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Distinta Riepilogativa
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vitorio
2021-06-21 23:26:16 UTC
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Non è un ossimoro chiamare un documento contabile DISTINTA RIEPILOGATIVA?

O distingue o riepiloga !

hahahahahha!

vi risulta ?

Grazie

contesto: la dist.riepil.contabile (dcr) che le farmacie mandano alle
ASL per farsi pagare le ricette .
Voce dalla Germania
2021-06-22 10:52:53 UTC
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Post by vitorio
Non è un ossimoro chiamare un documento contabile DISTINTA RIEPILOGATIVA?
O distingue o riepiloga !
hahahahahha!
vi risulta ?
Grazie
contesto: la dist.riepil.contabile (dcr) che le farmacie mandano alle
ASL per farsi pagare le ricette .
Non è un ossimoro, perché, come avresti potuto scoprire da solo consultando
<https://www.treccani.it/vocabolario/distinta/>, vengono chiamati
"distinta" determinati tipi di elenchi.

Potrà sembrarti un uso strano di questa parola, ma lo si trova già nel
Dizionario della Lingua Italiana di Niccolò Tommaseo, che, si presume,
dovrebbe avere scritto la voce "distinta" prima del suo decesso nel 1874
e fra l'altro riporta una citazione dai Bandi Toscani del 1561.
<http://dizionario.org/d/index.php?pageurl=distinta&searchfor=distinta&searching=true>

P.S.: Per caso sei francese? A me risulta che solo i francofoni, e forse
neanche tutti, mettano uno spazio per del punto interrogativo ed
esclamativo.
Giorgio Pastore
2021-06-22 11:10:37 UTC
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Il 22/06/21 12:52, Voce dalla Germania ha scritto:
...
Post by Voce dalla Germania
P.S.: Per caso sei francese? A me risulta che solo i francofoni, e forse
neanche tutti, mettano uno spazio per del punto interrogativo ed
esclamativo.
Succede anche a me (e non sono francofono). Lo attribuisco al fatto che
ai tempi della scuola elementare e dell'apprendere la scrittura corsiva
"a mano" non mi sono mai state date prescrizioni precise sugli spazi
(così come per il tipo di accento o l'assenza di soazio tra apostrofo e
parola successiva)). Sono cose apprese in epoca molto posteriore con la
scrittura attraverso tastiera (macchine da scrivere prima e computer
dopo). Pertanto, meno radicate a livello profondo.

Aggiungo anche che queste regole "tipografiche" mi danno abbastanza
fastidio a livello di scrittura informale.

Giorgio
Maurizio Pistone
2021-06-22 18:21:35 UTC
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Post by Voce dalla Germania
P.S.: Per caso sei francese? A me risulta che solo i francofoni, e forse
neanche tutti, mettano uno spazio per del punto interrogativo ed
esclamativo.
anche prima dei due punti e del punto e virgola. È un uso tipografico,
che non credo rientri nelcampo della grammatica.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Giovanni Drogo
2021-06-23 11:48:59 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Voce dalla Germania
P.S.: Per caso sei francese? A me risulta che solo i francofoni, e forse
neanche tutti, mettano uno spazio per del punto interrogativo ed
esclamativo.
anche prima dei due punti e del punto e virgola. È un uso tipografico,
che non credo rientri nelcampo della grammatica.
Non so perche' ma a me scrivendo (al computer o prima a macchina, in
ogni caso dove lo spazio richiede una azione "atomica", non come a mano)
viene spontaneo lo spazio prima di ! e ? ma non degli altri segni di
interpunzione.
Ilario di Poitiers
2021-06-24 16:15:30 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Voce dalla Germania
P.S.: Per caso sei francese? A me risulta che solo i francofoni, e forse
neanche tutti, mettano uno spazio per del punto interrogativo ed
esclamativo.
anche prima dei due punti e del punto e virgola. È un uso tipografico,
che non credo rientri nelcampo della grammatica.
Non so perche' ma a me scrivendo (al computer o prima a macchina, in ogni
caso dove lo spazio richiede una azione "atomica", non come a mano)
viene spontaneo lo spazio prima di ! e ? ma non degli altri segni di
interpunzione.
E se ti rimane spazio per un solo carattere a fine riga cosa fai? Mandi
! e ? sol soli a capo?
--
IdP


"A lie cannot live." (Martin Luther King, Jr.)
Patrizio
2021-06-24 17:36:16 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Post by Maurizio Pistone
Post by Voce dalla Germania
P.S.: Per caso sei francese? A me risulta che solo i francofoni, e forse
neanche tutti, mettano uno spazio per del punto interrogativo ed
esclamativo.
anche prima dei due punti e del punto e virgola. È un uso tipografico,
che non credo rientri nelcampo della grammatica.
Non so perche' ma a me scrivendo (al computer o prima a macchina, in ogni
caso dove lo spazio richiede una azione "atomica", non come a mano)
viene spontaneo lo spazio prima di ! e ? ma non degli altri segni di
interpunzione.
E se ti rimane spazio per un solo carattere a fine riga cosa fai? Mandi
! e ? sol soli a capo?
Scherzando un po', potrebbe essere anche più di effetto...
Maurizio Pistone
2021-06-24 20:41:15 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
E se ti rimane spazio per un solo carattere a fine riga cosa fai? Mandi
! e ? sol soli a capo?
https://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_unificatore
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Ilario di Poitiers
2021-06-25 09:22:22 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Ilario di Poitiers
E se ti rimane spazio per un solo carattere a fine riga cosa fai? Mandi
! e ? sol soli a capo?
https://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_unificatore
Con Ctrl-Shift-Space ottengo il nbsp in LibreOffice Writer, ma è grigio
e minuto, bruttino da vedere!
--
IdP


"Now all things smile, only my love doth lour." (Thomas Carew)
Maurizio Pistone
2021-06-25 10:28:34 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Post by Maurizio Pistone
https://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_unificatore
Con Ctrl-Shift-Space ottengo il nbsp in LibreOffice Writer, ma è grigio
e minuto, bruttino da vedere!
in OpenOffice non si vede, ma in ogni caso penso che sia solo una
visualizzaazione dell'editor. Quando stampi o salvi in PDF sicuramente
non vedi nulla.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Ilario di Poitiers
2021-06-27 18:56:12 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Ilario di Poitiers
Post by Maurizio Pistone
https://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_unificatore
Con Ctrl-Shift-Space ottengo il nbsp in LibreOffice Writer, ma è grigio
e minuto, bruttino da vedere!
in OpenOffice non si vede, ma in ogni caso penso che sia solo una
visualizzaazione dell'editor. Quando stampi o salvi in PDF sicuramente
non vedi nulla.
Anche in LibreOffice posso impostare in modo che il nbsp non sia
visibile, in effetti. :)
--
IdP


"La fantasía, aislada de la razón, sólo produce monstruos imposibles."
(Francisco de Goya)
Giovanni Drogo
2021-06-25 14:00:18 UTC
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Non so perche' ma a me scrivendo (al computer o prima a macchina, in ogni
caso dove lo spazio richiede una azione "atomica", non come a mano)
viene spontaneo lo spazio prima di ! e ? ma non degli altri segni di
interpunzione.
Proprio adesso ho appena finito di mandare un mail. Mentre lo componevo
avevo scritto

The columns in order are:

[segue lista]

Are you seeing all the columns on the right ? See attached screenshot.

Poi ho pensato bene di anticipare l'ultima domanda e la ho spostata

The columns in order are (are you seeing all the columns on the right ?
See attached screenshot) :

[segue lista]


Ora il punto fermo dopo "See attached screenshot." mi finiva dentro la
parentesi e prima dei duepunti e lo ho levato. Ma il punto
interrogativo lo ho lasciato come stava e tra la parentesi e i duepunti
ho messo uno spazio.

Saro' influenzato nella leggibilita' dal fatto di usare caratteri "da
terminale" a spaziatura fissa ?
Yoda
2021-06-25 15:11:59 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Saro' influenzato nella leggibilita' dal fatto di usare caratteri "da
terminale" a spaziatura fissa ?
Secondo me sei influenzato dall'abitudine (che e' una seconda
natura), io uso s/s il Courier (fississimo) e "? !" li distacco
solo nelle formule scientifiche, per evitare equivoci ciao

(pero' spezzo ()'() in ()' () se vedo che l'a capo automatico mi
crea un dente troppo lungo - oggidi` e' grammaticalmente permesso
farlo, un tempo no)
--
Yoda
Maurizio Pistone
2021-06-25 21:18:45 UTC
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Post by Yoda
(pero' spezzo ()'() in ()' () se vedo che l'a capo automatico mi
crea un dente troppo lungo - oggidi` e' grammaticalmente permesso
farlo, un tempo no)
dici che oggi è permesso scrivere

dall' abitudine
?

A me non risulta.

In realtà era una forma ammessa in certe norme redazionali di qualche
decennio fa, ma oggi credo che sia completamente caduta.

Be', io penso che sia più importante scrivere però, oggidì, è.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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https://lacabalesta.it
Yoda
2021-06-25 23:22:40 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Yoda
(pero' spezzo ()'() in ()' () se vedo che l'a capo automatico mi
crea un dente troppo lungo - oggidi` e' grammaticalmente permesso
farlo, un tempo no)
dici che oggi è permesso scrivere
dall' abitudine
?
Be'.. mi sono espresso in modo criptico - vedo. Dicevo che e'
permesso /andare a capo/ cosi':
dall'
abitudine.
Post by Maurizio Pistone
A me non risulta.
In realtà era una forma ammessa in certe norme redazionali di qualche
decennio fa, ma oggi credo che sia completamente caduta.
Ma no dai.. si e' sempre usato staccare dopo l'apostrofo, penso sia
tuttora corretto in entrambi i modi, secondo il gusto personale.
Per dire: Dante usa staccare, dunque staccato e' ab initio; non so
invece quando e da parte di chi e' cominciata l'unione.
Post by Maurizio Pistone
Be', io penso che sia più importante scrivere però, oggidì, è.
Scusa, ma non capisco, non ti seguo: "piu' importante" di cosa? ciao
--
Yoda
Maurizio Pistone
2021-06-26 10:14:32 UTC
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Post by Yoda
Ma no dai.. si e' sempre usato staccare dopo l'apostrofo, penso sia
tuttora corretto in entrambi i modi, secondo il gusto personale.
che sia un uso personale, d'accordo; che si sia sempre usato, no

diciamo che nella grafia a mano non è possibile misurare la distanza tra
l'apostrofo e la parola che segue, quindi la questione è indecidibile;
ma la scrittura a macchina o con computer è analoga alla stampa, e non
mi viene in mente nessuna casa editrice, nessun giornale ecc. in cui si
usi staccare l'apostrofo dalla vocale e/o andare a capo dopo l'apostrofo

non voglio dire che non si sia mai fatto, ma non mi sembra che sia mai
stato l'uso corrente presso stampatori seri
Post by Yoda
Per dire: Dante usa staccare, dunque staccato e' ab initio; non so
invece quando e da parte di chi e' cominciata l'unione.
le regole ortografiche dei tempi di Dante sono diverse da quelle di
oggi, l'apostrofo comincia ad essere proposto in età umanistica, ma
occorre parecchio tempo prima che l'uso si generalizzi, dopo di che
anche gli autori del '300 vengono in qualche misura normalizzati

tu hai presente una qualche edizione delle opere di Dante in cui si
stacchi dopo l'apostrofo?
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Yoda
2021-06-26 14:59:11 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Yoda
Ma no dai.. si e' sempre usato staccare dopo l'apostrofo, penso sia
tuttora corretto in entrambi i modi, secondo il gusto personale.
che sia un uso personale, d'accordo; che si sia sempre usato, no
Guarda, l'altro giorno dissi che /adesso/ e' permesso questo:
-cite-
ho perso l'
aereo
-/cite-

mentre invece prima s'insegnava quest'assurdita' obbligatoria:
-cite-
ho perso lo
aereo
-/cite-

e' mai possibile che tu non ricordi?
Post by Maurizio Pistone
diciamo che nella grafia a mano non è possibile misurare la distanza tra
l'apostrofo e la parola che segue, quindi la questione è indecidibile;
ma la scrittura a macchina o con computer è analoga alla stampa, e non
mi viene in mente nessuna casa editrice, nessun giornale ecc. in cui si
usi staccare l'apostrofo dalla vocale e/o andare a capo dopo l'apostrofo
non voglio dire che non si sia mai fatto, ma non mi sembra che sia mai
stato l'uso corrente presso stampatori seri
L'editore Carabba a voglia se e' (era?) serio! be', ne ho guardati
tre o quattro e in tutti, non solo stacca con l'apostrofo, ma - non
ancora sazio - stacca interrogativo esclamativo tonde aperte e
chiuse!
(e' l'editore che decide, perche' anche nella collana Filosofia,
oltre a Belle Lettere, usa gli stessi vezzi - vedo adesso)
Post by Maurizio Pistone
Post by Yoda
Per dire: Dante usa staccare, dunque staccato e' ab initio; non so
invece quando e da parte di chi e' cominciata l'unione.
le regole ortografiche dei tempi di Dante sono diverse da quelle di
oggi, l'apostrofo comincia ad essere proposto in età umanistica, ma
occorre parecchio tempo prima che l'uso si generalizzi, dopo di che
anche gli autori del '300 vengono in qualche misura normalizzati
tu hai presente una qualche edizione delle opere di Dante in cui si
stacchi dopo l'apostrofo?
Ne ho molte.. ma tu facilmente ti riferisci al Sapegno (prediletto
dai prof), o al piu' moderno G. Giacalone, che non staccano
entrambi.
Pero' non e' stato sempre cosi'.. be', tra gli altri ti cito i
seguenti due molto belli entrambi.

