Discussione:
[quasi OT] Scherzo sulla norma
(troppo vecchio per rispondere)
orpheus
2021-08-04 19:15:49 UTC
Permalink
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere tre
categorie.

1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e rimpiangono
il passato più normativo. In genere sono anche "apocalittici", e come
tutti gli apocalittici vedono un futuro che si avvicina con tinte
fosche. Dialogo difficile con loro, come con i Testimoni di Geova

2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla moda,
spesso con un occhio di commiserazione verso le generazioni passate.
Si sentono le avanguardie di un futuro luminoso

3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di mantenere una
certa correttezza ed anche una giusta gratitudine verso le generazioni
precedenti. :-)
Maurizio Pistone
2021-08-04 20:54:50 UTC
Permalink
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere tre
categorie.
ce n'è una quarta:

4) quelli che di fronte a qualunque cosa che non corrisponda a quello
che hanno imparato a scuola, dalla buona e brava maestra di una volta
ecc., anche se è roba in corso da settecento anni, dicono "una volta non
si usava, oggigiorno purtroppo..."

Pochi giorni fa ho trovato uno che sosteneva essere una degenerazione
d'"oggigiorno" la forma "a cui", compl. di termine, perché la buona e
brava maestra... che per di più era una suora... la segnava con un
tratto blu.

Naturalmente ha completamente ugnorato le mie citazioni dantesche ecc.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Ammammata
2021-08-05 06:39:05 UTC
Permalink
Il giorno Wed 04 Aug 2021 10:54:50p, *Maurizio Pistone* ha inviato su
Post by Maurizio Pistone
4) quelli che di fronte a qualunque cosa che non corrisponda a quello
che hanno imparato a scuola, dalla buona e brava maestra di una volta
ecc., anche se è roba in corso da settecento anni, dicono "una volta non
si usava, oggigiorno purtroppo..."
i "purtroppisti" quindi
--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
........... [ al lavoro ] ...........
Father McKenzie
2021-08-05 11:01:49 UTC
Permalink
Post by Ammammata
i "purtroppisti" quindi
La cosa che mi chiedo io non è questa. Considero i cambiamenti per
quello che sono, non propendo per il vecchio ma neanche per il nuovo. Mi
chiedo: quale è il criterio per decidere quando una forma è ancora
scorretta e quando diventa accettabile?. Solo la parte colta della
popolazn.? Gli scrittori sì e i matematici no? I comunicatori (qualsasi
cosa siano o rappresentino) sì e i metalmeccanici no? Googlw sì e Tre
Cani no?
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
--
Questa email è stata esaminata alla ricerca di virus da AVG.
http://www.avg.com
Valerio Vanni
2021-08-05 11:53:14 UTC
Permalink
On Thu, 5 Aug 2021 06:39:05 -0000 (UTC), Ammammata
Post by Ammammata
Post by Maurizio Pistone
4) quelli che di fronte a qualunque cosa che non corrisponda a quello
che hanno imparato a scuola, dalla buona e brava maestra di una volta
ecc., anche se è roba in corso da settecento anni, dicono "una volta non
si usava, oggigiorno purtroppo..."
i "purtroppisti" quindi
No, direi più i "cortorizzontisti", perché identificano "tutto il
passato" con quel piccolo lasso di tempo in cui erano a scuola.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
orpheus
2021-08-05 12:03:04 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
On Thu, 5 Aug 2021 06:39:05 -0000 (UTC), Ammammata
Post by Ammammata
Post by Maurizio Pistone
4) quelli che di fronte a qualunque cosa che non corrisponda a
quello >> che hanno imparato a scuola, dalla buona e brava maestra di
una volta >> ecc., anche se è roba in corso da settecento anni,
dicono "una volta non >> si usava, oggigiorno purtroppo..."
Post by Ammammata
i "purtroppisti" quindi
No, direi più i "cortorizzontisti", perché identificano "tutto il
passato" con quel piccolo lasso di tempo in cui erano a scuola.
Oppure come sottocategoria dei passatisti, chiamarli "mammaestristi",
per loro la maestra probabilmente è stata una buona mamma e guai a
toccargliela. E forse, a cotale punto può diventare financo giusto non
toccargliela :-)
Maurizio Pistone
2021-08-05 12:15:14 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
No, direi più i "cortorizzontisti", perché identificano "tutto il
passato" con quel piccolo lasso di tempo in cui erano a scuola.
per di più perché prendono per regola quello che era già allora un
insulso pregiudizio normativo, sconosciuto ai grandi autori classici.
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
https://mauriziopistone.it
https://lacabalesta.it
Klaram
2021-08-05 11:29:41 UTC
Permalink
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere tre
categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e rimpiangono
il passato più normativo. In genere sono anche "apocalittici", e come
tutti gli apocalittici vedono un futuro che si avvicina con tinte
fosche. Dialogo difficile con loro, come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla moda,
spesso con un occhio di commiserazione verso le generazioni passate.
Si sentono le avanguardie di un futuro luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di mantenere una
certa correttezza ed anche una giusta gratitudine verso le generazioni
precedenti. :-)
Queste sono categorie di persone che si pongono il problema e prendono
una posisizione, ma hai dimenticato il gruppo di gran lunga maggiore,
quello che, grazie al numero, determina il cambiamento: gli ignoranti
acritici.

