Discussione:
Italiano, addio...
(troppo vecchio per rispondere)
a***@virgilio.it
2005-02-21 12:49:04 UTC
Permalink
Salve
Invio un lungo articolo, preso dal Corriere della sera, che riporta la
denuncia del presidente dell'Accademia della Crusca sulla questione della
cancellazione della nostra lingua in Europa. Mi piacerebbe aprire una
discussione e sapere da voi cosa fare, insomma avere dei suggerimenti per
dare il giusto peso al problema. Tra l'altro non credo che sia passata la
notizia in televisione.

Ciao
Antonio

LA DENUNCIA Il presidente dell'Accademia della Crusca: è un colpo di mano
amministrativo, ci hanno cancellato dalle conferenze dell'Unione
Italiano addio, sconfitto in Europa
Sabatini: «A Bruxelles i nostri politici non difendono
il prestigio della lingua»
Il sospetto è che il presidente dell'Unione Europea, José Manuel Barroso,
non ami l'Italia. La notizia è che il suo portavoce-capo, la francese
Françoise Le Bail, ha cancellato la lingua italiana da tutte le
conferenze-stampa dei commissari, ad eccezione di quelle che si tengono il
mercoledì, unico giorno in cui è garantita la traduzione delle principali
lingue dell'Ue. Dunque, l'italiano esce dal gruppo ristretto delle lingue
stabili dell'Unione, al quale appartengono l'inglese, il francese e il
tedesco. Quanto basta per mandare su tutte le furie il presidente dell'
Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, il quale alla difesa della
nostra lingua anche nelle sedi istituzionali si dedica anima e corpo da
anni.

Professore, che significato ha questa decisione?
«Se è così, significa che il prestigio della nostra lingua è molto
diminuito. Fino a qualche anno fa la conoscenza dell'italiano presso il
pubblico colto europeo era maggiore rispetto al tedesco e allo spagnolo.
Oggi purtroppo non è più così».

Che cos'è successo negli ultimi anni?
«È successo che il valore e l'importanza della nostra lingua non sono stati
abbastanza difesi nelle sedi istituzionali».

Dai politici? Dal governo? Dai nostri rappresentanti in Europa?
«I politici non hanno fatto nulla per difendere in Europa il ruolo dell'
italiano. Il ministro competente è Gianfranco Fini, il ministro degli
Esteri. Vorrei chiedergli: dov'è finito il nazionalista di An? Gli
sbandieramenti generici dell'italiano non bastano».

Ma perché l'italiano dovrebbe essere privilegiato rispetto alle lingue degli
altri Paesi: lo sloveno, il danese, il portoghese, il ceco, l'ungherese, il
finlandese eccetera?
«Intanto, l'italiano è la lingua di uno dei paesi fondatori, il nostro Paese
è stato a lungo il più popoloso dell'Unione, e ora si è fatto scippare la
propria lingua come nulla fosse... Fino a due o tre anni fa la nostra lingua
era affiancata al tedesco come lingua più studiata fuori dal paese d'
origine».

Oggi la popolazione europea che parla l'italiano come lingua straniera è il
2 per cento, la metà rispetto allo spagnolo. Dunque?
«Un fatto del genere lo fa regredire ancora di più. Io sostengo questo: le
lingue dell'Ue sono 20? Bene, manca una politica ufficiale dell'Unione sul
problema linguistico complessivo e così si va avanti per vie di fatto che
sono dei colpi di mano amministrativi. Invece bisognerebbe decidere una
volta per tutte con un programma definito democraticamente e insomma con una
politica linguistica vera e propria».

Che non esiste?
«C'è una Federazione europea delle istituzioni linguistiche, fondata a
Stoccolma nel '93, che raccoglie tutte le accademie scientifiche, come la
Crusca. Questa Federazione ha dichiarato la necessità di una politica dell'
Unione: si è parlato di possibili compensi alle lingue che non vengono usate
nelle istituzioni».

Che tipo di compensi?
«Per esempio finanziare l'insegnamento di queste lingue, sostenere le
traduzioni per questi paesi, eccetera. Insomma, intraprendere tutta una
serie di iniziative per aiutare quegli idiomi che non godono del privilegio
di un uso istituzionale nei lavori dell'Unione. Se questo non si realizza, è
una violazione dei diritti della carta europea dove si parla di pari dignità
anche sul piano linguistico».

