Discussione:
Traduzioni letterali (dall'italiano all'inglese)
(troppo vecchio per rispondere)
abc
2014-10-30 09:09:57 UTC
Permalink
http://www.thelocal.it/galleries/culture/the-funniest-english-translations-in-italy/5

Il cartello che invita a "non violentare i falchi"
http://www.thelocal.it/galleries/culture/the-funniest-english-translations-in-italy/3


Questa poi è "esageratamente" letterale:
http://www.thelocal.it/galleries/culture/the-funniest-english-translations-in-italy/7
Maurizio Pistone
2014-10-30 11:47:28 UTC
Permalink
si provino gli inglesi a tradurre in italiano, poi ne riparliamo
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Valerio Vanni
2014-10-30 14:51:37 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
si provino gli inglesi a tradurre in italiano, poi ne riparliamo
Probabilmente non ci si provano, o per lo meno lo fanno in misura
minore.

E' qui che è *cool* scrivere in Inglese, arrivando a comporre parole
di sana pianta:
http://www.answers.com/Q/What_is_contability
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Maurizio Pistone
2014-10-30 15:27:44 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
E' qui che è *cool* scrivere in Inglese, arrivando a comporre parole
http://www.answers.com/Q/What_is_contability
compatibility?

forse voleva dire computability?
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Valerio Vanni
2014-10-30 16:34:42 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Valerio Vanni
http://www.answers.com/Q/What_is_contability
compatibility?
forse voleva dire computability?
Può darsi, o forse è qualche software che ha tirato fuori quella
"somiglianza".
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
ADPUF
2014-10-30 19:26:50 UTC
Permalink
On Thu, 30 Oct 2014 12:47:28 +0100,
Post by Maurizio Pistone
si provino gli inglesi a tradurre in italiano, poi ne
riparliamo
Probabilmente non ci si provano, o per lo meno lo fanno in
misura minore.
E' qui che è *cool* scrivere in Inglese, arrivando a comporre
http://www.answers.com/Q/What_is_contability
Beh pare che da loro l'italianità (o presunta tale) sia "cool".

(chissà se anche là prenderà piede "figo")
--
°¿°
Giovanni Drogo
2014-10-31 08:36:01 UTC
Permalink
Post by ADPUF
(chissà se anche là prenderà piede "figo")
Fixed Income Global Opportunities ?
http://www.blackrockinvestments.it/consulenti/fondi/vetrina-fondi/bgf-fixed-income-global-opportunities-fund-figo
Una voce dalla Germania
2014-10-30 16:10:12 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
si provino gli inglesi a tradurre in italiano, poi ne riparliamo
Gli inglesi che hanno bisogno di far tradurre qualcosa in
italiano si rivolgono di solito a traduttori di madrelingua
italiana, forse perché in genere sono più intelligenti sul
piano linguistico e sono consapevoli di non sapere
perfettamente l'italiano, a differenza di un sacco di
coglioni italiani che si spacciano per traduttori in inglese.
Giovanni Drogo
2014-10-31 08:45:00 UTC
Permalink
pero' io trovo divertente prendere un testo in una altra lingua (tipo
gli annunci in inglese su metropolitana o treno) e tradurlo parola per
parola in italiano

anzi volevo proporre un giochetto, prendiamo un testo standard in altre
lingue e facciamo tale esercizio (p.es. il brano della dichiarazione dei
diritti dell'uomo nelle pagine omniglot)

