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sperem
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Giovanni
2012-07-07 17:53:03 UTC
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scusate, quando uno dice "sperem" intende "speriamo (bene)".

Ora però la domanda: ma è latino (1a persona presente congiuntivo) o è
un qualche dialetto (milanese? boh), nel qual caso immagino sarebbe
"spèrèm" (tutte e due le e aperte, accento sulla seconda).

Mentre io lo pronuncio accentato sulla prima...


Insomma, che d'è?


ciao :-)
--
Giovanni
Klaram
2012-07-07 18:24:02 UTC
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Post by Giovanni
scusate, quando uno dice "sperem" intende "speriamo (bene)".
Ora però la domanda: ma è latino (1a persona presente congiuntivo) o è
un qualche dialetto (milanese? boh), nel qual caso immagino sarebbe
"spèrèm" (tutte e due le e aperte, accento sulla seconda).
Mentre io lo pronuncio accentato sulla prima...
E' milanese e si pronuncia con l'accento sulla seconda e: "sperèmm",
come cantèmm, tasèmm, bevèmm ecc.

k
Giovanni
2012-07-07 21:11:57 UTC
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Post by Klaram
Post by Giovanni
Ora però la domanda: ma è latino (1a persona presente congiuntivo) o è
un qualche dialetto (milanese? boh), nel qual caso immagino sarebbe
"spèrèm" (tutte e due le e aperte, accento sulla seconda).
Mentre io lo pronuncio accentato sulla prima...
E' milanese e si pronuncia con l'accento sulla seconda e: "sperèmm",
come cantèmm, tasèmm, bevèmm ecc.
immaginavo.

l'ho scoperto per caso oggi.

però ho sempre detto e sentito "spèrem" e suonerebbe oltremodo strano
dire il contrario...

ho il sospetto che almeno qui a Roma siano quasi tutti convinti che sia
latino... :-)
--
Post by Klaram
Giovanni
Epimeteo
2012-07-08 06:17:30 UTC
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Post by Giovanni
Post by Klaram
E' milanese e si pronuncia con l'accento sulla seconda e: "sperèmm",
come cantèmm, tasèmm, bevèmm ecc.
immaginavo.
l'ho scoperto per caso oggi.
però ho sempre detto e sentito "spèrem" e suonerebbe oltremodo strano dire
il contrario...
ho il sospetto che almeno qui a Roma siano quasi tutti convinti che sia
latino... :-)
Non lo è? [:-o

Verbo latino "spero", congiuntivo presente:
sperem
speres
speret
speremus
speretis
sperent.

Vale,
Epimetheus
---
"...per terre incognite vanno le nostre legioni
a fondare colonie a immagine di Roma:
delenda Carthago!
Con le dita colorate di henna su patrizi triclini
si gustano carni speziate d'aromi d'Oriente...
In calici finemente screziati frusciano i vini,
le rose, il miele..."

(cit. romana)
Giovanni
2012-07-08 08:38:56 UTC
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Post by Epimeteo
Post by Giovanni
ho il sospetto che almeno qui a Roma siano quasi tutti convinti che sia
latino... :-)
Non lo è? [:-o
sperem
eh, d'accordo, lo pensavo pure io.

ma poi penso anche :

E' CONGIUNTIVO presente PRIMA PERSONA.

E allora perché mai dovrebbe significare "speriamo"? D'accordo che
"speriamo" significa "spero che...", ma allora ci vuole anche una
qualche strana regola latina per cui la possibilità viene espressa dal
congiuntivo.

Boh...una regola simile non la conosco, ci vorrebbe qualcuno che me la
dicesse.