Ma non si può certo pretendere che tutti i Paesi siano rappresentati con le
loro lingue in sala stampa. Non crede che sarebbe un po' eccessivo?
«È vero, se bisogna restringere per motivi economici, è necessario mettere
in atto quei compensi di cui dicevo oppure stabilire dei turni che
favoriscano ora questa ora quella lingua. Tanto ci sono sempre i traduttori.
Queste però non sono decisioni che spettano al direttore di un ufficio ma al
Parlamento».

Questa decisione sulla lingua italiana va di pari passo con la perdita di
prestigio politico del nostro Paese? Ha ragione Chirac?
«Indubbiamente sì. Il prestigio di una lingua dipende dalla considerazione
politica, culturale ed economica del Paese. Se si elimina l'italiano dai
comunicati stampa, non è tanto per motivi finanziari, ma è perché si vuole
affermare la superiorità di altri Paesi. La politica linguistica ha
conseguenze sui rapporti commerciali e sul mondo produttivo: non è detto che
un mobiliere della Brianza abbia a disposizione un traduttore per parlare
con un'azienda tedesca...».

Altre conseguenze sul piano pratico?
«Sul piano pratico, questa decisione significa che la circolazione di
informazioni non avverrà più nella nostra lingua, che l'insegnamento dell'
italiano in generale sarà indebolito e che i giornalisti italiani nell'
Unione saranno molto meno richiesti rispetto a quelli tedeschi o francesi.
Senza dire che anche molti commissari avrebbero deciso di escludere i
portavoce italiani».

L'Accademia della Crusca ha già protestato in altre occasioni per casi
simili?
«L'anno scorso protestammo perché certi bandi di concorso europei non
nominavano l'italiano come lingua straniera da far valere per essere
assunti. Ricordo che in quell'occasione mi mandarono il testo di un concorso
scritto in un italiano pieno di errori: su quel testo un candidato italiano
avrebbe dovuto svolgere la sua prova per essere assunto come impiegato della
Ue. Ciò significa che i nostri candidati erano sfavoriti in partenza e che
nella commissione non c'era un solo italiano... Allora, io sono d'accordo
che chiunque debba conoscere l'inglese, ma non è giusto che si selezionino
politici, funzionari e impiegati sulla base dell'inglese».

Ma non basta la presenza di buoni traduttori per ogni lingua?
«Si è calcolato che i traduttori dell'Unione costano circa due euro a ogni
cittadino europeo. Allora io dico: si finanzino traduttori in modo tale che
l'italiano venga tradotto in finlandese, in cipriota e domani in turco e
viceversa. Ma non si agisca sottobanco».

Questo modo di agire sottobanco è una novità?
«Un passo alla volta, è un fenomeno strisciante. Ma la colpa tipica dei
politici italiani, e non da oggi, è trascurare la questione linguistica: un
po' perché sono assenti alle riunioni, un po' perché sono incompetenti, un
po' perché la faccenda viene sottovalutata, e nessuno ne fa una vera
questione politica di principio».

Paolo Di Stefano
19 febbraio 2005
Cciovi
2005-02-21 22:21:56 UTC
Permalink
Post by a***@virgilio.it
Salve
Invio un lungo articolo, preso dal Corriere della sera, che riporta la
denuncia del presidente dell'Accademia della Crusca sulla questione della
cancellazione della nostra lingua in Europa. Mi piacerebbe aprire una
discussione e sapere da voi cosa fare, insomma avere dei suggerimenti per
dare il giusto peso al problema. Tra l'altro non credo che sia passata la
notizia in televisione.
Ciao
Antonio
[...]
Una risposta la trovi proprio sul corriere.it:

http://www.corriere.it/solferino/main_sever.shtml


L'italiano sta benone

Spiace che uno studioso come F. Sabatini Inanelli dica tante inesattezze
sulla situazione linguistica nelle istituzioni UE, compreso la traduzione in
"cipriota". Casus belli: nella maggior parte delle conferenze stampa della
Commissione non è più prevista l'interpretazione in italiano. Quindi "il
presidente dell'UE, Barroso "non ama l'Italia, e "l'italiano esce dal gruppo
ristretto delle lingue stabili dell'Unione". Schluss, pas question, forget
it. Sabatini lamenta che "il prestigio della nostra lingua è molto
diminuito". La soluzione proposta? "Compensi alle lingue non usate nelle
istituzioni". Ma davvero l'italiano non viene usato? Servirebbe un po' di
"field work" - pardon, in buon italiano: andare a dare un'occhiata. Infatti
in chi, come me, fa l'interprete per l'UE e forma interpreti all'università,
l'autorevole lamento genera un senso di irrealtà: proprio mentre si sanciva
che l'italiano "esce dal gruppo ristretto", ero a Bruxelles, dove,
evidentemente mal informato, interpretavo in italiano una riunione sui
prezzi dei cereali. Lo stesso giorno, alla Commissione europea, l'italiano
era previsto in 20 tra le 50 e più riunioni. "Uscita dal gruppo ristretto"?
Non sarà invece che il panorama linguistico delle istituzioni è ben più
articolato di quanto traspare da un'intervista un po' scandalistica? Il
professore escogita per le conferenze stampa una soluzione fantasiosa:
"turni che favoriscano ora questa ora quella lingua". Quindi, per dire, oggi
la conferenza stampa del commissario Frattini si tiene in estone, perché
così tocca, e poche storie. Scherzi a parte, il problema è serio, ed è vero
che il plurilinguismo delle istituzioni comunitarie è stato il risultato di
aggiustamenti organizzativi più che di un dibattito politico e culturale. Ma
il dibattito è reso difficile dall'inestricabile legame tra identità
linguistica e senso, anche malinteso, dello Stato nazionale, tipico della
storia europea. In altre parole, come nota Belardelli nella stessa pagina
sul Corsera, "il rapporto tra lingua e democrazia - dovrebbe declinarsi in
modi radicalmente nuovi", se non vogliamo, come fa il professor Sabatini,
partire dal lamento per una marginale perdita di terreno dell'italiano e
arrivare a deplorare un ministro degli Esteri non abbastanza "nazionalista".
Carlo Marzocchi
a***@virgilio.it
2005-02-22 18:26:02 UTC
Permalink
Ciao

Non capisco. Non mi sembra che l'articolo proponga soluzion. Che il "casus
belli" sia frutto della perdita di prestigio (economico) dell'Italia mi
sembra palese. Che quindi la risposta debba essere rivolta alle cause di
questa perdita di prestigio mi sembra ovvio. Ma non mi sembra giusto far
passare la cosa come un "lamento per una marginale perdita di terreno
dell'italiano" perche' e' di perdite marginali in perdite marginali che ci
si ritrova a dover sostenere colloqui di lavoro in inglese. In Italia.
Ci si trova insomma ad aver perso se stessi e la propria identita'. E non
credo di esagerare considerando la lingua il pilastro fondamentale di quest'
identita'.

Ciao
Antonio
Post by Cciovi
Post by a***@virgilio.it
Salve
Invio un lungo articolo, preso dal Corriere della sera, che riporta la
denuncia del presidente dell'Accademia della Crusca sulla questione della
cancellazione della nostra lingua in Europa. Mi piacerebbe aprire una
..................................
Post by Cciovi
Post by a***@virgilio.it
Ciao
Antonio
[...]
http://www.corriere.it/solferino/main_sever.shtml
L'italiano sta benone
Spiace che uno studioso come F. Sabatini Inanelli dica tante inesattezze
.....................................
Cingar
2005-02-22 18:59:47 UTC
Permalink
Post by a***@virgilio.it
Ciao
Non capisco. Non mi sembra che l'articolo proponga soluzion. Che il "casus
belli" sia frutto della perdita di prestigio (economico) dell'Italia mi
sembra palese. Che quindi la risposta debba essere rivolta alle cause di
questa perdita di prestigio mi sembra ovvio.
La principale causa della perdita di prestigio dell'italiano è che l'America
è stata colonizzata da spagnoli, inglesi e portoghesi. Se gli Stati Uniti o
il Messico li avessimo conquistati noi, questi piagnistei li farebbero
magari a Londra o a Madrid.