- L. Polacco riveduta dal Vandelli; Hoepli 1923, questo stacca
/sempre/, pero' e' "Edizione ortofonica e sistematica".

- Societa' Dantesca Italiana; riveduta dal Vandelli; Hoepli 1985,
edizione di lusso in carta India (in-8 e un pollice d'altezza
contiene tutt'e tre la cantiche).

Ebbene, in quest'ultima edizione debbo darti ragione: un po' stacca
e un po' no, senz'apparente regola o motivo; dunque quasi certamente
per esigenze tipografiche ciao

(bah.. col verso a lunghezza limitata mica le capisco tanto queste
esigenze, magari c'e' invece un motivo che mi sfugge)
--
Yoda
Maurizio Pistone
2021-06-26 22:05:01 UTC
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Post by Yoda
-cite-
ho perso l'
aereo
-/cite-
"adesso" quando ? "permesso" da chi?
Post by Yoda
-cite-
ho perso lo
aereo
-/cite-
e' mai possibile che tu non ricordi?
ricordo perfettamente, ma fortunatamente, al di fuori delle buone
maestre, quelle di una volta ecc., che consigliavano quest'uso, non mi
risulta che sia mai stato veramente usato
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Kiuhnm
2021-06-26 23:06:18 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Yoda
-cite-
ho perso l'
aereo
-/cite-
"adesso" quando ? "permesso" da chi?
Post by Yoda
-cite-
ho perso lo
aereo
-/cite-
e' mai possibile che tu non ricordi?
ricordo perfettamente, ma fortunatamente, al di fuori delle buone
maestre, quelle di una volta ecc., che consigliavano quest'uso, non mi
risulta che sia mai stato veramente usato
La cosa più sensata sarebbe quella di fare un esperimento e vedere quale
forma si legge meglio. Basterebbe una colonna abbastanza stretta
infarcita di questi "a capo" e un cronometro alla mano.
Ovviamente bisognerebbe anche tenere conto della familiarità, cioè
considerare anche le prestazioni dopo un po' di esercizio.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
Maurizio Pistone
2021-06-28 11:59:33 UTC
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Post by Kiuhnm
La cosa più sensata sarebbe quella di fare un esperimento e vedere quale
forma si legge meglio. Basterebbe una colonna abbastanza stretta
infarcita di questi "a capo" e un cronometro alla mano.
lasciando perdere il cronometro, la leggibilità è appunto determinata da
molti fattori, fra cui importantissimo il formato della pagina.

Poiché la lettura del lettore abituale è di tipo sintetico, non
analitico (non si legge parola per parola, ma per blocchi di testo) un
formato troppo stretto o troppo largo sono entrambi un grave ostacolo
alla lettura. Se è troppo stretto, si fa fatica a individuare la
struttura del periodo; se è troppo largo, l'occhio si perde tra le
righe.

Una volta era cura dei bravi stampatori giocare sugli spazi per evitare
a capo troppo frequenti, o poco naturali (una parola lunga che manda a
capo solo l'ultima sillaba ecc.).

Io in genere quando scrivo (anche per me, non necessariamente per la
stampa o per il web) elimino l'a capo automatico, e divido manualmente
solo le parole troppo lunghe, quando mi sembra che si crei troppa
difformità nella distribuzione dei pieni e dei vuoti.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Mad Prof
2021-06-28 12:30:26 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Io in genere quando scrivo (anche per me, non necessariamente per la
stampa o per il web) elimino l'a capo automatico, e divido manualmente
solo le parole troppo lunghe, quando mi sembra che si crei troppa
difformità nella distribuzione dei pieni e dei vuoti.
Se ho capito bene, disabiliti la sillabazione automatica. Disabilitare l'a
capo automatico mi fa venire in mente la macchina da scrivere dove era lo
scrivente a dover andare a capo.
--
Sanity is not statistical
Giovanni Drogo
2021-06-28 21:16:58 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Maurizio Pistone
Io in genere quando scrivo (anche per me, non necessariamente per la
stampa o per il web) elimino l'a capo automatico,
Se ho capito bene, disabiliti la sillabazione automatica. Disabilitare
l'a capo automatico mi fa venire in mente la macchina da scrivere dove
era lo scrivente a dover andare a capo.
Dipende da cosa e come si scrive. A mano ? Magari su pagine a quadretti
o quadrotta ? Cosi' si impara a dividere le parole troppo lunghe se
arrivano oltre il fondo della riga.

Se scrivo un documento in LaTeX ... lascio fare a lui, combattere e' in
genere vano, che divide e giustifica (e in inglese divide meglio di
quanto saprei fare io).

Se scrivo un documento in LibreOffice di solito uso la giustificazione,
e solo eccezionalmente il ragged right.

Se scrivo un mail con alpine (che io vedo con un font a spaziatura fissa
da terminale) lascio fare a lui il flowed-text e occasionalmente do
qualche control-J.

Se scrivo un file ascii (che di solito e' codice di un programma, ma
potrebbe essere un listato) decido io (sempre con font fisso come sopra)

Se scrivo html (che io scrivo con un editor normale) ovviamente non me
ne curo nel sorgente ... e spesso come stile imposto la giustificazione
nel CSS (ragged right e ragged left solo per effetti speciali), e me ne
frego abbastanza di come appare a me, tanto so che ad altri, che
useranno altri font e altre larghezze di schermo, apparira' con
larghezze diverse e a capo diversi di dove li vedo io ... ma quello e'
lo spirito originale a' la Berners-Lee.

(certo, occasionalmente uso degli &nbsp;)
Kiuhnm
2021-06-28 23:06:50 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
La cosa più sensata sarebbe quella di fare un esperimento e vedere quale
forma si legge meglio. Basterebbe una colonna abbastanza stretta
infarcita di questi "a capo" e un cronometro alla mano.
lasciando perdere il cronometro, la leggibilità è appunto determinata da
molti fattori, fra cui importantissimo il formato della pagina.
Il "cronometro", invece, è l'unico modo per conoscere come stanno
veramente le cose.
E' pieno il mondo di convinzioni totalmente infondate e basate
semplicemente su impressioni personali.
In questo caso basterebbe fare una pagina web che sorteggi varie
modalità e raccolga alcune statistiche.
Da queste sarebbe possibile trarre alcune conclusioni oggettive.
Chi misura oggettivamente le cose impara presto a non fidarsi del
proprio istinto. Chi non lo fa invece continua a vivere nell'illusione.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
Kiuhnm
2021-06-28 23:08:12 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
La cosa più sensata sarebbe quella di fare un esperimento e vedere quale
forma si legge meglio. Basterebbe una colonna abbastanza stretta
infarcita di questi "a capo" e un cronometro alla mano.
lasciando perdere il cronometro, la leggibilità è appunto determinata da
molti fattori, fra cui importantissimo il formato della pagina.
Il "cronometro", invece, è l'unico modo per conoscere come stanno
veramente le cose.
E' pieno il mondo di convinzioni totalmente infondate e basate
semplicemente su impressioni personali.
In questo caso basterebbe fare una pagina web che sorteggi varie
modalità e raccolga alcune statistiche.
Meglio:
basta... sorteggi
basterebbe... sorteggiasse
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
Maurizio Pistone
2021-06-29 07:49:36 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
La cosa più sensata sarebbe quella di fare un esperimento e vedere quale
forma si legge meglio. Basterebbe una colonna abbastanza stretta
infarcita di questi "a capo" e un cronometro alla mano.
lasciando perdere il cronometro, la leggibilità è appunto determinata da
molti fattori, fra cui importantissimo il formato della pagina.
Il "cronometro", invece, è l'unico modo per conoscere come stanno
veramente le cose.
no.

In primo luogo hai posto una condizione abbastanza innaturale: un testo
molto stretto si legge male in ogni caso, proprio perché obbliga a fare
delle "bandiere" molto frastagliate, oppure perché impone di fare
continui a capo. Non può essere preso come test significativo per la
lettura in una pagina impostata normalmente.

In secondo luogo, non so se ti sei reso conto che hai cambiato lo scopo
nel corso della frase.

All'inizio chiedi quale forma si legge "meglio"; con il cronometro puoi
misurare come si legge "in fretta". Non sto a spiegare perché le due
cose sono completamente diverse.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Kiuhnm
2021-06-29 08:46:41 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
La cosa più sensata sarebbe quella di fare un esperimento e vedere quale
forma si legge meglio. Basterebbe una colonna abbastanza stretta
infarcita di questi "a capo" e un cronometro alla mano.
lasciando perdere il cronometro, la leggibilità è appunto determinata da
molti fattori, fra cui importantissimo il formato della pagina.
Il "cronometro", invece, è l'unico modo per conoscere come stanno
veramente le cose.
no.
In primo luogo hai posto una condizione abbastanza innaturale: un testo
molto stretto si legge male in ogni caso, proprio perché obbliga a fare
delle "bandiere" molto frastagliate, oppure perché impone di fare
continui a capo. Non può essere preso come test significativo per la
lettura in una pagina impostata normalmente.
Se rileggi vedrai che non ho mai scritto "molto stretto".
Post by Maurizio Pistone
In secondo luogo, non so se ti sei reso conto che hai cambiato lo scopo
nel corso della frase.
All'inizio chiedi quale forma si legge "meglio"; con il cronometro puoi
misurare come si legge "in fretta". Non sto a spiegare perché le due
cose sono completamente diverse.
Invece dovresti proprio spiegare come velocità e facilità di lettura
siano dimensioni completamente ortogonali, visto che la mia intuizione
mi dice esattamente il contrario.
Scommettiamo che se raccogliamo milioni di dati troviamo una
correlazione diretta?
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
Maurizio Pistone
2021-06-29 13:47:01 UTC
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Post by Kiuhnm
Invece dovresti proprio spiegare come velocità e facilità di lettura
siano dimensioni completamente ortogonali, visto che la mia intuizione
mi dice esattamente il contrario.
per me "facilità di lettura" non significa leggere tante parole, ma
riuscire a comprendere il senso.
Post by Kiuhnm
Scommettiamo che se raccogliamo milioni di dati troviamo una
correlazione diretta?
buon lavoro.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
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Kiuhnm
2021-07-01 23:29:15 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Invece dovresti proprio spiegare come velocità e facilità di lettura
siano dimensioni completamente ortogonali, visto che la mia intuizione
mi dice esattamente il contrario.
per me "facilità di lettura" non significa leggere tante parole, ma
riuscire a comprendere il senso.
Anche per me.
Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Scommettiamo che se raccogliamo milioni di dati troviamo una
correlazione diretta?
buon lavoro.
Iniziate a raccogliere i soldi.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
edi'®
2021-06-29 08:09:04 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
lasciando perdere il cronometro, la leggibilità è appunto determinata da
molti fattori, fra cui importantissimo il formato della pagina.
Il "cronometro", invece, è l'unico modo per conoscere come stanno
veramente le cose.
E' pieno il mondo di convinzioni totalmente infondate e basate
semplicemente su impressioni personali.
Concordo sulla necessità del metodo scientifico, cioè di un test
oggettivo e ripetibile prima di emettere giudizi... ma discordo sulla
tua ipotesi di innalzare il cronometro a metro di giudizio.

Un brano scritto fitto, senza "a capo", senza paragrafi e con le righe
lunghe potrebbe forse essere letto più velocemente di un altro composto
in maniera più ortodossa. Ma, presumo, la comprensione del testo nel
secondo caso sarebbe superiore.