oppure una pagina di manuale

NOME
uomo - una interfaccia a il su-linea referenza manuali

DESCRIZIONE
uomo e' il sistema'del manuale paginatore. Ongi pagina argomento
dato a uomo e' normalmente il nome di un programma, utilita' o
funzione. Il manuale pagina associato con ogni di questi
argumenti e' poi trovato e esposto. Un sezione, se provveduto,
voglio diretto uomo a guardo soltanto in quello sezione di il
manuale.
abc
2014-10-31 08:55:41 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
pero' io trovo divertente prendere un testo in una altra lingua (tipo
gli annunci in inglese su metropolitana o treno) e tradurlo parola per
parola in italiano
anzi volevo proporre un giochetto, prendiamo un testo standard in altre
lingue e facciamo tale esercizio (p.es. il brano della dichiarazione dei
diritti dell'uomo nelle pagine omniglot)
oppure una pagina di manuale
NOME
uomo - una interfaccia a il su-linea referenza manuali
DESCRIZIONE
uomo e' il sistema'del manuale paginatore. Ongi pagina argomento
dato a uomo e' normalmente il nome di un programma, utilita' o
funzione. Il manuale pagina associato con ogni di questi
argumenti e' poi trovato e esposto. Un sezione, se provveduto,
voglio diretto uomo a guardo soltanto in quello sezione di il
manuale.
Un classico è quello delle "palle dei topi" nei mouse IBM:
http://www.francobampi.it/franco/home/palle_topi.htm
Fathermckenzie
2014-10-31 13:19:46 UTC
Permalink
Post by abc
http://www.francobampi.it/franco/home/palle_topi.htm
questi sono i classici che dovrebbero far studiare a scuola...
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Una voce dalla Germania
2014-10-31 09:00:26 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
pero' io trovo divertente prendere un testo in una altra
lingua (tipo gli annunci in inglese su metropolitana o
treno) e tradurlo parola per parola in italiano
anzi volevo proporre un giochetto, prendiamo un testo
standard in altre lingue e facciamo tale esercizio (p.es. il
brano della dichiarazione dei diritti dell'uomo nelle pagine
omniglot)
Sarà perché mi guadagno da vivere come traduttore, sarà
perché ho già visto troppi testi tradotti più o meno in
questo modo, come il "fish in crazy water" in uno dei link
riportati da abc, da deficienti che credono seriamente di
rivolgersi così agli stranieri, ma il tuo "giochetto" non mi
fa ridere proprio per niente.
Giovanni Drogo
2014-10-31 10:16:02 UTC
Permalink
troppi testi tradotti più o meno in questo modo, come il "fish in
crazy water" in uno dei link riportati da abc [...] ma il tuo
"giochetto" non mi fa ridere proprio per niente.
Mah io invece piu' che divertente lo troverei istruttivo per confrontare
in modo ovvio la diversita' delle strutture linguistiche delle varie
lingue (c'era un esempio di qualcuno recentemente sul turco) ... ma
andrebbe fatto "scientificamente" (intendo in modo sistematico, non e'
una banale "traduzione letterale" ma parola per parola ... per cui se un
articolo non ha genere o numero (the) lo traduco sempre in UN modo (il,
p.es.) ... se una parola ha una stessa forma come nome e come verbo uso
una unica traduzione, se una forma verbale non distingue le persone
salvo la terza uso la prima singolare ecc.)

Diverso e divertente possono essre le traduzioni letterali dei menu,
tipo "acqua pazza" (p.es. non troverei sbagliato mettere la dicitura
italiana e tra apici 'crazy water' per far sapere allo straniero cosa
significa) ... molto divertente poi quelle assurde "da lookup del
dizionario" per cui la frittura di moscardini (molluschi) divento'
"ghiri fritti" (fried dormice) ... in quanto esistono anche i moscardini
roditori (anzi proprio gliridi).
Klaram
2014-10-31 12:32:37 UTC
Permalink
Gli inglesi che hanno bisogno di far tradurre qualcosa in italiano si
rivolgono di solito a traduttori di madrelingua italiana,
I Francesi no. Sull'autostrada da Ventimiglia a Nizza, dove le Alpi
scendono in mare, ci sono diversi cartelli con scritto: "Usare il freno
da motore".

