Discussione:
Grafia svizzera
(troppo vecchio per rispondere)
Wolfgang
2021-01-01 13:01:14 UTC
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Ecco un esempio delle strane usanze grafiche svizzere:

http://lidate.ch/

Quale dei due accenti di Lìdatè ritenete quello più forte?

Ciao,
Wolfgang
Mad Prof
2021-01-01 13:05:05 UTC
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Post by Wolfgang
http://lidate.ch/
Quale dei due accenti di Lìdatè ritenete quello più forte?
Se, come immagino, è la fusione di "lì da te", lo pronuncerei lidaté.

Se è altro, non so.
--
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Giovanni Drogo
2021-01-01 19:56:27 UTC
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Post by Mad Prof
Post by Wolfgang
http://lidate.ch/
Quale dei due accenti di Lìdatè ritenete quello più forte?
Se, come immagino, è la fusione di "lì da te", lo pronuncerei lidaté.
Mah ... due accenti in una parola in italiano non esistono, specie se la
parola non esiste :-) ... e se e' un gioco su "lì da te", introduce pure
un errore, dato che il pronome personale di seconda non si scrive con
l'accento, a differenza dell'avverbio.

Dato che comunque nel nome del dominio gli accenti non ci potevano
andare, nel titolo avrebbero potuto trovare un artificio grafico
differente ... p.es scriverlo per esteso, magari con spazi bianchi
ridotti, o usare il camel case (LìDaTe) o usare il colore.
Mad Prof
2021-01-01 20:03:26 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Post by Mad Prof
Post by Wolfgang
http://lidate.ch/
Quale dei due accenti di Lìdatè ritenete quello più forte?
Se, come immagino, è la fusione di "lì da te", lo pronuncerei lidaté.
Mah ... due accenti in una parola in italiano non esistono, specie se la
parola non esiste :-) ... e se e' un gioco su "lì da te", introduce pure
un errore, dato che il pronome personale di seconda non si scrive con
l'accento, a differenza dell'avverbio.
Il primo accento è quello originale di lì. Il secondo è stato aggiunto
proprio per indicare la pronuncia corretta. È ovvio che non sia una grafia
che rispetta le regole dell'italiano, ma va preso per quello che è.
--
Sanity is not statistical
Klaram
2021-01-01 13:21:33 UTC
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Post by Wolfgang
http://lidate.ch/
Quale dei due accenti di Lìdatè ritenete quello più forte?
Mah, difficile a dirsi, perché è un gioco di parole tra: "lì da te", e
"l'italiano dal territorio".

Però, scritto attaccato, lìdatè, direi che il primo accento è meno
importante, perché se scrivo lidatè la pronuncia è molto simile a "lì
da te"; invece se scrivo lìdate cambia completamente.

k
valerio vanni
2021-01-01 13:40:56 UTC
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Post by Klaram
Post by Wolfgang
http://lidate.ch/
Quale dei due accenti di Lìdatè ritenete quello più forte?
Mah, difficile a dirsi, perché è un gioco di parole tra: "lì da te", e
"l'italiano dal territorio".
In entrambi i casi, metterei l'accento più forte in fondo (e la vocale sarebbe "é").

E se ci mettiamo in mezzo anche "li dàte"?
Wolfgang
2021-01-01 13:42:35 UTC
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Post by Wolfgang
http://lidate.ch/
Quale dei due accenti di Lìdatè ritenete quello più forte?
"lì da te", e "l'italiano dal territorio".
Però, scritto attaccato, lìdatè, direi che il primo accento è meno
importante, perché se scrivo lidatè la pronuncia è molto simile a
"lì da te"; invece se scrivo lìdate cambia completamente.
Un -tè con l'accento grave mi rammenta piuttosto una bevanda calda
di origine asiatica che il pronome personale, che ha la «e» chiusa.