k
orpheus
2021-08-05 11:32:12 UTC
Permalink
Post by Klaram
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere tre
categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un futuro che
si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile con loro, come con
i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla moda,
spesso con un occhio di commiserazione verso le generazioni passate.
Si sentono le avanguardie di un futuro luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di mantenere
una certa correttezza ed anche una giusta gratitudine verso le
generazioni precedenti. :-)
Queste sono categorie di persone che si pongono il problema e
prendono una posisizione, ma hai dimenticato il gruppo di gran lunga
maggiore, quello che, grazie al numero, determina il cambiamento: gli
ignoranti acritici.
k
Quindi gni cambiamento è negativo? Mi pare una posizione un po'
apocalittica :-)
Klaram
2021-08-05 13:02:28 UTC
Permalink
Post by orpheus
Queste sono categori, e di persone che si pongono il problema e
prendono una posisizione, ma hai dimenticato il gruppo di gran lunga
maggiore, quello che, grazie al numero, determina il cambiamento: gli
ignoranti acritici.
k
Quindi gni cambiamento è negativo? Mi pare una posizione un po'
apocalittica :-)
No, non tutti i cambiamenti sono negativi, mi pare che di ragionati
ce ne siano molto pochi.

k
orpheus
2021-08-05 14:03:04 UTC
Permalink
Post by Klaram
Post by orpheus
Queste sono categori, e di persone che si pongono il problema e
prendono una posisizione, ma hai dimenticato il gruppo di gran
lunga maggiore, quello che, grazie al numero, determina il
cambiamento: gli ignoranti acritici.
k
Quindi gni cambiamento è negativo? Mi pare una posizione un po'
apocalittica :-)
No, non tutti i cambiamenti sono negativi, mi pare che di ragionati
ce ne siano molto pochi.
k
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole", la vedo dura...
Non l'ho messo nelle categorie, però mi pare quella più subdola ed
attuale. Che si presta maggiormente ad una degenarazione orwelliana
della lingua, nell'epoca social.
Questo dovrebbero insegnare nelle scuole, a saper riconoscere ed usare
adeguamente le fonti, per essere critici verso le manipolazioni della
parola, che porta ai vari complottismi.
Giovanni Drogo
2021-08-05 14:14:57 UTC
Permalink
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
orpheus
2021-08-05 14:21:06 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
Nei "presentisti critici" non succede, mentre sta già ampiamente
succedendo la perdita della "fonte autorevole" nei vari complottismi
attuali, ragion per cui a volte si deve abbastanza faticare per
verificare le fonti. Del resto la "guerra" attuale avviene proprio
mediante i "social", che sta portando ad una degenerazione orwelliana
della lingua
Patrizio
2021-08-05 16:38:29 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
Sembrerebbe così su Wikipedia, almeno nella parte scientifica,
a detta di chi mi ha risposto in una discussione su un nome di una
molecola:
"Quandi c'è il dubbio sul nome da scegliere su Wikipedia si ricorre
(a meno di casi stranissimi) al numero di esiti sui motori di ricerca,
specie nel caso in cui non ci siano fonti autorevolissime che dicono
il contrario. Può non piacere come metodo, ma è meglio che arguire
sui nomi. Non è che non sia d'accordo (o che ritenga sbagliato il tuo
ragionamento), ma non siamo la Crusca. Se un termine anche discutibile
prevale, lo si usa. Vedi il Metiletilchetone (che dovrebbe essere Etilmetil-)".
Se serve metterò il link, ma il 'programma' mi pare piuttosto esplicito.

