Discussione:
chi ha deciso la ... nonsocomesichiama delle lettere?
(troppo vecchio per rispondere)
Ammammata
2018-05-30 09:44:44 UTC
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cioè:

chi ha deciso che la 's' si scrive/pronuncia/rappresenta come 'esse'?

e perché la 'g' si dice 'gi' e non 'egge'?

o la 'z' non si dice 'zi'?
--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........
edi'®
2018-05-30 09:53:00 UTC
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Post by Ammammata
chi ha deciso che la 's' si scrive/pronuncia/rappresenta come 'esse'?
e perché la 'g' si dice 'gi' e non 'egge'?
o la 'z' non si dice 'zi'?
Il nome delle lettere cambia da lingua a lingua, naturalmente: ad
esempio la Z in greco si dice proprio "zi"

Non credo ci sia qualcuno che, un bel giorno, abbia deciso che nome dare
ad ogni singola lettera.

Leggo su wikipedia che
Circa l'origine dei nomi attuali è incontestabile che essi vengano dai
corrispettivi latini:

I nomi delle lettere vocaliche sono rimasti immutati e
corrispondono, come allora, alla lettera stessa e la pronuncia esprime
il medesimo valore fonologico che la lettera ha nella lingua parlata

Considerando, invece, solo le consonanti dell'alfabeto italiano, sono
rintracciabili due percorsi evolutivi:

I nomi delle lettere F, L, M, N, R, S, derivano dal nome latino
formato dalla lettera stessa posposta alla vocale e, e si sono poi
trasformate nell'attuale palindromo.
I nomi delle lettere B, C, D, G, P, T, derivano invece dal calco
latino formato sempre dalla lettera stessa anteposta alla vocale "-e",
che si è col tempo trasformata nell'attuale "-i"

Delle restanti lettere italiane alcune presentano più nomi ammissibili,
anche poco in uso:

Il nome della Q può essere scritto, oltre che come cu, anche come
qu[3], mantenendo inalterata la pronuncia; in merito v'è da rivelare che
il nome della lettera potrebbe non seguire alcuno degli schemi
precedenti, poiché in latino veniva utilizzata come variante della
lettere C per indicare il medesimo fonema, /k/, esclusivamente davanti
al suono /w/, non è strano dunque che abbia potuto assumere il relativo
nome proprio da questo uso consolidato.
La lettera V oltre a vu ammette come variante anche vi (anticamente
anch'esso declinato in ve); questa seconda forma è maggiormente diffusa
nelle parlate meridionali e settentrionali, e la prima in quelli
dell'Italia centrale, proprio perché di origine toscana[4]; anche in
questo caso l'origine del nome è attribuibile alle origini grafiche
della lettera: la V infatti veniva in latino utilizzata sia per indicare
il suono consonantico /v/ che quello vocalico /u/, poi indicato con la
lettera U.

E.D.
Giovanni Drogo
2018-05-30 16:03:45 UTC
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Post by edi'®
Non credo ci sia qualcuno che, un bel giorno, abbia deciso che nome
dare ad ogni singola lettera.
Beh perche' no ? In fin dei conti nel fenicio (poi credo seguito
dall'ebraico e non so bene per le altre lingue semitiche) ogni lettera
era un disegnino di qualcosa che aveva come iniziale quella lettera ...
alef era il bue, bet la casa, gimel credo il cammello ecc.

Evidentemente quei nomi che avevano un significato sono poi stati
calcati-storpiati dai greci in calchi fonetici privi di significato (ed
inoltre sono passati da una scrittura consonantica a una a vocali e
consonanti), quindi alfa, beta, gamma ...
Post by edi'®
Circa l'origine dei nomi attuali è incontestabile che essi vengano dai
Nessuno mi ha mai fatto imparare a compitare l'alfabeto in latino
(mentre e' stata una delle prime cose che mi hanno insegnato in inglese,
tedesco e russo), quindi chiedo

Che documentazione abbiamo di come compitassero gli antichi romani, di
quando tale compitazione sia nata con la trasformazione dall'alfabeto
greco a quello latino, e se vi siano state modifiche storiche (p.es. nel
latino ecclesiastico) ?
Post by edi'®
I nomi delle lettere vocaliche sono rimasti immutati
AEIOU

e direi che sono tali credo in ogni lingua che le usi e le pronunci
uniformemente, salvo l'inglese
Post by edi'®
Considerando, invece, solo le consonanti dell'alfabeto italiano, sono
BCDGPTV e FLMNRS

perche' DUE percorsi "regolari" o "regolarizzati", e perche' con quella
scelta ?

Ho aggiunto V (che per me e' vi) alla prima lista, anche se sono
disposto ad ammettere sia una regolarizzazione di un tardo vu residuo
della confusione tra i segni grafici V ed U.
Post by edi'®
Il nome della Q può essere scritto,
La lettera V oltre a vu ammette come variante anche vi
qui sicuramente vi sono gli effetti citati di "attrazione" della U

Le rimanenti HJKQWXYZ non sono poche

alcune sono percepite come "varianti" di altre (i lunga, vi doppia)

altre sono rimaste, presumo, invariate dal greco antico (kappa ipsilon
zeta ... fra l'altro anche nel greco c'era qualche caso di
"regolarizzazione", beta eta theta zeta tutti in -eta, pi fi psi chi csi
tutti in -i ...

acca e ics sono casi curiosi

La domanda e' perche' non tutti i casi si siano "regolarizzati" (se la
mucca fa mu perche' il merlo non fa me ?)
--
https://www.fare.progressi.org/petitions/io-sto-con-mattarella-1
Giovanni Drogo
2018-05-30 16:11:59 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
La domanda e' perche' non tutti i casi si siano "regolarizzati"
introduciamo una ulteriore perturbazione e compitiamo il cirillico

a be ve ghe de je (jo) zhe /ze/ i (i kratkoe) ka el em en o pe er
es te u ef kha ze ce scia s-cia (tviordij znak) y (miagkij znak) (E
aperta) ju ja

qualche regolarizzazione in piu' ma sempre diverse linee
--
https://www.fare.progressi.org/petitions/io-sto-con-mattarella-1
*GB*
2018-05-30 19:27:54 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
introduciamo una ulteriore perturbazione e compitiamo il cirillico
a be ve ghe de je (jo) zhe /ze/ i (i kratkoe) ka el em en o pe er
es te u ef kha ze ce scia s-cia (tviordij znak) y (miagkij znak) (E
aperta) ju ja
Il cirillico è un pastrocchio creato da due dilettanti in linguistica
(analogamente all'esperanto).

