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congiunzione a inizio del periodo
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Father McKenzie
2021-07-21 10:00:19 UTC
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Da dove trae origine la leggenda che non si possa incominciare il
periodo con "ma", con "e"etc.?
Dai tempi di Dante ("Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri" Inf V- e
ancora "Ma s’a conoscer la prima radice/ del nostro amor...)" e di
Leopardi ("Ma sedendo e mirando") è ampiamente sdoganata. Se poi vediamo
i quotidiani l'uso è un must (nel titolo il "ma" dà fastidio anche a me,
dovrebbe essere avversativa, ma in un titolo a che si collega, non
essendo preceduto da altro? Stesso discorso per e.
--
Et interrogabant eum turbae dicentes: “Quid ergo faciemus?”.
Respondens autem dicebat illis: “Qui habet duas tunicas,
det non habenti; et, qui habet escas, similiter faciat”.
(Ev. sec. Lucam 3,10-11)
--
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Mad Prof
2021-07-21 10:39:46 UTC
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Post by Father McKenzie
Da dove trae origine la leggenda che non si possa incominciare il
periodo con "ma", con "e"etc.?
Dai tempi di Dante ("Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri" Inf V- e
ancora "Ma s’a conoscer la prima radice/ del nostro amor...)" e di
Leopardi ("Ma sedendo e mirando") è ampiamente sdoganata. Se poi vediamo
i quotidiani l'uso è un must (nel titolo il "ma" dà fastidio anche a me,
dovrebbe essere avversativa, ma in un titolo a che si collega, non
essendo preceduto da altro? Stesso discorso per e.
Regolette da prendere per quello che valgono.

<https://www.treccani.it/enciclopedia/congiunzioni_%28Enciclopedia-dell'Italiano%29/>

"4. Aspetti pragmatici

Alcune congiunzioni non si limitano a collegare due frasi, ma operano a un
livello più ampio. Anziché integrarsi sintatticamente e semanticamente
nella struttura frasale in cui sono inserite, queste congiunzioni (dette
testuali) sono autonome e il loro valore può essere stabilito solo a
partire dall’esame del più ampio cotesto e contesto comunicativo.

Il caso più noto e studiato è quello del ma che, oltre a essere usato come
congiunzione coordinativa con valore avversativo, ha una serie di usi
pragmatici, che segnalano cioè un atteggiamento del parlante rispetto
all’enunciato stesso o all’enunciazione. In questi casi il ma è solitamente
collocato in apertura di frase.

Un primo esempio è rappresentato da frasi esclamative abrupte in cui il ma
segnala la contrarietà del parlante (ma tu guarda!, ma bravo!, ma no!). Il
ma può essere inoltre usato a inizio di frase con un valore parafrasabile
all’incirca come «nonostante sia vero quanto detto (o presupposto) finora,
più importante ancora è quello che segue …». Lo si incontra nello scritto
dopo una pausa forte (marcata da un punto o punto e virgola) o a inizio
assoluto di testo, per segnare il passaggio ad altro argomento o per
rinviare enfaticamente a un argomento noto; nel parlato lo si incontra
all’inizio di battute dialogiche come segnale di presa di parola in un
turno di conversazione o come mezzo per interrompere l’interlocutore.

Si tratta di un fenomeno diffuso in italiano fin dalle origini, in testi di
ogni livello. Si vedano gli esempi (2) e (3), tratti dalla nostra
tradizione poetica, in cui è evidente che il ma non ha alcun rapporto con
il verbo della frase che segue, e serve a mettere in luce l’organizzazione
conferita al discorso:

(2) Francesca, i tuoi martìri

a lagrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri

(Dante, Inf. V, passaggio dai vv. 116-117 ai vv. 118-120)

(3) Sempre caro mi fu quest’ermo colle

[…]

Ma sedendo e mirando

(Giacomo Leopardi, “Infinito”, passaggio dai vv. 1-3 ai vv. 4-8)