Ciao
Patrizio
orpheus
2021-08-05 16:48:58 UTC
Permalink
Post by Patrizio
Post by Giovanni Drogo
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
Sembrerebbe così su Wikipedia, almeno nella parte scientifica,
a detta di chi mi ha risposto in una discussione su un nome di una
"Quandi c'è il dubbio sul nome da scegliere su Wikipedia si ricorre
(a meno di casi stranissimi) al numero di esiti sui motori di
ricerca, specie nel caso in cui non ci siano fonti autorevolissime
che dicono il contrario. Può non piacere come metodo, ma è meglio che
arguire sui nomi. Non è che non sia d'accordo (o che ritenga
sbagliato il tuo ragionamento), ma non siamo la Crusca. Se un termine
anche discutibile prevale, lo si usa. Vedi il Metiletilchetone (che
dovrebbe essere Etilmetil-)". Se serve metterò il link, ma il
'programma' mi pare piuttosto esplicito.
Ciao
Patrizio
Come fonte citare una risposta su wikipedia mi pare un po' scarso.
Mentre leggo continuamente degli avvisi di riportare più fonti in
quanto è contenuto nella voce.
Poi fare riferimento alle fonti della comunità linguistica alla quale
si fa riferimento, mi pare essenziale.Al più si può chiarire che quello
è un termine discutubile e fare riferimento a quelli considerati meno
discutibili ed il problema sarebbe aggirato
orpheus
2021-08-05 17:01:29 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by Patrizio
Post by Giovanni Drogo
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
Sembrerebbe così su Wikipedia, almeno nella parte scientifica,
a detta di chi mi ha risposto in una discussione su un nome di una
"Quandi c'è il dubbio sul nome da scegliere su Wikipedia si ricorre
(a meno di casi stranissimi) al numero di esiti sui motori di
ricerca, specie nel caso in cui non ci siano fonti autorevolissime
che dicono il contrario. Può non piacere come metodo, ma è meglio
che arguire sui nomi. Non è che non sia d'accordo (o che ritenga
sbagliato il tuo ragionamento), ma non siamo la Crusca. Se un
termine anche discutibile prevale, lo si usa. Vedi il
Metiletilchetone (che dovrebbe essere Etilmetil-)". Se serve
metterò il link, ma il 'programma' mi pare piuttosto esplicito.
Ciao
Patrizio
Come fonte citare una risposta su wikipedia mi pare un po' scarso.
Mentre leggo continuamente degli avvisi di riportare più fonti in
quanto è contenuto nella voce.
[...]

Io come fonte attendibile prenderei questa:
https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Uso_delle_fonti
Patrizio
2021-08-05 17:21:37 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by orpheus
Post by Patrizio
Post by Giovanni Drogo
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
Sembrerebbe così su Wikipedia, almeno nella parte scientifica,
a detta di chi mi ha risposto in una discussione su un nome di una
"Quandi c'è il dubbio sul nome da scegliere su Wikipedia si ricorre
(a meno di casi stranissimi) al numero di esiti sui motori di
ricerca, specie nel caso in cui non ci siano fonti autorevolissime
che dicono il contrario. Può non piacere come metodo, ma è meglio
che arguire sui nomi. Non è che non sia d'accordo (o che ritenga
sbagliato il tuo ragionamento), ma non siamo la Crusca. Se un
termine anche discutibile prevale, lo si usa. Vedi il
Metiletilchetone (che dovrebbe essere Etilmetil-)". Se serve
metterò il link, ma il 'programma' mi pare piuttosto esplicito.
[...]
Post by orpheus
Post by orpheus
Come fonte citare una risposta su wikipedia mi pare un po' scarso.
Mentre leggo continuamente degli avvisi di riportare più fonti in
quanto è contenuto nella voce.
[...]
https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Uso_delle_fonti
Sì, questo è ciò che si dovrebbe fare ma, almeno per la mia esperienza
e in un certo settore di mia competenza, potrei affermare che le buone
intenzioni vengono non di rado disattese.
Ma non è il merito scientifico di quella discussione (o di molte altre) che
qui interessa, è il metodo dichiarato ad essere questionabile.

Ciao
Patrizio
orpheus
2021-08-05 17:27:45 UTC
Permalink
Post by Patrizio
Post by orpheus
Post by orpheus
Post by Patrizio
Post by Giovanni Drogo
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
Sembrerebbe così su Wikipedia, almeno nella parte scientifica,
a detta di chi mi ha risposto in una discussione su un nome di
"Quandi c'è il dubbio sul nome da scegliere su Wikipedia si
ricorre (a meno di casi stranissimi) al numero di esiti sui
motori di ricerca, specie nel caso in cui non ci siano fonti
autorevolissime che dicono il contrario. Può non piacere come
metodo, ma è meglio che arguire sui nomi. Non è che non sia
d'accordo (o che ritenga sbagliato il tuo ragionamento), ma non
siamo la Crusca. Se un termine anche discutibile prevale, lo si
usa. Vedi il Metiletilchetone (che dovrebbe essere
Etilmetil-)". Se serve metterò il link, ma il 'programma' mi
pare piuttosto esplicito.
[...]
Post by orpheus
Post by orpheus
Come fonte citare una risposta su wikipedia mi pare un po'
scarso. Mentre leggo continuamente degli avvisi di riportare più
fonti in quanto è contenuto nella voce.
[...]
https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Uso_delle_fonti
Sì, questo è ciò che si dovrebbe fare ma, almeno per la mia esperienza
e in un certo settore di mia competenza, potrei affermare che le
buone intenzioni vengono non di rado disattese.
Ma non è il merito scientifico di quella discussione (o di molte
altre) che qui interessa, è il metodo dichiarato ad essere
questionabile.
Ciao
Patrizio
Allora bisognerebbe leggerlo attentamente e porre le questioni.
A me ad una prima occhiata è parso fatto bene, ma non ho approfondito
Patrizio
2021-08-05 17:06:55 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by Patrizio
Post by Giovanni Drogo
Post by orpheus
Certo se viene perso il concetto di "fonte autorevole",
sostituito da Page Rank :-(
Sembrerebbe così su Wikipedia, almeno nella parte scientifica,
a detta di chi mi ha risposto in una discussione su un nome di una
"Quandi c'è il dubbio sul nome da scegliere su Wikipedia si ricorre
(a meno di casi stranissimi) al numero di esiti sui motori di
ricerca, specie nel caso in cui non ci siano fonti autorevolissime
che dicono il contrario. Può non piacere come metodo, ma è meglio che
arguire sui nomi. Non è che non sia d'accordo (o che ritenga
sbagliato il tuo ragionamento), ma non siamo la Crusca. Se un termine
anche discutibile prevale, lo si usa. Vedi il Metiletilchetone (che
dovrebbe essere Etilmetil-)". Se serve metterò il link, ma il
'programma' mi pare piuttosto esplicito.
Come fonte citare una risposta su wikipedia mi pare un po' scarso.
Forse, ma le intenzioni sul metodo sembrano chiare e il caso riportato
di nome inadeguato è uno di molti.
Wikipedia è un'enciclopedia consultabile gratuitamente on-line e
ha raggiunto notevole diffusione.

