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donna Treccani
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Ilario di Poitiers
2021-05-15 17:44:25 UTC
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Questa è la voce epurata o ancora quella vecchia?


dònna s. f. [lat. dŏmĭna «signora, padrona», lat. volg. dŏmna]. – 1. a.
Nella specie umana, l’individuo di sesso femminile, soprattutto dal
momento in cui abbia raggiunto la maturità anatomica e quindi l’età
adulta: una giovane d., una d. anziana; non è ancora una d. (non ha
ancora raggiunto la pubertà); è già una d.; si dà arie da d. o da d.
fatta; frequente in frasi di apprezzamento: una bella d., una d.
affascinante, piacente, elegante, di classe, di spirito, una vera
donna. Si contrappone a uomo in espressioni come: voce di donna;
scarpe, abiti, borse, orologi da donna (nelle quali si alterna, spesso
con da signora o con l’agg. femminile); il carattere, la sensibilità,
l’intuito della d., ecc., dove il sing. donna ha in genere valore
collettivo, ch’è ancora più marcato quando donna viene assunto a
rappresentare l’intera componente femminile della società: i diritti
della d.; l’emancipazione della d.; i movimenti per la liberazione
della donna. b. Con sign. più ristretto: la mia d., mia moglie (cfr.
Dante, Par. XV, 137: Mia d. venne a me di val di Pado), oppure la mia
compagna, la donna amata; fam., le mie d., le donne che fanno parte
della mia famiglia; con senso sim., anche le d. di casa, distinto da
una d. di casa, che accudisce da sé alle faccende domestiche, o si
occupa solo della casa e della famiglia (oppure, che è portata per i
lavori di casa). c. Per antonomasia, nella famiglia, la donna, la
persona di servizio (variamente indicata, in successione di tempo, nel
linguaggio ufficiale e sindacale: domestica, collaboratrice domestica o
familiare, ecc.); meglio determinata, d. di servizio, in senso
generico, d. a mezzo servizio, assunta solo per poche ore della
giornata, d. a tutto servizio, assunta stabilmente nella famiglia; d. a
ore, che viene retribuita secondo il numero di ore di lavoro che
svolge; d. tuttofare, che fa tutti i servizî, anche se non viene
assunta stabilmente. S’intende sempre la domestica nelle frasi: trovare
la d., prendere o assumere una d., licenziare la d., e sim. d. Nel
linguaggio teatrale, prima d. (anche unito, primadonna), l’attrice cui
viene affidata la parte più importante (in senso fig., fare la prima d.
– riferito anche a uomini, e spec. a persone che ricoprano cariche
pubbliche o svolgano attività importanti o godano per altri motivi una
certa notorietà –, voler primeggiare, cercare con ogni mezzo di essere
al centro dell’attenzione, e mostrar di gradire non solo il successo ma
anche le forme con cui questo viene tributato); nel circo e nei
baracconi di fiera, d. cannone, donna di proporzioni e di peso
eccezionali che costituisce uno dei numeri di attrazione. e. Con
accezioni partic.: d. di mondo, che frequenta ambienti mondani e ne
conosce gli usi, gli aspetti e i difetti, in passato, cortigiana; d.
pubblica, d. di strada o di giro o di marciapiede, d. di malaffare, d.
di mala vita, prostituta; ha spesso lo stesso sign. anche buona d.,
spec. nella espressione offensiva figlio di buona d. (in altri casi,
buona d. ha il senso proprio: è veramente una buona d.; in passato
anche come forma allocutiva: ehi, dite, buona donna!). Di uomini,
andare a donne, andare in cerca di facili avventure amorose. f.
Proverbî (tradizionali, ma ormai di poca attualità): chi disse donna
disse danno; donne e buoi dei paesi tuoi; chi vuol vivere e star sano,
dalle d. stia lontano; le d. ne sanno una più del diavolo, ecc. 2. a.
Nell’uso ant. e letter., signora (nei due sign. che ha oggi la parola e
che aveva domina in latino; nei sec. 13° e 14° donna è il femm.
corrispondente a signore): fattosi innanzi, disse: – Signori e donne,
come voi sapete ... (Boccaccio); quindi anche padrona: io t’avrò sempre
cara, e sempre ... sarai d. della casa mia (Boccaccio); come vocativo o
appellativo della Vergine: Donna, se’ tanto grande e tanto vali
(Dante); Nostra D. (cfr. Madonna). Anche nel senso di dominatrice: Non
donna di provincie, ma bordello (Dante, con riferimento all’Italia); la
cittade [Roma] La qual fu d. de’ mortali un tempo (Leopardi); con sign.
sim., fig.: Torna deh! torna al suon, d. dell’arpa (Foscolo). In altri
casi, con il sign. che oggi ha dama: Le d., i cavallier, l’arme, gli
amori (Ariosto); tale sign. si conserva nei composti gentildonna,
nobildonna. b. Titolo di riguardo che si antepone al nome delle
nobildonne (analogam. al maschile don) o delle consorti di persone che
ricoprono alte cariche pubbliche; nell’Italia merid., viene attribuito
anche a donne di umile condizione: d. Carmela, d. Rosa. 3. Nel gioco
delle carte, ognuna delle quattro figure che rappresentano una dama: d.
di cuori, d. di quadri, d. di fiori, d. di picche. 4. Nel gioco degli
scacchi, il pezzo, detto anche regina, che ha la maggiore possibilità
di movimento sulla scacchiera e rappresenta quindi l’elemento più
importante per la condotta del gioco. ◆ Dim. donnétta (talora anche
spreg. o vezz.), donnina, o donnino m. (donna piccola e graziosa,
fanciulla o giovinetta assennata; donnina allegra, spesso eufem. per
donna di facili costumi; donnino si dice anche di uomo che sbrighi le
faccende di casa). Dim. o spreg. donnùccia, donnicciòla (anche di uomo
debole o chiacchierone); solo spreg. donnàccola (donna del volgo,
pettegola), donnùcola (donna povera e in cattive condizioni), e
donnàcchera (donna d’inferiori condizioni, sudicia o d’animo vile).
Accr. donnóna, e donnóne m. (donna grossa e robusta). Pegg. donnàccia
(donna cattiva d’animo o, più spesso, di pessimi costumi). ◆ In
numerose espressioni consolidate nell’uso si riflette un marchio
misogino che, attraverso la lingua, una cultura plurisecolare
maschilista, penetrata nel senso comune, ha impresso sulla concezione
della donna. Il dizionario, registrando, a scopo di documentazione,
anche tali forme ed espressioni, in quanto circolanti nella lingua
parlata odierna o attestate nella tradizione letteraria, ne sottolinea
sempre, congiuntamente, la caratterizzazione negativa o offensiva.