E.D.
Yoda
2021-06-29 08:29:18 UTC
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Addi' 29 giu 2021 08:09:04, edi'® scrive:

-snip-
Post by edi'®
Un brano scritto fitto, senza "a capo", senza paragrafi e con le righe
lunghe potrebbe forse essere letto più velocemente di un altro composto
in maniera più ortodossa. Ma, presumo, la comprensione del testo nel
secondo caso sarebbe superiore.
Secondo me son tutte cose del tutto inutili, son tutti parametri
troppo soggettivi. Mi spiego con un esempio.
Abituato a interrogativo esclamativo apostrofo non staccati (per
non parlare delle tonde aperte e chiuse con spazio), leggo lento
e a disagio dei testi, che invece per altri versi hanno un'ottima
veste tipografica ciao
--
Yoda
edi'®
2021-06-29 09:04:13 UTC
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Post by Yoda
Post by edi'®
Un brano scritto fitto, senza "a capo", senza paragrafi e con le righe
lunghe potrebbe forse essere letto più velocemente di un altro composto
in maniera più ortodossa. Ma, presumo, la comprensione del testo nel
secondo caso sarebbe superiore.
Secondo me son tutte cose del tutto inutili, son tutti parametri
troppo soggettivi. Mi spiego con un esempio.
Abituato a interrogativo esclamativo apostrofo non staccati (per
non parlare delle tonde aperte e chiuse con spazio), leggo lento
e a disagio dei testi, che invece per altri versi hanno un'ottima
veste tipografica ciao
Sono soggettivi finché si tratta di preferenze del singolo, ma se i
lettori sono in numero sufficiente se ne può ricavare una statistica.

A me, ad esempio, crea disagio il tuo uso disinvolto delle virgole... ma
se facessi parte di un campione di studio, nel quale la stragrande
maggioranza non provasse disagio a leggere i tuoi scritti, il mio parere
soggettivo non avrebbe peso.

E.D.
Yoda
2021-06-29 12:30:10 UTC
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Post by edi'®
Post by Yoda
Post by edi'®
Un brano scritto fitto, senza "a capo", senza paragrafi e con le righe
lunghe potrebbe forse essere letto più velocemente di un altro composto
in maniera più ortodossa. Ma, presumo, la comprensione del testo nel
secondo caso sarebbe superiore.
Secondo me son tutte cose del tutto inutili, son tutti parametri
troppo soggettivi. Mi spiego con un esempio.
Abituato a interrogativo esclamativo apostrofo non staccati (per
non parlare delle tonde aperte e chiuse con spazio), leggo lento
e a disagio dei testi, che invece per altri versi hanno un'ottima
veste tipografica ciao
Sono soggettivi finché si tratta di preferenze del singolo, ma se i
lettori sono in numero sufficiente se ne può ricavare una statistica.
Be' si', in effetti le statistiche si fan cosi'.
Post by edi'®
A me, ad esempio, crea disagio il tuo uso disinvolto delle virgole... ma
se facessi parte di un campione di studio, nel quale la stragrande
maggioranza non provasse disagio a leggere i tuoi scritti, il mio parere
soggettivo non avrebbe peso.
Pero' per le virgole non si puo' mai dire, c'e chi ne mette pure di
piu'.. guarda questo signore:
-cite-
Egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora
indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso.
-/cite-

Secondo me dopo la virgola si puo' usare la congiunzione E soltanto
in un inciso, la virgola non ha nulla a che vedere col ritmo di
lettura, e' unicamente un separatore grammaticale e nulla piu' ciao
--
Yoda
Kiuhnm
2021-06-29 09:07:29 UTC
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Post by edi'®
Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
lasciando perdere il cronometro, la leggibilità è appunto determinata da
molti fattori, fra cui importantissimo il formato della pagina.
Il "cronometro", invece, è l'unico modo per conoscere come stanno
veramente le cose.
E' pieno il mondo di convinzioni totalmente infondate e basate
semplicemente su impressioni personali.
Concordo sulla necessità del metodo scientifico, cioè di un test
oggettivo e ripetibile prima di emettere giudizi... ma discordo sulla
tua ipotesi di innalzare il cronometro a metro di giudizio.
In generale si può monitorare l'interazione dell'utente col browser
durante la lettura.
Post by edi'®
Un brano scritto fitto, senza "a capo", senza paragrafi e con le righe
lunghe potrebbe forse essere letto più velocemente di un altro composto
in maniera più ortodossa. Ma, presumo, la comprensione del testo nel
secondo caso sarebbe superiore.
Mi aspetto di vedere una forte correlazione tra velocità di lettura e
facilità di comprensione.
Penso che raccogliendo abbastanza campioni, si possano trarre alcune
conclusioni.
Comunque è un processo iterativo... va a capire cosa diranno i dati.
Magari saranno poco significativi e bisognerà ripensare o migliorare
l'esperimento.
L'importante è partire da qualche parte e mi aspetto anche sorprese,
come spesso succede.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
edi'®
2021-06-29 09:19:51 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by edi'®
Un brano scritto fitto, senza "a capo", senza paragrafi e con le righe
lunghe potrebbe forse essere letto più velocemente di un altro
composto in maniera più ortodossa. Ma, presumo, la comprensione del
testo nel secondo caso sarebbe superiore.
Mi aspetto di vedere una forte correlazione tra velocità di lettura e
facilità di comprensione.
Non lo so, i parametri sono tanti.
Ad esempio ho notato che se leggo un brano ad altri - ad alta voce -
concentrandomi sulla dizione, sulla tonalità ed espressività della voce,
la mia comprensione e memorizzazione del testo diminuisce rispetto ad
una lettura in solitario e a mente.
Per altri, forse, è il contrario.

E.D.
Maurizio Pistone
2021-06-29 13:47:01 UTC
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Post by edi'®
Non lo so, i parametri sono tanti.
Ad esempio ho notato che se leggo un brano ad altri - ad alta voce -
concentrandomi sulla dizione, sulla tonalità ed espressività della voce,
la mia comprensione e memorizzazione del testo diminuisce rispetto ad
una lettura in solitario e a mente.
questo il motivo per cui si sono elaborati nel corso dei secoli gli
aspetti formali della composizione tipografica. Fino a gran parte del
medioevo la lettura normale era ad alta voce.

La lettura silenziosa ha bisogno di questi ausili: spaziatura fra le
parole, le righe e i paragrafi, punteggiatura, giusto equilibrio fra
pieni e vuoti, sviluppo di caratteri con stile omogeneo, ma ben
differenziati fra di loro, composizione in una pagina di giuste
dimensioni che permetta allo sguardo di abbracciare ampie parti di
testo...
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Valerio Vanni
2021-06-29 21:49:12 UTC
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Post by edi'®
Post by Kiuhnm
Mi aspetto di vedere una forte correlazione tra velocità di lettura e
facilità di comprensione.
Non lo so, i parametri sono tanti.
Ad esempio ho notato che se leggo un brano ad altri - ad alta voce -
concentrandomi sulla dizione, sulla tonalità ed espressività della voce,
la mia comprensione e memorizzazione del testo diminuisce rispetto ad
una lettura in solitario e a mente.
Per altri, forse, è il contrario.
Per me vale quello che hai detto.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
orpheus
2021-06-30 06:53:12 UTC
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Post by edi'®
Post by Kiuhnm
Mi aspetto di vedere una forte correlazione tra velocità di
lettura e >> facilità di comprensione.
Post by edi'®
Non lo so, i parametri sono tanti.
Ad esempio ho notato che se leggo un brano ad altri - ad alta voce
- concentrandomi sulla dizione, sulla tonalità ed espressività
della voce, la mia comprensione e memorizzazione del testo
diminuisce rispetto ad una lettura in solitario e a mente.
Per altri, forse, è il contrario.
Per me vale quello che hai detto.
I parametri sono tanti anche perché ogni testo presuppone un "lettore
modello".
Tutto cambia se il lettore modello è un bambino, oppure un monaco che
si appresta alla lectio divina. Oppure un viaggiatore che ha bisogno di
una guida da portarsi dietro. E così via.
Per quello che dici non ne sarei così sicuro; gli attori mandano a
memoria interi copioni, certo devono ripetere molte volte, ma alla fine
hanno una comprensione molto in profondità, non solo di testa, ma anche
di stomaco, che permette loro di entrare nella parte.
Valerio Vanni
2021-06-30 20:36:46 UTC
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Post by orpheus
Post by Valerio Vanni
Post by edi'®
Ad esempio ho notato che se leggo un brano ad altri - ad alta voce
- concentrandomi sulla dizione, sulla tonalità ed espressività
della voce, la mia comprensione e memorizzazione del testo
diminuisce rispetto ad una lettura in solitario e a mente.
Per altri, forse, è il contrario.
Per me vale quello che hai detto.
I parametri sono tanti anche perché ogni testo presuppone un "lettore
modello".
Tutto cambia se il lettore modello è un bambino, oppure un monaco che
si appresta alla lectio divina. Oppure un viaggiatore che ha bisogno di
una guida da portarsi dietro. E così via.
Per quello che dici non ne sarei così sicuro; gli attori mandano a
memoria interi copioni, certo devono ripetere molte volte, ma alla fine
hanno una comprensione molto in profondità, non solo di testa, ma anche
di stomaco, che permette loro di entrare nella parte.
A memoria non vale...
Nel senso: non è quello che intendo.

Io dico: prendiamo un testo che non conosciamo, (possibilmente con
qualche concetto da capire).
Lo proviamo a leggere a voce alta e in silenzio, nel secondo caso
capiamo meglio.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
orpheus
2021-07-01 00:18:47 UTC
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Post by orpheus
Post by Valerio Vanni
Post by edi'®
Ad esempio ho notato che se leggo un brano ad altri - ad alta
voce >> > - concentrandomi sulla dizione, sulla tonalità ed
espressività >> > della voce, la mia comprensione e memorizzazione
del testo >> > diminuisce rispetto ad una lettura in solitario e a
mente. >> > Per altri, forse, è il contrario.
Post by orpheus
Post by Valerio Vanni
Per me vale quello che hai detto.
I parametri sono tanti anche perché ogni testo presuppone un
"lettore modello".
Tutto cambia se il lettore modello è un bambino, oppure un monaco
che si appresta alla lectio divina. Oppure un viaggiatore che ha
bisogno di una guida da portarsi dietro. E così via.
Per quello che dici non ne sarei così sicuro; gli attori mandano a
memoria interi copioni, certo devono ripetere molte volte, ma alla
fine hanno una comprensione molto in profondità, non solo di testa,
ma anche di stomaco, che permette loro di entrare nella parte.
A memoria non vale...
Nel senso: non è quello che intendo.
Io dico: prendiamo un testo che non conosciamo, (possibilmente con
qualche concetto da capire).
Lo proviamo a leggere a voce alta e in silenzio, nel secondo caso
capiamo meglio.
Lo capisci meglio certamente se lo leggi una volta e basta.
Me se lo leggi a voce alta diverse volte, concentrandoti sulla dizione,
tonalità, espressività, non è solo la mente che ricorda, ma anche il
corpo.Questo aspetto di ripetizione, almeno con i testi a struttura
narrativa, credo incida molto su di un'autentica interiorizzazione.
Mi viene in mente Carlo De Benedetti, amico anche di Umberto Eco, che
alla fine della sua vita insisteva quanto fosse importante questo
aspetto di "ruminatio".
orpheus
2021-07-01 09:25:32 UTC
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orpheus ha postato:

[...]
Post by orpheus
Mi viene in mente Carlo De Benedetti
[...]

ops... chiedo scusa, Paolo De Benedetti
Valerio Vanni
2021-07-02 12:15:31 UTC
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Post by orpheus
Post by Valerio Vanni
Io dico: prendiamo un testo che non conosciamo, (possibilmente con
qualche concetto da capire).
Lo proviamo a leggere a voce alta e in silenzio, nel secondo caso
capiamo meglio.
Lo capisci meglio certamente se lo leggi una volta e basta.
Me se lo leggi a voce alta diverse volte, concentrandoti sulla dizione,
tonalità, espressività, non è solo la mente che ricorda, ma anche il
corpo.Questo aspetto di ripetizione, almeno con i testi a struttura
narrativa, credo incida molto su di un'autentica interiorizzazione.
Istintivamente non sento di concordare: penso che tutta la parte "ad
alta voce" (dizione, espressività etc), che si aggiunge al semplice
messaggio scritto, riguardi la trasmissione verso altre persone, non
l'interiorizzazione.

Non dico che sia inconsistente, se il messaggio arriva dall'esterno un
arricchimento c'è eccome. Penso alla differenza tra una barzelletta
letta su un foglio e la stessa recitata da un comico.