Ciao
Patrizio
IdP
2021-08-05 18:11:36 UTC
Permalink
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere tre
categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e rimpiangono
il passato più normativo. In genere sono anche "apocalittici", e come
tutti gli apocalittici vedono un futuro che si avvicina con tinte
fosche. Dialogo difficile con loro, come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla moda,
spesso con un occhio di commiserazione verso le generazioni passate.
Si sentono le avanguardie di un futuro luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di mantenere una
certa correttezza ed anche una giusta gratitudine verso le generazioni
precedenti. :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo". Nessuno
vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista", "apolittico", o
all'opposto come chi "cavalca qualsiasi social-novità", definizioni già
sbilanciate e negative.
Proverei a formulare delle categorie che non contengano già un giudizio
implicito. Giudizio legittimo, per carità, ma credo sia meglio
separarlo dalla descrizione.
Proviamo a partire dalla definizione che ogni categoria darebbe di sé
stessa (come hai fatto per la numero 3, mi pare).
IdP
2021-08-05 18:37:59 UTC
Permalink
Post by IdP
apolittico
apocalittico
orpheus
2021-08-05 18:40:55 UTC
Permalink
Post by IdP
Post by IdP
apolittico
apocalittico
certo si capiva, non importava la correzione,
a me a volte succede di scrivere male,
a volte correggo altre no e credo si capisca,
perché nessuno me lo fa notare :-)
Giovanni Drogo
2021-08-05 19:51:10 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by IdP
Post by IdP
apolittico
apocalittico
certo si capiva, non importava la correzione,
Io pensavo "apodittico"
orpheus
2021-08-05 18:39:32 UTC
Permalink
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere tre
categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un futuro che
si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile con loro, come con
i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla moda,
spesso con un occhio di commiserazione verso le generazioni passate.
Si sentono le avanguardie di un futuro luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di mantenere
una certa correttezza ed anche una giusta gratitudine verso le
generazioni precedenti. :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo". Nessuno
vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista", "apolittico", o
all'opposto come chi "cavalca qualsiasi social-novità", definizioni
già sbilanciate e negative. Proverei a formulare delle categorie che
non contengano già un giudizio implicito. Giudizio legittimo, per
carità, ma credo sia meglio separarlo dalla descrizione. Proviamo a
partire dalla definizione che ogni categoria darebbe di sé stessa
(come hai fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed integrati" di
Umberto Eco, un mio punto di riferimento era anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
IdP
2021-08-05 19:00:22 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere tre
categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un futuro che
si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile con loro, come con
i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla moda,
spesso con un occhio di commiserazione verso le generazioni passate.
Si sentono le avanguardie di un futuro luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di mantenere
una certa correttezza ed anche una giusta gratitudine verso le
generazioni precedenti. :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo". Nessuno
vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista", "apolittico", o
all'opposto come chi "cavalca qualsiasi social-novità", definizioni
già sbilanciate e negative. Proverei a formulare delle categorie che
non contengano già un giudizio implicito. Giudizio legittimo, per
carità, ma credo sia meglio separarlo dalla descrizione. Proviamo a
partire dalla definizione che ogni categoria darebbe di sé stessa
(come hai fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed integrati" di
Umberto Eco, un mio punto di riferimento era anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
Anche nelle definizioni di Eco è implicito un giudizio, il suo.
I cosiddetti "apocalittici" non si definerebbero "apocalittici", e gli
"integrati" non si definirebbero "integrati", credo.
Come quando guidi in autostrada: gli altri vanno tutti o "troppo piano"
o "troppo forte". Solo tu vai alla velocità "giusta". Ma è un punto di
vista.
orpheus
2021-08-05 19:13:47 UTC
Permalink
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere
tre categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un futuro
che si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile con loro,
come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla
moda, spesso con un occhio di commiserazione verso le
generazioni passate. Si sentono le avanguardie di un futuro
luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di
mantenere una certa correttezza ed anche una giusta gratitudine
verso le generazioni precedenti. :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo".
Nessuno vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista",
"apolittico", o all'opposto come chi "cavalca qualsiasi
social-novità", definizioni già sbilanciate e negative. Proverei
a formulare delle categorie che non contengano già un giudizio
implicito. Giudizio legittimo, per carità, ma credo sia meglio
separarlo dalla descrizione. Proviamo a partire dalla
definizione che ogni categoria darebbe di sé stessa (come hai
fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed integrati" di
Umberto Eco, un mio punto di riferimento era anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
Anche nelle definizioni di Eco è implicito un giudizio, il suo.
I cosiddetti "apocalittici" non si definerebbero "apocalittici", e