https://www.treccani.it/vocabolario/donna/
--
IdP


"History will be kind to me for I intend to write it." (Winston
Churchill)
Mad Prof
2021-05-15 18:33:38 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Questa è la voce epurata o ancora quella vecchia?
dònna s. f. [lat. dŏmĭna «signora, padrona», lat. volg. dŏmna]. – 1. a.
Nella specie umana, l’individuo di sesso femminile, soprattutto dal
momento in cui abbia raggiunto la maturità anatomica e quindi l’età
adulta: una giovane d., una d. anziana; non è ancora una d. (non ha
ancora raggiunto la pubertà); è già una d.; si dà arie da d. o da d.
fatta; frequente in frasi di apprezzamento: una bella d., una d.
affascinante, piacente, elegante, di classe, di spirito, una vera
donna. Si contrappone a uomo in espressioni come: voce di donna;
scarpe, abiti, borse, orologi da donna (nelle quali si alterna, spesso
con da signora o con l’agg. femminile); il carattere, la sensibilità,
l’intuito della d., ecc., dove il sing. donna ha in genere valore
collettivo, ch’è ancora più marcato quando donna viene assunto a
rappresentare l’intera componente femminile della società: i diritti
della d.; l’emancipazione della d.; i movimenti per la liberazione
della donna. b. Con sign. più ristretto: la mia d., mia moglie (cfr.
Dante, Par. XV, 137: Mia d. venne a me di val di Pado), oppure la mia
compagna, la donna amata; fam., le mie d., le donne che fanno parte
della mia famiglia; con senso sim., anche le d. di casa, distinto da
una d. di casa, che accudisce da sé alle faccende domestiche, o si
occupa solo della casa e della famiglia (oppure, che è portata per i
lavori di casa). c. Per antonomasia, nella famiglia, la donna, la
persona di servizio (variamente indicata, in successione di tempo, nel
linguaggio ufficiale e sindacale: domestica, collaboratrice domestica o
familiare, ecc.); meglio determinata, d. di servizio, in senso
generico, d. a mezzo servizio, assunta solo per poche ore della
giornata, d. a tutto servizio, assunta stabilmente nella famiglia; d. a
ore, che viene retribuita secondo il numero di ore di lavoro che
svolge; d. tuttofare, che fa tutti i servizî, anche se non viene
assunta stabilmente. S’intende sempre la domestica nelle frasi: trovare
la d., prendere o assumere una d., licenziare la d., e sim. d. Nel
linguaggio teatrale, prima d. (anche unito, primadonna), l’attrice cui
viene affidata la parte più importante (in senso fig., fare la prima d.
– riferito anche a uomini, e spec. a persone che ricoprano cariche
pubbliche o svolgano attività importanti o godano per altri motivi una
certa notorietà –, voler primeggiare, cercare con ogni mezzo di essere
al centro dell’attenzione, e mostrar di gradire non solo il successo ma
anche le forme con cui questo viene tributato); nel circo e nei
baracconi di fiera, d. cannone, donna di proporzioni e di peso
eccezionali che costituisce uno dei numeri di attrazione. e. Con
accezioni partic.: d. di mondo, che frequenta ambienti mondani e ne
conosce gli usi, gli aspetti e i difetti, in passato, cortigiana; d.
pubblica, d. di strada o di giro o di marciapiede, d. di malaffare, d.
di mala vita, prostituta; ha spesso lo stesso sign. anche buona d.,