Bye,

*GB*
Giovanni Drogo
2018-05-31 09:15:27 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Giovanni Drogo
introduciamo una ulteriore perturbazione e compitiamo il cirillico
Il cirillico è un pastrocchio creato da due dilettanti in linguistica
dal punto di vista della compitazione, quella attuale del cirillico
russo non mi pare dissimile da quella che mi avete riportata del latino,
o dell'italiano (con le "due linee" che avete validamente giustificato
... anche se non vedo motivi ostativi per dire a bi ci di e fi gi hi i
ki li mi ni o pi [kui] ri si ti u vi xi zi, o se e e' per quella anche a
ba cia da e fa gia ha i ka la ma na o pa [kua] ra sa ta u va xa za ...
la "lettera d'appoggio" potrebbe essere una qualsiasi vocale in
posizione posteriore)

Sul dilettantismo dei buoni Cirillo e Metodio non mi pronuncio, anche
perche' gli attuali cirillici hanno avuto una notevole evoluzione
grafica rispetto all'originale (non dissimilmente dall'alfabeto latino).

Probabilmente dilettantismo non diverso da altri inventori di scritture
che sono noti (dal georgiano all'hnagul al buon Sequoia irochese che
forse li batte tutti) o anche ignoti.

Essenzialmente mi lascia sempre perplesso il fatto che si voglia
inventare una scrittura ad hoc per una data lingua (p.es. armeno o
georgiano che seguono l'ordine semiticp-greco-latino con grafica del
tutto diversa; oppure tutte le scritture "indiane" che seguono un altro
schema con grafiche assai diverse dal devanagari all'orissa al tibetano
ecc.)

Mi paiono piu' razionali le soluzioni di aggiungere a una scrittura base
una serie di digrammi o trigrammi (sc- sh- etc.), o di diacritici, o al
limite di caratteri addizionali ... piuttosto che di inventare una
grafica ex novo, magari con riutilizzi "discrepanti" di simboli presenti
in altre scritture (siano "nativi" che dovuti a convergenze a
posteriori)
Post by *GB*
(analogamente all'esperanto).
Qui probabilmente si, ma una "limgua a tavolino" forse dovrebbe essere
solo un divertimento
--
https://www.fare.progressi.org/petitions/io-sto-con-mattarella-1
*GB*
2018-06-01 00:08:57 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
dal punto di vista della compitazione, quella attuale del cirillico
russo non mi pare dissimile da quella che mi avete riportata del latino,
o dell'italiano (con le "due linee" che avete validamente giustificato
... anche se non vedo motivi ostativi per dire a bi ci di e fi gi hi i
ki li mi ni o pi [kui] ri si ti u vi xi zi, o se e e' per quella anche a
ba cia da e fa gia ha i ka la ma na o pa [kua] ra sa ta u va xa za ...
la "lettera d'appoggio" potrebbe essere una qualsiasi vocale in
posizione posteriore)
Dici bene. Ma le lettere latine vengono da quelle etrusche, che a loro
volta vengono da quelle dell'alfabeto greco di Cuma. Presumibilmente gli
etruschi consideravano assurdi i nomi senza senso alfa, beta, gamma,
delta, e quindi preferivano cercare di pronunciare il suono puro di ogni
lettera, che per loro era a, b@, k@, d@ ... Le continue le pronunciavano
possibilmente come tali, e quindi: f o al più @f. I Romani, pur potendo
accettare una -e finale pronunciata come schwa (vedi il vocativo Marce
Tulli /mark@ tul:i/), non la potevano accettare in posizione iniziale,
quindi le cambiarono tutte in "e".
Post by Giovanni Drogo
Essenzialmente mi lascia sempre perplesso il fatto che si voglia
inventare una scrittura ad hoc per una data lingua (p.es. armeno o
georgiano che seguono l'ordine semiticp-greco-latino con grafica del
tutto diversa; oppure tutte le scritture "indiane" che seguono un altro
schema con grafiche assai diverse dal devanagari all'orissa al tibetano
Mi paiono piu' razionali le soluzioni di aggiungere a una scrittura base
una serie di digrammi o trigrammi (sc- sh- etc.), o di diacritici, o al
limite di caratteri addizionali  ... piuttosto che di inventare una
grafica ex novo, magari con riutilizzi "discrepanti" di simboli presenti
in altre scritture (siano "nativi" che dovuti a convergenze a posteriori)
Era proprio quello che volevo dire, ma mi sono spiegato male, scusami.
Che reale praticità aveva storpiare la lettera ebraica Šin ש in Ш per
rendere il suono di S palatale, quando si poteva usare l'alfabeto latino
e scrivere Š come in ceco o sloveno, oppure SH come in inglese?
Post by Giovanni Drogo
Post by *GB*
(analogamente all'esperanto).
Qui probabilmente si, ma una "limgua a tavolino" forse dovrebbe essere
solo un divertimento
Y'AI'NG'NGAH YOG-SOTHOTH H'EE-L'GEB F'AI THRODOG UAAAH (H.P. Lovecraft)

Orrenda, vero? Questa è più bella:

Esram, tam so tali so tudam dai telpilshami?
Atelpilshamo dil, diliam.

https://books.google.it/books?id=XSGoMwQxPOEC&pg=PT146

Bye,

*GB*
Giovanni Drogo
2018-06-01 09:29:21 UTC
Permalink
Post by *GB*
Esram, tam so tali so tudam dai telpilshami?
De len nki ra poet a te gut de nu
B.B.
2018-05-30 17:11:49 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Che documentazione abbiamo di come compitassero gli antichi romani, di
quando tale compitazione sia nata con la trasformazione dall'alfabeto
greco a quello latino, e se vi siano state modifiche storiche (p.es. nel
latino ecclesiastico) ?
Mi sembra di ricordare che qualche antica tavola alfabetica contenente i
nomi latini di almeno alcune lettere sia stata preservata; inoltre pare
che siano menzionati anche dai testi dei grammatici latini che ci sono
pervenuti.
Post by Giovanni Drogo
AEIOU
e direi che sono tali credo in ogni lingua che le usi e le pronunci
uniformemente, salvo l'inglese
Direi che anche l'inglese pronuncia i nomi delle vocali in modo sensato,
però secondo le proprie regole fonetiche per cui la A in pronuncia
enfatica è diventata "ei", eccetera.