Che propone quel nazionalista di Sabatini, pronti via e andiamo a spezzare
le reni al Brasile? Non so...
Post by a***@virgilio.it
Ma non mi sembra giusto far
passare la cosa come un "lamento per una marginale perdita di terreno
dell'italiano" perche' e' di perdite marginali in perdite marginali che ci
si ritrova a dover sostenere colloqui di lavoro in inglese. In Italia.
E che c'è di male a dover sostenere colloqui di lavoro in inglese, se per
quel posto è richiesto che si conosca l'inglese?

A me fa più rabbia che nella *mia* ditta i colloqui di lavoro non si
facciano in inglese: lavoriamo con mezzo mondo e ci sono miei colleghi che
non sanno fare una telefonata in inglese. Ma che sperano, amercani, russi,
cinesi e indiani gli parlino in italiano? Magari anche con l'accento
brianzolo?
Post by a***@virgilio.it
Ci si trova insomma ad aver perso se stessi e la propria identita'.
Ma non è vero. La nostra identità è che siamo i parlanti della lingua che
sta circa al ventesimo posto in ordine d'importanza fra quelle del pianeta.

La 20ª posizione non è proprio niente male: insomma, vuol dire un essere
umano su cento è di lingua italiana, mica noccioline. La nostra lingua è in
una botte di ferro. Però, non possiamo pretendere che il resto del mondo ci
tratti come se occupassimo la 10ª o la 5ª posizione!

--
Cingar


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
a***@virgilio.it
2005-02-24 14:07:03 UTC
Permalink
Ciao
Post by Cingar
Post by a***@virgilio.it
Non capisco. Non mi sembra che l'articolo proponga soluzion. Che il "casus
belli" sia frutto della perdita di prestigio (economico) dell'Italia mi
sembra palese. Che quindi la risposta debba essere rivolta alle cause di
questa perdita di prestigio mi sembra ovvio.
La principale causa della perdita di prestigio dell'italiano è che l'America
è stata colonizzata da spagnoli, inglesi e portoghesi. Se gli Stati Uniti o
il Messico li avessimo conquistati noi, questi piagnistei li farebbero
magari a Londra o a Madrid.
Che propone quel nazionalista di Sabatini, pronti via e andiamo a spezzare
le reni al Brasile? Non so...
No. Il fatto e' che queste terre, conquistate da inglesi, spagnoli e
portoghesi, sono diventate indipendenti e hanno conquistato il primato
economico. Avessimo colonizzato "noi" l'America e non fossimo riusciti ad
ottenere lo stesso risultato in campo economico non so quale lingua si
sarebbe parlata oggi.
No nessuno pretende di spezzare niente a nessuno. Essere nazionalista non e'
in se' un fatto negativo.
Post by Cingar
Post by a***@virgilio.it
Ma non mi sembra giusto far
passare la cosa come un "lamento per una marginale perdita di terreno
dell'italiano" perche' e' di perdite marginali in perdite marginali che ci
si ritrova a dover sostenere colloqui di lavoro in inglese. In Italia.
E che c'è di male a dover sostenere colloqui di lavoro in inglese, se per
quel posto è richiesto che si conosca l'inglese?
A me fa più rabbia che nella *mia* ditta i colloqui di lavoro non si
facciano in inglese: lavoriamo con mezzo mondo e ci sono miei colleghi che
non sanno fare una telefonata in inglese. Ma che sperano, amercani, russi,
cinesi e indiani gli parlino in italiano? Magari anche con l'accento
brianzolo?
Hai ragione. Io pero' mi riferivo ai casi in cui l' inglese serve a poco o
niente. Casi che ovviamente sono la maggioranza.
Post by Cingar
Post by a***@virgilio.it
Ci si trova insomma ad aver perso se stessi e la propria identita'.
Ma non è vero. La nostra identità è che siamo i parlanti della lingua che
sta circa al ventesimo posto in ordine d'importanza fra quelle del pianeta.
No, non credo che definire un'identita' sia cosi' semplice. Il mio amico
Robert, statunitense d.o.c. conosce l'italiano, quindi "un parlante della
lingua che
sta circa al ventesimo posto", ma non posso dire di avere in comune con lui
"un'identita italiana". Siamo accomunati dall'essere "occidentali". La
nostra identita' in comune e' quella di occidentali.
Post by Cingar
La 20ª posizione non è proprio niente male: insomma, vuol dire un essere
umano su cento è di lingua italiana, mica noccioline. La nostra lingua è in
una botte di ferro. Però, non possiamo pretendere che il resto del mondo ci
tratti come se occupassimo la 10ª o la 5ª posizione!
No infatti. Ma perche', (e qui rispondo indirettamente anche ad Enrico C)
visto che nell'Unione siamo tra i padri fondatori, cassare l'Italiano?
Perche' non cassare l'inglese visto che non appartiene all'area Euro?
Ripeto, perdita di terreno dopo pedita di terreno, e ci si trova a tifare
Inghilterra ai prossimi mondiali!