spec. nella espressione offensiva figlio di buona d. (in altri casi,
buona d. ha il senso proprio: è veramente una buona d.; in passato
anche come forma allocutiva: ehi, dite, buona donna!). Di uomini,
andare a donne, andare in cerca di facili avventure amorose. f.
Proverbî (tradizionali, ma ormai di poca attualità): chi disse donna
disse danno; donne e buoi dei paesi tuoi; chi vuol vivere e star sano,
dalle d. stia lontano; le d. ne sanno una più del diavolo, ecc. 2. a.
Nell’uso ant. e letter., signora (nei due sign. che ha oggi la parola e
che aveva domina in latino; nei sec. 13° e 14° donna è il femm.
corrispondente a signore): fattosi innanzi, disse: – Signori e donne,
come voi sapete ... (Boccaccio); quindi anche padrona: io t’avrò sempre
cara, e sempre ... sarai d. della casa mia (Boccaccio); come vocativo o
appellativo della Vergine: Donna, se’ tanto grande e tanto vali
(Dante); Nostra D. (cfr. Madonna). Anche nel senso di dominatrice: Non
donna di provincie, ma bordello (Dante, con riferimento all’Italia); la
cittade [Roma] La qual fu d. de’ mortali un tempo (Leopardi); con sign.
sim., fig.: Torna deh! torna al suon, d. dell’arpa (Foscolo). In altri
casi, con il sign. che oggi ha dama: Le d., i cavallier, l’arme, gli
amori (Ariosto); tale sign. si conserva nei composti gentildonna,
nobildonna. b. Titolo di riguardo che si antepone al nome delle
nobildonne (analogam. al maschile don) o delle consorti di persone che
ricoprono alte cariche pubbliche; nell’Italia merid., viene attribuito
anche a donne di umile condizione: d. Carmela, d. Rosa. 3. Nel gioco
delle carte, ognuna delle quattro figure che rappresentano una dama: d.
di cuori, d. di quadri, d. di fiori, d. di picche. 4. Nel gioco degli
scacchi, il pezzo, detto anche regina, che ha la maggiore possibilità
di movimento sulla scacchiera e rappresenta quindi l’elemento più
importante per la condotta del gioco. ◆ Dim. donnétta (talora anche
spreg. o vezz.), donnina, o donnino m. (donna piccola e graziosa,
fanciulla o giovinetta assennata; donnina allegra, spesso eufem. per
donna di facili costumi; donnino si dice anche di uomo che sbrighi le
faccende di casa). Dim. o spreg. donnùccia, donnicciòla (anche di uomo
debole o chiacchierone); solo spreg. donnàccola (donna del volgo,
pettegola), donnùcola (donna povera e in cattive condizioni), e
donnàcchera (donna d’inferiori condizioni, sudicia o d’animo vile).
Accr. donnóna, e donnóne m. (donna grossa e robusta). Pegg. donnàccia
(donna cattiva d’animo o, più spesso, di pessimi costumi). ◆ In
numerose espressioni consolidate nell’uso si riflette un marchio
misogino che, attraverso la lingua, una cultura plurisecolare
maschilista, penetrata nel senso comune, ha impresso sulla concezione
della donna. Il dizionario, registrando, a scopo di documentazione,
anche tali forme ed espressioni, in quanto circolanti nella lingua
parlata odierna o attestate nella tradizione letteraria, ne sottolinea
sempre, congiuntamente, la caratterizzazione negativa o offensiva.
https://www.treccani.it/vocabolario/donna/
La voce contestata è quella del dizionario dei sinonimi e contrari.