Altrimenti mi sembra più probabile che sia milanese ma che la gente
pensi che sia latino :-))))

ciao
--
Post by Epimeteo
Giovanni
Lem Novantotto
2012-07-08 09:20:41 UTC
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Post by Giovanni
Altrimenti mi sembra più probabile che sia milanese
No "probabile". *È* milanese.
Post by Giovanni
ma che la gente
pensi che sia latino )))
Dubito molto che la gente pensi. ;)
Del resto è anche meglio così: quando lo fa, normalmente capitano ancora
più disastri. ;)
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
_________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
http://www.rnaworld.de/rnaworld/ http://home.edges-grid.eu/home/
http://www.gpugrid.net/
Giovanni
2012-07-08 12:58:12 UTC
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Post by Lem Novantotto
Post by Giovanni
Altrimenti mi sembra più probabile che sia milanese
No "probabile". *È* milanese.
sai anche dei dettagli dell'attestazione all'uso?

insomma, è una voce dialettale? quando è salita alla ribalta nazionale?
c'è qualcuno che l'ha usato negli articoli di giornale o alla radio?
--
Post by Lem Novantotto
Giovanni
Lem Novantotto
2012-07-08 16:33:20 UTC
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Post by Giovanni
sai anche dei dettagli dell'attestazione all'uso?
Che dettagli? Io attesto che qui si usa. S'è sempre usata. Per quanto io
non parli alcun dialetto, mi viene persino più naturale di "speriamo".
Post by Giovanni
insomma, è una voce dialettale?
Che ofésssa... Il milanese è una lingua, non un dialetto. ;)
Comunque: sì che è dialettale.
Post by Giovanni
quando è salita alla ribalta nazionale?
Ah, secondo me, per quanto diffusa in certi contesti geografici, non c'è
salita affatto. Non mi sembra di sentirla così spesso, in bocca a chi non
sia quantomeno lombardo.
Post by Giovanni
c'è qualcuno che l'ha usato negli articoli di giornale o alla radio?
Se questo qualcuno è milanese, probabilissimo che in contesti informali
l'abbia usata, anche perché l'espressione mi sembra pienamente
comprensibile da tutti (... oddio, che ho scritto!). Poi sarà stata
storpiata.

Mi sento di escludere che "spérem" possa essere una derivazione diretta
dal latino, invece.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
http://www.rnaworld.de/rnaworld/ http://home.edges-grid.eu/home/
http://www.gpugrid.net/
Nicola Capitan
2012-07-08 17:03:10 UTC
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Epimeteo
2012-07-08 17:19:52 UTC
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Post by Lem Novantotto
Post by Giovanni
c'è qualcuno che l'ha usato negli articoli di giornale o alla radio?
Se questo qualcuno è milanese, probabilissimo che in contesti informali
l'abbia usata, anche perché l'espressione mi sembra pienamente
comprensibile da tutti (... oddio, che ho scritto!). Poi sarà stata
storpiata.
Sperm io l'ho imparato leggendo Alan Ford da piccolo.
Chi è Alan Ford, un andrologo, un ginecologo o un urologo?
Non lo sapremo mai... [:-o

Epi
---
"... per fare un tavolo ci vuole il legno,
per fare il legno ci vuole l'albero,
per fare l'albero ci vuole il seme,
per fare il seme ci vuole il frutto,
per fare il frutto ci vuole un fiore,
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re..."

(cit. semeiotica)
Nicola Capitan
2012-07-09 07:24:14 UTC
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Post by Epimeteo
Sperm io l'ho imparato leggendo Alan Ford da piccolo.
Chi è Alan Ford,
Non lo sapremo mai... [:-o
un fumetto a diffusione nazionale.
Quindi un mezzo adeguante e adeguato alla veicolazione del termine 'sperem'.
Su Alan Ford trovavi anche 'alegher' nel senso di felice/felici.
Post by Epimeteo
Epi
---
"... per fare un tavolo ci vuole il legno,
-ok
Post by Epimeteo
per fare il legno ci vuole l'albero,
-ok
Post by Epimeteo
per fare l'albero ci vuole il seme,
-sbagliato. Per fare l'albero ci vuole una quantità enorme di acqua, l'energia
del sole per molti anni e le condizioni idonee alla crescita.
Post by Epimeteo
per fare il seme ci vuole il frutto,
-certo
Post by Epimeteo
per fare il frutto ci vuole un fiore,
-no, ci vuole l'impollinazione, e quindi un veicolo esterno.
Post by Epimeteo
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re..."
-una serie di sillogismi totalmente sbagliata.

