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[OT] Forza ragazzi spazzola
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Ilario di Poitiers
2021-07-09 11:42:55 UTC
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Cinque video per ricordarla...





--
IdP


"Welcome to the real world. It sucks. You’re gonna love it!" (Monica
Geller)
abc
2021-07-10 07:57:58 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Cinque video per ricordarla...
http://youtu.be/DypM_LiZg8M
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
http://youtu.be/eK9NTaKIPJ0
http://youtu.be/MOjSYcCPqoA
http://youtu.be/HBSd272VwLw
https://www.treccani.it/vocabolario/carrambata_%28Neologismi%29/
Ilario di Poitiers
2021-07-10 09:56:02 UTC
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Post by abc
Post by Ilario di Poitiers
Cinque video per ricordarla...
http://youtu.be/DypM_LiZg8M
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
http://youtu.be/eK9NTaKIPJ0
http://youtu.be/MOjSYcCPqoA
http://youtu.be/HBSd272VwLw
https://www.treccani.it/vocabolario/carrambata_%28Neologismi%29/
Deriva dalla trasmissione "Carràmba, che sopresa!", basata su incontri
a sorpresa tra persone un tempo legate fra loro che avevano perso i
contatti.


"Il titolo della trasmissione ... è l'unione del cognome della showgirl
bolognese, Carrà, all'esclamazione spagnola ¡Ay, caramba!, utilizzata
in situazioni di positivo stupore e di meraviglia."
https://it.wikipedia.org/wiki/Carr%C3%A0mba!_Che_sorpresa
--
IdP


"Yi niao zài shou shèng guò shuang niao zài lín." (Detto cinese)
Klaram
2021-07-10 10:42:57 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
"Il titolo della trasmissione ... è l'unione del cognome della showgirl
bolognese, Carrà, all'esclamazione spagnola ¡Ay, caramba!, utilizzata in
situazioni di positivo stupore e di meraviglia."
Al mio paese i "caramba" erano i carabinieri. :))

k
Valerio Vanni
2021-07-10 10:49:18 UTC
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Post by Klaram
Post by Ilario di Poitiers
"Il titolo della trasmissione ... è l'unione del cognome della showgirl
bolognese, Carrà, all'esclamazione spagnola ¡Ay, caramba!, utilizzata in
situazioni di positivo stupore e di meraviglia."
Al mio paese i "caramba" erano i carabinieri. :))
Anche al mio, ma con una erre sola. Invece il programma ne ha due.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Roger
2021-07-10 12:02:58 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Klaram
Post by Ilario di Poitiers
"Il titolo della trasmissione ... è l'unione del cognome della showgirl
bolognese, Carrà, all'esclamazione spagnola ¡Ay, caramba!, utilizzata in
situazioni di positivo stupore e di meraviglia."
Al mio paese i "caramba" erano i carabinieri. :))
Anche al mio, ma con una erre sola. Invece il programma ne ha due.
Idem al mio paese.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Mad Prof
2021-07-10 12:05:10 UTC
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Post by Roger
Post by Valerio Vanni
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Post by Ilario di Poitiers
"Il titolo della trasmissione ... è l'unione del cognome della showgirl
bolognese, Carrà, all'esclamazione spagnola ¡Ay, caramba!, utilizzata in
situazioni di positivo stupore e di meraviglia."
Al mio paese i "caramba" erano i carabinieri. :))
Anche al mio, ma con una erre sola. Invece il programma ne ha due.
Idem al mio paese.
Penso un po' in tutta Italia.
--
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Valerio Vanni
2021-07-10 10:20:41 UTC
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On Fri, 09 Jul 2021 13:42:55 +0200, Ilario di Poitiers
Post by Ilario di Poitiers
Cinque video per ricordarla...
http://youtu.be/DypM_LiZg8M
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
http://youtu.be/eK9NTaKIPJ0
http://youtu.be/MOjSYcCPqoA
http://youtu.be/HBSd272VwLw
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Mad Prof
2021-07-10 10:31:14 UTC
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Post by Valerio Vanni
On Fri, 09 Jul 2021 13:42:55 +0200, Ilario di Poitiers
Post by Ilario di Poitiers
Cinque video per ricordarla...
http://youtu.be/DypM_LiZg8M
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
http://youtu.be/eK9NTaKIPJ0
http://youtu.be/MOjSYcCPqoA
http://youtu.be/HBSd272VwLw
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
A me viene in mente la frase con cui i barbieri di una volta ordinavano al
garzone di spazzolare il cliente, una volta finito il taglio. Il nesso con
i video della Raffa sfugge anche a me però…
--
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Mad Prof
2021-07-10 10:38:45 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Valerio Vanni
On Fri, 09 Jul 2021 13:42:55 +0200, Ilario di Poitiers
Post by Ilario di Poitiers
Cinque video per ricordarla...
http://youtu.be/DypM_LiZg8M
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
http://youtu.be/eK9NTaKIPJ0
http://youtu.be/MOjSYcCPqoA
http://youtu.be/HBSd272VwLw
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
A me viene in mente la frase con cui i barbieri di una volta ordinavano al
garzone di spazzolare il cliente, una volta finito il taglio. Il nesso con
i video della Raffa sfugge anche a me però…
Ah, è nel testo di "Chissà se va".
--
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Ilario di Poitiers
2021-07-10 12:42:16 UTC
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Post by Valerio Vanni
On Fri, 09 Jul 2021 13:42:55 +0200, Ilario di Poitiers
Post by Ilario di Poitiers
Cinque video per ricordarla...
http://youtu.be/DypM_LiZg8M
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
http://youtu.be/eK9NTaKIPJ0
http://youtu.be/MOjSYcCPqoA
http://youtu.be/HBSd272VwLw
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Spazzoli via e tiri avanti. Se va male, non ti perdi d'animo.

Vedi anche
http://www.massimilianobravin.com/chissa-se-va-raffaella-carra-cantava-lauto-imprenditorialita-nel-1971/
--
IdP


"Si enim fallor, sum." (Aurelius Augustinus)
Mad Prof
2021-07-10 12:58:23 UTC
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http://www.massimilianobravin.com/chissa-se-va-raffaella-carra-cantava-lauto-imprenditorialita-nel-1971/
«Eppure l’inno Italiano è uno dei più apprezzati e meno “sonnolenti” tra
gli inni dei Paesi di tutto il Mondo.»

Mah, io lo trovo urendo. Sul popporopoppoppò provo imbarazzo (in inglese si
direbbe 'cringe', non credo ci sia un verbo altrettanto specifico in
italiano).
--
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Kiuhnm
2021-07-10 21:44:43 UTC
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http://www.massimilianobravin.com/chissa-se-va-raffaella-carra-cantava-lauto-imprenditorialita-nel-1971/
«Eppure l’inno Italiano è uno dei più apprezzati e meno “sonnolenti” tra
gli inni dei Paesi di tutto il Mondo.»
Mah, io lo trovo urendo. Sul popporopoppoppò provo imbarazzo (in inglese si
direbbe 'cringe', non credo ci sia un verbo altrettanto specifico in
italiano).
Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
--
Kiuhnm

Tornano indietro più le cose regalate di quelle prestate.
Mad Prof
2021-07-10 23:08:45 UTC
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http://www.massimilianobravin.com/chissa-se-va-raffaella-carra-cantava-lauto-imprenditorialita-nel-1971/
«Eppure l’inno Italiano è uno dei più apprezzati e meno “sonnolenti” tra
gli inni dei Paesi di tutto il Mondo.»
Mah, io lo trovo urendo. Sul popporopoppoppò provo imbarazzo (in inglese si
direbbe 'cringe', non credo ci sia un verbo altrettanto specifico in
italiano).
Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
--
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Kiuhnm
2021-07-10 23:25:49 UTC
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http://www.massimilianobravin.com/chissa-se-va-raffaella-carra-cantava-lauto-imprenditorialita-nel-1971/
«Eppure l’inno Italiano è uno dei più apprezzati e meno “sonnolenti” tra
gli inni dei Paesi di tutto il Mondo.»
Mah, io lo trovo urendo. Sul popporopoppoppò provo imbarazzo (in inglese si
direbbe 'cringe', non credo ci sia un verbo altrettanto specifico in
italiano).
Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
--
Kiuhnm

Tornano indietro più le cose regalate di quelle prestate.
Ilario di Poitiers
2021-07-11 09:09:53 UTC
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Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
A proposito.
Treccani spiega che "risicato" è participio passato di "risicare",
"Forma tosc." per "rischiare" che si ritrova anche in Manzoni
("risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia, a farsi ammaccar
l’ossa, o a risicar qualcosa di peggio")
ma che oggi "È d’uso esclus. nel prov. chi non risica, non rosica, chi
non vuole correre rischi, non ottiene nulla."
https://www.treccani.it/vocabolario/risicare/

"Risicato" nel significato di "limitato", invece, per Treccani, sarebbe
"variante roman. di risecato, part. pass. di risecare".
https://www.treccani.it/vocabolario/risicato/