<https://www.treccani.it/vocabolario/donna_(Sinonimi-e-Contrari)>
--
Sanity is not statistical
Ilario di Poitiers
2021-05-15 21:46:12 UTC
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Post by Mad Prof
La voce contestata è quella del dizionario dei sinonimi e contrari.
<https://www.treccani.it/vocabolario/donna_(Sinonimi-e-Contrari)>
OK, dunque la versione "(2003)" che vediamo online sarà modificata, se
ho ben capito...


donna
Sinonimi e Contrari (2003)

Condividi
donna /'dɔn:a/ s. f. [lat. dŏmĭna "signora, padrona", lat. volg.
domna]. - 1. [essere umano adulto di sesso femminile] ≈ ‖ femmina,
signora. ↔ uomo. ‖ maschio, signore. ● Espressioni: buona donna, donna
da marciapiede (o di malaffare o di strada o di vita o, eufem., di
facili costumi) → prostituta; donna di casa ≈ casalinga, massaia; donna
di legge [esperta e studiosa di legge] ≈ giurista; donna di lettere
[donna che si dedica stabilmente ad attività di studio nel campo
umanistico] ≈ intellettuale, letterata, umanista; donna di scienza
[donna che pratica professionalmente la ricerca, spec. nel campo delle
scienze naturali ed esatte] ≈ ricercatrice, scienziata; donna di stato
[donna che ha una profonda esperienza, teorica e pratica, dell'arte di
governare uno stato: un'autorevole d. di stato] ≈ statista; donna-ragno
[artista circense che esegue esercizi di contorsionismo] ≈
contorsionista. 2. (fam.) [donna con cui si ha un rapporto
sentimentale: la mia d.] ≈ amata, compagna, fidanzata, innamorata,
ragazza. 3. (mest., fam.) [donna che attende a pagamento alle faccende
domestiche: d. (di servizio) a ore] ≈ cameriera, colf, collaboratrice
domestica, domestica, (lett., scherz.) fantesca, (spreg.) serva. ↔
padrona, signora. 4. (gio.) a. [figura delle carte da gioco] ≈ dama,
regina. b. [pezzo del gioco degli scacchi] ≈ regina. ◆ In numerose
espressioni consolidate nell’uso si riflette un marchio misogino che,
attraverso la lingua, una cultura plurisecolare maschilista, penetrata
nel senso comune, ha impresso sulla concezione della donna. Il
dizionario, registrando, a scopo di documentazione, anche tali forme ed
espressioni, in quanto circolanti nella lingua parlata odierna o
attestate nella tradizione letteraria, ne sottolinea sempre,
congiuntamente, la caratterizzazione negativa o offensiva.
--
IdP