(Allo stesso modo, il nome della lettera E in francese si pronuncia come
uno schwa, secondo le regole fonetiche francesi.)
Post by Giovanni Drogo
BCDGPTV e FLMNRS
perche' DUE percorsi "regolari" o "regolarizzati", e perche' con quella
scelta ?
(V andrebbe messa tra le vocali insieme alla J)

L'unica cosa chiara è che i due diversi percorsi corrispondono a
consonanti occlusive e consonanti continue. Probabilmente si voleva
pronunciare ogni lettera con il proprio suono naturale, ma per le
occlusive ciò non è possibile, quindi si aggiungeva "e" posposta. Le
consonanti continue possono invece essere pronunciate anche isolate, ma
a un certo punto la pronuncia si è evoluta naturalmente aggiungendo una
"e" anteposta. Insomma, l'origine è la stessa, ma la "e" sarebbe stata
aggiunta in due momenti storici diversi e, forse per ragioni diverse
(consapevolmente per le occlusive, e in modo inconsapevole per le continue).
Post by Giovanni Drogo
Le rimanenti HJKQWXYZ  non sono poche
(X sembra avere seguito lo stesso percorso delle consonanti continue,
perché è possibile pronunciarla in modo isolato)

Di queste consonanti, le uniche che facevano parte del vero alfabeto
latino sono H, K, Q. K e Q erano varianti della C utilizzate
frequentemente davanti alle lettere A e U (talvolta la Q anche davanti a
O), da cui i nomi KA e QU. Siccome poi la K è stata quasi del tutto
sostituita dalla C, il nome "kappa" risale a tempi più recenti, quando è
stata reintrodotta negli alfabeti di lingue diverse dal latino, e il suo
nome originale era stato dimenticato.

(Ma perché tre lettere diverse per il suono /k/? Chissà: forse nel
latino arcaico la pronuncia era /k/ soltanto davanti alla A, mentre
davanti alla E e alla I si aveva una pronuncia leggermente
palatalizzata, e davanti alla O e alla U una leggermente labializzata.)

Il nome della H pare fosse "ha". Siccome l'aspirazione, pur essendo
continua, è difficile da pronunciare in isolamento (e anche alla fine),
avrebbe potuto essere inserita nella serie delle occlusive: ma in quel
caso, il suo nome avrebbe dovuto essere "he". Il motivo per cui non fu
così rimarrà per sempre un enigma.

--bb
*GB*
2018-05-30 19:36:24 UTC
Permalink
Post by B.B.
L'unica cosa chiara è che i due diversi percorsi corrispondono a
consonanti occlusive e consonanti continue. Probabilmente si voleva
pronunciare ogni lettera con il proprio suono naturale, ma per le
occlusive ciò non è possibile, quindi si aggiungeva "e" posposta. Le
consonanti continue possono invece essere pronunciate anche isolate, ma
a un certo punto la pronuncia si è evoluta naturalmente aggiungendo una
"e" anteposta. Insomma, l'origine è la stessa, ma la "e" sarebbe stata
aggiunta in due momenti storici diversi e, forse per ragioni diverse
(consapevolmente per le occlusive, e in modo inconsapevole per le continue).
Non ti avevo letto prima di rispondere la stessa cosa io.
Post by B.B.
(X sembra avere seguito lo stesso percorso delle consonanti continue,
perché è possibile pronunciarla in modo isolato)
Giusto. Ma avrebbe dovuto essere ecs, per questo ho supposto l'influenza
di csi.
Post by B.B.
(Ma perché tre lettere diverse per il suono /k/? Chissà: forse nel
latino arcaico la pronuncia era /k/ soltanto davanti alla A, mentre
davanti alla E e alla I si aveva una pronuncia leggermente
palatalizzata, e davanti alla O e alla U una leggermente labializzata.)
Molti pensano che fosse come hai supposto.
Post by B.B.
Il nome della H pare fosse "ha". Siccome l'aspirazione, pur essendo
continua, è difficile da pronunciare in isolamento (e anche alla fine),
avrebbe potuto essere inserita nella serie delle occlusive: ma in quel
caso, il suo nome avrebbe dovuto essere "he". Il motivo per cui non fu
così rimarrà per sempre un enigma.
Non mi sembra affatto difficile da pronunciare in isolamento: basta
esalare a bocca aperta. E giusto la bocca aperta può spiegare perché
alla fine ci abbiano aggiunto una "a".

Bye,

*GB*
posi
2018-06-02 17:48:08 UTC
Permalink
Post by B.B.
(Ma perché tre lettere diverse per il suono /k/? Chissà: forse nel
latino arcaico la pronuncia era /k/ soltanto davanti alla A, mentre
davanti alla E e alla I si aveva una pronuncia leggermente
palatalizzata, e davanti alla O e alla U una leggermente labializzata.)
Nel secondo caso, più che labializzata io direi "uvularizzata".
Cioè il suono /k/ davanti a E e I si solleva leggermente in direzione
della palatale /c/ mentre davanti alla O e alla U si abbassa verso
l'uvulare /q/. Trattandosi di tre allofoni dello stesso fonema non aveva
alcun senso usare tre lettere diverse.

Ad ogni modo, mi sembra che queste tre diverse realizzazioni di /k/ a
seconda della vocale seguente ci siano ancora oggi. Se ne era parlato in
un thread qualche anno fa.
*GB*
2018-06-02 21:22:55 UTC
Permalink
Post by posi
Nel secondo caso, più che labializzata io direi "uvularizzata".
Cioè il suono /k/ davanti a E e I si solleva leggermente in direzione
della palatale /c/ mentre davanti alla O e alla U si abbassa verso
l'uvulare /q/.
Sì, ma come puoi escludere che in latino arcaico la C non suonasse
davvero /c/ e la Q davvero /q/?

Inoltre forse la Q era una consonante labiovelare, la cui articolazione
implica anche le labbra a P (così come Q è graficamente una via di mezzo
tra C e P).
Post by posi
Trattandosi di tre allofoni dello stesso fonema non aveva
alcun senso usare tre lettere diverse.
Nel caso che non esistessero coppie minime, dici bene. Ma se esistevano?