Allora: per radere al suolo Hiroshima ci vuole una bomba.
per fare una bomba, ci vuole l'esplosivo
per farlo esplodere, un detonatore
per attivarlo, un pulsante
per fare il pulsante, ci vuole l'interruttore.
per fare l'interruttore, due fili elettrici e 5 grammi di plastica.
Risultato: per radere al suolo Hiroshima ci vogliono due fili elettrici e 5
grammi di plastica.
--
a Nico una sorte cattiva ha tolto ogni gioia.
Aiutatiamolo a ritrovare il sorriso.
------------------
***@gmail.com
Marco Turconi
2012-07-11 22:53:34 UTC
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Post by Nicola Capitan
Allora: per radere al suolo Hiroshima ci vuole una bomba.
per fare una bomba, ci vuole l'esplosivo
per farlo esplodere, un detonatore
per attivarlo, un pulsante
per fare il pulsante, ci vuole l'interruttore.
per fare l'interruttore, due fili elettrici e 5 grammi di plastica.
Risultato: per radere al suolo Hiroshima ci vogliono due fili elettrici e 5
grammi di plastica.
Il fatto che ci voglia qualcosa non vuol dire che quel qualcosa sia
sufficiente.

"Per fare un tavolo (di legno) ci vuole un fiore" e' un'affermazione
assolutamente vera.
Il legno non lo sappiamo produrre per via sintetica, per ora.
Epimeteo
2012-07-12 10:29:19 UTC
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"Marco Turconi" <***@tin.it> ha scritto nel messaggio news:4ffe03ea$0$1378$***@reader2.news.tin.it...
(snip esplosivo)
Post by Marco Turconi
Il fatto che ci voglia qualcosa non vuol dire che quel qualcosa sia
sufficiente.
Sì, certo.
Nel linguaggio logico-matematico si dice che quel qualcosa è necessario, ma
non sufficiente...
A proposito, perché "qualcosa" si usa come se fosse maschile?
Post by Marco Turconi
"Per fare un tavolo (di legno) ci vuole un fiore" e' un'affermazione
assolutamente vera.
Il legno non lo sappiamo produrre per via sintetica, per ora.
Però sappiamo produrlo usando il truciolato, colla e vari materiali
sintetici...

Ciao,
Epi
---
"...per fare un tavolo ci vuole il legno,
per fare il legno ci vuole l'albero,
per fare l'albero ci vuole il seme,
per fare il seme ci vuole il frutto,
per fare il frutto ci vuole un fiore,
ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,
per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re..."

(cit. produttiva)
Giovanni
2012-07-08 21:17:42 UTC
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Post by Lem Novantotto
Post by Giovanni
sai anche dei dettagli dell'attestazione all'uso?
Che dettagli? Io attesto che qui si usa. S'è sempre usata. Per quanto io
non parli alcun dialetto, mi viene persino più naturale di "speriamo".
ah...ma quand'è che ha passato il confine?
ora non ricordo quando e dove l'ho imparato, se sui giornali o su internet.
sono però convinto che non l'ho sentito pronunciare o, se l'ho sentito,
l'ho sentito come "spèrem".
Post by Lem Novantotto
Post by Giovanni
quando è salita alla ribalta nazionale?
Ah, secondo me, per quanto diffusa in certi contesti geografici, non c'è
salita affatto. Non mi sembra di sentirla così spesso, in bocca a chi non
sia quantomeno lombardo.
boh io la uso :-))))))))))))))))))))) però come "spèrem" :-)))

