonatorio, etc.). Non so se in italiano sia
mai esistito il verbo nugare. Probabilmente nugatorio viene direttamente
dal latino nugatorius, a sua volta dal verbo nugari.
--
Sanity is not statistical
Maurizio Pistone
2018-10-03 09:10:50 UTC
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Post by Mad Prof
Nel vocabolario Treccani mancano entrambi, ma ci si trova nugae, da cui
sia nugace che nugatorio devono essere derivati.
nugae s. f. pl., lat. – Propr., inezie, bagattelle, cose da poco, detto
talvolta (anche nel dim. nugellae) di composizioni letterarie alle quali
l'autore non dà o dice di non voler dare peso; in questo senso, la
parola è stata usata da Catullo, da Orazio e anche dal Petrarca.
Rara la forma italianizzata nuge o nughe: Onore e castità son ciance e
nughe (Tansillo); la plebe si pasce di nuge (Rovani).
il termine nugae però non viene mai integrato nella lingua italiana,
viene quasi sempre usato come termine latino dotto.

=====

nuge del Rovani (un autore un po' stravagante, "scapigliato") è sì un
adattamento alla grafia italiana, ma non dimentichiamo che per tutto il
Medioevo in latino i gruppi ae e oe venivano scritti e.

Mi colpisce invece il nughe del Tansillo, che è si un'italianizzazione,
ma non rispesta la pronuncia corrente del latino in età medievale e
moderna. Nel poemetto Il Vendemmiatore gli serviva una rima con arrughe
(arrugare = coprirsi di rughe) e fughe, ed è andato un po' ad orecchio.

Comunque queste due sole e un po' peregrine citazioni comprovano che si
tratta di un termine disusato alla lingua italiana.

=====

Dimenticavo: non ho trovato nug(a)e nelle Rime del Petrarca; non ho
controllato i Trionfi, ma sospetto che la parola si trovi solo in opere
latine.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
*GB*
2018-10-03 18:50:46 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Mi colpisce invece il nughe del Tansillo, che è si un'italianizzazione,
ma non rispesta la pronuncia corrente del latino in età medievale e
moderna. Nel poemetto Il Vendemmiatore gli serviva una rima con arrughe
(arrugare = coprirsi di rughe) e fughe, ed è andato un po' ad orecchio.
Dissento. Rugae è diventato rughe, fugae fughe, togae toghe, Eclogae
Ecloghe... quindi la forma italiana di nugae sarebbe stata nughe, se si
fosse trasmessa invece di venire sostituita (forse per evitare la
confusione con nuche) dai termini bagatelle, bazzecole, quisquilie.

Bye,

*GB*
Roger
2018-10-04 07:39:58 UTC
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Post by *GB*
Post by Maurizio Pistone
Mi colpisce invece il nughe del Tansillo, che è si un'italianizzazione,
ma non rispesta la pronuncia corrente del latino in età medievale e
moderna. Nel poemetto Il Vendemmiatore gli serviva una rima con arrughe
(arrugare = coprirsi di rughe) e fughe, ed è andato un po' ad orecchio.
Dissento. Rugae è diventato rughe, fugae fughe,
Però da "fuga" deriva "fugace".
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Giovanni Drogo
2018-10-04 09:06:48 UTC
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invece di venire sostituita (forse per evitare la confusione con
nuche) dai termini bagatelle, bazzecole, quisquilie.
pinzillacchere :-)
*GB*
2018-10-04 20:55:32 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Post by *GB*
dai termini bagatelle, bazzecole, quisquilie.
pinzillacchere :-)
Tutti conoscono questo termine ma nessuno lo usa. :-)

Bye,

*GB*

*GB*
2018-10-04 05:50:41 UTC
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Post by Maurizio Pistone
nuge del Rovani (un autore un po' stravagante, "scapigliato") è sì un
adattamento alla grafia italiana, ma non dimentichiamo che per tutto il
Medioevo in latino i gruppi ae e oe venivano scritti e.
Mi colpisce invece il nughe del Tansillo, che è si un'italianizzazione,
ma non rispesta la pronuncia corrente del latino in età medievale e
moderna.
Voglio aggiungere una riflessione. Il latino parlato si è trasformato
progressivamente nelle lingue romanze e nessun popolo ha mai parlato il
latino come veniva pronunciato dagli ecclesiastici dopo l'anno Mille.

Se in una radice le consonanti C o G erano seguite da vocale palatale,
si palatalizzarono facilmente, ma nelle desinenze la palatalizzazione
creava alternanze fonologiche strane e possibili confusioni di caso
("amice": nom./voc. f. pl. amicae o voc. m. sg. amice?). Quindi secondo
me nelle desinenze si tendeva ad evitare la palatalizzazione, e quindi
"amicae" si è sempre pronunciato "amiche" ("amigas" in spagnolo).

Bye,

*GB*
Klaram
2018-10-03 12:52:29 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Maurizio Pistone
sconosciuto al De Mauro, che però riporta, con lo stesso significato,
nugatorio
Nel vocabolario Treccani mancano entrambi, ma ci si trova nugae, da cui
sia nugace che nugatorio devono essere derivati.
nugae s. f. pl., lat. – Propr., inezie, bagattelle, cose da poco, detto
talvolta (anche nel dim. nugellae) di composizioni letterarie alle quali
l'autore non dà o dice di non voler dare peso; in questo senso, la
parola è stata usata da Catullo, da Orazio e anche dal Petrarca.
Rara la forma italianizzata nuge o nughe: Onore e castità son ciance e
nughe (Tansillo); la plebe si pasce di nuge (Rovani).
Il Battisti-Alessio lo riporta (con nugatorio e nughe).
Dice che è una voce letteraria (XVI sec.), dal latino nugax -acis
usato nel latino di Roma fino al sec. XI. Mancano in italiano i
continuatori di nugalis, che invece ebbe vitalità nell'area francese
"noal" e nel provenzale "nualhar".

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