Ma se prendiamo la persona stessa come "produttore e consumatore" di
quest'aggiunta, mi sembra come cercare di farsi il solletico da soli.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
edi'®
2021-07-02 13:04:17 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by orpheus
Me se lo leggi a voce alta diverse volte, concentrandoti sulla dizione,
tonalità, espressività, non è solo la mente che ricorda, ma anche il
corpo.Questo aspetto di ripetizione, almeno con i testi a struttura
narrativa, credo incida molto su di un'autentica interiorizzazione.
Istintivamente non sento di concordare: penso che tutta la parte "ad
alta voce" (dizione, espressività etc), che si aggiunge al semplice
messaggio scritto, riguardi la trasmissione verso altre persone, non
l'interiorizzazione.
Quand'ero piccolo (tutti mi scherzavano... cit.) i miei genitori
cercavano di convincermi a studiare ad alta voce. Non ho mai capito se
per poter controllare a distanza ciò che stavo facendo o se veramente
avessero la convinzione che fosse il modo migliore per memorizzare...
fatto sta che mi sono sempre rifiutato, e ancora oggi se leggo ad alta
voce capisco e memorizzo meno.

E.D.
Yoda
2021-07-02 13:22:48 UTC
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Post by edi'®
Post by Valerio Vanni
Istintivamente non sento di concordare: penso che tutta la parte "ad
alta voce" (dizione, espressività etc), che si aggiunge al semplice
messaggio scritto, riguardi la trasmissione verso altre persone, non
l'interiorizzazione.
Quand'ero piccolo (tutti mi scherzavano... cit.) i miei genitori
cercavano di convincermi a studiare ad alta voce. Non ho mai capito se
per poter controllare a distanza ciò che stavo facendo o se veramente
avessero la convinzione che fosse il modo migliore per memorizzare...
fatto sta che mi sono sempre rifiutato, e ancora oggi se leggo ad alta
voce capisco e memorizzo meno.
Tuo padre e tua madre ti dicevano una cosa santa, hai fatto
malissimo a rifiutarti. Il motivo non e' legato ai test di
velocita' e comprensione di cui parlate, ma per il fatto che ad
alta voce entra in gioco /anche/ la memoria uditiva (fortissima).
Personalmente ci aggiungo: inoltre fortifichi la personalita' ciao
--
Yoda
Valerio Vanni
2021-07-02 16:28:19 UTC
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Post by Yoda
Post by edi'®
Quand'ero piccolo (tutti mi scherzavano... cit.) i miei genitori
cercavano di convincermi a studiare ad alta voce. Non ho mai capito se
per poter controllare a distanza ciò che stavo facendo o se veramente
avessero la convinzione che fosse il modo migliore per memorizzare...
fatto sta che mi sono sempre rifiutato, e ancora oggi se leggo ad alta
voce capisco e memorizzo meno.
Tuo padre e tua madre ti dicevano una cosa santa, hai fatto
malissimo a rifiutarti. Il motivo non e' legato ai test di
velocita' e comprensione di cui parlate, ma per il fatto che ad
alta voce entra in gioco /anche/ la memoria uditiva (fortissima).
Se per qualcuno la cosa risulta una distrazione, non è un vantaggio.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Yoda
2021-07-02 18:11:56 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Yoda
Post by edi'®
Quand'ero piccolo (tutti mi scherzavano... cit.) i miei genitori
cercavano di convincermi a studiare ad alta voce. Non ho mai capito se
per poter controllare a distanza ciò che stavo facendo o se veramente
avessero la convinzione che fosse il modo migliore per memorizzare...
fatto sta che mi sono sempre rifiutato, e ancora oggi se leggo ad alta
voce capisco e memorizzo meno.
Tuo padre e tua madre ti dicevano una cosa santa, hai fatto
malissimo a rifiutarti. Il motivo non e' legato ai test di
velocita' e comprensione di cui parlate, ma per il fatto che ad
alta voce entra in gioco /anche/ la memoria uditiva (fortissima).
Se per qualcuno la cosa risulta una distrazione, non è un vantaggio.
Be' si', non c'e' dubbio; pero' bisogna anche vedere, sforzandosi,
se la distrazione non e' solo una questione d'abitudine.
Lo "studiare a voce alta" resta in ogni caso valido per le cose da
mandare a memoria, soprattutto - avrei dovuto dire - ripetere a voce
alta, come se si fosse interrogati alla cattedra.
--
Yoda
Kiuhnm
2021-07-02 22:39:47 UTC
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Post by Valerio Vanni
Ma se prendiamo la persona stessa come "produttore e consumatore" di
quest'aggiunta, mi sembra come cercare di farsi il solletico da soli.
Eppure la gente si masturba da sempre o si ripete frasi a voce alta per
tranquillizzarsi. Funziona.

Esistono due meccanismi contrapposti:
1. più sensi sono coinvolti più il cervello tende a ricordare
2. la banda dati è limitata (è scientificamente provato) quindi il
cervello deve fare una scelta

Quando si legge ad alta voce diventa determinante la presenza di altre
persone e, in generale, lo scopo.
Quando si legge per altri non si può tornare indietro quando non si
capisce qualcosa, non ci si può soffermare su un passaggio, ci si
preoccupa di scandire bene, ecc...
Leggere per sé stessi è ben diverso.

Poi dipende che cosa si sta leggendo. Se leggo qualcosa di matematico,
leggere ad alta voce diventa inutile perché la matematica va capita, non
memorizzata, infatti ho sempre preparato gli esami di matematica in
pochi giorni (3-4), visto che non c'era niente da memorizzare e seguire
le lezioni era più che sufficiente.
In compenso, non sono mai riuscito a ricordare la storia o la geografia
che il mio cervello rifiuta categoricamente.

Quando sono alle prese con un problema difficile inizio a girare per
tutto l'ambiente e a parlare a voce alta ripetendomi le cose o
addirittura immaginando di spiegare la questione a degli studenti o a
dei colleghi immaginari.
Spiegare agli altri è la cosa che in assoluto aiuta più di tutte.

In definitiva, secondo me non esistono degli assoluti e ci sono tanti
meccanismi che entrano in gioco, quindi la questione non è così netta
come potrebbe sembrare.
Inoltre non è uguale per tutti.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
Maurizio Pistone
2021-07-03 14:25:16 UTC
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Post by Kiuhnm
In definitiva, secondo me non esistono degli assoluti e ci sono tanti
meccanismi che entrano in gioco, quindi la questione non è così netta
come potrebbe sembrare.
Inoltre non è uguale per tutti.
dal lato dell'apprendimento, è esattamente come dici tu, ognuno legge e
impara secondo il suo metodo, le sue abitudini, e soprattutto secondo i
suoi interessi

Dal lato della produzione del testo, invece, esistono delle procedure
che hanno necessariamente carattere generale - e quindi sono un vestito
fatto in serie, non su misura - che mirano a facilitare la lettura e la
comprensione.

Queste procedure si sono sviluppate attraverso i secoli, dall'invenzione
della scrittura, e poi della tipografia, in tre direzioni:

1. la forma dei caratteri, che devono essere perfettamente distinguibili
l'uno dall'altro, senza però dare luogo a difformità e disarmonie nella
composisione della riga e della pagina;

2. la punteggiatura, che all'inizio aveva lo scopo di aiutare la lettura
ad alta voce, fornendo indicazioni sull'intonazione e le pause; poi ha
sostituito la voce, e si è messa al servizio della lettura silenziosa,
sottolineando la struttura sintattica della frase, e le caratteristiche
espressive del testo (quindi anche con una certa soggettività da parte
dell'autore);

3. la distribuzione del testo, attraverso la separazione dei capoversi,
la presenza di titoli, in genere organizzati gerarchicamente, con
opportune evidenziazioni attraverso gli spazi, l'allineamento, il tipo,
il formato e la dimensione dei caratteri ecc.;

- La sillabazione in fine riga è a cavallo fra i punti 2 e 3, e la
finalità principale è quella di non spezzare artificiosamente le parole,
ma lasciare la sensazione di un discorso continuo. Di qui la necessità,
per esempio, di non mandare a capo una singola sillaba, di non produrre
in fondo del capoverso una riga troppo breve (così come relativamente al
punto successivo si eviteranno le "vedove" e gli "orfani").

La sillabazione in fine riga deve essere il più posibile naturale; in
italiano, grazie ad un'ortografia quasi del tutto fonetica, e ad un
accento tonico non eccessivamente forte, è possibile dividere la parola
in elementi più piccoli, le sillabe, che, a differenza di altre lingue,
hanno durata più o meno uguale. I questo senso, pur nella varietà delle
soluzioni, alla fine quella che prevale è una divisione dei tipo

nel-
l'immediato,

poiché l'apostrofo non è altro che il segnale grafico dell'omissione di
una vocale in un gruppo che foneticamente tutti pronunciano come un
blocco unico
nel-lim-me-dia-to.

Naturalmente, a rigore, sono state indicate come ammissibili anche anche
le soluzioni

nell'-
immediato

e
nello
immediato

e vabbe'. Ognuno sceglie quella che preferisce - naturalmente, poi deve
rimanere coerente a questa scelta. Un'alternaza di diversi sistemi è
sempre segno di sciatteria.

Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).

La pagina deve essere abbastanza ampia per permettere al lettore di
abbracciare ampie parti del testo; ma non troppo, altrimenti lo sguardo
si perde e comincia un'affannosa ricera "dove sono?" Per lo stesso
motivo le righe non devono essere né troppo sottili, con caratteri
minuscoli, e interlinea ridottissimo, né troppo grandi, con caratteri
troppo grandi e grandi spazi fra le righe.

È chiaro che qui intervengono anche altre preoccupazioni, come la
necesità di risparmiare carta per testi molto lunghi; e altre esigenze
nascono in libri in cui le illustrazioni sono elemento essenziale e
condizionano la distribuzione del testo. Ma in un testo di carattere
"normale", tipo narrativa o saggistica di poche centinaia di pagine,
alla fine tutti convergono verso misure medie; ed è caratteristico che i
libri per bambini sono scritti in genere con caratteri grandi. Questo
non certo perché si rivolgono a lettori con difficoltà di vista;
semplicemente, si sa che la lettura sintetica, per blocchi, è il punto
di arrivo di un lungo processo di apprendimento, e quindi si aiuta il
piccolo lettore ad orientarsi creando visivamente blocchi grandi di
poche parole.

Esistono anche esigenze di tipo estetico; come in ogni tipo di
produzione, vi sono nel corso del tempo diverse scuole di design anche
in tipografia. Ma rimane una regola fondamentale, che è la "trasparenza"
della pagina. Chi prende in mano un libro di solito non vuole ammirare
l'abilità e la creatività del compositore e dello stampatore, ma leggere
ed assimilare il testo. La tipografia è quindi la tipica tecnica in cui
l'arte consiste proprio nel celare l'arte stessa.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
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Ilario di Poitiers
2021-07-03 16:06:28 UTC
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Maurizio Pistone submitted this idea :
[...]
Post by Maurizio Pistone
Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).
[...]

Bella disamina.
Peccato solo non ti interessino i recenti sviluppi tecnologici.
--
IdP


"Ji bùke shi, shí búzài lái." (Detto cinese)
Kiuhnm
2021-07-03 22:28:16 UTC
Rispondi
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Post by Ilario di Poitiers
[...]
Post by Maurizio Pistone
Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).
[...]
Bella disamina.
Peccato solo non ti interessino i recenti sviluppi tecnologici.
Il telefonino rappresenta un compromesso tra disponibilità e
funzionalità. Le funzionalità sono chiaramente ridotte, tanto che
nessuno sviluppatore di app si sognerebbe mai di sviluppare direttamente
su cellulare.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Kiuhnm
2021-07-03 22:44:35 UTC
Rispondi
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Post by Maurizio Pistone
3. la distribuzione del testo, attraverso la separazione dei capoversi,
la presenza di titoli, in genere organizzati gerarchicamente, con
opportune evidenziazioni attraverso gli spazi, l'allineamento, il tipo,
il formato e la dimensione dei caratteri ecc.;
Devo ammettere però che la linearità del testo inizia a sembrarmi
limitata e mi sono chiesto più volte se non sia preferibile usare un
grafo(*) interattivo che possa essere espanso e ridotto. Di sicuro
sarebbe preferibile per i testi scientifici che infatti non vengono
letti in modo lineare, bensì più volte e a diverse velocità
concentrandosi su cose diverse.