però mi sa che sono come quelli che usano "rotfl" anche per la lingua
orale :-)))
--
Post by Lem Novantotto
Giovanni
fathermckenzie
2012-07-08 17:57:36 UTC
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Post by Giovanni
insomma, è una voce dialettale? quando è salita alla ribalta nazionale?
Salita alla ribalta nazionale? Quando?
--
Haúte dé estin he krísis, hóti tò fôs elélythen eis tòn kósmon
kaì egápesan hoi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs, ên gàr
autôn ponerà tà érga (Gv 3,19)
Hoc est autem iudicium: Lux venit in mundum, et dilexerunt
homines magis tenebras quam lucem; erant enim eorum mala opera.
Giovanni
2012-07-08 21:19:37 UTC
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Post by fathermckenzie
Post by Giovanni
insomma, è una voce dialettale? quando è salita alla ribalta nazionale?
Salita alla ribalta nazionale? Quando?
scusa io come faccio a saperla?

l'ho imparato da internet o, forse, da fidonet.

d'accordo che seguivo anche le aree nazionali ma...boh.

quando dico "spèrem" nessuno mi guarda strano e nessuno mi ha mai detto
"guarda che..." etc,

domani se mi ricordo a chiunque incontri chiedo se conosce spèrem/sperèm
e se sa cosa significa :-)
--
Post by fathermckenzie
Giovanni
fathermckenzie
2012-07-08 21:23:55 UTC
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Post by Giovanni
Post by fathermckenzie
Salita alla ribalta nazionale? Quando?
scusa io come faccio a saperla?
come io so "la boc non l'è mai strac se no la spuss de vac", che però
non mi pare mai assurta a ribalte nazionali :)
--
Haúte dé estin he krísis, hóti tò fôs elélythen eis tòn kósmon
kaì egápesan hoi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs, ên gàr
autôn ponerà tà érga (Gv 3,19)
Hoc est autem iudicium: Lux venit in mundum, et dilexerunt
homines magis tenebras quam lucem; erant enim eorum mala opera.
Lem Novantotto
2012-07-09 06:44:03 UTC
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Post by fathermckenzie
come io so "la boc non l'è mai strac se no la spuss de vac", che però
non mi pare mai assurta a ribalte nazionali
LOL.

La buca l'è minga straca se la sa no de vaca.
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
_________________________________________________________________
Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
http://www.rnaworld.de/rnaworld/ http://home.edges-grid.eu/home/
http://www.gpugrid.net/
fathermckenzie
2012-07-09 07:12:00 UTC
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Post by Lem Novantotto
La buca l'è minga straca se la sa no de vaca.
La buca si pronuncia büca? Non era boca ['buca]?
--
Haúte dé estin he krísis, hóti tò fôs elélythen eis tòn kósmon
kaì egápesan hoi ánthropoi mâllon tò skótos è tò fôs, ên gàr
autôn ponerà tà érga (Gv 3,19)
Hoc est autem iudicium: Lux venit in mundum, et dilexerunt
homines magis tenebras quam lucem; erant enim eorum mala opera.
Lem Novantotto
2012-07-09 07:28:44 UTC
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Post by fathermckenzie
Post by Lem Novantotto
La buca l'è minga straca se la sa no de vaca.
La buca si pronuncia büca?
No, no.
Post by fathermckenzie
Non era boca ['buca]?
Eh, è una o molto chiusa, direi, un suono a metà fra o e u. Le
convenzioni grafiche non le conosco, ho guardato su google e ho scelto la
grafia che mi pareva più usata. Anche bóca o bócca potrebbero andare.
Cercando fonti più autorevoli, qui trovo appunto bócca:
http://www.cortedeirossi.it/libro/libri/cherubini.htm
--
Bye, Lem
Ceterum censeo ISLAM esse delendum
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Non sprecare i cicli idle della tua CPU, né quelli della tua GPU.
http://www.worldcommunitygrid.org/index.jsp
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http://www.gpugrid.net/
Klaram
2012-07-09 10:30:09 UTC
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Post by fathermckenzie
Post by Lem Novantotto
La buca l'è minga straca se la sa no de vaca.
La buca si pronuncia büca? Non era boca ['buca]?
A differenza del piemontese che possiede una koinè codificata e
accettata dalla maggior parte degli scriventi, il milanese e gli altri
dialetti lombardi ne sono privi, così abbiamo una grafia classica, che,
come per il piemontese, è comune all'antico francese, secondo la quale
si scrive "boca" e si legge "buca", e altre grafie che in certi casi si
ispirano e quella italiana.