Ciao,
Wolfgang
Voce dalla Germania
2021-01-01 14:23:24 UTC
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Un -tè con l'accento grave mi rammenta piuttosto una bevanda calda di
origine asiatica che il pronome personale, che ha la «e» chiusa.
Anche senza controllare sui dizionari di pronuncia: in toscano sarà
chiusa, ma in ticinese, parente stretto del milanese, è sicuramente
aperta. Visto che stiamo parlando di elvetismi ...
Wolfgang
2021-01-01 15:04:46 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Post by Wolfgang
Un -tè con l'accento grave mi rammenta piuttosto una bevanda calda
di origine asiatica che il pronome personale, che ha la «e» chiusa.
Anche senza controllare sui dizionari di pronuncia: in toscano sarà
chiusa, ma in ticinese, parente stretto del milanese, è sicuramente
aperta. Visto che stiamo parlando di elvetismi ...
Probabilmente i ticinesi sono anche quelli che scrivono «perchè»,
«ventitrè», «vicerè» ecc.

Ciao,
Wolfgang
Voce dalla Germania
2021-01-01 15:30:07 UTC
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Post by Wolfgang
Post by Voce dalla Germania
Post by Wolfgang
Un -tè con l'accento grave mi rammenta piuttosto una bevanda calda
di origine asiatica che il pronome personale, che ha la «e» chiusa.
Anche senza controllare sui dizionari di pronuncia: in toscano sarà
chiusa, ma in ticinese, parente stretto del milanese, è sicuramente
aperta. Visto che stiamo parlando di elvetismi ...
Probabilmente i ticinesi sono anche quelli che scrivono «perchè»,
«ventitrè», «vicerè» ecc.
Sicuramente rientrano fra quelli che pronunciano aperte quelle "e"
accentate, come i milanesi e molta gente a nord del Po, forse anche a
nord della famosa linea La Spezia-Rimini. Valerio, cosa ci dici?
Riguardo alla scrittura, generazioni di italofoni hanno imparato a
scuola a scrivere a mano un segnetto come accento, che l'insegnante può
interpretare come ´ o `, ma spesso è una lineetta orizzontale. Basta non
scrivere "perche"* o "vicere"*.
valerio vanni
2021-01-01 17:00:42 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Post by Wolfgang
Post by Voce dalla Germania
Anche senza controllare sui dizionari di pronuncia: in toscano sarà
chiusa
E' chiusa in tutta quell'area dove l'italiano si è sviluppato per via orale.
Post by Voce dalla Germania
ma in ticinese, parente stretto del milanese, è sicuramente
Post by Wolfgang
Post by Voce dalla Germania
aperta. Visto che stiamo parlando di elvetismi ...
Ticinese inteso come lingua locale o come variante regionale dell'italiano?
Post by Voce dalla Germania
Post by Wolfgang
Probabilmente i ticinesi sono anche quelli che scrivono «perchè»,
«ventitrè», «vicerè» ecc.
Sicuramente rientrano fra quelli che pronunciano aperte quelle "e"
accentate, come i milanesi e molta gente a nord del Po, forse anche a
nord della famosa linea La Spezia-Rimini. Valerio, cosa ci dici?
E' vero che molta gente al Nord parla così, ma è anche vero che gli accenti da questa gente vengono scritti come se fossero pronunciati da gente del centro italia.
Post by Voce dalla Germania
Riguardo alla scrittura, generazioni di italofoni hanno imparato a
scuola a scrivere a mano un segnetto come accento, che l'insegnante può