Bye,

*GB*
posi
2018-06-04 16:07:25 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by posi
Nel secondo caso, più che labializzata io direi "uvularizzata".
Cioè il suono /k/ davanti a E e I si solleva leggermente in direzione
della palatale /c/ mentre davanti alla O e alla U si abbassa verso
l'uvulare /q/.
Sì, ma come puoi escludere che in latino arcaico la C non suonasse
davvero /c/ e la Q davvero /q/?
Non lo escluderei.
Post by *GB*
Inoltre forse la Q era una consonante labiovelare, la cui articolazione
implica anche le labbra a P (così come Q è graficamente una via di mezzo
tra C e P).
Posso capire l'ipotesi della labiovelare in relazione alle radici
indoeuropee, ma la giustificazione grafica mi sembra poco convincente.
Post by *GB*
Post by posi
Trattandosi di tre allofoni dello stesso fonema non aveva alcun senso
usare tre lettere diverse.
Nel caso che non esistessero coppie minime, dici bene. Ma se esistevano?
Se esistevano allora si spiegherebbe il motivo per cui si sentiva
l'esigenza di usare lettere diverse. Infatti è molto strano che i
parlatori di una lingua riescano a sentire la differenza tra due suoni
che in quella lingua sono allofoni. Però per dimostrare che esistono
bisogna trovarle.
*GB*
2018-06-04 18:48:56 UTC
Permalink
Post by posi
Post by *GB*
Nel caso che non esistessero coppie minime, dici bene. Ma se esistevano?
Se esistevano allora si spiegherebbe il motivo per cui si sentiva
l'esigenza di usare lettere diverse. Infatti è molto strano che i
parlatori di una lingua riescano a sentire la differenza tra due suoni
che in quella lingua sono allofoni. Però per dimostrare che esistono
bisogna trovarle.
E' vero, ma non dimenticare che l'alfabeto latino è intermediato da
quello etrusco. Forse quelle coppie minime esistevano in etrusco, dove
C, K e Q erano lettere distinte:

https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_etrusca#Alfabeto

Lì alla Q dànno il suono /q/, mentre a C e K attribuiscono il suono /k/
ma non saprei se abbiano prove che C non rappresentasse il suono /c/.

Bye,

*GB*
posi
2018-06-08 16:59:34 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by posi
Post by *GB*
Nel caso che non esistessero coppie minime, dici bene. Ma se esistevano?
Se esistevano allora si spiegherebbe il motivo per cui si sentiva
l'esigenza di usare lettere diverse. Infatti è molto strano che i
parlatori di una lingua riescano a sentire la differenza tra due suoni
che in quella lingua sono allofoni. Però per dimostrare che esistono
bisogna trovarle.
E' vero, ma non dimenticare che l'alfabeto latino è intermediato da
quello etrusco. Forse quelle coppie minime esistevano in etrusco, dove
https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_etrusca#Alfabeto
Lì alla Q dànno il suono /q/, mentre a C e K attribuiscono il suono /k/
ma non saprei se abbiano prove che C non rappresentasse il suono /c/.
Lettere distinte lo sono anche in italiano e latino. Riguardo alla loro
esatta pronuncia e all'esistenza o meno di coppie minime non mi pare si
possa dire molto. I testi che abbiamo a disposizione sono pochi e brevi.
Tant'è che la stessa wikipedia inglese addirittura mette tutte e tre le
lettere come [k].

*GB*
2018-05-30 19:23:39 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Nessuno mi ha mai fatto imparare a compitare l'alfabeto in latino
Eccolo, leggi la riga Latin pronunciation (IPA):

https://en.wikipedia.org/wiki/Latin_script#Classical_Latin_alphabet

Latin pronunciation (IPA)
aː beː keː deː eː ɛf ɡeː haː iː kaː ɛl ɛm ɛn
oː peː kuː ɛr ɛs teː uː iks iːˈɡraɪka ˈdzeːta
Post by Giovanni Drogo
BCDGPTV e FLMNRS
perche' DUE percorsi "regolari" o "regolarizzati", e perche' con quella
scelta ?
In latino classico le esplosive BCDGPT suonavano be ke de ghe pe te.

Invece le consonanti fricative, liquide e nasali (che potevano, volendo,
suonare anche senza vocali) FLMNRS suonavano ef el em en er es.

Forse la ragione di ciò è che all'inizio avevano provato a pronunciarle
senza vocali, ma essendo impossibile nella prima serie e difficile nella
seconda, ne sono venute fuori quelle forme.
Post by Giovanni Drogo
Ho aggiunto V (che per me e' vi) alla prima lista,
Non va. In latino classico V era usata per la vocale "u". Anche per la
sua forma consonantica /w/, ma questo valeva anche per "i" /j/.
Post by Giovanni Drogo
Le rimanenti HJKQWXYZ  non sono poche
J e W sono invenzioni germaniche. Y e Z vengono dal greco. Quindi, a
parte X che aveva suono doppio /ks/, le eccezioni a quanto sopra sono H
(ha invece di eh che si sarebbe facilmente dileguato in e), ka e qu (per
distinguerle da ce /ke/).
Post by Giovanni Drogo
acca e ics sono casi curiosi
Ics sembra una metatesi di csi. Acca sembra la fusione della sequenza ha ka.

Bye,

*GB*
Mad Prof
2018-05-30 19:43:44 UTC
Permalink
Post by *GB*
In latino classico le esplosive BCDGPT suonavano be ke de ghe pe te.
Sarà per questo che l’aBECEdario si chiama così e non aBICIdario…?
--
Sanity is not statistical
*GB*
2018-05-30 20:32:54 UTC
Permalink
Post by Mad Prof
Post by *GB*
In latino classico le esplosive BCDGPT suonavano be ke de ghe pe te.
Sarà per questo che l’aBECEdario si chiama così e non aBICIdario…?
Probabilmente. Vedi:

http://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/ABBECEDARIO/

abbecedàrio (non com. abecedàrio) agg. e s. m. [dal lat. tardo
abecedarius, abecedarium, dal nome delle prime quattro lettere
dell’alfabeto].

Bye,

*GB*
Klaram
2018-05-31 09:30:29 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Mad Prof
Post by *GB*
In latino classico le esplosive BCDGPT suonavano be ke de ghe pe te.
Sarà per questo che l’aBECEdario si chiama così e non aBICIdario…?
http://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/ABBECEDARIO/
abbecedàrio (non com. abecedàrio) agg. e s. m. [dal lat. tardo
abecedarius, abecedarium, dal nome delle prime quattro lettere
dell’alfabeto].
L'abecedarium era l'alfabeto; l'abecedarius era l'aggettivo e anche
colui che stava imparando l'alfabeto o chi era agli inizi.