k
Dragonòt
2012-07-09 10:56:37 UTC
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così abbiamo una grafia classica, che, come per il piemontese, è comune
all'antico francese, secondo la quale si scrive "boca" e si legge "buca",
Come anche nella grafia genovese classica.
Davvero ciò è comune all'antico francese?
Bepe
--
Never argue with a fool, onlookers may not be able to tell the difference
(Mark Twain)
Klaram
2012-07-09 16:52:36 UTC
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Post by Dragonòt
così abbiamo una grafia classica, che, come per il piemontese, è comune
all'antico francese, secondo la quale si scrive "boca" e si legge "buca",
Come anche nella grafia genovese classica.
Davvero ciò è comune all'antico francese?
No. Avevano molto in comune, ma non in questo caso.
Il suono /u/, che noi scriviamo o, in francese antico era già ou.
Anzi, devo dire che talvolta, prima del Novecento, la grafia francese
ou appare anche da noi, e la troviamo al posto di o anche in qualche
scritto del Brofferio.

k
Dragonòt
2012-07-10 07:30:53 UTC
Rispondi
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Post by Klaram
Post by Dragonòt
grafia classica milanese
così abbiamo una grafia classica, che, come per il piemontese,
Come anche nella grafia genovese classica.
No. Avevano molto in comune, ma non in questo caso.
Il suono /u/, che noi scriviamo o, in francese antico era già ou.
Anzi, devo dire che talvolta, prima del Novecento, la grafia francese ou
appare anche da noi, e la troviamo al posto di o anche in qualche scritto
del Brofferio.
La "ou" si trova anche nei sonetti dell'Alfieri.
Mentre attendevo la tua risposta, ho fatto una piccola ricerca, ed ho
trovato che anche la "norma classica occitana"
(http://it.wikipedia.org/wiki/Norma_classica_(occitano)) usa ò/o/u per
[o/u/y].
Poiché la "norma classica occ." ingloba la grafia storica occitana, a questo
punto mi sembra probabile che le le grafie classico/storiche
piemontese,milanese, genovese abbiano un retroterra occitano/provenzale.
E' come se quando Rambault de Vaquerais scrisse il suo Contrasto
(http://www.auladigitale.rcs.it/special/concorso2011/2216835/allegati/pdf/v1_raimbaut_de_vaqueiras.pdf),
avesse usato la stessa convenzione per le due lingue, e poi si fosse
proseguiti per quella strada.
Ciao,
Bepe
--
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(Mark Twain)
Klaram
2012-07-10 11:11:31 UTC
Rispondi
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Post by Dragonòt
La "ou" si trova anche nei sonetti dell'Alfieri.
Mentre attendevo la tua risposta, ho fatto una piccola ricerca, ed ho
trovato che anche la "norma classica occitana"
(http://it.wikipedia.org/wiki/Norma_classica_(occitano)) usa ò/o/u per
[o/u/y].
Poiché la "norma classica occ." ingloba la grafia storica occitana, a questo
punto mi sembra probabile che le le grafie classico/storiche
piemontese,milanese, genovese abbiano un retroterra occitano/provenzale.
Sicuramente, i contatti erano stretti.