interpretare come ´ o `, ma spesso è una lineetta orizzontale. Basta non
scrivere "perche"* o "vicere"*.
Con la scrittura informatizzata però il problema si pone.
Voce dalla Germania
2021-01-02 09:34:35 UTC
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Post by valerio vanni
Post by Voce dalla Germania
Post by Wolfgang
Post by Voce dalla Germania
Anche senza controllare sui dizionari di pronuncia: in toscano sarà
chiusa
E' chiusa in tutta quell'area dove l'italiano si è sviluppato per via orale.
Ti riferisci alla distinzione tra i dialetti gallo-italici e gli altri?
In caso contrario, qual è la tua definizione di "quell'area dove
l'italiano si è sviluppato per via orale"?
Post by valerio vanni
Post by Voce dalla Germania
ma in ticinese, parente stretto del milanese, è sicuramente
Post by Wolfgang
Post by Voce dalla Germania
aperta. Visto che stiamo parlando di elvetismi ...
Ticinese inteso come lingua locale o come variante regionale dell'italiano?
In questo contesto credo che valga allo stesso modo per il dialetto
ticinese e l'italiano parlato nel Canton Ticino.
Post by valerio vanni
Post by Voce dalla Germania
Post by Wolfgang
Probabilmente i ticinesi sono anche quelli che scrivono «perchè»,
«ventitrè», «vicerè» ecc.
Sicuramente rientrano fra quelli che pronunciano aperte quelle "e"
accentate, come i milanesi e molta gente a nord del Po, forse anche a
nord della famosa linea La Spezia-Rimini. Valerio, cosa ci dici?
E' vero che molta gente al Nord parla così, ma è anche vero che gli accenti da questa gente vengono scritti come se fossero pronunciati da gente del centro italia.
Non capisco: chi intendi con "questa gente"?
Post by valerio vanni
Post by Voce dalla Germania
Riguardo alla scrittura, generazioni di italofoni hanno imparato a
scuola a scrivere a mano un segnetto come accento, che l'insegnante può
interpretare come ´ o `, ma spesso è una lineetta orizzontale. Basta non
scrivere "perche"* o "vicere"*.
Con la scrittura informatizzata però il problema si pone.
Certo, se la tastiera ha sia è che é. Se ha solo una e accentata, quasi
tutti useranno solo quella senza pensarci su. Se poi non ha lettere
accentate e bisogna fare manovre strane con Alt più vari numeri, quasi
tutti impareranno solo una delle due serie di numeri necessari, se su
quel computer non hanno i diritti necessari per installare una tastiera
virtuale italiana o non sanno come si fa.
Valerio Vanni
2021-01-02 15:49:08 UTC
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On Sat, 2 Jan 2021 10:34:35 +0100, Voce dalla Germania
Post by Voce dalla Germania
Post by valerio vanni
E' chiusa in tutta quell'area dove l'italiano si è sviluppato per via orale.
Ti riferisci alla distinzione tra i dialetti gallo-italici e gli altri?
In caso contrario, qual è la tua definizione di "quell'area dove
l'italiano si è sviluppato per via orale"?
Dal latino si sono sviluppate delle lingue per via orale, con una
trasmissione ininterrotta dai genitori ai figli. E nei secoli hanno
via via subito delle trasformazioni che hanno formato le lingue oggi
"ufficiali" delle nazioni (francese, italiano etc) e quelle che sono
rimaste lingue locali (milanese, romagnolo, siciliano etc).