"Risecato" però non ricordo di averlo mai sentito.
--
IdP


"Man is the Reasoning Animal. Such is the claim. I think it is open to
dispute." (Mark Twain)
Ilario di Poitiers
2021-07-11 09:36:59 UTC
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Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
A proposito.
Treccani spiega che "risicato" è participio passato di "risicare", "Forma
tosc." per "rischiare" che si ritrova anche in Manzoni
("risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia, a farsi ammaccar
l’ossa, o a risicar qualcosa di peggio")
ma che oggi "È d’uso esclus. nel prov. chi non risica, non rosica, chi non
vuole correre rischi, non ottiene nulla."
https://www.treccani.it/vocabolario/risicare/
"Risicato" nel significato di "limitato", invece, per Treccani, sarebbe
"variante roman. di risecato, part. pass. di risecare".
https://www.treccani.it/vocabolario/risicato/
"Risecato" però non ricordo di averlo mai sentito.
Conoscevo invece "resecare" in chirurgia.

https://www.treccani.it/vocabolario/resecare/
--
IdP


"Il coraggio non mi manca. È la paura che mi frega." (Antonio de
Curtis)
Mad Prof
2021-07-11 09:38:21 UTC
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Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
A proposito.
Treccani spiega che "risicato" è participio passato di "risicare",
"Forma tosc." per "rischiare" che si ritrova anche in Manzoni
("risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia, a farsi ammaccar
l’ossa, o a risicar qualcosa di peggio")
ma che oggi "È d’uso esclus. nel prov. chi non risica, non rosica, chi
non vuole correre rischi, non ottiene nulla."
https://www.treccani.it/vocabolario/risicare/
"Risicato" nel significato di "limitato", invece, per Treccani, sarebbe
"variante roman. di risecato, part. pass. di risecare".
https://www.treccani.it/vocabolario/risicato/
"Risecato" però non ricordo di averlo mai sentito.
Se ne parlò qualche anno fa.

<https://groups.google.com/g/it.cultura.linguistica.italiano/c/bzaz9RJV7GU/m/SY_Umz54BAAJ>

<https://www.treccani.it/vocabolario/risecare>
--
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Ilario di Poitiers
2021-07-11 11:32:15 UTC
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Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
A proposito.
Treccani spiega che "risicato" è participio passato di "risicare",
"Forma tosc." per "rischiare" che si ritrova anche in Manzoni
("risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia, a farsi ammaccar
l’ossa, o a risicar qualcosa di peggio")
ma che oggi "È d’uso esclus. nel prov. chi non risica, non rosica, chi
non vuole correre rischi, non ottiene nulla."
https://www.treccani.it/vocabolario/risicare/
"Risicato" nel significato di "limitato", invece, per Treccani, sarebbe
"variante roman. di risecato, part. pass. di risecare".
https://www.treccani.it/vocabolario/risicato/
"Risecato" però non ricordo di averlo mai sentito.
Se ne parlò qualche anno fa.
<https://groups.google.com/g/it.cultura.linguistica.italiano/c/bzaz9RJV7GU/m/SY_Umz54BAAJ>
<https://www.treccani.it/vocabolario/risecare>
Grazie del riferimento alla vecchia discussione nascosta sotto altro
titolo.

La mia personale impressione è che Treccani non renda un buon servizio
al lettore, inducendolo a ritenere "risicare" (nel senso di
"ristretto") un localismo, e "risecare" la forma maestra italiana.

Così non è, mi pare. Almeno non in italiano moderno, come attestano la
maggior parte degli altri dizionari, che riportando "risicato" nel
senso di "ristretto", "limitato" senza qualificarlo come variante
locale (forse lo fu in origine, ma una cosa è l'etimo, altra l'uso).

Solo il Gabrielli si ostina a considerare "risicato" un regionalismo,
ma così non fanno De Mauro, Zingarelli, Devoto-Oli.

De Mauro:
https://dizionario.internazionale.it/parola/risicato

Gabrielli:
https://dizionari.repubblica.it/Italiano/R/risicato.html

Zingarelli:
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Devoto-Oli:
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Ai dizionari citati da Roger nella vecchia discussione, aggiungo il
fondamentale Battaglia (GDLI), che bisognerebbe sempre tener presente
perché è quello che mette a disposizione il maggior approfondimento.

Il GDLI riporta "risecato" come variante di "resecato", ma con
attestazioni d'uso non proprio moderne, tranne che in campo chirurgico,
né per anno né per lessico complessivo.
http://www.gdli.it/sala-lettura/vol/15?seq=865

Nel senso di "ridotto":
Mamiani - "altro compenso daranno le male spese abolite e le superflue
risecate; ed altro l'aumentato consumo, che sempre tien dietro allo
sbassare delle tasse."

Nel senso figurato di "conciso":
Alberti - "Dilettommi in tanta copia di sentenze e di istorie la
risecata orazion tua, né vi desiderai stile troppo più dilatato e
ampio".



Più ampia e attuale l'attestazione di "risicato", e parliamo sempre del
senso di "Appena sufficiente, limitato, modesto, di scarsa entità" o
"Striminzito".

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Manzini: "Con tutto se stesso premeva sulla superficie, all'improvviso
risicata, insufficiente, della propria persona".

Landolfi: "Aveva dovuto anzi intaccare l'esigua e risicata somma
destinata alle spese di viagio e di mantenimento".

Cassieri: "L'uno di fronte all'altra, ginocchio contro ginocchio,
dividiamo il risicato tavolo verde ingombro di biro e block-notes".

Bernari: "Essa volse gli occhi all'apparire di Andrea, cresciuto troppo
in quei panni grigi e risicati".

Gatto: "La gonna risicata sul ginocchio, / crede all'arma segreta del
suo dono, / e non si guarda intorno".
--
IdP


"Liángyào ku kou." (Detto cinese)
Ilario di Poitiers
2021-07-11 11:36:20 UTC
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altri dizionari, che riportando
che riportano
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spese di viagio
"spese di viaggio"
--
IdP


"La fantasía, aislada de la razón, sólo produce monstruos imposibles."
(Francisco de Goya)
Ilario di Poitiers
2021-07-11 11:39:06 UTC
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Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
A proposito.
Treccani spiega che "risicato" è participio passato di "risicare", "Forma
tosc." per "rischiare" che si ritrova anche in Manzoni
("risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia, a farsi ammaccar
l’ossa, o a risicar qualcosa di peggio")
ma che oggi "È d’uso esclus. nel prov. chi non risica, non rosica, chi non
vuole correre rischi, non ottiene nulla."
https://www.treccani.it/vocabolario/risicare/
"Risicato" nel significato di "limitato", invece, per Treccani, sarebbe
"variante roman. di risecato, part. pass. di risecare".
https://www.treccani.it/vocabolario/risicato/
"Risecato" però non ricordo di averlo mai sentito.
Se ne parlò qualche anno fa.
<https://groups.google.com/g/it.cultura.linguistica.italiano/c/bzaz9RJV7GU/m/SY_Umz54BAAJ>
<https://www.treccani.it/vocabolario/risecare>
Grazie del riferimento alla vecchia discussione nascosta sotto altro
titolo.

La mia personale impressione è che Treccani non renda un buon servizio
al lettore, inducendolo a ritenere "risicare" (nel senso di
"ristretto") un localismo, e "risecare" la forma maestra italiana.

Così non è, mi pare. Almeno non in italiano moderno, come attestano la
maggior parte degli altri dizionari, che riportano "risicato" nel senso
di "ristretto", "limitato" senza qualificarlo come variante locale
(forse lo fu in origine, ma una cosa è l'etimo, altra l'uso).

Solo il Gabrielli si ostina a considerare "risicato" un regionalismo,
ma così non fanno De Mauro, Zingarelli, Devoto-Oli.

De Mauro:
https://dizionario.internazionale.it/parola/risicato

Gabrielli:
https://dizionari.repubblica.it/Italiano/R/risicato.html

Zingarelli:
https://i.imgur.com/RAmG3sw.jpg

Devoto-Oli:
https://i.imgur.com/zfM1e3U.jpg


Ai dizionari citati da Roger nella vecchia discussione, aggiungo il
fondamentale Battaglia (GDLI), che bisognerebbe sempre tener presente
perché è quello che mette a disposizione il maggior approfondimento.

Il GDLI riporta "risecato" come variante di "resecato", ma con
attestazioni d'uso non proprio moderne, tranne che in campo chirurgico,
né per anno né per lessico complessivo.
http://www.gdli.it/sala-lettura/vol/15?seq=865

Nel senso di "ridotto":
Mamiani - "altro compenso daranno le male spese abolite e le superflue
risecate; ed altro l'aumentato consumo, che sempre tien dietro allo
sbassare delle tasse."

Nel senso figurato di "conciso":
Alberti - "Dilettommi in tanta copia di sentenze e di istorie la
risecata orazion tua, né vi desiderai stile troppo più dilatato e
ampio".