Su abbecedario e abecedario abbiamo parlato a iosa. Siccome a me piace
di più il secondo, considero il primo un toscanismo.

k
Roger
2018-05-31 10:05:22 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Mad Prof
Post by *GB*
In latino classico le esplosive BCDGPT suonavano be ke de ghe pe te.
Sarà per questo che l’aBECEdario si chiama così e non aBICIdario…?
http://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/ABBECEDARIO/
abbecedàrio (non com. abecedàrio) agg. e s. m. [dal lat. tardo
abecedarius, abecedarium, dal nome delle prime quattro lettere
dell’alfabeto].
L'abecedarium era l'alfabeto; l'abecedarius era l'aggettivo e anche colui
che stava imparando l'alfabeto o chi era agli inizi.
Su abbecedario e abecedario abbiamo parlato a iosa. Siccome a me piace di
più il secondo, considero il primo un toscanismo.
Collodi scrive Abbecedario.
Ecco il titolo, copincollato, del capitolo VIII:

/Geppetto rifà i piedi a Pinocchio, e vende la propria casacca
per comprargli l’Abbecedario/

Tra l'altro, curiosamente, Collodi scrive "Abbecedario" sempre con
l'iniziale maiuscola.
--
Ciao,
Roger
--
Coraggio, il meglio è passato (Ennio Flaiano)
Wolfgang
2018-05-31 05:43:52 UTC
Permalink
Post by *GB*
[...]
J e W sono invenzioni germaniche.
È invenzione germanica la sola W. La J risale invece, come anche la
V, all'umanista italiano Gian Giorgio Trìssino (1478-1550) oppure,
secondo alcuni, al filosofo francese Pietro Ramo (1515-1572).
Post by *GB*
[...]
Ics sembra una metatesi di csi.
La X si chiamava inizialmente «ex». Ma dopo in antichità i suoni di
X e S erano più o meno confluiti, si rimediava alla confusione con
il nome della S, che era «es», ribattezzandola «ix».

Ciao,
Wolfgang
*GB*
2018-05-31 06:13:04 UTC
Permalink
Post by *GB*
J e W sono invenzioni germaniche.
È invenzione germanica la sola W. La J risale invece, come anche la V,
Vorrai dire come anche la U. Prima era V,u poi sdoppiarono in V,v e U,u.

Comunque la J si è mantenuta in francese e nelle lingue germaniche,
mentre recentemente è scomparsa in italiano.
Post by *GB*
Ics sembra una metatesi di csi.
La X si chiamava inizialmente «ex». Ma dopo in antichità i suoni di X e
S erano più o meno confluiti, si rimediava alla confusione con il nome
della S, che era «es», ribattezzandola «ix».
Buono a sapersi. Noto che in inglese è nuovamente "ex", come vediamo in
questa tabella dove sono date anche le denominazioni latine:

https://en.wikipedia.org/wiki/English_alphabet#Letters

Lì dànno anche l'evoluzione /haː/ > /ˈaha/ > /ˈakːa/

Bye,

*GB*
Wolfgang
2018-05-31 11:40:48 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Wolfgang
Post by *GB*
J e W sono invenzioni germaniche.
È invenzione germanica la sola W. La J risale invece, come anche
la V, all'umanista italiano Gian Giorgio Trìssino (1478-1550)
oppure, secondo alcuni, al filosofo francese Pietro Ramo (1515-1572).
Vorrai dire come anche la U.
No. Ho voluto dire che la sola W è invenzione germanica mentre sia
la J sia la V risalgono all'umanista italiano Gian Giorgio Trìssino
oppure al filosofo francese Pietro Ramo.
Post by *GB*
Prima era V,u poi sdoppiarono in V,v e U,u.
Sì, ma codesto sviluppo che precedeva la creazione della W non ha
nulla a che vedere con l'invenzione delle lettere J e V nel
Cinquecento, di cui sopra.
Post by *GB*
Comunque la J si è mantenuta in francese e nelle lingue germaniche,
mentre recentemente è scomparsa in italiano.
Post by Wolfgang
Post by *GB*
Ics sembra una metatesi di csi.
La X si chiamava inizialmente «ex». Ma dopo in antichità i suoni
di X e S erano più o meno confluiti, si rimediava alla confusione
con il nome della S, che era «es», ribattezzandola «ix».
Buono a sapersi. Noto che in inglese è nuovamente "ex", come vediamo
https://en.wikipedia.org/wiki/English_alphabet#Letters
Lì dànno anche l'evoluzione /ha:/ > /ˆ'aha/ > /'ˆak:a/
Secondo Traina (*) la H era un segno di aspirazione solo in
posizione iniziale di parola mentre in posizione intervocalica era
muta, cosicché «mihi» e «nihil» suonavano come «mi» e «nil». La
grafia e la relativa pronuncia «michi» e «nichil» (cfr. l'italiano
«annichilare») sarebbero invece tardo-antiche e medievali, nate da
un ipercorrettismo scolastico.

Ciò mi sembra affermare bene lo sviluppo del nome «acca» da te citato.

Ciao,
Wolfgang

__________________
(*) G. Traina e G.B. Perini: «Propedeutica al latino universitario»,
Bologna 1992, pp. 56,57
B.B.
2018-05-31 16:10:03 UTC
Permalink
Secondo Traina (*) la H era un segno di aspirazione solo in posizione
iniziale di parola mentre in posizione intervocalica era muta, cosicché
«mihi» e «nihil» suonavano come «mi» e «nil». La grafia e la relativa
pronuncia «michi» e «nichil» (cfr. l'italiano «annichilare») sarebbero
invece tardo-antiche e medievali, nate da un ipercorrettismo scolastico.
Mi sembra un'ipotesi ragionevole che l'acca intervocalica, in latino
classico, rappresentasse uno iato; però dato che l'acca intervocalica
compare in posizioni in cui ci si aspetterebbe un'aspirazione (e.g.
"veho"), e che il simbolo utilizzato è lo stesso dell'aspirazione,
l'ipotesi più semplice è che almeno in latino arcaico avesse sempre il
valore di /h/.