Nell'italia centrale (la definizione che chiedi) c'è stata una trafila
ininterrotta dal latino all'italiano parlato oggi.
I bambini hanno imparato dai genitori (a loro volta istruiti dai nonni
etc) che "te" ha la vocale /e/.
Non perché "così dice un dizionario", perché quella parola lì ha
quella vocale lì. Come "cane" inizia con una /k/ e "pane" con una /p/.
E' il dizionario che prende atto che "lì si dice così"...

Fuori da quell'area, è mancata questa trasmissione. In quei secoli, si
sviluppavano altre lingue.
E quando è arrivato l'italiano lo ha fatto per via scritta, come
tipicamente avviene per le lingue adottate per decisione "politica".
Non sono andati i centroitaliani a insegnare la parlata, ognuno ha
fatto quel che poteva basandosi sulla grafia di quella lingua
straniera.

E infatti mancano quasi del tutto le opposizioni fonematiche delle
vocali.
Post by Voce dalla Germania
Post by valerio vanni
Post by Voce dalla Germania
ma in ticinese, parente stretto del milanese, è sicuramente
Post by Voce dalla Germania
aperta. Visto che stiamo parlando di elvetismi ...
Ticinese inteso come lingua locale o come variante regionale dell'italiano?
In questo contesto credo che valga allo stesso modo per il dialetto
ticinese e l'italiano parlato nel Canton Ticino.
In questo caso concordano, ma non è detto. Ci sono casi in cui
concordano l'italiano e la lingua locale (lingue sorelle), e fa
differenza l'italiano regionale.
Post by Voce dalla Germania
Post by valerio vanni
E' vero che molta gente al Nord parla così, ma è anche vero che gli accenti da questa gente vengono scritti come se fossero pronunciati da gente del centro >italia.
Non capisco: chi intendi con "questa gente"?
La gente del Nord italia, che dice /perkE/ ma scrive / perché/.
Post by Voce dalla Germania
Post by valerio vanni
Con la scrittura informatizzata però il problema si pone.
Certo, se la tastiera ha sia è che é.
Che è la situazione quasi onnipresente.

Chi usa una tastiera americana, oggi?
Anche se salta su qualcuno dicendo "io!", intendo "che percentuale di
scriventi?". E' una situazione del tutto marginale.

Tra l'altro, se uno usa quella gli mancano tutte le accentate, non
solo é.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Giovanni Drogo
2021-01-02 17:59:47 UTC
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Post by Valerio Vanni
E' il dizionario che prende atto che "lì si dice così"...
"Lì da te" come l'eponimo sito
Post by Valerio Vanni
Chi usa una tastiera americana, oggi?
Anche se salta su qualcuno dicendo "io!",
io, e la cerco !
Wolfgang
2021-01-02 11:28:14 UTC
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Post by Voce dalla Germania
[...]
Riguardo alla scrittura, generazioni di italofoni hanno imparato a
scuola a scrivere a mano un segnetto come accento, che l'insegnante
può interpretare come Ž o `, ma spesso è una lineetta orizzontale.
Basta non scrivere "perche"* o "vicere"*.
Usava fino all'inizio del '900 anche nei testi stampati
indistintamente l'accento grave per il solo fine di indicare la
posizione dell'accento, ma non il timbro della vocale tonica.

Ricordo ancora l'uso indistinto di un solo tipo di accento, in
questo caso di quello acuto, che si trovava nelle carte geografiche
della De Agostini. Ma non so come la casa editrice novarese accentui
oggidì i toponimi.

Ciao,
Wolfgang
Giovanni Drogo
2021-01-02 14:08:37 UTC
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Post by Wolfgang
Post by Voce dalla Germania
Riguardo alla scrittura, generazioni di italofoni hanno imparato a
scuola a scrivere a mano un segnetto come accento
infatti ! appartengo a tali generazioni
Post by Wolfgang
Usava fino all'inizio del '900 anche nei testi stampati
indistintamente l'accento grave per il solo fine di indicare la
posizione dell'accento, ma non il timbro della vocale tonica.
Per me e' durato anche dopo, i doppi accenti erano cose "da dizionario"

In antico (trovato in testi di Carlo Cattaneo ripubblicati di recente
con accentazione originaria) ho notato degli accenti "strani" (nel senso
di avere indicato saltuariamente accento tonico dove non necessario)
Post by Wolfgang
Ricordo ancora l'uso indistinto di un solo tipo di accento, in questo
caso di quello acuto, che si trovava nelle carte geografiche della De
Agostini. Ma non so come la casa editrice novarese accentui oggidì i
toponimi.
"accenti" (accentare) non "accentui" (accentuare).