Pinin Pacòt scrive che le grafie di /o/ /u/ /y/ "in origine non erano
distinti, servendo solo il segno o a indicare i tre suoni.
La o turbata viene indicata con eu (d'origine francese, ma forse non
improprio ad indicare anche in piemontese un'originaria dittongazione.
Gli Statuti sopra l' l'Ospizio della Società di San Giorgio e del popolo
di Chieri in un punto scrivono: ao loo (ad locum), mod. al leu; dove la
doppia o indica probabilmente il dittongo."

Mi chiedo se "ao loo" venisse pronunciato già "au lö", esattamente come
si direbbe oggi nella mia variante. :-)

k
ADPUF
2012-07-10 21:37:35 UTC
Rispondi
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Post by Dragonòt
Mentre attendevo la tua risposta, ho fatto una piccola
ricerca, ed ho trovato che anche la "norma classica occitana"
(http://it.wikipedia.org/wiki/Norma_classica_(occitano)) usa
ò/o/u per [o/u/y].
Poiché la "norma classica occ." ingloba la grafia storica
occitana, a questo punto mi sembra probabile che le le grafie
classico/storiche piemontese,milanese, genovese abbiano un
retroterra occitano/provenzale. E' come se quando Rambault de
Vaquerais scrisse il suo Contrasto
(http://www.auladigitale.rcs.it/special/concorso2011/2216835/allegati/pdf/v1_raimbaut_de_vaqueiras.pdf),
Post by Dragonòt
avesse usato la stessa convenzione per le due lingue, e poi si
fosse proseguiti per quella strada.
All'epoca di Dante il provenzale era una specie di lingua "must"
per le persone istruite, no?
--
"Mi piace Beethoven, specialmente le poesie."
-- Ringo Starr
Dragonòt
2012-07-12 12:44:54 UTC
Rispondi
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Post by ADPUF
... ho trovato che anche la "norma classica occitana"
(http://it.wikipedia.org/wiki/Norma_classica_(occitano)) usa
ò/o/u per [o/u/y].
All'epoca di Dante il provenzale era una specie di lingua "must"
per le persone istruite, no?
Se ricordo bene, più che altro c'è stato qualcuno che si è cimentato con la
poesia in provenzale/occitano. Inoltre, i poeti provenzali giravano
parecchio.
Quello che mi è venuto in mente è che ci sono svariate "grafie in <o>"
(piemontese/milanese classica/genovese classica/occitano classica) e che
potrebbero essersi influenzate, dalla più grande alle più piccole. La
difficoltà è che dopo il 1539 l'influenza dell'occitano dovrebbe essersi
annullata, e le grafie classiche di piemontese/milnese/genovese emergono
dopo circa 150 anni.
Al Convegno di Vercelli (ma quando escono gli Atti?!) del'autunno scorso non
se ne è parlato, un relatore ha detto che la grafia in <o> del piemontese
era dovuto al fatto che scrivevano piemontese ma avevano in mente il toscano
o il latino, quindi da "pedemonte(m)/piemonte" scrivevano "piemont", anche
se dicevano [piemunt], da "lombardo" scrivevano "lombard" anche se dicevano
[lumbard], etc.
Mah, anche qui ci vedo difficoltà.
Ciao,
Bepe
--
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(Mark Twain)
Klaram
2012-07-13 11:27:08 UTC
Rispondi
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Post by Dragonòt
un relatore ha detto che la grafia in <o> del piemontese
era dovuto al fatto che scrivevano piemontese ma avevano in mente il toscano
o il latino, quindi da "pedemonte(m)/piemonte" scrivevano "piemont", anche
se dicevano [piemunt], da "lombardo" scrivevano "lombard" anche se dicevano
[lumbard], etc.
All'inizio scrivevano solo "o" per indicare i tre suoni: o chiusa (u),
o aperta (o) e u chiusa (Y), poi hanno iniziato a distinguerli anche
graficamente.
Il grafema "o" è rimasto a indicare la o chiusa, che in piem. diventa
/u/, ed è stato scartato "ou".
La o aperta veniva indicata con ô,ö ecc., e i Brandé hanno scelto di
eliminare questi segni e di scriverla ò, tanto più che è sempre tonica.
La "u" è rimasta per indicare la u chiusa, analogamente al francese.