k
Fathermckenzie
2014-10-31 13:22:02 UTC
Permalink
Post by Klaram
Gli inglesi che hanno bisogno di far tradurre qualcosa in italiano si
rivolgono di solito a traduttori di madrelingua italiana,
I Francesi no. Sull'autostrada da Ventimiglia a Nizza, dove le Alpi
scendono in mare, ci sono diversi cartelli con scritto: "Usare il freno
da motore".
gli svizzeri neanche, ricordate la storia?
http://www.cdt.ch/ticino/cronaca/116473/ecco-il-burro-per-arrostire-svizzeri.html
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Una voce dalla Germania
2014-11-01 09:16:35 UTC
Permalink
Post by Fathermckenzie
Post by Klaram
Post by Una voce dalla Germania
Gli inglesi che hanno bisogno di far tradurre qualcosa in
italiano si
rivolgono di solito a traduttori di madrelingua italiana,
I Francesi no. Sull'autostrada da Ventimiglia a Nizza,
dove le Alpi
"Usare il freno
da motore".
gli svizzeri neanche, ricordate la storia?
http://www.cdt.ch/ticino/cronaca/116473/ecco-il-burro-per-arrostire-svizzeri.html
Ehi, ho scritto "di solito", non ho scritto "sempre".
A ogni modo, anche se mi rendo conto che la casa editrice
Langenscheidt si concentra per ovvi motivi sulle castronerie
in tedesco, sappiate che hanno pubblicato due libri
"Übelsetzungen" (gioco di parole tra "Übersetzungen" -
traduzioni - e "übel" - brutto, cattivo). Ho contato i primi
cinquanta esempi e ne ho trovati 15 dall'Italia e 0 dal
Regno Unito.
Fathermckenzie
2014-11-01 09:32:51 UTC
Permalink
Post by Una voce dalla Germania
Ehi, ho scritto "di solito", non ho scritto "sempre".
A ogni modo, anche se mi rendo conto che la casa editrice Langenscheidt
si concentra per ovvi motivi sulle castronerie in tedesco, sappiate che
hanno pubblicato due libri "Übelsetzungen" (gioco di parole tra
"Übersetzungen" - traduzioni - e "übel" - brutto, cattivo). Ho contato i
primi cinquanta esempi e ne ho trovati 15 dall'Italia e 0 dal Regno Unito.
A titolo di cronaca, il traduttore automatico di Google se la cava molto
meglio dell'impiegato elvetico: la traduzione in italiano di "Schweizer
Bratbutter" è "Burro chiarificato svizzero"
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Patrizio
2014-11-06 15:41:42 UTC
Permalink
Post by Una voce dalla Germania
Post by Maurizio Pistone
si provino gli inglesi a tradurre in italiano, poi ne riparliamo
Sono perfettamente d'accordo. Troppo spesso vengon fuori
cose poco "desirable".
Post by Una voce dalla Germania
Gli inglesi che hanno bisogno di far tradurre qualcosa in
italiano si rivolgono di solito a traduttori di madrelingua
italiana, forse perché in genere sono più intelligenti sul
piano linguistico e sono consapevoli di non sapere
perfettamente l'italiano, a differenza di un sacco di
Ecco si', ovviamente senza generalizzare (da parte mia).
Post by Una voce dalla Germania
coglioni italiani che si spacciano per traduttori in inglese.
Di questo non ho esperienza sufficientemente tangibile,
ma non sembra poi strano.

Ai tempi del liceo piu' di un prof diceva che in ambito straniero
"ci sono ottimi grecisti tedeschi ed anche inglesi"
(riporto come ricordo, non e' detto che sia frase esatta).

Naturalmente esser grecisti non e' ne' necessario, ne' sufficiente,
e' solo un indizio imho, ma tant'e'.

E' il tempo che corrompe e dilava, o e' un falso problema?

Ciao
Patrizio
Maurizio Pistone
2014-11-06 21:53:52 UTC
Permalink
Post by Patrizio
Ai tempi del liceo piu' di un prof diceva che in ambito straniero
"ci sono ottimi grecisti tedeschi ed anche inglesi"
(riporto come ricordo, non e' detto che sia frase esatta).
questo è sicuramente vero, ma non ho capito cosa c'entri con le
traduzioni fra lingue moderne