--bb
Valerio Vanni
2018-06-01 21:09:38 UTC
Permalink
On Thu, 31 May 2018 17:10:03 +0100, "B.B."
Post by B.B.
Secondo Traina (*) la H era un segno di aspirazione solo in posizione
iniziale di parola mentre in posizione intervocalica era muta, cosicché
«mihi» e «nihil» suonavano come «mi» e «nil». La grafia e la relativa
pronuncia «michi» e «nichil» (cfr. l'italiano «annichilare») sarebbero
invece tardo-antiche e medievali, nate da un ipercorrettismo scolastico.
Mi sembra un'ipotesi ragionevole che l'acca intervocalica, in latino
classico, rappresentasse uno iato
Uno iato realizzato come, nello specifico?
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
*GB*
2018-06-01 21:22:56 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
Post by B.B.
Mi sembra un'ipotesi ragionevole che l'acca intervocalica, in latino
classico, rappresentasse uno iato
Uno iato realizzato come, nello specifico?
Ad esempio: nihil /nihil/ > /ni?il/ > /ni:l/

La forma intermedia ha un colpo di glottide (*) a separare le due /i/.

Inoltre il colpo di glottide poteva evolversi ad occlusiva velare:

/ni?il/ > /nikil/

da cui "nichilista"...

(*) https://it.wikipedia.org/wiki/Occlusiva_glottidale_sorda

Notare:

In italiano

In lingua italiana tale fono non è presente a livello di fonema, ma
si può comunque percepire talvolta davanti a una vocale iniziale di
parola, soprattutto se preceduta da un'altra vocale: "è Andrea" può
essere pronunciato [ʔɛ ʔanˈdrɛːa]. Altro esempio: "parlavo delle
elezioni, non delle lezioni", dove è evidente l'impostazione
particolare, quasi uno sforzo, della prima "e" di "elezioni".

Bye,

*GB*
Valerio Vanni
2018-06-01 22:06:19 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Valerio Vanni
Uno iato realizzato come, nello specifico?
Ad esempio: nihil /nihil/ > /ni?il/ > /ni:l/
La forma intermedia ha un colpo di glottide (*) a separare le due /i/.
In lingua italiana tale fono non è presente a livello di fonema, ma
si può comunque percepire talvolta davanti a una vocale iniziale di
parola, soprattutto se preceduta da un'altra vocale: "è Andrea" può
essere pronunciato [?? ?an?dr??a]. Altro esempio: "parlavo delle
elezioni, non delle lezioni"
E' vero, quella è una delle possibilità di separazione. Ma ce ne sono
anche altre, ci può essere iato senza colpo di glottide
Per quello mi chiedevo nello specifico quale fosse.
--
Ci sono 10 tipi di persone al mondo: quelle che capiscono il sistema binario
e quelle che non lo capiscono.
*GB*
2018-06-01 22:38:18 UTC
Permalink
Post by Valerio Vanni
E' vero, quella è una delle possibilità di separazione. Ma ce ne sono
anche altre, ci può essere iato senza colpo di glottide
E' vero, e in latino classico gli iati fra due vocali erano frequenti
(almeno in poesia), ma evoluzioni come nihil > nichilismo e aha > acca
fanno supporre che la H intervocalica abbia suonato per qualche tempo
come un colpo di glottide (cosa che può aver fatto pensare ai grammatici
dell'epoca che non ci fosse alcuna consonante in mezzo).

Bye,

*GB*
*GB*
2018-05-31 23:20:24 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Wolfgang
È invenzione germanica la sola W. La J risale invece, come anche
la V, all'umanista italiano
Vorrai dire come anche la U.
No. Ho voluto dire che la sola W è invenzione germanica mentre sia la J
sia la V risalgono all'umanista italiano Gian Giorgio Trìssino oppure al
filosofo francese Pietro Ramo.
Post by *GB*
Prima era V,u poi sdoppiarono in V,v e U,u.
Sì, ma codesto sviluppo che precedeva la creazione della W non ha nulla
a che vedere con l'invenzione delle lettere J e V nel Cinquecento, di
cui sopra.
Ach, vor dem Humanismus existierte kein Großbuchstabe "U", aber der Ton
/u/ wurde durch die Schreibweise "V" ausgedrückt... sieh:

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Post by *GB*
Lì dànno anche l'evoluzione /ha:/ > /ˆ'aha/ > /'ˆak:a/
Secondo Traina (*) la H era un segno di aspirazione solo in posizione
iniziale di parola mentre in posizione intervocalica era muta, cosicché
«mihi» e «nihil» suonavano come «mi» e «nil». La grafia e la relativa
pronuncia «michi» e «nichil» (cfr. l'italiano «annichilare») sarebbero
invece tardo-antiche e medievali, nate da un ipercorrettismo scolastico.
Sia pure. Allo stesso modo "acca" sarebbe venuto da "aha".
Ciò mi sembra affermare bene lo sviluppo del nome «acca» da te citato.
Appunto.

Bye,

*GB*
Klaram
2018-05-31 09:21:14 UTC
Permalink
Post by *GB*
In latino classico le esplosive BCDGPT suonavano be ke de ghe pe te.
Invece le consonanti fricative, liquide e nasali (che potevano, volendo,
suonare anche senza vocali) FLMNRS suonavano ef el em en er es.
In diverse lingue neolatine (francese, spagnolo, catalano, occitano
ecc.) e nei dialetti, l'alfabeto si pronuncia: a be ce de ecc. Poi
nelle scuole si iniziò ad insegnare la pronuncia con la i: a bi ci
di... perché si scelse la pronuncia fiorentina. Questo accadde nel
secolo scorso, non so bene quando, ma sicuramente prima della prima
guerra mondiale si insegnava ancora la pronuncia con la e.
Post by *GB*
Forse la ragione di ciò è che all'inizio avevano provato a pronunciarle senza
vocali, ma essendo impossibile nella prima serie e difficile nella seconda,
ne sono venute fuori quelle forme.
Oggi le maestre fanno pronunciare a b c d... con una specie di schwa,
non mi sembra impossibile né difficile.

k
Giovanni Drogo
2018-06-01 09:33:05 UTC
Permalink
Post by Klaram
Oggi le maestre fanno pronunciare a b c d... con una specie di schwa,
non mi sembra impossibile né difficile.
pero' e' innaturale per una lingua come l'italiano in cui la schwa non
esiste.