(*) Insieme di nodi collegati dove ogni nodo può essere espanso per
mostrare eventuali sotto-nodi.
La sua forma lineare, quindi meno potente, sarebbe un intero testo nel
quale ogni parte possa essere espansa o ridotta passando da un indice
(riduzione massima) all'intero testo (espansione massima).
Post by Maurizio Pistone
I questo senso, pur nella varietà delle
soluzioni, alla fine quella che prevale è una divisione dei tipo
nel-
l'immediato,
Infatti è quella che ho sempre visto e sempre usato.
Post by Maurizio Pistone
Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).
Il telefonino porta a una regressione, ma il computer permette il
superamento di molti limiti della carta come ben saprai, quindi
meriterebbe una trattazione a parte.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Maurizio Pistone
2021-07-04 08:07:13 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).
Il telefonino porta a una regressione, ma il computer permette il
superamento di molti limiti della carta come ben saprai, quindi
meriterebbe una trattazione a parte.
su questo sono perfettmente d'accordo.

Ma non sono certo io in grado di affrontare quest'aspetto.

Passo quotidianamente parecchie ore davanti allo schermo del computer,
ma per motivi di età (abitudine, vista...) quando devo leggere con
attenzione un testo complesso di più pagine, in genere me lo stampo.

Al di là dell'aspetto grafico, l'uso del computer è importante perché il
materiale è solitamente presentato non sotto forma di testo sequenziale
(che è la forma normale del libro, dell'articolo di rivista), ma come
rete di collegamenti. È l'ipertesto, non la forma dei caratteri, la
grandezza dello schermo, o altri aspetti puramente visivi, la vera
rivoluzione cognitiva portata dall'informatica.

Però maneggiare un ipertesto non è per niente facile. Sicuramente la
maggioranza degli utenti di computer (e la quasi totalità degli utenti
dei telefonini) si ferma alla prima pagina che gli capita di fronte -
spesso alle prime righe - spesso al titolo. Per non parlare della
difficoltà di produrlo.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Kiuhnm
2021-07-04 21:32:19 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Passo quotidianamente parecchie ore davanti allo schermo del computer,
ma per motivi di età (abitudine, vista...) quando devo leggere con
attenzione un testo complesso di più pagine, in genere me lo stampo.
Il fatto che il testo si possa ingrandire aiuta parecchio.
Ultimamente, poi, sono passato ai temi dark, nel senso che preferisco
leggere testo chiaro su sfondo scuro.
Bianco su nero mi dà fastidio perché il contrasto è troppo forte, ma
quasi-bianco su quasi-nero funziona molto bene e gli occhi ringraziano.
Ci ho messo un po' ad abituarmi perché all'inizio proprio non mi piaceva
(anch'io stampavo molto).
Post by Maurizio Pistone
Al di là dell'aspetto grafico, l'uso del computer è importante perché il
materiale è solitamente presentato non sotto forma di testo sequenziale
(che è la forma normale del libro, dell'articolo di rivista), ma come
rete di collegamenti. È l'ipertesto, non la forma dei caratteri, la
grandezza dello schermo, o altri aspetti puramente visivi, la vera
rivoluzione cognitiva portata dall'informatica.
Però maneggiare un ipertesto non è per niente facile. Sicuramente la
maggioranza degli utenti di computer (e la quasi totalità degli utenti
dei telefonini) si ferma alla prima pagina che gli capita di fronte -
spesso alle prime righe - spesso al titolo. Per non parlare della
difficoltà di produrlo.
Beh, nei libri l'ipertesto c'è, ma è manuale e molto lento visto che
bisogna sfogliare e cercare la pagina!
L'ipertesto però non mi soddisfa appieno perché aggiungere dei salti non
basta a superare completamente la linearità del documento.

Comunque la vera rivoluzione è il passaggio dalle pagine alle web
application. Ormai i documenti sono completamente interattivi e alcuni
sono fatti veramente bene.
La verità però è che la creazione di questi documenti e app richiede
troppo tempo.
Creare pagine a app non è cioè diventato più facile, ma, anzi, molto più
difficile.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Maurizio Pistone
2021-07-04 08:07:13 UTC
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Post by Kiuhnm
Devo ammettere però che la linearità del testo inizia a sembrarmi
limitata e mi sono chiesto più volte se non sia preferibile usare un
grafo(*) interattivo che possa essere espanso e ridotto. Di sicuro
sarebbe preferibile per i testi scientifici che infatti non vengono
letti in modo lineare, bensì più volte e a diverse velocità
concentrandosi su cose diverse.
(*) Insieme di nodi collegati dove ogni nodo può essere espanso per
mostrare eventuali sotto-nodi.
La sua forma lineare, quindi meno potente, sarebbe un intero testo nel
quale ogni parte possa essere espansa o ridotta passando da un indice
(riduzione massima) all'intero testo (espansione massima).
Ricordo un'operazione di questo genere parecchi anni fa, in un CD della
rivista Le scienze, dedicata all'evoluzione umana.

A parte la qualità dell'informazione, che era ovviamente molto elevata,
si trattava di un esempio eccellente proprio sotto questo aspetto, un
vero prodotto inteattivo con la possibilità di seguire diversi pecorsi
di lettura.

Naturalmente era dato come compatibile con Windows95 ecc., alla fine
l'ho gettato perché era diventato inservibile.

Produrre prodotti di questo genere non è per niente facile.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Kiuhnm
2021-07-04 21:38:14 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Devo ammettere però che la linearità del testo inizia a sembrarmi
limitata e mi sono chiesto più volte se non sia preferibile usare un
grafo(*) interattivo che possa essere espanso e ridotto. Di sicuro
sarebbe preferibile per i testi scientifici che infatti non vengono
letti in modo lineare, bensì più volte e a diverse velocità
concentrandosi su cose diverse.
(*) Insieme di nodi collegati dove ogni nodo può essere espanso per
mostrare eventuali sotto-nodi.
La sua forma lineare, quindi meno potente, sarebbe un intero testo nel
quale ogni parte possa essere espansa o ridotta passando da un indice
(riduzione massima) all'intero testo (espansione massima).
Ricordo un'operazione di questo genere parecchi anni fa, in un CD della
rivista Le scienze, dedicata all'evoluzione umana.
A parte la qualità dell'informazione, che era ovviamente molto elevata,
si trattava di un esempio eccellente proprio sotto questo aspetto, un
vero prodotto inteattivo con la possibilità di seguire diversi pecorsi
di lettura.
Naturalmente era dato come compatibile con Windows95 ecc., alla fine
l'ho gettato perché era diventato inservibile.
Produrre prodotti di questo genere non è per niente facile.
Concordo. Una volta ho dovuto fare qualcosa di simile, ma sicuramente
più in piccolo, ed è stata un'esperienza irripetibile... nel senso che
non voglio ripeterla.

Immagino che in futuro l'intelligenza artificiale ci verrà in soccorso e
dovremo solo preoccuparci dei contenuti.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Maurizio Pistone
2021-07-05 07:18:00 UTC
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Post by Kiuhnm
Immagino che in futuro l'intelligenza artificiale ci verrà in soccorso e
dovremo solo preoccuparci dei contenuti.
penso proprio di no. La presentazione dei contenuti non è mai separata
dalla produzione.

Per questo è un'operazione molto complessa, in cui l'aspetto tecnico è
subordinato all'organizzazione delo discorso.

Se ne occuperò l'intelligenza artificiale nel momento un cui questa sarà
in grado di produrre anche i contenuti.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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Kiuhnm
2021-07-05 08:56:29 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Immagino che in futuro l'intelligenza artificiale ci verrà in soccorso e
dovremo solo preoccuparci dei contenuti.
penso proprio di no. La presentazione dei contenuti non è mai separata
dalla produzione.
Per questo è un'operazione molto complessa, in cui l'aspetto tecnico è
subordinato all'organizzazione delo discorso.
Se ne occuperò l'intelligenza artificiale nel momento un cui questa sarà
in grado di produrre anche i contenuti.
Anche quando sarà in grado di produrre i contenuti, vorremo ugualmente
produrli noi stessi, in molti casi, quindi lasciare la presentazione
all'IA non significa che l'IA non sappia fare altro.

Comunque credo la presentazione sia molto più facile della produzione di
contenuti, infatti ricordo che qualche anno fa una rete neurale produsse
un paper di matematica che fu accettato per essere presentato a una nota
conferenza.
Il paper era perfetto dal punto di vista della presentazione. C'erano
tanto di formule ben scritte, teoremi, definizioni e tutto quanto.
Ovviamente la matematica non aveva alcun senso, ma a volte alcuni
matematici studiano cose così di nicchia che è difficile capire se hanno
senso o no senza uno studio profondo.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Kiuhnm
2021-07-05 21:52:01 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Immagino che in futuro l'intelligenza artificiale ci verrà in soccorso e
dovremo solo preoccuparci dei contenuti.
penso proprio di no. La presentazione dei contenuti non è mai separata
dalla produzione.
Per questo è un'operazione molto complessa, in cui l'aspetto tecnico è
subordinato all'organizzazione delo discorso.
Se ne occuperò l'intelligenza artificiale nel momento un cui questa sarà
in grado di produrre anche i contenuti.
Anche quando sarà in grado di produrre i contenuti, vorremo ugualmente
produrli noi stessi, in molti casi, quindi lasciare la presentazione
all'IA non significa che l'IA non sappia fare altro.
Comunque credo la presentazione sia molto più facile della produzione di
contenuti, infatti ricordo che qualche anno fa una rete neurale produsse
un paper di matematica che fu accettato per essere presentato a una nota
conferenza.
Mi pare di ricordare che non produsse direttamente il pdf, ma codice
LaTeX, quindi la parte impressionante fu il contenuto, non tanto la
presentazione.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Ilario di Poitiers
2021-07-05 10:09:19 UTC
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Post by Maurizio Pistone
penso proprio di no. La presentazione dei contenuti non è mai separata
dalla produzione.
Per questo è un'operazione molto complessa, in cui l'aspetto tecnico è
subordinato all'organizzazione delo discorso.
Se ne occuperò l'intelligenza artificiale nel momento un cui questa sarà
in grado di produrre anche i contenuti.
L'AI già produce contenuti, per esempio articoli speialistici.
--
IdP


"Dio è in ogni luogo e in nessuno, fondamento di tutto, di tutto
governatore, non incluso nel tutto, dal tutto non escluso, di
eccellenza e comprensione egli il tutto, di defilato nulla, principio
generatore del tutto, fine terminante il tutto." (Giordano Bruno)
Ilario di Poitiers
2021-07-04 08:31:13 UTC
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...
Post by Maurizio Pistone
Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).
Il telefonino porta a una regressione, ma il computer permette il superamento
di molti limiti della carta come ben saprai, quindi meriterebbe una
trattazione a parte.
Sono strumenti diversi per esigenze diverse.
In ogni caso hanno cambiato il modo di impaginare il testo, in
particolare di giornali e riviste, forse un po' meno dei libri.
--
IdP


"È men male l'agitarsi nel dubbio, che il riposar nell'errore."
(Alessandro Manzoni)
Kiuhnm
2021-07-04 21:42:58 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
...
Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).
Il telefonino porta a una regressione, ma il computer permette il
superamento di molti limiti della carta come ben saprai, quindi
meriterebbe una trattazione a parte.
Sono strumenti diversi per esigenze diverse.
In ogni caso hanno cambiato il modo di impaginare il testo, in
particolare di giornali e riviste, forse un po' meno dei libri.
Io so solo che per gli sviluppatori di siti la vita si è complicata
notevolmente visto che adesso bisogna fare due versioni: una per PC e
una per telefonini.
In gergo si parla di layout flessibili cioè la pagina è in grado di
cambiare struttura a seconda della sua dimensione. Per es. stringendo la
finestra si passerà da 3 a 2 colonne di testo, poi a 1, poi si
stringerà, ecc...
La realtà è che alla fine si finisce per creare due versioni perché
questi sistemi generali non sono mai perfetti.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Ilario di Poitiers
2021-07-05 01:14:12 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Ilario di Poitiers
...
Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Infine c'è l'organizzazione del testo in una pagina, che è quello che il
lettore si trova di fronte (non conosco, e non mi interessa affrontare,
i problemi della presentazione del testo in uno spazio ridottissimo come
lo schermo del telefonino).
Il telefonino porta a una regressione, ma il computer permette il
superamento di molti limiti della carta come ben saprai, quindi
meriterebbe una trattazione a parte.
Sono strumenti diversi per esigenze diverse.
In ogni caso hanno cambiato il modo di impaginare il testo, in particolare
di giornali e riviste, forse un po' meno dei libri.
Io so solo che per gli sviluppatori di siti la vita si è complicata
notevolmente visto che adesso bisogna fare due versioni: una per PC e una per
telefonini.
In gergo si parla di layout flessibili cioè la pagina è in grado di cambiare
struttura a seconda della sua dimensione. Per es. stringendo la finestra si
passerà da 3 a 2 colonne di testo, poi a 1, poi si stringerà, ecc...
La realtà è che alla fine si finisce per creare due versioni perché questi
sistemi generali non sono mai perfetti.
Diciamo anche che il lettore su schermo ha un ruolo meno passivo,
perché può decidere diversi aspetti, dalla giustezza del testo che
meglio si confà alle sue abitudini di lettura alla dimensione del
carattere al colore dello sfondo, o magari la sillabazione come la
preferisce. Volendo, anche se non è piacevole come un audiolibro letto
da un attore, può ascoltare quel testo da una voce computerizzata
anziché consumarsi gli occhi. Oltre che dei collegamenti ipertestuali
può avvalersi di glossari ed enciclopedie senza dover combattere con
pesanti tomi cartacei o poco pratici CD. Tutto sommato l'esperienza
della lettura diventa più semplice e gratificante, ma raramente
riflettiamo su quanto le tecnologie ci abbiano cambiato la vita in
meglio. Sì, certo, il piccolo schermo ha anche i suoi limiti e i suoi
problemi.
--
IdP


"Il gatto è imprevedibile ed ammaliante come un’orchidea selvaggia."
(Stanislao Nievo)
Maurizio Pistone
2021-07-05 07:18:00 UTC
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Post by Kiuhnm
In gergo si parla di layout flessibili cioè la pagina è in grado di
cambiare struttura a seconda della sua dimensione. Per es. stringendo la
finestra si passerà da 3 a 2 colonne di testo, poi a 1, poi si
stringerà, ecc...
La realtà è che alla fine si finisce per creare due versioni perché
questi sistemi generali non sono mai perfetti.
io sono ancora un rude artigiano, preferisco scrivere a mano il codice
HTML.