"Why does the Raven cry aloud and no eye pities her?" (William Blake)
Roberto Deboni DMIsr
2021-05-21 09:36:32 UTC
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Post by Ilario di Poitiers
Post by Mad Prof
La voce contestata è quella del dizionario dei sinonimi e contrari.
<https://www.treccani.it/vocabolario/donna_(Sinonimi-e-Contrari)>
OK, dunque la versione "(2003)" che vediamo online sarà modificata, se
ho ben capito...
donna
Sinonimi e Contrari (2003)
Condividi
donna /'dɔn:a/ s. f. [lat. dŏmĭna "signora, padrona", lat. volg. domna].
- 1. [essere umano adulto di sesso femminile] ≈ ‖ femmina, signora. ↔
uomo. ‖ maschio, signore. ● Espressioni: buona donna, donna da
marciapiede (o di malaffare o di strada o di vita o, eufem., di facili
costumi) → prostituta; donna di casa ≈ casalinga, massaia; donna di
legge [esperta e studiosa di legge] ≈ giurista; donna di lettere [donna
che si dedica stabilmente ad attività di studio nel campo umanistico] ≈
intellettuale, letterata, umanista; donna di scienza [donna che pratica
professionalmente la ricerca, spec. nel campo delle scienze naturali ed
esatte] ≈ ricercatrice, scienziata; donna di stato [donna che ha una
profonda esperienza, teorica e pratica, dell'arte di governare uno
stato: un'autorevole d. di stato] ≈ statista; donna-ragno [artista
circense che esegue esercizi di contorsionismo] ≈ contorsionista. 2.
(fam.) [donna con cui si ha un rapporto sentimentale: la mia d.] ≈
amata, compagna, fidanzata, innamorata, ragazza. 3. (mest., fam.) [donna
che attende a pagamento alle faccende domestiche: d. (di servizio) a
ore] ≈ cameriera, colf, collaboratrice domestica, domestica, (lett.,
scherz.) fantesca, (spreg.) serva. ↔ padrona, signora. 4. (gio.) a.
[figura delle carte da gioco] ≈ dama, regina. b. [pezzo del gioco degli
scacchi] ≈ regina.  ◆ In numerose espressioni consolidate nell’uso si
riflette un marchio misogino che, attraverso la lingua, una cultura
plurisecolare maschilista, penetrata nel senso comune, ha impresso sulla
concezione della donna. Il dizionario, registrando, a scopo di
documentazione, anche tali forme ed espressioni, in quanto circolanti
nella lingua parlata odierna o attestate nella tradizione letteraria, ne
sottolinea sempre, congiuntamente, la caratterizzazione negativa o
offensiva.
In futuro, i ragazzini leggendo qualche romanzo di autori passati,
non potranno trovare l'indicazione sul dizionario per capire un
termine ?
Wolfgang
2021-05-21 09:54:35 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Ilario di Poitiers
Post by Mad Prof
La voce contestata è quella del dizionario dei sinonimi e contrari.
<https://www.treccani.it/vocabolario/donna_(Sinonimi-e-Contrari)>
OK, dunque la versione "(2003)" che vediamo online sarà
modificata, se ho ben capito...
donna
Sinonimi e Contrari (2003)
[...]
In numerose espressioni consolidate nell'uso si riflette
un marchio misogino che, attraverso la lingua, una cultura
plurisecolare maschilista, penetrata nel senso comune,
ha impresso sulla concezione della donna. Il dizionario,
registrando, a scopo di documentazione, anche tali forme ed
espressioni, in quanto circolanti nella lingua parlata odierna
o attestate nella tradizione letteraria, ne sottolinea sempre,
congiuntamente, la caratterizzazione negativa o offensiva.
In futuro, i ragazzini leggendo qualche romanzo di autori passati,
non potranno trovare l'indicazione sul dizionario per capire un
termine ?
Perché ti preoccupi? Non hai letto quanto citato di sopra non lo
prendi sul serio o lo ritieni una bugia?

Ciao,
Wolfgang
Roberto Deboni DMIsr
2021-05-21 11:41:12 UTC
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Post by Wolfgang
Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Ilario di Poitiers
Post by Mad Prof
La voce contestata è quella del dizionario dei sinonimi e contrari.
<https://www.treccani.it/vocabolario/donna_(Sinonimi-e-Contrari)>
OK, dunque la versione "(2003)" che vediamo online sarà
modificata, se ho ben capito...
donna
Sinonimi e Contrari (2003)
[...]
In numerose espressioni consolidate nell'uso si riflette
un marchio misogino che, attraverso la lingua, una cultura
plurisecolare maschilista, penetrata nel senso comune,
ha impresso sulla concezione della donna. Il dizionario,
registrando, a scopo di documentazione, anche tali forme ed
espressioni, in quanto circolanti nella lingua parlata odierna
o attestate nella tradizione letteraria, ne sottolinea sempre,
congiuntamente, la caratterizzazione negativa o offensiva.
In futuro, i ragazzini leggendo qualche romanzo di autori passati,
non potranno trovare l'indicazione sul dizionario per capire un
termine ?
Perché ti preoccupi?
Chiedevo.
Post by Wolfgang
Non hai letto quanto citato di sopra non lo prendi
sul serio o lo ritieni una bugia?
Cosa ?

Ilario di Poitiers
2021-05-21 11:06:39 UTC
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Post by Roberto Deboni DMIsr
Post by Mad Prof
La voce contestata è quella del dizionario dei sinonimi e contrari.
<https://www.treccani.it/vocabolario/donna_(Sinonimi-e-Contrari)>
OK, dunque la versione "(2003)" che vediamo online sarà modificata, se ho
ben capito...
donna
Sinonimi e Contrari (2003)
[...]
Post by Roberto Deboni DMIsr
In futuro, i ragazzini leggendo qualche romanzo di autori passati,
non potranno trovare l'indicazione sul dizionario per capire un
termine ?
Bisognerebbe approfondire la notizia per capire quale sarà in effetti
il cambiamento.
--
IdP


"Why does the Raven cry aloud and no eye pities her?" (William Blake)
Gennaro
2021-05-16 11:07:38 UTC
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Post by Mad Prof
La voce contestata è quella del dizionario dei sinonimi e contrari.
<https://www.treccani.it/vocabolario/donna_(Sinonimi-e-Contrari)>
Ma hanno scritto qualcosa di falso o di sbagliato?
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