=====

non solo grecisti, la Grammatica storica della lingua italiana e dei
suoi dialetti (1a ed. tedesca 1949, trad. italiana 1968) è ancora oggi
un classico imprescindibile per gli studi di dialettoligia italiana

il giovane Luigi Pirandello andò a Bonn a laurearsi con una tesi sul
dialetto di Girgenti
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Giovanni Drogo
2014-11-07 08:47:43 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
non solo grecisti, la Grammatica storica della lingua italiana e dei
suoi dialetti (1a ed. tedesca 1949, trad. italiana 1968) è ancora oggi
un classico imprescindibile per gli studi di dialettoligia italiana
Rohlfs ?
Maurizio Pistone
2014-11-07 09:42:54 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Post by Maurizio Pistone
non solo grecisti, la Grammatica storica della lingua italiana e dei
suoi dialetti (1a ed. tedesca 1949, trad. italiana 1968) è ancora oggi
un classico imprescindibile per gli studi di dialettoligia italiana
Rohlfs ?
sì, m'è rimasto nella tastiera
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Klaram
2014-11-07 11:02:14 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Post by Maurizio Pistone
non solo grecisti, la Grammatica storica della lingua italiana e dei
suoi dialetti (1a ed. tedesca 1949, trad. italiana 1968) è ancora oggi
un classico imprescindibile per gli studi di dialettoligia italiana
Rohlfs ?
Il primo studio serio del dialetto ormeasco (e dintorni sperduti nelle
Alpi Liguri) fu fatto dal tedesco Bernhard Schadel agli inizi del
secolo scorso.

k
ADPUF
2014-11-11 23:58:20 UTC
Permalink
Post by Klaram
Post by Giovanni Drogo
Post by Maurizio Pistone
non solo grecisti, la Grammatica storica della lingua
italiana e dei suoi dialetti (1a ed. tedesca 1949, trad.
italiana 1968) è ancora oggi un classico imprescindibile
per gli studi di dialettoligia italiana
Rohlfs ?
Il primo studio serio del dialetto ormeasco (e dintorni
sperduti nelle
Alpi Liguri) fu fatto dal tedesco Bernhard Schadel agli inizi
del secolo scorso.
Insomma pare che orde di alemanni scendessero dalle Alpi a
investigare usi e costumi degli indigeni di pelle scura.

Beh sia pure con motivazioni diverse, una usanza
plurisecolare...
--
°¿°
Una voce dalla Germania
2014-11-07 09:58:19 UTC
Permalink
Post by Patrizio
Naturalmente esser grecisti non e' ne' necessario, ne' sufficiente,
e' solo un indizio imho, ma tant'e'.
E' il tempo che corrompe e dilava, o e' un falso problema?
È un falso problema se, come credo, stiamo parlando del
greco antico.
1) Il grecista sarà bravissimo a interpretare e spiegare ai
lettori del XXI secolo i testi di Aristotele ecc., ma non
credo che si metta a pubblicare opere sue in greco antico.
2) Nel caso improbabile che lo faccia, non abbiamo a
disposizione nessun greco antico che possa dirci se secondo
lui è opera di un altro greco antico, si capisce da qualche
errore che quel testo l'ha scritto un barbaro (come i greci
antichi chiamavano in genere gli stranieri) o se è così
pieno di strafalcioni che non si capisce quasi niente, come
diverse guide turistiche con tante foto di città italiane in
inglese e tedesco.
3) Il grecista non avrà mai l'occasione (o il problema) di
farsi capire e capire cosa dicono gli altri in una
discussione con Socrate o Platone.
Maurizio Pistone
2014-11-08 09:10:18 UTC
Permalink
Post by Una voce dalla Germania
È un falso problema se, come credo, stiamo parlando del
greco antico.
1) Il grecista sarà bravissimo a interpretare e spiegare ai
lettori del XXI secolo i testi di Aristotele ecc., ma non
credo che si metta a pubblicare opere sue in greco antico.
ovvio
Post by Una voce dalla Germania
2) Nel caso improbabile che lo faccia, non abbiamo a
disposizione nessun greco antico che possa dirci se secondo
lui è opera di un altro greco antico, si capisce da qualche
errore che quel testo l'ha scritto un barbaro (come i greci
antichi chiamavano in genere gli stranieri) o se è così
pieno di strafalcioni che non si capisce quasi niente, come
diverse guide turistiche con tante foto di città italiane in
inglese e tedesco.
non abbiamo a disposizione nessun venusiano per dirci se quello che dice
l'astronomo a proposito della superficie di Venere è vero o sono balle;
dobbiamo accontentarci del giudizio della comunità degli altri astronomi
Post by Una voce dalla Germania
3) Il grecista non avrà mai l'occasione (o il problema) di
farsi capire e capire cosa dicono gli altri in una
discussione con Socrate o Platone.
questa non l'ho capita
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Una voce dalla Germania
2014-11-08 11:06:06 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Una voce dalla Germania
3) Il grecista non avrà mai l'occasione (o il problema) di
farsi capire e capire cosa dicono gli altri in una
discussione con Socrate o Platone.
questa non l'ho capita
Mi sono lasciato prendere la mano e sono passato dalla
traduzione (saper leggere e scrivere in una lingua
straniera) all'interpretariato (saper parlare e capire
quello che si sente dire in una lingua straniera).
A mio modesto parere, chi si presenta come esperto di una
lingua usata ai giorni nostri deve saper fare bene tutte e
quattro quelle cose (bastano le ultime due se nessuno scrive
in quella lingua), ma nel caso di una lingua morta come il
greco antico basta la prima, cioè saperla leggere.
Maurizio Pistone
2014-11-08 11:24:59 UTC
Permalink
Post by Una voce dalla Germania
A mio modesto parere, chi si presenta come esperto di una
lingua usata ai giorni nostri deve saper fare bene tutte e
quattro quelle cose (bastano le ultime due se nessuno scrive
in quella lingua), ma nel caso di una lingua morta come il
greco antico basta la prima, cioè saperla leggere.
bisogna vedere cosa si intende per "esperto"