Tutto questo anche nel rispetto dell'etimologia.

k
Dragonòt
2012-07-13 21:45:40 UTC
Rispondi
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All'inizio scrivevano solo "o" per indicare i tre suoni: o chiusa (u), o
aperta (o) e u chiusa (Y), poi hanno iniziato a distinguerli anche
graficamente.
Il grafema "o" è rimasto a indicare la o chiusa, che in piem. diventa /u/,
ed è stato scartato "ou".
La o aperta veniva indicata con ô,ö ecc., e i Brandé hanno scelto di
eliminare questi segni e di scriverla ò, tanto più che è sempre tonica.
La "u" è rimasta per indicare la u chiusa, analogamente al francese.
Tutto questo anche nel rispetto dell'etimologia.
Ho visto il pezzo di Pacòt che hai riportato, ma mi sembrerebbe strano se
avessero usato la "o" per rappresentare la [y]. Al Convegno di Vercelli non
se ne è parlato. Mi sembra che l'Allione (1500) usasse "u" per [y].

La cosa strana è che pure Milanese, Genovese ed Occitano (classici) usano
una "grafia in o". Quattro casi di "evoluzione convergente" mi sembrano
troppi. La mia è solo una riflessione, per adesso, devo provare a portare a
discussione su qualche lista.
Ciao,
Bepe
--
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(Mark Twain)
Klaram
2012-07-14 19:11:18 UTC
Rispondi
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Post by Dragonòt
Ho visto il pezzo di Pacòt che hai riportato, ma mi sembrerebbe strano se
avessero usato la "o" per rappresentare la [y]. Al Convegno di Vercelli non
se ne è parlato. Mi sembra che l'Allione (1500) usasse "u" per [y].
Certo... devo aver preso un colpo di calore.
La [y] si è sempre scritta u, la terza "o" era la "eu", secondo il
passaggio o>ö.
Ricordo di aver letto di un'iscrizione su cui c'era "to' " che andava
letto teu.
Inoltre nell'esempio che fa Pacot "ao loo", loo corrisponde a leu.

k
Dragonòt
2012-07-16 16:01:13 UTC
Rispondi
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la terza "o" era la "eu", secondo il passaggio o>ö.
Ricordo di aver letto di un'iscrizione su cui c'era "to' " che andava
letto teu.
Ok, ok. L'iscrizione è quella della "scena di duello" di Casale,
"TO/SC/A/NA", che viene letta "Teu, scana!".
L'Allione, nel 1521, pur usando la soluzione "eu", qualche volta usa anche
la "o" (dice il Clivio).
Ciao,
Bepe
--
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calypsos
2012-07-08 16:55:45 UTC
Rispondi
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Post by Epimeteo
Non lo è? [:-o
Ma avete letto che Klaram vi ha risposto perfettamente? Certo che è
milanese, un esortativo prima pers. plurale. Lo so anch'io che parlo
lontano mille miglia!
Complimenti cmq per la cit. peregrina (=una perla).
c.
Post by Epimeteo
"...per terre incognite vanno le nostre legioni
delenda Carthago!
Con le dita colorate di henna su patrizi triclini
si gustano carni speziate d'aromi d'Oriente...
In calici finemente screziati frusciano i vini,
le rose, il miele..."
http://youtu.be/4jV0aoSIaj8
(cit. romana)
--
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Dragonòt
2012-07-09 07:58:18 UTC
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Post by Giovanni
scusate, quando uno dice "sperem" intende "speriamo (bene)".
Ora però la domanda: ma è latino (1a persona presente congiuntivo) o è
un qualche dialetto (milanese?
E' milanese e si pronuncia con l'accento sulla seconda e: "sperèmm", come
cantèmm, tasèmm, bevèmm ecc.
Se ricordo bene, "sper-em(o)" era anche la terminazione comune cisalpina
della 1-a persona plurale.
In Veneto dovremmo avere "speremo".
In Piemontese, è stato detto al Convegno di Vercelli dell'autunno scorso,
era pure "parl-emo", "sper-emo" prima di spostarsi (ma non si sa come) nel
'600/'700 a "parl-oma"/"sper-oma".
Ciao,
Bepe
--
Never argue with a fool, onlookers may not be able to tell the difference
(Mark Twain)
ADPUF
2012-07-09 22:05:16 UTC
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Post by Dragonòt
Post by Giovanni
scusate, quando uno dice "sperem" intende "speriamo (bene)".
Ora però la domanda: ma è latino (1a persona presente
congiuntivo) o è un qualche dialetto (milanese?
"sperèmm", come
cantèmm, tasèmm, bevèmm ecc.
Se ricordo bene, "sper-em(o)" era anche la terminazione comune
cisalpina della 1-a persona plurale.
In Veneto dovremmo avere "speremo".
In Piemontese, è stato detto al Convegno di Vercelli
dell'autunno scorso, era pure "parl-emo", "sper-emo" prima di
spostarsi (ma non si sa come) nel '600/'700 a
"parl-oma"/"sper-oma".
In friulano è diventata -ìn
sperìn, fasìn, bevìn...