Non so se la De Agostini mantenga la fama di un tempo. Potrei
controllare su carte del Touring Club Italiano ma non saprei cosi'0 a
mente quale toponimo cercare ... a occhio mi paiono tutti non accentati
incluso S.Pietro in Gu salvo gli ovvi casi come Viggiù e San Donà
Wolfgang
2021-01-02 16:23:47 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Post by Wolfgang
[...]
Usava fino all'inizio del '900 anche nei testi stampati
indistintamente l'accento grave per il solo fine di indicare la
posizione dell'accento, ma non il timbro della vocale tonica.
Per me e' durato anche dopo, i doppi accenti erano cose "da dizionario"
In antico (trovato in testi di Carlo Cattaneo ripubblicati di
recente con accentazione originaria) ho notato degli accenti
"strani" (nel senso di avere indicato saltuariamente accento
tonico dove non necessario)
Il segnaccento non è mai tassativo nell'interno delle parole. Ma
alle volte può essere utile per escludere delle ambiguità (ad
esempio per distinguere «subìto» participio perfetto da «sùbito»
avverbio) o per indicare l'accentuazione inconsueta di un nome
proprio (ad esempio Lùcia).
Post by Giovanni Drogo
Post by Wolfgang
Ricordo ancora l'uso indistinto di un solo tipo di accento,
in questo caso di quello acuto, che si trovava nelle carte
geografiche della De Agostini. Ma non so come la casa
editrice novarese accentui oggidì i toponimi.
"accenti" (accentare) non "accentui" (accentuare).
Grazie, sebbene si trovi sul Treccani alla voce «accentüare»
l'osservazione che «Il verbo si usa anche talora con il sign. di
accentare» (checche voglia dire «talora»).
Post by Giovanni Drogo
Non so se la De Agostini mantenga la fama di un tempo. Potrei
controllare su carte del Touring Club Italiano ma non saprei
cosi' a mente quale toponimo cercare ... a occhio mi paiono
tutti non accentati incluso S.Pietro in Gu salvo gli ovvi
casi come Viggiù e San Donà
Chiedo scusa per la mia descrizione incompleta dell'accentazione
deagostiniano. Va invece precisato che l'indistinto uso dell'accento
acuto si limitava all'interno dei toponimi, specie di quelli
sdruccioli (Módena, Génova ecc.), mentre sulle vocali finali toniche
si mettevano gli accenti voluti dalle regole della lingua italiana
(Cefalù, Canicattì ecc.)

Trovo però un po' ingannevoli gli accenti acuti di Módena e Génova,
visto che le vocali toniche di questi toponimi sono aperti.

Ciao,
Wolfgang
Valerio Vanni
2021-01-02 17:27:24 UTC
Permalink
Post by Wolfgang
Il segnaccento non è mai tassativo nell'interno delle parole. Ma
alle volte può essere utile per escludere delle ambiguità (ad
esempio per distinguere «subìto» participio perfetto da «sùbito»
avverbio) o per indicare l'accentuazione inconsueta di un nome
proprio (ad esempio Lùcia).
Lùcia? Dove l'hai trovato?

Io una volta ho incontrato il nome Èlia, che avevo interpretato come
Elìa visto che era scritto senza accento.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Wolfgang
2021-01-02 18:29:41 UTC
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Post by Valerio Vanni
Post by Wolfgang
Il segnaccento non è mai tassativo nell'interno delle parole. Ma
alle volte può essere utile per escludere delle ambiguità (ad
esempio per distinguere «subìto» participio perfetto da «sùbito»
avverbio) o per indicare l'accentuazione inconsueta di un nome
proprio (ad esempio Lùcia).
Lùcia? Dove l'hai trovato?
L'ho trovato anni fa su «l'Espresso» come nome di una giornalista il
cui cognome non ricordo. Ma ora, ripensandoci, non escludo che fosse
una portoghese o brasiliana.