Ciao Antonio
ADPUF
2005-02-22 00:32:45 UTC
Permalink
Post by a***@virgilio.it
che riporta la
denuncia del presidente dell'Accademia della Crusca sulla
questione della cancellazione della nostra lingua in
Europa. Mi piacerebbe aprire una discussione e sapere da
voi cosa fare, insomma avere dei suggerimenti per dare il
giusto peso al problema. Tra l'altro non credo che sia
passata la notizia in televisione.
Il fracasso che ne è seguito è la tipica risposta italiana
a fatti che al più disturbano il prestigio, la forma e
l'apparenza, mentre i fatti che riguardano la sostanza
restano ignoti.
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
Karla
2005-02-22 10:44:12 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Il fracasso che ne è seguito è la tipica risposta italiana
a fatti che al più disturbano il prestigio, la forma e
l'apparenza, mentre i fatti che riguardano la sostanza
restano ignoti.
A l'è tuta propaganda!
Cingar
2005-02-22 17:57:57 UTC
Permalink
Salve
Invio un lungo articolo, preso dal Corriere della sera, che riporta la
denuncia del presidente dell'Accademia della Crusca sulla questione della
cancellazione della nostra lingua in Europa. Mi piacerebbe aprire una
discussione e sapere da voi cosa fare, insomma avere dei suggerimenti per
dare il giusto peso al problema. Tra l'altro non credo che sia passata la
notizia in televisione.
Francamente, pensavo che questo Sabatini fosse una persona un po' più seria.

Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la Crusca sia diretta
da un somaro nazionalista convinto che a Cipro parlino il "cipriota"!

--
Cingar


--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Isoroku Yamamoto
2005-02-22 23:04:25 UTC
Permalink
Post by Cingar
Salve
Invio un lungo articolo, preso dal Corriere della sera, che riporta la
denuncia del presidente dell'Accademia della Crusca sulla questione della
cancellazione della nostra lingua in Europa. Mi piacerebbe aprire una
discussione e sapere da voi cosa fare, insomma avere dei suggerimenti per
dare il giusto peso al problema. Tra l'altro non credo che sia passata la
notizia in televisione.
Francamente, pensavo che questo Sabatini fosse una persona un po' più seria.
Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la Crusca sia diretta
da un somaro nazionalista convinto che a Cipro parlino il "cipriota"!
non parlano il cipriota? ;)
ADPUF
2005-02-23 00:15:00 UTC
Permalink
Post by Isoroku Yamamoto
Post by Cingar
Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la
Crusca sia diretta da un somaro nazionalista convinto che
a Cipro parlino il "cipriota"!
non parlano il cipriota? ;)
No, il cipriano.
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
Epimeteo
2005-02-23 06:09:22 UTC
Permalink
Post by ADPUF
Post by Isoroku Yamamoto
Post by Cingar
Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la
Crusca sia diretta da un somaro nazionalista convinto che
a Cipro parlino il "cipriota"!
non parlano il cipriota? ;)
No, il cipriano.
Adpuf, anche i sassi sanno che a Cipro parlano il ciprigno.