"Anìn, varìn fortune..."
(andiamo, avremo fortuna)
--
"Old people look back on the past, young people look back on the
future."
-- Exam howlers as noted by Eric W. N. Smith
i***@zer0.it
2020-03-09 20:47:32 UTC
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Per quanto ne so, "sperem (ben)" è da sempre molto utilizzato nel dialetto ferrarese e probabilmente è pronunciato similmente in tutta Emilia-Romagna. Le vocali sono chiuse e l'accento cade sulla seconda lettera e.

Ciao
Kiuhnm
2020-03-09 20:59:54 UTC
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Post by i***@zer0.it
Per quanto ne so, "sperem (ben)" è da sempre molto utilizzato nel dialetto ferrarese e probabilmente è pronunciato similmente in tutta Emilia-Romagna. Le vocali sono chiuse e l'accento cade sulla seconda lettera e.
E' tutto chiuso.
--
Kiuhnm
Giovanni Drogo
2020-03-10 09:50:10 UTC
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Per quanto ne so, "sperem (ben)" ... nel dialetto ferrarese .... Le
vocali sono chiuse e l'accento cade sulla seconda lettera e.
In milanese direi che la seconda e (accentata) e' aperta
Klaram
2020-03-10 12:50:40 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Per quanto ne so, "sperem (ben)" ... nel dialetto ferrarese .... Le vocali
sono chiuse e l'accento cade sulla seconda lettera e.
In milanese direi che la seconda e (accentata) e' aperta
Se è un'esortazione: speriamo! si tratta di un imperativo (in certi
dialetti, a differenza dell'italiano, ci sono tutte le persone), allora
in milanese avremo:

sperèmm (bevèmm, tasèmm ecc.) nùmm

che è diverso dal congiuntivo presente: che nùmm spèrom, càntom, tàsom
ecc.

Volevo chiedere a qualcuno del posto se in ferrarese questo "sperém",
che dovrebbe essere imperativo, è diverso dal congiuntivo presente.

Grazie
k
B.B.
2020-03-10 14:21:49 UTC
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Post by Klaram
Se è un'esortazione: speriamo! si tratta di un imperativo (in certi
dialetti, a differenza dell'italiano, ci sono tutte le persone)
Mi pare che ci siano buone ragioni per sostenere che la prima persona
plurale dell'imperativo esiste anche in italiano. Per le terze persone
si usa invece il congiuntivo esortativo.

--bb

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