Ciao,
Wolfgang
Klaram
2021-01-03 11:05:56 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
Lùcia? Dove l'hai trovato?
L'ho trovato anni fa su «l'Espresso» come nome di una giornalista il cui
cognome non ricordo. Ma ora, ripensandoci, non escludo che fosse una
portoghese o brasiliana.
L'avranno inteso come il femminile di Lùcio, anche se Lùcio e Lucìa si
corrispondono, o sarà solo uno spostamento di accento come in Natalìa e
Natàlia?

k
Valerio Vanni
2021-01-03 11:09:25 UTC
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Post by Klaram
L'ho trovato anni fa su «l'Espresso» come nome di una giornalista il cui
cognome non ricordo. Ma ora, ripensandoci, non escludo che fosse una
portoghese o brasiliana.
L'avranno inteso come il femminile di Lùcio, anche se Lùcio e Lucìa si
corrispondono, o sarà solo uno spostamento di accento come in Natalìa e
Natàlia?
Sarebbe sicuramente il femminile di Lùcio, ma non l'ho mai sentito
(così come non ho mai sentito Mària).
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
Giovanni Drogo
2021-01-03 13:01:35 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
L'ho trovato anni fa su «l'Espresso» come nome di una giornalista il cui
cognome non ricordo. Ma ora, ripensandoci, non escludo che fosse una
portoghese o brasiliana.
nel qual caso mi domando come lo pronuncino (lúsia o lusìa ? i cileni mi
pare usino l'ultima)
Post by Valerio Vanni
Sarebbe sicuramente il femminile di Lùcio, ma non l'ho mai sentito
(così come non ho mai sentito Mària).
Maria e' ebraico e NON e' il femminile di Mario che e' latino.

Su Lucia e Lucio non so ... il femminile da quando e' attestato ? non mi
pare di averlo sentito prima della santa omonima, mentre Lucius e'
attestato almeno dal sepolcro degli Scipioni di Lucio Cornelio Scipione
Barbato,
Wolfgang
2021-01-03 13:17:27 UTC
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Post by Giovanni Drogo
[...]
Su Lucia e Lucio non so ... il femminile da quando e' attestato ?
non mi pare di averlo sentito prima della santa omonima, mentre
Lucius e' attestato almeno dal sepolcro degli Scipioni di Lucio
Cornelio Scipione Barbato,
Alla voce «Lucia», Wikipedia dà questa spiegazione:

      Il cambio dell'accento, che ha portato alla forma
      italiana Lucìa, deriva dalla traduzione greca Lukìa

Non mi convince. Visto che c'è da sempre il nome Lùcio, non si
capisce perché si dovesse importarne dal greco la forma femminile.

Ciao,
Wolfgang
Giovanni Drogo
2021-01-03 19:30:13 UTC
Permalink
Post by Wolfgang
Post by Giovanni Drogo
Su Lucia e Lucio non so ... il femminile da quando e' attestato ?
non mi pare di averlo sentito prima della santa omonima
      Il cambio dell'accento, che ha portato alla forma
      italiana Lucìa, deriva dalla traduzione greca Lukìa
Non mi convince.
Infatti wikipedia la flagga "senza fonte". Potrebbe essere che la santa
omonima era siracusana, dunque Magna Grecia ? Anche perche', insisto,
avete presente qualche Lucia romana, precristiana ? Mentre di Lucii e'
pieno.

Klaram
2021-01-03 13:24:06 UTC
Permalink
L'ho trovato anni fa su «l'Espresso» come nome di una giornalista il cui
cognome non ricordo. Ma ora, ripensandoci, non escludo che fosse una
portoghese o brasiliana.
nel qual caso mi domando come lo pronuncino (lúsia o lusìa ? i cileni mi pare
usino l'ultima)
In spagnolo americano lo pronunciano Lusìa.
In portoghese Lùsia.

https://it.forvo.com/word/l%C3%BAcia/

k

k
Wolfgang
2021-01-03 13:41:25 UTC
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Post by Klaram
[...]
In spagnolo americano lo pronunciano Lusìa.
In portoghese Lùsia.
https://it.forvo.com/word/l%C3%BAcia/
Nei casi da te citati l'accento è sbagliato. Sia nello spagnolo, sia
nel portoghese ci vuole quello acuto, anziché quello grave.