Chissa' come compitano il devanagari gli indiani parlanti hindi (o le
altre scritture indiane gli altri indiani) ... se non sbaglio le loro
lettere-consonanti hanno una a implicita, mentre le altre vocali si
mettono con diacritici o segni preposti o posposti
Klaram
2018-06-01 18:11:17 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Oggi le maestre fanno pronunciare a b c d... con una specie di schwa, non
mi sembra impossibile né difficile.
pero' e' innaturale per una lingua come l'italiano in cui la schwa non
esiste.
Ma si possono sentire le consonanti senza vocale, in questo modo
avremmo potuto sentire la semivocale j, che ha un suono uguale alla
elle mouille francese /j/ e non l'avremmo confusa con la i.
Infatti, nei siti che ho trovato, viene sempre pronunciata ja, jo ecc.
e sembra una i, mai /j/ da sola.

k
LAB
2018-06-01 08:02:03 UTC
Permalink
    La lettera V, oltre a vu, ammette come variante anche vi, maggiormente diffusa nelle parlate meridionali e settentrionali, mentre la prima in quelle dell'Italia centrale, proprio perché di origine toscana; l'origine del nome è attribuibile alle origini grafiche della lettera: in latino, infatti, veniva utilizzata sia per indicare il suono consonantico /v/ che quello vocalico /u/, poi indicato con la lettera U.
Io sono contrario alla pronuncia "vi", poiché può creare confusione
con la "bi". La pronuncia delle singole lettere, d'altra parte, dopo le
scuole elementari, viene usata soprattutto per scandire sigle, codici o
parole di non facile comprensione. Sono convinto che la scelta di come
pronunciare le lettere venga anche da una attenta riflessione su come
renderle sempre facilmente distinguibili.
--
Canale Youtube: http://goo.gl/522kv4
edi'®
2018-06-01 08:38:33 UTC
Permalink
  Io sono contrario alla pronuncia "vi", poiché può creare confusione
con la "bi". La pronuncia delle singole lettere, d'altra parte, dopo le
scuole elementari, viene usata soprattutto per scandire sigle, codici o
parole di non facile comprensione. Sono convinto che la scelta di come
pronunciare le lettere venga anche da una attenta riflessione su come
renderle sempre facilmente distinguibili.
Se così fosse T e D si sarebbero chiamate ti e du.
Poi ci sarebbe ci e gu, emme e nu, pi e bu ;-)

Scherzi a parte... la pronuncia "vi" per la V a me pare preferibile,
visto che ormai si sente spesso dire "vu" per W.

E.D.
Wolfgang
2018-06-01 09:26:24 UTC
Permalink
Post by LAB
Io sono contrario alla pronuncia "vi", poiché può creare
confusione con la "bi". La pronuncia delle singole lettere,
d'altra parte, dopo le scuole elementari, viene usata
soprattutto per scandire sigle, codici o parole di non
facile comprensione. Sono convinto che la scelta di come
pronunciare le lettere venga anche da una attenta riflessione
su come renderle sempre facilmente distinguibili.
Se così fosse, T e D si sarebbero chiamate ti e du.
Poi ci sarebbe ci e gu, emme e nu, pi e bu ;-)
Scherzi a parte... la pronuncia "vi" per la V a me pare
preferibile, visto che ormai si sente spesso dire "vu" per W.
Visto che da tedesco non posso permettermi sciatterie, parlando di
auto, la BMW la dico sempre bi-emme-b-vu-doppia per incassare sempre
e immediatamente la «correzione» di dover omettere l'aggettivo
«doppia». Perciò, anche se mi piacesse, non posso permettermi una
BMW. ;-)

Ciao,
Wolfgang
Voce dalla Germania
2018-06-01 09:00:40 UTC
Permalink
Post by LAB
La lettera V, oltre a vu, ammette come variante anche
vi, maggiormente diffusa nelle parlate meridionali e
settentrionali, mentre la prima in quelle dell'Italia
centrale, proprio perché di origine toscana; l'origine del
in latino, infatti, veniva utilizzata sia per indicare il
suono consonantico /v/ che quello vocalico /u/, poi
indicato con la lettera U.
Io sono contrario alla pronuncia "vi", poiché può creare
confusione con la "bi".
Per caso sei spagnolo? Allora capirei.
Sono d'accordo con edi' e aggiungo che a scuola a Milano
avevo sempre sentito dire "vi".
LAB
2018-06-01 12:09:32 UTC
Permalink
Sì, "vi" mi sembra tanto milanese.

Tanto poi c'è chi dice "il viccì" per indicare il WC! Vogliamo chiamarlo
"tazza" o "vaso"? :-)
--
Canale Youtube: http://goo.gl/522kv4
Klaram
2018-06-01 18:12:07 UTC
Permalink
Post by Voce dalla Germania
Post by LAB
Io sono contrario alla pronuncia "vi", poiché può creare
confusione con la "bi".
Per caso sei spagnolo? Allora capirei.
Ricordo la compianta (solo perché non partecipa più) Mariuccia Ruta,
che raccontava di certi suoi alunni, a Caracas, che non distinguevano
la b dalla v.

k
Post by Voce dalla Germania
Sono d'accordo con edi' e aggiungo che a scuola a Milano
avevo sempre sentito dire "vi".
Mad Prof
2018-06-01 18:24:45 UTC
Permalink
Post by Klaram
Ricordo la compianta (solo perché non partecipa più) Mariuccia Ruta,
che raccontava di certi suoi alunni, a Caracas, che non distinguevano
la b dalla v.
<http://www.rae.es/consultas/un-solo-nombre-para-cada-letra>

La letra v tiene dos nombres: uve y ve. El nombre uve es el único empleado
en España, pero también es conocido y usado en buena parte de América,
donde, no obstante, está más extendido el nombre ve. Los hispanohablantes
que utilizan el nombre ve suelen acompañarlo de los adjetivos corta, chica,
chiquita, pequeña o baja, para poder distinguir en la lengua oral el nombre
de esta letra del de la letra b (be), que se pronuncia exactamente igual.
El hecho de que el nombre uve se distinga sin necesidad de añadidos del
nombre de la letra b justifica su elección como la denominación recomendada
para la v en todo el ámbito hispánico.
La letra b se denomina simplemente be entre aquellos hispanohablantes que
utilizan el nombre uve para la letra v. En cambio, quienes llaman ve
(corta, chica, chiquita, pequeña o baja) a la v utilizan habitualmente para
la b las denominaciones complejas be larga, be grande o be alta, añadiendo
en cada caso el adjetivo opuesto al que emplean para referirse a la v.
--
Sanity is not statistical
Giovanni Drogo
2018-06-01 09:19:31 UTC
Permalink
Post by LAB
Io sono contrario alla pronuncia "vi",
Io invece la trovo naturalissima e regolare, e trovo 'unheimlich" la vu.
Post by LAB
Io sono contrario alla pronuncia "vi", poiché può creare confusione
con la "bi".
E allora perche' non con la "pi" ? bi pa vu ?