Più ampia e attuale l'attestazione di "risicato", e parliamo sempre del
senso di "Appena sufficiente, limitato, modesto, di scarsa entità" o
"Striminzito".

http://www.gdli.it/JPG/GDLI16/00821.jpg
http://www.gdli.it/JPG/GDLI16/00822.jpg

Manzini: "Con tutto se stesso premeva sulla superficie, all'improvviso
risicata, insufficiente, della propria persona".

Landolfi: "Aveva dovuto anzi intaccare l'esigua e risicata somma
destinata alle spese di viaggio e di mantenimento".

Cassieri: "L'uno di fronte all'altra, ginocchio contro ginocchio,
dividiamo il risicato tavolo verde ingombro di biro e block-notes".

Bernari: "Essa volse gli occhi all'apparire di Andrea, cresciuto troppo
in quei panni grigi e risicati".

Gatto: "La gonna risicata sul ginocchio, / crede all'arma segreta del
suo dono, / e non si guarda intorno".
--
IdP


"A shprakh iz a dialekt mit an armey un flot." (Max Weinreich)
Mad Prof
2021-07-11 12:19:56 UTC
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Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
A proposito.
Treccani spiega che "risicato" è participio passato di "risicare", "Forma
tosc." per "rischiare" che si ritrova anche in Manzoni
("risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia, a farsi ammaccar
l’ossa, o a risicar qualcosa di peggio")
ma che oggi "È d’uso esclus. nel prov. chi non risica, non rosica, chi non
vuole correre rischi, non ottiene nulla."
https://www.treccani.it/vocabolario/risicare/
"Risicato" nel significato di "limitato", invece, per Treccani, sarebbe
"variante roman. di risecato, part. pass. di risecare".
https://www.treccani.it/vocabolario/risicato/
"Risecato" però non ricordo di averlo mai sentito.
Se ne parlò qualche anno fa.
<https://groups.google.com/g/it.cultura.linguistica.italiano/c/bzaz9RJV7GU/m/SY_Umz54BAAJ>
<https://www.treccani.it/vocabolario/risecare>
Grazie del riferimento alla vecchia discussione nascosta sotto altro
titolo.
La mia personale impressione è che Treccani non renda un buon servizio
al lettore, inducendolo a ritenere "risicare" (nel senso di
"ristretto") un localismo, e "risecare" la forma maestra italiana.
Così non è, mi pare. Almeno non in italiano moderno, come attestano la
maggior parte degli altri dizionari, che riportano "risicato" nel senso
di "ristretto", "limitato" senza qualificarlo come variante locale
(forse lo fu in origine, ma una cosa è l'etimo, altra l'uso).
Solo il Gabrielli si ostina a considerare "risicato" un regionalismo,
ma così non fanno De Mauro, Zingarelli, Devoto-Oli.
https://dizionario.internazionale.it/parola/risicato
https://dizionari.repubblica.it/Italiano/R/risicato.html
https://i.imgur.com/RAmG3sw.jpg
https://i.imgur.com/zfM1e3U.jpg
Ai dizionari citati da Roger nella vecchia discussione, aggiungo il
fondamentale Battaglia (GDLI), che bisognerebbe sempre tener presente
perché è quello che mette a disposizione il maggior approfondimento.
Il GDLI riporta "risecato" come variante di "resecato", ma con
attestazioni d'uso non proprio moderne, tranne che in campo chirurgico,
né per anno né per lessico complessivo.
http://www.gdli.it/sala-lettura/vol/15?seq=865
Mamiani - "altro compenso daranno le male spese abolite e le superflue
risecate; ed altro l'aumentato consumo, che sempre tien dietro allo
sbassare delle tasse."
Alberti - "Dilettommi in tanta copia di sentenze e di istorie la
risecata orazion tua, né vi desiderai stile troppo più dilatato e
ampio".
Più ampia e attuale l'attestazione di "risicato", e parliamo sempre del
senso di "Appena sufficiente, limitato, modesto, di scarsa entità" o
"Striminzito".
http://www.gdli.it/JPG/GDLI16/00821.jpg
http://www.gdli.it/JPG/GDLI16/00822.jpg
Manzini: "Con tutto se stesso premeva sulla superficie, all'improvviso
risicata, insufficiente, della propria persona".
Landolfi: "Aveva dovuto anzi intaccare l'esigua e risicata somma
destinata alle spese di viaggio e di mantenimento".
Cassieri: "L'uno di fronte all'altra, ginocchio contro ginocchio,
dividiamo il risicato tavolo verde ingombro di biro e block-notes".
Bernari: "Essa volse gli occhi all'apparire di Andrea, cresciuto troppo
in quei panni grigi e risicati".
Gatto: "La gonna risicata sul ginocchio, / crede all'arma segreta del
suo dono, / e non si guarda intorno".
Resta valida la distinzione tra risicare (con S sonora) che significa
rischiare e risecare/risicare (con S sorda) che significa eliminare il
superfluo, lesinare.
--
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Mad Prof
2021-07-11 12:27:54 UTC
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Ogni volta che leggo "non rinunciare mai per paura di sbagliare" (sempre
dalla stessa pagina) penso a tutti quelli che non hanno rinunciato e
sono finiti male.
Chi non risica, non rosica.
Ma chi risica poi rosica.
A proposito.
Treccani spiega che "risicato" è participio passato di "risicare", "Forma
tosc." per "rischiare" che si ritrova anche in Manzoni
("risolvette di non cacciarsi nel fitto della mischia, a farsi ammaccar
l’ossa, o a risicar qualcosa di peggio")
ma che oggi "È d’uso esclus. nel prov. chi non risica, non rosica, chi non
vuole correre rischi, non ottiene nulla."
https://www.treccani.it/vocabolario/risicare/
"Risicato" nel significato di "limitato", invece, per Treccani, sarebbe
"variante roman. di risecato, part. pass. di risecare".
https://www.treccani.it/vocabolario/risicato/
"Risecato" però non ricordo di averlo mai sentito.
Se ne parlò qualche anno fa.
<https://groups.google.com/g/it.cultura.linguistica.italiano/c/bzaz9RJV7GU/m/SY_Umz54BAAJ>
<https://www.treccani.it/vocabolario/risecare>
Grazie del riferimento alla vecchia discussione nascosta sotto altro
titolo.
La mia personale impressione è che Treccani non renda un buon servizio
al lettore, inducendolo a ritenere "risicare" (nel senso di
"ristretto") un localismo, e "risecare" la forma maestra italiana.
Così non è, mi pare. Almeno non in italiano moderno, come attestano la
maggior parte degli altri dizionari, che riportano "risicato" nel senso
di "ristretto", "limitato" senza qualificarlo come variante locale
(forse lo fu in origine, ma una cosa è l'etimo, altra l'uso).
Solo il Gabrielli si ostina a considerare "risicato" un regionalismo,
ma così non fanno De Mauro, Zingarelli, Devoto-Oli.
https://dizionario.internazionale.it/parola/risicato
https://dizionari.repubblica.it/Italiano/R/risicato.html
https://i.imgur.com/RAmG3sw.jpg
https://i.imgur.com/zfM1e3U.jpg
Ai dizionari citati da Roger nella vecchia discussione, aggiungo il
fondamentale Battaglia (GDLI), che bisognerebbe sempre tener presente
perché è quello che mette a disposizione il maggior approfondimento.
Il GDLI riporta "risecato" come variante di "resecato", ma con
attestazioni d'uso non proprio moderne, tranne che in campo chirurgico,
né per anno né per lessico complessivo.
http://www.gdli.it/sala-lettura/vol/15?seq=865
Mamiani - "altro compenso daranno le male spese abolite e le superflue
risecate; ed altro l'aumentato consumo, che sempre tien dietro allo
sbassare delle tasse."
Alberti - "Dilettommi in tanta copia di sentenze e di istorie la
risecata orazion tua, né vi desiderai stile troppo più dilatato e
ampio".
Più ampia e attuale l'attestazione di "risicato", e parliamo sempre del
senso di "Appena sufficiente, limitato, modesto, di scarsa entità" o
"Striminzito".
http://www.gdli.it/JPG/GDLI16/00821.jpg
http://www.gdli.it/JPG/GDLI16/00822.jpg
Manzini: "Con tutto se stesso premeva sulla superficie, all'improvviso
risicata, insufficiente, della propria persona".
Landolfi: "Aveva dovuto anzi intaccare l'esigua e risicata somma
destinata alle spese di viaggio e di mantenimento".
Cassieri: "L'uno di fronte all'altra, ginocchio contro ginocchio,
dividiamo il risicato tavolo verde ingombro di biro e block-notes".
Bernari: "Essa volse gli occhi all'apparire di Andrea, cresciuto troppo
in quei panni grigi e risicati".
Gatto: "La gonna risicata sul ginocchio, / crede all'arma segreta del
suo dono, / e non si guarda intorno".
Resta valida la distinzione tra risicare (con S sonora) che significa
rischiare e risecare/risicare (con S sorda) che significa eliminare il
superfluo, lesinare.
Da notare che nei sonetti di G. G. Belli risico e risica' significano solo
rischio e rischiare, mentre compare una volta l'espressione "risega' le
spese".
--
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Ilario di Poitiers
2021-07-11 16:54:42 UTC
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Post by Mad Prof
Resta valida la distinzione tra risicare (con S sonora) che significa
rischiare e risecare/risicare (con S sorda) che significa eliminare il
superfluo, lesinare.
Da notare che nei sonetti di G. G. Belli risico e risica' significano solo
rischio e rischiare, mentre compare una volta l'espressione "risega' le
spese".
Battaglia non nomina il vernacolo romano. Alla voce "risicato" (una
sola voce che comprende tutti i significati già detti, con s sonora)
riporta semmai la variante dialettale "risegado" (veneto?).