Mentre nello spagnolo l'accento grave non esiste affatto, nel
portoghese usa, ma non in funzione di accento, bensì per indicare la
contrazione di due «a» atone, come in un italiano antiquato il
circonflesso indicava quella di due «i» atone.

Ciao,
Wolfgang
Mad Prof
2021-01-03 13:42:36 UTC
Permalink
Post by Klaram
In spagnolo americano lo pronunciano Lusìa.
Anche in Spagna.


--
Sanity is not statistical
Giovanni Drogo
2021-01-02 18:18:01 UTC
Permalink
Post by Wolfgang
Chiedo scusa per la mia descrizione incompleta dell'accentazione
deagostiniano. Va invece precisato che l'indistinto uso dell'accento
acuto si limitava all'interno dei toponimi
ah sospettavo ... non l'accento sulle finali (tronche). Purtroppo i
DeAgostini sono in luogo poco accessibile a differenza dei TCI (che NON
accentano le non-piane ... di certo non Genova ne' Modena nell'indice e
tantomeno sulle mappe dove sono in maiuscolo ... ah ma di DeAgostini
posso controllare il mitico Milione del 1959 che e' invecde sempre al
posto d'onore ... e confermo Genova e Modena non accentate nell'indice e
maiuscole sulla mappa)
Post by Wolfgang
Post by Giovanni Drogo
In antico (trovato in testi di Carlo Cattaneo ripubblicati di
recente con accentazione originaria) ho notato degli accenti
"strani" (nel senso di avere indicato saltuariamente accento
tonico dove non necessario)
Il segnaccento non è mai tassativo nell'interno delle parole. Ma alle
volte può essere utile per escludere delle ambiguità
indubbiamente tipo condomìni(i) e condòmini ecc.

Ma ho recuperato quel Cattaneo, che non e' la riedizione di una raccotla
di suoi scritti, ma delle citazioni in un libro di Dante Isella (che
data la qualita' dello studioso sicuramente riporta l'originale), e
trovo nelle prime due citazioni

àride
chilòmetri (questo appare piu' volte)
Vandèa
Tàuride
estràe
sùbito àngolo (le due parole di seguito)
Còrsico
dècimi
suppòngono
cùbici

A parte forse "sùbito" mi sembrano tutti "non necessari"
Voce dalla Germania
2021-01-02 22:41:17 UTC
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Post by Giovanni Drogo
Post by Wolfgang
Chiedo scusa per la mia descrizione incompleta dell'accentazione
deagostiniano. Va invece precisato che l'indistinto uso dell'accento
acuto si limitava all'interno dei toponimi
ah sospettavo ... non l'accento sulle finali (tronche). Purtroppo i
DeAgostini sono in luogo poco accessibile a differenza dei TCI (che NON
accentano le non-piane ... di certo non Genova ne' Modena nell'indice e
tantomeno sulle mappe dove sono in maiuscolo ...
Non so a cosa ti riferisci, ma l'Atlante Automobilistico del Touring
Club Italiano (vol. 1, Italia settentrionale) ereditato da mio padre,
copyright 1969, riporta chiaramente GÉNOVA e MÓDENA, scritti esattamente
come li ho copiati, accento e maiuscole compresi.
Klaram
2021-01-03 10:58:54 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Post by Giovanni Drogo
Post by Wolfgang
Chiedo scusa per la mia descrizione incompleta dell'accentazione
deagostiniano. Va invece precisato che l'indistinto uso dell'accento
acuto si limitava all'interno dei toponimi
ah sospettavo ... non l'accento sulle finali (tronche). Purtroppo i
DeAgostini sono in luogo poco accessibile a differenza dei TCI (che NON
accentano le non-piane ... di certo non Genova ne' Modena nell'indice e
tantomeno sulle mappe dove sono in maiuscolo ...
Non so a cosa ti riferisci, ma l'Atlante Automobilistico del Touring
Club Italiano (vol. 1, Italia settentrionale) ereditato da mio padre,
copyright 1969, riporta chiaramente GÉNOVA e MÓDENA, scritti esattamente
come li ho copiati, accento e maiuscole compresi.
Anche in Nomi D'Italia, De Agostini 2004, sono accentate Gènova e
Mòdena, ma con accento grave.
Ne accenta moltissimi, ma non tutti, ossia non esiste un criterio
sicuro.