gli "integrati" non si definirebbero "integrati", credo. Come quando
guidi in autostrada: gli altri vanno tutti o "troppo piano" o "troppo
forte". Solo tu vai alla velocità "giusta". Ma è un punto di vista.
Certo che c'è un giudizio, oppure chiamamola una presa di posizione
critica verso il presente, che è quello della società di massa, ed
attualmente social. Dove aspetti positivi e negativi sono valutati
cirticamente, cosa che non avviene negli apocalittici (torre d'avorio
con giudizio completamente negativo) e negli integrati (visione solo
ottimistica dei social cono rottamazione del passato).
Sui social poi Umberto Eco ebbe da ridire anche alla fine della sua
vita, dicendo che un premio Nobel ed un imbecille = 1 ad 1.
Ma disse anche che con la "rete" Hitler difficilmente avrebbe potuto
tenere nascosti i campi di concentramento.
La realtà è che il presente è questo ed il giudizio dipende dalla
posizione che ciascuno ha verso i media
IdP
2021-08-05 21:52:07 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di cogliere
tre categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un futuro
che si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile con loro,
come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono alla
moda, spesso con un occhio di commiserazione verso le
generazioni passate. Si sentono le avanguardie di un futuro
luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando anche
modalità derivanti da una comunità linguistica che cambia.
Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo sforzo di
mantenere una certa correttezza ed anche una giusta gratitudine
verso le generazioni precedenti. :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo".
Nessuno vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista",
"apolittico", o all'opposto come chi "cavalca qualsiasi
social-novità", definizioni già sbilanciate e negative. Proverei
a formulare delle categorie che non contengano già un giudizio
implicito. Giudizio legittimo, per carità, ma credo sia meglio
separarlo dalla descrizione. Proviamo a partire dalla
definizione che ogni categoria darebbe di sé stessa (come hai
fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed integrati" di
Umberto Eco, un mio punto di riferimento era anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
Anche nelle definizioni di Eco è implicito un giudizio, il suo.
I cosiddetti "apocalittici" non si definerebbero "apocalittici", e
gli "integrati" non si definirebbero "integrati", credo. Come quando
guidi in autostrada: gli altri vanno tutti o "troppo piano" o "troppo
forte". Solo tu vai alla velocità "giusta". Ma è un punto di vista.
Certo che c'è un giudizio, oppure chiamamola una presa di posizione
critica verso il presente, che è quello della società di massa, ed
attualmente social. Dove aspetti positivi e negativi sono valutati
cirticamente, cosa che non avviene negli apocalittici (torre d'avorio
con giudizio completamente negativo) e negli integrati (visione solo
ottimistica dei social cono rottamazione del passato).
Sui social poi Umberto Eco ebbe da ridire anche alla fine della sua
vita, dicendo che un premio Nobel ed un imbecille = 1 ad 1.
Ma disse anche che con la "rete" Hitler difficilmente avrebbe potuto
tenere nascosti i campi di concentramento.
La realtà è che il presente è questo ed il giudizio dipende dalla
posizione che ciascuno ha verso i media
Ecco, per esempio, quell'esternazione di Eco ("I social media danno
diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al
bar dopo un bicchiere di vino") a me parve da passatista apocalittico
in torre d'avorio! :D Non perché non ci siano gli imbecilli ma perché
rappresenta solo un lato della medaglia.
orpheus
2021-08-06 05:45:47 UTC
Permalink
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di
cogliere tre categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un
futuro che si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile
con loro, come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono
alla moda, spesso con un occhio di commiserazione verso le
generazioni passate. Si sentono le avanguardie di un futuro
luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando
anche modalità derivanti da una comunità linguistica che
cambia. Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo
sforzo di mantenere una certa correttezza ed anche una
giusta gratitudine verso le generazioni precedenti. :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo".
Nessuno vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista",
"apolittico", o all'opposto come chi "cavalca qualsiasi
social-novità", definizioni già sbilanciate e negative.
Proverei a formulare delle categorie che non contengano già
un giudizio implicito. Giudizio legittimo, per carità, ma
credo sia meglio separarlo dalla descrizione. Proviamo a
partire dalla definizione che ogni categoria darebbe di sé
stessa (come hai fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed
integrati" di Umberto Eco, un mio punto di riferimento era
anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
Anche nelle definizioni di Eco è implicito un giudizio, il suo.
I cosiddetti "apocalittici" non si definerebbero "apocalittici", e
gli "integrati" non si definirebbero "integrati", credo. Come
quando guidi in autostrada: gli altri vanno tutti o "troppo
piano" o "troppo forte". Solo tu vai alla velocità "giusta". Ma è
un punto di vista.
Certo che c'è un giudizio, oppure chiamamola una presa di posizione
critica verso il presente, che è quello della società di massa, ed
attualmente social. Dove aspetti positivi e negativi sono valutati
cirticamente, cosa che non avviene negli apocalittici (torre
d'avorio con giudizio completamente negativo) e negli integrati
(visione solo ottimistica dei social cono rottamazione del passato).
Sui social poi Umberto Eco ebbe da ridire anche alla fine della sua
vita, dicendo che un premio Nobel ed un imbecille = 1 ad 1.