Ciao,
Epimeteo
franco antonelli
2005-02-23 11:38:03 UTC
Permalink
Post by Epimeteo
Post by ADPUF
Post by Isoroku Yamamoto
Post by Cingar
Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la
Crusca sia diretta da un somaro nazionalista convinto che
a Cipro parlino il "cipriota"!
non parlano il cipriota? ;)
No, il cipriano.
Adpuf, anche i sassi sanno che a Cipro parlano il ciprigno.
Ciao,
Epimeteo
io sono un sasso, anzi granito e a cipro ho sempre sentito parlare
l'incipriato,
ciao, franco
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Enrico C
2005-02-23 11:52:24 UTC
Permalink
Post by franco antonelli
Post by Epimeteo
Post by ADPUF
Post by Isoroku Yamamoto
Post by Cingar
Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la
Crusca sia diretta da un somaro nazionalista convinto che
a Cipro parlino il "cipriota"!
non parlano il cipriota? ;)
No, il cipriano.
Adpuf, anche i sassi sanno che a Cipro parlano il ciprigno.
Ciao,
Epimeteo
io sono un sasso, anzi granito e a cipro ho sempre sentito parlare
l'incipriato,
Io mangio da Cipriani, guardo film di Cipresco e leggo Cip&Ciop, ma non
uso cipria. Però uso creta. Sarò cretino?
--
Enrico C

"Fabbricare fabbricare fabbricare
Preferisco il rumore del mare"
franco antonelli
2005-02-23 13:33:28 UTC
Permalink
Post by Enrico C
Post by franco antonelli
Post by Epimeteo
Post by ADPUF
Post by Isoroku Yamamoto
Post by Cingar
Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la
Crusca sia diretta da un somaro nazionalista convinto che
a Cipro parlino il "cipriota"!
non parlano il cipriota? ;)
No, il cipriano.
Adpuf, anche i sassi sanno che a Cipro parlano il ciprigno.
Ciao,
Epimeteo
io sono un sasso, anzi granito e a cipro ho sempre sentito parlare
l'incipriato,
Io mangio da Cipriani, guardo film di Cipresco e leggo Cip&Ciop, ma non
uso cipria. Però uso creta. Sarò cretino?
evidentemente no, rassicurati, non farti venire complessi, sei solo
cretaceo e cretoso,
ciao, franco
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Colette
2005-02-23 15:54:22 UTC
Permalink
Post by franco antonelli
Post by Enrico C
Io mangio da Cipriani, guardo film di Cipresco e leggo Cip&Ciop, ma non
uso cipria. Però uso creta. Sarò cretino?
evidentemente no, rassicurati, non farti venire complessi, sei solo
cretaceo e cretoso,
Cretico........... cretacico... :-))
Ma no, cretese!

(Ricordi da Cnossos!)
Ciao.
--
Colette
ADPUF
2005-02-24 00:01:31 UTC
Permalink
Post by Enrico C
Io mangio da Cipriani, guardo film di Cipresco e leggo
Cip&Ciop, ma non uso cipria. Però uso creta. Sarò cretino?
I film di Cipresco? È un regista romeno?
--
pecunia non olet, sed scarseggiat semper
Andrea
2005-02-23 11:43:52 UTC
Permalink
Invitiamo tutti a firmare la petizione all'indirizzo web
http://www.petitiononline.com/italiano/petition.html


Con preghiera di pubblicazione: difendiamo l'Italiano nell'UE


La Commissione europea ha operato dei tagli sulle traduzione in
italiano dei lavori, ciò ha provocato disappunto e non poca rabbia.

L'italiano esce dal gruppo ristretto delle lingue stabili dell'Unione,
al quale appartengono l'inglese, il francese e il tedesco.

Riteniamo la decisione di discriminare l'Italiano una cosa
inaccettabile.

L'Italia è uno dei paesi fondatori dell'UE e la sua lingua non può e
non deve essere discriminata rispetto ad esempio all'inglese, al
francese o al tedesco.

Con questa petizione si chiede ufficialmente alla Commissione Europea,
tramite il suo Presidente Barroso, di riabilitare l'ITALIANO come
lingua ufficiale nell'Unione Europea.