k
Wolfgang
2021-01-03 11:22:29 UTC
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Post by Klaram
Post by Voce dalla Germania
[...]
Non so a cosa ti riferisci, ma l'Atlante Automobilistico del Touring
Club Italiano (vol. 1, Italia settentrionale) ereditato da mio
padre, copyright 1969, riporta chiaramente GÉNOVA e MÓDENA, scritti
esattamente come li ho copiati, accento e maiuscole compresi.
Anche in Nomi D'Italia, De Agostini 2004, sono accentate Gènova e
Mòdena, ma con accento grave.
Ne accenta moltissimi, ma non tutti, ossia non esiste un criterio
sicuro.
Comunque, nei due casi in questione l'uso dell'accento grave è già
un gran progresso rispetto all'accentazione riportata dalla Voce.

Sarebbe bello se Wikipedia indicasse tramite accenti la pronuncia
corretta dei lemmi riportati in tutti i casi di dubbio, cioè di
quelli che non siano piani o contengano un'«e» od «o» tonica.
Potremmo contribuirci tutti quanti, se non fossimo tanto pigri. :)

Ciao,
Wolfgang
Giovanni Drogo
2021-01-03 12:56:44 UTC
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Post by Voce dalla Germania
Post by Giovanni Drogo
ah sospettavo ... non l'accento sulle finali (tronche). Purtroppo i
DeAgostini sono in luogo poco accessibile a differenza dei TCI (che NON
accentano le non-piane ... di certo non Genova ne' Modena nell'indice e
tantomeno sulle mappe dove sono in maiuscolo ...
Mi riferivo a un atlante geografico Touring del 2006.
Post by Voce dalla Germania
Non so a cosa ti riferisci, ma l'Atlante Automobilistico del Touring
Club Italiano (vol. 1, Italia settentrionale) ereditato da mio padre,
copyright 1969, riporta chiaramente GÉNOVA e MÓDENA, scritti esattamente
come li ho copiati, accento e maiuscole compresi.
quello in tre volumi (anni 80 o 90 ?) e' riposto, ma l'ultimo Atlante
Stradale TCI in due volumi del 2003 effettivamente riporta Génova (e
anche Chiávari) maiuscoli con l'accento (non e' "esattamente" come mi
appare "GÉNOVA" nel post (ma potrebbe dipendere dal mio mailer) ossia la
E (od A) maiuscola accentata NON e' piu' bassa delle altre maiuscole
(cosa comune nei font da computer) ma alta come le altre con l'accento
collocato sopra (casualmente "in mare" quindi ben visibile).

Per Modena (e anche Réggio nell'Emilia) non ci posso giurare che
l'accento sia un accento o non sia invece un edificio, ma di certo nello
stesso quadro 30 vedo Nonántola e Traversétolo e anche Montécchio
(questi minuscoli e l'ultimo in font piu' piccolo).

Confermo comunque che Génova e Módena (e financo Gratosóglio) appaiono
accentati nell'indice.
Giovanni Drogo
2021-01-03 13:05:09 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Mi riferivo a un atlante geografico Touring del 2006.
l'ultimo Atlante Stradale TCI in due volumi del 2003
Sto anche controllando l'Annuario Generale dei comuni e delle frazioni
d'Italia del 1993, sempre TCI, e trovo GÈNOVA e MÒDENA (notare il
diverso senso dell'accento)
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