il mio professore di liceo sicuramente leggeva il greco come l'italiano,
ma non metteri la mano sul fuoco riguardo alla sua capacità di scriverlo
- anche se onestamente non potrei escluderlo

un vero studioso della materia secondo me dovrebbe essere in grado di
farlo, anche se non è detto che eserciti efffettivamente tale abilità

un filologo deve essere in grado di capire se una certa frase in un
manoscritto deve essere considerata autentica, oppure interpolata, anche
quando tale responso si basa unicamente su un giudizio stilistico

non credo che una tale capacità di giudizio sia possibile senza una
competenza, almeno potenziale, di scrittura
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Una voce dalla Germania
2014-11-08 12:00:38 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Una voce dalla Germania
A mio modesto parere, chi si presenta come esperto di una
lingua usata ai giorni nostri deve saper fare bene tutte e
quattro quelle cose (bastano le ultime due se nessuno scrive
in quella lingua), ma nel caso di una lingua morta come il
greco antico basta la prima, cioè saperla leggere.
bisogna vedere cosa si intende per "esperto"
il mio professore di liceo sicuramente leggeva il greco come l'italiano,
ma non metteri la mano sul fuoco riguardo alla sua capacità di scriverlo
- anche se onestamente non potrei escluderlo
un vero studioso della materia secondo me dovrebbe essere in grado di
farlo, anche se non è detto che eserciti efffettivamente tale abilità
un filologo deve essere in grado di capire se una certa frase in un
manoscritto deve essere considerata autentica, oppure interpolata, anche
quando tale responso si basa unicamente su un giudizio stilistico
non credo che una tale capacità di giudizio sia possibile senza una
competenza, almeno potenziale, di scrittura
Forse hai ragione. Per saperlo dovremmo far scrivere a un
esperto un testo in greco antico e poi, non avendo a
disposizione nessun greco antico colto per il controllo,
farlo leggere a tre o quattro altri esperti e sentire cosa
ci dicono.
*GB*
2014-11-08 13:47:22 UTC
Permalink
Forse hai ragione. Per saperlo dovremmo far scrivere a un esperto un
testo in greco antico e poi, non avendo a disposizione nessun greco
antico colto per il controllo, farlo leggere a tre o quattro altri
esperti e sentire cosa ci dicono.
Per il latino, Fathermckenzie usa questa signature:

Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)

in cui si notano costruzioni non troppo dissimili da quelle italiane
(probabilmente perché basate sul latino parlato). In realtà non c'erano
molti obblighi posizionali in latino. Non c'è quasi differenza tra:

Amicus certus in re incerta cernitur (Enn.)

e le varianti:

Amicus certus cernitur in re incerta
Cernitur in re incerta amicus certus
In re incerta amicus certus cernitur
Cernitur amicus certus in re incerta
In re incerta cernitur amicus certus

Piuttosto, nello scritto classico (specie in poesia) venivano fuori
anche costruzioni per noi scombinate (*) come:

Incerta in re certus cernitur amicus

che però erano perfette se riuscivano a rendere meglio la metrica.