Esistono dei layout abbastanza semplici per ottenere siti responsive, in
sostanza si tratta di creare diversi fogli di stile.

Il sito che faccio io può essere visto su un telefonino, si adatta al
formato dello schermo in modo abbastanza flessibile.

Funziona, il testo finisce su una sola colonna, anche le immagini vanno
al loro posto, ma non mi sono mai preoccupato di adattare i contenuti in
funzione dello schermo piccolo.

Per esempio, ho mantenuto di link testuali, ma mi hanno detto che molti
sono abituati a cliccare sulle immagini, e non riescono a navigare.

Be', se avrò un'altra vita mi dedicherò a produre siti web per
telefonini, In questa, no.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
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Kiuhnm
2021-07-05 09:01:37 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
In gergo si parla di layout flessibili cioè la pagina è in grado di
cambiare struttura a seconda della sua dimensione. Per es. stringendo la
finestra si passerà da 3 a 2 colonne di testo, poi a 1, poi si
stringerà, ecc...
La realtà è che alla fine si finisce per creare due versioni perché
questi sistemi generali non sono mai perfetti.
io sono ancora un rude artigiano, preferisco scrivere a mano il codice
HTML.
Esistono dei layout abbastanza semplici per ottenere siti responsive, in
sostanza si tratta di creare diversi fogli di stile.
Usi bootstrap?

[...]
Post by Maurizio Pistone
Be', se avrò un'altra vita mi dedicherò a produre siti web per
telefonini, In questa, no.
Bisogna vedere in cosa ti reincarni. Di positivo c'è che con la tastiera
non serve il pollice opponibile.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Maurizio Pistone
2021-07-05 09:30:45 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Esistono dei layout abbastanza semplici per ottenere siti responsive, in
sostanza si tratta di creare diversi fogli di stile.
Usi bootstrap?
una roba molto semplice, scopiazzata non ricordo neanche più dove, poi
semplificata eliminando tutto che non mi serviva - diciamo il 90%

alla fine mi è rimasto un foglio di stile generico, più diversi stili
con diverse regole @media

per fare qualcosa di più elaborato occorrerebbe come minimo un po' di
javascript, ma ne ho masticato veramente poco
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
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https://lacabalesta.it
Kiuhnm
2021-07-05 22:10:08 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Esistono dei layout abbastanza semplici per ottenere siti responsive, in
sostanza si tratta di creare diversi fogli di stile.
Usi bootstrap?
una roba molto semplice, scopiazzata non ricordo neanche più dove, poi
semplificata eliminando tutto che non mi serviva - diciamo il 90%
alla fine mi è rimasto un foglio di stile generico, più diversi stili
per fare qualcosa di più elaborato occorrerebbe come minimo un po' di
javascript, ma ne ho masticato veramente poco
Sì, da html+css a js (javascript) c'è un bel salto.
Molti usano js come se fosse un giocattolo, ma in questi ultimi anni si
è evoluto in un linguaggio molto potente ed espressivo, tanto che ci sto
scrivendo un'intera app per desktop.

Il vantaggio è la portabilità da un sistema all'altro, cioè mi basta
scrivere una singola versione e questa funzionerà sia su Windows che su
Linux e Mac.

Devo dire, però, che si è rivelata un'impresa più difficile di quanto
pensassi, infatti ho dovuto (e non ho ancora finito) creare
l'interfaccia grafica partendo quasi da 0. Spesso il browser è stato più
un intralcio che un aiuto. Comunque il risultato finale è notevole.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Kiuhnm
2021-07-05 22:32:32 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Post by Kiuhnm
Post by Maurizio Pistone
Esistono dei layout abbastanza semplici per ottenere siti
responsive, in
sostanza si tratta di creare diversi fogli di stile.
Usi bootstrap?
una roba molto semplice, scopiazzata non ricordo neanche più dove, poi
semplificata eliminando tutto che non mi serviva - diciamo il 90%
alla fine mi è rimasto un foglio di stile generico, più diversi stili
per fare qualcosa di più elaborato occorrerebbe come minimo un po' di
javascript, ma ne ho masticato veramente poco
Sì, da html+css a js (javascript) c'è un bel salto.
Molti usano js come se fosse un giocattolo, ma in questi ultimi anni si
è evoluto in un linguaggio molto potente ed espressivo, tanto che ci sto
scrivendo un'intera app per desktop.
Il vantaggio è la portabilità da un sistema all'altro, cioè mi basta
scrivere una singola versione e questa funzionerà sia su Windows che su
Linux e Mac.
Devo dire, però, che si è rivelata un'impresa più difficile di quanto
pensassi, infatti ho dovuto (e non ho ancora finito) creare
l'interfaccia grafica partendo quasi da 0. Spesso il browser è stato più
un intralcio che un aiuto. Comunque il risultato finale è notevole.
Anche se non fregherà niente a nessuno, aggiungo, per completezza, che
in realtà uso ts (typescript) perché quando si va oltre le 10K righe di
codice js diventa un po' difficile da maneggiare.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write that down, please?
Giovanni Drogo
2021-07-05 14:19:28 UTC
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Post by Maurizio Pistone
io sono ancora un rude artigiano, preferisco scrivere a mano il codice
HTML.
Bravo Maurizio! Siamo in due. HTML, e q.b. di CSS e Javascript (e
perfino i CGI script che a volte son tanto comodi).
Post by Maurizio Pistone
Il sito che faccio io può essere visto su un telefonino,
Non me ne mai sono preoccupato, per quanto sia sempre stato un fan del
"viewable on any browser". Anzi aborro quei siti disegnati solo per
telefonini che visti su un desktop sono quasi sempre assai scomodi
(provare col nuovo sito Trenord).
Post by Maurizio Pistone
Passo quotidianamente parecchie ore davanti allo schermo del computer,
ma per motivi di età (abitudine, vista...) quando devo leggere con
attenzione un testo complesso di più pagine, in genere me lo stampo.
Si', se devo leggerlo in tram, o a letto, o annotarlo (meglio a penna
che da dentro un pdf viewer). A maggior ragione per un libro o un
quotidiano ... di questo ho preso l'abitudine (da mia madre per cui era
fisicamente pesante tenerlo in mano completo) di leggere un foglio alla
volta. Piu' comodo e sforza meno braccia e spalle.
Post by Maurizio Pistone
È l'ipertesto, [non ...omissis...] la vera rivoluzione cognitiva
portata dall'informatica.
Concordo al duecento per cento !!!
Post by Maurizio Pistone
1. la forma dei caratteri, che devono essere perfettamente
distinguibili
E qui, avete anche voi l'impressione che alfabeti (o scritture) diversi
dal nostro e affini (latino, cirillico e greco) abbiano caratteri che
"si assomigliano troppo" ?

A me capita a volte di fare dei biglietti d'auguri con nomi
traslitterati in varie scritture (di cui ignoro lingue e fonetica
dettagliata), con tabelle e controtabelle ...
Post by Maurizio Pistone
La pagina deve essere abbastanza ampia per permettere al lettore di
abbracciare ampie parti del testo; ma non troppo, altrimenti lo
sguardo si perde
E qui, altra cosa che a me capita, se leggo una pagina in alfabeto
latino in una lingua che conosco decentemente, mi pare di avere un campo
di vista molto largo, anche con la coda dell'occhio. Se e' scritta
magari anche in una lingua che conosco e pratico meno e/o ma con o un
altro alfabeto (il cirillico) o in font particolari (fraktur o onciale)
il campo di vista si restringe.

In un alfabeto che conosco ma di cui non conosco la lingua (greco)
ancora di piu'.

Se poi non lo conosco per nulla ancora di piu'.
Maurizio Pistone
2021-07-05 18:13:36 UTC
Rispondi
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Post by Giovanni Drogo
Post by Maurizio Pistone
1. la forma dei caratteri, che devono essere perfettamente
distinguibili
E qui, avete anche voi l'impressione che alfabeti (o scritture) diversi
dal nostro e affini (latino, cirillico e greco) abbiano caratteri che
"si assomigliano troppo" ?
i miei disperati tentativi di imparare l'ebraico, l'arabo...
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Ilario di Poitiers
2021-07-06 11:55:24 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Giovanni Drogo
Post by Maurizio Pistone
1. la forma dei caratteri, che devono essere perfettamente
distinguibili
E qui, avete anche voi l'impressione che alfabeti (o scritture) diversi
dal nostro e affini (latino, cirillico e greco) abbiano caratteri che
"si assomigliano troppo" ?
i miei disperati tentativi di imparare l'ebraico, l'arabo...
Consiglio il coreano, alfabeto simpatico. Vedi i.c.l.
--
IdP


"The older I get, the more clearly I remember things that never
happened." (Mark Twain)
Valerio Vanni
2021-07-05 09:58:40 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Valerio Vanni
Ma se prendiamo la persona stessa come "produttore e consumatore" di
quest'aggiunta, mi sembra come cercare di farsi il solletico da soli.
Eppure la gente si masturba da sempre o si ripete frasi a voce alta per
tranquillizzarsi. Funziona.
La masturbazione in effetti è diversa: ho citato il solletico proprio
perché ha quella caratteristica.
Post by Kiuhnm
Quando sono alle prese con un problema difficile inizio a girare per
tutto l'ambiente e a parlare a voce alta ripetendomi le cose o
addirittura immaginando di spiegare la questione a degli studenti o a
dei colleghi immaginari.
Spiegare agli altri è la cosa che in assoluto aiuta più di tutte.
Su questo sono d'accordissimo, ma non sento un'utilità aggiuntiva nel
farlo a voce alta e recitando bene.

Orpheus ha concluso un suo messaggio parlando di "ruminare". Non so
cosa intendesse, dato che nel resto del messaggio parlava di
recitazione ben fatta, ma in quel termine un po' mi ritrovo.