Si tratta del resto di un valore che ritroviamo nelle congiunzioni
corrispondenti di varie altre lingue (cfr. francese mais). Come il ma si
comportano e, o e, più raramente, né:

(4) E cielo e terra si mostrò qual era (Giovanni Pascoli, “Il lampo”, v. 1)

(5) Né più mai toccherò le sacre sponde (Ugo Foscolo, “A Zacinto”, v. 1)

Nel caso delle congiunzioni subordinanti che operano a livello testuale
anziché frasale, l’autonomia rispetto alla frase che segue è ancora più
marcata, come mostra la possibilità di collocarsi in posizione diversa da
quella iniziale (eventualmente isolate da pause) e, in alcuni casi, la
perdita dell’effetto sul modo verbale (per es., comunque quando non è
seguito da un verbo al congiuntivo con valore concessivo, ma all’indicativo
o al condizionale, e assume un valore parafrasabile come «in ogni caso»).

Hanno un comportamento simile allorché, benché, perché, quando, sebbene,
semmai, sicché, ecc., e locuzioni come fatto sta o sta di fatto, per cui,
per quanto, ecc. Ci sono poi alcuni elementi, come infatti, dunque, del
resto, il cui funzionamento può essere descritto solo in ambito testuale.

I valori testuali e pragmatici delle diverse congiunzioni sono registrati e
descritti negli strumenti lessicografici più aggiornati, a partire dal
DISC."


<https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/sulluso-delle-congiunzioni-allinizio-di-frase/25>

"Sull'uso delle congiunzioni all'inizio di frase
Sull'uso delle congiunzioni all'inizio di frase: molti lettori ci hanno
consultato su questo problema. Sull'uso di cominciare una frase con una
congiunzione proponiamo una risposta di Giovanni Nencioni, apparsa sul
nostro periodico La Crusca per voi (n° 14, aprile 1997, p. 14).

Risposta

Sull'uso delle congiunzioni all'inizio di frase

«... nei Vangeli, che sono collane di episodi della vita di Gesù, è
frequente l'uso dell'e all'inizio dei successivi episodi. Qualche esempio
dal capitolo VIII del Vangelo secondo Matteo: «Ed entrato Gesù nella casa
di Pietro...»; «E salendo lui su una barca...»; «Ed essendo giunto oltre il
mare nella regione dei Geraseni...». Noi notiamo che una buona traduzione
italiana omette in questi casi l'iniziale congiunzione e, ma a torto,
perché essa conferisce alla narrazione un ritmo di concatenazione
incalzante e dalla ripetizione acquista un valore presentativo, più debole
di quello di ecco, ma pur sempre efficace. Una affinata esperienza moderna
delle risorse della lingua ha condotto anche la congiunzione e a produrre
"effetti speciali" alternando tratti espressi linguisticamente a tratti
inespressi ma sensibilmente presupposti e perciò non assenti.

Quando Giovanni Pascoli comincia la poesia Il gelsomino notturno così: «E
s'aprono i fiori notturni, / nell'ora che penso ai miei cari», quell'e
iniziale, oltre ad avere un valore presentativo, quasi un ecco, anticipa
alla espressa situazione della notte la inespressa situazione crepuscolare
di attesa, da cui la notte scaturisce. Il raffinato espediente stilistico,
portato sul clamoroso e sensazionale piano giornalistico ha, con effetti
più grossolani, la stessa articolazione tecnica: la reale consecutio
instaurata dall'e iniziale corre tra la espressa conclusione positiva o
negativa di una trattativa precedente e la trattativa stessa rimasta
inespressa perché nota ai lettori e quindi affettuosamente evocata dalla
congiunzione: "E, dopo tanti discorsi, finalmente l'accordo!"; "E, dopo
tante trattative, la guerra continua!"»