Ma disse anche che con la "rete" Hitler difficilmente avrebbe potuto
tenere nascosti i campi di concentramento.
La realtà è che il presente è questo ed il giudizio dipende dalla
posizione che ciascuno ha verso i media
Ecco, per esempio, quell'esternazione di Eco ("I social media danno
diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al
bar dopo un bicchiere di vino") a me parve da passatista apocalittico
in torre d'avorio! :D Non perché non ci siano gli imbecilli ma perché
rappresenta solo un lato della medaglia.
Allora lo ritieni vero anche tu, puoi ritenere che fosse un apocalitico
solo se da quel brano avesse generalizzato, cosa niente affatto vera,
èerché lo sforzo "critico" sta proprio nel vedere gli aspetti negativi
e quelli positivi. Anche il tuo, volendo, è un uso sbagliato di "fonte".
IdP
2021-08-06 08:37:14 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di
cogliere tre categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un
futuro che si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile
con loro, come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono
alla moda, spesso con un occhio di commiserazione verso le
generazioni passate. Si sentono le avanguardie di un futuro
luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando
anche modalità derivanti da una comunità linguistica che
cambia. Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo
sforzo di mantenere una certa correttezza ed anche una
giusta gratitudine verso le generazioni precedenti. :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo".
Nessuno vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista",
"apolittico", o all'opposto come chi "cavalca qualsiasi
social-novità", definizioni già sbilanciate e negative.
Proverei a formulare delle categorie che non contengano già
un giudizio implicito. Giudizio legittimo, per carità, ma
credo sia meglio separarlo dalla descrizione. Proviamo a
partire dalla definizione che ogni categoria darebbe di sé
stessa (come hai fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed
integrati" di Umberto Eco, un mio punto di riferimento era
anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
Anche nelle definizioni di Eco è implicito un giudizio, il suo.
I cosiddetti "apocalittici" non si definerebbero "apocalittici", e
gli "integrati" non si definirebbero "integrati", credo. Come
quando guidi in autostrada: gli altri vanno tutti o "troppo
piano" o "troppo forte". Solo tu vai alla velocità "giusta". Ma è
un punto di vista.
Certo che c'è un giudizio, oppure chiamamola una presa di posizione
critica verso il presente, che è quello della società di massa, ed
attualmente social. Dove aspetti positivi e negativi sono valutati
cirticamente, cosa che non avviene negli apocalittici (torre
d'avorio con giudizio completamente negativo) e negli integrati
(visione solo ottimistica dei social cono rottamazione del passato).
Sui social poi Umberto Eco ebbe da ridire anche alla fine della sua
vita, dicendo che un premio Nobel ed un imbecille = 1 ad 1.
Ma disse anche che con la "rete" Hitler difficilmente avrebbe potuto
tenere nascosti i campi di concentramento.
La realtà è che il presente è questo ed il giudizio dipende dalla
posizione che ciascuno ha verso i media
Ecco, per esempio, quell'esternazione di Eco ("I social media danno
diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al
bar dopo un bicchiere di vino") a me parve da passatista apocalittico
in torre d'avorio! :D Non perché non ci siano gli imbecilli ma perché
rappresenta solo un lato della medaglia.
Allora lo ritieni vero anche tu, puoi ritenere che fosse un apocalitico
solo se da quel brano avesse generalizzato, cosa niente affatto vera,
èerché lo sforzo "critico" sta proprio nel vedere gli aspetti negativi
e quelli positivi. Anche il tuo, volendo, è un uso sbagliato di "fonte".
Ci sono meccanismi della comunicazione per cui se ti chiami Eco e dici
le parole "legioni di imbecilli" nei social, il messaggio che arriva è
quello, non un ragionamento più complesso.
orpheus
2021-08-06 10:14:26 UTC
Permalink
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Ecco, per esempio, quell'esternazione di Eco ("I social media
danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima
parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino") a me parve da
passatista apocalittico in torre d'avorio! :D Non perché non ci
siano gli imbecilli ma perché rappresenta solo un lato della
medaglia.
Allora lo ritieni vero anche tu, puoi ritenere che fosse un
apocalitico solo se da quel brano avesse generalizzato, cosa niente
affatto vera, èerché lo sforzo "critico" sta proprio nel vedere gli
aspetti negativi e quelli positivi. Anche il tuo, volendo, è un uso
sbagliato di "fonte".
Ci sono meccanismi della comunicazione per cui se ti chiami Eco e
dici le parole "legioni di imbecilli" nei social, il messaggio che
arriva è quello, non un ragionamento più complesso.
No, non lo disse sui social, venne ripreso dai social, come riprendono
qualsiasi cosa in genere riducindole a polpettine avvelenate per
imbecilli che poi ripetono all'infinito. E questo non lo fanno solo con
Eco, con il premio Nobel che dice qualcosa di indigesto e così via.
La complessità è nemica comunque
IdP
2021-08-06 17:38:39 UTC
Permalink
Post by orpheus
Post by IdP
Ci sono meccanismi della comunicazione per cui se ti chiami Eco e
dici le parole "legioni di imbecilli" nei social, il messaggio che
arriva è quello, non un ragionamento più complesso.
No, non lo disse sui social, venne ripreso dai social, come riprendono
qualsiasi cosa in genere riducindole a polpettine avvelenate per
imbecilli che poi ripetono all'infinito. E questo non lo fanno solo con
Eco, con il premio Nobel che dice qualcosa di indigesto e così via.
La complessità è nemica comunque
Nei social nel senso che disse che ci sono legioni di imbecilli i quali
scrivono nei social, non che lo disse sui social (Umberto Eco aveva un
account Twitter? Non credo).