Ad ogni modo, "risicato" nell'accezione "ristretto" mi pare parola del
XX secolo.

L'esempio più antico che ho trovato finora:

Bari una vittoria risicata ( 1-0 ) contro i belgi (1928, in Le vie
d'Italia - TCI, con sede a Milano se non erro).

Fino alla metà del XX secolo, mi sembra, ha prevalso "risicato"
nell'accezione legata al rischio. Dal Dopoguerra, la stessa parola
(almeno la grafia è quella, la pronuncia non saprei dire) è passata a
significare qualcos'altro. Non si è usata più nel senso di "rischioso",
eccezioni a parte, ma di "limitato", "striminzito". Forse per
interferenza di un significato di "risecare" (tagliare via, ridurre),
che però non era di comunissimo utilizzo in questo senso neanche in
passato, mi pare. Cercando "risecato" su Google Libri saltano fuori
soprattutto testi di medicina anche se si limita la ricerca
all'Ottocento.




Comunque, ragazz@, se vince l'Italia, stasera non v'assembrate fitt@
fitt@: è risicoso!
--
IdP


"Clothes make the man. Naked people have little or no influence on
society." (Mark Twain)
Mad Prof
2021-07-11 18:55:10 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Fino alla metà del XX secolo, mi sembra, ha prevalso "risicato"
nell'accezione legata al rischio. Dal Dopoguerra, la stessa parola
(almeno la grafia è quella, la pronuncia non saprei dire) è passata a
significare qualcos'altro. Non si è usata più nel senso di "rischioso",
eccezioni a parte, ma di "limitato", "striminzito". Forse per
interferenza di un significato di "risecare" (tagliare via, ridurre),
che però non era di comunissimo utilizzo in questo senso neanche in
passato, mi pare. Cercando "risecato" su Google Libri saltano fuori
soprattutto testi di medicina anche se si limita la ricerca
all'Ottocento.
Prova a cercare "risegare le spese" e simili.

<https://books.google.it/books?id=9BeiynFE8OoC&pg=PA12&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgLEAc>

<https://books.google.it/books?id=vLZ9QBIlOH4C&pg=PA14&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgFEAc>
--
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Ilario di Poitiers
2021-07-11 19:28:37 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Ilario di Poitiers
Fino alla metà del XX secolo, mi sembra, ha prevalso "risicato"
nell'accezione legata al rischio. Dal Dopoguerra, la stessa parola
(almeno la grafia è quella, la pronuncia non saprei dire) è passata a
significare qualcos'altro. Non si è usata più nel senso di "rischioso",
eccezioni a parte, ma di "limitato", "striminzito". Forse per
interferenza di un significato di "risecare" (tagliare via, ridurre),
che però non era di comunissimo utilizzo in questo senso neanche in
passato, mi pare. Cercando "risecato" su Google Libri saltano fuori
soprattutto testi di medicina anche se si limita la ricerca
all'Ottocento.
Prova a cercare "risegare le spese" e simili.
<https://books.google.it/books?id=9BeiynFE8OoC&pg=PA12&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgLEAc>
<https://books.google.it/books?id=vLZ9QBIlOH4C&pg=PA14&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgFEAc>
Sì, avevo citato il Mamiani:
"altro compenso daranno le male spese abolite e le superflue risecate;
ed altro l'aumentato consumo, che sempre tien dietro allo sbassare
delle tasse."

Questo però è il significato letterale: "tagliare".
Non è lo stesso dell'uso figurativo moderno di "risicato", che indica
la limitatezza più che la limitazione, l'effetto più che la causa. Un
"budget risicato" è appena sufficiente ma non è necessariamente è stato
"tagliato" (potrebbe esserlo, non è detto). Una gonna risicata è corta
ma non necessariamente è stata accorciata. Una "maggioranza risicata" è
una maggioranza con poco scarto... ecc.


E' interessante anche "rosicare" che può voler dire "rosicchiare",
"guadagnare", "ottenere qualcosa"; ma in usi regionali anche l'opposto:
"consumarsi d'invidia" per i successi altrui.
https://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/sport/calcio/nazionale/gattuso-rosiconi/gattuso-rosiconi/gattuso-rosiconi.html
--
IdP


"L'hypocrisie est un hommage que le vice rend à la vertu." (François de
La Rochefoucauld)
Mad Prof
2021-07-11 22:29:23 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
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Post by Ilario di Poitiers
Fino alla metà del XX secolo, mi sembra, ha prevalso "risicato"
nell'accezione legata al rischio. Dal Dopoguerra, la stessa parola
(almeno la grafia è quella, la pronuncia non saprei dire) è passata a
significare qualcos'altro. Non si è usata più nel senso di "rischioso",
eccezioni a parte, ma di "limitato", "striminzito". Forse per
interferenza di un significato di "risecare" (tagliare via, ridurre),
che però non era di comunissimo utilizzo in questo senso neanche in
passato, mi pare. Cercando "risecato" su Google Libri saltano fuori
soprattutto testi di medicina anche se si limita la ricerca
all'Ottocento.
Prova a cercare "risegare le spese" e simili.
<https://books.google.it/books?id=9BeiynFE8OoC&pg=PA12&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgLEAc>
<https://books.google.it/books?id=vLZ9QBIlOH4C&pg=PA14&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgFEAc>
"altro compenso daranno le male spese abolite e le superflue risecate;
ed altro l'aumentato consumo, che sempre tien dietro allo sbassare
delle tasse."
Questo però è il significato letterale: "tagliare".
Non è lo stesso dell'uso figurativo moderno di "risicato", che indica
la limitatezza più che la limitazione, l'effetto più che la causa. Un
"budget risicato" è appena sufficiente ma non è necessariamente è stato
"tagliato" (potrebbe esserlo, non è detto). Una gonna risicata è corta
ma non necessariamente è stata accorciata. Una "maggioranza risicata" è
una maggioranza con poco scarto... ecc.
Mi sembra un salto logico non troppo ampio e abbastanza naturale: una cosa
risicata è appena sufficiente, dove ogni superfluo è stato eliminato.
Post by Ilario di Poitiers
E' interessante anche "rosicare" che può voler dire "rosicchiare",
"consumarsi d'invidia" per i successi altrui.
https://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/sport/calcio/nazionale/gattuso-rosiconi/gattuso-rosiconi/gattuso-rosiconi.html
Anche in italiano ci si rode dall'invidia.
--
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Ilario di Poitiers
2021-07-12 12:09:27 UTC
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Post by Mad Prof
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Post by Ilario di Poitiers
Fino alla metà del XX secolo, mi sembra, ha prevalso "risicato"
nell'accezione legata al rischio. Dal Dopoguerra, la stessa parola
(almeno la grafia è quella, la pronuncia non saprei dire) è passata a
significare qualcos'altro. Non si è usata più nel senso di "rischioso",
eccezioni a parte, ma di "limitato", "striminzito". Forse per
interferenza di un significato di "risecare" (tagliare via, ridurre),
che però non era di comunissimo utilizzo in questo senso neanche in
passato, mi pare. Cercando "risecato" su Google Libri saltano fuori
soprattutto testi di medicina anche se si limita la ricerca
all'Ottocento.
Prova a cercare "risegare le spese" e simili.
<https://books.google.it/books?id=9BeiynFE8OoC&pg=PA12&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgLEAc>
<https://books.google.it/books?id=vLZ9QBIlOH4C&pg=PA14&dq=risegare+le+spese&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiSm8nW19vxAhWL-6QKHXUqCwMQuwV6BAgFEAc>
"altro compenso daranno le male spese abolite e le superflue risecate;
ed altro l'aumentato consumo, che sempre tien dietro allo sbassare
delle tasse."
Questo però è il significato letterale: "tagliare".
Non è lo stesso dell'uso figurativo moderno di "risicato", che indica
la limitatezza più che la limitazione, l'effetto più che la causa. Un
"budget risicato" è appena sufficiente ma non è necessariamente è stato
"tagliato" (potrebbe esserlo, non è detto). Una gonna risicata è corta
ma non necessariamente è stata accorciata. Una "maggioranza risicata" è
una maggioranza con poco scarto... ecc.
Mi sembra un salto logico non troppo ampio e abbastanza naturale: una cosa
risicata è appena sufficiente, dove ogni superfluo è stato eliminato.
Certo, però il "salto" è stato fatto solo con "risicare", cioè
utilizzando una parola già esistente.