In ogni caso al mio orecchio v, b e p suonano affatto diverse.
Post by LAB
La pronuncia delle singole lettere, d'altra parte [...]
viene usata soprattutto per scandire sigle, [...] non facile
comprensione. Sono convinto che la scelta di come pronunciare le
lettere venga anche da una attenta riflessione su come renderle sempre
facilmente distinguibili.
Io invece credo che sia una stratificazione di casi storici in buona
parte non consapevoli.

Diverso il caso delle convenzioni (alpha bravo charlie o ancona bologna
como) usate proprio oer la scansione delle sigle. Che non ho mai
imparato e di solito invento prendendo qualche capoluogo di provincia a
caso :-)
LAB
2018-06-01 12:16:03 UTC
Permalink
Uhm...

http://www.accademiadellacrusca.it/en/italian-language/language-consulting/questions-answers/lettera-v-si-chiama-vu

http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_12/interventi/5263.shtml.html
--
Canale Youtube: http://goo.gl/522kv4
Voce dalla Germania
2018-06-01 12:30:01 UTC
Permalink
Post by LAB
Uhm...
http://www.accademiadellacrusca.it/en/italian-language/language-consulting/questions-answers/lettera-v-si-chiama-vu
http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_12/interventi/5263.shtml.html
Dal secondo link:
(1918, P.G. Goidànich, Grammatica italiana, Bologna: “Vu è
il nome toscano di v; fuori di Toscana si dice vi piú spesso”)

Appunto: fuori dalla Toscana, cioè quasi dappertutto. Poi,
scusa, più "fuori di Toscana" di una Voce dalla Germania ...

Alla fine del secondo link:
"Tuttavia, chi desideri esprimersi in italiano
(standard/neutro/tipo) dirà «vu» e non «vi» — pronuncia che
ha connotazioni regionali."

Beh, se volessi parlare italiano senza connotazioni
regionali, dovrei consultare il DOP ogni tre parole e
finirei per ammutolirmi. Non ci penso nemmeno e mi sa che
dovrai continuare a sopportare le pronunce non toscane di
una cinquantina di milioni di italofoni.
Al limite ha meno connotazioni regionali il mio tedesco,
dato che l'ho imparato quasi tutto da grande prima di
assorbire in parte un paio di peculiarità della zona dove
vivo e forse anche di quella da dove vengono mia moglie e
mia cognata.
*GB*
2018-06-01 12:34:24 UTC
Permalink
Post by Voce dalla Germania
"Tuttavia, chi desideri esprimersi in italiano
(standard/neutro/tipo) dirà «vu» e non «vi» — pronuncia che
ha connotazioni regionali."
Chiamiamola "evve" e non se ne parli più.

Bye,

*GB*
edi'®
2018-06-01 12:45:15 UTC
Permalink
Post by *GB*
Post by Voce dalla Germania
"Tuttavia, chi desideri esprimersi in italiano
(standard/neutro/tipo) dirà «vu» e non «vi» — pronuncia che
ha connotazioni regionali."
Chiamiamola "evve" e non se ne parli più.
Quelli del FIRE* sono assolutamente contrari!

E.D.


*Federazione Italiana Rotacismo Etcetera
Giovanni Drogo
2018-06-01 12:58:28 UTC
Permalink
Post by Voce dalla Germania
scusa, più "fuori di Toscana" di una Voce dalla Germania ...
Voce dalla Nuova Zelanda ? :-)
Post by Voce dalla Germania
Beh, se volessi parlare italiano senza connotazioni regionali, [...]
Non ci penso nemmeno e mi sa che
Esatto. Perche' dovrei preoccuparmene (*) se tanto tutti mi capiscono
e io capisco loro ? Idem per altre lingue con varianti ancora piu'
forti,

(*) a meno di dover recitare la parte di una persona di una ben definita
regione, o di essere una spia che deve nascondere da dove viene :-)
Voce dalla Germania
2018-06-01 18:45:02 UTC
Permalink
Post by Giovanni Drogo
Post by Voce dalla Germania
scusa, più "fuori di Toscana" di una Voce dalla Germania ...
Voce dalla Nuova Zelanda ? :-)
Certo, quando si deciderà a presentarsi.
Klaram
2018-05-30 09:54:06 UTC
Permalink
Post by Ammammata
chi ha deciso che la 's' si scrive/pronuncia/rappresenta come 'esse'?
e perché la 'g' si dice 'gi' e non 'egge'?
o la 'z' non si dice 'zi'?
Bella domanda. Al di là della derivazione da altre lingue, greco,
latino ecc., in generale, chi ha deciso i nomi delle cose?

Mi ricorda una gag di un comico, dove un maiale che si rivogeva a Dio
sui nomi, dicendo "Perché a me porco e a lui levriero?".

k
Ammammata
2018-06-01 07:13:14 UTC
Permalink
Il giorno Wed 30 May 2018 11:54:06a, *Klaram* ha inviato su
Post by Klaram
"Perché a me porco e a lui levriero?"
"Ehi tu, levriero, levale le mani di dosso!"

scritta così non avrebbe lo stesso effetto ;)
--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
Post by Klaram
http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........
Ammammata
2018-06-01 07:19:52 UTC
Permalink
Il giorno Fri 01 Jun 2018 09:13:14a, *Ammammata* ha inviato su
Post by Ammammata
Il giorno Wed 30 May 2018 11:54:06a, *Klaram* ha inviato su
Post by Klaram
"Perché a me porco e a lui levriero?"
"Ehi tu, levriero, levale le mani di dosso!"
scritta così non avrebbe lo stesso effetto ;)
At Back to the Future (1985) - Quotes - IMDb
https://www.imdb.com/title/tt0088763/quotes/?tab=qt&ref_=tt_trv_qu

George McFly: Hey, you! Get your damn hands off her!

§

nell'originale manca il porco ma c'è il damn
--
/-\ /\/\ /\/\ /-\ /\/\ /\/\ /-\ T /-\
-=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- -=- - -=-
Post by Ammammata
Post by Klaram
http://www.bb2002.it :) <<<<<
........... [ al lavoro ] ...........
LAB
2018-06-01 08:09:26 UTC
Permalink
Il 30/5/18 11.44, Ammammata ha scritto:
perché la 'g' si dice 'gi' e non 'egge' o la 'z' non si dice 'zi'?

Credo che sia anche per evitare fraintendimenti tra "egge", "effe" e
"esse" e tra "zi" e "gi".
--
Canale Youtube: http://goo.gl/522kv4
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