Intanto che sto pensando, mi sfugge qualche frase pronunciata. Se c'è
un microfono attivo, da quella registrazione nessuno capisce niente
perché sono frasi scollegate e sparse.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
orpheus
2021-07-11 20:46:27 UTC
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Post by Kiuhnm
Post by Valerio Vanni
Ma se prendiamo la persona stessa come "produttore e consumatore"
di >> quest'aggiunta, mi sembra come cercare di farsi il solletico da
soli.
Post by Kiuhnm
Eppure la gente si masturba da sempre o si ripete frasi a voce alta
per tranquillizzarsi. Funziona.
La masturbazione in effetti è diversa: ho citato il solletico proprio
perché ha quella caratteristica.
Post by Kiuhnm
Quando sono alle prese con un problema difficile inizio a girare
per tutto l'ambiente e a parlare a voce alta ripetendomi le cose o
addirittura immaginando di spiegare la questione a degli studenti o
a dei colleghi immaginari.
Spiegare agli altri è la cosa che in assoluto aiuta più di tutte.
Su questo sono d'accordissimo, ma non sento un'utilità aggiuntiva nel
farlo a voce alta e recitando bene.
Orpheus ha concluso un suo messaggio parlando di "ruminare". Non so
cosa intendesse, dato che nel resto del messaggio parlava di
recitazione ben fatta, ma in quel termine un po' mi ritrovo.
Intanto che sto pensando, mi sfugge qualche frase pronunciata. Se c'è
un microfono attivo, da quella registrazione nessuno capisce niente
perché sono frasi scollegate e sparse.
Paolo De Benedetti parla del ruminare in relazione alle lettura della
Bibbia, dava l'oralità come valore prioritario del pensiero religioso.
http://www.pensierofilosoficoreligiosoitaliano.org/node/34

Forse si colgono meglio le sfumature distinguendo oltre alla lettura
orale, quella silenziosa, anche una lettura profonda.
La ripetizione, l'interrogazione, l'approfondimento anche
attraverso una gestualità, la comparazione di quel testo
attraverso narrative diverse fanno parte di quella lettura profonda
che pare ampiamente persa oggi. Io stesso ho dovuto fare sforzi
per recuperarla e non credo di esserci riuscito pienamente.
Per me rimane un interessante campo aperto da approfondire.
Da questo punto di vista credo di capire come mai Paolo De Benedetti
insisteva su quel tipo di "ruminare" e trovava spesso prive di
profondità quella modalità di lettura condizionata dal mondo digitale.
Da questo punto di vista credo che la tradizione rabbinica abbia molto
da insegnarci, anche se siamo profondamente laici.
Vedo connessi una serie di problemi. La formazione di un "oggetto
culturale" condiviso, la visione attraverso diversi punti di vista,
l'apertura all'alterità, l'aspetto dialogico della lettura,
l'importanza del gesto che rifugge da qualcosa di solamente mentale.
orpheus
2021-07-11 20:49:39 UTC
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orpheus ha postato:

[...]
Post by orpheus
insisteva su quel tipo di "ruminare" e trovava spesso prive di
profondità quella modalità di lettura condizionata dal mondo digitale.
[...]

Priva di profondaità, naturalmente
Maurizio Pistone
2021-07-11 21:46:30 UTC
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Post by orpheus
Paolo De Benedetti parla del ruminare in relazione alle lettura della
Bibbia, dava l'oralità come valore prioritario del pensiero religioso.
http://www.pensierofilosoficoreligiosoitaliano.org/node/34
la lettura, nel mondo monastico, non era un'atività intellettuale
(leggere un testo per sapere cosa c'è scritto), ma un'attività
devozionale; "ruminare" significava partecipare con tutto il corpo (la
respirazione, la fonazione ecc.) alla lettura, in modo da sentirsi
completamente compenetrati dalla parola divina
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Valerio Vanni
2021-07-12 20:04:28 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by orpheus
Paolo De Benedetti parla del ruminare in relazione alle lettura della
Bibbia, dava l'oralità come valore prioritario del pensiero religioso.
http://www.pensierofilosoficoreligiosoitaliano.org/node/34
la lettura, nel mondo monastico, non era un'atività intellettuale
(leggere un testo per sapere cosa c'è scritto), ma un'attività
devozionale; "ruminare" significava partecipare con tutto il corpo
Allora non è quello che intendevo io (nel senso: quello che sento in
qualche maniera "funzionare").
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Maurizio Pistone
2021-07-13 10:05:39 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Maurizio Pistone
la lettura, nel mondo monastico, non era un'atività intellettuale
(leggere un testo per sapere cosa c'è scritto), ma un'attività
devozionale; "ruminare" significava partecipare con tutto il corpo
Allora non è quello che intendevo io (nel senso: quello che sento in
qualche maniera "funzionare").
effettivamente è il senso che ho trovato anche in altre interpretazioni
(forse un po' troppo idealizzate) della vita monastica.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Kiuhnm
2021-07-01 23:36:30 UTC
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Post by edi'®
Post by Kiuhnm
Post by edi'®
Un brano scritto fitto, senza "a capo", senza paragrafi e con le
righe lunghe potrebbe forse essere letto più velocemente di un altro
composto in maniera più ortodossa. Ma, presumo, la comprensione del
testo nel secondo caso sarebbe superiore.
Mi aspetto di vedere una forte correlazione tra velocità di lettura e
facilità di comprensione.
Non lo so, i parametri sono tanti.
Il che significa che bisognerebbe raccogliere moltissimi dati, cosa che
il web permetterebbe.
Post by edi'®
Ad esempio ho notato che se leggo un brano ad altri - ad alta voce -
concentrandomi sulla dizione, sulla tonalità ed espressività della voce,
la mia comprensione e memorizzazione del testo diminuisce rispetto ad
una lettura in solitario e a mente.
Per altri, forse, è il contrario.
E se invece ti concentri su comprensione e memorizzazione queste
aumentano. Mi sembra normale.
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
Yoda
2021-06-27 06:33:57 UTC
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Post by Maurizio Pistone
Post by Yoda
-cite-
ho perso l'
aereo
-/cite-
"adesso" quando ? "permesso" da chi?
Il "chi" e' ovviamente il cosiddetto italiano standard, per l'
"adesso" vedi dopo.
Post by Maurizio Pistone
Post by Yoda
-cite-
ho perso lo
aereo
-/cite-
e' mai possibile che tu non ricordi?
ricordo perfettamente, ma fortunatamente, al di fuori delle buone
maestre, quelle di una volta ecc., che consigliavano quest'uso, non mi
risulta che sia mai stato veramente usato
Secondo me non e' conveniente basare un giudizio solo su ricordi
e conoscenze personali.. anche per lo spazio dopo l'apostrofo non
conoscevi editori seri e t'ho indicato Carabba; per Dante t'ho
indicato Hoepli (un testo tutto con spazio ed un altro un po' si'
e un po' no).

D'altra parte le maestre insegnano quel che trovano sui manuali,
scelti da loro e pagati dalle famiglie.
Ecco una didatticamente ottima grammatica italiana cosa dice sull'
elisione:

-cite-
Nota. -- In fine riga non si lascia una parola con l'apostrofo,
quindi non potrai scrivere:
- "l' <a capo> albero", ma "lo <a capo> albero"
- "dell' <a capo> espressione", ma "del <a capo> l'espressione",
oppure "della <a capo> espressione".
-/cite-

Questa e' della serissima SEI del 1965.. dunque: adesso = almeno da
meno di mezzo secolo ciao
--
Yoda
valerio vanni
2021-06-27 11:47:35 UTC
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Post by Yoda
Post by Maurizio Pistone
ricordo perfettamente, ma fortunatamente, al di fuori delle buone
maestre, quelle di una volta ecc., che consigliavano quest'uso, non mi
risulta che sia mai stato veramente usato
Personalmente non ricordo una cosa del genere (rimuovere l'elisione) a scuola, l'ho vista citata solo in rete negli ultimi anni.
Sempre citata come "regola antica", che piace poco a chi la ricorda.
Quello che si chiede Maurizio è se la cosa sia stata veramente usata. Testi che contengano sistematicamente mandate a capo di questo tipo.
Post by Yoda
Secondo me non e' conveniente basare un giudizio solo su ricordi
e conoscenze personali.. anche per lo spazio dopo l'apostrofo non
conoscevi editori seri e t'ho indicato Carabba; per Dante t'ho
indicato Hoepli
Parlare di ortografia per Dante ha poco senso. Ai suoi tempi l'ortografia così come la intendiamo oggi non esisteva proprio: non abbiamo un manoscritto originale e quelli che si trovano sono comunque antecedenti alle regole.
Il testo che leggiamo oggi è una rielaborazione alla luce dell'ortografia moderna.
Mad Prof
2021-06-27 12:49:07 UTC
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Post by valerio vanni
Personalmente non ricordo una cosa del genere (rimuovere l'elisione) a
scuola, l'ho vista citata solo in rete negli ultimi anni.
Sempre citata come "regola antica", che piace poco a chi la ricorda.
Quello che si chiede Maurizio è se la cosa sia stata veramente usata.
Testi che contengano sistematicamente mandate a capo di questo tipo.
Questo è il mio libro di grammatica italiana delle medie inferiori:

<https://ibb.co/7S6Rbhq>

"Nuova Grammatica Italiana"
M. Moretti e D. Consonni
(nuova edizione a cura di R. Eynard e M. R. Tamponi Avidano)
S.E.I. - Torino 1982
--
Sanity is not statistical
Yoda
2021-06-27 14:00:18 UTC
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Post by Mad Prof
<https://ibb.co/7S6Rbhq>
"Nuova Grammatica Italiana"
M. Moretti e D. Consonni
(nuova edizione a cura di R. Eynard e M. R. Tamponi Avidano)
S.E.I. - Torino 1982
Che combinazione! e' lo stesso che stamani ho citato a Maurizio,
soltanto che il mio e' la vecchia (1965) edizione.
Potresti dirmi se i sigg. curatori, della nuova edizione tua,
mantengono la nota, che ti riporto per comodita' grazie ciao?

Tabella di pag. 21:
-cite-
Nota. -- In fine riga non si lascia una parola con l'apostrofo,
quindi non potrai scrivere:
- "l' <a capo> albero", ma "lo <a capo> albero"
- "dell' <a capo> espressione", ma "del <a capo> l'espressione",
oppure "della <a capo> espressione".
-/cite-
--
Yoda
Mad Prof
2021-06-27 15:01:28 UTC
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Post by Yoda
Post by Mad Prof
<https://ibb.co/7S6Rbhq>
"Nuova Grammatica Italiana"
M. Moretti e D. Consonni
(nuova edizione a cura di R. Eynard e M. R. Tamponi Avidano)
S.E.I. - Torino 1982
Che combinazione! e' lo stesso che stamani ho citato a Maurizio,
soltanto che il mio e' la vecchia (1965) edizione.
Potresti dirmi se i sigg. curatori, della nuova edizione tua,
mantengono la nota, che ti riporto per comodita' grazie ciao?
-cite-
Nota. -- In fine riga non si lascia una parola con l'apostrofo,
- "l' <a capo> albero", ma "lo <a capo> albero"
- "dell' <a capo> espressione", ma "del <a capo> l'espressione",
oppure "della <a capo> espressione".
-/cite-
A pagina 21 c'è una foto della stele di Rosetta. La pagina che ho riportato
prima è la 110.
--
Sanity is not statistical
Yoda
2021-06-27 19:56:48 UTC
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-snip-
Post by Mad Prof
A pagina 21 c'è una foto della stele di Rosetta. La pagina che ho riportato
prima è la 110.
Si' scusa mi spiace non avevo guardato la foto di pag. 110 ciao
(dunque finalmente l'apostrofo a fine riga e' diventato regolare)
--
Yoda
valerio vanni
2021-06-27 19:13:11 UTC
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Post by Mad Prof
Post by valerio vanni
Quello che si chiede Maurizio è se la cosa sia stata veramente usata.
Testi che contengano sistematicamente mandate a capo di questo tipo.
<https://ibb.co/7S6Rbhq>
"Nuova Grammatica Italiana"
M. Moretti e D. Consonni
(nuova edizione a cura di R. Eynard e M. R. Tamponi Avidano)
S.E.I. - Torino 1982
Non mi sono spiegato: per "testi" non intendevo grammatiche, ma testi (romanzi, pubblicazioni etc) in cui si va sistematicamente a capo in quella maniera.
Yoda
2021-06-27 19:56:48 UTC
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Post by valerio vanni
Post by Yoda
Post by Maurizio Pistone
ricordo perfettamente, ma fortunatamente, al di fuori delle buone
maestre, quelle di una volta ecc., che consigliavano quest'uso, non mi
risulta che sia mai stato veramente usato
Personalmente non ricordo una cosa del genere (rimuovere l'elisione)
a scuola, l'ho vista citata solo in rete negli ultimi anni.
Sempre citata come "regola antica", che piace poco a chi la ricorda.
Quello che si chiede Maurizio è se la cosa sia stata veramente
usata. Testi che contengano sistematicamente mandate a capo di
questo tipo.
Si', potrei anche cercarne, ma non ne capisco l'utilita'. Mi spiego.
Ieri Maurizio mi fece analoghe richieste di esempi concreti di
spazio dopo l'apostrofo in edizioni serie di Dante o di altro.