Sbaglierò, ma la mia teoria è che possa essere avvenuto quanto segue.

Una parola non tra le più comuni, "risecato", ha trasmesso il
significato di base, volgendolo però in senso figurato, a un'altra
parola, "risicato", che fino alla prima metà del XX secolo era usata
solo in relazione al rischio. I due termini sono facilmente
confondibili e a prima vista possono essere considerate varianti l'uno
dell'altro.
"Risicato" nel senso di "rischiato" era però un doppione
semiinutilizzato. Un guscio semivuoto a disposizione di chi avesse
qualcosa da esprimere, per così dire.
Ed ecco che nel 1928 un fantasioso redattore di Le vie d'Italia,
rivista del Touring Club Italiano, scrive:
"Risultati contradditori [sic!] e oscillanti con tendenza al ribasso:
se, infatti, la squadra maggiore ha ottenuto a Bari una vittoria
risicata (1-0 ) contro i belgi, dopo avere destato negli sportivi la
speranza effimera d'un vivace ritorno alle alte quote ...".
https://www.google.it/books/edition/Le_Vie_D_Italia_Revista_Mensile_Del_Tour/IHEhAQAAMAAJ?hl=it&gbpv=1&bsq=%22vittoria+risicata%22+touring&dq=%22vittoria+risicata%22+touring&printsec=frontcover

Si sa che i giornalisti sportivi si prendono qualche libertà. Seguono,
specie dal Dopoguerra, esempi d'uso da parte di importanti scrittori e
scrittrici, alcuni già citati.
La parola "geneticamente mutata" ha successo, diventa d'uso comune. I
suoi precursori cadono nel dimenticatoio.
Sono solo ipotesi, ma la connessione con il rischio potrebbe aver
suggestionato il redattore pasticcione: una "vittoria risicata" è una
vittoria sofferta, in una partita dove si corre anche il rischio di
perdere. O forse sto fantasticando troppo! bisognerebbe saperne di più.

Quanto alla pronuncia della s, credo che in Italia dipenda più che
altro da dove si è nati.
Post by Mad Prof
Post by Ilario di Poitiers
E' interessante anche "rosicare" che può voler dire "rosicchiare",
"consumarsi d'invidia" per i successi altrui.
https://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/sport/calcio/nazionale/gattuso-rosiconi/gattuso-rosiconi/gattuso-rosiconi.html
Anche in italiano ci si rode dall'invidia.
--
IdP


(Non è bello esser bambini: è bello da anziani pensare a quando eravamo
bambini." (Cesare Pavese)
Yoda
2021-07-12 08:21:46 UTC
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Post by Mad Prof
Resta valida la distinzione tra risicare (con S sonora) che significa
rischiare e risecare/risicare (con S sorda) che significa eliminare il
superfluo, lesinare.
Curiosa quest'analisi di risicare risecare.. trovo concordi con la
conclusione tua tutti i miei diz cartacei (tra cui i poco comuni:
Tommaseo, Palazzi, Premoli, Ballesio, Petrocchi, Cerruti Rostagno)

L'unica cosa (ed e' sopra tutto per questo che intervengo) che non
trovo e' risicare con la S sorda, al suo posto c'e' resecare, salvo
il p.p. risicato che s'usa a Roma al posto di risecato ciao

Postilla. Occhio a: risega; risicolo; risibile; risibilita', che
hanno significato differente ariciao
--
Yoda
Ilario di Poitiers
2021-07-10 17:42:27 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Post by Valerio Vanni
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Spazzoli via e tiri avanti. Se va male, non ti perdi d'animo.
O magari la spazzola che si passa nel camerino prima dello show.
--
IdP


"Irrational thoughts should be followed absolutely and logically." (Sol
LeWitt)
Giacobino da Tradate
2021-07-10 19:31:31 UTC
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Il giorno Sat, 10 Jul 2021 12:20:41 +0200
Post by Valerio Vanni
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Da noi lo diceva il barbiere quando aveva completato il taglio e
lasciava al garzone l'incombenza di pulire la faccia la cliente
e togliergli la mantellina.

Al grido "ragazzo, spazzola!" il garzone lasciava la scopa e si
dedicava al cliente, mentre il barbiere iniziava col cliente
successivo nella poltrona a fianco.

Il nesso con la carra' sfugge anche a me.
--
"Le Mondine" Fan Club
abc
2021-07-11 08:34:34 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sat, 10 Jul 2021 12:20:41 +0200
Post by Valerio Vanni
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Il nesso con la carra' sfugge anche a me.
Qui si capisce:
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
Mad Prof
2021-07-11 09:21:25 UTC
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Post by abc
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sat, 10 Jul 2021 12:20:41 +0200
Post by Valerio Vanni
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Il nesso con la carra' sfugge anche a me.
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
Anche se non è chiarissimo il senso: la spazzolata alle spalle indica lo
scrollarsi di dosso questioni insignificanti, di cui non preoccuparsi, o si
riferisce invece agli ultimi aggiustamenti subito prima di entrare in scena
e "buttarsi"?
--
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Ilario di Poitiers
2021-07-11 09:31:19 UTC
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Post by Mad Prof
Post by abc
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sat, 10 Jul 2021 12:20:41 +0200
Post by Valerio Vanni
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Il nesso con la carra' sfugge anche a me.
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
Anche se non è chiarissimo il senso: la spazzolata alle spalle indica lo
scrollarsi di dosso questioni insignificanti, di cui non preoccuparsi, o si
riferisce invece agli ultimi aggiustamenti subito prima di entrare in scena
e "buttarsi"?
Forse più la seconda, ci si prepara subito prima di entrare in scena e
"buttarsi", ma al tempo stesso ci si concentra su quello scrollandosi
di dosso preoccupazioni e pensieri di fallimento.
Il gesto della Carrà mentre canta conferma comunque, se ci fosse il
dubbio, che la spazzolata in questione è quella alle spalle, per
rimuovere capelli o altro.
--
IdP


"Youqíng yínshuibao, wúqíng shífànji." (Detto cinese)
Mad Prof
2021-07-11 14:24:59 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Post by Mad Prof
Post by abc
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sat, 10 Jul 2021 12:20:41 +0200
Post by Valerio Vanni
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Il nesso con la carra' sfugge anche a me.
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
Anche se non è chiarissimo il senso: la spazzolata alle spalle indica lo
scrollarsi di dosso questioni insignificanti, di cui non preoccuparsi, o si
riferisce invece agli ultimi aggiustamenti subito prima di entrare in scena
e "buttarsi"?
Forse più la seconda, ci si prepara subito prima di entrare in scena e
"buttarsi", ma al tempo stesso ci si concentra su quello scrollandosi
di dosso preoccupazioni e pensieri di fallimento.
Il gesto della Carrà mentre canta conferma comunque, se ci fosse il
dubbio, che la spazzolata in questione è quella alle spalle, per
rimuovere capelli o altro.
In effetti non sono necessariamente in alternativa.
--
Sanity is not statistical
Giacobino da Tradate
2021-07-11 09:45:29 UTC
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Il giorno Sun, 11 Jul 2021 10:34:34 +0200
Post by abc
Post by Giacobino da Tradate
Post by Valerio Vanni
Sai che non ho capito cosa vuol dire "forza ragazzi spazzola"?
Il nesso con la carra' sfugge anche a me.
http://youtu.be/pFrXL1FsG4E
Si' adesso che lo dite mi ricordo la canzone. Leggendo il testo, il
richiamo a un certo punto alla spazzola continua imho a non c'entrarci
niente; probabilmente -essendo la sigla di un varieta'- prima hanno
fatto la coreografia, poi hanno trascritto il testo.
--
"Le Mondine" Fan Club
Klaram
2021-07-11 12:03:16 UTC
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a non c'entrarci niente;
Grrrr...
Giacobino da Tradate
2021-07-11 14:28:27 UTC
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Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!