Invitiamo tutti a firmare la petizione all'indirizzo web
http://www.petitiononline.com/italiano/petition.html

Andrea D'Ambra
Post by Epimeteo
Post by ADPUF
Post by Isoroku Yamamoto
Post by Cingar
Fa specie scoprire che un'istituzione importante come la
Crusca sia diretta da un somaro nazionalista convinto che
a Cipro parlino il "cipriota"!
non parlano il cipriota? ;)
No, il cipriano.
Adpuf, anche i sassi sanno che a Cipro parlano il ciprigno.
Ciao,
Epimeteo
Enrico C
2005-02-23 12:01:09 UTC
Permalink
Post by Andrea
Invitiamo tutti a firmare la petizione all'indirizzo web
http://www.petitiononline.com/italiano/petition.html
Con preghiera di pubblicazione: difendiamo l'Italiano nell'UE
Mhhh... Proverò a fare l'avvocato del diavolo... Scusatemi :)
Post by Andrea
La Commissione europea ha operato dei tagli sulle traduzione in
italiano dei lavori, ciò ha provocato disappunto e non poca rabbia.
Solo in Italia, mi sa.
Post by Andrea
L'italiano esce dal gruppo ristretto delle lingue stabili dell'Unione,
al quale appartengono l'inglese, il francese e il tedesco.
Con quali argomentazioni?
Post by Andrea
Riteniamo la decisione di discriminare l'Italiano una cosa
inaccettabile.
E perché si discrimina il polacco, allora?
Post by Andrea
L'Italia è uno dei paesi fondatori dell'UE
E' un motivo sufficiente?
Post by Andrea
e la sua lingua non può e
non deve essere discriminata rispetto ad esempio all'inglese, al
francese o al tedesco.
Quelle sono lingue internazionali, usate e conosciute molto più
dell'italiano.
Post by Andrea
Con questa petizione si chiede ufficialmente alla Commissione Europea,
tramite il suo Presidente Barroso, di riabilitare l'ITALIANO come
lingua ufficiale nell'Unione Europea.
Traduttori e interpreti costano e a pagare è il contribuente.

So bene che le ragioni del taglio sono probabilmente altre, politiche,
forse. Mi dispiace, certo, che non sia più usato l'italiano. Mi
dispiace perché sono italiano. Ma non riesco nemmeno a considerare
l'italiano come una lingua internazionale alla pari con inglese e
francese. Magari è per mia ignoranza, e invece l'italiano è più
conosciuto in Europa di quanto io possa sospettare. Nel caso, però, le
motivazioni della petizione dovrebbero spiegarlo. Le motivazioni
addotte finora, il fatto che l'Italia sia tra i paesi fondatori, non mi
sembrano molto forti.
Post by Andrea
Invitiamo tutti a firmare la petizione all'indirizzo web
http://www.petitiononline.com/italiano/petition.html
Auguri! :)
--
Enrico C

"Fabbricare fabbricare fabbricare
Preferisco il rumore del mare"
FB
2005-02-26 16:40:25 UTC
Permalink
On Wed, 23 Feb 2005 13:01:09 +0100, Enrico C wrote:

[...]
Post by Enrico C
So bene che le ragioni del taglio sono probabilmente altre, politiche,
forse. Mi dispiace, certo, che non sia più usato l'italiano. Mi
dispiace perché sono italiano. Ma non riesco nemmeno a considerare
l'italiano come una lingua internazionale alla pari con inglese e
francese. Magari è per mia ignoranza, e invece l'italiano è più
conosciuto in Europa di quanto io possa sospettare. Nel caso, però, le
motivazioni della petizione dovrebbero spiegarlo. Le motivazioni
addotte finora, il fatto che l'Italia sia tra i paesi fondatori, non mi
sembrano molto forti.
Ieri sentivo alla tv un politico del Parlamento europeo che diceva una cosa
per me sorprendente. Diceva che le lingue che i parlamentari sono tenuti a
conoscere sono l'inglese e il francese [1]. Beh, a quanto diceva questo
parlamentare, un giorno si è trovato sul suo banco un documento in tedesco,
e ha ordinato che venisse ritirato per essere distribuito in inglese o in
francese. Sosteneva che colpi bassi di questo tipo accadono continuamente.


[...]


[1] Se è vero, ma come cazzo fanno Borghezio e compagnia?


Ciao, FB
--
"It sounds appalling!"
"Interesting and appalling. The others just sound appalling!"
(Cold Comfort Farm, the film)
Cingar
2005-02-23 10:44:43 UTC
Permalink
Continua a leggere su narkive:
Loading...