30 settembre 2002"
--
Sanity is not statistical
Yoda
2021-07-21 10:49:23 UTC
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Post by Father McKenzie
Da dove trae origine la leggenda che non si possa incominciare il
periodo con "ma", con "e" etc.?
Sara' un libro o al piu' un capitolo, non un periodo. Di periodi che
iniziano con Ma son piene le fosse (il Manzoni in prima linea).
D'altra parte nelle grammatiche e' indicato:
- niente
- virgola
- punto e virgola
- punto fermo ciao
--
Yoda
Klaram
2021-07-21 11:12:55 UTC
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Da dove trae origine la leggenda che non si possa incominciare il periodo
con "ma", con "e"etc.?
Dai tempi di Dante ("Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri" Inf V- e ancora
"Ma s’a conoscer la prima radice/ del nostro amor...)" e di Leopardi ("Ma
sedendo e mirando") è ampiamente sdoganata. Se poi vediamo i quotidiani l'uso
è un must (nel titolo il "ma" dà fastidio anche a me, dovrebbe essere
avversativa, ma in un titolo a che si collega, non essendo preceduto da
altro? Stesso discorso per e.
Dai maestri elementari, che, giustamente, insegnavano ai bambini a non
iniziare con ma, e ecc. Ovviamente si può fare benissimo, ma bisogna
saperlo fare.

k
orpheus
2021-07-22 06:57:43 UTC
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Post by Klaram
Post by Father McKenzie
Da dove trae origine la leggenda che non si possa incominciare il
periodo con "ma", con "e"etc.? Dai tempi di Dante ("Ma dimmi: al
tempo d’i dolci sospiri" Inf V- e ancora "Ma s’a conoscer la
prima radice/ del nostro amor...)" e di Leopardi ("Ma sedendo e
mirando") è ampiamente sdoganata. Se poi vediamo i quotidiani l'uso
è un must (nel titolo il "ma" dà fastidio anche a me, dovrebbe
essere avversativa, ma in un titolo a che si collega, non essendo
preceduto da altro? Stesso discorso per e.
Dai maestri elementari, che, giustamente, insegnavano ai bambini a
non iniziare con ma, e ecc. Ovviamente si può fare benissimo, ma
bisogna saperlo fare.
k
Mi pare strano, generalmente c'è consapevolezza di quanto sia difficile
emanciparsi dalla false credenze insegnate nell'infanzia.
Sarà capitato a tutti, credo, di ripetere errori assimilati da maestri
e professori, pur conoscendo, in un secondo momento, come stanno le cose
Yoda
2021-07-22 08:48:34 UTC
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Post by orpheus
Post by Klaram
Post by Father McKenzie
Da dove trae origine la leggenda che non si possa incominciare il
periodo con "ma", con "e"etc.? Dai tempi di Dante ("Ma dimmi: al
-snip-
Post by orpheus
Post by Klaram
Dai maestri elementari, che, giustamente, insegnavano ai bambini a
non iniziare con ma, e ecc. Ovviamente si può fare benissimo, ma
bisogna saperlo fare.
Mi pare strano, generalmente c'è consapevolezza di quanto sia difficile
emanciparsi dalla false credenze insegnate nell'infanzia.
Sarà capitato a tutti, credo, di ripetere errori assimilati da maestri
e professori, pur conoscendo, in un secondo momento, come stanno le cose
La maestra lo insegna agli alunni suoi: bambini e ragazzini, agli
adolescenti sono le prof che dovrebbero completare l'insegnamento.

Voglio dire, cioe', che occorre una discreta perizia per iniziare
correttamente un nuovo periodo con Ma o altre congiunzioni ciao
--
Yoda
Gennaro
2021-07-22 10:13:05 UTC
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Da  dove trae origine la leggenda che non si possa incominciare il
periodo con "ma", con "e"etc.?
Dai tempi di Dante ("Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri" Inf V-  e
ancora "Ma s’a conoscer la prima radice/ del nostro amor...)"  e di
Leopardi ("Ma sedendo e mirando") è ampiamente sdoganata. Se poi vediamo
i quotidiani l'uso è un must (nel titolo il "ma" dà fastidio anche a me,
dovrebbe essere avversativa, ma in un titolo a che si collega, non
essendo preceduto da altro? Stesso discorso per e.
Ti sei dimenticato il ben più celebre "Né più mai...." di foscoliana
memoria.