[ ] continua imho a non entrarci niente;

[ ] continua imho a non c'entrare niente;

[ ] continua imho a non centrarci niente;

[ ] continua imho a non averci niente a che fare;

[ ] el su no
--
"Le Mondine" Fan Club
Klaram
2021-07-12 11:06:16 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
Rafforzativo? A me sembra una fusione tra una forma corretta e una
errata. :))

k
Ilario di Poitiers
2021-07-12 12:35:21 UTC
Rispondi
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Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
Rafforzativo? A me sembra una fusione tra una forma corretta e una errata.
:))
Non è italiano standard.
Nella lingua in cui si usa "c'entrare", però, si usa anche "c'entrarci"
come rafforzativo, innocua ripetizione come in "a me mi piace", "di
questo ne parliamo dopo", "in ciò ci entra", e così via.
Ovvero: puoi legittimamente rifiutare il biglietto d'ingresso a
"c'entrare", ma se lo ammetti allora devi lasciar entrare anche
"c'entrarci".
Mi pare.
--
IdP


"History doesn't repeat itself, but it does rhyme." (Mark Twain)
Ilario di Poitiers
2021-07-12 12:45:06 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
Rafforzativo? A me sembra una fusione tra una forma corretta e una errata.
:))
Non è italiano standard.
Nella lingua in cui si usa "c'entrare", però, si usa anche "c'entrarci" come
rafforzativo, innocua ripetizione come in "a me mi piace", "di questo ne
parliamo dopo", "in ciò ci entra", e così via.
Ovvero: puoi legittimamente rifiutare il biglietto d'ingresso a "c'entrare",
ma se lo ammetti allora devi lasciar entrare anche "c'entrarci".
Mi pare.
A proposito di "c'entra" e "c'entrare" segnalo l'articolo di Vera
Gheno, anche se probabilmente già noto.

https://www.linkiesta.it/2015/03/centra-o-centra-risponde-laccademia-della-crusca/
--
IdP


"Go ahead, make my day." (Harry Callahan)
Ilario di Poitiers
2021-07-12 12:53:07 UTC
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A proposito di "c'entra" e "c'entrare" segnalo l'articolo di Vera Gheno,
anche se probabilmente già noto.
https://www.linkiesta.it/2015/03/centra-o-centra-risponde-laccademia-della-crusca/
Nonché il dialogo tra bubu7 e Infarinato in
https://www.achyra.org/cruscate/viewtopic.php?t=986
--
IdP


"Plus l'offenseur m'est cher, plus je ressens l'injure." (Jean Racine)
Klaram
2021-07-12 17:32:50 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
Rafforzativo? A me sembra una fusione tra una forma corretta e una errata.
:))
Non è italiano standard.
Nella lingua in cui si usa "c'entrare", però, si usa anche "c'entrarci" come
rafforzativo, innocua ripetizione come in "a me mi piace", "di questo ne
parliamo dopo", "in ciò ci entra", e così via.
Ovvero: puoi legittimamente rifiutare il biglietto d'ingresso a "c'entrare",
ma se lo ammetti allora devi lasciar entrare anche "c'entrarci".
Mi pare.
Va bene "centrarci" (e non c'entrarci!!!), ma solo nel significato
riportato nel bell'esempio di Maurizio:

Primo soldato: «Questo non dovrebbe centrarci» grida, e balza avanti.
TATATA!
Secondo soldato: «Ci centra! Ci centra!» urla, e stramazza.
ZANG! TUMB! TUMB!

k
Giacobino da Tradate
2021-07-12 19:40:21 UTC
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Il giorno Mon, 12 Jul 2021 19:32:50 +0200
Post by Klaram
Va bene "centrarci" (e non c'entrarci!!!)
io ho sempre inteso "c'entra", vi entra, rientra nel discorso.

Non ho mai inteso "centra", "azzecca", "colpisce nel bersaglio".

Voi sentendo "noncentra" pensate a un bersaglio o a un perimetro
dialettico?
--
"Le Mondine" Fan Club
Valerio Vanni
2021-07-12 20:10:21 UTC
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On Sun, 11 Jul 2021 16:28:27 +0200, Giacobino da Tradate
Post by Giacobino da Tradate
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[X] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
[X] continua imho a non averci niente a che fare;
[ ] el su no
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Kiuhnm
2021-07-12 20:47:58 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
In questo caso penso subito al significato letterale e non riesco,
neanche sforzandomi, a pensare a quello figurato.
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
OK
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non centrarci niente;
OK, ma con altro significato.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Kiuhnm
2021-07-12 21:14:09 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
a non c'entrarci niente;
  Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
In questo caso penso subito al significato letterale e non riesco,
neanche sforzandomi, a pensare a quello figurato.
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
OK
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non centrarci niente;
OK, ma con altro significato.
Forse in futuro si perderà l'apostrofo e si userà direttamente
"centrare". Mi pare che il rischio di confusione sia minimo.

Per ora, userò l'apostrofo, come quasi tutti, ma preferisco "c'entrare"
così come preferisco "pomodorini" a "pomini d'oro".

Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che c'entro?"
o "Cosa c'entro io?".
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Mad Prof
2021-07-13 08:52:21 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Kiuhnm
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
a non c'entrarci niente;
  Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
In questo caso penso subito al significato letterale e non riesco,
neanche sforzandomi, a pensare a quello figurato.
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
OK
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non centrarci niente;
OK, ma con altro significato.
Forse in futuro si perderà l'apostrofo e si userà direttamente
"centrare". Mi pare che il rischio di confusione sia minimo.
Per ora, userò l'apostrofo, come quasi tutti, ma preferisco "c'entrare"
così come preferisco "pomodorini" a "pomini d'oro".
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che c'entro?"
o "Cosa c'entro io?".
Tu diresti "non esserci scampo" o "non ci essere scampo"?

"Meglio non metterci nulla" o "meglio non ci mettere nulla"?

"Con uno così non ci esco nemmeno per prenderci un caffè" o "Con uno così
non ci esco nemmeno per ci prendere un caffè"?
--
Sanity is not statistical
Kiuhnm
2021-07-13 09:23:10 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Kiuhnm
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Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
a non c'entrarci niente;
  Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
In questo caso penso subito al significato letterale e non riesco,
neanche sforzandomi, a pensare a quello figurato.
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
OK
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non centrarci niente;
OK, ma con altro significato.
Forse in futuro si perderà l'apostrofo e si userà direttamente
"centrare". Mi pare che il rischio di confusione sia minimo.
Per ora, userò l'apostrofo, come quasi tutti, ma preferisco "c'entrare"
così come preferisco "pomodorini" a "pomini d'oro".
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che c'entro?"
o "Cosa c'entro io?".
Tu diresti "non esserci scampo" o "non ci essere scampo"?
"Meglio non metterci nulla" o "meglio non ci mettere nulla"?
"Con uno così non ci esco nemmeno per prenderci un caffè" o "Con uno così
non ci esco nemmeno per ci prendere un caffè"?
Prima rispondi alla domanda che ho posto sopra.
Come giustifichi "Cosa c'entro io?" ed "Io che c'entro?"?

La mia giustificazione è semplice: "c'entra" è una forma
"cristallizzata" che significa "averci a che fare".
Quindi
"Cosa c'entro io?"
significa
"Cosa ci ho a che fare io?"
e non
"Cosa ci entro io?"
In altre parole, "c'entro" e "ci entro" sono due cose diverse e quindi
l'infinito di "c'entro" è "c'entrare" non "entrarci".
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Mad Prof
2021-07-13 09:31:31 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Mad Prof
Post by Kiuhnm
Post by Kiuhnm
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
a non c'entrarci niente;
  Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
In questo caso penso subito al significato letterale e non riesco,
neanche sforzandomi, a pensare a quello figurato.
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
OK
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non centrarci niente;
OK, ma con altro significato.
Forse in futuro si perderà l'apostrofo e si userà direttamente
"centrare". Mi pare che il rischio di confusione sia minimo.
Per ora, userò l'apostrofo, come quasi tutti, ma preferisco "c'entrare"
così come preferisco "pomodorini" a "pomini d'oro".
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che c'entro?"
o "Cosa c'entro io?".
Tu diresti "non esserci scampo" o "non ci essere scampo"?
"Meglio non metterci nulla" o "meglio non ci mettere nulla"?
"Con uno così non ci esco nemmeno per prenderci un caffè" o "Con uno così
non ci esco nemmeno per ci prendere un caffè"?
Prima rispondi alla domanda che ho posto sopra.
Come giustifichi "Cosa c'entro io?" ed "Io che c'entro?"?
Cosa ci sarebbe da giustificare?