Glieli diedi entrambi - come dico qui appresso - ma inutilmente,
perche' evidentemente la sua non e' una richiesta per sapere, ma
solo un modo per esprimere un proprio convincimento ciao
Post by valerio vanni
Post by Yoda
Secondo me non e' conveniente basare un giudizio solo su ricordi
e conoscenze personali.. anche per lo spazio dopo l'apostrofo non
conoscevi editori seri e t'ho indicato Carabba; per Dante t'ho
indicato Hoepli
Parlare di ortografia per Dante ha poco senso. Ai suoi tempi
l'ortografia così come la intendiamo oggi non esisteva proprio: non
abbiamo un manoscritto originale e quelli che si trovano sono
comunque antecedenti alle regole.
Il testo che leggiamo oggi è una rielaborazione alla luce
dell'ortografia moderna.
L'ortografia Dante la stava forgiando, sulla rielaborazione dovresti
leggere quel che dice il Vandelli.. insomma voglio dire che la cosa
e' parecchio piu' complicata assai ariciao

Postilla. Non ho trovato (ancora?) alcun cenno sullo spazio dopo
l'apostrofo, ma non mi sorprenderebbe se ci fosse di mezzo lo
zampino di Dante in persona (cfr. codici autografi), perche' la
tipografia non c'entra nulla, essendo il verso di lunghezza ben
delimitata.
--
Yoda
Maurizio Pistone
2021-06-28 11:59:27 UTC
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Post by Yoda
Postilla. Non ho trovato (ancora?) alcun cenno sullo spazio dopo
l'apostrofo, ma non mi sorprenderebbe se ci fosse di mezzo lo
zampino di Dante in persona (cfr. codici autografi), perche' la
tipografia non c'entra nulla, essendo il verso di lunghezza ben
delimitata.
se parliamo di Dante, il problema non è lo spazio dopo l'apostrofo, ma
l'uso dell'apostrofo prima dell'età umanistica
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Valerio Vanni
2021-06-28 16:12:18 UTC
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Post by Yoda
Post by valerio vanni
Parlare di ortografia per Dante ha poco senso. Ai suoi tempi
l'ortografia così come la intendiamo oggi non esisteva proprio: non
abbiamo un manoscritto originale e quelli che si trovano sono
comunque antecedenti alle regole.
Il testo che leggiamo oggi è una rielaborazione alla luce
dell'ortografia moderna.
L'ortografia Dante la stava forgiando, sulla rielaborazione dovresti
leggere quel che dice il Vandelli.. insomma voglio dire che la cosa
e' parecchio piu' complicata assai ariciao
Si è iniziato a forgiare la punteggiatura parecchio dopo di lui.
Post by Yoda
Postilla. Non ho trovato (ancora?) alcun cenno sullo spazio dopo
l'apostrofo, ma non mi sorprenderebbe se ci fosse di mezzo lo
zampino di Dante in persona (cfr. codici autografi), perche' la
tipografia non c'entra nulla, essendo il verso di lunghezza ben
delimitata.
Premesso che l'apostrofo non era ancora stato inventato, la lunghezza
del verso è delimitata nel numero di sillabe, non nel numero di fonemi
né tantomeno di grafemi.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Yoda
2021-06-28 17:00:14 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Yoda
Post by valerio vanni
Parlare di ortografia per Dante ha poco senso. Ai suoi tempi
l'ortografia così come la intendiamo oggi non esisteva proprio: non
abbiamo un manoscritto originale e quelli che si trovano sono
comunque antecedenti alle regole.
Il testo che leggiamo oggi è una rielaborazione alla luce
dell'ortografia moderna.
L'ortografia Dante la stava forgiando, sulla rielaborazione dovresti
leggere quel che dice il Vandelli.. insomma voglio dire che la cosa
e' parecchio piu' complicata assai ariciao
Si è iniziato a forgiare la punteggiatura parecchio dopo di lui.
Post by Yoda
Postilla. Non ho trovato (ancora?) alcun cenno sullo spazio dopo
l'apostrofo, ma non mi sorprenderebbe se ci fosse di mezzo lo
zampino di Dante in persona (cfr. codici autografi), perche' la
tipografia non c'entra nulla, essendo il verso di lunghezza ben
delimitata.
Premesso che l'apostrofo non era ancora stato inventato, la lunghezza
Ok benissimo, cosi' smetto di cercare il responsabile.
Post by Valerio Vanni
del verso è delimitata nel numero di sillabe, non nel numero di fonemi
né tantomeno di grafemi.
Ma con "lunghezza delimitata" voglio dire che non c'e' pericolo che
un verso superi la lunghezza della riga ciao
--
Yoda
Valerio Vanni
2021-06-28 17:34:21 UTC
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Post by Yoda
Post by Valerio Vanni
del verso è delimitata nel numero di sillabe, non nel numero di fonemi
né tantomeno di grafemi.
Ma con "lunghezza delimitata" voglio dire che non c'e' pericolo che
un verso superi la lunghezza della riga ciao
Se per "verso" si intende la riga, è tautologico.
Ci sono però casi, anche se rari, in cui la singola parola può essere
divisa su due versi e quindi su due righe.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Yoda
2021-06-28 19:01:04 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Yoda
Post by Valerio Vanni
del verso è delimitata nel numero di sillabe, non nel numero di fonemi
né tantomeno di grafemi.
Ma con "lunghezza delimitata" voglio dire che non c'e' pericolo che
un verso superi la lunghezza della riga ciao
Se per "verso" si intende la riga, è tautologico.
Ci sono però casi, anche se rari, in cui la singola parola può essere
divisa su due versi e quindi su due righe.
Ma dai che diamine i versi stanno tutti a circa tre o quattro
centimetri dal bordo destro del foglio, che e' largo dodici ciao

(e poi li vedo i versi senza spazio, spesso son tra i piu' corti,
esempio: "si' forte fu l'affetüoso grido", sta a 4,5 cm figurati!
e invece "poi c' hai pietà del nostro mal perverso" sta a 2,5 cm)
--
Yoda
Maurizio Pistone
2021-06-28 19:04:16 UTC
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Post by Valerio Vanni
Se per "verso" si intende la riga, è tautologico.
Ci sono però casi, anche se rari, in cui la singola parola può essere
divisa su due versi e quindi su due righe.
ovviamente se parliamo di divisione sillabica in Dante facciamo
riferimento alle opere in prosa
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Ilario di Poitiers
2021-06-27 18:54:04 UTC
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Post by Yoda
Post by Maurizio Pistone
Post by Yoda
Ma no dai.. si e' sempre usato staccare dopo l'apostrofo, penso sia
tuttora corretto in entrambi i modi, secondo il gusto personale.
che sia un uso personale, d'accordo; che si sia sempre usato, no
-cite-
ho perso l'
aereo
-/cite-
-cite-
ho perso lo
aereo
-/cite-
e' mai possibile che tu non ricordi?
...

Bruttine entrambe, secondo me. Son dilemmi che si ponevano con la
macchina da scrivere. Il computer adatta gli spazi e cava d'impaccio,
come ricorda una risposta nella rubrica "Si dice o non si dice" del
Corriere.
https://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/A/apostrofo-in-fin-di-riga.shtml
--
IdP


"I'm as mad as hell, and I'm not going to take this anymore!" (Howard
Beale)
Giovanni Drogo
2021-06-26 11:52:07 UTC
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Post by Maurizio Pistone
In realtà era una forma ammessa in certe norme redazionali di qualche
decennio fa, ma oggi credo che sia completamente caduta.
Andare a capo dopo l'apostrofo ?
A me pare di vederlo piu' spesso di recente e praticamente mai una
volta, quando si usava semmai dividere la preposizione articolata
precedente ...

Faccio due esempi (metto una barra / per indicare l'andata a capo)

una frase molto lunga che alla fine dopo vario altro menziona /
l'apostrofo

una frase molto lunga dove alla fine dopo vario altro si parla del- /
l'apostrofo

Ossia se c'e' solo articolo-apostrofo-parola si porta tutto a capo
(scrivendo a mano o con giustificazione ragged-right non e' un
problema), e se c'e' una preposizione articolata la si spezza (quello
che a me insegnarono alle elementari scrivendo a mano)
Mad Prof
2021-06-26 13:52:08 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Post by Maurizio Pistone
In realtà era una forma ammessa in certe norme redazionali di qualche
decennio fa, ma oggi credo che sia completamente caduta.
Andare a capo dopo l'apostrofo ?
A me pare di vederlo piu' spesso di recente e praticamente mai una
volta, quando si usava semmai dividere la preposizione articolata
precedente ...
Faccio due esempi (metto una barra / per indicare l'andata a capo)
una frase molto lunga che alla fine dopo vario altro menziona /
l'apostrofo
una frase molto lunga dove alla fine dopo vario altro si parla del- /
l'apostrofo
Ossia se c'e' solo articolo-apostrofo-parola si porta tutto a capo
(scrivendo a mano o con giustificazione ragged-right non e' un
problema), e se c'e' una preposizione articolata la si spezza (quello
che a me insegnarono alle elementari scrivendo a mano)
Mi sembra di ricordare che nel secondo caso si raccomandasse di non
elidere, cosa che a me non è mai piaciuta:

una frase molto lunga dove alla fine dopo vario altro si parla dello /
apostrofo
--
Sanity is not statistical
Giovanni Drogo
2021-06-26 19:34:42 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Giovanni Drogo
Ossia se c'e' solo articolo-apostrofo-parola si porta tutto a capo
(scrivendo a mano o con giustificazione ragged-right non e' un
problema), e se c'e' una preposizione articolata la si spezza (quello
che a me insegnarono alle elementari scrivendo a mano)
Mi sembra di ricordare che nel secondo caso si raccomandasse di non
una frase molto lunga dove alla fine dopo vario altro si parla dello /
apostrofo
Si e' vero, veniva proposta anche questa terza variante, che anche a me
non piace
vitorio
2021-06-22 20:12:43 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Non è un ossimoro, perché, come avresti potuto scoprire da solo consultando
<https://www.treccani.it/vocabolario/distinta/>, vengono chiamati
"distinta" determinati tipi di elenchi.
o RIEPILOGHI oppure ELENCHI !
Kiuhnm
2021-06-22 21:49:05 UTC
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Post by vitorio
Post by Voce dalla Germania
Non è un ossimoro, perché, come avresti potuto scoprire da solo consultando
<https://www.treccani.it/vocabolario/distinta/>, vengono chiamati
"distinta" determinati tipi di elenchi.
o RIEPILOGHI oppure ELENCHI !
Il riepilogo è spesso sotto forma di elenco, infatti il dizionario
Treccani dice:
*riepìlogo* s. m. [der. di riepilogare] (pl. -ghi). – Esposizione
riassuntiva in cui si ripresentano all’ascoltatore o al lettore, in
genere prima di concludere, e succintamente *ma distintamente*, i punti
o gli argomenti fondamentali di un discorso o di uno scritto: ecco il r.
della mia dimostrazione; fare il r. di un corso di lezioni; prima di
iniziare la discussione, è bene fare un r. dei fatti; r. chiaro, breve,
conciso.
--
Kiuhnm
Voce dalla Germania
2021-06-22 22:18:41 UTC
Rispondi
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Post by vitorio
Post by Voce dalla Germania
Non è un ossimoro, perché, come avresti potuto scoprire da solo consultando
<https://www.treccani.it/vocabolario/distinta/>, vengono chiamati
"distinta" determinati tipi di elenchi.
o RIEPILOGHI oppure ELENCHI !
Leggo <https://www.treccani.it/vocabolario/riepilogo> e dico: "Allarme
troll!"
Ammammata
2021-07-01 10:50:51 UTC
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Il giorno Tue 22 Jun 2021 01:26:16a, *vitorio* ha inviato su
Post by vitorio
Non è un ossimoro chiamare un documento contabile DISTINTA RIEPILOGATIVA?
O distingue o riepiloga !
in SQL il comando DISTINCT serve per riepilogare, elencandoli una sola
volta, i dati uguali ottenuti dalla query

supponendo di avere in tabella il campo nome che contiene:

Pippo
Pertica
Pippo
Palla
Pertica

"select distinct nome from tabella" mi restituisce ;)

Pippo
Pertica
Palla
--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
........... [ al lavoro ] ...........
Giovanni Drogo
2021-07-01 11:54:05 UTC
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Post by Ammammata
in SQL il comando DISTINCT serve per riepilogare, elencandoli una sola
volta, i dati uguali ottenuti dalla query
Uso da sempre "select distinct" ma non lo avevo mai associato con la
"distinta" quando con l'aggettivo "distinto" ... "fammi vedere una volta
sola tutte le entries distinte tra loro"
Kiuhnm
2021-07-01 23:19:55 UTC
Rispondi
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Post by Giovanni Drogo
Post by Ammammata
in SQL il comando DISTINCT serve per riepilogare, elencandoli una sola
volta, i dati uguali ottenuti dalla query
Uso da sempre "select distinct" ma non lo avevo mai associato con la
"distinta" quando con l'aggettivo "distinto" ... "fammi vedere una volta
sola tutte le entries distinte tra loro"
A quanto pare, "distinta" viene direttamente dall'aggettivo "distinto".

Altri linguaggi usano "unique".
--
Kiuhnm

- A murderer murdered a martyr!
- Come again?
- A murderer murdered a martyr!!!
- Could you write it down, please?
Continua a leggere su narkive:
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