Kiuhnm
2021-08-06 10:43:44 UTC
Permalink
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di
cogliere tre categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un
futuro che si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile
con loro, come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono
alla moda, spesso con un occhio di commiserazione verso le
generazioni passate.  Si sentono le avanguardie di un futuro
luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando
anche modalità derivanti da una comunità linguistica che
cambia.  Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo
sforzo di mantenere una certa correttezza ed anche una
giusta gratitudine verso le generazioni precedenti.   :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo".
Nessuno vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista",
"apolittico", o all'opposto come chi "cavalca qualsiasi
social-novità", definizioni già sbilanciate e negative.
Proverei a formulare delle categorie che non contengano già
un giudizio implicito. Giudizio legittimo, per carità, ma
credo sia meglio separarlo dalla descrizione.  Proviamo a
partire dalla definizione che ogni categoria darebbe di sé
stessa (come hai fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed
integrati" di Umberto Eco, un mio punto di riferimento era
anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
Anche nelle definizioni di Eco è implicito un giudizio, il suo.
I cosiddetti "apocalittici" non si definerebbero "apocalittici", e
gli "integrati" non si definirebbero "integrati", credo.  Come
quando guidi in autostrada: gli altri vanno tutti o "troppo
piano" o "troppo forte". Solo tu vai alla velocità "giusta". Ma è
un punto di vista.
Certo che c'è un giudizio, oppure chiamamola una presa di posizione
critica verso il presente, che è quello della società di massa, ed
attualmente social. Dove aspetti positivi e negativi sono valutati
cirticamente, cosa che non avviene negli apocalittici (torre
d'avorio con giudizio completamente negativo) e negli integrati
(visione solo ottimistica dei social cono rottamazione del passato).
Sui social poi Umberto Eco ebbe da ridire anche alla fine della sua
vita, dicendo che un premio Nobel ed un imbecille = 1 ad 1.
Ma disse anche che con la "rete" Hitler difficilmente avrebbe potuto
tenere nascosti i campi di concentramento.
La realtà è che il presente è questo ed il giudizio dipende dalla
posizione che ciascuno ha verso i media
Ecco, per esempio, quell'esternazione di Eco ("I social media danno
diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al
bar dopo un bicchiere di vino") a me parve da passatista apocalittico
in torre d'avorio! :D Non perché non ci siano gli imbecilli ma perché
rappresenta solo un lato della medaglia.
Allora lo ritieni vero anche tu, puoi ritenere che fosse un apocalitico
solo se da quel brano avesse generalizzato, cosa niente affatto vera,
èerché lo sforzo "critico" sta proprio nel vedere gli aspetti negativi
e quelli positivi. Anche il tuo, volendo, è un uso sbagliato di "fonte".
Ci sono meccanismi della comunicazione per cui se ti chiami Eco e dici
le parole "legioni di imbecilli" nei social, il messaggio che arriva è
quello, non un ragionamento più complesso.
Poi diventa un Eco chamber.
--
Kiuhnm