(*) Per noi non è normale intercalare il verbo o la preposizione tra
un aggettivo e il suo sostantivo, ma a quel che pare in latino classico
ciò era frequente nello scritto e nel parlato colto:

Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? (Cic.)

Bye,

*GB*
ADPUF
2014-11-11 23:57:26 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Una voce dalla Germania
Forse hai ragione. Per saperlo dovremmo far scrivere a un
esperto un testo in greco antico e poi, non avendo a
disposizione nessun greco antico colto per il controllo,
farlo leggere a tre o quattro altri esperti e sentire cosa
ci dicono.
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo
faciemus?”. Respondens autem dicebat illis: “Qui habet
duas tunicas, det non habenti; et, qui habet escas,
similiter faciat”. (Ev. sec. Lucam 3,10-11)
in cui si notano costruzioni non troppo dissimili da quelle
italiane (probabilmente perché basate sul latino parlato). In
realtà non c'erano molti obblighi posizionali in latino. Non
Amicus certus in re incerta cernitur (Enn.)
Amicus certus cernitur in re incerta
Cernitur in re incerta amicus certus
In re incerta amicus certus cernitur
Cernitur amicus certus in re incerta
In re incerta cernitur amicus certus
Piuttosto, nello scritto classico (specie in poesia) venivano
Incerta in re certus cernitur amicus
che però erano perfette se riuscivano a rendere meglio la
metrica.
(*) Per noi non è normale intercalare il verbo o la
preposizione tra un aggettivo e il suo sostantivo, ma a quel
che pare in latino classico ciò era frequente nello scritto e
Quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? (Cic.)
Saranno stati vezzi da intellettuali per distinguersi dal
volgo.
--
°¿°
ADPUF
2014-11-11 23:57:56 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Una voce dalla Germania
A mio modesto parere, chi si presenta come esperto di una
lingua usata ai giorni nostri deve saper fare bene tutte e
quattro quelle cose (bastano le ultime due se nessuno scrive
in quella lingua), ma nel caso di una lingua morta come il
greco antico basta la prima, cioè saperla leggere.
bisogna vedere cosa si intende per "esperto"
il mio professore di liceo sicuramente leggeva il greco come
l'italiano, ma non metteri la mano sul fuoco riguardo alla
sua capacità di scriverlo - anche se onestamente non potrei
escluderlo
un vero studioso della materia secondo me dovrebbe essere in
grado di farlo, anche se non è detto che eserciti
efffettivamente tale abilità
un filologo deve essere in grado di capire se una certa frase
in un manoscritto deve essere considerata autentica, oppure
interpolata, anche quando tale responso si basa unicamente su
un giudizio stilistico
non credo che una tale capacità di giudizio sia possibile
senza una competenza, almeno potenziale, di scrittura
Ma voi del classico non vi facevano _scrivere_ in greco?
--
°¿°
Fathermckenzie
2014-11-12 07:52:02 UTC
Permalink
Ma voi del classico non vi facevano_scrivere_ in greco?
Certo. Non romanzi, ma la traduzione italiano-greco era compresa tra le
esercitazioni. Qualcuo di noi si è cimentato anche in piccoli
componimenti in metrica.
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Maurizio Pistone
2014-11-12 08:27:36 UTC
Permalink
Post by Fathermckenzie
Ma voi del classico non vi facevano_scrivere_ in greco?
Certo. Non romanzi, ma la traduzione italiano-greco era compresa tra le
esercitazioni. Qualcuo di noi si è cimentato anche in piccoli
componimenti in metrica.
non era però fra le prove d'esame, credo che fosse facoltà
dell'insegnante
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Fathermckenzie
2014-11-12 10:46:38 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
non era però fra le prove d'esame, credo che fosse facoltà
dell'insegnante
all'esame di stato no, ma nelle verifiche scritte e orali capitava
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Una voce dalla Germania
2014-11-12 07:57:04 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Ma voi del classico non vi facevano _scrivere_ in greco?
Se è per questo, anche alla Scuola Interpreti ci facevano
scrivere dei temini e tradurre nelle varie lingue studiate,
ma nelle scuole serie ci spiegavano un giorno sì e l'altro
pure che erano solo esercizi per cercare di avvicinarsi ad
assimilare il modo di pensare e scrivere in quelle lingue,
ma anche un buon voto non voleva dire che avessimo imparato
a scrivere come persone di madrelingua.
Poi ci sono le scuole e gli insegnanti meno seri che
incoraggiano a tradurre verso la lingua straniera e i
pseudotraduttori dopo tre mesi a Londra a fare i camerieri
in un ristorante italiano che si buttano. I risultati sono noti.
Maurizio Pistone
2014-11-12 08:27:36 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Ma voi del classico non vi facevano _scrivere_ in greco?
no, i compiti in classe comprendevano le versioni dal / in latino, ma
solo dal greco
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
Valerio Vanni
2014-11-12 10:01:27 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by ADPUF
Ma voi del classico non vi facevano _scrivere_ in greco?
no, i compiti in classe comprendevano le versioni dal / in latino, ma
solo dal greco
Io, al liceo scientifico, ricordo solo versioni dal Latino
all'Italiano.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Fathermckenzie
2014-11-12 10:47:21 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
Io, al liceo scientifico, ricordo solo versioni dal Latino
all'Italiano.
Quando si dice il lassismo :-)
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
Dragonòt
2014-11-12 09:37:13 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Ma voi del classico non vi facevano _scrivere_ in greco?
Solo al ginnasio, e solo frasi "standalone" ;-)
Bepe
Giovanni Drogo
2014-11-10 09:10:31 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Una voce dalla Germania
2) Nel caso improbabile che lo faccia, non abbiamo a
disposizione nessun greco antico che possa dirci ...
non abbiamo a disposizione nessun venusiano per dirci se quello che
dice l'astronomo a proposito della superficie di Venere è vero o sono
balle; dobbiamo accontentarci del giudizio della comunità degli altri
astronomi
L'esempio e' improprio, potremmo non aver a disposizione nessun
neozelandese che ci conferma quello che dice il web sulla Nuova Zelanda,
ma potenzialmente possiamo sempre andare in Nuova Zelanda a vedere, come
pure potenzialmente chiunque puo' costruire una altra sonda e mandarla
su Venere. Oppure ripetere qualsiasi esperimento o osservazione di un
fenomeno non unico o irraggiungibile/irripetibile.