Cosa ci faccio io? Io che ci faccio?
Post by Kiuhnm
La mia giustificazione è semplice: "c'entra" è una forma
"cristallizzata" che significa "averci a che fare".
Quindi
"Cosa c'entro io?"
significa
"Cosa ci ho a che fare io?"
e non
"Cosa ci entro io?"
In altre parole, "c'entro" e "ci entro" sono due cose diverse e quindi
l'infinito di "c'entro" è "c'entrare" non "entrarci".
Booom!
--
Sanity is not statistical
Kiuhnm
2021-07-13 21:55:19 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Kiuhnm
Post by Mad Prof
Post by Kiuhnm
Post by Kiuhnm
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
a non c'entrarci niente;
  Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
In questo caso penso subito al significato letterale e non riesco,
neanche sforzandomi, a pensare a quello figurato.
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
OK
Post by Giacobino da Tradate
[ ] continua imho a non centrarci niente;
OK, ma con altro significato.
Forse in futuro si perderà l'apostrofo e si userà direttamente
"centrare". Mi pare che il rischio di confusione sia minimo.
Per ora, userò l'apostrofo, come quasi tutti, ma preferisco "c'entrare"
così come preferisco "pomodorini" a "pomini d'oro".
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che c'entro?"
o "Cosa c'entro io?".
Tu diresti "non esserci scampo" o "non ci essere scampo"?
"Meglio non metterci nulla" o "meglio non ci mettere nulla"?
"Con uno così non ci esco nemmeno per prenderci un caffè" o "Con uno così
non ci esco nemmeno per ci prendere un caffè"?
Prima rispondi alla domanda che ho posto sopra.
Come giustifichi "Cosa c'entro io?" ed "Io che c'entro?"?
Cosa ci sarebbe da giustificare?
Cosa ci faccio io? Io che ci faccio?
Tu le cose le entri?
Post by Mad Prof
Post by Kiuhnm
La mia giustificazione è semplice: "c'entra" è una forma
"cristallizzata" che significa "averci a che fare".
Quindi
"Cosa c'entro io?"
significa
"Cosa ci ho a che fare io?"
e non
"Cosa ci entro io?"
In altre parole, "c'entro" e "ci entro" sono due cose diverse e quindi
l'infinito di "c'entro" è "c'entrare" non "entrarci".
Booom!
Bella argomentazione, complimenti.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Yoda
2021-07-13 10:43:50 UTC
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Post by Mad Prof
"Meglio non metterci nulla" o "meglio non ci mettere nulla"?
Si', pero' l'imperativo nella forma negativa purtroppo e' cambiato,
per colpa dei film e cose simili americane tradotte malamente ciao:
Non metterci nulla! -> Non ci mettere nulla!
--
Yoda
Mad Prof
2021-07-13 10:53:58 UTC
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Post by Yoda
Post by Mad Prof
"Meglio non metterci nulla" o "meglio non ci mettere nulla"?
Si', pero' l'imperativo nella forma negativa purtroppo e' cambiato,
Non metterci nulla! -> Non ci mettere nulla!
La forma "imperativa negativa" è l'unico caso in cui 'ci' può andare
davanti l'infinito:

Non ci parlare con quello lì. Non ci andare, resta a casa.

Non credo c'entrino qualcosa i film americani.
--
Sanity is not statistical
Yoda
2021-07-14 20:21:29 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Yoda
Post by Mad Prof
"Meglio non metterci nulla" o "meglio non ci mettere nulla"?
Si', pero' l'imperativo nella forma negativa purtroppo e' cambiato,
Non metterci nulla! -> Non ci mettere nulla!
La forma "imperativa negativa" è l'unico caso in cui 'ci' può andare
Si', questo lo sapevo gia', ma nei film doppiati attualmente si
vede che la forma enclittica neppure la conoscono (e questo che
mi da' fastidio a sentirlo), non e' cosi' con quelli vecchissimi
e non ridoppiati.

E' vero che la forma anticipata e' assolutamente vietata nell'
imperativo non negativo, ma questo oggi, perche' guarda Dante
che ti fa (in parecchi casi come quest'esempio in Pu,XXII,19):
<<Ma dimmi, e come amico mi perdona>>.
Post by Mad Prof
Non ci parlare con quello lì. Non ci andare, resta a casa.
Non credo c'entrino qualcosa i film americani.
Be', un po' celiavo.. e' che ce l'ho coi media che vanno
sconvolgendo tutto. E apropos: come lo leggi "media"? ciao
--
Yoda
Giorgio Pastore
2021-07-15 12:12:49 UTC
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Il 12/07/21 23:14, Kiuhnm ha scritto:
....
Post by Kiuhnm
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che c'entro?"
o "Cosa c'entro io?".
Non tanto "entrare dentro" quanto "entrare in" (luogo reale o figurato).
Es. (reale): Perché non uso quel vestito? non c'entro più.
Ifigurato) : Mario e Gianna hanno litigato. Che c'entro io? (in/con quel
litigio e le sue conseguenze). Il che risponde alla tua domanda.

Inoltre vale la pena di sottolineare il parallelo can farci:

"Cosa ci faccio a letto a quest'ora?"
"Quella tavola di legno? Ci faccio uno scaffate"

Forse dovremmo sdoganare un "cifare" ? e perché no, anche un "cessere"?
("ci fai o ci sei?")

Giorgio
Kiuhnm
2021-07-15 23:22:06 UTC
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Post by Giorgio Pastore
....
Post by Kiuhnm
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che
c'entro?" o "Cosa c'entro io?".
Non tanto "entrare dentro" quanto "entrare in" (luogo reale o figurato).
Es. (reale): Perché non uso quel vestito? non c'entro più.
Ifigurato) : Mario e Gianna hanno litigato. Che c'entro io? (in/con quel
litigio e le sue conseguenze). Il che risponde alla tua domanda.
"Cosa ci faccio a letto a quest'ora?"
"Quella tavola di legno? Ci faccio uno scaffate"
Forse dovremmo sdoganare un "cifare" ? e perché no, anche un "cessere"?
("ci fai o ci sei?")
No, la mia obiezione va ben oltre la differenza tra "dentro" e "in".

Il problema è che "entrare" non è transitivo, quindi l'espressione "Cosa
c'entro io?" non ha senso dal punto di vista logico. L'avrebbe "Come
c'entro io?".
Invece "Cosa ci faccio io?" ha senso perché "cosa" è l'oggetto di "faccio".

E' proprio questo che mi porta a ritenere "c'entra" una forma
cristallizzata e quindi a usare "c'entrare" anziché "entrarci".
Quindi:
Questa vite continua a non entrarci.
Questa cosa continua a non c'entrare niente.

Mi pare che altri, sul forum, vorrebbero si usasse
Questa cosa continua a non entrarci niente.
che a me risulta sbagliato sia dal punto di vista intuitivo che logico.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Mad Prof
2021-07-16 06:21:14 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Giorgio Pastore
....
Post by Kiuhnm
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che
c'entro?" o "Cosa c'entro io?".
Non tanto "entrare dentro" quanto "entrare in" (luogo reale o figurato).
Es. (reale): Perché non uso quel vestito? non c'entro più.
Ifigurato) : Mario e Gianna hanno litigato. Che c'entro io? (in/con quel
litigio e le sue conseguenze). Il che risponde alla tua domanda.
"Cosa ci faccio a letto a quest'ora?"
"Quella tavola di legno? Ci faccio uno scaffate"
Forse dovremmo sdoganare un "cifare" ? e perché no, anche un "cessere"?
("ci fai o ci sei?")
No, la mia obiezione va ben oltre la differenza tra "dentro" e "in".
Il problema è che "entrare" non è transitivo, quindi l'espressione "Cosa
c'entro io?" non ha senso dal punto di vista logico. L'avrebbe "Come
c'entro io?".
Invece "Cosa ci faccio io?" ha senso perché "cosa" è l'oggetto di "faccio".
E' proprio questo che mi porta a ritenere "c'entra" una forma
cristallizzata e quindi a usare "c'entrare" anziché "entrarci".
Questa vite continua a non entrarci.
Questa cosa continua a non c'entrare niente.
Mi pare che altri, sul forum, vorrebbero si usasse
Questa cosa continua a non entrarci niente.
che a me risulta sbagliato sia dal punto di vista intuitivo che logico.
Il fatto che sia una forma cristallizzata non giustifica inventarsi forme
che non stanno né in cielo né in terra. Anche "me la svigno" è una forma
cristallizzata, ma l'infinito è svignarsela, mica selasvignare.

<https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/grammatica/grammatica_586.html>

"Forme come c'entra, non c'entra, c'entrano, non c'entrano in realtà non
pongono grandi problemi. In questo caso è più semplice ed evidente l'uso di
ci come locativo figurato. In combinazione con entrare, visto l'uso e il
significato praticamente cristallizzato ('avere relazione, attinenza con
qualcosa o qualcuno'), questo ci (noto alle patrie lettere già dalla metà
del Cinquecento) forma, secondo Tullio De Mauro, un vero e proprio verbo
procomplementare autonomo, entrarci, con una sua specifica declinazione.
Procomplementare, detto di un verbo, vuol dire due cose: 1) che si usa
sempre insieme a uno o più elementi clitici procomplementari (è il caso di
svignarsela: svignare da solo non esiste); 2) che, quando è usato con tali
elementi, acquista valori autonomi, diversi rispetto a quelli detenuti dal
verbo di base (sentirsela non equivale a sentire; entrarci non equivale a
entrare). È però importante adottare le forme corrette: io c'entro e non io
centro (il verbo centrare ha un altro significato, 'fare centro'); entrarci
e non c'entrare, centrare, c'entrarci o centrarci; entrandoci e non
c'entrando, centrando, c'entrandoci, centrandoci."
--
Sanity is not statistical
Yoda
2021-07-16 11:07:25 UTC
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Addi' 16 lug 2021 06:21:14, Mad Prof scrive:

-snip-
Post by Mad Prof
Procomplementare, detto di un verbo, vuol dire due cose: 1) che si usa
sempre insieme a uno o più elementi clitici procomplementari (è il caso di
svignarsela: svignare da solo non esiste);
Quoto tutto il resto (molto interessante, purtroppo del De Mauro non
ho nulla), ma "svignare" da solo esiste si' (gia' dal xvi secolo),
lo trovi anche nei Promessi sposi ciao
--
Yoda
Kiuhnm
2021-07-16 23:13:29 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Kiuhnm
Post by Giorgio Pastore
....
Post by Kiuhnm
Del resto, se volessimo mantenere il significato letterale di "entrare
dentro", allora come giustificheremmo le espressioni "E io che
c'entro?" o "Cosa c'entro io?".
Non tanto "entrare dentro" quanto "entrare in" (luogo reale o figurato).
Es. (reale): Perché non uso quel vestito? non c'entro più.
Ifigurato) : Mario e Gianna hanno litigato. Che c'entro io? (in/con quel
litigio e le sue conseguenze). Il che risponde alla tua domanda.
"Cosa ci faccio a letto a quest'ora?"
"Quella tavola di legno? Ci faccio uno scaffate"
Forse dovremmo sdoganare un "cifare" ? e perché no, anche un "cessere"?
("ci fai o ci sei?")
No, la mia obiezione va ben oltre la differenza tra "dentro" e "in".
Il problema è che "entrare" non è transitivo, quindi l'espressione "Cosa
c'entro io?" non ha senso dal punto di vista logico. L'avrebbe "Come
c'entro io?".
Invece "Cosa ci faccio io?" ha senso perché "cosa" è l'oggetto di "faccio".
E' proprio questo che mi porta a ritenere "c'entra" una forma
cristallizzata e quindi a usare "c'entrare" anziché "entrarci".
Questa vite continua a non entrarci.
Questa cosa continua a non c'entrare niente.
Mi pare che altri, sul forum, vorrebbero si usasse
Questa cosa continua a non entrarci niente.
che a me risulta sbagliato sia dal punto di vista intuitivo che logico.
Il fatto che sia una forma cristallizzata non giustifica inventarsi forme
che non stanno né in cielo né in terra. Anche "me la svigno" è una forma
cristallizzata, ma l'infinito è svignarsela, mica selasvignare.
Evidentemente non hai capito la mia obiezione.
Post by Mad Prof
<https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/grammatica/grammatica_586.html>
"Forme come c'entra, non c'entra, c'entrano, non c'entrano in realtà non
pongono grandi problemi. In questo caso è più semplice ed evidente l'uso di
ci come locativo figurato. In combinazione con entrare, visto l'uso e il
significato praticamente cristallizzato ('avere relazione, attinenza con
qualcosa o qualcuno'), questo ci (noto alle patrie lettere già dalla metà
del Cinquecento) forma, secondo Tullio De Mauro, un vero e proprio verbo
procomplementare autonomo, entrarci, con una sua specifica declinazione.
Procomplementare, detto di un verbo, vuol dire due cose: 1) che si usa
sempre insieme a uno o più elementi clitici procomplementari (è il caso di
svignarsela: svignare da solo non esiste); 2) che, quando è usato con tali
elementi, acquista valori autonomi, diversi rispetto a quelli detenuti dal
verbo di base (sentirsela non equivale a sentire; entrarci non equivale a
entrare). È però importante adottare le forme corrette: io c'entro e non io
centro (il verbo centrare ha un altro significato, 'fare centro'); entrarci
e non c'entrare, centrare, c'entrarci o centrarci; entrandoci e non
c'entrando, centrando, c'entrandoci, centrandoci."
Secondo Kiuhnm, non è così.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Giacobino da Tradate
2021-07-16 08:35:37 UTC
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Il giorno Fri, 16 Jul 2021 01:22:06 +0200
Post by Kiuhnm
Mi pare che altri, sul forum, vorrebbero si usasse
Questa cosa continua a non entrarci niente.
Se fate come dico io, li accontentate tutti: "Questa cosa continua a non c'entrarci niente"
--
"Le Mondine" Fan Club
orpheus
2021-07-16 09:24:51 UTC
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Kiuhnm ha postato:

[...]
Post by Kiuhnm
E' proprio questo che mi porta a ritenere "c'entra" una forma
cristallizzata e quindi a usare "c'entrare" anziché "entrarci".
Questa vite continua a non entrarci.
Questa cosa continua a non c'entrare niente.
Mi pare che altri, sul forum, vorrebbero si usasse
Questa cosa continua a non entrarci niente.
che a me risulta sbagliato sia dal punto di vista intuitivo che logico.
[...]

https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/centra-o-centra/273
Kiuhnm
2021-07-16 23:18:33 UTC
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Post by orpheus
[...]
Post by Kiuhnm
E' proprio questo che mi porta a ritenere "c'entra" una forma
cristallizzata e quindi a usare "c'entrare" anziché "entrarci".
Questa vite continua a non entrarci.
Questa cosa continua a non c'entrare niente.
Mi pare che altri, sul forum, vorrebbero si usasse
Questa cosa continua a non entrarci niente.
che a me risulta sbagliato sia dal punto di vista intuitivo che logico.
[...]
https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/centra-o-centra/273
Non m'interessano gli "ipse dixit". Ho fatto un ragionamento che va
prima capito e poi, al limite, confutato.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Kiuhnm
2021-07-17 00:46:10 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by orpheus
[...]
Post by Kiuhnm
E' proprio questo che mi porta a ritenere "c'entra" una forma
cristallizzata e quindi a usare "c'entrare" anziché "entrarci".
    Questa vite continua a non entrarci.
    Questa cosa continua a non c'entrare niente.
Mi pare che altri, sul forum, vorrebbero si usasse
    Questa cosa continua a non entrarci niente.
che a me risulta sbagliato sia dal punto di vista intuitivo che logico.
[...]
https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/centra-o-centra/273
Non m'interessano gli "ipse dixit". Ho fatto un ragionamento che va
prima capito e poi, al limite, confutato.
Le spinte di univerbalizzazione e transitivizzazione sono così forti che
si dice addirittura
E io /cosa/ c'entro /con/ tutto questo?
anziché
E io /come/ c'entro /in/ tutto questo?

Neanche a dirlo, all'infinito, preferirei
E io come dovrei entrarci in tutto questo?

Dovendo però usare "cosa" e "con", rimane da scegliere tra
1. E io cosa dovrei c'entrare con tutto questo?
2. E io cosa dovrei entrarci con tutto questo?

Dato che l'infinito è veramente poco frequente e "c'entro" viene *di
fatto* usato come se fosse univerbato e transitivo, propendo per 1.,
cioè coniugo la forma univerbata.
Non dico che sia giusto o sbagliato: mi faccio semplicemente interprete
di come la gente comune percepisce e usa "c'entro".

I prescrittivisti invece preferiranno senz'altro la 2.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
orpheus
2021-07-13 08:00:28 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
[ ] continua imho a non averci niente a che fare;
[ ] el su no
Ma senza buttarla sul difficile e sulle analisi sofisticate...
semplicemente, non è che l'orecchio brontola nel sentire
una simile orrendezza?
Kiuhnm
2021-07-13 08:02:21 UTC
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Post by orpheus
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
[ ] continua imho a non averci niente a che fare;
[ ] el su no
Ma senza buttarla sul difficile e sulle analisi sofisticate...
semplicemente, non è che l'orecchio brontola nel sentire
una simile orrendezza?
Ah... la famosa teoria dell'Orecchio Universale.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
orpheus
2021-07-13 08:09:39 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by orpheus
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
[ ] continua imho a non averci niente a che fare;
[ ] el su no
Ma senza buttarla sul difficile e sulle analisi sofisticate...
semplicemente, non è che l'orecchio brontola nel sentire
una simile orrendezza?
Ah... la famosa teoria dell'Orecchio Universale.
Io parlerei di apprendimento implicito di chi non è in grado di fare
sofisticherie e di perdere la giusta strada da parte di chi le fa
Kiuhnm
2021-07-13 08:58:11 UTC
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Post by orpheus
Post by Kiuhnm
Post by orpheus
Post by Giacobino da Tradate
Il giorno Sun, 11 Jul 2021 14:03:16 +0200
Post by Klaram
a non c'entrarci niente;
Grrrr...
rafforzativo!
[ ] continua imho a non entrarci niente;
[ ] continua imho a non c'entrare niente;
[ ] continua imho a non centrarci niente;
[ ] continua imho a non averci niente a che fare;
[ ] el su no
Ma senza buttarla sul difficile e sulle analisi sofisticate...
semplicemente, non è che l'orecchio brontola nel sentire
una simile orrendezza?
Ah... la famosa teoria dell'Orecchio Universale.
Io parlerei di apprendimento implicito di chi non è in grado di fare
sofisticherie e di perdere la giusta strada da parte di chi le fa
La mia obiezione è che il tuo orecchio può dire una cosa e quello degli
altri un'altra.
Se GdT l'ha scritto vuol dire che al suo orecchio non suona come una
"orrendezza".
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
Maurizio Pistone
2021-07-12 14:16:37 UTC
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Post by Giacobino da Tradate
continua imho a non c'entrarci
<https://mauriziopistone.it/testi/discussioni/immaginaria_centrarci.html>
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
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