La verità sta nel mezzo, quindi non sta proprio nel mezzo.
orpheus
2021-08-06 10:46:38 UTC
Permalink
poi diventa un Eco chamber.
coooooo ooooo oooo
Kiuhnm
2021-08-06 10:53:35 UTC
Permalink
Post by Kiuhnm
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Post by IdP
Post by orpheus
Nel rapporto con la "norma linguistica" a ma pare di
cogliere tre categorie.
1) I passatisti detti anche "aimieitempisti"
Quelli che vedono le catastrofi linguistiche incombenti, e
rimpiangono il passato più normativo. In genere sono anche
"apocalittici", e come tutti gli apocalittici vedono un
futuro che si avvicina con tinte fosche. Dialogo difficile
con loro, come con i Testimoni di Geova
2) I futuristi
Quelli che cavalcano qualsiasi social-novità, si sentono
alla moda, spesso con un occhio di commiserazione verso le
generazioni passate.  Si sentono le avanguardie di un futuro
luminoso
3) I presentisti critici
Quelli che cercano di vivere nel proprio tempo, accettando
anche modalità derivanti da una comunità linguistica che
cambia.  Non gettando allo stesso tempo alle ortiche lo
sforzo di mantenere una certa correttezza ed anche una
giusta gratitudine verso le generazioni precedenti.   :-)
Credo che quasi tutti pensino di essere nel "giusto mezzo".
Nessuno vede sé stesso come "passatista", "aimieitempista",
"apolittico", o all'opposto come chi "cavalca qualsiasi
social-novità", definizioni già sbilanciate e negative.
Proverei a formulare delle categorie che non contengano già
un giudizio implicito. Giudizio legittimo, per carità, ma
credo sia meglio separarlo dalla descrizione.  Proviamo a
partire dalla definizione che ogni categoria darebbe di sé
stessa (come hai fatto per la numero 3, mi pare).
Non lo credo affatto, basta conoscere "Apocalittici ed
integrati" di Umberto Eco, un mio punto di riferimento era
anche quello
https://it.wikipedia.org/wiki/Apocalittici_e_integrati
Anche nelle definizioni di Eco è implicito un giudizio, il suo.
I cosiddetti "apocalittici" non si definerebbero "apocalittici", e
gli "integrati" non si definirebbero "integrati", credo.  Come
quando guidi in autostrada: gli altri vanno tutti o "troppo
piano" o "troppo forte". Solo tu vai alla velocità "giusta". Ma è
un punto di vista.
Certo che c'è un giudizio, oppure chiamamola una presa di posizione
critica verso il presente, che è quello della società di massa, ed
attualmente social. Dove aspetti positivi e negativi sono valutati
cirticamente, cosa che non avviene negli apocalittici (torre
d'avorio con giudizio completamente negativo) e negli integrati
(visione solo ottimistica dei social cono rottamazione del passato).
Sui social poi Umberto Eco ebbe da ridire anche alla fine della sua
vita, dicendo che un premio Nobel ed un imbecille = 1 ad 1.
Ma disse anche che con la "rete" Hitler difficilmente avrebbe potuto
tenere nascosti i campi di concentramento.
La realtà è che il presente è questo ed il giudizio dipende dalla
posizione che ciascuno ha verso i media
Ecco, per esempio, quell'esternazione di Eco ("I social media danno
diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al
bar dopo un bicchiere di vino") a me parve da passatista apocalittico
in torre d'avorio! :D Non perché non ci siano gli imbecilli ma perché
rappresenta solo un lato della medaglia.
Allora lo ritieni vero anche tu, puoi ritenere che fosse un apocalitico
solo se da quel brano avesse generalizzato, cosa niente affatto vera,
èerché lo sforzo "critico" sta proprio nel vedere gli aspetti negativi
e quelli positivi. Anche il tuo, volendo, è un uso sbagliato di "fonte".
Ci sono meccanismi della comunicazione per cui se ti chiami Eco e dici
le parole "legioni di imbecilli" nei social, il messaggio che arriva è
quello, non un ragionamento più complesso.
Poi diventa un Eco chamber.
un'
--
Kiuhnm

La verità sta nel mezzo, quindi non sta proprio nel mezzo.
Continua a leggere su narkive:
Loading...