Sarebbe stato piu' appropriato fare riferimento p.es. a quanto i
cosmologi deducono sulla nucleosintesi nei primi tre minuti
dell'universo a partire dalle abbondanze cosmiche attuali. Dato che i
primi tre minuti non possiamo ripeterli.

Cosi' temo che molte assunzioni su lingue e scritture antiche, dal
sumero alla lineare A, dal tocario alla scrittura di Mohenjo Daro, siano
irrisolvibili (inconfermabili o popperianamente inconfutabili) in
assenza di maggior documentazione, probabilmente distrutta.
Maurizio Pistone
2014-11-10 10:43:34 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Cosi' temo che molte assunzioni su lingue e scritture antiche, dal
sumero alla lineare A, dal tocario alla scrittura di Mohenjo Daro, siano
irrisolvibili (inconfermabili o popperianamente inconfutabili) in
assenza di maggior documentazione, probabilmente distrutta.
sono situazioni molto diverse

per quanto ne so, sul sumerico abbiamo una documentazione
abbondantissima, anche perché è stato usato per più di mille anni come
lingua della cultura scritta anche dopo che era scomparso come lingua
parlata

la conoscenza del sumerico faceva parte del curriculum dello scriba
babilonese, e abbiamo tavolette con esercizi scolastici, liste di
vocaboli con traduzione ecc.