Evidentemente al di là della regoletta di scuola elementare, l'uso della
lingua è ben più varia e complessa.

Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
--
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Roger
2021-07-22 10:59:17 UTC
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[...]
Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io avrei
detto:
"è bene che i bambini rimangano con poche regole ma certe".
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
orpheus
2021-07-22 11:41:10 UTC
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[...]
Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io avrei
detto: "è bene che i bambini rimangano con poche regole ma certe".
Letto di seguito al periodo precedente, a me non suona male.
orpheus
2021-07-22 12:03:29 UTC
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[...]
Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io avrei
detto: "è bene che i bambini rimangano con poche regole ma certe".
Letto di seguito al periodo precedente, a me non suona male.
Ecco, ci sono forse alla regola.
In questo caso è un "avversativo limitativo", che mette un limite alla
affermazione precedente, sul tipo "ma però"
Mettendo "è bene" si ricongiunge malamente al periodo precedente.
Kiuhnm
2021-07-22 12:52:04 UTC
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[...]
Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io avrei
detto: "è bene che i bambini rimangano con poche regole ma certe".
Letto di seguito al periodo precedente, a me non suona male.
Roger sta parlando del "ma" a fine frase. Poi però ha tolto anche il
primo, già che c'era.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
orpheus
2021-07-22 13:04:07 UTC
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[...]
Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io
avrei >> detto: "è bene che i bambini rimangano con poche regole ma
certe".
Post by orpheus
Letto di seguito al periodo precedente, a me non suona male.
Roger sta parlando del "ma" a fine frase. Poi però ha tolto anche il
primo, già che c'era.
veramente il secondo l'ha lasciato
Roger
2021-07-22 14:12:19 UTC
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[...]
Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io
avrei >> detto: "è bene che i bambini rimangano con poche regole ma
certe".
Post by orpheus
Letto di seguito al periodo precedente, a me non suona male.
Roger sta parlando del "ma" a fine frase. Poi però ha tolto anche il
primo, già che c'era.
veramente il secondo l'ha lasciato
Infatti: la mia osservazione era rivolta appunto al secondo "ma", che,
secondo me, va subito prima dell'aggettivo.
Al primo "ma" non avevo fatto neppure caso, perché ininfluente al senso
della frase.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
orpheus
2021-07-22 14:50:10 UTC
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[...]
Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io
avrei >> detto: "è bene che i bambini rimangano con poche regole ma
certe".
Post by orpheus
Letto di seguito al periodo precedente, a me non suona male.
Roger sta parlando del "ma" a fine frase. Poi però ha tolto anche
il primo, già che c'era.
veramente il secondo l'ha lasciato
Infatti: la mia osservazione era rivolta appunto al secondo "ma", che,
secondo me, va subito prima dell'aggettivo.
Al primo "ma" non avevo fatto neppure caso, perché ininfluente al
senso della frase.
Roger. Ho ricostruito adesso.
Anche se sul primo "ma", rimango dello stesso parere
Kiuhnm
2021-07-22 23:31:07 UTC
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Ma è bene che i bambini rimangano con poche ma regole certe.
Che brutta frase!
Dato che la congiunzione "ma" è avversativa dell'aggettivo, io
avrei >> detto: "è bene che i bambini rimangano con poche regole ma
certe".
Post by orpheus
Letto di seguito al periodo precedente, a me non suona male.
Roger sta parlando del "ma" a fine frase. Poi però ha tolto anche il
primo, già che c'era.
veramente il secondo l'ha lasciato
Sì, ho formulato male la frase. Avrei dovuto scrivere
Poi però ha anche tolto il primo, già che c'era.
--
Kiuhnm

Chi non risica non rosica, ma spesso chi risica poi rosica.
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