la letteratura ci è la sia in testi delle età più antiche, quando il
sumerico era ancora una lingua d'uso, sia in adattamenti, sempre in
sumerico, dell'età babilonese, sia in traduzioni

naturalmente, come per tutte le lingue antiche, abbiamo una conoscenza
puramente ipotetica della pronuncia, ma per quanto riguarda il lessico e
le strutture grammaticali il materiale dovrebbe essere sufficientemete
abbondante per un lavoro di confronto

il lineare A invece è affidato a poche iscrizioni frammentarie, molte
delle quali di una o due parole al massimo, non solo non è ancora
possibile una decifrazione - d'altra parte non ci sarebbe gran che da
decifrare - ma l'interpretazione dei singoli segni, e l'identificazione
della lingua rimane molto incerta

per il tocario credo che di nuovo si possa contare su un materiale
documentario piuttosto abbondante; sia la scrittura, sia il contenuto
dei testi derivano da culture abbastanza note, e quindi sono possibili
parecchi confronti, e l'appartenenza del tocario all'insieme indoeuropeo
non credo sia contestata

per la scrittura di Mohenjo Daro invece credo che siano nella nebbia più
completa, il materiale dovrebbe essere abbatanza abbondante, ma si
tratta in massima parte di sigilli con testi brevissimi, e la scrittura
molto probabilmente è di tipo ideografico, difficilmente decifrabile
senza una chiave

tutto questo non ha niente a che vedere con la lingua greca, della quale
invece possediamo non solo una vastissima letteratura su un arco di
oltre un millennio, ma anche approfondite riflessioni grammaticali -
anche se non mi risulta che ci sia arrivata una grammatica sistematica
dell'epoca
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
http://blog.ilpugnonellocchio.it
*GB*
2014-11-10 10:58:03 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
tutto questo non ha niente a che vedere con la lingua greca, della quale
invece possediamo non solo una vastissima letteratura su un arco di
oltre un millennio, ma anche approfondite riflessioni grammaticali -
anche se non mi risulta che ci sia arrivata una grammatica sistematica
dell'epoca
Oltre a ciò, mi sembra che le ipotesi attuali sulla pronuncia classica
sia del greco che del latino siano abbastanza attendibili. Per esempio,
Marcus Tullius Cicero si leggeva ['maːr.kʊs 'tʊl.lɪ.ʊs 'kɪ.kɛ.roː].
Chi vuole, può quindi parlare in latino esattamente come allora.

Bye,

*GB*
Giovanni Drogo
2014-11-10 16:07:03 UTC
Permalink
Post by Maurizio Pistone
Post by Giovanni Drogo
Cosi' temo che molte assunzioni su lingue e scritture antiche, dal
sumero alla lineare A, dal tocario alla scrittura di Mohenjo Daro, siano
irrisolvibili (inconfermabili o popperianamente inconfutabili) in
assenza di maggior documentazione, probabilmente distrutta.
sono situazioni molto diverse
per quanto ne so, sul sumerico abbiamo una documentazione
abbondantissima, ...
citavo volutamente esempi di natura diversa e per cui la situazione puo'
essere evoluta nel tempo (sara' che sto rileggendo il vecchio volume di
Woolley su Ur e quando scavava lui certe cose non si sapevano) ... ma
solo per dire che certe cose dipendono dai dati disponibili ...

... e se i dati sono andati persi (non si potranno trovare piu' in
futuro o mai, p.es. registrazioni parlate della lingua di Mohenjo Daro
:-)) un raffinamento della "teoria" senza osservazioni "piu' profonde
o piu' precise" (io sto pensando alle misure cosmologiche del satallite
Planck) non portera' a nulla.
Post by Maurizio Pistone
tutto questo non ha niente a che vedere con la lingua greca,
Credevo si parlasse di dettagli fonetici su come parlassero gli abitanti
di qualche sperduto villaggio del Peloponneso in epoca micenea o affini
Continua a leggere su narkive:
Loading...